Quasi tutte le varianti di poker prevedono una sfida tra più giocatori. Il poker a tre carte tuttavia è un gioco diffuso in molti casinò che prevede un duello contro il banco. Anche se vi potrebbe capitare di vedere diverse persone sedute allo stesso tavolo che giocano contemporaneamente, non fatevi ingannare; stanno giocando tutti la propria mano contro quella del dealer e non contro quella degli altri giocatori.

Ottenendo la mano giusta, il poker a tre carte può riservare payout piuttosto importanti! Si tratta inoltre di un gioco molto lineare e facile da imparare.

Continuate a leggere se volete scoprire di più su questo popolare gioco da casinò e per imparare perfettamente i trucchi per vincere!

Sommario

Il poker a tre carte: come giocare

In questa sezione ci occupiamo di tutto ciò che dovete sapere per imparare a giocare e vincere nel poker a tre carte in un casinò.

I REQUISITI DEL POKER A TRE CARTE

Questo gioco da casinò prevede l’utilizzo di un mazzo da 52 carte e delle fiches. In genere ci sono mescolatori automatici usati per mischiare un altro mazzo durante lo svolgimento della mano, di modo da accelerare sostanzialmente lo svolgimento del gioco.

L’OBIETTIVO NEL POKER A TRE CARTE

Lo scopo è semplice: dovete provare a ottenere la miglior mano possibile con tre carte! Non ci sono cambi e non è possibile pescare ulteriori carte come nel blackjack. Si basa tutto sulle carte che vi vengono distribuite all’inizio.

A seconda di come sceglierete di scommettere, il vostro obiettivo sarà quello di (1) cercare di formare una coppia o una mano superiore; e/o (2) fare in modo che la vostra mano alla fine batta quella del dealer.

SCALA DEI PUNTEGGI NEL POKER A TRE CARTE

Carte Kc-Qc-Jc sopra una pila di fiches

La classifica delle mani nel poker a tre carte è semplice: l’ideale sarà avere tra le mani le carte da gioco più forti! Bisogna notare che la gerarchia nel poker a tre carte è leggermente diversa da quella del poker standard.

Ecco le mani in ordine decrescente:

  • Scala colore: tre carte di valore consecutivo e con lo stesso seme (ad es. Kc-Qc-Jc);
  • Tris: tre carte dello stesso valore (ad es. 8-8-8);
  • Scala: tre carte di valore consecutivo (ad es. 6-7-8);
  • Colore: tre carte dello stesso seme (Ad-9d-3d);
  • Coppia: due carte dello stesso valore, più un “kicker” (ad es. A-A-4);
  • Carta alta: si tratta di carte isolate senza valori consecutivi o semi corrispondenti (ad es. Qc-6s-4d).

Si noti che per quanto riguarda una mano con carta alta, qualsiasi combinazione A-X-X ne batterà una K-X-X; in altre parole, anche avendo A-3-4 batterete una mano K-Q-9, anche se il valore medio di quest’ultima mano potrebbe essere più alto. Bisogna inoltre rilevare che se la prima carta alta è “legata” a una mano con carta isolata, allora la seconda carta determinerà il vincitore, e così via.

Notate anche che perfino nel caso in cui due giocatori abbiano una mano uguale da un punto di vista gerarchico (ad es. una coppia), lo scommettitore con la mano dal valore più alto, a parità di punti, risulterà vincente (ad es. A-A-2 batte 2-2-A, poiché in un caso si ha una coppia di assi e nell’altro solo una coppia di 2).

Come giocare: le regole nel poker a tre carte

  1. Puntata: esistono due tipi di puntata nel poker a tre carte:
    • Ante: si effettua nel giocare la propria mano contro quella del dealer, nel tentativo di ottenere il punto più alto con le proprie carte;

    • Pair plus: puntata il cui scopo è quello di formare una coppia o un punto più alto con la propria mano (in questa scommessa le carte del dealer sono del tutto irrilevanti);

    • N.B.: In base al casinò possono cambiare i requisiti per le scommesse. Alcuni richiedono di puntare un ante nel caso in cui vogliate giocare una mano, mentre la puntata pair plus risulterà opzionale. Altri casinò vi faranno scegliere tra l’ante e il pair plus.

  2. Distribuzione: a ogni giocatore e al dealer vengono distribuite tre carte coperte. Similmente al blackjack, e così come menzionato prima, dovete solo cercare di battere il croupier (se avete effettuato il tipo di puntata “ante”). Le carte degli altri giocatori risultano irrilevanti ai vostri fini.

    Duello tra giocatore e dealer

  3. Azione di gioco: dopo che il giocatore ha ricevuto le proprie carte, è il suo turno di agire. Avrà la possibilità di “giocare” la propria mano oppure di scartarla.
    • Se il giocatore scarta la propria mano, il dealer si aggiudica la puntata ante iniziale e qualsiasi pair plus, ove possibile;

    • Se il giocatore vuole rimanere in gara, dovrà piazzare una puntata di gioco. L’entità della scommessa dovrà corrispondere all’ante di cui il giocatore si è inizialmente avvalso. In genere queste fiches verranno piazzate dopo che il giocatore avrà disposto la propria mano in ordine sequenziale; a quel punto posizionerà le carte a faccia in giù nell’area contrassegnata dalla scritta “play”.

  4. Vincite e payout: il passo successivo che il giocatore dovrà compiere sarà quello di rivelare le proprie carte, con il dealer che risponderà immediatamente facendo la stessa mossa. Vengono confrontate le mani, con il conseguente incasso o pagamento della somma corrispondente:
    • Se il croupier ha una carta alta con il jack o una mano peggiore, tale mano non potrà essere “giocata”. Tutti gli scommettitori ancora in gara si aggiudicheranno la somma equivalente all’“ante”, pur effettuando anche la puntata di gioco: in altre parole, si limiteranno a riottenere le fiches inizialmente scommesse, senza poter vincere (e nemmeno perdere) una somma extra. Bisogna notare che se la mano del dealer supera quella del giocatore, senza però soddisfare i requisiti per poter essere giocata, lo scommettitore vincerà comunque una somma pari alla puntata ante. Allo stesso tempo, quest’ultimo “spingerà” con la propria puntata di gioco, potendola poi riavere indietro al termine della mano (se il dealer ha J-4-3, mentre lo scommettitore ha T-9-7 e “gioca”, questi vincerà la somma equivalente al proprio ante per la mano in questione);

    • Se il croupier ha una carta alta con Q o una mano migliore, questa potrà essere giocata e verrà classificata in base al confronto con la mano del giocatore. Quest’ultimo, se avrà una mano migliore, vincerà una somma pari al proprio ante e alla puntata di gioco effettuata. Nel caso vinca il dealer, questi procederà ad incassare conseguentemente il denaro del giocatore piazzato nelle aree del tavolo corrispondenti;

    • Poiché la puntata pair plus viene giocata indipendentemente, si presentano due possibili scenari: o essa finirà nelle tasche del banco qualora il giocatore non ottenga una coppia o una mano migliore oppure quest’ultimo otterrà la vincita corrispondente. Questo risultato si verifica a prescindere dalla mano del banco e/o che il giocatore vinca o vincerebbe contro il dealer. Di seguito vediamo come sono strutturati normalmente i payout per queste mani alte.

Le regole del poker a tre carte: i payout delle mani alte

Carte da poker JhJsKd

Anche se queste possono differire da casinò a casinò e da luogo a luogo, ecco le quote standard nel poker a tre carte tipicamente valide in America per le puntate pair plus, oltre a una scelta di altre variazioni di payout che vengono usate:

  • Coppia: 1 a 1
  • Colore: 3 a 1 (o 4 a 1)
  • Scala: 6 a 1 (o 5 a 1)
  • Tris: 30 a 1 (o 25 a 1)
  • Scala colore: 40 a 1

Oltre a quelli per i pair plus, le case da gioco offrono in genere anche payout per i bonus “ante” se ottenete una delle mani più forti. Queste vincite non richiedono una puntata addizionale come quella del pair plus.

I payout per i bonus ante potrebbero essere strutturati come segue, anche se ne esistono altre varianti:

  • Scala: 1 a 1
  • Tris: 4 a 1 (o 2 a 1 o 3 a 1)
  • Scala colore: 5 a 1 (o 3 a 1 o 4 a 1)

Le regole del poker a tre carte: gli stakes

Va notato come ci sia una puntata minima e massima ai tavoli di poker a tre carte. Se la puntata minima è di 5$, tuttavia, giocare una mano vi costerà un totale di 10$: 5 per la puntata ante e altri 5 per la puntata di gioco se decidete di tenere la vostra mano e di sfidare il dealer.

Il valore numerico delle fiches per la scommessa ante e per quella di gioco dev’essere sempre uguale. Tuttavia, potranno entrambe differire dalla puntata effettuata per il pair plus.

Da notare che anche la scommessa pair plus dev’essere compresa tra il valore minimo e massimo degli stakes del tavolo.

La strategia nel poker a tre carte

Seguendo la strategia ottimale nel poker a tre carte, si dovrebbero generalmente giocare tutte le mani da un valore pari o superiore a Q-6-4 e foldare in qualsiasi altro caso.

A lungo andare questa variante del poker garantirà sempre al banco un piccolo vantaggio intorno al 2%. Ad ogni modo, i margini per il pair plus e i bonus ante saranno leggermente diversi da luogo a luogo a seconda dei payout.

Giocatore e casinò

In generale, per quanto riguarda questa parte del gioco i casinò americani hanno dalla loro un margine del banco pari al 7,28%, mentre tale valore in Europa è solo del 2,7%.

Il poker a tre carte: l’etichetta da seguire

Per quanto riguarda il codice di comportamento nel poker a tre carte, ci sono tre punti da rilevare:

  • Giocare la propria mano: se dopo aver effettuato la puntata ante volete continuare a giocare, disponete le vostre carte in ordine crescente, posizionatele orizzontalmente a faccia in giù nel box “play” e piazzate la vostra puntata di gioco sopra alle vostre carte;

  • Foldare la propria mano: se avete effettuato l’ante, ma non volete giocare la mano, potete lanciare le carte in avanti in direzione del dealer. In alternativa le potete far scivolare sotto le fiches che avete già scommesso (negli spazi riservati all’ante e al pair plus) per poi spingerle entrambe verso il croupier;

  • La mancia: è buona norma lasciare una mancia al dealer in caso di vittoria. Spetta a voi decidere l’ammontare e la frequenza, ma il 10% risulta essere solitamente una quota adeguata (ricordate che potreste usare delle fiches da 1$ se giocate con quelle da 5$). La mancia va lasciata al termine della mano e a destra di un qualsiasi box di scommessa: pair plus, ante o play.

Le regole del banco: ogni casinò è diverso

È fondamentale far luce su alcune differenze che ci possono essere da un casinò all’altro in termini di regole del banco:

  • Numero di mani simultanee per un giocatore: alcuni casinò consentono agli scommettitori di giocare solo una mano alla volta, mentre altri permettono di giocarne più contemporaneamente (attraverso le diverse sezioni di scommessa dello stesso tavolo);

    Giocatore al tavolo da casinò

  • Condividere le proprie carte personali: alcune sale da gioco prevedono una policy severa che consente lo sfruttamento di una mano da parte di un solo giocatore. Da altre parti, invece, giocatori diversi possono condividere le proprie hole card e darsi consigli a vicenda su come giocare le proprie mani;

  • Quale puntata bisogna obbligatoriamente piazzare: alcuni casinò richiedono di anticipare la puntata ante per poter ricevere la propria mano di tre carte, lasciando così il pair plus come scommessa opzionale. In altre case da gioco si ha la possibilità di giocare la puntata ante o quella pair plus (o entrambe insieme).

Come barare: il poker a tre carte

Di per sé è difficile imbrogliare nel poker a tre carte. Detto questo, c’è solo un mazzo di carte in gioco, al contrario di quanto avviene normalmente nel blackjack, perciò l’idea di contare le carte per procurarsi un vantaggio non è da escludere del tutto.

Se il casinò ve lo consente, di certo è consigliabile guardare anche le mani degli altri scommettitori per scoprire quali sono le carte in gioco e quante sono le probabilità che la mano del dealer soddisfi i requisiti per poter essere giocata.

Se ad esempio la maggior parte degli assi, dei re e delle regine è in mano agli altri giocatori, potrebbe risultare vantaggioso avanzare una puntata di gioco. Magari vincerete almeno un importo pari alla vostra scommessa ante se la mano del croupier è una carta alta con jack e di conseguenza non può entrare in gioco.

Il poker a tre carte online

Il poker a tre carte si disputa prevalentemente live. Tuttavia, alcuni casinò online hanno allestito dei tavoli virtuali o live stream di tavoli reali per offrire la possibilità di giocare in rete.

Date un’occhiata al vostro casinò virtuale preferito per verificare la disponibilità del poker a tre carte.

Il riepilogo del poker a tre carte

Speriamo che questa guida sia stata d’aiuto per imparare a giocare e a vincere nel poker a tre carte! Si tratta indubbiamente di un gioco semplice da imparare e incredibilmente divertente da giocare.

Tenete a mente le varie opzioni di scommessa a vostra disposizione e non dimenticate di informarvi sulle regole del banco vigenti per la partita di poker a tre carte a cui prendete parte.

Buona fortuna!

July 30, 2020

Di Matthew Cluff

Matthew Cluff
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Matthew Cluff è un giocatore di poker specializzato nelle partite 6-Max No Limit Hold’em. Inoltre si occupa regolarmente di contenuti di poker online per vari siti.

Matthew Cluff
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Cos’è lo strip poker?

