1. A-K

Pericolo principale

Minimizzare al preflop e esagerare al postflop.

Preflop

Se si dispone di A-K, solitamente è giusto giocare in maniera aggressiva prima del flop. Si tratta di una combinazione favorita rispetto alle altre, a parte ovviamente una qualsiasi coppia, anche se in questo secondo caso dipende molto dal valore della coppia. In tal caso, le coppie davvero pericolose per noi sono in effetti K-K (si vince nel 30% dei casi) e A-A (8-11% di probabilità di vittoria).

Un errore piuttosto tipico è quello di callare un re-raise con A-K mettendo in gioco una bella porzione del proprio stack, diciamo il 30%, e poi foldare nel momento in cui non escono le carte giuste. Ricorda che solo in un terzo dei casi al flop riuscirai a comporre una coppia, quindi se giochi un piatto importante con A-K, è meglio andare all-in al pre-flop. Questo potrebbe indurre i tuoi avversari a foldare, oppure almeno ti permetterà di vedere tutte cinque le carte del dealer.

Postflop

Se il tuo A-K non migliora al flop conviene foldare, a meno che tu non abbia un progetto di colore al nut. La decisione più difficile da prendere si ha quando si forma una coppia. Il problema è che nessun giocatore d’esperienza entrerà in un piatto importante senza avere almeno una mano simile. Immagine di avere in mano A-K e che al flop esca K-6-5 di colori diversi. Il tuo avversario punta, tu fai un raise e lui rilancia ancora! Spesso ciò significa che hai perso, e quindi è meglio foldare. Contro giocatori aggressivi e scafati è anche bene rallentare il gioco con un qualche check.

Ciò non significa che tu debba rimanere pietrificato ogni volta che ti esce una coppia. Se ne formi una d’assi su un flop formato da A-9-2 e al turn e al river escono carte basse, se il tuo avversario calla passivamente con un asso puoi permetterti di scommettere su tutte tre le strade.

Per riassumere

A-K è una mano molto forte, quindi giocala al preflop e al postflop se riesci a formare almeno una coppia.

2. K-Q

Se a un primo sguardo queste due carte appaiono molto buone, il rischio è quello che non si rivelino tali a un flop poco fortunato…

Pericolo principale

Formare una coppia e partecipare a un piatto importante senza poterlo vincere.

Preflop

Se è vero che K-Q è un buon inizio, contro mani dominanti può altrettanto non essere sufficiente. Per questo è importante minimizzare potenziali problemi entrando nel piatto rilanciando, specialmente se sei il primo giocatore a farlo. In partite brevi, o contro avversari aggressivi che nel corso della sessione hanno aperto con mani molto diverse, si può anche valutare di rilanciare di nuovo, specialmente se la tua posizione è favorevole rispetto alla loro.

Se il tuo raise viene attaccato da un giocatore non particolarmente navigato, il consiglio è quello di floppare, perché è facile che nella loro semplice conoscenza del gioco si trovino a farlo solo nel caso in cui dispongano di una mano dominante come Q-Q o A-K o di una pocket pair qualsiasi. Infine, non limpare mai in un piatto multi-way con K-Q: gioca o rilancia solo nei piatti heads-up.

Postflop

I veri pericoli per la combinazione K-Q sono al flop. Se è vero che si tratta di una mano pericolosa se non riesci a formare una coppia, è altrettanto vero che lo è anche se vi riesci. Quando si genera molta action, è difficile capire a che punto sei. Immaginiamo che tu abbia K-Q e al flop esce Qs-10c-8c. Sei riuscito a ottenere la tua top pair, probabilmente sarà anche la mano migliore al tavolo. Quindi scommetti e un avversario calla. Poi al turn esce una blank e lui rilancia. Chi è in vantaggio? A quel punto probabilmente lui. Un giocatore esperto potrebbe avere puntato a un progetto di qualcosa, e tu cosa decidi di fare? Foldare o rilanciare? Se al turn gli si completa una scala, tu non potrai mai più superarla.

Per riassumere

K-Q è una mano tutto sommato forte che può vincere allo showdown, ma partecipa solo a piatti piccoli se non hai più di una coppia.

3. Ace-rag

Giocare con un asso e una carta debole può essere pericolosissimo...

Pericolo principale

Giocare la mano solo perché si ha un asso.

Preflop

Asso-rag è una combinazione uguale o inferiore a A-9 di seme diverso (o suited se il flop non offre la potenzialità di completare colore). Non ci sono abbastanza aggettivi per descrivere quanto pericoloso sia giocare questo genere di mani in un’ottica di profitti a lungo termine nell’Hold’em. L’unica situazione nella quale possono avere un certo valore è quando si va all-in durante un torneo short-stack, short-handed o in una partita heads-up.

Postflop

La combinazione Asso-rag è difficile da giocare. Floppare con una coppia d’assi è sempre doloroso, non sia sa mai se si è davanti oppure no, ancora meno se si floppa la coppia eventualmente formata col kicker (ad esempio se hai A-8 e al flop esce Q-8-2). Se poi non esce alcuna coppia è davvero complicato resistere a qualsiasi action: in ogni caso, al flop con Asso-rag è una situazione nella quale è quasi sempre meglio non trovarsi.

