Il termine “GTO” (“Game Theory Optimal”) è stato spesso utilizzato nel mondo del poker negli ultimi anni. Lo scopo di questo articolo è quello di darne una definizione, chiarirne l’utilizzo durante un incontro e spiegare quali strategie usare in relazione alla GTO: queste informazioni sono valide sia per i principianti sia per i giocatori più avanzati!

Cos’è la GTO?

Nel poker esistono due principali tipologie di strategie vincenti tra cui scegliere in una determinata situazione:

  1. Exploitativa: questa strategia consiste nel giocare in modo tale da massimizzare il proprio valore atteso (EV) in un certo contesto sfruttando a dovere le giocate e i punti deboli degli avversari. Certo, di solito giocare in questo modo vi espone a essere a vostra volta exploitati, ma in genere gli avversari deboli su cui punterete non sapranno reagire appropriatamente, il che vi permetterà di ottenere grandi vincite nel lungo periodo.
  1. GTO (Game-Theory Optimal): Questo stile di gioco consiste essenzialmente nel provare voi stessi a giocare un poker perfetto, che di conseguenza consentirà semplicemente agli avversari di commettere degli errori contro di voi (ed è proprio qui che si conquisterà gran parte delle vincite). Tale strategia in genere implica l’utilizzo di bluff o semi-bluff assieme alle proprie value bets, può aiutare a definire le giuste dimensioni della puntata e altro ancora.

Qual è lo stile di gioco migliore nel poker: GTO o exploitativo?

Prima di addentrarsi nelle nozioni strategiche della GTO, è importante capire quale tra i due stili di gioco sarà più proficuo, anche a seconda del proprio livello di esperienza. La risposta più semplice sarà probabilmente una combinazione tra i due, anche se in genere dovrà prevalere l’approccio exploitativo.

Per farla semplice, la maggior parte delle persone non segue lo stile GTO e si espone a essere exploitata sotto l’aspetto del gioco e della strategia, il che favorisce maggiori vincite nei loro confronti tramite un approccio exploitativo. In effetti, è soltanto in alcune delle principali partite ad alti stakes che vengono messe pienamente in pratica le nozioni della GTO, ma anche in questi casi vengono talvolta sfruttate le giocate exploitative.

Tuttavia, detto questo, conoscere, capire ed essere in grado di applicare le basi della GTO contribuisce indubbiamente a creare una base incredibilmente solida per il proprio gioco! Inoltre è importante avere delle conoscenze di base sulla GTO, così da sapere come cambiare adeguatamente la propria strategia al momento opportuno al fine di massimizzare i profitti.

Strategia con la GTO

Come enunciato chiaramente nel libro “Poker’s 1%” di Ed Miller, la nozione più importante che solo i giocatori più elitari sono in grado di afferrare e capire riguarda il tema delle frequenze, che hanno attinenza con c-bet, bluff, fold, call, rilanci ecc..

I poker solver per la GTO (software scaricabili su internet, su cui ci concentreremo in un paragrafo a parte di questo articolo) offrono le migliori soluzioni per capire come giocare al meglio in una determinata situazione: spesso consigliano di usare delle strategie miste in base a certe frequenze.

In una determinata situazione sul river, ad esempio, un solver vi potrebbe suggerire di vedere con una mano specifica nel 70% delle volte al massimo, e di foldare il restante 30% dei casi. In una data posizione vi potrebbe anche suggerire di fare call, fold e raise rispettivamente nel 50%, 35% e 15% delle volte (con un certo range di mani).

Le frequenze sono una componente fondamentale e spesso non valorizzata nel poker, ma tale nozione passa attraverso i seguenti 5 concetti sulla GTO:

1. Range di mani iniziali pre-flop

Per controbilanciare la posizione svantaggiosa, i giocatori devono stringere tanto più il range quanto più si trovano fuori posizione.

Ciò detto, non è sufficiente limitarsi ad aprire con ottime mani di partenza. Considerando i range e i principi della GTO, in genere vi converrà avere un buon range equilibrato di mani iniziali da ogni posizione con un certo numero di mani, che vi permetteranno di avere una mano fortissima a prescindere dalle carte che escono al flop (carte basse, medie, alte, non consecutive ecc.).  

Qui sotto è riportata una tabella sulla GTO pre-flop per i principianti nel caso delle mani iniziali in un incontro online con massimo sei partecipanti. Qui è possibile vedere con quali range di mani bisognerebbe fare open-raise dopo che è arrivato il loro turno. La tabella è codificata in base ai colori che rappresentano diverse posizioni al tavolo (si faccia riferimento alla legenda).

poker GTO preflop beginner poker chart

utg


 

 

N.B.: Nel caso della strategia GTO è consigliabile usare una strategia mista per aprire in posizione di small blind, combinando open-limp con altri open-raise per varie mani nel range: si tratta di un aspetto che non può essere illustrato col sistema di colori usato per questa tabella.
In molti casi, la decisione giusta in merito alla mano da giocare è una semplice questione matematica, di cui discuteremo più avanti.

Altre tabelle sulla GTO pre-flop possono includere il numero di mani da giocare dopo un raise, in quali casi fare una 3-bet, con quali mani continuare dopo un raise e dinanzi a una 3-bet ecc.. I solver vi possono assistere nella scelta delle mani con cui proseguire nel pre-flop e anche nel tipo di giocata da effettuare (call/raise/re-raise ecc.).

2. Pot Odds

In quanto giocatori di poker, dovreste sempre cercare di prendere delle decisioni +EV proficue. Capire e applicare i principi delle pot odds (e dell’equity) può certamente dare una mano in tal senso.

Esempi di GTO: pot odds post-flop

Ammettiamo che abbiate una mano JhTh su un board di 9h8h2s4c (progetto di scala colore bilaterale). Ci sono 50$ nel piatto e vi ritrovate con 40$ residui nello stack. Un altro giocatore ha più fiches di voi e va all-in. Seguire la GTO in questo caso implicherebbe semplicemente dei calcoli per determinare se un call debba essere +EV o -EV, dal momento che il call e il fold sono le uniche opzioni a disposizione (non ci sarebbe ulteriore azione nella mano).

Ipotizziamo che qualsiasi cuore, donna o 7 rimanente vi conferiscano la vittoria in una mano. Ciò significa che, tra le 46 carte rimaste in gioco, ce ne sono 15 (out) che fanno al caso vostro: avrete perciò il 32,6% delle possibilità.

Ma come si mettono le cose se un vostro avversario ha già un set in mano? In tal caso, se uscisse un 4h o 2h, potreste formare un colore, ma allo stesso tempo l’avversario potrebbe ottenere un full. Riducendo il numero di out da 15 a 14,5 per tenere conto di tutto questo, si arriva a un’equity del 31,5%.

Bisogna ora calcolare le pot odds che si ottengono:

(quantità scommessa / (la vostra puntata + pot)) = pot odds

= $50 / ($40 + $90)             

= $40 / $130

=  30,7%

Questo significa che bisogna avere un’equity superiore al 30,7% per fare un call proficuo. Dal momento che avete un’equity del 31,5% (anche considerando la possibilità che l’avversario abbia un set), si evince che si tratta di un call redditizio. È vero, la maggior parte delle volte perderete, ma nel lungo periodo otterrete un piccolo guadagno da questo genere di situazione, legittimando la scelta di vedere.

N.B.: È inoltre necessario notare che l’idea delle pot odds non è applicabile solo ai progetti. Se un avversario punta il 50% del piatto, sul call avrete delle odds pari a 3 a 1, il che implica che dovreste vincere il 25% delle volte per rendere il call proficuo. Se perciò prendete la vostra mano attuale (e usate un calcolatore di equity come Equilab su PC o PokerCruncher su Mac) e questa risulta avere un’equity superiore al 25% contro il range percepito del vostro avversario, allora è opportuno fare call.

Esempi di GTO: pot odds pre-flop

Ammettiamo che rilanciate fino a 3bb nel pre-flop e otteniate una 3-bet dal button a 9bb. Arriva quindi il vostro turno e dovete decidere come agire. In situazioni come queste, è possibile in realtà sfruttare le pot odds per prendere più facilmente una decisione.

In questo caso le dimensioni del pot sono:

= (la vostra apertura + dimensioni della 3-bet + piccolo buio + grande buio)

= (3bb + 9bb + 0,5bb + 1bb)

= 13,5

Questo significa che occorre vedere con 6bb per provare a vincere un pot di 13,5bb, il che implica la necessità di avere un’equity di circa (6bb / (6bb + 13,5bb)) = 30,7% contro il range di chi effettua la 3-bet per poter andare avanti.