Lo strip poker è una variante del poker al centro della quale vi è il divertimento dato dall’imbarazzo dei giocatori. Solitamente praticato al meglio con l’aiuto di alcuni bicchierini di rum o bevande simili, nello strip poker i vestiti sostituiscono le fiches.

Se nel poker tradizionale è il proprio stack a indicare quanto bene stiano andando le cose, nello strip poker ciò che conta è vedere tanta carne!

Con chi giocare a strip poker?

Se è vero che lo si può fare con chiunque, è altrettanto vero che difficilmente lo strip poker sostituirà le partite a carte con nonni e zii nei lunghi pomeriggi invernali passati in famiglia.

A parte gli scherzi, la cosa migliore è giocare con persone con le quali ci si sente a proprio agio, tipo gli amici o il proprio partner. Detto questo, spesso lo strip poker è praticato anche a feste da gruppi di persone che non si conoscono.

Come in tutte le altre varianti del poker, sapere chi siede al tavolo è davvero fondamentale.

In quanti si gioca?

Io consiglierei di giocare in gruppi da due a sei persone. Il gioco finisce quando terminano le carte, quindi dipende molto dalla variante che si sceglie. Due persone sono davvero il minimo: chi lo gioca da solo, più che altro credo abbia bisogno di un buono psichiatra...

888 flirt

Le sfide heads-up sono più intime e adatte a flirtare di quanto non lo siano quelle di gruppo, nelle quali l’obiettivo è solitamente quello di mettere in imbarazzo il più possibile gli altri partecipanti.

Cosa serve per giocare a strip poker gratis?

  • Le carte
  • Le fiches
  • Un po‘ di umore
  • Alcuni drinks (aiutano)
  • Un grado d’inibizione ridotto (proporzionalmente al numero di drinks assunti)
  • Delle tende scure (il vicino ringrazierà)
  • Indumenti intimi puliti

Come si gioca a strip poker

Ciò che conta veramente a strip poker è stabilire bene le poker regole prima d’iniziare. Potrebbe sembrare un’affermazione ovvia, ma non esistendo mai state codificate con esattezza, forse è bene dare alcune indicazione più precise.

È importante considerare i seguenti fattori:

  • Il gioco: sono tante le persone che giocano a Texas Holdem, in partite che per come sono strutturate durano davvero a lungo. Lo strip poker è un format diverso, più immediato e veloce, adatto anche ai principianti e per il quale non servono quegli skills che un vero giocatore sviluppa nel lungo periodo: ecco perché è indicato anche per i neofiti;

 

  • L'obiettivo: l’idea di avere di fronte qualcuno nudo è molto più divertente di quanto non sia quella di finire nudi noi stessi, e per di più dopo aver dilapidato il nostro stack. Ecco perché il mio consiglio è quello di giocare più partite corte e con ante obbligatori, in modo da spingere tutti a giocare sempre e aumentare così il livello di divertimento;

 

  • Le regole extra: possibile rivestirsi con un full-house, oppure chi ha colore è costretto a bere un drink? Il vincitore di una partita potrebbe inserire una regola per quella successiva, o chi termina nudo per primo ballare attorno al tavolo per un minuto. Non vi sono limiti o regole codificate: qualsiasi tipo di bonus può rendere la partita unica e divertente, basta avere sufficiente fantasia!

Un esempio di partita a strip poker

Poker Texas Holdem strip - Giochi online gratis strip poker

Ora che le abbiamo chiarito l'aspetto regolamentare, è possibile iniziare a giocare. Vi presento la variante che gioco con i miei amici, veloce e divertente:

  1. Prima che inizi la partita, assicuratevi che ogni giocatore indossi un numero simile di capi d’abbigliamento. È possibile unire due o più capi e accettare anche i gioielli al fine di rendere il gioco più corretto;
  2. Un capo d’abbigliamento viene indicato come ante;
  3. Ogni partecipante riceve cinque carte, delle quali ne può guardare due, mentre le altre tre rimangono rivolte verso il basso;
  4. È possibile cambiare una o entrambe le carte conosciute con lo stesso numero di carte sconosciute. Le carte scartate vengono eliminate e non rientrano più in gioco;
  5. Si gioca il turn;
  6. È possibile sostituire una sola carta con una sconosciuta;
  7. Si gioca il river;
  8. Allo showdown, chi ha la mano peggiore deve togliersi il capo d’abbigliamento scelto come ante;
  9. Chi finisce i propri vestiti deve attendere la partita successiva.

Esistono anche versioni più elaborate, nelle quali ogni giocatore possiede un determinato numero di fiches: il capo d’abbigliamento viene tolto solo una volta che lo stack viene dilapidato, o quando un giocatore raggiunge un certo numero di fiches può intimare a un altro di svestirsi.

Strip poker – Domande e risposte

Domanda 1: cos’è lo strip poker?

Lo strip poker è una variante del poker nella quale ai giocatori viene chiesto di togliersi i propri capi d’abbigliamento. Chi non è bravo o è sfortunato, alla fine rimane nudo!

Domanda 2: Quali sono le regole dello strip poker?

Non esiste un regolamento codificato. Da sempre, diverse varianti del poker tradizionale sono usate come basi per lo strip poker: l’elemento costante è che chi perde deve togliersi un capo d’abbigliamento.

Domanda 3: Si possono usare tutte le varianti del poker tradizionale per giocare a strip poker?

Tecnicamente sì, anche se quelle più semplici che non prevedono l’impiego di fiches risultano più adatte, dirette e divertenti. L’obiettivo è giocare mani veloci e permettere anche ai giocatori meno esperti di divertirsi.

Domanda 4: Cosa devo sapere per organizzare una partita di strip poker?

Il tutto sarà più piacevole se vissuto in un ambiente confortevole, con luci soffuse, un bel caldo e la musica giusta in sottofondo. Assicuratevi di definire le regole prima d’iniziare e che tutti i partecipanti siano vestiti con un numero simile di capi d’abbigliamento. Ma più di qualsiasi altra cosa, fate in modo che l’atmosfera sia divertente.

888poker IT

 

Sono troppo timido per giocare a strip poker

Lo strip poker non è un gioco per i più timidi o riservati. Non piace a tutti mostrarsi mezzi nudi, soprattutto se non in perfetta forma fisica. Se non vi sentite abbastanza sicuri, probabilmente continuerete a giocare a scacchi o a dama.

Ma se doveste decidere di giocare, ricordate che le persone tenderanno a ridere di più per quello che accade, e non perché accade a voi, o tantomeno a ridere di voi. Specialmente se con voi ci saranno persone con le quali siete a vostro agio.

Ora sapete tutto quello che c’è da sapere sullo strip poker e a me non rimane altro da fare che augurarvi buon divertimento!

June 29, 2020

Di Dan O'Callaghan

Dan O'Callaghan
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Dan O'Callaghan ha conosciuto il poker ai tempi dell'università a Newcastle ed è pro da diversi anni. Noto online con il nomignolo danshreddies, ha vinto sia in tornei live sia virtuali, raggiungendo il bubble al WSOP Main Event. Finora ha raccolto oltre $120K in tornei dal vivo e oltre $750K online giocando a MTTS e cash games. 

Dan si descrive come 'un tipo un po' strano' e un grande ottimista ed è un apprezzato autore di articoli per la poker community. Oltre a ciò è anche altissimo!

Segui i suoi consigli su YouTube.com/danshreddies e su Instagram e Twitter a @Danshreddies. 

Dan O'Callaghan
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Siete massimi esperti in materia di poker online, ma avete maggiori difficoltà quando si tratta di individuare le località che offrono le partite del vostro gioco preferito dal vivo? Scoprite insieme a noi le principali case da gioco italiane e pianificate il vostro prossimo viaggio alla ricerca del successo!

  • In base alla legislazione italiana, se si fa eccezione per i circoli che organizzano incontri di poker sportivo, i classici tavoli da poker sono presenti soltanto nelle case da gioco legalmente riconosciute sul territorio nazionale.
  • I tre casinò attualmente operativi nel nostro paese sono dislocati a Venezia, Sanremo e Saint-Vincent. Nel 2018 ha dovuto invece chiudere i battenti lo storico casinò dell'enclave di Campione d'Italia.
  • Le tre case da gioco si differenziano tra di loro in base al tipo di giochi ed eventi ospitati, oltre che per aspetti collaterali quale ad esempio il dress code. 

Poker sportivo - Italia

Poker live casino

Nonostante il predominio delle sale da gioco virtuali (che spinge molti a chiedersi come aprire una poker room live) e a dispetto del recente calo di interesse nei confronti del poker (che aveva invece vissuto un vero e proprio boom all’inizio dello scorso decennio), non mancano neanche oggi gli appassionati del poker live, che, in virtù della normativa attualmente vigente in Italia, è praticabile soltanto nelle case da gioco ufficialmente autorizzate dallo Stato, oltre che nei circoli che offrono la possibilità di cimentarsi nel “poker sportivo” (il quale prevede una modalità torneo freezeout e un buy-in contenuto).

Andiamo ora ad analizzare più da vicino i luoghi di ritrovo fisici che esercitano un forte potere attrattivo sui giocatori d’azzardo di tutto il mondo, spesso affascinati dal loro lusso e dalla loro eleganza: parliamo ovviamente dei casinò.

Poker: dove giocare

Casino in Italia

Ci sembra opportuno partire dalla casa da gioco più antica al mondo che, contrariamente a quanto molti potrebbero pensare, non ha visto la luce in qualche scintillante città americana, bensì a Venezia nel lontano 1638. All’epoca il casinò era costituito dal Ridotto di San Mosè, che col passare del tempo si sarebbe rivelato essere soltanto il primo nucleo di quello che è ad oggi una delle sole tre case da gioco presenti in Italia. Attualmente il casinò consta di due sedi: il teatro Ca’ Vendramin Calergi, che con la sua eleganza di stampo patrizio rinascimentale rappresenta il cuore pulsante della casa da gioco veneziana, a cui si è affiancata nel 1999 la sede di Ca’ Noghera, situata nei pressi dell’aeroporto Marco Polo e che costituisce il primo esempio di casinò all’americana presente nel nostro Paese. Entrambe le sedi offrono la possibilità di cimentarsi nell’Ultimate Texas Hold’em Poker, una variante dalle regole simili al gioco tradizionale, con la differenza che lo scommettitore gioca direttamente contro il banco; se preferite invece il Caribbean Stud Poker, dovrete virare verso Ca’ Noghera e in particolare verso la sala San Marco, un’area totalmente rinnovata di oltre 1000 mq nella quale, oltre al celebre gioco di carte, potrete tentare la fortuna anche in numerosi altri giochi da casinò. L’abbigliamento richiesto per entrare nella struttura è piuttosto formale nelle sale dei giochi dal vivo, mentre nelle altre aree è ammesso anche uno stile più casual. In generale alle signore è consentito l’ingresso con un abbigliamento informale, ma il dress code può occasionalmente variare in base a particolari occasioni o circostanze. La puntata minima nella casa da gioco cambia a seconda del gioco e del tavolo scelto.

Tavolo da poker

Una piccola curiosità per gli amanti della storia e della musica: il palazzo di Ca’ Vendramin Calergi, in quanto vecchia residenza del celebre compositore tedesco Richard Wagner (vissuto a Venezia tra il 1856 e il 1859, prima di tornarvi nel 1882, un anno prima della sua morte), ospita attualmente il museo che porta il suo nome: qui è possibile visitare la più grande collezione privata dedicata al genio nativo di Lipsia (se si fa eccezione per quella presente a Bayreuth). Ancora oggi vengono inoltre organizzati concerti o attività museali dedicati alle celebri composizioni di Wagner o di autori che hanno avuto un influsso decisivo nella sua formazione. 

Poker Italia

Un altro poker casino che, pur non essendo antico come quello di Venezia ha fatto la storia del gioco d’azzardo in Italia, è quello di Sanremo. Inaugurato nel 1905 grazie al progetto dell’architetto parigino Eugene Ferret, la casa da gioco matuziana non passa inosservata grazie al suo elegante stile liberty che illumina il centro della cittadina ligure. Nei primi anni il palazzo fungeva perlopiù da teatro, all’interno del quale venivano organizzati ricevimenti, feste, spettacoli e concerti. Non mancava tuttavia il gioco d’azzardo che, seppur non ufficialmente autorizzato a livello legale, godeva del tacito benestare da parte delle autorità locali. Soltanto nel 1927, in piena epoca fascista, venne sancita ufficialmente la nascita del casinò di Sanremo con un apposito decreto regio che legalizzava la pratica del gioco d’azzardo al suo interno. A partire dal secondo dopoguerra, il Salone delle feste divenne teatro del Festival di Sanremo, che si tenne nella casa da gioco locale dal 1951 al 1976 (prima di essere spostato al Teatro Ariston, che tuttora ospita l’evento nel mese di febbraio). Oltre ai classici giochi da casinò, come il blackjack, le slot machines e le roulette, la casa da gioco sanremese offre naturalmente anche la possibilità di cimentarsi nel poker, e in particolare nella variante Texas Hold’em. A questo proposito va ricordato come il casinò di Sanremo, complice anche il tracollo della casa da gioco di Campione d’Italia nel 2018, si stia affermando come la capitale del poker italiano. Il casinò ha infatti recentemente siglato un accordo pluriennale con il management della Texa Poker che garantirà la disputa di due eventi annuali appartenenti al circuito IPO (Italian Poker Open). L’edizione del 2019 si è distinta per il grande interesse riscosso tra i top player di tutta Europa. A fronte di un montepremi da un milione di euro viene richiesto ai giocatori un buy-in piuttosto abbordabile che si aggira sui 550€. Impossibile non menzionare che fino al 2014 veniva disputata una tappa dell’European Poker Tour nella Città dei Fiori.

