Il poker è pressoché ubiquo nelle sale da gioco, a prescindere che esse siano terrestri oppure in rete, e qualsiasi amante del settore si è cimentato almeno qualche volta nelle partite casalinghe con gli amici. Quest’ultimo genere di partite non contribuirà mai a definire la natura professionista di un giocatore di poker, per il semplice fatto che esse molto difficilmente garantiranno ai partecipanti una remunerazione tale da potersi permettere le spese derivanti dalla vita di tutti i giorni. Per diventare poker pro occorre dunque puntare quei posti o ambienti in cui le vincite si fanno decisamente più sostanziose, il che chiaramente presuppone una notevole preparazione e un’ulteriore serie di accorgimenti alla base: in caso contrario, le suddette vincite sostanziose rimarranno soltanto un sogno e una chimera, mentre la dilapidazione del proprio bankroll assumerà contorni ben più reali e concreti.

Fermo restando che solo una ristrettissima élite di giocatori riesce a costruirsi un patrimonio a sei zeri nel gioco del poker, sono certamente di più quelli in grado di avere un tenore di vita di tutto rispetto con i propri successi ai tavoli da gioco, senza avere la pretesa di poter ormeggiare il proprio yacht nel porto di Saint-Tropez. Ciò non toglie che anche per raggiungere questi livelli sia necessaria (ma non sempre sufficiente) un’importante combinazione di fattori che andremo ad analizzare più nel dettaglio nel presente articolo. 

Better bets

Come per qualsiasi attività lavorativa principale, anche nel caso vogliate diventare professionisti del poker occorrerà mettere in preventivo un enorme investimento di tempo e una propensione al sacrificio sotto più di un punto di vista. Siccome il benessere di una persona viene però influenzato da un insieme di aspetti che vanno al di là del semplice guadagno e della possibilità di dedicarsi principalmente al proprio gioco preferito, è importante trovare un equilibrio con altre aree della propria vita dal valore imprescindibile, affinché la giornata del poker pro non risulti irragionevolmente onerosa e non venga vissuta come un fardello anziché come una possibilità unica di portare a casa il pane (e magari anche qualcosa in più).

Uno dei primi consigli da dare, pressoché universale e valido per qualsiasi professione si eserciti, è quello di non farsi sopraffare dal lavoro e di sapersi ritagliare la giusta quantità di tempo da dedicare agli affetti, alle relazioni sociali e ai passatempi. Questa dritta può essere ancora più importante per i liberi professionisti, quali di fatto sono i giocatori di poker, che non hanno contratti ed entrate fisse garantiti da qualche datore di lavoro (per certi versi i contratti di sponsorizzazione possono rappresentare una piccola e parziale eccezione), ma il cui reddito dipende quasi esclusivamente dalle proprie prestazioni e dai propri risultati e, non essendo vincolati da alcun rapporto lavorativo dipendente, possono e devono gestire il proprio orario lavorativo come meglio credono. Per tali motivi, questa categoria in particolare può essere soggetta allo stress di dover necessariamente ottenere determinate performance e determinati guadagni, eventualmente a costo di fare parecchie ore di straordinari, non essendoci nessuna legge o nessun supervisore preposto a limitarne la quantità di lavoro.

Sono piuttosto note le conseguenze cui si può andar incontro in caso di sovraccarico lavorativo: la sindrome di burnout è soltanto una di queste, mentre nella migliore della ipotesi si dovrà perlomeno fare i conti con un peggioramento delle proprie prestazioni e della propria qualità di vita, oltre che un possibile deterioramento delle proprie relazioni sociali. A rendere ancora più complicata una gestione temporale dei propri impegni concorre la durata indefinita degli incontri di poker, come nel caso dei cash game e dei tornei, per cui diventa pressoché impossibile prevedere con particolare esattezza le ore di tempo che richiederà un determinato evento. Cionnondimeno appare inderogabile la necessità di fissare delle finestre temporali da dedicare alla propria vita privata, come ad esempio uno o due giorni liberi alla settimana da rispettare il più possibile, accantonando in queste occasioni qualsiasi cosa inerente al poker.

Fatte le doverose premesse sulla salute mentale, che ai giorni nostri, nonostante i passi avanti fatti negli ultimi anni, rappresenta ancora per certi versi un tabù che si tende a sottovalutare e del quale non si parla volentieri, è opportuno affrontare anche il tema della salute fisica: del resto, come dicevano gli antichi Romani, mens sana in corpore sano. I giocatori di poker professionisti, nell’esercizio della loro attività, conducono una vita molto sedentaria, come avviene anche per molti impiegati dediti ad attività d’ufficio, che possibilmente trascorrono la loro giornata lavorativa davanti a un computer con scarse possibilità di sgranchirsi le gambe. Lo sport è una componente essenziale per la salute e il benessere di chiunque, ma questo discorso trova o dovrebbe trovare una particolare applicazione nel caso di tutti coloro che non svolgono attività professionali manuali. Per queste ragioni è importante che gli aspiranti o effettivi giocatori di poker dedichino del tempo anche all’attività fisica, il che non può che ripercuotersi positivamente anche sui risultati raggiunti ai tavoli da gioco. 

Live event

Lasciando momentaneamente da parte il discorso mentale, vediamo alcune proprietà più tangibili che non possono mancare nel bagaglio dei poker pro. Anzitutto, per riuscire a portare avanti questo stile e genere di vita è indispensabile avere le capacità per vincere con una certa costanza nel lungo periodo, ottenendo così dei risultati che prescindano da eventuali risultati dettati da circostanze contingenti. Per capire se si hanno i numeri giusti per ritenersi dei giocatori vincenti (e avere così la stoffa del poker pro) è necessario analizzare l’esito di un ampio numero di mani ed estrarne fuori il proprio tasso di vittorie. Come molti sanno, infatti, una componente ineliminabile del poker è costituita dagli swing e dalla varianza, nel bene e nel male: è possibile infatti ritrovarsi a inanellare discrete, se non addirittura ottime serie di vincite anche senza averne le giuste qualità, così come è possibile avere performance negative nell’arco di un lasso temporale relativamente esteso nonostante le proprie capacità (in quest’ultimo caso si parla di downswing). È un fenomeno che riguarda praticamente ogni tipo di giocatore, ma la cosa può diventare particolarmente stressante e pesante da un punto di vista mentale per chi vive e deve sostentarsi con i risultati ottenuti in questo gioco. 

A tal proposito si evince la necessità di avere un bankroll di una certa entità che non collida con le proprie spese quotidiane: in altre parole, nel delimitare il vostro bankroll dovrete sempre lasciare intatto il denaro necessario per il vostro sostentamento, così da non risentirne laddove doveste perdere a poker. Se ne ricava che l’eventuale decisione di diventare un professionista del settore richiede un’attenta riflessione. 

Se si è decisi verso questa strada, è consigliabile procedere con cautela e dedicarsi al poker professionistico sotto forma di lavoro part-time, almeno nelle prime fasi, così da avere comunque un importante punto di appoggio economico tramite la propria attività lavorativa parallela. Se vi rendete conto che nel lungo periodo (che si considera come un lasso temporale di almeno un anno) riuscite a portare a casa delle vincite tramite il poker con una buona regolarità, a quel punto si può anche pensare di fare il salto di qualità, sempre tenendo presente l’imperativo di non ridursi sul lastrico ostinandosi nel continuare a giocare anche quando la situazione economica diventa lugubre. Iniziando come poker pro part-time, avrete anche l’opportunità di sperimentare in prima persona se questo tipo di vita si addice effettivamente alla vostra personalità e alle vostre aspirazioni.

Come anticipato in precedenza, è d’uopo tornare ad affrontare il tema mentale, che nel poker, in assenza di una vera e propria componente fisica come avviene ad esempio nello sport, assume una notevole rilevanza. Rimanere seduti per ore e ore al tavolo da gioco a duellare con avversari più o meno duri che perseguono i vostri stessi obiettivi, cercando di leggere le intenzioni e le carte altrui e provando al contempo a non farsi decifrare le proprie, non è certo alla portata di tutti. Occorrono specifiche qualità, come pazienza, disciplina, capacità di controllo emotivo e una buona attitudine per evitare i momenti di tilt, che rappresentano uno dei peggiori nemici dei giocatori di poker: è infatti molto importante saper mantenere la freddezza e non farsi soggiogare dalle emozioni in questo genere di situazioni. 

Per concludere, la vita del giocatore professionista richiede una conoscenza minuziosa del gioco nei suoi vari aspetti, alimentata tramite uno studio costante e la lettura di libri sull’argomento; tutto questo va accompagnato a una grande propensione per il lavoro e il sacrificio, con la necessità di fissare e provare a raggiungere regolarmente degli obiettivi (chiaramente realistici), seguendo un determinato programma. 
 

June 21, 2021
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Abbiamo già avuto modo di vedere quali sono le più diffuse e popolari in Italia, dove in particolare con l’avvento e la distribuzione delle pellicole e serie tv americane, cui si è affiancato il boom del settore a inizio millennio, si è affermato il Texas Hold’em, che rappresenta una delle varianti del poker a carte comunitarie (in cui dunque ci sono alcune carte scoperte sul tavolo e comuni a tutti i giocatori presenti).

Non molto meno famoso è il Caribbean Stud Poker (originatosi dal poker a cinque carte), che rappresenta uno dei giochi da casinò più diffusi al mondo ed è presente in qualsiasi struttura che disponga di tavoli all’americana. La più grande differenza rispetto alle altre due varianti menzionate in precedenza sta nel fatto che i partecipanti sono chiamati a giocare contro il banco, anziché l’uno contro l’altro: questa particolarità lo accomuna ad esempio al poker a tre carte e disinnesca l’efficacia e l’utilità di particolari tipi di giocate quali il bluff o altre tecniche volte a fuorviare i propri avversari. Altro aspetto da sottolineare è la possibilità, per i giocatori che lo desiderano, di concorrere per aggiudicarsi un jackpot, costituito da un montepremi progressivo che viene corrisposto ai punti più alti. 

Il Caribbean Stud è una variante relativamente nuova, sicuramente ben più giovane rispetto alle origini ottocentesche del poker nato negli Stati Uniti. Ciononostante, e in maniera piuttosto paradossale, non si hanno informazioni precise in merito alla genesi della variante “caraibica”. Quel che sappiamo è che i casinò, volendo far leva sulla popolarità ormai acquisita dal poker nei decenni precedenti, abbia voluto trarne vantaggio per forgiare una versione in cui il banco svolgesse un ruolo attivo e partecipativo, offrendo così agli appassionati del genere un ulteriore gioco da tavolo nel quale potersi cimentare. Ad ogni modo, il poker pro David Sklansky, vincitore di tre braccialetti delle World Series of Poker tra il 1982 e il 1983, ha rivendicato la paternità del gioco, che sarebbe stato creato nel 1982 con il nome di “Casino Poker”. All’epoca il gioco presentava alcune regole differenti rispetto ad oggi: il dealer ad esempio scopriva due carte anziché una; inoltre non era prevista alcuna possibilità di jackpot. Stando alla sua versione dei fatti, Sklansky non è stato in grado di brevettare il suo nuovo gioco per via delle normative allora vigenti. Qualche anno dopo sarebbe venuto a contatto con un altro giocatore di poker, il quale sarebbe riuscito ad appropriarsi dei diritti del “Casino Poker”, portandolo nell’attuale Excelsior Casino (allora denominato “King Casino”) sull’isola caraibica di Aruba, parte integrante del Regno dei Paesi Bassi, situata a nord della costa venezuelana. Il gioco sarebbe stato quindi brevettato in questa fase, non senza alcune modifiche regolamentari, dalle quali sarebbe scaturito l’attuale Caribbean Stud Poker, il cui etimo assume così contorni più chiari alla luce delle origini geografiche appena riportate. 

Poker2

Fatte le dovute premesse di carattere storico, seppur non totalmente acclarate fino ad oggi, è opportuno analizzare più nel dettaglio le regole del Caribbean Stud Poker, su alcune delle quali si è già accennato qualcosa nei capoversi precedenti. Anzitutto si gioca con un mazzo da 52 carte, esattamente come nel Texas Hold’em: dunque un classico mazzo di carte francesi con l’esclusione dei due jolly. Normalmente, al termine di ogni mano, il dealer sostituisce le carte impiegando un altro mazzo appena mescolato, di modo da accelerare le operazioni di ripresa del gioco e abbattere i tempi morti. 

Il gioco inizia nel momento in cui il banco apre ai partecipanti la possibilità di effettuare l’ante, ovverosia la puntata iniziale. Si tratta di una scommessa obbligatoria, richiesta prima della distribuzione delle carte e alla quale vengono applicati limiti di puntata minimi e massimi (che, al pari dei payout, sono soggetti a variazioni da casinò a casinò). Inoltre, per chi lo desiderasse, è possibile piazzare una puntata extra nell’apposito spazio sul tavolo per acquisire la chance di portare a casa il jackpot. A questo punto il dealer annuncia la chiusura delle scommesse: ogni giocatore si vede distribuire in senso orario un totale di cinque carte coperte. Anche il mazziere stesso, naturalmente, riceve cinque carte, una delle quali sarà però scoperta e visibile a ogni partecipante. L’obiettivo del gioco, ça va sans dire, è quello di vincere contro la mano del dealer disponendo della miglior mano possibile di cinque carte. Altro aspetto piuttosto evidente è l’assenza di un limite fisso di giocatori alla partita (fatti salvi i limiti spaziali nel caso delle partite live), dal momento che ognuno di essi è impegnato a sfidare solo ed esclusivamente il banco, senza dover tenere conto delle mosse e delle carte degli altri partecipanti. 

Giocare contro i Poker Robots

Dopo aver valutato le proprie carte, i giocatori, che non hanno la possibilità di scartarne o riceverne altre, sono chiamati a decidere se passare la mano (nel qual caso le carte vanno depositate coperte accanto alla scommessa iniziale, che a quel punto chiaramente verrà giudicata persa) o se rimanere in gioco effettuando un rilancio (una call bet), il cui importo dovrà essere esattamente il doppio della puntata ante. Una volta che tutti i giocatori avranno messo in atto la propria scelta, il croupier potrà scoprire le proprie quattro carte fin lì rimaste occulte. Analogamente a quanto avviene nel poker a tre carte, la mano del banco deve soddisfare determinati requisiti affinché il dealer possa qualificarsi. Nel caso del Caribbean Stud Poker, questi deve avere una mano con almeno un re e un asso (o una combinazione migliore). La mano peggiore con cui il dealer può qualificarsi risulta così essere asso, re, 4, 3 e 2; viceversa, la mano più alta possibile con cui il banco non si qualifica è composta da asso, regina, jack, 10 e 9. 

Ad ogni modo, se il croupier non rispetta i requisiti appena menzionati dovrà annunciare di non avere niente in mano, decretando così la vittoria di tutti i giocatori che avevano effettuato la call bet, i quali si aggiudicheranno un importo pari alla puntata ante e a cui verrà restituito il rilancio. Inoltre sarà possibile aggiudicarsi il jackpot, il cui ammontare viene corrisposto per intero anche laddove il croupier non si qualifica per la mano. Questo montepremi progressivo (che dunque risulta essere costantemente in crescita) è alimentato attraverso le puntate laterali (o “side bets”) che, come accennato in precedenza, vengono effettuate contestualmente alle scommesse ante. Il jackpot, cui normalmente sono collegati tutti i tavoli di Caribbean Stud Poker all’interno di uno stesso casinò, cresce finché un giocatore non riesce ad aggiudicarsi l’ambito premio o una sua parte. Esso viene assegnato in base alle combinazioni vincenti possedute da uno o più giocatori. In genere una scala reale garantisce una vittoria pari al 100% del jackpot, mentre in caso di altre mani come la scala colore, il poker, il full e il colore il premio corrisponderà a una frazione più piccola del jackpot. 