Per riassumere

Liberati di quell’asso così pericoloso!

4. Suited connector

Mani rischiose richiedono bravura e un po’ di fortuna al post-flop: fai attenzione a non rimanere spiazzato.

Pericolo principale

Puntare troppo al preflop e ritrovarsi senza niente in mano al postflop.

Preflop

I suited connector, ovvero due carte consecutive dello stesso seme, sono molto seducenti, così connesse e dello stesso colore… Certamente nell’hold’em possono essere un’arma molto pericolosa: con un po’ di fortuna al flop possono superare quella coppia che sembrava così sicura di sé. Il problema è che questo non avviene abbastanza spesso da renderle redditizie su base regolare.

Il pericolo che esse nascondono al preflop è quello d’investire troppe fiche e di giocarle dalla posizione sbagliata. Tali mani di poker altro non sono che progetti, e quindi hanno pochissimo valore prima del flop. Magari non s’investono fiche in una coppia 8-8, ma lo si fa sperando poi che esca un colore o una scala. Considerando le probabilità che questo avvenga, è bene farlo solo quando si è deep-stacked, ovvero si dispone di molte fiche. Non prendiamo l’abitudine di giocare tali carte in piatti nei quali qualcuno ha già rilanciato. Se invece siamo noi ad averlo fatto, le cose cambiano completamente. Di fondo si tratta di una giocata non ortodossa e capace di mascherare ciò che abbiamo in mano. Quindi, se disponi di suited connector, fai in modo di essere colui che aggredisce per primo in un piatto limpato, oppure fallo solo se stai facendo una giocata specifica contro un avversario ben preciso.

Visto che tali combinazioni si giocano molto più spesso postflop, sii certo di essere in posizione giusta quando entri il piatto perché dopo il flop queste combinazioni sono molto difficili da giocare da fuori posizione.

Postflop

Sono due i principali problemi legati ai suited connector dopo il flop. Il primo è quando al flop esce una coppia. Immaginiamo di avere 8c-7c e che al flop esca Jh-8d-5s. Come sarà la mia mano? Più forte o più debole di quella di un mio specifico avversario? In realtà si tratta di una mano abbastanza debole, mentre la tua intenzione iniziale era quella di ottenerne una molto forte. Non lasciarti sedurre dall’idea d’investire troppe fiche con una coppia del genere.

Il secondo grande pericolo è quello di perdersi, soprattutto se si è fuori posizione. Immaginiamo di avere in mano 7d-6d, di ottenere al flop 10d-9s-2d e di essere il primo a dover giocare. Il progetto di colore e il gutshot rendono il flop promettente, ma giocarlo da quella posizione è davvero complicato. Cosa fare se un avversario rilancia? Se tu poi fai check e lui call, come comportarsi al turn se esce una carta inutile?

Infine, anche nel caso in cui ti riesca di completare scala o colore, vi è il rischio di essere battuti da una mano più forte. Se hai in mano un colore a quadri, chi può dire che il tuo avversario non ne abbia uno al nut?

Minimizza questi pericoli giocando i suited connector da posizioni adeguate, in modo da controllare l’azione, ma sii altrettanto certo di ottenere il massimo se ti ritrovi con una mano molto forte. Si tratta di mani speculative che prima del flop hanno poco valore, quindi se esso aumenta dopo il flop è bene approfittarne appieno. Spingi con quelle puntate!

Per riassumere

Hanno il potenziale per fare male, ma stai attento a non esagerare con le puntate.

5. J-J

Due Jack formano una bella coppia, ma possono perdere facilmente al flop.

Pericolo principale

Partecipare a un piatto molto ricco ed essere dominati da altre combinazioni.

Preflop

Un giocatore con due Jack in mano è spesso in vantaggio sugli altri prima del flop: si tratta pur sempre della quarta miglior mano nell’Hold’em! Giocala quindi aggressivamente rilanciando con forza.

Questo vale finché non smette di valere... Intendiamo dire che, se un nostro avversario decide di seguirci e di giocare tutte le sue fiche, probabilmente avrà in mano una overpair. Cosa fare quando un giocatore aggressivo punta forte prima del  flop? Non è una decisione semplice da prendere e bisogna valutare la situazione con grande attenzione.

Se disponi di uno stack abbastanza limitato, in una partita Sit & go o MTT, difficilmente potrai decidere di abbandonare. Ma se sia tu sia il tuo avversario avete parecchie fiche in un cash game o MTT, probabilmente è meglio floppare.

Bisogna valutare bene se callare i rilanci preflop con J-J, perché solo poche carte al flop potrebbero davvero migliorare la tua mano. A meno che tu non punti a completare un tris, è meglio gestire la coppia di Jack prima del flop.