Le carte

I comuni mortali, d’altra parte, possono tentare la fortuna ai tavoli che prevedono un blind tra 2/4€ e 20/40€. Mentre per le slot machines è consentito anche un abbigliamento informale, per le sale da gioco tradizionali e i tornei di poker è fatto divieto di indossare pantaloni corti, canottiere o tute da ginnastica.

Una piccola curiosità per gli amanti della commedia italiana: il teatro all’interno della sede del casinò ha rappresentato un trampolino di lancio per la carriera di Eduardo e Peppino di Filippo, protagonisti di varie esibizioni all’interno della casa da gioco.

Casino Italia - Live poker casino

La terza (in ordine cronologico) delle tre case da gioco operanti attualmente in Italia è rappresentata dal Casinò de la Vallée, noto anche come Casinò di Saint-Vincent, sito nell’omonima località valdostana. La sua storia è cominciata nel 1921, quando l’allora sindaco Elia Page ottenne il permesso dal prefetto locale per poter aprire un tavolo da roulette nei mesi estivi. Chiuso durante la seconda guerra mondiale, il casinò riprese la sua attività nel 1947, affermandosi nel tempo come una delle case da gioco più grandi e prestigiose d’Europa. I cinefili ricorderanno sicuramente la leggendaria giocata di Sean Connery, il primo attore a interpretare il personaggio di James Bond nella storia del grande schermo, che nel 1963 si presentò al casinò valdostano per poi vincere 27 milioni di lire con tre puntate secche consecutive sul numero 17.

Sono ancora molti gli appassionati di poker che tentano la fortuna nelle partite live

Al giorno d’oggi sono tanti i giochi offerti all’interno di questo complesso di 3.500 mq; anche gli amanti del poker troveranno pane per i loro denti grazie alla possibilità di esibire le proprie capacità nell’Ultimate Texas Hold’em e nel Caribbean Poker (che prevede anche un jackpot quale montepremi progressivo). Nel fine settimana è possibile sedersi ai tavoli cash di Texas Hold’em con blind a partire da 2,5/5€. Quanto al dress code, viene semplicemente richiesto un abbigliamento decoroso per quanto riguarda il piano terra, mentre per l’area dei tavoli sono previste delle limitazioni analoghe a quelle del casinò di Sanremo. La casa da gioco di Saint-Vincent, così come del resto anche quelle di Venezia e Sanremo, offre inoltre la possibilità di tentare la fortuna anche nella controparte online sul proprio sito ufficiale.

Per un'ampia varietà di scelta, inoltre, potrete sempre trovare pane per i vostri denti districandovi tra le sale da gioco online del casinò di 888.

PUNTI CHIAVE

  • Dopo la chiusura per fallimento del casinò di Campione d'Italia nel 2018, sono tre le case da gioco rimaste in Italia nelle quali è possibile prendere parte a incontri di poker live. I tre casinò in questione sono quello di Venezia, Sanremo e Saint-Vincent.

  • Il casinò di Venezia (il più antico al mondo) è attualmente costituito da due sedi, ciascuna delle quali offre incontri di Ultimate Texas Hold'em. La sede di Ca' Noghera, inaugurata nel 1999, presenta anche tavoli di Caribbean Stud Poker, oltre a vari altri giochi da casinò. 

  • Da qualche anno a questa parte, tuttavia, la casa da gioco di Sanremo si sta via via profilando come la capitale del poker italiano: qui è possibile prendere parte a incontri di Texas Hold'em. Da ricordare inoltre che il casinò ospita alcuni appuntamenti annuali del circuito IPO (Italian Poker Open).

  • Similmente a quanto avviene a Venezia, anche il casinò di Saint-Vincent, nell'omonima località valdostana, offre incontri di Ultimate Texas Hold'em e Caribbean Poker: quest'ultima variante prevede anche un jackpot come montepremi progressivo).

FAQ

A quali specialità di poker è possibile giocare nei casinò italiani?

Ognuna delle tre case da gioco presenti in Italia offre un determinato tipo di incontri di poker: a Venezia e Saint-Vincent c'è la possibilità di prendere parte a incontri di Ultimate Texas Hold'em (una variante simile a quella tradizionale, con la piccola grande differenza di dover giocare contro il banco) e di Caribbean Poker, mentre a Sanremo sono disponibili i classici tavoli da Texas Hold'em.

I casinò italiani offrono anche tavoli da poker con blind accessibili ai comuni mortali?

A dispetto della mitica aurea che avvolge le celebri case da gioco in Italia, è possibile reperire livelli di blind di tutti i tipi, anche per i giocatori meno avvezzi a questo genere di contesti. A titolo d'esempio, è possibile sedersi a un tavolo di Sanremo a partire da un blind di 2/4€, mentre a Saint-Vincent il livello base è di 2,5/5€.

Quale dress code è necessario osservare per avere accesso ai suddetti casinò?

Anche in questo caso le norme differiscono leggermente da struttura a struttura (e talvolta anche a seconda della sala o dell'evento cui si vuole accedere). Per informazioni più dettagliate, si consiglia di consultare gli appositi paragrafi di questo articolo o, in alternativa, il sito ufficiale del casinò di vostro interesse, di modo da essere perfettamente aggiornati su tutto l'occorrente.

May 18, 2020
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Tuttavia l’interesse per il poker da parte del Belpaese ha un’origine piuttosto recente, databile ai primi anni del terzo millennio. Fino al secolo scorso, infatti, gli italiani erano rimasti fedeli ai tradizionali giochi di carte nostrani, assumendo invece un atteggiamento distaccato nei confronti del poker, visto come il gioco “degli americani”, che di tanto in tanto faceva la propria comparsa nei film d’oltreoceano. Negli ultimi anni la situazione è cambiata radicalmente con la diffusione in Europa di un numero sempre crescente di pellicole che ruotavano attorno al mondo del poker, ma un contributo altrettanto significativo è arrivato anche dalla legalizzazione delle sale da poker online, che hanno fatto il loro debutto in Italia nel settembre del 2008. Da allora infatti sono stati tanti gli italiani che si sono riversati nelle sale da gioco virtuali per tentare la fortuna.

Com’è noto, il poker racchiude in sé diverse varianti che differiscono tra loro nelle regole (e di conseguenza nelle strategie e nelle tattiche da adottare), ma anche nella popolarità acquisita presso i giocatori. Andiamo ora a dare una rapida occhiata alle varie sottocategorie del poker.

Giocatori italiani poker: in quali varianti si cimentano?

È possibile innanzitutto individuare tre macrocategorie:

- Community card poker: le varianti in cui i giocatori hanno le carte scoperte sul tavolo, come ad esempio nel Texas Hold’em o nell’Omaha;

- Draw poker: racchiude quelle specialità del poker nelle quali i giocatori ricevono tutte le carte coperte e, senza mostrarle all’avversario, devono cercare di comporre la miglior mano possibile. Solitamente dopo ogni giro di scommesse viene offerta ai partecipanti l’opportunità di cambiare le proprie carte.

- Stud poker: un tipo di poker in cui il gioco prevede l’utilizzo di una o più carte scoperte.

Il poker si divide in diverse varianti

Analizzando più da vicino le varianti che costituiscono nel loro insieme il gioco del poker, risulta evidente come le più amate e praticate in Italia siano il Texas Hold’em (da molti, e non solo dalle nostre parti, considerato il gioco da poker per antonomasia), l’Omaha, il 5 Card Stud, la Telesina e, immancabilmente, il poker all’italiana.

Il Texas Hold’em, una delle varianti più facili da apprendere, ma al contempo una di quelle che offrono una maggiore profondità, prevede che ogni giocatore riceva due carte coperte, mentre sul tavolo ne vengono posizionate altre cinque, visibili a tutti. I partecipanti devono combinare le proprie carte con quelle comuni allo scopo di formare una mano vincente. Il gioco si divide in varie fasi: si parte con le puntate obbligatorie prima della distribuzione delle carte ai giocatori, la quale avviene nel cosiddetto “preflop”. Si passa poi al vero e proprio flop, in cui vengono scoperte le prime tre carte sul tavolo. Il turn e il river sono rappresentati rispettivamente dalla distribuzione della quarta e della quinta carta comune, cui fa seguito lo showdown, la fase che decreta il giocatore con la mano vincente.

Il procedimento di una partita di Omaha ricorda per molti versi quello del Texas Hold’em: anche in questo caso sono presenti il grande e il piccolo buio, così come le fasi di flop, turn, river e showdown. La prima grande differenza tra le due varianti è rintracciabile nel numero di carte distribuite ai giocatori: mentre nel Texas Hold’em, come già accennato, vengono consegnate due carte per ogni partecipante, nel caso dell’Omaha sono ben quattro le carte personali. L’altra grande differenza consiste nel fatto che ogni giocatore di Omaha è tenuto a usare due delle proprie carte personali: né una in più né una in meno; nel Texas Hold’em, invece, è possibile utilizzare una, due, o addirittura nessuna delle carte che si hanno in mano.

Il 5 Card Stud, molto simile al 7 Card Stud, consente una partecipazione di un massimo di 10 giocatori. Si tratta di un limit game a cui vengono applicati gli stessi punti del Texas Hold’em. La prima fase è quella dell’ante up (in cui si effettuano i pagamenti e vengono distribuite le carte), alla quale fanno seguito cinque distribuzioni. Come nei precedenti casi, anche qui la mano si conclude con uno showdown, nel quale viene assegnato il piatto al giocatore dal punto più alto. 

La telesina, detta anche teresina, può essere considerata una variante del 5 Card Stud. Il croupier distribuisce due carte per ogni partecipante: la prima coperta, la seconda scoperta. A questo punto si apre il giro di scommesse, al termine delle quali il mazziere s'incarica di distribuire un’ulteriore carta scoperta a ognuno dei giocatori. Segue un altro giro di puntate, e l’intero procedimento viene ripetuto finché ognuno dei contendenti in gioco non si ritrovi davanti quattro carte scoperte e una coperta. Conclusasi l’ultima mano, ognuno dei giocatori è tenuto a scoprire la propria carta coperta (anche coloro che hanno una mano più debole rispetto a quelle scoperte dai propri avversari). Come sempre, il giocatore dal punto più alto si porta a casa il piatto.

L’ultima ma non meno importante variante del poker tra quelle diffuse in Italia non può che essere il cosiddetto poker all’italiana, giocato a cinque carte (e difatti noto anche con l’anglicismo di 5-card draw). Il numero di partecipanti al tavolo è compreso tra quattro e sei, ognuno dei quali dovrà puntare una quantità minima di fiches. Il mazzo viene costruito sulla base del numero dei giocatori, secondo la formula “11 – n. dei giocatori” (nel caso di cinque partecipanti, ad esempio, la carta dal valore più basso in gioco sarà il il 6). A cominciare dal contendente alla sinistra del croupier, viene distribuito a ognuno un totale di cinque carte coperte (in questa variante non si può dunque parlare di poker giocato a carte scoperte). La mano può essere aperta solo da un giocatore in possesso di una coppia di jack, di donne o di re, o comunque un punto di valore superiore alla coppia. Lo scommettitore che effettua l’apertura può puntare, fare parola o cip. Dopo una puntata, il giocatore successivo può vedere, rilanciare o passare, mentre dopo l’apertura è possibile cambiare da una a quattro delle proprie carte. Se in seguito a questa fase di gioco, detta accomodo, nessun giocatore effettua una scommessa, il piatto non viene assegnato. In caso contrario, vincerà il giocatore dal punto più alto o colui che avrà costretto i propri avversari ad abbandonare il gioco. 

Gli amanti del poker hanno in genere anche la possibilità di cimentarsi in partite che combinano diverse di queste varianti: in questo caso si parlerà di mixed games. Ne è un esempio l’HO poker, che riunisce in sé il Texas Hold’em e l’Omaha.

A partire dal 2 settembre 2008, data di lancio delle poker room online in Italia, un grande numero di giocatori dalle abilità e dalle esperienze più disparate si è affacciato al mondo del gioco virtuale per sfidare gli altri appassionati sfruttando la comodità del poter stare tranquillamente seduti a casa davanti al computer. È impossibile inoltre non tenere in considerazione che il poker online garantisce un gioco più veloce e dinamico rispetto a quello live, oltre a offrire una più ampia gamma di varianti e di modalità tra cui i giocatori possono spaziare nella propria scelta. D’altra parte, in Italia i fautori del poker live devono fare i conti con un numero molto limitato di possibilità a propria disposizione, visto l’esiguo numero di casinò operanti nella nostra penisola.

May 15, 2020
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Le origini di questa tipologia di gioco si perdono nella notte dei tempi, come dimostrato dal ritrovamento dei primi dadi in Cina, risalenti a oltre 5000 anni fa, anche se si pensa che il loro utilizzo all’epoca fosse volto al tentativo di conoscere il volere divino. Rimane comunque emblematica l’etimologia della parola azzardo, derivante dall’arabo az-zahr, termine che ha per l’appunto il significato di ‘dado’. Col passare dei secoli i dadi hanno via via perso la loro funzione e il loro ruolo in ambito religioso, avvicinandosi sempre di più ai fini di intrattenimento a cui anche oggi vengono spontaneamente associati.