Passiamo ora allo scenario in cui il dealer abbia le carte giuste per qualificarsi: sul fronte del jackpot non cambierà nulla rispetto a quanto spiegato nelle righe precedenti, mentre ovviamente ci saranno degli aspetti diversi da considerare in merito alle puntate principali messe sul tavolo dai giocatori. Il croupier, durante il cosiddetto showdown, dovrà confrontare la propria mano con quella di ciascuno dei partecipanti. Inutile dire che ogni scommettitore con delle carte peggiori rispetto a quelle del banco perderà la propria puntata iniziale e la call bet. In caso di parità, invece, si configurerà un cosiddetto “push”, che prevederà la restituzione delle due scommesse fin lì effettuate. Infine, i partecipanti in possesso di una mano che batta quella del banco avranno diritto a una vincita pari alla puntata ante, cui si sommerà un importo corrispondente alla proporzione fra la mano realizzata e l’entità del rilancio (a proposito di tale proporzione, si faccia riferimento alla seguente tabella):

Scala Reale 100 a 1
Scala Colore  50 a 1
Poker 20 a 1
Full  7 a 1
Colore 5 a 1
Scala  4 a 1
Tris 3 a 1
Doppia Coppia 2 a 1
Coppia o meno 1 a 1

    
Come in qualsiasi gioco da casinò che preveda una sfida contro il banco (e non contro altri scommettitori), i giocatori dovranno fare i conti con un vantaggio matematico in favore del dealer: questo valore, comunemente indicato come margine del banco, registra delle leggere oscillazioni a seconda del payout previsto per il jackpot progressivo, ma in ogni caso si aggira normalmente intorno al 5%, il che, da questo punto di vista, pone il Caribbean Stud Poker su un livello simile a quello della roulette americana (che, a differenza della ruota europea, presenta una casella in più, lo “00”, e conseguentemente un maggior vantaggio per il banco).

June 12, 2021
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Non è facile determinare il patrimonio di un giocatore di poker, ma sembra che molti appassionati abbiano un profondo interesse per i personaggi che hanCome riportatono ottenuto grandi risultati ai tavoli da gioco. Alcuni sono stati in grado di vincere grandi eventi e cospicue somme di denaro, costruendo così il proprio patrimonio nel corso degli anni. Altri invece hanno avuto successo in campi diversi.

Detto questo, diamo un’occhiata più da vicino a 20 giocatori capaci di aggiudicarsi un bel gruzzolo ai tavoli da poker.

La lista è divisa in due parti:

  1. Una per i giocatori che si sono arricchiti perlopiù nel mondo degli affari, ma ai quali piace cimentarsi nelle partite ad alti stake.
  2. La seconda sezione si focalizza sui giocatori tradizionali in grado di riscuotere grandi vincite nelle sale da poker.

Tra i 20 giocatori di poker più ricchi al mondo figurano:

Business e intrattenimento

  1. Andy Beal
  2. Guy Laliberte
  3. Bobby Baldwin
  4. Paul Phua
  5. Elton Tsang
  6. Jennifer Tilly
  7. Chris “Jesus” Ferguson
  8. Dan Bilzerian
  9. Bill Perkins
  10. Richard Yong

Milionari grazie al poker

Business e intrattenimento

1. Andy Beal

Il fondatore e proprietario della Beal Financial a Dallas ha un patrimonio stimato di quasi 6 miliardi di dollari. Non ci sono dubbi che possa contare su un bankroll piuttosto cospicuo. È noto per le sue sfide testa a testa a Limit Hold’em con alcuni tra i migliori giocatori di poker a inizio anni 2000. 

Mettendo in gioco degli stake vertiginosi, Beal ha affrontato un gruppo di poker pro di Las Vegas di cui facevano parte:

  • Todd Brunson
  • Howard Lederer
  • Jennifer Harmon
  • Barry Greenstein
  • Ted Forrest e altri ancora

Si ritiene che Beal si sia aggiudicato uno dei pot più ricchi nella storia dei cash game a poker: $11,7 milioni di dollari. L’intramontabile libro di Michael Craig The Professor, The Banker, and the Suicide King racconta nel dettaglio tutta la serie di testa a testa tra Beal e i migliori giocatori di poker accennata in precedenza.

Beal, che ora ha 68 anni, fino al 2016 frequentava ancora Las Vegas per giocare cash game ad alti stake.

Fonte di reddito – commercial banking

Patrimonio stimato – 6 miliardi di dollari

Momenti salienti a poker – sfide heads-up a Limit Hold’em contro alcuni tra i migliori giocatori al mondo con milioni di dollaro in ballo


Jen Harman – The Corporation vs Andy Beal

2. Guy Laliberté

Questo imprenditore franco-canadese ha preso parte nella sua vita ad alcuni dei più grandi eventi e cash game, oltre a partite online con stake da capogiro. Laliberté è un ex artista di strada. Secondo la rivista Forbes, è riuscito a far fruttare i suoi interessi artistici arrivando a un patrimonio di 2,5 miliardi di dollari.

Laliberté, 61 anni, è cofondatore del Cirque du Soleil, che organizza show in tutto il mondo, compreso a Las Vegas. Nel 2015 ha ceduto il 90% delle quote dell’azienda. È inoltre cofondatore della One Drop Foundation. L’organizzazione offre iniziative per garantire l’accesso all’acqua potabile in alcune aree disagiate del mondo.

L’ente benefico One Drop è una presenza fissa alle World Series of Poker (WSOP).

Fonte di reddito – imprenditore, fondatore del Cirque du Soleil 

Patrimonio stimato – 2,5 miliardi di dollari

Momenti salienti a poker – ha contribuito alla fondazione del Big One for One Drop, torneo dal buy-in di 1.000.000$ alle WSOP

Date un’occhiata al Cirque du Soleil di Guy in azione:

3. Bobby Baldwin

Bobby Baldwin è originario di Tulsa, in Oklahoma. Ha sfruttato le sue abilità pokeristiche diventando un dirigente di casinò di grande successo. Baldwin, che ora ha 71 anni, ha vinto il Main Event delle World Series of Poker nel 1978 per una somma di 210.000$. 

All’epoca aveva solo 28 anni e stabilì l’allora record come il più giovane di sempre a vincere l’evento.

Nel 1984 è stato assunto dall’impresario di casinò Steve Wynn, dapprima come presidente del Golden Nugget e in seguito, nel 1987, del Mirage.

Nel 1998 è diventato presidente del Bellagio. Un anno dopo è stato nominato direttore finanziario del Mirage Resorts, prima di diventare amministratore delegato della società accorpata MGM-Mirage. Nel 2005 ha anche diretto il progetto CityCenter di proprietà dell’azienda (di cui fa parte anche l’Aria).

Nel 2018 Baldwin ha lasciato la MGM ed è ora amministratore delegato del Drew Las Vegas, un casinò in costruzione a Las Vegas, che inizialmente doveva essere inaugurato entro la fine del 2020. 

Si stima che il suo patrimonio ammonti a 20 milioni di dollari.

Fonte di reddito – ha lavorato come dirigente nell’industria dei casinò

Patrimonio stimato – 20 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – vittoria al Main Event WSOP nel 1978

Momento amarcord di Bobby Baldwin e Doyle Brunson

4. Paul Phua

Questo imprenditore 57enne di origini malesi è divenuto uno dei giocatori più famosi sulla scena del poker asiatico ad alti stake. Presenza fissa a questo genere di incontri, Phua gestisce un casinò VIP a Macao che offre possibilità di viaggio a ricchi scommettitori provenienti dalla Cina. Assieme a Steve Wynn ha contribuito all’apertura del Wynn Casino a Macao. 

Come riportato dall’emittente ESPN, secondo alcune voci Phua gestisce anche un’attività da allibratore. Si ritiene che abbia un patrimonio di oltre 400 milioni di dollari, 19 dei quali derivano da vincite in tornei live.

Habitué degli high rollers e di alcuni dei più importanti cash game al mondo, Phua ha ottenuto diversi successi a sei o sette cifre.

Fonte di reddito – imprenditoria, casinò VIP cinese

Patrimonio stimato – 400 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – 19 milioni di dollari in vincite in tornei ad alti stake

Ascoltate cosa ne pensa Paul sulla mentalità nel poker e sui bad beats:

5. Elton Tsang

Frequentatore abituale dei cash game ad alti stake in Asia, Tsang vive a Hong Kong, dove gestisce diverse attività imprenditoriali. A lui è attribuita l’organizzazione del primo importante torneo di poker a Macao. Questa series è culminata nell’Asia Pacific Poker Tour.

Ha addirittura preso parte al “Big Game” di Las Vegas con alcuni tra i più alti stake al mondo. L’evento vede regolarmente la partecipazione di giocatori quali Doyle Brunson, Patrik Antonius, Gus Hansen, Phil Ivey, Tom Dwan e altri ancora.

Nel 2016 Tsang si è aggiudicato il WSOP Big One for Drop da 1.000.000$, portando a casa una vincita da 12,2 milioni di dollari. Si stima che i suoi possedimenti ammontino a oltre 50 milioni di dollari.

Fonte di reddito – imprenditoria, partite di poker

Patrimonio stimato – 50 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – vincitore del WSOP Big One for Drop da 1.000.000$ del 2016 per una vincita di 12,2 milioni di dollari

Joey Ingram commenta una delle più grandi mani di sempre in un cash game, con protagonisti Elton Tsang e Jason Koon:

6. Jennifer Tilly

Se da una parte il suo mestiere principale è quello di attrice, Tilly è diventata anche una forza ai tavoli da poker. Si stima che il suo patrimonio si aggiri sui 25 milioni di dollari. Nel 2005 ha vinto il WSOP Ladies Championship aggiudicandosi 158.335$ e ora può vantare un bottino complessivo di oltre un milione di dollari in tornei live. Inoltre compare regolarmente in cash game trasmessi in tv tra i quali Poker Night in America.

Ha iniziato a giocare a poker tramite Phil Laak, suo fidanzato di lunga data, il quale ha un patrimonio stimato di 15 milioni di dollari. Questa super coppia del poker si cimenta anche nei tornei principali.

Poker a parte, Tilly ha alle spalle una lunga carriera nel mondo di Hollywood e della televisione. Nel 1994 ha ricevuto una nomination agli Oscar per il film Pallottole su Broadway.

Fonte di reddito – attrice

Patrimonio stimato – 15 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – 2005 WSOP Ladies Championship

Jennifer Tilly partecipa a un quiz a premi alla 888poker Ride

7. Chris “Jesus” Ferguson

Nonostante il fallimento della sua piattaforma di poker online e il putiferio che ne è derivato, si stima che Ferguson abbia un patrimonio di 80 milioni di dollari. L’ormai 58enne ha vinto il Main Event delle WSOP nel 2000 ed è stato uno dei più importanti personaggi del poker a inizio millennio. Tutto questo prima che la famigerata vicenda del Black Friday esponesse le irregolarità della sua azienda e lo portasse a un esilio volontario dal mondo del poker. 

Considerato un reietto da molti addetti ai lavori, è tornato in azione nel 2016 alle WSOP. Un anno dopo ha vinto il suo sesto braccialetto. Alla fine è stato nominato WSOP Player of the Year

Continua a non piacere a molti giocatori, ma sono innegabili le sue abilità al tavolo.

Fonte di reddito – fondatore e dirigente di un ex sito di poker online, giocatore di poker

Patrimonio stimato – 80 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – 6 braccialetti WSOP, WSOP Player of the Year nel 2017

Date un’occhiata al video di scuse di Chris per il suo ruolo nel fallimento del Black Friday:

8. Dan Bilzerian

Questa icona dei social media dell’età di 40 anni ha conquistato grandi vittorie nel poker nel corso degli anni. I suoi viaggi in giro per il mondo e i party con donne discinte sono regolarmente documentati sui suoi account Twitter e Instagram. 

In un articolo del 2014 comparso sul Wall Street Journal ha rivendicato di aver vinto 50 milioni di dollari giocando cash game ad alti stake. Alcuni personaggi del mondo del poker hanno espresso dubbi sui suoi exploit nel gioco e sullo stile di vita manifestato sui suoi account social. 

È inoltre proprietario di un’azienda chiamata Ignite Brands, che investe nel settore della cannabis e in altri campi. Secondo Forbes, però, l’impresa ha sofferto una perdita di 50 milioni di dollari nel 2019.

Si ritiene che Bilzerian abbia un patrimonio di 200 milioni di dollari. Secondo le informazioni riportate dal Journal, ha ottenuto un fondo fiduciario da suo padre, Paul Bilzerian. Ha accumulato una fortuna come raider. 

La U.S. Securities and Exchange Commission ha però vinto una causa civile da 62 milioni di dollari per frode finanziaria contro Paul Bilzerian, che poi è finito in carcere. 

Bilzerian senior si è opposto a tale sentenza e alla fine è andato in esilio lasciando gli Stati Uniti e tutelando buona parte dei suoi averi.

Fonte di reddito – fondo fiduciario, attività imprenditoriale

Patrimonio stimato – 200 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – si ritiene che prenda parte a cash game ad alti stake

Guardate i tanti exploit di Dan sia nel poker sia sui social media:

9. Bill Perkins

Questo manager di hedge fund e produttore cinematografico ha un patrimonio stimato di oltre 50 milioni di dollari. Ha iniziato a giocare a poker nel 2012. Ha preso parte a molti tornei high roller e a importanti cash game. Fuori dalle sale da poker lavora come manager di hedge fund.

Il suo exploit comprende un risultato di rilievo nel 2019, quando ha conquistato il sesto posto al Triton Million con un buy-in da 1 milione di sterline. Si trattava del torneo di poker con il più alto buy-in di sempre. Questo piazzamento gli ha fruttato 2,2 milioni di sterline. Allo stato attuale vanta un montepremi totale di 5,4 milioni di dollari in tornei live in carriera.

Perkin gestisce anche il Team Thirst Lounge. un canale Twitch i cui protagonisti vivono nelle Isole Vergini e giocano assiduamente a beneficio dei follower. È una sorta di reality show sul poker immerso in una location esotica e pittoresca. Il canale si rivolge agli appassionati di poker chiedendo loro di: 

“Seguire questa corsa sfrenata, in cui 10 individui particolari si gettano a capofitto in uno stile di vita milionario!”

Perkins conosce in prima persona questo stile di vita!

Fonte di reddito – manager di hedge fund

Patrimonio stimato – 50 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – 5,4 milioni di dollari totali vinti in tornei live

Date un’occhiata alle abilità di Bill nel programma Poker After Dark

10. Richard Yong

Quest’imprenditore malese ha costruito il proprio patrimonio nel campo dell’informatica e dell’estrapolazione di dati. Ritenuto da molti come socio d’affari di Paul Phua, negli ultimi anni ha preso parte ad alcuni tra gli eventi con i più alti stake e buy-in nel mondo del poker. 

Yong vanta diversi risultati a sei o sette cifre. Si è aggiudicato l’Aussie Millions $100.000 Challenge portandosi a casa 1,5 milioni di dollari. Al momento ha 14,2 milioni di dollari complessivi vinti in tornei live e ha cominciato la Triton Poker Series.

Queste cifre rappresentano probabilmente un’inezia al cospetto del suo patrimonio, che secondo varie fonti ammonta a un valore compreso tra 400 milioni e 1 miliardo di dollari.