Postflop

La realtà e che sono poche le carte al flop che potranno migliorare la tua mano. Più della metà delle volte uscirà almeno una overcard, e se prima del flop eri già superato da una coppia più alta, le cose non sono destinate a migliorare. Inoltre, se l’azione aumenta al flop, potresti trovarti ad affrontare una doppia coppia, un tris o overcard di un progetto importante. Usa la tua capacità di leggere la mano e la conoscenza dei tuoi avversari per decidere se i tuoi Jack possano bastare. Se i tuoi Jack formano una overpair, sii tu ad applicare pressione se un giocatore che ha rilanciato prima del flop effettua una continuation bet.

È possibile che uno dei tuoi avversari abbia una overpair più bassa, un progetto o Ace-high. Queste sono le situazioni pericolose nelle quali si vede la differenza tra uomini e ragazzi: impegnati a migliorare la tua capacità di prendere decisioni con una coppia di Jack.

Per riassumere

J-J è una buona mano, ma devi aver fiducia nel tuo istinto e saper capire bene la situazione.

6. A-A

I pocket rockets possono essere una bomba, ma attento che non ti scoppino in mano.

Pericolo principale

Non essere capaci di liberarsene quando si viene battuti.

Preflop

Hai la miglior mano possibile e quindi è logico voler investire delle fiche. Rilancia, rilancia ancora, fai qualsiasi cosa per sfruttare questa situazione! Sentiti libero di cambiare occasionalmente il gioco, magari callando un raise pre-flop e poi attaccando al flop. Di solito, giocare A-A con forza e rapidità è la soluzione migliore.

Postflop

Giocare una coppia d’assi postflop può essere invece molto difficile e portarti in situazioni indesiderate. Il rischio maggiore è che un tuo avversario abbia giocato con una coppia bassa o suited connector sapendo la forza della tua mano. Se al flop gli escono le carte giuste, potresti essere in grave pericolo. Poniamo ad esempio che tu rilanci quattro volte il valore del big blind e che un avversario calli. Al flop esce 5s-6d-7s e lui fa check-raise. La situazione è rischiosa: un tris o una doppia coppia potrebbero bastare a batterti. Forse però ha solo un progetto o una overpair più bassa della tua. Contro un certo tipo di avversari faresti bene a foldare a questo punto, contro altri, più vivaci, potresti invece ribattere e aumentare la pressione.

Le cose sono più semplici quando prima del flop c’è stato molto movimento. Se un tuo avversario aveva callato un re-raise importante, spesso avrà in mano una coppia inferiore alla tua come J-J o 10-10. Un flop infelice lo potrebbe indurre a desistere. Attenzione però: se decidi di sfruttare A-A con astuzia e magari in un piatto multi-way, sii pronto a liberartene nel momento in cui il gioco diventa troppo pericoloso. Dopo tutto A-A rimane una coppia, e in quanto tale non deve essere giocoforza sopravvalutata.

Per riassumere

La miglior mano nell’Hold’em richiede di essere giocata rapidamente, ma sii pronto a sbarazzartene nel caso in cui tu capisca di essere stato battuto.

January 27, 2020

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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In questo articolo cercheremo di definire cosa significa esattamente rubare i blind. Con questa espressione s’intende l’azione di effettuare un raise prima del flop con l’intenzione di vincere i blind inducendo i nostri avversari che giocano dai bui a foldare. Questo può sembrare qualcosa di ovvio e di buono, ma indipendentemente da quanto tu sia aggressivo, c’è sempre spazio per migliorare: stai rubando abbastanza bui? Pensi attentamente a come farlo? A volte ti capita di commettere degli errori?

Perché è importante rubare i blind?

Per aumentare al massimo la tua equity nei tornei di poker è fondamentale rubare le fiche morte nel piatto. Rubando i bui, arricchisci il tuo stack senza nemmeno dover mostrare le tue carte. In un torneo, durante il quale il valore dei bui cresce continuamente, saperli rubare risulta di vitale importanza.

Detto questo, è necessario che tu sia perfettamente cosciente di quello che stai tentando di fare. Sono troppe le scommesse nel poker, anche da parte di giocatori esperti e capaci, fatte senza uno scopo ben preciso e che rischiano di rivelarsi dannose per chi le effettua. Devi sapere esattamente cosa stai facendo nel momento di puntare prima del flop: è molto diverso rilanciare per primo dal cut-off se hai un K-J o un 9-4 come offsuit. La prima potrebbe essere una value bet, ovvero potresti avere la mano migliore o un semibluff che potrebbe migliorare dopo il flop, la seconda invece un bluff puro o il tentativo di rubare i blind.

La tendenza a cercare di rubare i bui è diventata molto popolare, e quindi sono tanti i giocatori e i manuali di poker a consigliare specifici range con i quali applicare questa strategia. Una cosa è certa: quando si entra un piatto rilanciando, è più facile vincerlo nel momento in cui si dispone di una mano di un certo valore. Ma se si tenta di rubare i bui, bisogna farlo in maniera cosciente, indipendentemente dalle proprie carte. Il rilancio viene eseguito perché si pensa che in quella specifica situazione esso ci possa permettere di guadagnare delle fiche.

Quanto scommettere?