Il gioco d’azzardo ha ovviamente lasciato le proprie tracce anche nella storia italiana, perfino in ambito artistico, come ci testimonia esemplarmente il dipinto de "I bari" del Caravaggio. Il tema portante dell’opera è il gioco delle carte, da cui si può facilmente dedurre come il gioco d’azzardo godesse di una certa popolarità ai tempi dell’artista milanese. Altro segno indelebile dell’impatto di questo fenomeno nella storia del territorio italico è rappresentato dalla fondazione del casinò di Venezia nel 1638, tradizionalmente considerata la casa da gioco più antica al mondo. L’ingresso nel casinò era consentito soltanto a una categoria di eletti, tutti dotati di maschera, allo scopo di tenere segreta la propria identità. Tuttavia, in nome della morale e del buon nome della città, le autorità locali decisero di chiudere la casa da gioco nel 1774. Ciò non impedì la diffusione, anche in altri paesi europei, di strutture espressamente adibite alla pratica legale del gioco d’azzardo, alle quali gli Stati imponevano il versamento di specifiche tasse sugli introiti.

Nel 1905 venne inaugurato il casinò di Sanremo, tuttora una delle sole tre case da gioco (a seguito della chiusura del casinò di Campione d’Italia nel 2018) operanti nella nostra penisola. Il casinò di Sanremo era aperto a tutti in virtù del placet da parte delle autorità locali, pur in assenza di un’autorizzazione ufficiale. Tuttavia la struttura veniva utilizzata principalmente come teatro per ricevimenti, feste e spettacoli, e dal momento che la popolazione non era ancora avvezza alla vita dei giochi d’azzardo, si rese necessario importare diversi croupier da Paesi nei quali questa pratica era ormai sdoganata, come ad esempio i Paesi Bassi.

A partire dagli ultimi anni dello scorso millennio si è verificata in Italia una netta accelerazione nell’ampliamento del ventaglio di possibilità offerto agli amanti del gioco d’azzardo. Dal 1992 la crisi valutaria ha convinto lo Stato a iniziare una fase di deregolamentazione col fine di far cassa tramite il gioco d’azzardo. Tra il 1997 e il 1999 hanno fatto il proprio debutto il Superenalotto e le sale bingo, mentre nel 2003 sono state legalizzate le slot machine nei pubblici esercizi. L’ultima tappa fondamentale di questo percorso è costituita dalla liberalizzazione del gioco online per effetto del cosiddetto "decreto di Ferragosto" approvato nel 2011. Ai sensi della normativa attualmente in vigore, il gioco d’azzardo rimane comunque vietato nei locali pubblici e nei luoghi privati. Di base è possibile giocare solo nelle case da gioco autorizzate, sebbene nel tempo siano state legalizzate anche in altri contesti alcune tipologie di gioco a denaro, quali ad esempio il lotto e il Win for Life!

Ci focalizzeremo ora su uno dei giochi da casinò che più di molti altri ha goduto di un aumento di popolarità in Italia negli ultimi anni: il poker.

Da diverso tempo ormai a questa parte, il poker si è radicato di forza nell’immaginario collettivo come il gioco di carte per eccellenza: per vincere, infatti, servono ben altre doti rispetto alla fortuna (che comunque, come in qualsiasi gioco di questo tipo, ricopre sempre un ruolo dall’importanza non trascurabile), quali la scaltrezza, il sangue freddo e la capacità d'interpretare correttamente le intenzioni dei propri avversari. Proprio per questo motivo sono molte le persone restie a definire il poker come un gioco d’azzardo, ancorché molto diffuso nelle case da gioco di tutto il mondo.

Non solo fortuna: il poker richiede anche una grande abilità

Ci sono opinioni discordanti sulla nascita del poker (alcuni ne fanno risalire le origini ai francesi, altri agli statunitensi), ma quel che è certo è che questo popolare gioco di carte era già diffuso in America nel XIX secolo, e si diffuse ulteriormente tra i soldati impiegati nella guerra di secessione a cavallo tra il 1861 e il 1865.

L’affermazione del poker in Italia ha invece conosciuto tempi decisamente più lenti per via del predominio dei giochi di carte tradizionalmente praticati dalle nostre parti. In effetti per lungo tempo la percezione comune è stata quella secondo cui il poker fosse il gioco “degli americani”, mentre quest’idea risulta ormai essere stata definitivamente sradicata tra gli attuali amanti del genere. Alla sbarco definitivo del poker, e in particolare del Texas Hold’em, in Europa hanno contribuito anche film hollywoodiani come Il giocatore - Rounders, pellicola del 1998 che vede l’interpretazione da protagonista di Matt Damon.

Uno dei motivi che probabilmente ha portato al grande successo del poker è da rintracciare nel fatto che, almeno nelle versioni a torneo del Texas Hold’em, è possibile prevedere in anticipo quale sarà la cifra vincolante, il che impedisce di andare incontro a una potenziale perdita che vada oltre il proprio budget.

Una pietra miliare nella crescita del movimento del poker in Italia è costituita senz’altro dalla legalizzazione, a partire dal 2 settembre 2008, dei primi tornei disponibili sul web (mentre la prima partita a soldi svolta in assoluto nella storia del poker online risale al 1998). Da quel momento sono stati sempre di più gli appassionati del genere che si sono riversati nelle sale da poker online al fine di sfruttare le proprie abilità e tentare la fortuna.

È proprio la variante virtuale di questo gioco, che offre un’indiscutibile comodità e praticità rispetto ai casinò tradizionali, ad aver apportato ulteriore linfa al poker in questi ultimi anni. Il tutto è stato favorito anche da una regolamentazione ferrea che ha tagliato fuori dai giochi qualsiasi operatore illegale o disonesto, escludendo così di fatto ogni possibile tentativo di frode nei confronti del cliente.

Andando ad analizzare più da vicino il poker da un punto di vista giuridico, scopriamo come esso venga annoverato tra i giochi d’azzardo all’interno della giurisprudenza italiana (come confermato anche in tempi recenti dalla Corte di Cassazione). In quanto tale, esso è legale soltanto quando il gioco è gestito dall’Aams (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) o da privati autorizzati dallo Stato (come i casinò). In altri contesti viene ammessa dalla legge la possibilità di giocare a poker, a patto che non si tratti di cash game. Un’altra variante di poker non considerata gioco d’azzardo, e in quanto tale praticabile senza restrizioni, risulta essere il Texas Hold’em freezeout senza rebuy.

Per quanto riguarda il poker online, sarà sufficiente affidarsi esclusivamente ai casinò virtuali che godono dell’autorizzazione rilasciata dalla suddetta Aams.

Tradizionalmente il poker virtuale veniva visto come una variante di gioco mainstream, adatta anche, e forse soprattutto, ai giocatori occasionali, mentre da qualche tempo ormai si registra un’affluenza sempre maggiore da parte di appassionati ed esperti del settore.

May 13, 2020
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Il termine “3-bet” tende a generare confusione, in particolare tra i giocatori meno esperti. Spesso i principianti pensano che una “3-bet” sia un rilancio che ammonti grosso modo al triplo della puntata precedente. È piuttosto facile capire il perché di questa supposizione. Partiamo dalla definizione corretta di “3-bet”.

3-bet = la terza puntata in una qualsiasi sequenza di scommesse.

Guardate il video dell’intervista condotta da Kara Scott a Martin Jacobson sulla 3-bet:

Questa confusione è dovuta al fatto che quando si effettua una 3-bet prima del flop, si ha la sensazione che si tratti appena della seconda puntata nella sequenza. Un giocatore apre col rilancio e a quel punto decidiamo di controrilanciare. Il motivo per cui quest’ultima giocata viene definita 3-bet è che i pagamenti obbligatori del piccolo e grande buio vengono indicati come prima puntata nella sequenza, ragion per cui il primo rilancio è in realtà una “2-bet”, mentre il controrilancio è considerato una 3-bet.

Pertanto a questo punto nasce una certa confusione riguardo alle 3-bets dopo il flop. Immaginiamo che il nostro avversario effettui una c-bet sul flop e che noi facciamo check-raise. In questo caso si tratta chiaramente della seconda puntata nella sequenza, la quale però viene solitamente (ed erroneamente) indicata come una 3-bet da parte di molti giocatori. Affinché si verifichi una vera 3-bet è necessario che il nostro avversario controrilanci nuovamente sul nostro check-raise nell’esempio fatto in precedenza.

Perché è importante la 3-bet

Non ci vogliono tante analisi statistiche per rendersi conto che in media effettuare puntate 3-bet sia più proficuo che fare un cold call. L’unico motivo per cui non facciamo 3-bets su tutto il range con cui continueremmo prima del flop è che i nostri avversari potrebbero adeguarsi e iniziare a sfruttarci nel momento in cui si rendessero conto che stiamo effettuando 3-bets in maniera troppo aggressiva. L’idea di base è quella di farla franca con le 3-bets per quanto possibile senza che gli avversari siano in grado di adattare le loro giocate per batterci.

Per farla semplice, è necessario integrare le 3-bets nella nostra strategia da poker per poter incrementare considerevolmente la nostra percentuale di vincita.

Diamo un’occhiata ad alcuni potenziali range di 3-bets da effettuare contro le prime puntate da varie posizioni.

3-bet in posizione di button

Quella del button è un’ottima posizione per effettuare 3-bets in maniera aggressiva dal momento che, se qualcuno vede la nostra puntata, avremo sempre la certezza di essere in posizione dopo il flop.

Il nostro range di 3-bets verrà tipicamente suddiviso in una selezione di mani di valore e in un’altra di bluff. Nella maggior parte dei casi sarà giusto effettuare qualche 3-bet in più sui bluff che non sulle mani di valore. Dovrebbe risultare evidente l’importanza della posizione in questo tipo di giocata: infatti sarà più facile passarla liscia con una maggior percentuale di bluff nel caso in cui siamo in posizione.

Lo scopo di una 3-bet su una mano di valore è semplicemente quello di vincere dei soldi inducendo un giocatore con una discreta selezione di mani peggiori a vedere la puntata. L’obiettivo di una 3-bet su un bluff è invece quello di vincere il piatto prima del flop. Sappiamo di non avere spesso la miglior mano, ma possiamo approfittare di un eventuale fold da parte del nostro avversario.

Normalmente non si bluffa con qualsiasi carta che ci ritroviamo. Prendiamo delle mani che possano diventare potenzialmente forti prima del river. Queste mani saranno normalmente caratterizzate da una buona combinazione di giocabilità ed equity, come ad esempio nel caso di un Axs.

Spesso vedremo che le nostre mani in occasione delle 3-bets sui bluff sono comunemente più deboli di quelle sui cold call, anche se questo non risulta sempre vero.

3-bet BTN vs CO

Nel seguente grafico, le 3-bets su mani di valore sono rappresentate in verde, mentre quelle sui bluff sono raffigurate in azzurro.

Range di 3-bets su mani di valore: 4,52%
Range di 3-bets su bluff: 9,05%
Range totale di 3-bets: 13,57%

3-bet BTN vs CO

Si noti il gap tra le 3-bets sui bluff e quelle sulle mani di valore. Si prendano come esempio mani come un ATs: questo tipo di mani solitamente va a finire nel nostro flatting range e risulta per noi un po’ troppo forte per essere considerato come bluff sulla 3-bet.

BTN vs MP

Da rilevare che il nostro range di 3-bets è significativamente più ristretto quando la prima puntata viene effettuata dall’MP. È importante anche notare i tipi di mani che stiamo usando per bluffare.

Non abbiamo molte mani speculative come connettori dello stesso seme; stiamo innanzitutto bluffando con un range dalla buona equity. Il motivo è che ci sono più probabilità di arrivare allo showdown quando siamo in posizione e la nostra equity approssimativa è un po’ più significativa.

Paragonando questi range a quelli OOP, noteremo che le mani speculative costituiscono la parte più corposa del range di bluff. In quel tipo di mani la giocabilità è più importante quando si è fuori posizione, mentre l’equity ha una rilevanza minore.

Range di 3-bets su mani di valore: 1,66%
Range di 3-bets su bluff: 3,32%
Range totale di 3-bets: 4,98%

BTN vs MP

BTN vs UTG

Ovviamente in questo caso il range sarà più ristretto dei due precedenti dal momento che ci ritroviamo a fronteggiare un rilancio dall’UTG, che normalmente risulterà forte.

Range di 3-bets su mani di valore: 0,9%
Range di 3-bets su bluff: 2,11%
Range totale di 3-bets: 3,01%

BTN vs UTG

CO vs MP

In questo scenario salta all’occhio che i numeri sono gli stessi che abbiamo in BTN vs MP, ma i range sono leggermente diversi.

Questo ha a che fare col tipo di mani con cui potremo fare un cold call proficuo. In effetti possiamo farne uno su un range leggermente più ampio dalla posizione BTN, dal momento che ci saranno solo due giocatori che potranno agire dopo di noi e che eventualmente potrebbero fare squeeze. Fare cold call in posizione di CO risulta un po’ meno proficuo, perciò saremo maggiormente propensi a usare un certo tipo di mani per essere noi stessi a fare una 3-bet.

È questo il motivo per cui, nonostante i numeri di questo scenario siano gli stessi di quello BTN vs MP, il range di 3-bets nel caso di CO vs MP risulterà leggermente più forte.

Range di 3-bets su mani di valore: 1,66%
Range di 3-bets su bluff: 3,32%
Range totale di 3-bets: 4,98%

CO vs MP

CO vs UTG

Anche quando è il giocatore in UTG a effettuare la prima scommessa, dovremmo comunque avere un range di bluff per effettuare una 3-bet. Alcuni giocatori non si avvalgono mai di questa possibilità e questo li porta a farsi sfuggire diverse situazioni vantaggiose.

Tuttavia, il nostro range di bluff per fare una 3-bet contro un giocatore in EP (early position) che effettua la prima giocata risulterà normalmente molto più forte del nostro range di bluff per fare una 3-bet contro un giocatore in LP (late position).