Tuttavia, ci sono almeno tre fattori extra che bisogna considerare:

  • Svantaggio posizionale: se siete fuori posizione rispetto all’avversario, sarà molto più difficile capire la vostra equity, poiché l’avversario sarà effettivamente in grado di sfruttare meglio la propria posizione per mettervi alle strette. Di conseguenza, dovreste solitamente aggiungere circa 7 punti percentuali all’equity che vi serve per continuare a giocare proficuamente contro il range di mani dell’avversario.
  • Implied Odds / Reverse Implied Odds: Si tratta della capacità di vincere o perdere un’importante quantità di denaro extra nel post-flop (rispetto a quanto investito prima del flop) come conseguenza dei soldi rimasti nel vostro stack.
  • Range di mani dell’avversario: mentre le statistiche sulle 3-bet possono essere raccolte con un campione sufficientemente ampio (ad esempio l’8% di 3-bet dal button), i numeri non specificano con quali mani, racchiuse in quest’8%, il vostro avversario potrebbe decidere di fare 3-bet. Entrambe le tabelle qui sotto rappresentano l’8% delle possibili mani, sia tramite un approccio polarizzato che depolarizzato.

Range di mani depolarizzato (7,4% delle mani):

depolarised hand range

 

Range di mani polarizzato (7,54% delle mani):

 

polarised hand range

 

Com’è possibile notare, i contenuti che compongono ogni range di mani differiscono nettamente fra di loro. Inoltre, potreste non sapere se l’avversario fa 3-bet con determinate mani in certe occasioni, mentre magari fa call o fold con quelle stesse mani in altre situazioni.

Tuttavia, il fatto di sapere come procedere correttamente contro uno specifico range di mani è talvolta legato all’utilizzo di una strategia exploitativa. Se rimanete fedeli alla GTO, il prossimo punto vi aiuterà ad andare avanti con maggior facilità.

3. Minimum Defence Frequency (MDF):

Questo concetto fa riferimento alla percentuale di mani nel vostro range con cui è opportuno continuare (con un call o un raise) al fine di non essere exploitati dai vostri avversari. Occorre sottolineare che tale nozione trova normalmente spazio negli studi teorici, ma può essere difficile da mettere in pratica.

Ciononostante, il fatto di studiare tali concetti teorici sulla GTO vi sarà utile al momento di prendere una decisione durante una mano, in particolare contro i giocatori che mostrano una particolare aggressività.

La formula per determinare l’MDF è:

DIMENSIONE DEL PIATTO / (DIMENSIONE DEL PIATTO + DIMENSIONE DELLA PUNTATA) = MDF

Per rendere le cose più semplici, ecco qui una tabella GTO sull’entità delle puntate che in genere potreste affrontare durante una mano di poker; trovate inoltre la minimum defence frequency che bisogna applicare.

 

Dimensione della puntata relativa alla dimensione del piatto (%)

Minimum Defence Frequency (%)

100%

50%

75%

57%

66%

60%

50%

67%

33%

75%

 

Per determinare le mani con cui continuare, prendete il numero di combo nel vostro range di mani iniziali e usate poi l’MDF per calcolare con quante combo è opportuno andare avanti. In genere dovreste scegliere le mani con la miglior giocabilità ed equity al cospetto del range di scommesse del vostro avversario.

Ammettiamo ad esempio che facciate open-raise con i call HJ e BB. Sul flop esce Qh9h6c. Il vostro avversario prende l’insolita decisione di inaugurare il round con una scommessa pari a metà del piatto. In base all’MDF, a questo punto dovreste continuare col 67% del vostro range.

Facendo riferimento alla tabella sulle mani iniziali di cui sopra, risulta che aprirete un totale di 254 combo dall’HJ. Uscirà quindi un grafico come questo:

starting hand chart

 

In base all’MDF dovrete difendere il 67% di tali mani, ovvero 170 combo, per impedire agli altri di exploitarvi. Le mani con cui dovreste andare avanti sono quelle caratterizzate dalla miglior giocabilità ed equity, tra cui:

  • Progetti di colore
  • Progetti di scala bilaterale
  • Progetti di scala a incastro
  • Overcard
  • Qualsiasi coppia o una mano più alta

Ciò significa che il range per continuare sul flop potrebbe assumere queste caratteristiche:

flop continuing range

 

Vale la pena di notare quanto segue:

  • Avete eliminato i pocket pair di 4 e 5, dal momento che essi difficilmente possono migliorare sul turn o sul river.
  • Continuerete inoltre con le combo di cuori AX (con un progetto di colore) che non presentano una coppia o una mano migliore con cui andare avanti.
  • Infine, includerete quattro combo di AJo, tutte e tre quelle con un asso di cuori, nonché AcJh, che può bloccare una combo di backdoor nut flush.

Per semplicità, ammettiamo che vediate con queste mani e che sul turn esca un blank (come un 2 di spade). Il vostro avversario effettua una puntata pari al pot. Per non esporci all’exploit altrui, secondo l’MDF, bisogna difendere il 50% del proprio range per continuare sul flop, il che significa che dovete lasciarvi 85 combo su 170. Tale strategia dovrebbe essere costituita dai vostri migliori progetti di colore, di scala e dalle vostre mani migliori, che danno vita a un grafico come questo:

best hands chart

 

Si noti che in questo caso dovrete continuare con tutte le vostre combo di:

  • Progetti di colore nut
  • Coppia + progetti di colore
  • Scala ad incastro + progetti di colore
  • Second pair, Top kicker+
  • Una combo di JJ che non blocca il progetto di colore o di backdoor flush.

È possibile ripetere lo stesso esercizio sul river, ma questa volta sareste in grado di foldare tutti i progetti mancati dinanzi a una puntata e di tenere tutte le vostre mani più forti. Ricordatevi di considerare gli effetti dei blocker e i card removal nei casi in cui fate call con alcune mani più deboli (per evitare gli overcall e per decidere con quali specifiche combo è opportuno proseguire in base all’MDF).

4. Come trovare un equilibrio: le dimensioni della puntata con la GTO

Per non farvi exploitare dagli avversari (e per mantenere un certo equilibrio e risultare imprevedibili), bisogna bilanciare il numero di bluff sulle vostre value bet quando puntate. Il numero di bluff che includete nel vostro range di scommesse dipende dalle dimensioni della vostra puntata (in rapporto al piatto). Questo concetto è applicabile soltanto alle situazioni di river, poiché i progetti (“bluff”) sul flop e sul turn hanno ancora una certa equity, mentre in occasione del river, i progetti mancati non hanno alcuna equity (nel qual caso si tratta di bluff totali).

N.B.: Per quanto riguarda il flop, in genere, vi conviene bluffare su un tasso di value bet pari a circa 2:1, poiché sul flop non ci saranno tante made hands come sul river e anche perché i vostri bluff solitamente avranno comunque una certa equity. Nel caso del turn è consigliabile un tasso di bluff di circa 1:1. Sul river potete usare la seguente tabella per determinare la frequenza di bluff relativa alla GTO (a seconda delle dimensioni della vostra puntata):

Dimensioni della scommessa

Value Bet %

Bluff %

25%     (1/4-pot)

83%

17%

33%     (1/3-pot)

80%

20%

50%     (1/2-pot)

75%

25%

66%     (2/3-pot)

72%

28%

75%     (3/4-pot)

70%

30%

100%   (Pot)

67%

33%

150%   (1,5x-pot)

62%

38%

200%   (2x-pot)

60%

40%

Questo grafico funziona in rapporto alle pot odds che conferite al vostro avversario. Se scommettete un importo pari al 50% del piatto, l’avversario avrà delle pot odds di 3:1 e vincerà quindi il 25% delle volte, nel caso in cui voglia fare call. Di conseguenza, la teoria della GTO afferma che voi dovreste avere il 25% di combinazioni di bluff comprese in tale range di scommesse, per cui vi sarà indifferente se il vostro avversario vede o folda.

I migliori bluff da includere in un range di scommesse sul river sono quelli che non bloccano le mani che il vostro avversario idealmente dovrebbe avere (o meno). Ad esempio, nel caso di progetti di colore sfumati, puntare con dei progetti mancati di colore ace-high rappresenterebbe un errore nella maggior parte dei casi perché blocchereste un progetto di colore sfumato che il vostro avversario dovrebbe auspicabilmente avere quando bluffate sul river (il che implica una minor probabilità che egli ne sia in possesso, qualora voi abbiate due delle carte necessarie per il progetto di colore). Anche sul river, inoltre, l’ace-high ha in genere un certo showdown value.