Fonte di reddito – imprenditoria nel campo dell’informatica e dell’estrapolazione di dati

Patrimonio stimato – almeno 400 milioni di dollari, anche se potrebbe arrivare a 1 miliardo

Momenti salienti a poker – conquista dell’Aussie Millions $100.000 Challenge del 2015 per una vincita da 1,5 milioni di dollari

Richard Yong parla di Dwan, Ivey e dell’inaugurazione della sua poker room:

Milionari grazie al poker

11. Daniel Negreanu

Kid Poker”, con i suoi 46 anni, rimane ancora oggi uno dei migliori giocatori in circolazione, nonché uno dei più divertenti. Originario di Toronto, in Canada, ha iniziato a giocare da adolescente dopo aver assistito a una partita in una sala da biliardo nella sua città natale. 

Da lì ha iniziato a viaggiare per Las Vegas e per altri tornei importanti in giro per il Nord America. Attualmente vanta sei braccialetti WSOP e anche due titoli WPT. Negreanu è riuscito a imporsi praticamente a ogni livello e rimane uno dei giocatori di maggior successo nella storia del gioco. 

A parte le vincite conquistate ai tavoli da gioco, ha beneficiato di alcuni rapporti di sponsorizzazione con siti di poker online. Oggi vive a Las Vegas. In totale ha oltre 42 milioni di dollari in vincite in tornei live e un patrimonio stimato di circa 50 milioni.

Fonte di reddito – poker, sponsorizzazione con siti di poker online, altre attività

Patrimonio stimato – 50 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – 6 braccialetti WSOP, 2 titoli WPT

Un assaggio della loro rivalità in questa mano PNIA contro Esfandiari
 

12. Doyle Brunson

Leggenda vivente del poker, l’87enne texano partecipa ancora ad alcuni dei principali cash game del mondo. Nato a Longworth, in Texas, Brunson è cresciuto tra le coltivazioni di cotone. Ai tempi del liceo e del college eccelleva nell’atletica e nel basket. 

Ha iniziato a giocare a poker ai tempi del college in Texas, ma dopo la conclusione del suo percorso di studi magistrali alla Hardin-Simmons University ha capito di poter fare di più nel mondo delle carte. Brunson ha fatto parte dei “Texas road gamblers” in un’epoca in cui il poker veniva visto come un gioco immorale. Ha girato il sud-ovest degli Stati Uniti alla ricerca di partite in cui cimentarsi. 

È poi stato in grado di vincere 10 braccialetti WSOP e un titolo WPT. Brunson ha scritto una delle prime guide di strategia moderne. Inoltre ha concesso i diritti di sfruttamento del suo nome per un sito di poker online nel corso degli anni 2000. 

Alla luce di una vita di successi ai tavoli da poker e di un sottile acume per gli affari, Brunson ha dei beni stimati per un totale di 75 milioni di dollari.

Fonte di reddito – poker, attività imprenditoriali

Patrimonio stimato – 75 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – 10 braccialetti WSOP, partecipazioni a cash game dagli stake vertiginosi

Scoprite come una vecchia volpe impartisce una lezione a un giovane imprenditore spavaldo:

13. Phil Hellmuth

Il 15 volte vincitore di un braccialetto WSOP è sempre stato uno dei giocatori di poker più “estroversi”. Non ha paura di commercializzare il proprio marchio. Oltre ad aver vinto un totale di 23 milioni di dollari in tornei live, Hellmuth ha promosso: 

  • Birra
  • Un sito di poker online
  • L’ARIA Resort & Casino di Las Vegas
  • Un franchising di fast food
  • Una bevanda energetica
  • Un’app di poker per gli smartphone e altro ancora

È inoltre autore di diversi libri di successo sul poker, tra cui la sua autobiografia. Hellmuth ha molti altri investimenti aziendali. Ha sfruttato la sua popolarità e la sua fama da “ragazzaccio del poker” trasformandole in un business proficuo al di fuori dei tavoli da gioco. 

Il suo patrimonio stimato ammonta a 75 milioni di dollari.

Fonte di reddito – poker, attività commerciali e investimenti

Patrimonio stimato – 75 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – primatista assoluto di braccialetti WSOP vinti (15)

Phil Hellmuth e Maria Ho si danno battaglia alla 888poker Ride

14. Rick Salomon

Questo produttore, attore e giocatore di poker ha avuto una carriera piuttosto interessante. È il figlio di un vicepresidente esecutivo di Warner Bros Entertainment. Salomon, 53 anni, ha vissuto molte grandi vincite al tavolo da poker e vanta quasi 10 milioni di dollari di montepremi in tornei live. 

Tra i suoi risultati si annovera il terzo posto al €1.000.000 WSOP Big One for Drop del 2016 per un premio da 3,3 milioni di dollari. Ha inoltre chiuso al quarto posto gli eventi Big One for Drop da un milione di dollari alle WSOP di Las Vegas nel 2014 e 2018. In ognuna delle due occasioni ha ottenuto la bellezza di 2,8 milioni di dollari.

Oltre ai suoi interessi imprenditoriali e al poker, Salomon è noto per il suo filmino hard del 2003 con Paris Hilton. È stato addirittura lui stesso a incaricarsi di distribuirlo. Inoltre è stato sposato con le attrici Pam Anderson e Shannen Doherty. 

Il suo patrimonio da 30 milioni di dollari comprende le considerevoli vincite a poker e i profitti nel campo degli affari e dell’intrattenimento.

Fonte di reddito – poker, interessi nel business e nell’intrattenimento

Patrimonio stimato – 30 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – milioni di dollari conquistati in eventi ad alti stake

Ecco Rick in azione con un tris contro una scala in un cash game del programma Poker After Dark:

15. Erik Seidel

Questo giocatore ha forse un atteggiamento opposto a quello di Hellmuth. È una persona calma, riservata e non particolarmente interessata alle promozioni o alla pubblicità. Seidel è uno dei giocatori di maggior successo della storia, avendo un montepremi netto di oltre 40 milioni di dollari. 

Ha vinto alcuni dei principali eventi di poker e vanta otto braccialetti WSOP. Erick rimane una presenza fissa sulla scena degli high roller. 

Nato e cresciuto a New York City, l’ora 61enne frequentava regolarmente il celebre Mayfair Poker Club della sua città. Questo locale ha poi ispirato il film Il giocatore – Rounders.

Fonte di reddito – poker

Patrimonio stimato – 40 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – 8 braccialetti WSOP e numerosi successi negli high roller

Erik mostra nervi saldi in questa mano contro Matusow nel 2008:

16. Justin Bonomo

Bonomo, 35enne originario di Fairfax, in Virginia, è uno dei giocatori più vincenti della storia. Vanta un totale di oltre 49 milioni di dollari di vincite in tornei live. È stato protagonista di annate pazzesche tra il 2017 e il 2019. 

A giugno 2018 si è aggiudicato il $10.000 Heads-Up No-Limit Hold'em Championship alle WSOP, portandosi a casa la somma di 185.965$. Questo successo gli ha fruttato il secondo braccialetto WSOP di quell’estate. Soltanto pochi giorni prima aveva vinto anche il $300.000 Super High Roller Bowl per un premio da 5 milioni di dollari

Ha dato seguito a questi risultati conquistando il WSOP $1.000.000 Big One for One Drop, aggiudicandosi 10 milioni di dollari. Nel 2019, all’età di 34 anni, Bonomo si è assicurato un premio da 3,2 milioni di dollari vincendo un Triton £100.000 Short Deck Super High Roller. 

Rimane un giocatore di primissimo livello agli eventi high roller e ad altri tornei principali.

Fonte di reddito – poker

Patrimonio stimato – 49 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – grandi successi negli high roller, vittoria al $1.000.000 Big One for One Drop alle WSOP 2018 con annesso premio da 10 milioni di dollari

Bonomo impartisce una lezione a Fedor Holz in un heads-up per quei 10 milioni di dollari

17. Antonio Esfandiari

“Il mago” è uno dei giocatori più popolari e di maggior successo degli ultimi decenni. Molti stimano che il suo patrimonio si aggiri sui 25-30 milioni di dollari. Tra i risultati della sua carriera si annovera la vittoria del primo $1.000.000 Big One for One Drop nel 2012 per una somma di 18,3 milioni di dollari.

Inoltre vanta altri due braccialetti WSOP così come due titoli WPT. Al di là dell’attività da giocatore, Esfandiari ha lavorato anche commentatore per l’emittente ESPN ed è stato ospite in diverse altre trasmissioni televisive. La sua personalità affabile lo ha reso un giocatore popolare agli occhi degli appassionati.

Il 42enne si è guadagnato il suo soprannome dopo aver lavorato come illusionista. Ha poi scoperto di poter guadagnare di più col poker e ora ha due decenni di carriera da giocatore alle spalle.

Fonte di reddito – poker

Patrimonio stimato – 25 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – vittoria al $1.000.000 Big One for One Drop del 2012 con un bottino da 18,3 milioni di dollari

Antonio sfoggia le sue abilità da prestigiatore lontano dai tavoli da poker a Las Vegas:

18. Phil Ivey

Tra i nomi più noti nel mondo del poker, Ivey ha iniziato a giocare ad Atlantic City sin dall’adolescenza. Ispirato dai giocatori che si guadagnavano da vivere con le partite, è stato per certi versi una figura precorritrice. Prendeva appunti sui giocatori, sulle mani e sulle varie situazioni allo scopo di perfezionarsi

Gli sforzi hanno pagato, e ora Ivey ha più di 30 milioni di dollari in vincite totali nei tornei live. Inoltre partecipa regolarmente a show televisivi sul poker. Ha anche preso parte ad alcuni dei principali cash game del mondo in Asia. 

Phil ha 10 braccialetti WSOP e un titolo WPT. Molti stimano che il suo patrimonio ammonti a circa 100 milioni di dollari.

Fonte di reddito – poker, imprese d’azzardo

Patrimonio stimato – 100 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – 10 braccialetti WSOP, 1 titolo WPT, cash game ad alti stake


Ivey porta a scuola un giocatore dilettante per 1 milione di dollari!

19. Patrik Antonius

Questo professionista finlandese di 40 anni vanta una lunga carriera di successo sia negli incontri live che online. Patrik è una presenza fissa nei principali cash game trasmessi in tv e nei cash game online con stake da capogiro. La leggenda del poker Marcel Luske gli ha fatto da mentore.

È opinione diffusa che il suo patrimonio si aggiri sui 20-25 milioni di dollari. In passato ha anche sponsorizzato un’azienda di poker online. Ha ottenuto grandi successi in alcuni dei più importanti eventi pokeristici, tra cui tre tavoli finali e un titolo WPT. 

Antonius è stata una delle colonne portanti dei principali eventi e cash game durante il boom del poker. Molti lo riconoscono come una leggenda del gioco.

Fonte di reddito – poker

Patrimonio stimato – 20 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – cash game ad alti stake comprese alcune grandi partite online

Guardate il finlandese in azione con questa TOP 10 dei suoi momenti migliori:

20. Tom Dwan

Presenza fissa del poker televisivo e di alcuni dei principali cash game al mondo, Dwan si è fatto un nome nella scena del poker in rete. In effetti, tutti lo conoscono con il suo nome utente di “Durrrr”. 

È uno dei prodigi del poker online rappresentati nello splendido libro Ship It Holla Ballas! di Jonathan Grotenstein and Storms Reback. Il libro descrive le ore e ore di tempo che Dwan e i suoi amici hanno passato a giocare a più tavoli contemporanei in occasione di eventi online ad alti stake. Tutto questo è avvenuto durante il boom del poker, tra una festa e l’altra.

Dwan, 34 anni, ha vinto nella sua carriera un totale di 3,4 milioni di dollari in tornei live, guadagnando però molto di più in cash game, sia dal vivo che online. Ancora oggi è attivo nel mondo del poker. Gioca regolarmente nel Sud-Est asiatico, compreso a Macao. Si stima che Tom abbia un patrimonio di oltre 10 milioni di dollari.

Fonte di reddito – poker

Patrimonio stimato – 10 milioni di dollari

Momenti salienti a poker – notevoli vincite online in partite dagli stake altissimi

Tom è noto per i grandi bluff! Ecco alcune delle sue migliori performance:

June 4, 2021

Di Sean Chaffin

Sean Chaffin
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Sean Chaffin è un scrittore freelance di Crandall, Texas. I suoi articoli vengono pubblicati su numerosi siti e riviste. Seguilo su Twitter @PokerTraditions. Sean è anche il moderatore del podcast True Gambling Stories, disponibile su iTunes, Google Play, TuneIn Radio, Spotify, Stitcher, PokerNews.com, HoldemRadio.com e altre piattaforme.

Sean Chaffin
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A poker si gioca con 52 carte

Quante sono le carte da poker?!

Trattandosi di un gioco di carte, una delle prime domande che si pongono, all'inizio i giocatori di poker, che si ritrovano ad approcciarsi per le prime volte con il poker e le sue diverse varianti non può che riguardare la composizione delle carte stesse, senza le quali nessuna partita potrebbe avere luogo e che tramite il loro flusso svolgono un ruolo determinante nell’esito della mano e in ultima analisi dell’incontro o del torneo di poker.

La tradizione italiane delle carte da poker

L’Italia è un paese caratterizzato da una grande ricchezza da molteplici punti di vista: storia, architettura, cultura, cucina, dialetti e chi più ne ha più ne metta.

Questa grande varietà a 360 gradi non risparmia, naturalmente, neppure la tradizione delle carte, che si differenziano tra di loro da un punto di vista stilistico e dei disegni anche in base all’area geografica di appartenenza.

Quante carte da gioco esistono

Quante sono le carte da poker? Possono essere suddivise perlopiù in quattro categorie:

  • Italia, in particolare l'Italia settentrionale (tra cui si annoverano: le bergamasche, bolognesi, bresciane, trevisane, triestine e trentine);
  • spagnole (piacentine, napoletane, romagnole, siciliane, sarde e abruzzesi);
  • francesi (genovesi, milanesi, fiorentine e piemontesi);
  • tedesche (dette anche “salisburghesi”, diffuse perlopiù in Alto Adige), senza contare alcune tipologie ormai cadute in disuso, come le carte romane, nuoresi, udinesi, baresi e viterbesi.

Non è sempre facile districarsi in mezzo a questo panorama estremamente articolato dei produttori di carte da gioco e può così risultare difficoltoso intuire d’immediato quali e quante sono le carte che scandiscono gli incontri di poker.

Le carte francesi sono le più usate al Mondo

Vista la dimensione internazionale del gioco, il tipo di carte usato non poteva che essere quello più diffuso al mondo: le carte francesi, caratterizzate dai semi cuori, quadri, fiori e picche e il cui mazzo singolo è tradizionalmente composto da 54 carte, ovvero da 13 carte per ognuno dei quattro semi in aggiunta a due jolly (o “joker”).

Mentre i jolly trovano impiego in un’ampia gamma di giochi, nelle partite di poker non è previsto un loro utilizzo, ragion per cui il mazzo viene ridotto a un massimo di 52 carte (verso la fine dell’articolo vedremo come questo numero non sempre sia fisso e possa subire delle variazioni).

Normalmente le carte francesi vengono vendute nella loro composizione completa da 54 pezzi, ma in commercio è possibile reperire anche delle versioni specifiche che escludono la presenza delle due carte joker.

Better hands

Le restanti 52 carte, come accennato qualche riga fa, sono suddivise in 13 carte per ognuno dei quattro diversi semi. Queste 13 carte si compongono di nove carte numerate (2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10), a cui si aggiungono il fante (o “jack”), la donna (o “queen”), il re (o “king”) e l’asso. 