Range di 3-bets su mani di valore: 0,9%
Range di 3-bets su bluff: 1,81%
Range totale di 3-bets: 2,71%

CO vs UTG

MP vs UTG

In questo scenario ci ritroviamo a giocare contro UTG e abbiamo altri quattro giocatori che agiranno dopo di noi. Qui dovrebbe risultare sensato giocare un range molto ristretto.

Range di 3-bets su mani di valore: 0,9%
Range di 3-bets su bluff: 1,51%
Range totale di 3-bets: 24,1%

MP vs UTG

3betting OOP

Adesso diamo un’occhiata ad alcuni range di 3-bets che possiamo usare quando siamo OOP, in posizione di buio.

Qui ci sono due sostanziali differenze riguardo alla distribuzione delle mani di valore e di bluff.

  1. Il range di bluff è più “polarizzato”. Vedremo che le mani per i bluff risulteranno mani speculative anziché mani ad alta equity.
  2. Nel nostro range ci sono meno bluff per ogni mano di valore. La ragione principale è che ci troviamo fuori posizione, il che implica che sarà più difficile farla franca bluffando spesso. Un altro motivo è che i nostri bluff hanno una minor equity (dal momento che sono speculativi): di conseguenza sarà generalmente opportuno fare meno bluff nel complesso.

BB vs BTN

Bisogna notare che questo range è stato pensato per fronteggiare un 2,5bb che apre il giro di puntate, mentre i range precedenti erano stati concepiti per affrontare un 3bb che fa la prima scommessa. Al giorno d’oggi, i giocatori di solito riducono leggermente la propria puntata quando fanno la prima scommessa sul button; per questo motivo l’esempio del 2,5bb risulta generalmente più realistico.

Range di 3-bets su mani di valore: 4,52%
Range di 3-bets su bluff: 5,43%
Range totale di 3-bets: 9,95%

BB vs BTN

BB vs CO

Da rilevare che ora si verifica un maggior grado di polarizzazione nella nostra strategia per le 3-bets. Possiamo vedere una chiara separazione tra il nostro range di valore e quello di bluff, che adesso è composto da mani speculative a bassa equity.

Range di 3-bets su mani di valore: 3,77%
Range di 3-bets su bluff: 4,22%
Range totale di 3-bets: 7,99%

BB vs CO

BB vs MP

Il range di valore OOP vs EP/MP sarà estremamente ristretto. Nella maggior parte dei casi è consigliato fare solo 3-bets per valore AA/KK (0,9%), supponendo una situazione di 100bb come effettivo stack.

Range di 3-bets su mani di valore: 0,9%
Range di 3-bets su bluff: 1,81%
Range totale di 3-bets: 2,71%

BB vs MP

BB vs UTG

Range di 3-bets su mani di valore: 0,9%
Range di 3-bets su bluff: 1,51%
Range totale di 3-bets: 2,41%

BB vs UTG

SB vs BTN

Range di 3-bets su mani di valore: 4,52%
Range di 3-bets su bluff: 6,79%
Range totale di 3-bets: 11,31%

SB vs BTN

SB vs CO

Range di 3-bets su mani di valore: 3,77%
Range di 3-bets su bluff: 5,58%
Range totale di 3-bets: 9,35%

SB vs CO

SB vs MP

Range di 3-bets su mani di valore: 0,9%
Range di 3-bets su bluff: 1,51%
Range totale di 3-bets: 2,41%

SB vs MP

SB vs UTG

Range di 3-bets su mani di valore: 0,9%
Range di 3-bets su bluff: 1,21%
Range totale di 3-bets: 2,11%

SB vs UTG

BB vs SB

C’è un ulteriore range particolarmente importante: BB vs SB. Si tratta di una situazione molto forte nel No-Limit Hold’em. Oggigiorno il piccolo buio effettua spesso la prima puntata con un range piuttosto ampio, mentre noi avremo la certezza di essere in posizione dopo il flop supponendo che la nostra 3-bet venga vista. Non dobbiamo neanche preoccuparci di un eventuale giocatore che faccia squeeze dopo di noi, costringendoci a foldare i nostri bluff, dal momento che siamo gli ultimi a effettuare la giocata.

Da notare quanto sia ampio il range di bluff per una 3-bet: questo è dovuto in parte alla nostra possibilità di fare un cold call con un ampio range in una situazione di BB vs SB (spesso per i nostri bluff scegliamo mani leggermente più deboli rispetto a quelle per fare cold call). In media dovremmo ritrovarci a difendere circa il 50% delle mani dalla posizione di BB contro un 2,5bb SB che apre le scommesse: il 35% con un cold call e il 15% con una 3-bet.

Range di 3-bets su mani di valore: 6,18%
Range di 3-bets su bluff: 9,65%
Range totale di 3-bets: 15,83%

BB vs SB

Conclusioni

Ecco qualche osservazione importante sui range.

Come prima cosa dovrebbe essere possibile fare 3-bets con un range ancora più ampio di quanto abbiamo illustrato contro molti tipi di avversari. Uno dei motivi è che nelle partite con limiti più bassi, la maggior parte dei giocatori non è aggressiva come dovrebbe nell’effettuare una 4-bet. Di conseguenza quando facciamo una 3-bet possiamo cavarcela con un range più ampio di quello che teoricamente dovremmo considerare.

Un altro aspetto da tenere a mente è che i nostri range di 3-bets cambieranno a seconda dell’entità del rilancio come prima puntata. Abbiamo analizzato i range di 3-bets contro 2,5x e 3,5x che aprono le scommesse, ma è necessario avere anche una strategia per giocare in situazioni analoghe contro 2x e 4x. Ci serve una tattica sostanzialmente anche per le altre entità delle puntate che ci ritroviamo ad affrontare regolarmente.

I range fin qui considerati sono semplicemente dei modelli standard contro avversari indefiniti. Ottenendo più informazioni, potremo prendere in considerazione l’idea di adattare la nostra strategia per avere la meglio sugli altri giocatori.

Ammettiamo di avere un avversario che non foldi mai sulle 3-bets. Tipicamente ridurremo le nostre 3-bets sulle mani con bluff, ma di contro prenderemo in considerazione l’idea di andare un po’ più in là con le nostre 3-bets su mani di valore. E se invece il nostro avversario folda troppo spesso dinanzi a una 3-bet? Possiamo considerare un rovesciamento della nostra strategia: effettuare tante 3-bets con bluff e  potenzialmente decidere di effettuare addirittura puntate basse su alcune delle nostre mani più forti prima del flop, anziché valorizzare le nostre 3-bets.

April 15, 2020

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

Chad Holloway
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Solo in tempi recenti i giocatori hanno iniziato a comprendere appieno l’importanza di difendere il grande buio in maniera aggressiva.

Era opinione comune che si dovesse semplicemente foldare nella gran parte delle mani giocate dal grande buio, dal momento che dopo il flop si è fuori posizione. Se tornassimo indietro di un certo numero di anni e chiedessimo la media del range di difesa dal piccolo buio contro il button, probabilmente ci verrebbe mostrato qualcosa di questo tipo:

Range di difesa dal piccolo buio, in passato

Solo il 10,56% circa delle mani venivano considerate difendibili contro il button. Anche mani come KTo erano considerate troppo deboli da difendere, visto che potenzialmente potevano essere “dominate”. I suited connectors erano un assoluto tabù. Semplicemente veniva accettato da tutti il fatto che non fosse opportuno giocare suited connectors dalla posizione di buio.

Le moderne Cold Call

Ripensandoci oggi, il range con il quale un giocatore medio difendeva al brande buio appare davvero ridicolo. Pochi di noi penserebbero di difendere in questo modo così conservativo solo perché si trovano fuori posizione. Certo la posizione è importante, ed essere in quella sbagliata è in effetti uno svantaggio, ma questo non significa che dobbiamo foldare tutte le mani.

Se ci trovassimo in posizione sfavorevole, dal Big Blind sarebbe comunque corretto difendere con un range di mani piuttosto ampio, e questo per i seguenti motivi:

  • Il costo di un call è più basso (1bb già investito)
  • Siamo noi a chiudere l’azione (nessun pericolo di squeeze o overcall)
  • Se affrontiamo giocatori nelle ultime posizioni, essi potenzialmente potrebbero aprire un ampio range di mani

Vediamo ora come si tende a difendere dai propri blind al giorno d’oggi, Big Blind contro cold-call dal button.

Difendere il grande buio, 31,5% flatting range

La differenza è drammatica. Il grafico rappresenta un flatting range del 31,5%, circa tre volte più ampio di quello dal quale inizialmente si pensava fosse giusto difendersi.

Detto questo, è anche giusto ricordare che più andiamo indietro nel tempo, maggiore era il numero di giocatori con la tendenza a effettuare open-raise molto ricchi rispetto agli standard attuali. In passato era considerato normale aprire con 4bb da qualsiasi posizione, button incluso. Oggi invece, quando qualcuno apre rilanciando con 4bb dal button, lo si considera immediatamente un giocatore di poca qualità. Gli standard odierni prevedono raise iniziali nell’ordine di 3bb, 2,5bb, 2,2bb o anche inferiori.

Ecco perché anche tale aspetto dovrà essere considerato quando vogliamo difendere dai bui. Il range di cui sopra è pensato per aperture di 2,5bb. Il valore di tale aperture determina in maniera diretta la frequenza dei nostri tentativi di difesa dai bui.

Immaginiamo di affrontare un open-raise di 2bb dal BTN. Il nostro cold-calling range dovrebbe avere il seguente aspetto:

Difendere il grande buio, 50% flatting range

In questo caso il range delle mani con il quale difenderci è di circa il 50%. Una variazione minima di 0.5bb dell’opener ha allargato il nostro range di quasi il 20%! È anche per questo che definire una strategia esatta di difesa preflop risulta davvero complicato: la nostra strategia dipenderà direttamente dal valore degli open-raise.

Cosa fare al postflop

Avendo aumentato la frequenza con la quali difendiamo al preflop, maggiori problemi potrebbero presentarsi al postflop, soprattutto se non siamo abituati a giocare con un range abbastanza ampio.

È bene sapere quali linee guida si possono seguire al postflop, perché questo ci sarà di grande aiuto. Andiamone ad analizzare alcune assieme.

Check-Raise

Uno dei modi in cui proviamo a compensare il fatto di avere un cold-calling range più ampio è quello di limitarlo al postflop. Immaginiamo di aver deciso di adottare dopo il flop una strategia fit-or-fold: a questo punto non avrebbe più senso iniziare difendendo un range troppo ampio al preflop. Questo ci porterebbe solo a mettere sul piatto molte fiche, che nella maggior parte dei casi finirebbero diritte nello stack dei nostri avversari.

Per difendere con un range ampio portato dal preflop è possible check-raise aggressivamente i flop dotati di un certo potenziale. Una regola generale dice che è giusto check-raise un numero di bluff doppio rispetto alle value bet. Nella maggior parte dei casi quindi, ci troveremo a fare un check-raise al post-flop con in mano un bluff.

Le migliori carte da usare sono quelle che hanno il potenziale di formare una mano forte al river. Progetti di scala, progetti di colore e buoni progetti back-door sono tutti candidati importanti. Torneremo comunque a parlare dell’argomento check-raise nel corso di questo articolo.

Floating

Tale strategia si può applicare per difendere al postflop di fronte a una cbet. Andiamo a vedere nello specifico come comportarci in determinate situazioni:

Doppia coppia o superiore – Check-call tre strade (nel momento in cui non facciamo nessun check-raise)
Top Pair – Call le prime due strade, fold al river
Seconda coppia con un buon kicker – Call le prime due strade, fold al river
Seconda coppia con un kicker medio o scadente – Call la prima strada, fold al turn
Bottom Pair – Call la prima strada, fold al turn. (A volte check/raise con bluff se le backdoor sono buone)

Nel momento in cui decidiamo di eseguire un float con un progetto, è molto importante capire il perché lo stiamo facendo. Immaginiamo il seguente scenario:

UTG (100 big blind)
MP (100 big blind)
CO (100 big blind)
BTN (100 big blind) Villain
SB (100 big blind)
BB (100 big blind) Hero

Hero riceve le carte Jh9h

UTG folda, MP folda, CO folda, BTN apre con 2,5bb, SB folda, Hero calla con 1,5bb dal big blind.

Flop (5,5bb)

KcQc5d

BTN effettua una cbet di 4bb, Hero calla con 4bb

Ci manca un gutshot nella parte inferiore del progetto e questo ci dovrebbe indurre a foldare quasi sempre. Ma perché? Le pot-odds sono quelle giuste?

In realtà non proprio. Stiamo investendo 4bb in un piatto totale di 13,5bb, e quindi dobbiamo sperare di hittare al turn.

4/13,5= 29,6%

Quanto spesso ci capiterà? Ci sono 4 out, quindi la possibilità di centrarne uno al turn è dell’8% (4% * 2).

Se non ci sono direct pot-odds, dobbiamo sperare in quelle implied. Ma nemmeno quelle ci daranno grande fiducia: al river saranno del 16%, e comunque non ci garantiranno il nuts.

Ok, ma se sia le pot odds che le implied sono basse, perché callare?

Per rispondere a questa domanda è necessario dare una definizione esatta di float.

Il float è un call speculativo in una mano marginale, fatto con l’intenzione di vincere il piatto in una strada successiva.

Non sono molti a capirlo subito, ma uno dei motivi principali che ci devono spingere a callare è il fatto che una mano del genere sarà poi un ottimo bluff nelle strade seguenti. Al turn e al river, una mano di media forza può essere un valore aggiunto. Vediamo come si sviluppa questa specifica mano.