Se sul river escono tre carte dello stesso seme e desiderate rilanciare, potrebbe essere una buona idea quella di fare bluff raise con delle combo AX mentre si ha in mano l’asso col seme relativo al bluff sul board. Se bloccate il nut flush, significa che il vostro avversario non potrà avere una combo per il nut nel suo range.

5. Frequenze delle c-bet e dimensioni delle puntate

Le nozioni e le strategie per i principianti della GTO non consistono solo in bluff e value bet. È infatti possibile trarne spunto per capire la frequenza con cui dovreste fare c-bet in certe situazioni e anche per determinare le dimensioni delle puntate da effettuare! Da questo punto di vista, i poker solver sono sempre stati molto utili per i top player: nel prossimo paragrafo andremo ad affrontare proprio quest’aspetto.

Software per la GTO

Negli ultimi anni sono stati rilasciati vari poker solver relativi alla GTO per aiutare giocatori di tutti i livelli a giocare correttamente a poker da un punto di vista più equilibrato/incentrato sulla GTO in diverse situazioni.

PokerSnowie e PioSolver sono i programmi più comuni sul mercato dei software preposti all’apprendimento della GTO e allo studio del poker dietro le quinte.

Se da una parte non potrete contare i range di mani dei vari giocatori e determinare le mani con cui scommettere o fare check in tempo reale, dall’altra porterà i suoi frutti dedicare del tempo a questi programmi per studiare nel dettaglio le strategie di gioco della GTO. Tutto questo vi aiuterà inoltre ad affinare la vostra capacità analitica in ottica GTO.

L’utilizzo dei solver vi porterà al miglioramento di diverse strategie tra cui i range di equilibrio, la scelta delle giuste dimensioni di una puntata, la padronanza della frequenza delle c-bet e altro ancora.

Tornei di poker con la GTO

In genere i tornei, almeno nelle fasi più avanzate, hanno stack più ridotti rispetto a quanto avviene nei cash game. Di conseguenza, allo scopo di seguire le linee guida relative alla GTO, sono state ideate le tabelle di Nash, che hanno trovato largo impiego nel corso degli anni per determinare le mani con cui shovare (e anche con cui fare call, a seconda del numero di big blind che avete quando vi ritrovate a corto di stack).

Si noti che le tabelle riportate qui sotto sono push/fold e riguardano i testa a testa. Se quindi siete a un tavolo con più giocatori, il grafico “push” può essere utilizzato solo se giocate come small blind; di conseguenza, la tabella per fare call trova applicazione solo se siete in posizione di grande buio e al contempo ci sia qualcuno che vada all-in dal piccolo buio (con un range molto più ampio rispetto a un giocatore che faccia open shove in un’altra posizione).

Per quanto riguarda la tabella “push”, se dividete tutti i numeri per due, potete scoprire con quali mani è opportuno fare all-in dal button. Allo stesso modo, dividendo per quattro tutti i numeri originari del grafico, troverete un solido range per andare all-in dalla posizione CO. Occorre tuttavia notare che sarà impossibile calcolare con precisione alcuni numeri relativi al CO o ad altre posizioni più a destra dei blind, dal momento che il numero più alto fornito dal grafico è “20+” big blind, che a sua volta è presente per un range piuttosto ampio di mani nella tabella “push”.

Idealmente è possibile applicare entrambi i grafici GTO per gli incontri testa a testa, ma a volte l’utilizzo di strategie exploitative per gli heads-up con stack corti potrebbe portare a un maggior numero di decisioni +EV contro certi avversari. Limitandovi a seguire i grafici di cui sotto, tuttavia, arriverete ad avere un gioco immune agli exploit e più orientato verso la GTO.

All’interno dello spettro dei possibili grafici push/fold, il poker pro Max Silver ha creato un software di grande utilità in ottica GTO, dal nome SnapShove.

Tramite la versione completa, i giocatori possono avere accesso a esempi di GTO inerenti ai range per shovare in vari tipi di situazioni (è possibile personalizzare completamente il numero di bb a disposizione, la posizione in cui vi trovate, le dimensioni dell’ante in relazione al big blind (ove possibile) e molto altro ancora).

Per concludere

Vista la continua evoluzione del mondo del poker, i giocatori puntano sempre a sviluppare le proprie abilità per migliorare e acquisire un vantaggio sugli avversari. Spesso l’utilizzo di una strategia exploitativa garantisce maggiori margini di profitto rispetto a un approccio esclusivamente basato sulla GTO; ciononostante, la conoscenza e la comprensione dei concetti base e più avanzati della GTO possono certamente darvi un vantaggio per una serie di importanti motivi:

  • Crea una solida base per il vostro stile di gioco.
  • Vi facilita il compito di capire come derogare dalla vostra strategia (exploitativa) nei confronti di certi avversari quando avete una base consolidata.
  • Vi permette di evitare le guerre psicologiche con i vostri avversari, dal momento che vi ritroverete a prendere decisioni solide basate su una strategia GTO affidabile e non exploitabile.
  • Non è necessario fare congetture sullo stile di gioco dei vostri avversari.
  • Non siete tenuti a orientare le vostre scelte in base ai risultati.

Questo articolo rappresenta solo la punta dell’iceberg per quanto riguarda i concetti e la teoria della GTO. Continuate a studiare le strategie indicate e considerate seriamente la possibilità di investire nei software di cui sopra: questi infatti vi possono aiutare a fare grandi progressi nel vostro gioco.

October 17, 2021

Di Matthew Cluff

Matthew Cluff
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Matthew Cluff è un giocatore di poker specializzato nelle partite 6-Max No Limit Hold’em. Inoltre si occupa regolarmente di contenuti di poker online per vari siti.

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Il Five Card (5 Card) Draw, come suggerisce il nome, è una variante di draw poker. In altre parole, i giocatori ricevono delle carte con la possibilità di scartarne alcune, le quali a loro volta vengono sostituite da altre carte del mazzo.

In genere esse vengono pescate prima di ogni giro di scommesse (con l’eccezione del primo), ma nel 5 Card Draw è previsto un solo turno di pescaggio.

In questa guida passeremo in rassegna il nome e il valore delle mani, oltre alla strategia di base relativi al 5 Card Draw.

Cominciamo!

Indice

Le basi del 5 Card Draw: il valore delle mani

Il 5 Card Draw adotta il classico sistema di classificazione delle mani impiegato in altre specialità come il Texas Hold’em.

Ecco un breve riepilogo:

NOME DELLA MANO

DEFINIZIONE / ESEMPIO

Scala reale massima

A-K-Q-J-T (tutti dello stesso seme)

Scala reale media

8-7-6-5-4 (tutti dello stesso seme)

Poker

A-4-4-4-4

Full

A-A-A-J-J (un tris e una coppia di valori diversi)

Colore

A-J-8-4-2 (tutti dello stesso seme)

Scala

8-7-6-5-4 (di semi diversi)

Tris (Set/Trips)

A-K-5-5-5

Doppia coppia

A-A-J-J-2

Coppia

A-A-7-4-2

Carta alta

A-Q-9-6-3 (carte non consecutive, unpaired, di semi diversi)


Qui trovate un’ampia spiegazione su come giocare questo tipo di mani.

Esistono due modi di aggiudicarsi il piatto.

  1. Formando la mano migliore e arrivando allo showdown.
  2. Quando tutti i nostri avversari foldano in seguito alla nostra scommessa.

Le basi del 5 Card Draw: come formare le varie mani

Il poker tradizionale è la specialità più facile per quanto riguarda la formazione delle mani.

I giocatori in ogni momento si ritrovano esattamente con cinque carte in mano. Non bisogna preoccuparsi di combinare le proprie carte personali con quelle comunitarie come accade ad esempio nell’Omaha e nell’Hold’em.

La propria mano sarà sempre composta esattamente dalle cinque carte che si hanno davanti agli occhi.

Regole del Five Card Draw

Bui

Prima che vengano distribuite le carte, occorre piazzare i bui. Il piccolo e il grande buio vengono piazzati rispettivamente dal primo e dal secondo giocatore a sinistra del button. Da questo punto di vista il poker tradizionale è identico all’Hold’em e all’Omaha.

Pre-draw

Con le varianti di draw poker non si usano termini come “pre-flop” e “flop”: quest’ultima parola, infatti, implica che ci siano delle community card, che in realtà non sono presenti nelle specialità di draw poker.