Andando ad analizzare più da vicino la principale variante del poker, il Texas Hold’em, divenuto particolarmente noto in Italia negli ultimi decenni grazie alla diffusione di film e trasmissioni americane, notiamo che, seguendo il senso orario, all’inizio della mano ogni giocatore seduto al tavolo riceve due carte coperte, visibili soltanto a lui (a queste due si dà il nome di “carte personali” oppure dall’inglese “hole cards” o “pocket cards”), mentre sul tavolo viene scoperto un totale di cinque carte comuni, la cui distribuzione viene spalmata su tre turni diversi all’interno di una mano.

Al momento del flop il mazziere, contraddistinto dal bottone “dealer”, scopre le prime tre di queste carte, mentre il turn e il river prevedono ciascuno la rivelazione di un’ulteriore carta al centro del tavolo. Prima di scoprire ognuna di queste carte o gruppi di carte (nel caso del flop), il mazziere brucia, ovverosia scarta una carta dal mazzo coperto. 

Ciò significa che al termine di ogni mano ogni giocatore avrà a disposizione sette carte (due personali e cinque comuni anche ai propri avversari), tra le quali bisognerà individuare le cinque migliori carte con le quali si andrà a comporre il proprio punto.

Da un punto di vista regolamentare si può scegliere di sfruttare entrambe le proprie carte personali e integrare la propria mano con tre delle cinque carte comuni oppure utilizzare soltanto una o addirittura nessuna delle proprie hole cards ripiegando rispettivamente su quattro o cinque carte del board.

Quante sono le carte da poker

Appare piuttosto ovvio che solo in scenari circoscritti sarà possibile aggiudicarsi una mano nei casi in cui si faccia perlopiù affidamento sulle carte comuni, dal momento che esse sono a disposizione anche di tutti i propri avversari, i quali però potrebbero essere in grado di comporre una mano migliore della vostra se in possesso di pocket cards dal valore più alto di quelle di cui vi trovate in possesso.

La mano si conclude dunque con il cosiddetto “showdown”, che indica il momento in cui i giocatori scoprono le proprie carte al fine di determinare il vincitore.

Esso chiaramente si rende necessario solo nel caso in cui siano rimasti in gioco almeno due giocatori, mentre laddove tutti i giocatori ad eccezione di uno foldino prima dell’ultimo giro di puntate, il giocatore “superstite” non è tenuto a mostrare la propria mano (il che lo tutela ad esempio in caso di un classico bluff).

Danger hands

Nel poker online è sicuramente più semplice, ma quando si gioca in un casinò terrestre è buona norma tenere sempre sott’occhio le proprie carte personali, le quali andranno tenute al livello del tavolo ma, soprattutto, dovranno sempre essere protette di modo tale che il dealer eviti di confonderle con le carte da scartare, rimuovendole così dal tavolo e tagliandovi automaticamente fuori dai giochi per quel che concerne la mano in questione.

Può essere dunque consigliato avvalersi di appositi mezzi quali un protettore di carte o più semplicemente di posare sulle hole cards un qualsiasi oggetto personale che indichi chiaramente il vostro controllo su di esse. È altresì importante tenerle sempre in bella vista così da non indurre qualcun altro a pensare che in quel momento siate fuori dalla mano.

Sulla scorta di quanto appena detto, occorre anche tenere a mente che, a meno che non vogliate espressamente fare fold, dovrete tassativamente evitare di far finire inavvertitamente le vostre carte verso il centro del tavolo, il che si configurerebbe come un gesto volto ad abbandonare la mano, da cui non è più possibile tornare indietro.

Quante sono le combinazioni iniziali nel Texas Holdem

Stante l’utilizzo di un solo mazzo composto da 52 carte, nel Texas Hold’em esistono ben 1326 possibili combinazioni di mani iniziali.

Talvolta può capitare che i casinò abbiano due mazzi di carte a ogni tavolo, eventualmente col retro dal colore diverso l’uno dall’altro: tuttavia verrà sempre impiegato un solo mazzo alla volta, mentre l’altro sarà sottoposto a un’operazione di mescolamento durante lo svolgimento della mano in corso. 

Le regole del poker all'italiana

Ci siamo fin qui concentrati ampiamente sul Texas Hold’em, ma una menzione a parte la merita anche un’altra variante di poker molto amata dalle nostre parti: il poker all’italiana, più noto con il nome di Five Card Draw nel mondo anglosassone.

Anche in questo caso è necessario dotarsi di un mazzo da 52 carte francesi (quindi sempre con l’esclusione dei jolly), a cui però, contrariamente a quanto avviene con la versione texana, va sottratto un certo quantitativo di carte a seconda del numero di partecipanti previsto.

Per effettuare questo calcolo è necessario avvalersi della regola dell’11, secondo la quale bisogna sottrarre per l’appunto al numero 11 il numero dei giocatori che prenderà parte all’incontro.

Per fare un esempio concreto, se vogliamo organizzare una partita a sei giocatori, la carta più bassa che dovrà essere usata sarà il 5 (ovvero il risultato di 11-6), il che implica che dovremo rimuovere dal mazzo tutte le carte comprese tra il 2 e il 4 (mentre andranno ovviamente lasciati gli assi, che hanno il valore più alto in assoluto).

Ad ogni modo questo genere di partite normalmente si svolge con quattro o cinque giocatori.

888 Poker Live Event

Come si apre la mano nel poker italiano

A prescindere dal numero dei partecipanti, ognuno di essi riceve all’inizio della mano cinque carte personali coperte, distribuite in senso orario, proprio come nel Texas Hold’em.

Affinché si possa aprire la mano è necessario che almeno un giocatore sia in possesso di una coppia di jack (o un punto superiore) o di un progetto di scala reale bilaterale. Se nessuno dei presenti è in grado di soddisfare tale requisito, il dealer dispone il riavvio della mano, che a quel punto potrà essere aperta solo da un giocatore con una coppia di Q (o superiore) in mano.

Qualora non sia possibile rispettare il requisito neppure in questo caso, l’iter andrà avanti con un inasprimento delle condizioni che esigeranno dapprima una coppia di K e in seguito una coppia d’assi, prima che il procedimento venga resettato e si ritorni al requisito della coppia di J (nell’ipotesi in cui persista una situazione in cui nessun giocatore sia in grado di aprire).

Nel corso della mano i giocatori hanno la possibilità di sostituire le proprie carte, in toto o in numero massimo di quattro (a seconda delle regole applicate). Ai fini della composizione del punto vengono prese in considerazione cinque carte, proprio come nel Texas Hold’em, dove però il giocatore può scegliere tra sette carte diverse (cinque delle quali sono comuni a tutti).

I punti nel poker all'italiana

Per concludere vale la pena di notare che, a dispetto della grande somiglianza tra la gerarchia dei punti del Texas Hold’em e quella del poker all’italiana, nella variante nostrana il colore batte il full per una semplice ragione di carattere probabilistico: visto l’utilizzo del mazzo intero da 52 carte nella variante americana, in essa risulta più facile ottenere una mano con colore, il che lo rende, come avrete già intuito amici lettori, un punto meno pregiato rispetto a quanto avviene nel poker a cinque carte.

Prima pubblicazione 31 maggio 2021.

February 17, 2025
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Si tratta di una delle componenti più importanti del gioco del poker, eppure fino a qualche decennio fa non erano così facilmente reperibili nel mercato, diversamente da oggi. 
 
La possibilità di trovare agevolmente delle fiches di qualità è arrivata contestualmente al boom del poker negli anni 2000. Trovare un buon set per battagliare con gli amici nella vostra poker room è facile quanto fare una ricerca in internet.

Ci sono dei fantastici set con fiches per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Al momento di acquistare delle autentiche fiches per le vostre partite casalinghe è essenziale tenere alcune cose a mente:

  • Budget – Decidete quanto volete spendere. I prezzi possono variare significativamente a seconda delle fiches in questione.
  • Colore – I colori possono spaziare dai tradizionali bianco, rosso, blu e nero e arrivare a colori più oscuri quale carta da zucchero, giallo e arancione.
  • Design – Che le vostre passioni ruotino attorno alle Harley Davidson, al football americano o a qualcos’altro, potete scommettere sul fatto che ci siano delle fiches a tema per voi.
  • Qualità – Potete determinare il vostro budget in base al tipo di fiches che volete scegliere. Ci sono quattro tipi di fiches: plastica, composito/clay, ceramica e metallo. Le fiches di plastica sono le più economiche e nel presente articolo verranno in buona parte tralasciate. Le più popolari sono quelle composite/clay e di ceramica. Le fiches di metallo sono le più rare e difficili da trovare.
  • Dimensioni – Di quante fiches avete bisogno? Questo è un altro aspetto da considerare prima di ordinare il prodotto. Le chips generalmente vengono vendute in set che comprendono dalle 200 alle 1000 fiches. Pensate alle caratteristiche della vostra partita casalinga prima di effettuare l’acquisto.

Detto questo, diamo un’occhiata ad alcuni set di fiches da poker di buona qualità per passare una serata in compagnia degli amici.

Set di fiches economici (massimo 100$)

Ammettiamo che il vostro bankroll di fiches da poker non raggiunga livelli da high stakes. Come detto prima, le fiches di plastica in stile vintage risultano economiche. Esse però non sono una buona scelta per partite di poker regolari e di un certo livello.

Ecco alcune opzioni da considerare:

JPC 500 Piece Crown Casino

Costo:: $99
Numero di fiches: 500

JPC 500 Piece Crown Casino

Questo eccezionale set in stile casinò presenta dei fantastici elementi di design audace e colori unici. Si tratta di fiches d’alta qualità da 13,5 grammi che riscuotono grande successo tra gli acquirenti.

Molte fiches tradizionali e a basso costo sono tendenzialmente simili tra di loro, senza presentare particolari differenze in termini di design. Non è questo il caso del set JPC Crown.

Le fiches sono suddivise in sette diverse taglie e ognuna di esse presenta una certa regalità.

  • Esse sono dotate di una splendida corona e di un brillante anello interno.

Magari con queste fiches verrete proclamati re del tavolo la prossima volta che sfiderete i vostri amici.

Da Vinci Professional Poker Set

Costo: $89,95
Numero di fiches: 500

Da Vinci Professional Poker Set

Questo set offre un buon prezzo considerando il numero di fiches. Da Vinci è uno storico produttore di articoli da poker che offre un buon rapporto qualità/prezzo.

  • Le fiches da 11,5 grammi presentano un design a “foglia d’ulivo” con il simbolo Da Vinci proprio in mezzo.

Per un prezzo conveniente vi vengono offerte cinque taglie in una valigetta di plastica resistente e robusta che, diversamente da quanto avviene con alcune varianti in alluminio, è immune ai graffi e alle ammaccature.

Per un appassionato di partite casalinghe che deve rispettare un certo budget, questo set Da Vinci rappresenta un’opportunità imbattibile. Con un po’ di fortuna, recupererete i soldi spesi già alla prima partita, sfruttando proprio le fiches appena acquistate.

Set di fiches di fascia media (da 100$ a 199$)

Ecco alcune fiches da poker di qualità superiore se disponete di un budget un po’ più alto. Queste rappresentano delle ottime scelte per la vostra prossima partita casalinga notturna.

Slowplay Nash Clay Poker Chips

Costo: $119,99
Numero di fiches: 300

Slowplay Nash Clay Poker Chips

Quest’azienda è formata da appassionati di poker che, prima di tutto, sono ingegneri aeronautici e designer grafici. Il tutto si traduce in prodotti dal design raffinato.

Queste fiches Nash da 14 grammi ne rappresentano un esempio perfetto. È un set più piccolo rispetto ad altri e presenta le seguenti caratteristiche:

  • Quattro taglie
  • Una valigetta raffinata in aperto contrasto con i design tradizionali in alluminio
  • Carte da gioco in plastica di qualità
  • Un accattivante bottone da dealer

Queste fiches rappresenteranno un bel biglietto da visita per la vostra poker room.

888poker Clay Chip Set

Costo: nessuno, gettoni d’oro di 888poker
Numero di fiches: 300

888poker Clay Chip Set

I giocatori che hanno accumulato abbastanza gettoni d’oro di 888poker possono sfruttarli per riscuotere questo set di qualità nello shop di 888.

  • Il prodotto presenta colori tradizionali con raffinati elementi di design di 888.

Il set offre anche un bottone da dealer e due mazzi di carte di alta qualità. Con questo set professionale i giocatori potranno sfoggiare il loro brand di poker online preferito.

Set di fiches di fascia alta (sopra i 200$)

Il vostro budget e i vostri gusti esigono qualcosa di un po’ più stravagante? Ecco alcune opzioni che possono perfettamente fare da contorno a qualsiasi elegante poker room.

Queste fiches di qualità alzeranno il livello della vostra prossima partita casalinga.

Slowplay Aces Ceramic Poker Chip Set

Costo: $299
Numero di fiches: 500

Slowplay Aces Ceramic Poker Chip Set

Queste fiches di ceramica altamente stilizzata non solo hanno un aspetto raffinato, ma offrono anche una sensazione di grande comfort al tatto. Questo set della Slowplay comprende fiches da 10 grammi suddivise in quattro taglie e caratterizzate da un livello artistico e un design unici.

L’unicità del design è riscontrabile anche nei due set di carte da gioco di plastica. Slowplay ha anche ampliato la tradizionale valigetta porta fiches.

  • Questo raffinato design nero presenta un involucro esterno altamente resistente composto in policarbonato tedesco.

È inoltre presente una maniglia e un interno in pelle, oltre a un elegante bottone da dealer in rosso metallico e bianco.

Riprendendo la descrizione fornita dall’azienda produttrice: “Le linee affusolate e la semplice composizione geometrica combinano perfettamente lo splendore dei ruggenti anni Venti e la semplicità contemporanea per innalzare l’esperienza del poker a un livello superiore”.

Esiste anche una versione da 300 fiches in vendita per 219,99$.

MRC Monte Carlo Poker Club Chip Set

Costo: $229,99
Numero di fiches: 1.000

MRC Monte Carlo Poker Club Chip Set

Sentitevi come se foste a un high roller a Monaco con queste fiches Monte Carlo che vi faranno vivere il sogno del poker. Siete alla ricerca di un grande numero di autentiche fiches di qualità? Allora questa valigetta acrilica personalizzata rappresenterà per voi un autentico affare.

  • Le fiches da 14 grammi hanno un design unico, variopinto e sono suddivise in sette taglie.

Il set Monte Carlo ha un certo valore. Include anche dieci porta fiches acrilici, due mazzi di carte e un bottone da dealer.

Le fiches sono più pesanti rispetto alla norma, il che si riscontra soprattutto lanciandole nel pot o scorrendole tra le mani. Magari non vivrete lo stile di vita europeo del poker ad alti stakes, ma queste fiches se non altro vi faranno sentire dei pezzi grossi.

Set di fiches portatili

Questi piccoli set trovano perfettamente spazio in uno zaino o in una valigia per una vacanza o per un piccolo viaggio.

Ecco un paio di set economici perfetti se avete voglia di una rapida partita a poker.

Pokercrafts Poker Chip Set

Costo: $71,90
Numero di fiches: 320

Pokercrafts Poker Chip Set

Questa raffinata valigetta in pelle agevola la possibilità di portarsi ovunque un set da poker. Le fiches sono suddivise in sette taglie e presentano un design in stile “Ace High Poker Club”.