UTG (100 big blind)
MP (100 big blind)
CO (100 big blind)
BTN (100 big blind) Villain
SB (100 big blind)
BB (100 big blind) Hero

Hero riceve le carte Jh9h

UTG folda, MP folda, CO folda, BTN apre con 2,5bb, SB folda, Hero calla con 1,5bb dal big blind.

Flop (5,5bb)

KcQc5d

Hero fa check, BTN effettua una cbet di 4bb, Hero calla con 4bb

Turn (13,5bb)

3c

Hero fa check, risponde a sua volta con un check.

River (13,5bb)

7d

Hero punta 8bb, CO folda.

Ora che possiamo vincere la mano senza per forza dover migliorarla, il call al flop inizia ad assumere valore. È assolutamente sbagliato effettuare un float in una mano marginale se poi non cogliamo l’occasione di sfruttare il bluff quando ci si presenta.

Con ciò non vogliamo dire che è necessario trasformare ogni mano in un bluff, ma qui il nostro avversario ha mostrato debolezza optando per un check al turn e dandoci la possibilità di vincere il piatto. Questo genere di strategia è chiamata river probe, traducibile con sondaggio al river. È possibile implementare una tattica simile anche al turn.

Turn Probe

La verità è che la maggior parte delle nostre vincite non arriva quando un avversario esegue una continuation bet, bensì quando risponde a un nostro check con un altro check. Immaginiamo di cold-callare i bui OOP e il nostro avversario non esegue una cbet: la cosa migliore è cercare di rubargli immediatamente il piatto.

Andiamo ad analizzare una mano simile, ma con una differenza chiave. Il nostro avversario decide di non effettuare una cbet nemmeno al flop.

UTG (100 big blind)
MP (100 big blind)
CO (100 big blind)
BTN (100 big blind) Villain
SB (100 big blind)
BB (100 big blind) Hero

Hero riceve le carte Jh9h

UTG folda, MP folda, CO folda, BTN apre con 2,5bb, SB folda, Hero calla con 1,5bb dal big blind.

Flop (5,5bb)

Kc7h5d

Hero fa check, BTN risponde a sua volta con un check.

Turn (5,5bb)

Td

Hero punta 4bb, BTN folda.

Questo è ciò che s’intende per turn probe, traducibile con sondaggio al turn. Il nostro avversario ci manda un segnale di debolezza rispondendo con un check al flop, e noi ne approfittiamo eseguendo un semi-bluff al turn. Attenzione: nonostante in questo esempio sia uscito un gutshot, contro avversari non particolarmente scafati spesso non c’è nemmeno bisogno di avere equity al turn. In tale situazione è consigliabile giocare comunque contro la maggior parte degli avversari.

Ma cosa succede se il nostro avversario decide di callare la nostra turn probe?

UTG (100 big blind)
MP (100 big blind)
CO (100 big blind)
BTN (100 big blind) Villain
SB (100 big blind)
BB (100 big blind) Hero

Hero riceve le carte Jh9h

UTG folda, MP folda, CO folda, BTN apre con 2,5bb, SB folda, Hero calla con 1,5bb dal big blind.

Flop (5,5bb)

Kc7h5d

Hero fa check, BTN risponde a sua volta con un check.

Turn (5,5bb)

Td

Hero punta 4bb, BTN calla.

River (13,5bb)

3s

Hero punta 9bb, BTN folda.

A livello non professionistico, spesso è possibile vincere il piatto semplicemente bluffando in due strade, ogni volta che il nostro avversario ci risponde con un check al flop. Ciò non significa che sia sempre la scelta migliore, ma una corretta valutazione delle nostre carte e del range del nostro avversario è fondamentale.

In questo caso sono molti i progetti che il nostro avversario potrebbe completare al turn, ma che potrebbero portarlo a foldare al river se questo non dovesse accadere. Alcuni di questi progetti mancati o busted potrebbero persino battere la nostra mano, come ad esempio QJ.

Quindi:

  • Il nostro avversario ha diverse mani nel suo range che possono essere foldate
  • Abbiamo poco value allo showdown

Alla luce di tali osservazioni, in queste circostanze è spesso conveniente trasformare la nostra mano in un bluff.

Per riassumere

Abbiamo analizzato assieme le migliori strategie per difendere i nostri bui al post flop, ma questo non significa che non ve ne siano delle altre.

Interessante può essere la scelta di effettuare un check/call al flop seguito da un check/raise al turn, sia con un bluff sia con una value bet.

Nella situazione giusta, anche una scelta apparentemente poco ortodossa come check/call al flop e donk-bet al turn può avere successo.

Un’estensione di tale tattica potrebbe essere check/call al flop, check/call al turn e donk-bet al river, sia con un bluff sia con una value bet.

Si tratta comunque di giocate per giocatori abbastanza esperti. La prima cosa da fare è imparare bene con quali range difendere al preflop e le prime tre strategie postflop indicate:

Check-Raise al flop
Probe River
Probe Turn

February 3, 2020

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

Chad Holloway
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Nei 29 anni da poco compiuti che ha finora trascorso su questo pianeta, Mustapha Kanit ha vissuto una vita così intensa che a una persona normale non ne basterebbero dieci per fare lo stesso numero di esperienze. Ma chi è il celeberrimo Mustacchione, di certo il miglior giocatore di poker italiano assieme a Dario Sammartino?

È inevitabilmente un ragazzo molto sveglio. Così si spiega come a meno di vent’anni fosse già il re dei tornei online in Italia; così si spiega la scelta di trasferirsi all’estero per mettersi alla prova e imporsi anche sui dot com, iniziando con Malta e trascorrendo tre anni a Vienna, una delle capitali europee del poker; così si spiega anche la sua recente decisione di spostarsi in pianta stabile a Londra, città di networking più adatta alle sue attitudini di persona libera. E poi in UK Kanit ha effettuato una serie d’investimenti economici, diversificando le sue attività ed entrate e rendendole così parzialmente indipendenti dal mondo delle carte. Un cervello vulcanico il suo, in costante eruzione.

Nato ad Alessandria il 24 gennaio 1991, Mustapha inizia a giocare giovanissimo, come tanti altri prima a Magic the Gathering e poi a poker: partecipa a tornei live e miete vittime online con il nickname “Lasagnaaammm”. I primi veri successi in termini economici arrivano nel 2010, appena maggiorenne, ma il vero salto a livello internazionale giunge l’anno successivo col raggiungimento del tavolo finale al Partouche Poker Tour di Cannes, nel quale si aggiudica il sesto posto e la bella somma di 190.000 Euro.

A 21 anni va bankrupt e perde tutti i soldi vinti fino a quel momento in investimenti poco mirati. A questo si aggiunge un lungo downswing nei tornei e online, sicuramente il momento più difficile della sua carriera. Ma un ragazzo intelligente riesce a trarre il meglio da ogni situazione e questo accade anche a lui: impiega il tempo per studiare i leak del suo gioco, migliorarlo e tornare laddove merita di essere. Dopo un anno e mezzo arriva la sua rinascita, a completamento di una tappa fondamentale del suo processo di maturazione.

E riprende a vincere, diventando uno dei migliori players in circolazione e permettendo all’Italia di affacciarsi negli high rollers più prestigiosi dei vari circuiti. Tra tutti i suoi successi, la cifra più alta guadagnata finora è giunta nel 2016 al €100.000 No Limit Hold’em – Super High Roller #16 all’EPT di Monte Carlo, dove chiude al secondo posto assicurandosi 1.462.000 Euro. Nella stessa stagione vince anche mezzo milione di dollari al 25.750 Euro No Limit Hold’em High Roller – 8 Handed a Dublino, dopo aver chiuso con il botto quella precedente trionfando al Super High Roller 8 Handed da 50.000 Euro di Montecarlo e portando a casa ben 936.500 Euro. Con un bankroll di oltre 11 milioni di Euro, Mustacchione è il secondo giocatore italiano più vincente di sempre dopo il suo amico Dario Sammartino, capace di superarlo grazie ai sei milioni di Euro vinti nel luglio 2019 alle WSOP.

A 29 anni, Mustapha Kanit è un imprenditore di successo. Ha diversificato le sue fonti di guadagno e non vede più il poker come unica ragione di vita. Nemmeno pensa di voler giocare tornei per il resto della sua vita: un Main ogni tanto magari sì, per il piacere di farlo e per sentire l’ebbrezza del tavolo verde. Per vedere anche tanti amici e dimostrare prima di tutto a se stesso di saper ancora leggere il gioco come pochi altri. A 29 anni Londra è la città perfetta per uno come lui, ma sarà così per sempre? Difficile pensarlo, alla luce di quanto sia caotica la capitale del Regno Unito. E cosa accadrà, in termini legislativi e fiscali, con la Brexit appena definita? L’Inghilterra è l’unico Paese in Europa nel quale la legge definisce con esattezza la tassazione sul poker, ma chissà, il vento potrebbe cambiare.

E in termini di vita privata? Un pro di poker a tempo pieno investe molto tempo ai tavoli, in viaggi e nello studio del gioco, uno stile difficilmente compatibile con il desiderio di formare una famiglia. Kanit è fidanzato, a Londra non vive da solo e immaginiamo che da qui a pochi anni quest’esigenza si farà sentire anche per lui.

Avendo sempre dimostrato di avere la testa sulle spalle e una grande capacità di analisi, noi di 888Poker siamo certi che anche in quel caso saprà fare la scelta giusta.

February 3, 2020
888poker
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Glossario Poker

GLOSSARIO POKER

Glossario poker: ti sei mai chiesto il significato di quel termine pokeristico che continua a spuntare fuori da ogni lato? Grazie al glossario di 888poker, da oggi non dovrai più preoccupartene! Qui troverai l’analisi dettagliata di ogni singolo vocabolo inerente al mondo del poker. E siamo andati oltre, includendo anche alcuni consigli strategici.

Questa pagina contiene l’intero glossario. Sentiti libero di usarla come base per navigare e identificare le parole chiave e i termini di poker. 

In alternativa, puoi usare i topic relativi alla fine di ogni pagina per muoverti direttamente tra le voci del glossario.

TERMINI POKER

 

 A  B  C  D  E  F  G  H  I  J  K  L  M 

N  O  P  Q  R  S  T  U  V  W  X  Y  Z

 

A

Ace High – Una mano senza nemmeno una coppia, la cui carta più alta è un asso.

Action – Può riferirsi a ognuna delle opzioni possibili durante le fasi di una mano, ovvero bet, raise, call, check, fold ecc. 

Add-On – La somma di fiche che può essere aggiunta al nostro stack durante la pausa designata, dietro pagamento di una cifra, normalmente simile a quella del buy-in e del rebuy.

A-Game – Si riferisce al nostro miglior gioco possibile, dal punto di vista dello stato mentale.

Alias – Indica il nome online del giocatore. I pokeristi online sono spesso conosciuti con il loro alias o nickname.

All-in – Indica l’azione di mettere al centro del piatto tutte le proprie fiche.

Angle – “Angle shooting” si riferisce ad una serie di comportamenti borderline atti ad acquisire un vantaggio in modo non propriamente pulito.

Ante – Pagamento obbligatorio compiuto da tutti i giocatori al tavolo prima della distribuzione delle carte. Spesso l’uso dell’ante avviene nelle fasi avanzate degli MTT. Per scoprirne di più, leggi l’approfondimento dedicato.

 

B

Backdoor – Indica un progetto che necessita di due carte consecutive per chiudersi.

Backraise – Indica un re-raise fatto dopo aver solo chiamato in precedenza nella stessa strada.

Bad Beat – Indica una mano persa in modo sfortunato.

Bankroll – È il termine usato per descrivere la totalità dei fondi a disposizione di un giocatore destinati al poker.

Barrel – Indica una bet effettuata dopo essere stato il giocatore più aggressivo nella street precedente.

Belly Buster Un sinonimo colloquiale del termine gutshot.

Bet – “Bettare” significa effettuare la prima puntata al tavolo.

Big Bet – Indica la più grande delle due bet-sizing designate nei giochi fixed limit. Normalmente viene utilizzata negli ultimi giri di puntata, una volta che il pot si è ingrandito.

Big Blind – Il Grande Buio. È la puntata obbligatoria del secondo giocatore alla sinistra del bottone del dealer, prima della distribuzione delle carte. 

Blank – Una carta bianca, ovvero che non influenza l’action in modo significativo. Normalmente si tratta di una carta bassa che non chiude nessun draw.

Blind (Buio) – Eseguire un’azione al buio significa compierla senza aver guardato le carte.

Blocker – Un “blocker” è una carta che ha l’effetto di rimuovere carte nel range dell’avversario; per esempio, se abbiamo un K in mano, è meno probabile che il nostro avversario abbia un K nella propria mano.

Blocking Bet – Piccola bet pensata con l’idea di anticiparne una più grande del nostro avversario in caso di un nostro check. Consulta attentamente anche la voce blocker.

Bluff – Bet con una mano debole pensata per far foldare al nostro avversario una mano migliore.

Bluffcatch – Chiamare con una mano che ha possibilità di battere solo un eventuale bluff avversario.

Board – Indica le carte comuni in varianti come Hold’em ed Omaha o le “upcards” nella variante Stud.

Boat – Termine colloquiale per il full. Scopri di più nell’analisi dedicata.

Bot – Definizione di un giocatore non umano ai tavoli da gioco. Nonostante sia illegale nella maggior parte dei siti, alcuni ancora trovano un modo per inserirli ai tavoli.

Bounty – Premio che può essere vinto dopo aver eliminato un giocatore dal torneo. A volte la taglia può essere messa sulla testa di un giocatore professionista, specialmente se questi ultimi sono sponsorizzati dal sito in cui si svolge il torneo.