Visto che la tua scommessa ha lo scopo di rubare i blind senza nemmeno dover mostrare le carte, la somma da puntare sarà quella minima necessaria per riuscirvi, non una fiche in più. Di solito essa ammonta a tre volte il valore del big blind. In determinate situazioni però non sarà necessario scommettere così tanto. Ad esempio, nelle fasi finali di un torneo, raddoppiare il valore del grande buio ha spesso lo stesso effetto di triplicarlo, visto che i giocatori tendono a entrare in modalità push-or-fold.

Fai in modo che ci sia un filo conduttore nelle tue giocate. Se a un tratto scommetti meno con una mano forte o di più se vuoi rubare i bui, i tuoi avversari saranno presto in grado di leggere le tue intenzioni. I giocatori più esperti manipolano gli avversari variando l’ammontare delle loro giocate, ma il miglior modo per non permettere a nessuno di capire cosa hai in mano è puntare la stessa somma indipendentemente dalla mano che ti ritrovi.

La regola base è la seguente: più tardi tocca a te giocare, più spesso è bene provare a rubare i blind. Ciò significa che la maggior parte dei tuoi tentativi di rubare i bui avverrà dal cutoff o dal button. Negli ultimi anni, questo genere di atteggiamento è diventato molto comune nei tornei.

Ciò ha come conseguenza che chi gioca dai bui difende più frequentemente e continua a giocare con un range di mani più ampio, spesso anche con un bluff.

A sua volta la conseguenza di ciò è che la tua abilità di rubare i bui potrebbe risultarne limitata: i tuoi rilanci non saranno più così spesso sufficienti a indurre gli avversari a foldare. In generale, rubare i bui dalle ultime posizioni al tavolo è e rimane redditizio. Se il piatto arriva a te al button, solo due sono i giocatori da spingere a foldare, le cui carte iniziali non possono essere sempre così buone da indurli a continuare.

Allo stesso tempo non è nemmeno intelligente decidere di tentare di rubare i bui ogni volta che ti trovi in questa situazione. Sono sempre tanti i fattori da considerare: com’è il tuo stack? Che tipo di giocatori sono quelli ai blind? Quale percezione hanno di te?

Ovviamente è anche possibile rubare i bui dalle posizioni centrali o iniziali. Per riuscirvi sono necessarie determinate condizioni, ma è bene rimanere sempre all’erta. In certi momenti di un torneo, ad esempio al bubble o quando i bui sono molto alti, i tuoi avversari potrebbero giocare in maniera accorta. In tali situazioni, specialmente se la loro immagine di te potrebbe portarli a pensare che tu non sia il tipo da effettuare una giocata del genere, un tentativo di rubare i blind da una posizione iniziale potrebbe essere letto come un segnale della forza della tua mano. Contro giocatori navigati, una tale giocata è spesso più redditizia perché meno preventivabile.

Capisci i tuoi avversari

Ancora più importanti delle carte che hai in mano o della posizione dalla quale le giochi sono gli avversari ai quali vorresti rubare i bui e quelli che devono ancora fare la loro giocata. In parole semplici, se questi sono tendenzialmente attenti e passivi, si può tentare spesso questa strategia. Sfortunatamente, vale anche l’esatto contrario. Se i giocatori ai bui o dopo di te hanno un atteggiamento aggressivo perché pensano tu ci stia provando o difendono le loro fiche nella maggior parte delle situazioni, le opportunità di applicare questa tattica saranno proporzionalmente ridotte.

L’avversario che paga il big blind è quello da osservare con maggiore attenzione al momento di decidere se provare a rubare i bui: è lui quello che dovrà mettere la cifra più bassa di tutte per continuare a giocare.

Un altro fattore da considerare assolutamente in queste situazioni sono le dimensioni dei vari stack presenti al tavolo. In generale è meglio rubare meno da stack di grosse e di piccole dimensioni, mentre è meglio concentrarsi su quelli di medie dimensioni. I primi possono permettersi di difendere più spesso, fino a portarti all’all-in, mentre i secondi tendono ad andare all-in con carte alte o con qualsiasi coppia, la qual cosa potrebbe risultare in un laydown indesiderato e a noi sfavorevole.

Il segreto è utilizzare una combinazione tra le caratteristiche dei tuoi avversari e la corretta valutazione dei vari stack. Ad esempio è immaginabile poter rubare bui a un giocatore molto accorto e dotato di uno stack ricco, oppure da un giocatore con poche fiche ma dall’atteggiamento difensivo, in attesa dell’arrivo di una mano che reputi irrinunciabile. Ciò che conta è essere sempre vigili e modulare le proprie mosse a seconda di chi si ha di fronte.

Ruba i bui, e poi rubane degli altri

Al tavolo del poker, specialmente in un torneo, è necessaria una certa aggressività. Devi essere pronto a qualsiasi opzione, spesso anche a quella di rubare i blind, ma non è detto che tu debba farlo sempre e sin dalla prima mano. In generale è bene cercare di rubare i bui fin quando non si ha una buona ragione per smettere di farlo.

Sii conscio di cosa i tuoi avversari pensano di te: più bui ruberai, più gli altri giocatori capiranno cosa stai facendo. Alcuni di loro inizieranno a callare più spesso, altri invece preferiranno non rischiare.