In questa variante tradizionale ci sono solo due giri di scommesse, che possono essere distinti con i termini “pre-draw” e “post-draw”.

Ogni giocatore riceve cinque carte coperte. Il round di puntate pre-draw viene inaugurato dal giocatore a sinistra del big blind e procede in senso orario.

Il draw (o pescaggio)

Una volta concluse le scommesse pre-draw, i giocatori possono decidere quali e quante carte scartare (anche tutte e cinque, volendo).

Se un giocatore preferisce tenersi le carte in mano, può avvalersi della possibilità di fare “stand pat”, ovvero di non pescare niente.

A partire dal piccolo buio e proseguendo in senso orario, i giocatori devono annunciare quante carte intendono scartare, per poi pescarne un numero uguale dal mazzo. Nel (raro) caso in cui si esaurisca il mazzo, è possibile rimischiare e riutilizzare le carte scartate.

Post-draw

A questo punto c’è un giro di scommesse finali basato sulla forza della mano di ogni giocatore e sulle carte appena pescate.

Stavolta l’azione comincia dal piccolo buio (o da chiunque sia rimasto in gioco a sinistra del button). Per cui, anche se è inappropriato usare le parole “pre-flop” e “post-flop”, la sequenza delle scommesse prima e dopo il draw è identica rispettivamente a quella prima e dopo il flop nel Texas Hold’em.

Showdown

Al termine delle scommesse post-draw, i giocatori raggiungono lo showdown. Proprio così: ci sono solo due giri di puntate nel Five Card Draw. I giocatori svelano quindi la forza della propria mano: la migliore si aggiudica il piatto.

Possibili giocate

In questa specialità è possibile effettuare lo stesso tipo di giocate previste nella maggior parte delle varianti di poker.

Ecco un breve riepilogo:

GIOCATA

UTILIZZO

Check

L’azione prosegue alla propria sinistra senza che si effettui una scommessa. Opzione possibile solo in assenza di puntate nel round in corso.

Puntata

Si effettua la prima scommessa nel round in corso. Gli avversari devono replicare con una puntata almeno di pari valore o foldare. 

Fold

È già stata effettuata una scommessa nel round in corso e decidiamo di non rispondere. Foldare significa arrendersi e rinunciare alla possibilità di vincere il piatto.

Call

È già stata effettuata una scommessa nel round in corso. Fare “call” significa eguagliare esattamente tale puntata e rimanere nella mano.

Raise

È già stata effettuata una scommessa nel round in corso e decidiamo di alzare la puntata. La scommessa originaria (e quella di ogni altro giocatore rimasto attivo) deve almeno eguagliare il rilancio o si deve foldare.

Re-raise

Un avversario ha già rilanciato e noi decidiamo di rilanciare ulteriormente. Ogni raise successivo al primo prende il nome di “re-raise”.

 
 

Il bluff sullo stand pat

In genere, quando un avversario opta per lo stand pat, si può dedurre che abbia una mano forte: altrimenti perché non dovrebbe pescare qualche carta?

Bisogna tuttavia procedere con cautela, dal momento che dietro questa mossa potrebbe celarsi un bluff. Immaginate di ricevere una pessima mano al punto da considerare l’ipotesi di scartare quattro o addirittura tutte e cinque le carte.

Invece di pescare con disperazione, avete l’opzione dello stand pat, simulando di aver ricevuto una mano forte al primo colpo.

Considerazioni aggiuntive

Il pescaggio è una parte integrante del Five Card Draw. Bisognerebbe concentrarsi non solo sulle carte da scartare, ma anche osservare i propri avversari e vedere quante carte pescano dal mazzo.

Questo aspetto indica la forza potenziale della loro mano. Per esempio, chi pesca una carta solitamente ha un progetto di scala, di colore oppure una doppia coppia.

Il Five Card Draw non è sempre presente nelle sale da gioco online, per cui ci possono essere delle variazioni nella struttura delle scommesse.

No limit – I giocatori possono scommettere qualsiasi somma in qualsiasi momento. Questa struttura è divenuta più popolare negli ultimi tempi.

Pot limit – Le puntate o i rilanci non possono superare le dimensioni del piatto.

Limite fisso – Le scommesse seguono degli incrementi fissi. Questo è il classico format per quanto riguarda le scommesse nel Five Card Draw.

È anche possibile trasformare il 5 Card Draw in un 5 Card Triple Draw aggiungendo due giri di scommesse con relativi pescaggi.

October 14, 2021

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Non esiste solo il Texas Hold’em: al giorno d’oggi esistono molte altre varianti di poker tra cui poter scegliere.

In questo articolo offriremo delle informazioni sulle regole e sulle strategie di base di tali specialità, nonché sul loro attuale livello di popolarità.

Accompagnateci in questo viaggio nel vasto mondo del poker!

Varianti nel poker:

Texas Hold’em

Tra le tipologie di poker, il Texas Hold’em, al giorno d’oggi, è la variante pokeristica più popolare. Se entrate in una sala da gioco o in un casinò virtuale che offre incontri di poker, quasi sicuramente ci sarà la possibilità di cimentarsi nel Texas Hold’em con un’ampia selezione di tavoli e stakes tra cui scegliere.

Il Texas Hold'em

Molti dei giocatori (dilettanti o professionisti) che hanno avuto i primi contatti col poker all’inizio degli anni 2000 avranno probabilmente grande confidenza col No Limit Texas Hold’em, che è stata la variante più diffusa e pubblicizzata dall’inizio del nuovo millennio, oltre ad avere delle regole piuttosto facili da imparare.

fire icon Popolarità: 10/10 – Nel 2003 Chris Moneymaker partì da un evento satellite da 86$ fino a qualificarsi e vincere il $10.000 Main Event delle WSOP, aggiudicandosi una vincita da 2,5 milioni di dollari. Tale clamoroso risultato accese in tutti gli appassionati il desiderio di ottenere la stessa fama, il denaro e la gloria di un campione fino a poco prima sconosciuto.

A tutto questo si aggiunse la nascita quasi simultanea del gioco online, che contribuì al più grande boom del poker contemporaneo. Molti nuovi fan furono in grado non solo di impararne facilmente le regole, ma anche di cimentarcisi comodamente tra le mura domestiche grazie a internet. Nel giro di qualche anno questo boom ha portato a un consolidamento del NLHE come la Cadillac del poker, cioè come la variante più diffusa e popolare in assoluto.

book icon Facilità di apprendimento: 8/10 - L’Hold’em è un gioco facile da imparare e in cui si migliora velocemente. La sua grande popolarità ha portato alla nascita di tante fonti informative (video, libri e articoli) con approfondimenti strategici da studiare dopo che si sono imparate le basi (che già di per sé sono piuttosto semplici).

Gameplay icon  Svolgimento: Tanto per cominciare, i due giocatori alla sinistra del button effettuano delle scommesse obbligatorie, dette “blind”. Dopo che tutti hanno ricevuto due carte personali, apre le danze il giocatore alla sinistra del grande buio; a questo punto il giro prosegue in senso orario (i giocatori possono fare call, raise o fold). Successivamente a questo primo giro di puntate, vengono distribuite altre tre carte sul tavolo (il cosiddetto “flop”).

Queste “carte comunitarie” sono contemporaneamente a disposizione di tutti i giocatori, i quali possono sfruttarle per ottenere la miglior mano possibile. Dopo un altro giro di scommesse viene distribuita un’ulteriore community card (il “turn”), a cui fa seguito un altro round di puntate e l’ultima carta comunitaria, il “river”.

Segue un ultimo giro di scommesse, dopodiché tutti quelli rimasti in gioco devono mostrare le proprie carte. Vince il giocatore con le migliori cinque carte (risultanti da qualsiasi possibile combinazione delle due carte personali e delle cinque comunitarie).

Pros icon  Pro: A causa della sua popolarità, questa variante è normalmente reperibile in qualsiasi sala da gioco che offra incontri di poker.

Cons icon  Contro: La popolarità dell’Hold’em è un’arma a doppio taglio. Dal momento che sono passati oltre 15 anni dal boom del poker, in questo lasso di tempo sono stati diffusi molti prodotti e articoli informativi, che hanno favorito notevolmente l’apprendimento del gioco. Tutto questo ha portato a un appianamento del livello di abilità tra giocatori professionisti e dilettanti.

Cliccate qui se volete scoprire di più sul Texas Hold’em.