Bring-in – Puntata obbligatoria effettuata dal giocatore a cui è stata distribuita la carta più bassa nello Stud. Il giocatore può decidere di pagare solamente il bring-in o completare con una piccola bet, se gradisce le proprie carte.

Broadway – Qualsiasi carta dal T in su può essere definita Broadway (T, J, Q, K e A).

BRM Acronimo di bankroll management, ovvero gestione del bankroll.

Bubble (Bolla) – Fase del torneo che precede la zona premi.

Burn (Bruciare) – Nel poker live il dealer brucia le carte per ridurre al minimo le possibilità d’imbrogli. Invece di girare la prima carta del mazzo, questa viene scartata (“bruciata”) in favore della seconda.

Busted – Il termine busted si riferisce a un draw mancato, quindi non chiuso.

Button (Bottone) – Indica la posizione al tavolo del dealer ed è considerata la miglior posizione in assoluto, potendo giocare per ultima.

Buy-in – Somma richiesta per l’iscrizione a un torneo di poker. Nel cash game può variare a seconda dei limiti del torneo stesso, mentre è fisso negli MTT.

Glossario Poker

C

Call (Chiamare) – Fare “call” equivale a corrispondere la puntata (bet o raise) al momento più alta nel giro corrente di puntate.

Calling Station – Indica un giocatore di poker che chiama troppo spesso.

Cap – Un gioco con cap è quello in cui c’è un limite posto sulla quantità massima di fiches che può essere bettato post flop.

Case – Indica l’ultima carta di un rango presente nel mazzo: ad esempio, se sono già in gioco 3 assi, l’ultimo asso nel mazzo sarà denominato il “case Ace”, se girato.

Cash Game – Chiamato anche col nome di “ring game”, è una partita di poker nella quale i rounders sono liberi di entrare e uscire in qualunque momento della partita.

C-Game – Indica un gioco del poker con uno stato mentale poco solido.

Check – Fare “check” significa non effettuare alcuna puntata. In questo modo, l’azione passa al giocatore alla nostra sinistra. Notare che il check è un’opzione possibile solo se non è stata effettuata alcuna bet nel giro corrente.

Check-Raise – Effettuare un raise quando la nostra azione precedente nella stessa strada è stata un check. 

Chinese Poker (Poker Cinese) – Variante del poker in cui le carte sono sistemate su 3 file indipendenti e confrontate con le stesse file del nostro avversario.

Cold-Call – Call effettuato durante il primo giro di bet da un giocatore come prima azione all’interno del giro stesso. Ad esempio, se il giocatore uno rilancia e il giocatore 2 tribetta, qualora il giocatore 5 decidesse di chiamare, questo sarebbe un cold call.

Collusion – Il termine “collusion” indica un tipo di truffa dove due o più giocatori sono in combutta per tentare di vincere chips agli altri, ignari, rounders del tavolo.

Combination (Combinazione) – Indica uno specifico abbinamento di carte.

Combo Draw – Indica una mano con multiple possibilità di draw; molto spesso si tratterà di una mano con possibilità sia di scala che di colore.

Community Cards (Carte Comuni) – Le carte in comune si trovano al centro del tavolo; tutti i giocatori possono utilizzarle per costruire la loro mano da 5 carte. Non tutte le varianti del poker hanno carte comuni: Hold’em e Omaha sono quelle principali a prevederle.

Complete (Completare) – Indica l’azione che completa i blinds e/o un open limp nell’Omaha e nell’Hold’em. Può anche indicare la small bet con il bring in nello Stud.

Connector – Indica una mano che contiene carte sequenziali.

Continuation Bet – Indica una puntata nella strada corrente dopo essere stato l’ultimo a rilanciare in quella precedente.

Cooler – Un “cooler” è una situazione dove la nostra mano è clamorosamente troppo forte per essere foldata ma alla fine viene battuta da un’altra ancora più forte.

Counterfeit – Situazione in cui una mano precedentemente forte perde un pezzo enorme del proprio valore dopo che sono uscite altre carte.

Crack – Battere una mano molto forte. “Mi hanno crackato gli assi”.

Cripple (Azzoppare) – Hittare una mano così forte da non lasciare alcuna speranza al nostro avversario di superarla. “Abbiamo floppato alla grande e abbiamo azzoppato il mazzo.

Cutoff Posizione al tavolo del poker.

 

D

Dark Bet – Bet al buio, senza vedere le proprie carte o quelle che scenderanno successivamente.

Dealer – La persona che distribuisce le carte; può essere un giocatore o un impiegato del casinò. Il termine “dealer” può inoltre essere utilizzato per distinguere il giocatore che occupa la posizione del bottone al tavolo durante la mano corrente.

Dead Man’s Hand  Doppia coppia, di assi e di otto (almeno secondo la maggior parte delle fonti).

Deuce Soprannome di una carta di valore due.

DogAbbreviazione di “underdog”, giocatore che statisticamente ha meno probabilità di vincere.

Domination (Dominare) – Si domina una mano quando un progetto debole o una mano buona rischia di essere superata da un draw.

Donk – Donkbettare significa puntare fuori posizione dopo aver precedentemente callato. Il termine è usato anche per descrivere un giocatore straordinariamente scarso al tavolo.

Door Card – La door card è la prima carta scoperta distribuita al giocatore nello Stud. Anche se appartiene esclusivamente a un giocatore, essa è visibile all’intero tavolo.

Double Up Raddoppiare la quantità delle proprie fiche dopo aver vinto un all in.

Downcard – La “carta coperta” nello Stud si riferisce a ogni carta distribuita a faccia in giù a un giocatore. Appartiene esclusivamente al giocatore al quale è stata assegnata e non è visibile al resto del tavolo.

Downswing – Indica un periodo prolungato di perdite.

Draw – Indica una situazione di attesa di altre carte per completare la propria mano. Per esempio, se abbiamo 4 quadri e stiamo aspettando il quinto per chiudere un draw di colore, avremo un flush draw (o progetto di colore). Il termine draw indica anche le varianti del poker nelle quali i giocatori possono cambiare le proprie carte con altre del mazzo a ogni giro di puntate.

Drawing Dead – Situazione dove nessuno dei nostri outs ci consentirà in alcun modo di avere la mano migliore (in pratica non abbiamo nessuna possibilità di vincere la mano).

Dry – Indica una texture del board dove ci sono veramente pochi, se ci sono, possibili progetti.

Ducks Sinonimo pocket pair di due nella variante Hold’em. 

 

E

Effective Stacks (Stack Effettivo) – Indica il minore dei due stack in gioco. Lo stack maggiore non può vincere più chips di quelle che lo short ha in gioco. L’ammontare dello short stack è quindi indicato come stack effettivo.

Equity – Descive la probabilità di una certa mano di vincere allo showdown, supponendo che non venga foldata.

Equity Calculator – Strumento usato per calcolare l’equity di una mano o un range contro altre mani/range.

Expectation – Interscambiabile con il termine “expected value”.

Expected Value – L’expected value (o valore atteso) di una certa giocata indica quanto profittevole essa possa essere nel lungo periodo.

 

F

Family Pot – Indica un pot dove la maggior parte dei giocatori non folda al giro iniziale di puntate. Per esempio, in un torneo 6 max, 5/6 decidono di vedere il flop.

Fastplay – Bettare e raisare rapidamente quando si possiede una mano molto forte.

Favourite (Favorito) – Indica una certa mano o giocatore statisticamente vicino alla vittoria.

Fish – Termine comune per descrivere un giocatore scarso al tavolo.

Five-Bet – Il quinto rilancio nel giro di puntate.

Flat Sinonimo di “call”.

Float – Call speculativo, con l’intenzione di bluffare nella strada successiva. Oggi questo termine viene usato per descrivere una bet in posizione nei confronti di una c-bet mancata.

Flop – Il secondo giro di puntate con le carte comuni sia nell’Hold’em che nell’Omaha. Il termine flop si riferisce anche alle 3 carte comuni distribuite scoperte sul tavolo durante il suddetto giro di puntate.

Flush – Colore, ovvero mano di 5 carte dello stesso seme.

Fold – Foldare significa scartare la mano in nostro possesso in uno scenario dove non ci aspettiamo di vincere.

Four-Bet – Il quarto rilancio nel giro di puntate.

Free Card – Una carta vista senza avere investito alcuna fiches.

Freeroll – Torneo in cui non è richiesto alcun buy-in. Si riferisce anche a una situazione nella quale si può sia choppare sia vincere una mano o, comunque, in cui raramente o mai si può perdere.

Full House – Cinque carte composte da una combinazione di un tris e una coppia.

 

G

 

Gap – Indica l’intervallo tra le carte di uno stesso seme.

Grinding – Indica la dedizione di molte ore al gioco del poker e alla costruzione lenta e faticosa del profitto.

Gutshot – Indica un progetto di scala a incastro: ad esempio, se abbiamo 5 - 6 - 8 - 9, il 7 è il gutshot che chiuderebbe il draw.

 

H

Hand-for-hand – Fase del torneo dove ogni tavolo deve completare la mano in corso affinchè il torneo stesso possa proseguire.

Hand Rankings – Lista completa dei differenti tipi di mani possibili nel gioco del poker, ovvero High Card, Pair, Two Pair, Set, Straight, Flush, Full, Quads, Royal Flush.

Heads Up – Indica una mano di poker nella quale sono coinvolti due soli giocatori. Può riferirsi sia alla fase iniziale sia agli ultimi giri di puntata, dopo che tutti gli altri giocatori hanno foldato.

Hero Call – Call speculativo con la speranza che il nostro avversario stia bluffando.

High Hand (Carta Alta) – Mano in cui non abbiamo nessun punto: la forza della nostra mano è definita dalla carta più alta (in molte varianti è l’asso).

Hijack Posizione al tavolo del poker.

Hit – Si “hitta” quando la carta girata conferisce una certa forza alla nostra mano: “Avevo un draw al turn, ma poi ho hittato al river.

Hold’em – La variante del poker più popolare, qualche volta definita la “Cadillac del poker”.

Hole Cards (Carte Coperte) – Si riferisce alle carte coperte distribuite al giocatore: nell’Hold’em sono due, nell’Omaha invece sono quattro.

House (Casa) – Termine colloquiale riferito all’organizzatore di un certo torneo di poker (in molti casi il casinò).

 

I

ICM – Sta per “Independent Chip Modelling” e si riferisce alla tecnica matematica per assegnare i premi negli MTT.

Implied Odds – Le implied odds indicano il rapporto tra la puntata da effettuare e la possibile vincita dell’intera mano, comprese le bet future.

Inside Straight Draw Comunemente chiamato “gutshot”. Ad esempio: 5 – 6 – 8 - 9 necessitano un 7 per chiudere il progetto.

Insurance (Assicurazione) – Side bet di un altro giocatore al tavolo: se la mano su cui si scommette non vince, a esso verrà riconosciuta un’indennità dall’altro giocatore.

 

J

JackpotPremio messo in palio nel corso di una partita di poker. Alcuni casinò e alcune poker room offrono ad esempio un “bad beat jackpot” quando una mano estremamente forte viene crackata.

Jam – Termine colloquiale per designare l’azione di andare all-in. Si può usare anche la parola "vasca".

 

K

Kicker – Carte che non formano direttamente una mano, ma contribuiscono alla sua forza complessiva nel momento in cui si rende necessario conteggiare la seconda carta in mano. Nello scenario in cui due giocatori hanno la stessa mano, il kicker migliore deciderà il vincitore del piatto.

 

L

LAG – Sta per “Loose Aggressive” e descrive un giocatore che gioca molte mani in modo aggressivo.

Laydown – Foldare. Spesso implica riluttanza nell’abbandonare la mano.

Levelling – Indica i differenti livelli di pensiero quando si gioca una mano di poker.

Leverage – Indica le chips che influenzano la strategia corretta a dispetto del fatto che non sono in gioco.

Limit – Generalmente usato per descrivere un gioco con un fixed-limit nella struttura delle puntate. Tutte le bet e i raise sono possibili solo con aumenti prefissati.

Limp – Indica l’azione di chiamare solamente quando non c’è stato nessun raise prima del nostro turno.

Lowball – Variante del poker che usa un sistema di punteggio “low”. Il modo migliore per concettualizzare il gioco sta nella frase “la mano peggiore vince” anche se nella realtà è un po’ più complesso di così.

Low HandNelle varianti lowball l’obiettivo è avere la mano più bassa.

 

M


Maniac – Indica un tipo di giocatore particolarmente aggressivo, che entra spesso in gioco, rilanciando di frequente e andando in bluff.

Mental Game – Indica la disciplina che cerca di migliorare le proprie prospettive mentali quando si gioca a poker.

Monotone – Descrive una texture del board (o di una mano, in alcuni casi) dove tutte le carte sono dello stesso seme. 

Monster – Termine comune per indicare una mano fortissima.

Muck – Gettare le carte coperte dopo avere perso una mano. Solitamente, si mucka dopo aver chiamato l’ultima bet, ma non se siamo usciti puntando prima dello showdown.

Glossario Poker

N

Nit – Indica un giocatore estremamente chiuso che gioca raramente le proprie starting hands. Il nit semplicemente attende una mano premium nella speranza di vincere un piatto grande.

No-Limit – Il termine “no limit” si riferisce alla struttura di puntate in cui i giocatori possono puntare o rilanciare qualunque cifra in ogni momento.

Nut-low – La versione lowball del “nuts”. Indica la mano più bassa possibile.

Nuts – La migliore mano possibile. Il nut non può essere mai battuto, al massimo pareggiato.

 

O

Offsuit – Tipicamente usato per descrivere una mano di partenza in cui le due carte non sono dello stesso seme. Le mani suited sono di gran lunga migliori di quelle offsuited.