Se non sei sicuro di ciò che vuoi fare, ricorda queste due piccole regole. Uno: ricorda la differenza tra cercare di rubare i bui con carte discrete o buone, situazione nella quale puoi magari permetterti che i giocatori ai bui decidano di callare, e cercare di rubare senza nulla in mano. Due: cerca d’individuare il momento perfetto o la situazione giusta per cercare di rubare, senza preoccuparti troppo di quali carte in effetti hai.

January 27, 2020

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Rispetto ad altri giochi d’azzardo, con la strategia giusta il poker permette di vincere nel lungo periodo. È per questo che i giocatori professionisti considerano il poker più una forma d’investimento che non un gioco d’azzardo.

Questo ovviamente non significa che sia facile vincere somme di un certo livello, ma con l’approccio giusto è possibile trasformare il poker in una sorta d’investimento e di carriera.

Considerando tutto ciò, ecco cinque importanti consigli da seguire per giocare e vincere con il poker on line.

Consiglio 1: Stilare un programma preciso

I giocatori di successo cercano di lasciare il meno possibile al caso. Invece di giocare casualmente, lo fanno seguendo un programma prestabilito. Perché non utilizzare un calendario online o un foglio Excel per programmare e annotare le ore di gioco e quelle di studio?

Ricorda di non esagerare e di conservare del tempo anche per altre attività. Giocare troppo può causare un burnout, il che a sua volta induce a prendere decisioni errate al tavolo.

Quando si apre un’attività, è normale fare delle proiezioni su come potrebbe funzionare. Nonostante questo dovrebbe valere anche per una carriera da pokerista, sono tanti i giocatori che saltano questo passaggio.

Consideriamo i seguenti fattori:

  • Quali guadagni ho intenzione di generare?
  • Quante mani devo giocare, partendo da una percentuale di vittorie ipotetica, per raggiungere quest’obiettivo?
  • Quante ore devo investire, alla luce di quelle che ho a disposizione?
  • Per quanto riguarda i tornei è fondamentale considerare nell’equazione anche il mio ROI e il numero di tornei necessari a raggiungere l’obiettivo.

Inizialmente è consigliabile non esagerare con le stime e immaginare una percentuale di vittorie limitata. Una volta capito esattamente di quante ore abbiamo bisogno, allora potremo iniziare a inserirle nel nostro programma.

Un altro aspetto fondamentale è il tempo dedicato allo studio del gioco. Il rapporto gioco/studio dipende solitamente dal nostro livello e dalla nostra esperienza. Se in un determinato momento della nostra carriera non stiamo vincendo, allora è consigliabile investire il 50% o più del nostro tempo nello studio.

Se invece vinciamo con frequenza, il giusto rapporto potrebbe essere dedicare 80% del nostro tempo al gioco e 20% allo studio.

Una volta definito il nostro programma, è bene prendersi un po’ di tempo per sperimentare. Potremmo rilevare che ci stiamo chiedendo troppo, e che quindi è meglio rivedere quanto deciso.

Nelle prime settimane è spesso necessario apportare piccole modifiche al nostro piano iniziale, per poi attenervisi strettamente in quelle successive al fine di creare abitudini virtuose.

Consiglio 2: Gestire correttamente il proprio bankroll

Gestire correttamente il proprio bankroll

Sono diverse le componenti da tenere monitorate. In una produzione industriale è necessario garantire che il prodotto venduto o che il servizio offerto siano di qualità sufficiente, ma di certo questo non basta. L’equilibrio finanziario di una società è fondamentale, e nel lungo periodo le uscite non possono essere superiori alle entrate.
Allo stesso modo, la bravura al tavolo di gioco è solo una delle tessere del puzzle. Dobbiamo assicurarci che le partite che giochiamo siano adeguate al nostro bankroll: se ci spingiamo troppo in alto senza avere un bankroll sufficiente, la nostra carriera di pokerista rischia di terminare molto in fretta.

Trucchi poker cash

Un esempio: un giocatore non dovrebbe partecipare a un cash game il cui buy-in non è almeno 25 volte inferiore al suo bankroll. Per capirci: se tale giocatore volesse prendere parte a un cash game il cui buy-in è di 50 $, il suo bankroll dovrebbe ammontare almeno a 1.250 $.

Chi invece partecipa a un torneo non dovrebbe mai investire più del 2% del suo bankroll nel buy-in.

Tale atteggiamento potrebbe sembrare troppo conservativo, ma è davvero fondamentale non sottovalutare il peso della varianza nel poker. Nei cash game, anche a giocatori navigati può capitare di non vincere per più di 10 buy-in, nei tornei tali serie negative possono essere ancora più lunghe.

La gestione del nostro bankroll deve essere disegnata in modo da permetterci di sopravvivere anche in condizioni di prolungate perdite pesanti.

Consiglio 3: Investire tempo per migliorare l'aspetto mentale

Vi sono giocatori che seguono alla perfezione i primi due consigli, ma che comunque non riescono ad aver successo.

Perché?