Il set include:

  • Due mazzi di carte di plastica
  • Il bottone da dealer
  • Rivestimento in feltro da applicare al tavolo da poker

Questo set è l’ideale per un viaggio e una partita in macchina strada facendo.

Gamie Texas Hold’em Poker

Costo: $29,95
Numero di fiches: 200

Gamie Texas Hold’em Poker

Probabilmente non sarà il prodotto più indicato per ospitare grandi tornei, ma questo set da viaggio si adatta perfettamente alle partite occasionali.

Il set Gamie offre tutto l’indispensabile:

  • Cinque taglie di fiches
  • Due mazzi di carte, bottone da dealer
  • Un rivestimento in feltro per conferire un po’ di realismo

Il contenitore in stagno fa perfettamente da contorno a questo set portatile.

Oggetti extra per fiches

Ecco un elenco di alcuni accessori extra che potranno impreziosire significativamente le vostre serate di poker.

Porta fiches Da Vinci

Costo: $12,95

Da Vinci Chip Racks

Se da una parte la maggior parte dei porta fiches eleganti viene venduta assieme a una valigetta, molti giocatori tendenzialmente si limitano a cimentarsi perlopiù in partite domestiche. I porta fiches, come in un casinò, agevolano la conservazione e la distribuzione delle chips.

Questi porta fiches acrilici si adattano perfettamente al loro scopo. Ogni pacco contiene dieci porta fiches e rappresenta un vero affare.

Contenitore di fiches deluxe della Versa Games

Costo: $69,95

Versa Games Deluxe Poker Chip Carrier

Questo contenitore è forse un must per chi è solito portarsi le fiches in giro. Il prodotto in alluminio resistente ha una capacità di 1.000 fiches (suddivise in 10 porta fiches).

La spessa protezione interna agli angoli e le apposite serrature evitano la dispersione delle fiches. Questo contenitore rappresenta una sorta di Cadillac per quanto concerne il trasporto di grandi quantità di chips.

Ultimate Dealer Button

Prezzo: $24,95

Ultimate Dealer Button

I giocatori da tornei ameranno questo prodotto. Non solo è un bottone da dealer, ma aiuta anche a gestire tutto il torneo.

Il passare del tempo a ogni livello viene scandito dalla rotazione del bottone attorno al tavolo. I giocatori potranno facilmente visualizzare i livelli blind e ante sull’ampio display LCD. Il dispositivo comprende inoltre un allarme che suona quando i bui salgono.

Personalizzate il vostro torneo con 19 round programmabili anticipatamente. C’è anche una specifica funzione “K” per eventi di maggior portata con i valori delle fiches classificabili nell’ordine delle migliaia.

Che la vostra partita casalinga sia composta da cinque o sei giocatori oppure organizziate un torneo a due/tre tavoli, c’è un set di fiches per ogni necessità diversa.

Domande frequenti

Quali sono alcuni aspetti da tenere a mente quando acquistiamo un set di fiches da poker?

Valutate le vostre necessità individuali. Le fiches più pesanti vi daranno maggiormente la sensazione di essere in un casinò quando scorrerete le chips o le metterete nel piatto.

A una maggiore qualità delle fiches corrispondono un miglior feeling e una maggior facilità nell’impilaggio. I colori e il design sono invece una questione di preferenza personale. Ci sono però fiches di buona fattura per tutte le tasche.

Di che materiale sono fatte principalmente le fiches?

La maggior parte dei giocatori compra fiches clay/composite e di ceramica. Esistono anche altre opzioni come la plastica e il metallo. Le chips di plastica sono economiche, ma non particolarmente funzionali. Quelle di metallo sono invece più difficili da reperire.

Le fiches in ceramica sono raffinate e consentono maggiori opportunità di personalizzazione. Sia quelle in clay/composito che in ceramica possono offrire una fantastica esperienza di gioco. Per avere una panoramica più completa delle fiches da poker, cliccate qui.

Esistono degli accessori che impreziosirebbero la mia poker room?

I porta fiches possono rappresentare un ottimo plus, così come i seguenti oggetti:

  • Valigette di qualità
  • Protettori di carte
  • Bottoni da dealer
  • Cut card e altro ancora.

Questi possono integrare le vostre partite casalinghe e rendere il vostro incontro notturno con gli amici simile a una partita di poker sulla Strip di Las Vegas.

È possibile trovare un set di fiches che si adatti al design della mia poker room casalinga?

Sì, ci sono vari tipi di design e di resa grafica per i set disponibili in commercio. Chi è alla ricerca di qualcosa di più particolare dovrà probabilmente ampliare il proprio budget. Questi set si rivolgono a un pubblico più di nicchia.

Detto questo, avrete un’ampia scelta di immagini, colori e altre opzioni per le fiches da poker. Alcune sono addirittura personalizzabili per adattarsi all’atmosfera di qualsiasi sala da poker.

Le chips sono indispensabili per lo svolgimento del gioco nei casinò terrestri o negli incontri casalinghi disputati di persona; se invece preferite i vantaggi del poker online in tutte le sue salse, potrete sempre trovare su 888poker tutto ciò che cercate, con una moltitudine di varianti di gioco tra cui scegliere.

PUNTI CHIAVE

  • Esistono vari set di fiches per tutti i gusti e per tutte le tasche. Il range di prezzo può variare notevolmente a seconda del materiale, design, qualità e stile dei pezzi che andrete a comprare.
  • È possibile comprare i set più economici anche a prezzi inferiori ai 100$, mentre nel caso dei set più pregiati occorre sborsare normalmente oltre 200$. Nella scelta del prodotto da acquistare, è importante anche valutare l'utilizzo che se ne andrà a fare.
  • Oltre ai set di fiches, disponibili nei più disparati colori, esistono altri interessanti articoli per i giocatori di poker, quali i contenitori di chips o i dealer button elettronici, utili per gestire lo scorrere degli incontri casalinghi o di altro tipo. 
May 27, 2021

Di Sean Chaffin

Sean Chaffin
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Sean Chaffin è un scrittore freelance di Crandall, Texas. I suoi articoli vengono pubblicati su numerosi siti e riviste. Seguilo su Twitter @PokerTraditions. Sean è anche il moderatore del podcast True Gambling Stories, disponibile su iTunes, Google Play, TuneIn Radio, Spotify, Stitcher, PokerNews.com, HoldemRadio.com e altre piattaforme.

Sean Chaffin
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Ci sono tanti motivi per giocare a poker. Può essere una fonte di guadagno, un diversivo per passare il tempo con gli amici, un modo per tenere il cervello attivo e allenato o più semplicemente un passatempo rilassante.

Alcune volte, però, la cosa migliore da fare è abbandonare una partita.

Nel presente articolo analizzeremo quattro possibili motivi per prendere questa decisione.

1. I vostri avversari sono troppo forti

Alcune attività risultano più efficaci in presenza di avversari più forti di noi. Il tennis, il golf, il bridge e il biliardo fanno probabilmente parte di questa categoria, in cui la competizione agguerrita rappresenta un vantaggio, dal momento che gli avversari costituiscono un esempio da emulare, aiutandoci a migliorare nel corso del tempo.

Il poker però non rientra in questo tipo di attività.

Dal momento che l’obiettivo nel poker è quello di vincere soldi, è meglio affrontare avversari più deboli. Per questo è cruciale scegliere bene a quale tavolo sedersi. Conviene trovare una partita in cui i nostri avversari siano mediamente inferiori a noi.

È proprio da questo che dipenderà il nostro guadagno.

Alle volte, tuttavia, a prescindere dalle vostre capacità di individuare a quale tavolo sedervi, vi accorgerete di essere circondati da giocatori più forti. Vi sembrerà di essere completamente attorniati dai migliori giocatori e vi ritroverete ad affrontare una lunga sessione in questo temibile scenario. Per quanto possiate provarci, potrebbe fallire ogni tentativo di trovare una partita più agevole.

six-handed game

In queste situazioni il vostro istinto vi potrebbe suggerire di provare a spiccare sugli altri, contrattaccare e mettere in mostra il vostro temperamento. Analogamente, potreste essere semplicemente troppo pigri per alzarvi e andarvene, convincendovi che non c’è motivo per allarmarvi.

Non cedete a questi impulsi. La cosa migliore da fare sarà quella di andarvene, malgrado il vostro spirito competitivo o la vostra passività. Dovete avere i mezzi per riconoscere quando gli avversari vi surclassano ed è anche importante essere abbastanza disciplinati da trovare un tavolo migliore o andarvene direttamente. Ci sarà sempre un’altra partita giusta per voi.

Trovatene una più agevole o aspettate che si crei una buona occasione per giocare. Questo non significa che dovrete starvene alla larga dalla poker room per tutto il giorno o in eterno. Magari andate un attimo a mangiare un boccone. Potreste anche sfruttare la scusa della concorrenza agguerrita per andarvi a fare una passeggiata per una mezz’oretta.

Ma alzatevi e abbandonate la partita, almeno per un po’.

2. Avete pochi soldi

I libri di poker sono pieni di grandi storie di scommettitori che, sull’orlo del lastrico, sono riusciti in un clamoroso recupero, ottenendo mani improbabili e tornando in carreggiata. L’espressione “Una fiche e una sedia” racchiude esattamente questo concetto. Fintantoché vi rimane una fiche, avete ancora una possibilità.

Analogamente, alcune strategie richiedono di giocare con uno stack relativamente esiguo. Se pensate di non essere più forti rispetto alla media dei vostri avversari in una partita no-limit, potrebbe essere decisamente opportuno limitare il vostro buy-in. L’abilità nel vincere di meno, con uno stack limitato, potrebbe risultare meno importante della capacità di essere più aggressivi con uno stack ridotto.

Tuttavia, quando vi ritrovate con uno stack limitato non per via di una decisione strategica, bensì a causa del vostro bankroll limitato o sensibilmente ridotto, probabilmente vi conviene darci un taglio per quel giorno e tornare quando avrete più soldi.

open bank vault

Evitate perciò di giocare con questa pesante restrizione. Aspettate di rimettere su un bankroll sufficiente per giocare senza dovervi preoccupare dell’impatto economico di una sconfitta.

3. Preferite fare qualcos’altro in quel momento

A meno che non facciate affidamento sul poker per guadagnarvi da vivere, le partite dovrebbero essere viste come un piacere. Se da una parte ci possono essere occasionalmente dei momenti spiacevoli (pensate alle tante decisioni difficili che vi faranno rivoltare lo stomaco), tutta l’esperienza nel complesso dovrebbe sempre essere su base prettamente volontaria.

Di conseguenza, se pensate che dovreste essere:

  • a casa con un figlio malato
  • al lavoro
  • o che fuori c’è un bel tempo e dovreste godervi la natura
  • o che ci sono una decina di altre cose che preferireste fare,

dovreste abbandonare la partita e dedicarvi all’attività che pensate di dover fare. In conclusione non dovreste mai giocare a poker quando avete invece qualcosa di più importante da fare. Il desiderio di essere da qualche altra parte o di fare qualcos’altro rappresenterà per voi un’inutile distrazione.

4. Vi state chiedendo se sia meglio rimanere o andarsene?

Alle volte, dopo aver vinto o perso una quantità di fiches significativa, può venire spontaneo pensare che sia più prudente abbandonare la partita anziché rimanere al tavolo. Questo ragionamento potrebbe collidere col vostro giudizio, più affidabile, da bravi giocatori. Molti hanno imparato che conviene continuare la partita se gli avversari sono morbidi, a prescindere da che la sessione di gioco stia andando bene o male.

L’idea di abbandonare la partita quando si è in vantaggio, una volta raggiunta una certa vincita che ci siamo prefissi, oppure la decisione di lasciare il tavolo al raggiungimento di un limite di soldi persi fissato in precedenza sono un retaggio della fallacia dello scommettitore, secondo cui è possibile acquisire un vantaggio sul banco stabilendo il momento in cui andarsene. Questo ragionamento non ha alcun fondamento. Nei giochi d’azzardo che presentano un margine per il banco, lo scommettitore è destinato a perdere, a prescindere dal momento in cui egli arriva e quello in cui se ne va. Le probabilità saranno sempre inesorabilmente contro di voi.

two poker players at the table

La vittoria nel poker dipende da una combinazione tra le vostre capacità e quelle degli avversari. Da un punto di vista strategico, è opportuno rimanere al tavolo in presenza di buoni avversari e levare le tende quando le circostanze (o il nostro gioco) sono sfavorevoli. Ciononostante, se iniziate a pensare che possa essere giunto il momento di andarvene, per qualsiasi ragione, vi conviene abbandonare la partita.

A prescindere che le condizioni di gioco siano divenute poco redditizie o meno, il pensiero martellante di lasciare il tavolo sarà per voi una distrazione che si ripercuoterà negativamente sulla vostra partita. A questo proposito possiamo prendere spunto dall’insegnamento dei nostri genitori su come attraversare attentamente la strada.

Se iniziate ad avere dubbi sul fatto che abbiate tempo di attraversare la strada prima che giunga la macchina, allora dovreste sempre lasciarla passare per prima.

Lo stesso vale per la decisione di abbandonare una partita di poker.

Se considerate l’idea di andarvene, è arrivato il momento giusto.

May 20, 2021

Di Ashley Adams

Ashley Adams
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Ashley Adams è un giocatore di poker di successo dal 1993, mentre dal 2000 si occupa del gioco anche in qualità di scrittore. È autore di oltre 1.000 articoli sul tema e ha scritto anche tre libri di strategia sul poker: Winning 7-Card Stud (Kensington 2003), Winning No Limit Hold'em (Lighthouse 2012) e, più recentemente, Winning Poker in 30 Minutes a Day (D&B Poker, 2020). È anche conduttore del programma radiofonico sul poker "House of Cards". 

Ashley Adams
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Molti si chiedono quando andare all-in a poker, ma si tratta di una domanda a cui è molto difficile rispondere, poiché ci sono davvero tanti modi di piazzare le proprie fiches nel pot. Nelle prossime righe tratteremo alcuni fondamentali principi generali e daremo uno sguardo a un paio di scenari più specifici.

Prima di iniziare, chiariamo semplicemente alcune regole del poker che delimitano il dibattito sull’all-in.

Sommario

Regole del poker per l’all-in:

Regola #1 – Stake al tavolo – La regola degli stake al tavolo prevede che un giocatore non possa essere costretto a scommettere più di quanto si sia portato al tavolo. È possibile che in passato i giocatori più ricchi si siano più volte fatti beffe dei più poveri scommettendo quantità di denaro talmente sostanziose che nessun altro poteva effettuare un call, neanche a volerlo. Un rifiuto a vedere la puntata veniva equiparato a un fold, consentendo al giocatore abbiente di arricchirsi ancora di più.

Al giorno d’oggi, anche se il nostro avversario va all-in con 1.000$, mentre noi ne abbiamo solo 50 nel nostro stack, ci rimane la possibilità di fare call. Ovviamente potremo ottenere solo 50$ dal nostro avversario, ma questi non sarà più in grado di escluderci dal pot scommettendo una quantità che fisicamente non è possibile vedere per mancanza di fiches.

Regola #2 – Side Pot – I side pot si vengono a creare esclusivamente in scenari multi-way in cui un giocatore va all-in, mentre gli avversari si scontrano per conquistare fiches extra.

Immaginiamo un all-in three-way tra i seguenti giocatori.

Giocatore A - $25 stack
Giocatore B - $100 stack
Giocatore C - $200 stack


Come prima cosa si noti che il giocatore C può sempre e solo investire 100$ su questa mano. Nessuno ha abbastanza fiches per replicare la sua giocata. In un contesto online, questi potrebbe comunque andare all-in con tutti i suoi 200$, ma i 100$ aggiuntivi sono irrilevanti e non influiscono sulla mano.