Omaha – Variante popolare che fa uso di carte comuni, in cui ogni giocatore riceve 4 carte coperte preflop.

One-Gap – Termine usato per descrivere due carte non consecutive ma che allo stesso tempo hanno un solo intervallo tra di loro, per esempio 7 e 9.

Open-ended Straight Draw – Si gioca per una scala bilaterale aperta, dove il giocatore aspetta una carta per ogni lato. Ad esempio, se abbiamo 5 - 6 – 7 – 8, chiuderemo la scala sia con un 9 che con un 4.

Open-raise – Effettuare il primo raise nel preflop.

Out – Carta necessaria con cui chiuderemmo la mano migliore, qualora uscisse.

Overbet – Bettare una size superiore a quella del pot.

Overcall – Effettuare un call quando un altro giocatore prima di noi ha compiuto la stessa action, nella stessa steet.

Overcard – Carta più alta sia del board che della nostra mano corrente: ad esempio, se avessimo una coppia di T al flop a Hold’em e il Turn fosse un K, sarebbe una overcard sulla nostra coppia.

Overlay – Denaro aggiunto al montepremi di un torneo dalla poker room. Di norma avviene quando un torneo non raggiunge il garantito annunciato con le iscrizioni.

Overpair Una coppia in mano che è più alta di qualsiasi carta presente nel board in varianti come Hold’em e Omaha.

 

P

Pair (Coppia) – Una coppia è formata da due carte uguali, ad esempio due 8.

Play the Board (Giocare il Board) – Può riferirsi a una situazione nella quale la nostra mano coincide esattamente con le carte comuni, ma anche a uno scenario in cui giochiamo senza avere una mano legittima basandoci puramente sulla texture del board o sulle upcards (solo nello Stud).

Pocket Pair – Indica una coppia come starting hand.

Position (Posizione) – Può riferirsi a una specifica posizione occupata al tavolo, oppure indicare se un giocatore è in posizione o fuori posizione all’interno di una mano.

Post (Postare) – Il termine “postare” viene usato tipicamente in congiunzione con il pagamento dei blinds, siano essi ante, small o big. “Prima di ogni mano, ogni giocatore al tavolo posta gli ante”.

Postflop – Nelle varianti con carte in comune come Hold’em e Omaha, il termine “postflop” indica qualunque azione dal secondo giro di puntate in avanti.

Preflop – Nelle varianti con carte in comune come Hold’em e Omaha, il termine “preflop” indica qualunque azione nel primo giro di puntate.

Price –  Il termine price o costo viene usato per indicare quanto stiamo rischiando in relazione a quanto c’è già nel piatto.

Glossario Poker

Q

Qualify (Qualifica) – Nei giochi split pot, una mano bassa deve qualificarsi per essere valida come mano. In molte varianti questo significa avere 5 carte dall’8 in giù.

 

R


Ragged – Termine spesso utilizzato per descrivere una texture del board non coordinata. Il termine rag riferito alla starting hand indica invece una mano al limite dell’orrendo, quasi spazzatura, ad esempio 9 - 3 offsuited.

Rainbow – Si usa per descrivere una texture del board (raramente una starting hand) nella quale ogni carta è di un seme differente.

Raise – Raisare significa rilanciare l’ammontare di una puntata nella strada corrente.

Rake – Piccola somma sottratta dal pot a ogni mano, o a ogni torneo, come tassa per partecipare al gioco. 

Range – Il termine range è usato per descrivere le mani possibili che un giocatore può avere.

Range Advantage – Questo termine è usato quando un giocatore ha un range migliore del suo avversario.

Rank – Il termine “rank” si riferisce semplicemente al numero della carta.

Ratholing – Descrive l’azione di lasciare un ring game e poi rebuyare con una somma più piccola di fiches. Normalmente considerato un comportamento poco etico.

Razz – Versione lowball del seven card Stud.

Read (Lettura) – A volte s’interscambia con il termine “tell”. Indica che abbiamo una buona lettura sul range delle mani possibili dell’oppo: “Normamente avrei foldato, ma so che a oppo piace bluffare, e così ho chiamato.

Rebuy – Opzione per comprare altre chips. Normalmente utilizzato nei cash game o nei tornei rebuy.

Redraw – Un possibile draw chiuso con una texture del board, ma nella nostra mano c’è un progetto ancora più forte.

Represent (Rappresentare) – Quando non abbiamo una certa mano, ma giochiamo per rappresentarla con le nostre azioni. Il termine può essere usato per analizzare il pensiero dietro le azioni avversarie: “Oppo betta forte sulle 3 strade, quindi sta rappresentando qualcosa di grande.

Reverse Implied Odds – Rapporto tra la size della bet e le chips che potremmo perdere alla fine della mano.

Ring Game – Termine interscambiabile con “cash game”. Dal momento che non tutti i giochi di poker mettono in palio soldi veri, il termine ring game si può applicare solo a determinati contesti.

River – Si riferisce al giro di puntate finali nell’Hold’em, nell’Omaha e nelle varianti dello Stud.

Rock – Indica un giocatore che entra nel gioco con un range estremamente tight. Questo epiteto può essere usato a volte come il termine “nit”, anche se qualcuno assegna alle due parole significati completamente diversi. 

Royal Flush – Scala reale, ovvero la miglior mano possibile nel gioco del poker: una scala dal dieci all’asso, tutte dello stesso seme.

Rundown – Il termine “rundown” è generalmente usato per descrivere i connectors nelle varianti dell’Omaha come starting hand. Per esempio, T - 9 - 8 - 7 è un “Ten-high rundown”.

Run it Twice – Dal momento che due giocatori sono all in in un ring game, possono accordarsi per runnare le carte restanti due volte, e ogni board viene assegnato a ciascun vincitore. È una tecnica usata per ridurre la varianza.

Runner Runner – Costruire una mano forte dopo aver pescato consecutivamente due carte. Per esempio, se abbiamo 3 cuori al flop ed il dealer ne gira altri due al turn e al river consegnandoci un bel flush.

 

S

Satellite – Torneo in cui ai vincitori viene assegnato un ticket per un torneo più grande.

Scare Card – Carta che può spaventare il nostro avversario e indurlo a foldare.

Semi-Bluff – Bluff compiuto con un draw, avendo ancora aspettative di chiudere il progetto, ad esempio bluffando un flush draw. Anche se non riuscissimo a vincere direttamente il piatto con la c-bet, potremmo ancora chiudere il nostro colore con la carta successiva.

Set – Tris formato da una pocket pair come starting hand.

Short Stack – Giocatore con poche chips nello stack. Negli MTT si tratta di giocatori intorno ai 5bb, nei ring games sotto i 50bb.

Shove – Termine colloquiale per indicare l’all-in.

Showdown – Mostrare le carte dopo l’ultimo giro di puntate per determinare il vincitore, o dopo un all-in tra due o più giocatori in un torneo.

Side Pot – Un pot secondario formatosi quando, con un giocatore già in all-in, ve ne sono altri due con una quantità maggiore di chips.

Sit and Go – Tipologia di torneo di poker che inizia non appena è raggiunto il numero di giocatori designato.

Sizing – Indica l’ammontare della nostra puntata. La size delle bet è un concetto fondamentale nel poker.

Slowplay – Giocare passivamente una mano fortissima, nella speranza che il nostro avversario provi a bluffare o punti in più strade immaginandoci senza punto.

Slowroll – Prendersi tempo infinito per effettuare un call quando si ha il nuts. Tendenzialmente, questo comportamento è considerato poco etico.

Small Bet – Si usa nei giochi di poker con struttura fixed limit e indica la più piccola delle due bet sizing designate, ovvero la small bet e la big bet.

Small Blind – Il Piccolo Buio. Buio obbligatorio nei giochi con carte comuni compiuto dal giocatore alla sinistra del bottone. Normalmente, lo small blind costa la metà del big blind e si paga prima che le carte vengano distribuite.

Split – La variante split pot del poker si ha quando la metà del piatto viene assegnata a un certo tipo di mano e l’altra metà a un altro tipo. L’esempio classico è la variante Hi/Lo, nella quale metà del piatto è assegnata alla mano più alta e l’altra metà a quella più bassa.

Split Pot – Lo split pot è un piatto diviso tra più giocatori. Questa eventualità può accadere quando si ha la stessa mano di un altro o più avversari, o quando si gioca una variante split pot.

Squeeze – Raise effettuato contro più giocatori quando precedentemente è già stato effettuato un altro raise, a cui è seguito un call. Usato specialmente per indicare la 3bet contro più giocatori nel giro di puntate preflop nell’Omaha e nell’Hold’em.

Stack to Pot Ratio – Descrive il rapporto tra il pot e le fiche restanti negli stack effettivi.

Stand Pat – Opzione legale nei giochi draw. Significa sostanzialmente declinare l’opzione di poter cambiare carte e giocare con la mano corrente.

Stealing – Stealare significa provare a vincere il piatto al primo giro di puntate, specialmente raisando per primi. Ad esempio, nell’Hold’em, ogni open raise dallo small blind, bottone o cutoff è considerato un tentativo di steal.

Straddle – Lo straddle è una puntata di buio opzionale compiuta prima che le carte vengano distribuite.

Straight – Scala, ovvero mano di cinque carte consecutive come ad esempio 5 - 6 - 7 - 8 - 9.

Straight Flush – Cinque carte consecutive dello stesso colore.

String Bet – Una string bet è una puntata divisa in più parti. Ad esempio: “Callo la tua bet e rilancio di altri 50”.  Nei casinò moderni, il giocatore dovrebbe essere obbligato a chiamare solamente, dal momento che quella è stata la prima decisione annunciata.

Structure (Struttura) – Il termine struttura può riferirsi al range di differenti variabili appartenenti al format di un determinato gioco di poker.

Stud – Variante del poker senza carte comuni, nella quale ai giocatori sono distribuite una combinazione di carte scoperte, visibili a tutto il tavolo, e coperte.

Suited – Il termine “suited” indica tipicamente una starting nella quale dove 2 o più carte sono dello stesso colore.

 

T

Table Stakes – Norma che impedisce ai giocatori di puntare più chips di quelle acquistate al tavolo.

TAG – Acronimo per Tight Aggressive. Indica un giocatore aggressivo che entra nel gioco solo con un range esiguo di mani, caratterizzate da una certa forza.

Tank – Abbreviazione di “time bank”. Si riferisce all’atto di pensare su una decisione da prendere ai tavoli.

Tell – Spesso usato invece di “read”. Un tell è un’indicazione inconscia del nostro avversario sul tipo di mano che sta giocando.

Texture – La texture è la lettura del board nei giochi con carte comuni a terra come Hold’em e Omaha, ma è anche spesso utilizzata per descrivere un gruppo di carte, come i boards nello Stud.

Three-Bet – La terza bet in ordine di puntata.

Three of a Kind – Tre carte dello stesso tipo, con due kicker.

Tie – Due punti uguali che splittano il piatto.

Tilt – Giocare a poker con uno stato mentale influenzato da rabbia, paura, scarsità di motivazioni, ecc.

Time Bank – Tempo aggiuntivo opzionale disponibile nei giochi online durante una mano.

Tournament – Format del poker con un buy-in prefissato. I giocatori continueranno a giocare fino a che le loro chips non saranno terminate. L’ultimo, normalmente, è il vincitore del torneo.

Tracking Software – Software che gestisce i risultati pokeristici per definire i range o altre caratteristiche, come la 4bet fold, le flat etc. Hold’em Manager è il tracking software più comunemente utilizzato nella storia del poker online.

Trap (Trappare) – Giocare passivamente una mano molto forte sperando che il nostro avversario creda a un possibile bluff.

Trey – Termine colloquiale per indicare i 3.

Trips – Termine comune per il tris quando non abbiamo una pocket pair come starting hand.

Turn – Il terzo giro di puntate nell’Hold’em e nell’Omaha.

Two-bet – La seconda bet in una sequenza di puntate.

Two Pair (Doppia Coppia) – Mano formata da due coppie di carte uguali.

Two-tone – Descrive una texture del board o di un gruppo di carte formato da due diversi semi, ad esempio al turn con due carte di picche e due di cuori.

 

U

Under the Gun – Termine che indica il primo giocatore a dover parlare nel primo giro di puntate.

Underbet – Bet con una size inferiore al 50% del pot.

Underdog – A volte abbreviata nella parola “dog”, indica una mano o un giocatore che ha statisticamente meno probabilità di vittoria.

Upcard – Carta scoperta distribuita nello Stud, vale a dire visibile a tutto il tavolo

Upswing – Periodo prolungato di vincite (specialmente quando il winrate è più alto del previsto).

 

V

Value Bet – Bet con una mano che spera di estrarre valore da un’altra inferiore.

Variance (Varianza) – Termine usato per descrivere gli up and down nella carriera di un giocatore di poker. La varianza può essere molto più grande di quanto i giocatori di poker realizzino.

Variant (Variante)  Una particolare variante del poker, come Hold’em, Omaha, Stud, 5-card Draw ecc ecc.

Vulnerable (Vulnerabile) – Una mano è vulnerabile quando è passibile di essere superata.

 

W

Wet ­– Descrive un board particolarmente coordinato, che si apre ad un gran numero di progetti.

Wired – Indica una coppia in cui entrambe le carte sono inferiori al board. 

Wrap – Indica un grande straight draw nelle varianti Omaha. A differenza dell’Hold’em, alcuni progetti di scala a Omaha posso arrivare anche 20 outs.

WSOP – Acronimo per il più prestigioso evento di Poker di sempre: The World Series of Poker, che si tiene ogni anno a Las Vegas.

November 26, 2025
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