Omaha Hi

Al secondo posto dei giochi di poker più popolari al mondo troviamo l’Omaha Hi. La parola “hi” fa riferimento alla mano più alta che viene premiata con l’intero pot al momento dello showdown. Di solito gli incontri di Omaha Hi sono pot-limit: in questo caso si parla comunemente di Pot-Limit Omaha (o PLO).

Per farla breve, questa variante è pressoché identica al Texas Hold’em, ma con una piccola differenza: a ogni giocatore vengono distribuite quattro carte personali anziché due. Ognuno di loro deve comunque formare la miglior mano con cinque carte, potendo usare tuttavia solo due delle quattro carte personali e tre delle cinque comunitarie al momento dello showdown.

Considerato che i giocatori ricevono un maggior numero di carte, diventa molto più facile formare una buona mano nell’Omaha Hi, dal momento che la quantità di possibili combinazioni con le hole cards risulta ben sei volte più grande!

fire icon Popolarità: 8/10 – Non tutti i casinò e le sale da gioco offrono tavoli e partite di PLO, come invece accade col Texas Hold’em; tuttavia sono sempre di più le strutture che lo includono come seconda variante di poker, sebbene con molti meno tavoli rispetto a quelli adibiti per l’Hold’em.

book icon Facilità di apprendimento: 8/10 – Se conoscete il Texas Hold’em, sarà semplicissimo imparare l’Omaha Hi, viste le numerose analogie tra i due. Da un punto di vista strategico, considerando che è molto più facile ottenere delle buone carte nel PLO, le mani finali risulteranno in genere molto più alte di quelle del Texas Hold’em.

Inoltre, i blocker (le carte che avete in mano voi e che di conseguenza non possono essere a disposizione degli avversari) assumeranno una rilevanza nettamente maggiore nel PLO, dal momento che si ricevono più carte personali.

Gameplay icon Svolgimento: La dinamica del gioco segue la falsariga del Texas Hold’em, con due chiare differenze: (1) ai giocatori vengono consegnate quattro carte personali anziché due; (2) il limite massimo delle puntate e dei rilanci corrisponde solitamente alle dimensioni del pot (se si gioca a Pot-Limit Omaha).

Pros icon  Pro: Sarà più facile ottenere una mano forte visto il maggior numero di carte personali che si ricevono.

Cons icon Contro: C’è una varianza piuttosto alta nell’Omaha Hi, dato che la differenza di equity tra le varie mani sarà molto meno marcata rispetto al Texas Hold’em. I giocatori possono combinare le proprie hole cards in diversi modi per provare ad ottenere la miglior mano possibile.

Ecco qui una guida approfondita per saperne di più sugli incontri di Omaha-Hi.

Omaha Hi-Lo

L’Omaha Hi-Lo (noto anche come Omaha 8-or-Better) è una variante simile all’Omaha Hi, sennonché il pot allo showdown viene diviso in due parti uguali per premiare la mano più alta e quella più bassa (costituite da cinque carte).

È quindi possibile sfruttare le varie combinazioni di hole cards per ottenere la mano più forte o quella più debole. Bisogna tuttavia notare che è necessario soddisfare alcune condizioni per avere diritto al premio per la mano più bassa.

E qui entra in gioco la questione dell’”8 or better”, visto che ciascuna delle cinque carte che compongono la mano bassa deve avere un valore massimo di 8. Va inoltre puntualizzato che la scala e il colore non invalidano una mano bassa. La mano più bassa possibile è rappresentata da qualsiasi combinazione di A-2-3-4-5, mentre la mano “debole” più alta possibile è 8-7-6-5-4.

Si noti che le mani basse vengono valutate in base alla loro carta più forte e procedendo a ritroso (in altre parole, la mano 6-5-4-3-2 viene classificata come più bassa rispetto a 8-4-3-2-A, aggiudicandosi così la metà del pot).

fire icon Popolarità: 4/10 –Questa variante non è neanche lontanamente diffusa come l’Omaha Hi, ma è comunque disponibile in alcune sale da gioco online, oltre ad essere presente nei grandi tornei ed eventi.

book icon Facilità di apprendimento: 4/10 – Dal momento che in questa specialità i giocatori devono pensare sia alle combinazioni più alte che basse, le regole sono un po’ più difficili rispetto all’Omaha Hi, dove bisogna solo pensare a formare la mano più forte. A complicare ulteriormente le cose ci sono i requisiti da rispettare con le mani basse e l’ordine in cui queste vengono classificate.

Gameplay icon Svolgimento: Il gioco procede esattamente come nel Texas Hold’em e nell’Omaha Hi, con cinque carte comunitarie e diversi giri di scommesse (durante la mano in questione): prima e dopo il flop, nonché dopo il turn e il river. Allo showdown, il piatto viene diviso equamente tra la mano più alta e quella più bassa. Se non ci sono mani basse valide, quella alta si aggiudica tutto il pot.

Pros icon Pro: Dal momento che il piatto viene diviso in favore della mano più alta e più bassa, ne consegue una maggior facilità nell’aggiudicarsi una vincita (almeno parziale).

Cons icon Contro: I bluff risultano meno incisivi poiché l’obiettivo degli avversari è quello di formare la mano più alta o più bassa (o entrambe). Pertanto, rispetto ad altre varianti, i giocatori avranno una maggior propensione a rimanere in gioco fino allo showdown. La selezione delle mani (per ottenere contemporaneamente sia la più alta sia la più bassa) assume quindi un’importanza maggiore rispetto all’esecuzione di un bluff impeccabile.

Cliccate qui per scoprire di più sull’Omaha Hi-Lo.

 

7-Card Stud

Prima dell’ascesa impetuosa del Texas Hold’em sulla scena del poker mondiale, lo Stud era saldamente la variante più popolare.

È una specialità ben diversa da quelle menzionate in precedenza (in cui i giocatori hanno hole e community cards per formare la mano migliore), dato che qui ogni giocatore riceve le proprie carte individuali. Alcune di queste rimangono coperte, mentre le altre vengono mostrate ai propri avversari.

fire icon Popolarità: 4/10 – Come detto, dopo essere stato a lungo sotto i riflettori, lo Stud non è più in cima alle varianti pokeristiche. Al giorno d’oggi la sua presenza si limita quasi solo a una ristretta cerchia di tornei che offrono solo incontri di Stud oppure includono una più ampia gamma di varianti.

book icon Facilità di apprendimento: 6/10 – Dal momento che la natura del gioco è incentrata semplicemente sulla formazione della miglior mano possibile con cinque carte, si tratta senz’altro di una delle specialità più facili da imparare.

Da un punto di vista strategico, però, è difficile da padroneggiare poiché ogni giocatore ha le proprie carte individuali e sono alcune di esse sono esposte agli altri. Per avere successo in questo gioco è importante capire come leggere la forza potenziale della mano avversaria nonché riuscire a fare un confronto tra quest’ultima e la propria.

Gameplay icon Svolgimento: Tutti i giocatori all’inizio della mano devono piazzare una puntata ante. Dopodiché ognuno di loro riceve due carte coperte e un’altra a testa in su. Il giocatore con la carta scoperta più bassa sarà il primo ad agire e dovrà effettuare la scommessa “bring in”, che può essere pari alla small bet o una sua porzione. Il giro di puntate continua poi in senso orario.

Al termine del giro, ai giocatori rimasti viene consegnata un’altra carta scoperta. A questo punto è il giocatore con la carta scoperta più alta ad agire per primo: nel caso voglia puntare, dovrà effettuare una small bet.

Fanno seguito la quinta e la sesta strada (e i rispettivi giri di scommesse), ognuna delle quali prevede la distribuzione di un’ulteriore carta scoperta. Il giocatore con le carte scoperte dal valore più alto agirà per primo in entrambi i giri di scommesse: la small bet verrà qui sostituita dalla big bet.

Sulla settima strada i giocatori ricevono un’ultima carta coperta: a quel punto ognuno di essi è chiamato a formare la miglior mano possibile utilizzando cinque delle sette carte ricevute. Dopo il giro di scommesse finale si arriva allo showdown: vince il giocatore con la mano migliore.

Pros icon ProÈ divertente avere a disposizione le proprie carte individuali, ma essere comunque in grado di vedere quattro delle sette carte in mano ai propri avversari.

Cons iconContro: Lo Stud in genere prevede un limite per le scommesse: anche le vincite di conseguenza saranno limitate. Aggiudicarsi una big bet aggiuntiva diventa molto più importante che in altre varianti.