Il giocatore A investe solo 25$, potendo così vincere solo 25$ dallo stack di ciascuno dei due avversari. Qualsiasi scommessa che superi il valore di questo piatto diverrà parte di un side pot.

Per capire come funziona il tutto, immaginiamo che il giocatore A abbia la miglior mano, il giocatore B la seconda migliore e il giocatore C la peggiore.

Giocatore A – AdAs
Giocatore B – KdKs
Giocatore C – QdQs

Tavolo: Js7d5s2h2c
3 poker hands on poker board


Se ignoriamo i 100$ extra del giocatore C, la quantità di fiches nel piatto sarà di 225$. Di questa somma, 75$ costituiscono il piatto principale (25$ da ogni giocatore). I rimanenti 150$ (75$ da B e altrettanti da C) faranno parte di un side pot che solo il giocatore B o C potrà aggiudicarsi.

Il giocatore A ha la miglior mano; vince i 75$ del pot principale.
Il giocatore B perde il pot principale contro il giocatore A, ma vince il side pot da 150$ contro il giocatore C.
Il giocatore C non prende niente (a parte i suoi 100$ extra che gli vengono restituiti).

L’all-in nel poker – Quando conviene committare

Ora che abbiamo affrontato le varie regole, passiamo alla strategia. Delineeremo alcune norme generali per andare all-in.

Affrontare un all-in - Per quanto riguarda l’affrontare un all-in del nostro avversario, l’aspetto più importante in assoluto sono i pot-odds. Se non abbiamo confidenza con questi ultimi, possiamo cogliere quest’ottima opportunità per fare qualche ricerca sull’argomento. L’idea di base da tenere a mente è che non abbiamo bisogno di avere le statistiche dalla nostra parte per vedere l’all-in di un nostro avversario.

Ci sono già un po’ di fiches nel piatto, per cui da un punto di vista matematico è giusto vedere un all-in anche se siamo sfavoriti. Se ci sono tante chips nel pot, non è un problema essere nettamente sfavoriti. Se invece ci sono davvero poche fiches, è fondamentale essere soltanto leggermente sfavoriti nel fare call.

Per chi si cimenta nei tornei di poker, il tutto a volte può essere un pochino diverso. È possibile avere le pot-odds su un call, ma quest’ultimo alla fine potrebbe rivelarsi una scelta sbagliata per via delle considerazioni relative all’ICM (Independent Chip Model). Talvolta è più importante preservare il nostro stack sulla base della struttura del torneo. Per chi si cimenta in questi eventi può essere conveniente cercare informazioni sull’ICM per capirne meglio l’impatto sulle decisioni relative al call.

Fare all-in – Per dirla in maniera molto spiccia, nel poker è meglio fare la prima mossa anziché vedere la puntata avversaria. Se siamo i primi a fare all-in, c’è sempre la possibilità che il nostro avversario foldi. Le nostre aspettative dipendono da una combinazione del nostro fold-equity e del nostro pot-equity in caso di call. Non è facile fare questo calcolo, ma a questo proposito possiamo migliorare la nostra efficienza imparando a effettuare calcoli EV (valore atteso) e sfruttando software con alberi di decisione, come ad esempio i Cardrunners-EV.

È particolarmente remunerativo trarre vantaggio dai giocatori che foldano troppo. Un avversario che vede troppi all-in nei primi giri di puntate risulta facilmente vulnerabile, ma sarà in parte protetto dal fatto che avrà sempre la possibilità di realizzare appieno la propria equity.

Per avere un esempio a tal riguardo si possono considerare i 5bet shove preflop con 100 bb di stack effettivi nei cash games. Se il nostro avversario non folda mai dinanzi alle 5bet, potremo normalmente ampliare leggermente il nostro range per andare all-in. In una late position, questo può implicare la possibilità di aggiungere mani deboli come 88 o AJs al nostro range di all-in contro una 4bet 25bb (dipende naturalmente dall’ampiezza del range del 4bet dell’avversario).

Tuttavia, una volta che il nostro avversario inizia palesemente a foldare oltre il 50% delle volte dinanzi alle nostre 5bet, arriviamo velocemente a una fase in cui è giusto effettuare una 5bet con all-in a prescindere dalle carte che ci ritroviamo in mano quando affrontiamo una 4bet. Per cui, in molti casi, possiamo fare un uso più ampio del nostro stack contro qualcuno che folda troppo, rispetto a chi invece effettua troppi call.

Dragon

Gli all-in nel poker – Importanti variabili da considerare

Ovviamente ci sono molti altri aspetti che vanno al di là della semplice considerazione di chi prende l’iniziativa e di chi fa call. Faremo adesso una lista di alcune delle altre importanti variabili nel decidere se mettere in gioco il nostro stack.

- Gli stack effettivi e gli SPR
- Il tipo di avversario
- L’azione precedente
- La forza relativa della mano

Gli stack effettivi e gli SPR – Il tipo di mano con cui scegliamo di andare all-in sarà fortemente influenzato dagli stack effettivi. Più questi ultimi saranno profondi, più la nostra mano dovrà essere forte affinché possiamo fare all-in.

Con stack effettivi di circa 20-30bb, di norma viene considerato sbagliato foldare con qualsiasi top pair. Se il nostro avversario vuole andare all-in, normalmente è consigliabile procedere con la propria mano. È possibile applicare regole simili anche ad altri tipi di mano. Con una profondità degli stack pari a circa 40-50bb, nella maggior parte dei casi sarà inappropriato foldare con qualsiasi overpair. Con una profondità dello stack inferiore a 100bb, solitamente si rivelerà un errore foldare con un set. La profondità dello stack può così aiutare a formulare delle linee guida generali su quando committare.

Gli SPR (“stack-to-pot ratios”) sono un po’ differenti dalla profondità degli stack. Essi rappresentano il rapporto tra le fiches nel pot e le fiches negli stack effettivi (se ad esempio abbiamo 400$ nel nostro stack e ce ne sono 100 nel piatto, avremo un SPR di 4).

Offrono un punto di riferimento per le decisioni su quando committare, prendendo in considerazione il valore del pot al momento del flop. Potremmo essere in grado di foldare con un TPTK (top-pair-top-kicker) in un piatto in cui ci sia stato un solo rilancio e in cui ci sia un SPR alto (intorno a 15). Tuttavia, potrebbe essere sbagliato foldare con un TPTK in un pot 4bet in cui l’SPR si aggiri sull’1,5, anche se potremmo avere gli stessi stack effettivi in entrambi gli scenari.

Il concetto appena descritto potrebbe essere riformulato così: più saranno le fiches che abbiamo investito prima del flop, meno corretta sarà la scelta di foldare dopo il flop.

Il tipo d’avversario – Non ci conviene prendere decisioni sul commitment esclusivamente sulla base degli SPR e sul tipo di mano che abbiamo. Nel poker è fondamentale la componente umana e tutte le nostre scelte sull’andare o meno all-in dovrebbero essere in stretta relazione con il tipo di avversario che ci ritroviamo ad affrontare.

different types of poker players


Se il nostro avversario è particolarmente chiuso e si limita a mettere mano ai propri stack solo se in possesso di carte estremamente solide, dovremo essere molto cauti nel vedere i suoi all-in. Talvolta avremo un certo tipo di mani che, sulla base delle nostre conoscenze sugli SPR, dovrebbero portarci ad andare all-in, ma bisogna anche sapere quando mettere da parte queste nozioni e come prendere la miglior decisione per avere la meglio sull’avversario.

Come menzionato in precedenza, le scelte aggressive in merito agli all-in risultano particolarmente azzeccate se il nostro avversario folda troppo spesso. Anche se questi vede troppo spesso i nostri all-in possiamo approfittare della situazione allargando il range di mani che usiamo come shove di valore. Nell’esempio delle 5bet che abbiamo considerato, non abbiamo potuto espandere significativamente il nostro range di 5bet contro un avversario che non folda.

Questa situazione si è verificata per via del fatto che: a) siamo partiti dal presupposto che il suo range di 4bet fosse ragionevole; b) l’avversario, prima del flop, ha una maggior equity rispetto a quanto avrebbe nei giri di puntate successivi. Allargare il nostro range di value-shoving risulta particolarmente proficuo negli ultimi giri di scommesse, quando il nostro avversario avrà una minor equity residua da realizzare.

Quanto appena detto vale soprattutto sul river, quando il nostro avversario potrebbe essere contento di vedere un ampio range di mani a equity zero contro un all-in (equity zero poiché la peggior mano non può mai migliorare dopo che viene scoperta la carta sul river).

L’azione precedente – Alcuni all-in sono più forti di altri. Ci conviene analizzare al meglio delle nostre possibilità se la mossa del nostro avversario è in linea con le carte che ha in possesso. Ha una mano forte come sembra? La nostra capacità di cogliere questo aspetto migliorerà a man mano che acquisiremo esperienza con i vari trend messi in mostra dai diversi tipi di giocatori.

Ad esempio, una domanda che comunemente si fanno molti giocatori è se sia il caso di foldare con un overpair nei pot 3bet con 100bb di stack effettivi. Questa domanda è così frequente anche perché non è possibile rispondere con un semplice “sì” o “no”. Dipende da una serie di variabili.

Tra le variabili da tenere a mente figurano le dimensioni del raise sul flop da parte del nostro avversario a seguito della nostra puntata sul flop. Da un’analisi dei vari tipi di giocatori emerge un trend per cui i piccoli rilanci sul flop risultano più forti degli all-in sul flop. Molti giocatori forse non se ne rendono conto senza avere una conoscenza del contesto. Dopotutto sembra logico dare per scontato che un rilancio maggiore sia mediamente più forte di un raise più basso.

Potrebbe quindi essere spesso più conveniente vedere il nostro overpair contro un all-in sul flop, a meno che consideriate di fare fold con un overpair prima del river, dopo che il nostro avversario ha adottato la strategia di effettuare un piccolo rilancio sul flop. Ovviamente lo stile GTO offre una risposta alquanto diversa a questo tipo di situazioni. Fondamentalmente, secondo la GTO, non dovremmo mai foldare con un overpair nei pot 3bet con 100bb di stack effettivi. Tuttavia questo è un fattore relativamente insignificante. Dovremmo anzitutto essere interessati a sfruttare al massimo le lacune dei nostri avversari sulla base sulla nostra conoscenza di quello che ogni diverso tipo di strategia rappresenta.

La forza relativa della mano – Può essere problematico seguire alcuni tipi di sistema per il commitment basati sulla forza assoluta della mano. Immaginate ad esempio che abbiamo una regola per l’all-in secondo cui non dobbiamo mai foldare con un set e 100bb di stack effettivi.

Date un’occhiata alla seguente mano:

Tavolo: JhTh9hQc
Mano: 9d9s


È vero che abbiamo un set e può essere vero che giochiamo con meno di 100bb di stack effettivi. Ma dovremmo essere in grado di vedere immediatamente che ci sono alcuni seri problemi con il nostro set alla luce delle carte presenti sul tavolo.

Sebbene la nostra mano sia forte in senso assoluto, risulta estremamente debole in senso relativo. Ci sono diversi scenari differenti in cui il nostro set può essere dominato, e dovremmo poter evitare la maggior parte degli scontri all-in a dispetto della nostra generale riluttanza a foldare con un set e 100bb di stack effettivi.

In altri casi, la nostra mano potrebbe avere una forza assoluta sensibilmente inferiore, ma una forza relativa significativamente superiore (ad esempio nel caso di un TPTK in presenza di una texture “dry”). È essenziale considerare attentamente la forza relativa della propria mano nel decidere se e quando fare all-in.

all in - live 888poker

 

Come abbiamo visto, non ci sono regole ferree e immediate sull’opportunità di committare il nostro stack in una determinata situazione. È necessario soppesare individualmente ogni situazione in base alle variabili rilevanti.

 

Ecco un breve riepilogo dei punti che abbiamo affrontato:

Motivi per andare più spesso all-in

Motivi per andare meno spesso all-in

L’SPR è basso

L’SPR è alto

Gli stack sono poco profondi

Gli stack sono profondi

Una buona forza relativa della mano

Una scarsa forza relativa della mano

Possiamo essere i primi a committare

Dobbiamo committare tramite un call

Il nostro avversario è aperto (o “loose”)

Il nostro avversario è chiuso (o “tight”)

Il nostro avversario vede o folda troppo

Il nostro avversario si difende bene dalle giocate aggressive

La strategia del nostro avversario appare debole

La strategia del nostro avversario appare forte

 

Strategia per l’all-in – Domande frequenti

Domanda 1: Cosa significa andare all-in a poker?

Andare “all-in” a poker significa piazzare nel pot tutte le nostre fiches residue. Questo scenario si può verificare in due modi: o facendo noi stessi una scommessa o vedendo una puntata del nostro avversario.

Domanda 2: Come funziona precisamente l’all-in nel poker?

I giocatori non possono mai investire una quantità di soldi superiore a quanto presente nei loro stack. Se il nostro avversario nel testa a testa ha meno fiches di noi e vediamo la sua puntata all-in, a quel punto verremo considerati come se stessimo andando all-in, sebbene tecnicamente ci rimangano ancora delle chips a disposizione.

Domanda 3: Perché andare all-in a poker?

Per due motivi principali. O abbiamo la miglior mano e puntiamo a incrementare le dimensioni del piatto oppure mettiamo in atto un importante bluff nella speranza che il nostro avversario foldi.

Domanda 4: Quando conviene andare all-in a poker?

Quando affrontiamo la giocata all-in di un avversario, l’unica cosa che conta sono le pot odds che abbiamo nel vedere la puntata. Se siamo noi i primi a effettuare questo tipo di giocata, sarà per due motivi: o perché abbiamo una mano forte o perché pensiamo che il nostro avversario tenda a foldare troppo spesso.

Domanda 5: Quando conviene andare all-in in un torneo?

Nei tornei vigono delle regole leggermente differenti rispetto a quelle valide per i cash game. A seconda di come viene strutturato il payout nel torneo potrebbe addirittura essere una buona scelta, in determinati scenari, foldare con AA prima del flop. In linea di massima, minore sarà il nostro stack, più bassa potrà essere la nostra mano per andare all-in.

May 17, 2021

Di Timothy Allin

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Timothy "Ch0r0r0" Allin è un giocatore professionista, coach e autore. Ha iniziato a giocare nel 2006, partendo da zero e aumentando il suo bankroll online in maniera costante senza mai depositare alcun dollaro. Dopo aver partecipato (e vinto) ad alcune tra le manifestazioni più prestigiose, ora condivide le sue esperienze e opinioni sul magazine di 888poker.

Timothy Allin
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C’è una famosa storia riguardo al grande giocatore e membro della Hall of Fame del poker Eric Drache. Un tempo era classificato come ottavo miglior giocatore del mondo. Tuttavia si ritrovava spesso al verde, dal momento che voleva sempre sfidare gli altri sette giocatori migliori di lui.

Potrebbe trattarsi di una semplice leggenda, ma anche in tal caso è un forte monito sull’importanza di scegliere adeguatamente il tavolo a cui sedersi.

Al contrario di tutti gli altri giochi da casinò, nel poker si sfidano altri avversari, non il banco. Il guadagno di un giocatore vincente è il risultato della differenza fra le sue capacità e il livello medio di abilità dei suoi avversari.

Alla luce di questo, la capacità di trovare avversari comodi è importante almeno quanto le abilità tecniche richieste per essere dei buoni giocatori.

Sommario

Quanto è importante la scelta del tavolo?