Detto in parole semplici, non sono mentalmente all’altezza.

Il poker a volte è in grado di metterci estremamente sotto pressione. Sono stati tanti i giocatori ad aver dilapidato il loro intero bankroll dopo essere andati in tilt, che nel poker definisce uno stato emotivo, solitamente causato dalla rabbia, altre volte dalla paura, dall’eccitazione o dalla mancanza di motivazione.

Migliorare l'aspetto mentale

Tutti gli sportivi di un certo livello, indipendentemente dalla disciplina che praticano, riconoscono oggi l’importanza dell’allenamento mentale. Il ruolo del mental coach ha assunto sempre più importanza: non è un segreto che essere in condizioni mentali equilibrate e ben disposte può migliorare significativamente i nostri risultati in tutti i settori.

Il poker non fa eccezione. I migliori giocatori sanno bene che investire sull’aspetto mentale è uno dei passi più importanti sulla strada che porta al successo. Non tutti possono permettersi un mental coach, ma le librerie sono piene di letteratura al riguardo.

Nel poker moderno, non è semplicemente possibile non considerare tale aspetto.

Consiglio 4: Annotare e analizzare i risultati

È impossibile dirigere un’azienda senza sapere quali risultati si stanno avendo. Quali strategie funzionano e quali no? Come migliorare quindi le prestazioni? Su quali basi calcolare quante tasse si dovranno pagare?

I giocatori online possono fare ciò grazie a comuni software di poker tracking, che permettono d’inserire, visualizzare graficamente e analizzare i nostri risultati, al fine di migliorare le strategie impiegate.

Chi gioca live dovrebbe quantomeno registrare le vincite e le perdite assolute di ogni sessione o torneo. Tale pratica ci permette di capire quali tipi di partite siano proficui, di fare previsioni sulla nostra percentuale di vittorie e di definire una gestione del nostro bankroll il più accurata possibile.

L’espressione analisi del database descrive l’atto di utilizzare software di poker tracking per individuare quelle zone del nostro gioco nelle quali perdiamo. Tale capacità è fondamentale per ogni professionista del poker, anche se alcuni di loro vi riescono ancora solo in parte.

Se è vero che è possibile ingaggiare maestri di poker che si occupino di tale aspetto, è altrettanto vero che una conoscenza diretta delle zone deboli del nostro gioco e di come utilizzare specifici software per individuarle e correggerle è parte integrante del processo di crescita di qualsiasi giocatore che voglia raggiungere determinati livelli.

Consiglio 5: Dedicare tempo allo studio

Uno dei temi più discussi nel poker è quanta parte del successo di un giocatore sia dovuta al talento e quanta invece allo sforzo investito per ottenerlo. È certo che le capacità innate di un individuo giochino un ruolo importante, ma l’opinione generale è che il duro lavoro sia in grado di sconfiggere il talento.

Cerchiamo di esprimere questo concetto in un altro modo:

Un giocatore di scarso talento ma disposto a impegnarsi farà meglio di uno di grande talento ma non disposto a impegnarsi.

Il nostro successo dipenderà in gran parte dalla quantità di lavoro che saremo disposti a investire nel poker. Se sarà superiore a quello dei nostri avversari, possiamo aspettarci con sufficiente certezza di vincere più di loro.

Attenzione però, perché quando si tratta di studio, i concetti di quantità ed efficienza non corrispondono. È molto semplice perdere tempo inutilmente quando si studia, soprattutto se si prende una strada sbagliata.

Il nostro obiettivo deve essere quello di dividere il poker nelle sue diverse componenti e di lavorare individualmente su ognuna di loro.

Inoltre è fondamentale dare priorità a quegli aspetti del gioco che hanno un impatto maggiore sulla nostra percentuale di vittoria. Ci sono discipline e situazioni nelle quali è possibile guadagnare di più rispetto ad altre, ed è lì che è fondamentale saper giocare bene.

Per riassumere

Non esiste una ricetta magica per il successo, ma seguendo i cinque consigli di cui sopra è possibile generare profitti a lungo termine. Quando un giocatore non vince e nemmeno perde, oppure perde più di quanto non vinca, solitamente tralascia uno di tali aspetti nel suo approccio al poker.

Ricorda, a poker non si vince solo al tavolo, bensì anche in tutte le attività che ci permettono di arrivarci preparati. Il tavolo è solo la punta dell’iceberg.

Se trattiamo il poker come qualsiasi altra attività a scopo economico, il successo può essere davvero proprio dietro l’angolo.

January 27, 2020

Di Timothy Allin

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Timothy "Ch0r0r0" Allin è un giocatore professionista, coach e autore. Ha iniziato a giocare nel 2006, partendo da zero e aumentando il suo bankroll online in maniera costante senza mai depositare alcun dollaro. Dopo aver partecipato (e vinto) ad alcune tra le manifestazioni più prestigiose, ora condivide le sue esperienze e opinioni sul magazine di 888poker.

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Il poker è un gioco di scommesse. Certo, esso è anche un gioco di carte e di persone, ma se lo riduciamo al minimo, il poker è fatto di una serie di puntate, che si possono fare oppure no. Ed è per questo che è importante capire quali somme scommettere quando le carte girano a nostro favore e quando invece è meglio foldare.