2-7 Triple Draw

Parliamo di un tipo di poker diverso. Questa emozionante specialità di poker prevede, infatti, che tutti i giocatori ricevano 5 carte personali (che non saranno in alcun modo visibili agli altri giocatori, essendo tutte coperte). Si tratta di una forma di gioco lowball, in cui i partecipanti hanno non una, ma ben tre possibilità di pescare nuove carte per provare a formare la miglior mano “bassa”.

Diversamente da altre forme di poker “low”, è importante notare che la scala e il colore incidono negativamente su una mano bassa. Da rilevare inoltre che gli assi hanno sempre un valore alto in questa variante. Ne consegue che la miglior mano possibile è rappresentata da 7-5-4-3-2. D’altra parte, una mano come A-2-3-4-5 non costituisce una scala, bensì un ace-high.

fire icon Popolarità: 4/10 –Non è raro vedere questa variante negli incontri con stakes vertiginosi, anche se la sua popolarità è calata negli ultimi anni. In genere si tratta di una variante presente nei giochi di poker misti.

book icon Facilità di apprendimento: 7/10 - Il 2-7 Triple Draw è relativamente facile da imparare e capire, con regole semplici da seguire. In sostanza è importante concentrarsi sulle scale e i colori, così da evitarli nelle proprie mani low. Tuttavia è molto facile capire come formare la mano più bassa possibile con cinque carte “unpaired”.

Gameplay icon Svolgimento: Il Triple Draw prevede un piccolo e un grande buio, ovvero delle scommesse che devono essere obbligatoriamente effettuate dai giocatori alla sinistra del dealer button prima della distribuzione delle carte.

A questo punto ogni giocatore riceve cinque carte e inizia il primo giro di scommesse: i partecipanti possono scegliere di scartare una o più carte (e di conseguenza pescarne fino a un massimo di cinque) o di tenersele tutte (nel qual caso si parla di “standing pat”). A ogni mano ci sono in totale tre possibilità di pescare nuove carte. A ogni pescaggio segue un nuovo giro di scommesse, che parte dal primo giocatore (tra quelli rimasti in gioco) seduto alla sinistra del button.

Pros icon ProSi hanno tre possibilità di pescaggio (anziché una sola) per formare la mano più bassa possibile. Inoltre è molto facile determinare la forza della propria mano, dal momento che si hanno solo cinque carte (invece di sette o più come in altre varianti).

Cons icon Contro: Non è possibile visualizzare nessuna delle carte avversarie. Pertanto non avrete alcun riferimento per provare a carpire la forza delle altre mani. Alcuni infine ritengono questa variante meno divertente di altre, visto che l’obiettivo è quello di formare la mano più bassa possibile (anziché la più alta).

Qui trovate tutte le regole inerenti al 2-7 Triple Draw.

5-Card Draw

In questa forma di draw poker, lo scopo è quello di ottenere la mano più alta con cinque carte.

Innanzitutto, ogni giocatore riceve separatamente la propria mano, che rimane nascosta agli occhi avversari. Questo fattore rende la dinamica più interessante, poiché si può provare a ottenere la mano più forte senza curarsi d’altro. Tuttavia non avrete idea di come ve la caverete al cospetto degli avversari.

fire icon Popolarità:  5/10 – Non è difficile trovare un film con qualche scena di 5-Card Draw. Gli spettatori in genere possono facilmente giudicare la forza di tutte le mani dal momento che le carte vengono inquadrate da vicino.

book icon Facilità di apprendimento: 9/10 – È una variante molto facile da imparare, essendoci un solo pescaggio e due giri di scommesse, mentre i giocatori ricevono cinque carte (e proprio con queste ultime devono provare a ottenere la miglior mano possibile). A parte il fatto di dover imparare la gerarchia delle varie mani, il 5-Card Draw è piuttosto semplice da giocare.

Gameplay icon Svolgimento: Proprio come nell’Hold’em, sono necessari un piccolo e un grande buio prima che vengano distribuite le carte. Solo a questo punto ricevono tutti cinque carte.

Le scommesse iniziano dal giocatore seduto alla sinistra del big blind. Durante questo round di scommesse pre-draw, i partecipanti possono fare fold, call o raise. I giocatori rimasti hanno poi la possibilità di pescare dalle 0 alle 5 carte. C’è poi un ulteriore giro di puntate prima che si arrivi allo showdown, che vede la vittoria del giocatore con la mano migliore.

Pros icon Pro: Essendoci un solo round di pescaggio, non solo è facile seguire e capire le regole, ma il passaggio da una mano all’altra avviene anche in modo scorrevole. Tendenzialmente in questa variante è possibile giocare molte più mani all’ora rispetto ad altre specialità. Inoltre, il fatto di avere una sola chance di migliorare la propria mano rende il tutto più interessante.

Cons icon Contro: Non è possibile sapere le carte degli avversari. Gli unici indizi sulla forza delle carte altrui saranno dati dalle dimensioni delle loro scommesse e dal numero di carte pescate.

5-Card Omaha

Per scegliere la variante giusta del poker, se vi piace la sensazione di formare facilmente delle mani forti nell’Omaha Hi, dovete assolutamente provare il brivido del 5-Card Omaha! Invece di ricevere solo quattro carte personali, i giocatori ne ottengono cinque all’inizio di ogni mano.

 

 

Essi tuttavia devono usare due delle proprie hole e tre delle community cards per provare a ottenere la miglior mano possibile. Considerando però la carta personale in più che si ha rispetto all’Omaha classico, qui ci sono addirittura più possibilità di formare una mano forte!

Questa variante di solito prevede un format pot-limit, ma talvolta è disponibile anche in versione no-limit.

fire icon Popolarità:  6/10 – Sebbene non sia popolare come il classico Omaha Hi, i maniaci del poker avranno comunque molte chance di cimentarsi in questa variante. Si tratta di un gioco disponibile perlopiù online, caratterizzato da un grande viavai di denaro in partite solitamente cash game.

book icon Facilità di apprendimento: 8/10 – Il grado di difficoltà è pari a quello dell’Omaha Hi tradizionale, dal momento che l’unica differenza è rappresentata dalla carta personale in più. Chiaramente occorre conoscere la gerarchia delle varie mani.

Tuttavia, per giocare come si deve, dovrete avere non solo grandi capacità di selezione delle mani e una solida strategia nel post-flop, ma anche una certa resilienza e forza mentale per gestire i grandi swing tipici di questa specialità.

Gameplay icon Svolgimento: È simile a quello dell’Hold’em e dell’Omaha Hi. Successivamente alle puntate small e big blind vengono distribuite cinque hole cards coperte a ogni partecipante. Dopo un iniziale giro di scommesse inaugurato dal giocatore seduto alla sinistra del grande buio, si succedono il flop, il turn e il river (il flop con tre carte, il turn e il river con una): ogni strada prevede un round di puntate a sé.

Chiunque sia rimasto in gioco dopo il giro di scommesse sul river va dritto allo showdown: a questo punto vengono scoperte tutte le carte e la miglior mano (composta precisamente da 2 hole e 3 community cards) si aggiudica il piatto.

Pros icon Pro: Se vi piacciono le grandi mani, questo è il gioco giusto per voi! La carta personale in più (rispetto all’Omaha tradizionale) renderà l’azione più dinamica!

Cons iconContro: Vista la natura più aggressiva dell’Omaha (e la maggior frequenza di mani forti), anche gli swing saranno molto più evidenti. Pertanto, non solo sarà necessario avere un bankroll più grande, ma anche una certa forza mentale per non farsi travolgere dalla varianza devastante tipica di questa specialità.

Badugi

Questa variante rientra nell’ambito dei giochi “draw” e “lowball”. Tuttavia, il Badugi si distingue da altre specialità per via del suo peculiare sistema di classificazione delle mani.

Di conseguenza non è così scontato trasferire al Badugi le conoscenze acquisite in altri giochi di poker.

fire icon Popolarità:  3/10 – Nato negli anni ’80, il Badugi rimane ancora oggi una specialità relativamente nuova, che non ha mai attecchito come altre varianti più popolari. Tuttavia è possibile giocarci in determinati home game e sale da poker online.

Per quanto riguarda i grandi tornei, invece, fa generalmente parte degli eventi “misti”, a fianco ad altre versioni di poker.

book icon Facilità di apprendimento: 3/10 – Dal momento che il sistema di classificazione delle mani è diverso da altre specialità lowball, non è immediato prendere confidenza col Badugi. Anzitutto vengono considerate solo quattro carte anziché cinque; inoltre i semi fanno la differenza (conviene avere quattro carte di quattro semi differenti, se possibile)!