La maggior parte dei giocatori dà poca se non addirittura nessuna importanza al tipo di tavolo a cui sedersi. Arrivano nella poker room, si rivolgono all’addetto in sala e si fanno assegnare un posto qualsiasi per cimentarsi nel gioco desiderato. Alla fine vi rimangono per tutta la durata della sessione. Che occasione sprecata!

Ad essere sinceri, alcuni giocatori non hanno praticamente alcuna opportunità di scegliersi gli avversari. Per chi di voi prende parte a una partita in casa o in una poker room aperta al pubblico con un solo tavolo che offra il tipo di gioco cui volete dedicarvi, ci saranno ben poche possibilità di scelta (a meno che non siate aperti all’idea di andare altrove). Nella maggior parte dei casi, però, sarà possibile scegliere.

poker player walking down a street with a one-way sign

Arriviamo in una sala da poker con molti tavoli a disposizione. Alle volte abbiamo più opzioni tra cui scegliere. Anche se magari verremo indirizzati al primo tavolo libero, ci riserveremo il diritto di cambiare partita nel corso della serata.

La capacità di scegliere adeguatamente il tavolo a cui giocare va vista come una chance per guadagnare soldi.

Ci sono cinque principi da cui bisognerebbe farsi guidare nella scelta del miglior tavolo per vincere.

Eccoli qui elencati con una breve spiegazione su come metterli in pratica.

1. Ci devono essere soldi sul tavolo

Willie Sutton fu un celebre rapinatore di banche nel XX secolo. Considerata la sua dubbia professione, era piuttosto eloquente, ma la stampa lo adorava per via della sua schiettezza e prontezza di spirito. Quando una volta gli chiesero perché rapinasse le banche, rispose senza indugio: “Perché è lì che ci sono i soldi”.

Lo stesso vale nel poker: dobbiamo andare dove c’è il denaro. Se siamo seduti in compagnia di sei babbei a corto di stack, ognuno dei quali punta fiches da 1$, non faremo soldi neanche se siamo i migliori giocatori del mondo, poiché il piatto è fondamentalmente vuoto. Per questo motivo dobbiamo evitare le partite caratterizzate da piccoli stack.

2. I soldi passano dai peggiori ai migliori giocatori

Ovviamente questo scenario non si verifica a ogni mano. Nel breve periodo la fortuna svolge un ruolo importante nelle partite di poker. Ciò detto, tuttavia, in un lasso di tempo più lungo i giocatori deboli perderanno i propri soldi a vantaggio degli avversari migliori.

Di conseguenza dovete cercare di trovare dei giocatori mediocri. Il vostro primo compito sarà quello di individuarli.

3. Andate alla ricerca di avversari flemmatici

poker player contorted like a pretzel sitting at the table vs an opponent sitting rigidly upright

Molti giocatori ritengono che non sia possibile vincere soldi in una partita in cui ci siano solo persone placide o comunque inesperte. Se i vostri avversari fanno call su ogni mano, a quel punto diventa tutta una questione di chi si ritrova le carte migliori. Non esiste ragionamento peggiore di questo! È vero proprio il contrario.

Gli avversari flemmatici saranno i vostri migliori alleati e rappresenteranno la vostra migliore possibilità di fare soldi. Perciò è importante individuarli, il che risulterà semplice. Osservate una partita anche solo per qualche mano e vedrete come si comportano i vari giocatori a ogni giro di scommesse.

Come regola generale, andando a ritroso, vi conviene sedervi a tavoli che abbiano almeno tre giocatori sul turn e sul river, e quattro o più che vedano il flop e il turn. Se osservate un incontro con giocatori che normalmente si ritirano prima del flop, o in cui al massimo ci sia un testa a testa dal flop in avanti, vi conviene mettervi in attesa di una partita più favorevole.

Se siete però costretti a sedervi a quel tavolo, fate pure, ma tenendovi pronti a spostarvi a un’altra partita.

4. Meglio avere avversari passivi che aggressivi

Un grande giocatore è in grado di avere la meglio su avversari di ogni tipo. Saprà esattamente come sfruttare a proprio favore qualsiasi stile di gioco si trovi ad affrontare. Ma solo in pochi raggiungono questo livello. Il resto dei giocatori potrà comunque andare alla ricerca di un tavolo in cui i propri avversari siano meno aggressivi e attivi rispetto a loro.

Non conviene infatti essere continuamente costretti a prendere delle decisioni difficili per via dell’aggressività degli avversari. Come nel caso dei giocatori flemmatici, osservare brevemente un incontro ci darà generalmente un’idea di quanto aggressivi o passivi siano i partecipanti al tavolo.

I giocatori tendono a fare call prima del flop? Le 3-bets vengono giocate solo raramente? I giocatori hanno l’abitudine di fare check al flop e al turn? In tal caso, sarà molto probabilmente meglio giocare con questo tipo di avversari piuttosto che sedersi a un tavolo in cui tutti generalmente rilanciano o foldano.

5. Alcol e gioco d’azzardo = avversari perdenti

poker player tossing chips in the air and talking wildly

Coloro che bevono durante le partite risultano essere alle volte bravi giocatori di poker. Lo stesso si può dire per chi ama scommettere su altri giochi, come il keno, le corse di cavalli, gli sport o i giochi da tavolo. Ma se bevono, scommettono o giocano d’azzardo, in genere non si tratta di quel tipo di giocatori seri che possano darci tanto filo da torcere.

È piuttosto facile individuare gli scommettitori e i bevitori. Questi ultimi avranno degli alcolici davanti a sé; per quanto riguarda gli scommettitori, invece, li vedrete giocare attivamente d’azzardo anche durante le partite di poker. Andate alla ricerca di questi giocatori e siate propensi a sedervi ai loro stessi tavoli.

D’altra parte, se vedete un tavolo in cui tutti hanno con sé una bottiglia d’acqua o un caffè e nessuno è concentrato a guardare le dirette delle gare di corsa, ad armeggiare con i biglietti di keno o a trascorrere le ore lanciando i dadi, allora evitate di sedervi lì.

Nota finale sulla scelta del tavolo cui sedersi

La qualità di una partita tende a cambiare nel corso della stessa. A un certo punto le partite favorevoli possono peggiorare se i giocatori scarsi perdono i propri soldi e vengono rimpiazzati da bravi giocatori che si sono resi conto di quanto la partita fosse remunerativa, volendo così sedersi allo stesso tavolo.

Analogamente, le brutte partite possono diventare più favorevoli se i buoni giocatori se ne vanno per andare in cerca di lidi migliori, venendo sostituiti da scarsi colleghi che non prestano attenzione alla qualità della partita a cui si apprestano a partecipare.

Siate consapevoli anche di questo aspetto, a meno che non vogliate abbandonare una partita che a lungo è stata sfavorevole, ma che ora in realtà si sta ribaltando in senso positivo.

May 13, 2021

Di Ashley Adams

Ashley Adams
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Ashley Adams è un giocatore di poker di successo dal 1993, mentre dal 2000 si occupa del gioco anche in qualità di scrittore. È autore di oltre 1.000 articoli sul tema e ha scritto anche tre libri di strategia sul poker: Winning 7-Card Stud (Kensington 2003), Winning No Limit Hold'em (Lighthouse 2012) e, più recentemente, Winning Poker in 30 Minutes a Day (D&B Poker, 2020). È anche conduttore del programma radiofonico sul poker "House of Cards". 

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Ogni tanto avete delle difficoltà con il calcolo delle probabilità nel poker?

In questa guida partiremo dal presupposto che i lettori siano già in grado di effettuare calcoli di base per le probabilità, ma che siano alla ricerca di nuovi metodi per accelerare e semplificare il procedimento.

Più veloci saremo nel calcolare le nostre probabilità, maggiore sarà il tempo che potremo dedicare alla questione più importante: prendere la giusta decisione. A volte i giocatori sono così sopraffatti dalle difficoltà matematiche che dimenticano di analizzare la situazione in cui si trovano da un punto di vista strategico.

Il termine “probabilità” (o la variante inglese “odds”) può essere usato nel poker in relazione a due aspetti leggermente differenti.

  1. Il costo che dobbiamo affrontare in occasione di un call o bluff.
  2. Le nostre chance di vincere oppure di ottenere la miglior mano.

In questo articolo faremo riferimento a entrambe le accezioni e ad altri tipi di calcoli delle probabilità, come ad esempio le implied odds.

Daremo per scontato che abbiate delle conoscenze di base su come funziona questo tipo di calcoli. Se in qualche momento sentite di avere bisogno di un ripasso, date un’occhiata a questo articolo relativo alle probabilità di ottenere una coppia a poker.

7 trucchi per calcolare facilmente le probabilità:

Trucco 1 – Percentuali vs rapporti

Tradizionalmente, le pot odds sono espresse sotto forma di rapporto. Tuttavia, il nostro scopo ultimo è quello di paragonare le pot odds con la pot equity, che viene espressa sotto forma di percentuale. Dobbiamo perciò dedicare del tempo extra per convertire il rapporto delle nostre pot odds in formato percentuale, così da poter fare un confronto con la nostra pot equity.

Questo è il motivo per cui la maggior parte dei giocatori professionisti preferisce calcolare le proprie pot odds direttamente sotto forma di percentuale. A questo punto non è necessaria alcuna conversione per mettere a confronto le nostre pot odds con l’equity. Se la percentuale delle nostre pot odds è più bassa di quella della nostra pot equity, abbiamo la possibilità diretta di fare un call fruttuoso sulla base delle pot odds.

La seguente formulazione può aiutarci a ricordare questo principio con maggiore facilità ->

Percentuale del pot totale che stiamo investendo (compreso il nostro call) = Le nostre pot odds in termini percentuali.

Quindi, se il nostro avversario scommette 50$ in un piatto da 100$, il nostro call da 50$ implica un investimento di 50$/200$ o, in altri termini, del 25% del pot. Proprio questo valore, il 25%, rappresenta le nostre pot odds: molto semplice.

cauldron with $100 printed on the side and two spoons on each side ladling $50 each into the cauldron

 

Trucco 2 – Memorizzazione

Il modo più semplice per migliorare la velocità di calcolo è quello di evitare tutti i calcoli superflui. La maggior parte dei professionisti concorderebbe sul fatto che non ha senso calcolare ripetutamente un valore se questo può essere facilmente memorizzato.

Ad esempio, la presente tabella ci mostra le possibili pot odds (sotto forma di percentuale) a fronte di diverse puntate dalle proporzioni differenti in relazione al piatto.

Dimensione della puntata (%) Pot Odds (%)
20 14,29
25 16,67
33 19,88
40 22,22
50 25,00
60 27,27
66 28,45
70 29,17
75 30,00
80 30,77
100 33,33
150 37,50
200 40,00

Se ad esempio il nostro avversario scommette 50$ in un piatto di 100$, un giocatore professionista, senza effettuare alcun calcolo, sarà normalmente in grado di dirci che abbiamo un 25% di pot odds. Essi memorizzano semplicemente il fatto che una scommessa del nostro avversario pari alla metà del piatto ci offre un 25% di pot odds.

Questo tipo di tecniche di memorizzazione può essere usato per calcolare:

  1. Le nostre chance di ottenere uno o più tipi di mani forti al turno successivo o comunque entro il river.
  2. La necessaria frequenza dei fold affinché un bluff di particolari dimensioni risulti proficuo.

Già solo con queste tecniche saremo in grado di semplificarci notevolmente i calcoli!

Trucco 3 – Buone capacità aritmetiche

Molte persone partono dal presupposto che sia necessario avere un talento per fare i calcoli matematici a mente. Non pensano al fatto che sia possibile allenare questo tipo di capacità tramite varie tecniche.

Immaginate ad esempio che il nostro avversario faccia una puntata di 47,38$ in un piatto da 100$. Quali saranno le nostre pot odds?

La somma totale nel piatto sarà di 47,38$ + 47,38$ + 100$ = ehmmmmmm…(intanto il tempo continua a scorrere lentamente).

Per la cronaca la risposta è 47,38$/194,76$ = 0,2433 o il 24,33% di pot odds.

Può anche dare una certa soddisfazione riuscire a fare calcoli complessi a mente, ma in questo caso sarà un’assoluta perdita di tempo. Essere bravi nel fare calcoli a mente non implica necessariamente il saper lavorare con numeri complessi. È molto più utile riuscire a riconoscere quali sono gli aspetti essenziali e come semplificare efficacemente i vari problemi matematici.

47,38$ corrispondono grossomodo a 50$. Una scommessa del nostro anniversario pari a metà del pot ci offre intorno al 25% di pot odds (sfruttando l’informazione memorizzata con l’ausilio del trucco numero 2).

È possibile eseguire questo ragionamento in meno di un secondo. È così importante il fatto che, strettamente parlando, siamo leggermente distanti dal valore preciso? Assolutamente no: neanche la stima della nostra pot equity risulterà perfettamente precisa. Conoscere le pot odds nel dettaglio con tanto di numeri decimali non costituirà assolutamente un valore aggiunto.

Trucco 4 – Visualizzazione

Immaginate che il nostro avversario scommetta 23$ in un pot di 72$. Magari noi abbiamo memorizzato le pot odds valide per vari tipi di somme, ma in questo caso non è immediatamente chiaro a quale percentuale del piatto corrisponda questa puntata.

Provate a immaginare visivamente questi numeri come se fossero delle strutture fisiche, ad esempio delle barre in un diagramma a colonne.

a player’s head with this graph floating above as if they are thinking hard about the numbers

Quali sono le dimensioni della barra associata al pot in rapporto a quella della scommessa? Auspicabilmente dovremmo essere in grado di percepire che la prima ha delle dimensioni pari a circa il triplo della seconda, il che significa che quest’ultima è pari a circa il 33% del pot. Grazie ai numeri che abbiamo memorizzato sappiamo di avere circa il 20% di pot odds.

Il valore preciso della puntata è del 36%, ma la nostra stima ci si avvicina parecchio, senza la necessità di effettuare veri calcoli matematici. L’efficacia di questo metodo dipenderà dalla vostra forma mentis.

L’aspetto da tenere a mente è che ci sono diversi modi di affrontare i problemi matematici senza metterci direttamente in gioco con i calcoli. I geni della matematica spesso percepiscono questa scienza più come un vasto territorio presente nella loro mente anziché come un insieme di numeri.

Se comunque ci rendiamo semplicemente conto che questo tipo di approccio non è quello giusto per noi, il trucco numero 3 ci può venire comodamente in aiuto. 23$ corrispondono approssimativamente a 25$ e 72$ sono grossomodo 75$. 25$/75$ rappresenta una scommessa pari al 33% del pot.

La chiave è quella di non lavorare mai con i numeri difficili, ma di arrotondare sempre a numeri più semplici.

Trucco 5 – Il sistema delle implied odds

I calcoli relativi alle implied odds sono i più complicati e impegnativi fra tutti i problemi che le odds propongono nel poker. Sfruttando una combinazione di quanto abbiamo imparato finora e mettendo a frutto un sistema semplificato per calcolare le implied odds, dovremmo essere in grado di eliminare molte difficoltà.

Giova ricordare che, a seconda del numero di outs, abbiamo bisogno che il pot cresca e assuma un valore pari a tot volte il nostro call. Possiamo stimare le dimensioni del piatto ideale moltiplicando il nostro call per i numeri della seguente tabella.