Proviamo a fare un passo avanti e poniamoci la seguente domanda:

Come facciamo a capire se dobbiamo puntare oppure no?

Una risposta semplice sarebbe “è giusto scommettere quando pensiamo di avere la mano più forte”. Questo può essere considerato vero, ma è solo una piccola parte dell’intera storia. Scendere maggiormente nei dettagli ci consentirà di fare scelte migliori in maniera continuativa. Consideriamo ora una delle principali ragioni che ci spingono a puntare: il value betting.

Value betting

Questo è di certo il miglior motivo per giocare. Una value bet altro non è che una puntata che effettuiamo con una determinata mano e alla quale pensiamo che altri giocatori callino con mani peggiori. Molti dei nostri profitti al poker vengono generati così, soprattutto ai livelli inferiori di questo gioco.

Immaginiamo di avere la seguente mano al river e di essere gli ultimi a dover agire…

In questo caso è giusto puntare al river? È vero che non abbiamo ancora parlato di tanti altri fattori importanti quali le dimensioni dello stack e del piatto, l’azione e il tipo di avversario che affrontiamo. Si tratta d’informazioni da tenere assolutamente in considerazione al momento di prendere una decisione. Mi auguro che in maniera intuitiva abbiate capito che in questa situazione è il caso di scommettere. Abbiamo ottime carte e ci sono forti possibilità che giocatori con mani inferiori decidano di callarci. Nella maggior parte dei casi, astenersi dallo scommettere qui sarebbe un errore e staremmo “perdendo valore”.

Ma pensiamoci un secondo: non è possibile che il nostro avversario abbia in mano una scala? Potremmo effettuare la nostra value bet sulla base del nostro top set e perdere un bel po’ delle nostre fiche contro tale scala. Quindi cosa conviene fare, meglio checkare e andare più sul sicuro?

Spesso i giocatori commettono l’errore di checkare quando vi è il rischio che possano perdere. È la paura a spingerli a farlo. Magari rinunciano a una mano che potrebbe portare molto valore sulla base di una piccola e improbabile possibilità di venire battuti. La madre di tutte le regole del value betting è la seguente:

Si parla di value bet quando con la nostra mano vinceremmo oltre il 50% delle volte al call del nostro avversario.

Da questa regola dobbiamo trarre due importanti conclusioni:

  1. Non dobbiamo sempre avere la miglior mano possibile quando i nostri avversari callano. La regola ci dice che, anche se la nostra mano sarà migliore solo nel 51% dei casi, vale la pena giocare in termini di value betting.
  2. Non dobbiamo sempre giocare in tutte quelle situazioni in cui abbiamo la mano migliore. Magari la nostra coppia è buona al river nel 60% dei casi in determinate situazioni. Detto questo, può essere che in caso di call la nostra probabilità di vittoria sia solo del 10%. Giocare una value bet sarebbe una scelta perdente anche se in quel 10% dei casi il nostro avversario avesse una mano peggiore della nostra e noi vincessimo il piatto.

Prendersi il tempo necessario per pensare

Il processo di cui sopra non è automatico. È necessario pensare in maniera cosciente ai seguenti fattori:

  1. Che tipo di mano ha il nostro avversario?
  2. Nel momento in cui scommettiamo, a che tipo di mani callerà il nostro avversario?

Alla prima domanda dovremmo essere in grado di rispondere analizzando attentamente le mosse da lui in precedenza effettuate. Potremmo escludere un certo tipo di mani, alla luce del fatto che in quel caso avrebbe già foldato in un momento precedente della strada. Sarà sempre difficile stabilire con esattezza quali due carte il nostro avversario abbia in mano, ma facendo un lavoro di deduzione è possibile limitarle entro uno specifico range di mani possibili.

Questa è un’abilita fondamentale per un giocatore di poker, che avrà un peso importantissimo nella nostra capacità di prendere decisioni. Serve esercizio e dovremo concederci il tempo necessario per pensare approfonditamente. Se al tavolo ci ritroviamo a prendere troppe decisioni affrettate, è molto probabile che non riusciremo a ottenere il massimo dalle situazioni che ci si presentano.

Il poker, sotto numerosi aspetti, è molto più simile agli scacchi rispetto ad altri giochi d’azzardo. Si tratta di un gioco di strategia e le migliori decisioni vengono prese dopo aver calcolato tutti i fattori necessari. Non abbiate quindi paura di utilizzare la vostra time-bank!

Conoscere i propri avversari

Conoscere i nostri avversari ci aiuterà a capire a quali mani essi tendono a callare quando qualcuno effettua una value bet. Anche se non stiamo partecipando a una mano, è importante mantenere alta la concentrazione e vedere come si svolge l’azione. Le informazioni ottenute ci potranno servire in seguito.