Bisogna anche sottolineare che le scale non inficiano le mani basse e che gli assi valgono sempre come carte deboli! L’obiettivo è quello di formare il “Badugi” più basso possibile (che, per definizione, consiste in quattro carte “unpaired” di semi diversi).

Le mani vengono classificate a ritroso a partire dalla loro carta più alta (ad esempio 6h-5s-4c-2d batterebbe 7h-3s-2c-Ad). Se i giocatori hanno la stessa carta alta, per determinare la mano più bassa si fa riferimento alla seconda (e così via).

Qualora i partecipanti abbiano una coppia o più carte dello stesso seme, viene considerata solo una delle carte della coppia, mentre le eventuali carte dello stesso seme vengono ignorate. Questo a sua volta fa sì che una mano come A-A-A-2 venga contata come se avesse solo due carte (A-2), mentre una mano come As-2s-3s-4s si presenta come se ne avesse una sola (As).

Qualsiasi mano a tre carte perderebbe dinanzi a un Badugi, ma sarebbe comunque in grado di battere qualsiasi altra composta da una o due carte effettive (così come alcune da tre). La miglior mano possibile in questa variante è costituita da A-2-3-4 di semi differenti, mentre la mano peggiore è K-K-K-K.

Gameplay icon Svolgimento: La mano inizia quando i due giocatori alla sinistra del button effettuano lo small e il big blind. A questo punto ricevono tutti quattro carte e il giocatore alla sinistra del grande buio inaugura il primo giro di scommesse con un call, raise o fold. I giocatori rimasti procedono poi con tre successivi giri di “pescaggio”, ognuno dei quali accompagnato da un round di puntate.

Tutti hanno la possibilità di scartare dalle 0 alle 4 carte al momento del “draw”, nel tentativo di migliorare la propria mano lowball. Se dopo il giro di scommesse finali c’è ancora qualcuno in gioco, si arriva allo showdown, che vede la vittoria della mano più bassa.

Pros icon ProLo svolgimento delle mani è identico a quello del 2-7 Triple Draw (lowball): conoscendo questa variante potrete quindi acquisire subito confidenza con la dinamica del Badugi.

Cons icon Contro: Dal momento che il Badugi ha un sistema di classificazione delle mani unico nel suo genere, sicuramente serve un po’ di tempo per abituarcisi. Inoltre, trattandosi di una forma di draw poker, non è possibile acquisire informazioni sulla forza delle mani avversarie. È perciò probabile che rimaniate all’oscuro delle vostre chance di vittoria fino al momento dello showdown.

HORSE

Anziché essere una specialità a sé, l’HORSE è un acronimo che comprende cinque diverse varianti di poker: Hold’em, Omaha Hi/Lo, Razz (Stud Lo), Stud (Stud Hi) ed Eight-or-Better (Stud Hi/Lo).

L’HORSE è solitamente reperibile negli incontri live ad alti stakes, oltre che in un’elitaria serie di tornei, come le World Series of Poker (WSOP).

fire iconPopolarità:  5/10 – I mixed game come l’HORSE si tengono solitamente in contesti live ad alti stakes, con l’intento di appianare le differenze tra i giocatori: il principio è quello di non consentire agli specialisti di una singola varietà di dominare al tavolo come farebbero normalmente.

I giochi misti, come l’HORSE, sono inoltre una sorta di prova del nove per valutare le reali capacità dei giocatori fondendo in un unico gioco varie specialità pokeristiche (ognuna delle quali richiede abilità diverse).

book icon Facilità di apprendimento: 2/10 –L’HORSE riunisce in sé cinque varianti differenti (di cui tre specialità primarie, ovvero l’Hold’em, l’Omaha e lo Stud). Sarà pertanto un po’ più complicato padroneggiare tutte le varianti qui comprese (diversamente da quando avviene con le specialità singole).

Gameplay icon Svolgimento: Per ogni variante dell’HORSE vengono applicate le regole di gioco normalmente previste. Occorre però notare che ci sono dei limiti fissi, cosicché la struttura e gli stakes rimangono costanti per tutte le specialità. La successione delle varianti segue le lettere del gioco (si parte quindi con l’Hold’em, poi si passa all’Omaha, al Razz ecc.) e il cambio di specialità viene scandito dal completamento di un giro al tavolo.

Pros icon ProPrendere parte a un mixed game come l’HORSE elimina la monotonia e la routine tipica delle varianti che prevedono sempre la stessa modalità di gioco. Questa specialità offre perciò un’esperienza più piacevole, che consente di sperimentare diverse forme di poker in un’unica seduta.

Cons icon Contro: L’HORSE può creare problemi agli specialisti di un’unica variante, dal momento che il suo mix appiana le differenze tra i diversi giocatori. Inoltre, per stare a galla, è necessario imparare e sviluppare le proprie abilità nei vari giochi previsti.

Razz

Andiamo ancora più a fondo per la varietà di poker. Il Razz è una forma di Stud Poker in cui i giocatori puntano a formare la mano più bassa possibile. Il sistema di punteggio del Razz prevede che le scale e i colori non inficino una mano debole. Inoltre, in relazione alle combinazioni poker, gli assi hanno sempre un valore basso, il che implica che la miglior mano (bassa) possibile sia A-2-3-4-5.

fire icon Popolarità: 3/10 – È possibile trovare delle apposite partite di Razz, ma tale variante viene normalmente inclusa nei mixed game, come ad esempio l’HORSE.

book icon Facilità di apprendimento: 7/10 –È semplicissimo identificare la mano più bassa possibile composta da cinque delle sette carte che si hanno a disposizione (i giocatori devono solo cercare di ottenere le carte più basse unpaired). Pertanto il Razz risulta piuttosto facile da imparare.

Gameplay icon Svolgimento: Le regole del Razz sono molto simili a quelle dello Stud Poker classico: all’inizio ogni giocatore è chiamato a effettuare una puntata ante. A questo punto tutti ricevono due carte coperte e una scoperta. Diversamente dallo Stud, il giocatore con la carta scoperta più alta agisce per primo nel Razz, tramite una piccola scommessa “bring-in” o una small bet. Dopodiché il giro di puntate prosegue in senso orario.

I giocatori rimasti ricevono così un’altra carta a faccia in su: chi si ritrova con la combinazione più bassa (e dunque più forte) di carte scoperte sarà il primo ad agire, potendo effettuare un check o una small bet.

Al termine di questo giro di scommesse si susseguono la quinta e la sesta strada, ognuna delle quali prevede la distribuzione di un’ulteriore carta scoperta a testa. Il giocatore con le carte scoperte migliori/più basse sarà il primo a dover effettuare una mossa in entrambe le mani.

Inoltre, le puntate prevedono un incremento maggiore nel corso delle ultime strade. Sulla settima e ultima strada, ogni giocatore riceve un’ultima carta coperta, potendone poi selezionare cinque tra le sette a disposizione.  Dopo un ultimo giro di scommesse si arriva allo showdown, che vede la vittoria del giocatore con la mano più bassa.

Pros icon Pro: Trattandosi di un gioco con una struttura limitata, le puntate e i rilanci hanno un andamento più lineare: questo semplifica la decisione da prendere, rendendo irrilevante la dimensione delle scommesse. Inoltre, diversamente da altri giochi lowball (come nel draw), c’è il vantaggio di vedere alcune delle carte avversarie, così da poter fare un confronto tra la propria mano e quella degli altri.

Cons icon Contro: Se preferite le varianti che premiano la mano più alta possibile, allora il carattere “lowball” del Razz rappresenterà sicuramente un aspetto negativo. Inoltre in questa specialità occorre spesso arrivare alle fasi più avanzate per determinare la propria mano bassa finale (in un gioco “high hand” servono solo due carte per formare una coppia, che poi a sua volta può essere migliorata.

In una variante “lowball” si ha invece la sensazione di dover vedere almeno cinque carte basse e/o idealmente unpaired prima di sapere come procedere). Di conseguenza potreste essere tentati di arrivare un po’ troppo spesso alla settima strada, il che probabilmente si ripercuoterebbe sui vostri guadagni.