Numero di outs Moltiplicatore per le implied odds
1 50,0
2 25,0
3 17,0
4 13,0
5 10,0
6 8,0
7 7,0
8 6,0
9 6,0
10 5,0
11 5,0
12 4,0
13 4,0
14 4,0
15 3,0

Si noti che le mani con 4, 8 o 9 outs sono state evidenziate in grassetto. I tipi di progetto più comuni, vale a dire il progetto di scala a incastro, di scala bilaterale e di colore, hanno rispettivamente 4, 8 e 9 outs.

Vediamo un esempio di come in pratica funziona il sistema.

Ci sono 100$ nel piatto sul turn e il nostro avversario punta 100$. Abbiamo le implied odds per fare call con il nostro progetto di colore?

A questo punto sarà necessaria qualche operazione matematica: non c’è modo di aggirarle in toto. Ma sfruttando il nostro sistema, questi calcoli dovrebbero risultare il più indolori possibile.

Avendo 9 outs, moltiplichiamo il nostro call per 6 (secondo le indicazioni della tabella). Questo calcolo ci darà un’idea approssimativa delle dimensioni che deve assumere il piatto per giustificare un call basato sulle implied odds.

$50 * 6 = $300

Abbiamo bisogno che il pot ammonti mediamente a circa 300$. A seguito del nostro call ci sarebbero 200$ sul tavolo. Abbiamo perciò bisogno che i nostri avversari aggiungano 100$ al pot sul river affinché sia giustificato il nostro call sul turn.

Possiamo quindi dare un’occhiata agli stack residui dei nostri avversari e valutare se sia fattibile che al turno successivo (dopo aver ottenuto la carta che ci serviva) il pot si arricchisca mediamente di altri 100$.

Proviamo con un altro tipo di mano.

Ci sono 100$ nel piatto sul turn e il nostro avversario punta 50$. Abbiamo le implied odds per fare un call con il nostro progetto di scala a incastro?

Con 4 outs, utilizzando la tabella che abbiamo memorizzato in precedenza, scopriamo di dover moltiplicare il nostro call per 13: dobbiamo quindi fare 50$ * 13. Siccome siamo diventati bravi coi calcoli a mente, scomponiamo quest’operazione: moltiplichiamo 50$ * 10, che fa 500$, e aggiungiamo poi 50$ * 3, il cui risultato è 150$. A questo punto viene fuori una somma di 650$.

Dal momento che il piatto attuale ammonterebbe a 200$ dopo il nostro call sul turn, abbiamo bisogno di aggiungere 450$ nei turni successivi.

È sconsigliabile sprecare energie nell’eseguire i calcoli matematici con eccessiva meticolosità. Già i valori contenuti nella nostra tabella delle implied odds sono arrotondati al numero intero più vicino.

Trucco 6 – Allenamento sulle equity

La capacità di generare delle stime affidabili sulle nostre pot equity è un qualcosa che si può migliorare con l’allenamento. Piuttosto che provare a effettuare dei calcoli per stabilire la nostra pot equity, è meglio riuscire a riconoscere vari scenari e “sapere semplicemente” quanta equity avrà probabilmente la nostra mano o il nostro range.

Alcuni software per il calcolo dell’equity mettono a disposizione una modalità allenamento. I giocatori vengono messi dinanzi a vari scenari basati su una delle seguenti situazioni:

  1. Equity mano vs mano
  2. Equity mano vs range
  3. Equity range vs range

Dedicando del tempo apposito per allenare la capacità di stimare l’equity, alleviamo la pressione durante le situazioni di gioco reali. Anziché avere bisogno di effettuare calcoli troppo dettagliati nel bel mezzo della mano, abbiamo molte più probabilità di farci un’idea ragionevole sulla nostra pot equity seguendo un certo automatismo.

Trucco 7 – Assistenza software

Vi sorprenderebbe scoprire che molti giocatori professionisti online non si prendono la briga di calcolare le proprie pot odds? Essi generalmente si avvalgono di sofware esterni che svolgono i calcoli per loro.

Quest’opzione ovviamente è valida solo per i giocatori online; alcuni giocatori o poker room in rete potrebbero considerare immorale l’utilizzo di tali schemi.

È consigliabile imparare a effettuare da soli i calcoli sulle probabilità piuttosto che fare affidamento sui software, ma la presente guida sulle odds non sarebbe completa se non si menzionasse anche quest’ultima opzione.

Allenatevi, allenatevi, allenatevi!

Abbiamo considerato diverse strade per semplificare il calcolo delle poker odds e per migliorare le nostre capacità di fare calcoli a mente.

Non è detto che saremo in grado di constatare un miglioramento da un giorno all’altro, ma con un allenamento costante e una buona dose di pazienza potremo affinare le nostre abilità!

May 12, 2021

Di Timothy Allin

Timothy Allin
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Timothy "Ch0r0r0" Allin è un giocatore professionista, coach e autore. Ha iniziato a giocare nel 2006, partendo da zero e aumentando il suo bankroll online in maniera costante senza mai depositare alcun dollaro. Dopo aver partecipato (e vinto) ad alcune tra le manifestazioni più prestigiose, ora condivide le sue esperienze e opinioni sul magazine di 888poker.

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Il poker è un gioco con molte storie, personaggi e aneddoti interessanti: l’ideale per tirare fuori grandi documentari. A partire dalle storie di successi o di fallimenti, fino ai racconti del Far West e alla crescita del settore, un documentario può narrare una storia di vita reale oppure offrire un approfondimento sul gioco.

Gli amanti delle carte con una passione per i docufilm hanno una bella lista di opzioni a disposizione.

Ecco alcuni dei migliori documentari sul poker:

1 – ALL IN: THE POKER MOVIE

Il film è incentrato sulla storia del gioco, arrivando al clamoroso boom del poker negli anni 2000, con tanto di comparsata di alcuni dei migliori giocatori.

Riassunto: il regista Doug Tirola offre un quadro realistico del poker moderno e di come esso abbia avuto origine da squallidi e fumosi retrobottega per passare poi ai grandi tornei e a casinò più affascinanti. Il film raffigura il poker moderno all’interno della cornice della storia globale del gioco, compresa la storica vittoria di Chris Moneymaker al Main Event delle World Series of Poker nel 2003. Gli spettatori possono approfondire molti aspetti (compreso il boom in parallelo del poker online) grazie alle interviste ad alcuni dei più grandi giocatori, come Phil Hellmth, Daniel Negreanu, Antonio Esfandiari e molti altri. Inoltre, alcuni insider dell’industria, come l’ideatore del World Poker Tour Steve Lipscomb, analizzano la rivoluzione del poker televisivo dovuta all’introduzione della possibilità per gli spettatori di vedere le carte coperte dei giocatori. Altrettanto rivoluzionario risulta anche lo stile narrativo di All In.

Ambientazione: Stati Uniti durante il boom del poker
Data di uscita: 2009
Citazione principale: Scott Nguyen afferma, vantandosi: “In questo momento il poker è più importante del Super Bowl”.

2 – ONE OF A KIND: THE RISE AND FALL OF STU UNGAR

Stu Ungar è uno dei soli due giocatori capaci di vincere per tre volte il il Main Event delle WSOP. La sua tragica scomparsa nel 1998 ha portato molti a chiedersi cosa ne sarebbe stato se fosse vissuto più a lungo.

Riassunto: Ungar è stato un brillante giocatore di poker, ma d’altra parte anche un’anima in pena. Ci sono stati molti alti nella sua carriera, come le due vittorie consecutive al Main Event delle WSOP tra il 1980 e il 1981, a cui ha fatto seguito un terzo titolo conquistato nel 1997. Ci sono stati tuttavia anche molti bassi, come la tossicodipendenza e i disordini familiari e finanziari. Ungar è morto poco dopo il suo ultimo trionfo al Main Event per via delle sue precarie condizioni dovute al prolungato uso di sostanze stupefacenti. Esperti del poker come Mike Sexton e Doyle Brunson offrono una propria analisi durante tutto il film. Il regista Al Szymanski fa un quadro dell’incredibile vita e della genialità del protagonista ai tavoli da poker, rappresentando al contempo alcuni dei suoi lati più oscuri.

Ambientazione: New York, Las Vegas
Data di uscita: 2006
Citazione principale: Sexton su Ungar: “Ai tavoli da poker non c’era nessuno di migliore, più veloce o più intelligente di lui”.

3 – SPORTS SPECTACULAR: WORLD SERIES OF POKER

Non sarà uno dei documentari più noti tra i giocatori di poker, ma l’emittente americana CBS Sports ci offre un grande sguardo d’insieme al Main Event delle World Series of Poker del 1973. È stato uno dei primi documentari a fare un quadro reale del mondo del poker ad alti stakes e dei personaggi più interessanti ai tavoli da gioco.

Riassunto: questo film, sebbene prodotto per la televisione, offre un fantastico sguardo da vicino agli albori delle WSOP. Gli appassionati di poker proveranno un po’ di nostalgia per le fasi primordiali delle series nel centro di Las Vegas, narrate dal leggendario giocatore Jimmy “The Greek” Snyder. Il film ci porta in un’epoca passata con giocatori come Amarillo Slim, Doyle Brunson, Puggy Pearson, Johnny Moss, Bob Hooks e Jack Straus e offre una visione del poker vecchia scuola in salsa vintage. Attualmente PokerGO possiede i diritti del film come parte delle sue WSOP Classic series.

Ambientazione: Casinò Binion’s Horseshoe, Las Vegas
Data di uscita: 1973
Citazione principale: Benny Binion, proprietario dell’Horseshoe, nonché fondatore delle WSOP, aveva perlomeno il piccolo presentimento che il suo nuovo evento sarebbe divenuto sempre più importante: “Quest’anno abbiamo avuto tredici [giocatori al Main Event]… Mi aspetto di averne più di venti l’anno prossimo. C’è persino la possibilità che arrivino a cinquanta. Potrebbero anche essere di più. In futuro sarà certamente così”.

wsop 1973

4 – ULTIMATEBEAT: TOO MUCH TO LOSE

Nel 2007, la scena del poker è stata scossa da uno dei più grandi imbrogli nella storia del gioco. Ultimatebeat racconta la storia completa.

Riassunto: prima della vicenda del Black Friday, Ultimate Bet era uno dei principali operatori di poker online, ma uno scandalo di frode nel 2007 ha provocato il fallimento dell’azienda. All’epoca sembrava che gli account di alcuni giocatori riuscissero a conquistare una grande quantità di soldi effettuando sempre la mossa giusta. C’era anche un account opportunamente chiamato “Potripper” (traducibile come ‘lo squartatore di pot’) e alla fine è emerso che questo e altri “superaccount” permettevano ad alcuni giocatori di vedere le carte dei loro avversari. L’associazione a delinquere è stata poi attribuita a Russ Hamilton, campione del Main Event delle WSOP 1994 nonché consulente di Ultimate Bet. In alcune registrazioni effettuate di nascosto lo si sente confessare il piano criminale. I produttori del film stimano che la frode abbia generato una somma di oltre 20 milioni di dollari. Il regista Scott Bell ha svolto un grande lavoro nell’esporre tutta questa squallida vicenda.

Ambientazione: Las Vegas e altre location
Data di uscita: 2013
Botteghino: n/d
Citazione principale: Russ Hamilton, campione del Main Event delle World Series of Poker 1994, dichiara di non voler restituire i soldi ai giocatori truffati: “Ho preso questi soldi e non proverò ad aggiustare le cose, per cui dobbiamo toglierli di mezzo”.

5 – KID POKER

Daniel Negreanu è tra i giocatori più famosi. Con i suoi sei braccialetti WSOP, due titoli WPT e oltre 42 milioni di dollari in montepremi conquistati in totale, ha avuto una carriera molto intensa. Il film fa un quadro del suo percorso di vita a partire dall’infanzia vissuta nei sobborghi di Toronto fino alla consacrazione da superstar del poker avvenuta a Las Vegas.

Riassunto: tanti appassionati di poker saranno anche in grado di riconoscere Negreanu ai tavoli da gioco, ma forse senza sapere molto su di lui. Il documentario è completo di tutto: dalle origini con le partite frenetiche assieme ai suoi amici in Canada fino alle prime incursioni sulla scena dei tornei a Las Vegas. Spoiler: questi tornei lo hanno portato più volte al fallimento. Agli spettatori viene anche mostrata la storia di come la famiglia di Negreanu sia emigrata in Canada; viene inoltre offerto il racconto del protagonista relativo alla sua ascesa all’olimpo del poker. I produttori hanno fatto un ottimo lavoro nel fornire un quadro reale di questo giocatore così importante per la storia del gioco.

Ambientazione: Toronto, Las Vegas
Data di uscita: 2016
Botteghino: n/d (film Netflix)
Citazione principale: Negreanu: “Ho sempre avuto la sensazione che avrei avuto successo a prescindere da cosa avrei fatto”.

6 – POKER QUEENS

Ideato con lo scopo di spingere sempre più donne a cimentarsi nel mondo del poker, questo interessante film offre un quadro delle giocatrici che danno battaglia nei casinò.

Riassunto: si tratta di uno dei documentari più nuovi e recenti, che si incentra sul ruolo delle donne nel poker, alcune delle quali non sempre conquistano i titoli principali delle notizie. Gli spettatori potranno riconoscere molte grandi giocatrici come Jennifer Tilly, Kristen Bicknell, Jennifer Harman, Loni Harwood, Maria Ho, Barbara Enright, Live Boeree, Kathy Liebert e altre ancora. Poker Queens narra anche la storia in generale delle donne nel poker. La scrittrice e regista Sandra Mohr, inoltre, offre un resoconto dei propri tentativi di giocare in vari casinò con un travestimento da uomo. Il film offre tanti spunti di riflessione facendo un confronto fra il trattamento che viene riservato ad alcune donne al tavolo da gioco e l’esperienza di Sandra Mohr in veste di uomo.

Ambientazione: Las Vegas
Data di uscita: 2020
Botteghino: n/d
Citazione principale: Kristen Bicknell: “Ai ragazzi non piace perdere contro le ragazze”.

7 – GRINDERS

Molti giocatori si chiedono cosa si provi a lasciare il proprio lavoro e fare affidamento sulle proprie abilità per guadagnarsi da vivere col poker. Questo film offre proprio il quadro di un simile scenario.

Riassunto: cosa può fare un regista disoccupato che deve mantenere la moglie e il figlio neonato? Mike Gallagher, ritrovatosi in questa situazione, decide di dirigersi ai tavoli da gioco e di filmare le alterne fortune del poker come forma di sostentamento. Immersi negli ambienti sotterranei della città di Toronto, gli spettatori possono vivere da vicino la pressione dovuta alla vita da grinder; vengono inoltre presentati alcuni personaggi interessanti (compreso Gallagher). È un tipo di film unico nel suo genere, con Gallagher che prova a vivere il sogno di guadagnarsi da vivere cimentandosi nel gioco che ama. Sarà in grado di vincere abbastanza per pagare le bollette e sbarcare il lunario?

Ambientazione: Toronto
Data di uscita: 2011
Citazione principale: Gallagher afferma con frustrazione: “Mi serve un appartamento, una nuova macchina, un orologio, una nuova vita”.

ULTERIORI APPROFONDIMENTI: Siete alla ricerca di altri film sul poker? Cliccate qui e date un’occhiata ad alcune delle nostre altre proposte.

May 8, 2021

Di Sean Chaffin

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Sean Chaffin è un scrittore freelance di Crandall, Texas. I suoi articoli vengono pubblicati su numerosi siti e riviste. Seguilo su Twitter @PokerTraditions. Sean è anche il moderatore del podcast True Gambling Stories, disponibile su iTunes, Google Play, TuneIn Radio, Spotify, Stitcher, PokerNews.com, HoldemRadio.com e altre piattaforme.

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