È importante sapere quale tipo di giocatore siano i nostri avversari. Sono aggressivi o passivi? Molto attenti o un po’ sbadati? Ci sono giocatori dai quali è molto difficile ottenere informazioni: alcuni giocano coperti e sono bravi a sfruttare i bluff. Solitamente continuano a giocare solo se hanno ottime mani, il ché rende più difficile applicare la regola del 50% di vittorie nel caso in cui effettuino un call.

Ve ne sono però anche di quelli che non foldano mai: contro tali avversari il value betting è assolutamente indicato, spesso anche con mani non proprio imbattibili.

La cosa importante da capire è che, maggiori saranno le informazioni sui nostri avversari, migliore sarà la nostra capacità di prendere decisioni. E l’unico modo per ottenere informazioni è studiarli attentamente, osservando i loro schemi e le tendenze del loro gioco.

Per riassumere

È importante ricordare che qui non è possibile approfondire tutti gli argomenti in maniera esaustiva. Di certo il value betting è uno dei motivi che ci devono spingere a giocare, ma vi sono anche altri fattori da considerare come i bluff e il concetto di protezione. È inoltre fondamentale stabilire le giuste dimensioni delle nostre puntate a seconda della situazione nella quale ci troviamo. Anche questo è un aspetto topico del poker e anche professionisti navigati spendono molto del loro tempo a studiare e a cercare di migliorare da questo punto di vista.

Il poker è un gioco complesso e non possiamo pretendere d’imparare tutto e subito. E anche se fosse possibile, sarebbe comunque meglio migliorare passo dopo passo, senza mandare in tilt il nostro cervello con una miriade d’informazioni a volte contrastanti. La prossima volta che sarete al tavolo, pensate attentamente a quali mani potrebbe avere il vostro avversario, a quali mani potrebbe rispondere con un call e se sia possibile estrarre un po’ di valore dalle mani a vostra disposizione.

January 27, 2020

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Spiegazione di range advantage

I giocatori moderni tendono spesso ad analizzare il poker attraverso le lenti della teoria del gioco, e il termine range advantage è diventato così sempre più popolare. Uno dei principi base della teoria del poker è quello dei range di mani e delle possibilità di vittoria che specifici range hanno tra di loro. Quando un range è considerato molto superiore a uno opposto, il giocatore con il range migliore sarà quello ad avere un range advantage sull’avversario.

Esempio di range advantage in una frase -> Avendo noi il range advantage, ci conviene puntare con alta frequenza.

Come sfruttare al meglio il range advantage

Il modo più comune di analizzare il range advantage è valutare la raw equity di un range rispetto a un altro. Molti giocatori sopravvalutano il concetto di raw equity, che non può essere l’unico fattore da tenere in considerazione nel paragone di due range. Tutti i seguenti sono importanti:

Raw Equity – Si tratta di un fattore certamente da considerare. Spesso il range con l’equity maggiore è anche quello migliore, anche se non è proprio sempre così (nonostante vi siano giocatori che ancora lo credono).

Equity Distribution – Questo fattore ci mostra come l’equity sia distribuita nel range. Alcune distribuzioni sono migliori di altre. Solitamente si considera avvantaggiato quel giocatore la cui equity distribution è più polarizzata: in questo caso l’equity è prodotta da una combinazione di mani molto forti e di bluff, con molto poche o nessuna mano di medio valore.

L’equity distribution considera inoltra quale range abbia la miglior nutted equity. Solitamente è desiderabile avere un range che contenga le migliori mani possibili (nutted), non presenti in quello del nostro avversario. 

Vulnerability – Alcuni range sono più vulnerabili di altri. È comunque possibile vedere range più deboli giocare in modo aggressivo e range più forti, quindi meno vulnerabili, in modo passivo: detto questo, spesso si crede che i range più forti debbano giocare sempre con maggiore aggressività e quelli più deboli con maggiore passività, concetto però sbagliato e ampiamente superato.

January 20, 2020
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Spiegazione di small blind

Il pagamento del piccolo buio ammonta grossomodo alla metà di quello del grande buio (ma non sempre) e in qualsiasi variante del poker viene effettuato con un dealer button (bisogna notare che nelle varianti stud non viene usato alcun dealer button e pertanto non sono previsti piccoli bui). In alcuni casinò la puntata del piccolo buio potrebbe risultare leggermente superiore o inferiore alla metà del grande buio, e in rari casi le due puntate possono essere addirittura uguali (in questa situazione il piccolo buio ha la possibilità di fare check prima del flop se nessuno ha rilanciato).

L’essere costretti a puntare in posizione di piccolo buio senza poter prima vedere le proprie carte è un grande svantaggio nel poker. È praticamente impossibile generare una percentuale di vincita positiva dalle posizioni di piccolo o grande buio.

Tuttavia sono proprio i pagamenti obbligatori al buio a guidare l’azione. I giocatori sono incentivati a giocare anche senza carte eccezionali nel tentativo di vincere i bui. Senza pagamenti obbligatori al buio lo svolgimento del poker non funzionerebbe bene a livello competitivo (tutti i giocatori attenderebbero il nut prima del flop).

Esempio di small blind in una frase -> Quella del piccolo buio è spesso considerata la peggior posizione in un tavolo da poker.

January 20, 2020
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