Poker cinese

Il poker cinese si differenzia molto da altre specialità, dal momento che non prevede le classiche regole del gioco. Detto ciò, si tratta comunque di una variante adatta ai principianti: l’unico vero prerequisito è quello di avere una buona conoscenza della gerarchia di base delle mani di poker.

fire iconPopolarità: 3/10 – Quella cinese non è certo la specialità più popolare del poker, ma è comunque reperibile in certe occasioni. Il suo picco di notorietà si è probabilmente registrato a metà degli anni ’90, con la presenza di eventi WSOP nel 1995 e 1996. Tuttavia, non ci sono più stati tornei del genere da quel momento in poi.

book icon Facilità di apprendimento: 4/10 –Il poker cinese è un gioco piuttosto facile da imparare, anche se può diventare più complicato al momento di capire i diversi sistemi di punteggio e di decidere se e quali “royalties” (punti bonus) usare.

Fondamentalmente, come menzionato in precedenza, il più grande prerequisito è quello di comprendere il sistema gerarchico delle mani normalmente adottato nel poker. A parte ciò, più sarete esposti al sistema di punteggio, più bravi diventerete a contare i punti.

Gameplay icon Svolgimento: Il poker cinese prevede in genere un totale di quattro partecipanti, ma è possibile anche giocarci in due o in tre. Ognuno di essi riceve 13 carte, che andranno divise in tre mani diverse: (1) la miglior mano a cinque carte; (2) una di forza media a cinque carte; (3) la mano più debole composta da tre carte. I giocatori infine mostrano in ordine la loro mano alta, media e debole.

Il giocatore che vince una “mano” (con il punto più alto per ogni categoria) conquista un’”unità” di scommessa da ogni avversario sconfitto (pertanto il format non prevede che il vincitore si aggiudichi tutto, come nella maggior parte delle varianti, bensì la possibilità di vincere una somma ridotta per ogni mano.

Anche senza incassare tutto, potrete ad esempio vincere una “mano” su tre!). Oltre al classico punteggio di base, in genere ci sono bonus aggiuntivi nel caso in cui si vincano almeno due mani su tre! È importante notare che se tutte le vostre mani sono costituite da scale o colori, vi aggiudicherete direttamente tutta la posta in palio! Sarà tuttavia necessario dichiararlo agli altri giocatori prima di procedere con lo showdown.

Pros icon ProPoiché questo format aumenta le possibilità che escano delle mani altrimenti improbabili, la fortuna svolge un ruolo di primo piano nei risultati a breve termine. Si tratta di un aspetto positivo per i principianti, che hanno così buone chance di vincere.

Cons icon Contro: Anche se si diventa bravi nel gioco, può essere difficile avere o sviluppare un certo vantaggio sui propri avversari nel lungo periodo, vista l’importanza della fortuna in questa variante.

Short Deck

Come tipo di poker, lo Short Deck è una variante estremamente divertente dell’Hold’em, divenuta negli ultimi anni una presenza costante nei cash game e nei tornei ad alti stakes. La gerarchia delle mani è leggermente diversa da quella tradizionale (qui il colore batte il full) per un motivo molto chiaro: dal mazzo vengono rimosse tutte le carte dal 2 al 5! Di conseguenza rimangono solo 36 carte da gioco (da qui il nome di questa specialità).

Essendoci meno carte a disposizione, i giocatori hanno maggiori chance di ottenere qualche made hand, ma occorre tenere a mente che lo stesso discorso vale per gli avversari! Il numero di carte ridotto implica una maggior varianza e una più grande probabilità di ottenere delle mani più forti.

fire iconPopolarità: 7/10 – Grazie alla presenza nelle importanti poker series e alla copertura mediatica di cui hanno goduto gli incontri ad alti stakes organizzati in Cina negli ultimi anni, lo Short Deck si è diffuso notevolmente! Se da una parte non si tratta ancora di una variante disponibile in molte sale da gioco, dall’altra rappresenta indubbiamente una specialità accattivante di poker.

book icon Facilità di apprendimento: 6/10 – Lo Short Deck è relativamente facile da imparare, soprattutto se avete già un po’ d’esperienza con l’Hold’em (occorre però tenere a mente la differente gerarchia delle mani!). Per quanto riguarda l’apprendimento della strategia, trattandosi di una variante relativamente nuova nel mondo del poker, non si trovano molte informazioni scritte al riguardo.

Questo rende un po’ più difficile imparare a giocarci in modo proficuo. Detto questo, se vi prendete del tempo per sviluppare una vostra strategia vincente a man mano che questa specialità si continua a diffondere, potreste diventare una sorta di pionieri e avere la possibilità di ottenere grandi guadagni.

Gameplay icon Svolgimento: Diversamente dal classico Hold’em, lo Short Deck è in genere un gioco con ante. All’inizio tutti i giocatori piazzano per l’appunto una scommessa ante, che contribuirà a formare il piatto principale. Il giocatore sul button effettua un’ulteriore puntata ante, che verrà utilizzata per il primo round di scommesse pre-flop.

Si comincia col giocatore a sinistra del button. I vari partecipanti possono effettuare call, raise o fold contro l’ante del button. Successivamente a questo primo giro di scommesse, l’azione postflop prosegue esattamente come nell’Hold’em, con la distribuzione del flop (tre carte comunitarie), del turn e del river (ciascuno dei quali costituito da un’ulteriore community card), che prevedono un rispettivo betting round.

Tali giri di scommesse vengono inaugurati dal primo giocatore rimasto a sinistra del button. Se in seguito al betting round finale ci sono più partecipanti in gioco, si arriva allo showdown, che premia il giocatore con la mano più alta. Si noti che lo Short Deck prevede normalmente la modalità no-limit, il che significa che è possibile andare all-in qualsiasi momento.

Pros icon Pro: Questa specialità ha un andamento più elettrizzante, poiché ci sono maggiori probabilità di formare una buona mano o di ricevere delle carte di tutto rispetto (in assenza di tutte le carte fra il 2 e il 5).

Un ulteriore vantaggio è rappresentato dal fatto che i giocatori in genere potranno prendere i soldi e andarsene dopo aver superato una certa soglia minima, il che riduce l’impatto (almeno da un punto di vista nominale) della varianza in cui può incappare un giocatore.

Cons icon Contro: Se da una parte si tratta comunque di una diversa forma di Hold’em e condivide molte regole dell’NLHE tradizionale, molte delle strategie usate nello Short Deck (come le odds e gli out, il valore delle coppie ecc.) saranno differenti da quelle usate normalmente nell’NLHE.

Inoltre, le differenze di equity saranno molto meno evidenti rispetto al classico Hold’em (per via del mazzo ridotto). Questo a sua volta contribuisce a generare una varianza e degli swing più ampi per i giocatori.

Pineapple

Proprio così: la parola “pineapple” non solo significa ‘ananas’ in inglese, ma è anche il nome di una variante di poker! Sebbene non sia popolare come altre specialità più diffuse, risulta comunque facile da giocare e da imparare, soprattutto se conoscete già il classico Texas Hold’em!

Non essendo mai stato incluso in un evento WSOP, il Pineapple ha raggiunto il suo apice in occasione di qualche piccolo evento EPT.

fire iconPopolarità:  3/10 – Nonostante sia una variante quasi identica all’Hold’em, con una piccola differenza sul numero di hole cards che si ricevono all’inizio, il Pineapple non è mai divenuto popolare come altre specialità di poker. In genere è più presente sotto forma di cash game nelle partite private casalinghe che non nei casinò. 

Tuttavia risulta essere una variante più dinamica rispetto all’Hold’em tradizionale. Inoltre, le mani iniziali del Pineapple hanno un valore tendenzialmente più alto di quanto si verifica nella Cadillac del poker, vista anche la presenza di una terza carta personale nel preflop.

*Prima pubblicazione 3 ottobre 2021. 

November 23, 2023

Di Matthew Cluff

Matthew Cluff
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Matthew Cluff è un giocatore di poker specializzato nelle partite 6-Max No Limit Hold’em. Inoltre si occupa regolarmente di contenuti di poker online per vari siti.

Matthew Cluff
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Alcuni ritengono che la sua genesi vada rintracciata in un antico gioco di carte persiano dal nome esotico di as nas, che potrebbe essere stato trasmesso ai coloni francesi a New Orleans tramite dei marinai provenienti dalla Persia; secondo un’ipotesi alternativa, la sua diffusione fu favorita da militari francesi che erano stati operativi in Persia prima di trasferirsi negli Stati Uniti.

Al di là dell’eterogeneità delle teorie concernenti le origini del poker (di cui anche l’etimologia è controversa: c’è chi sostiene che la parola derivi dall’inglese to poke, che significa ‘spingere’), è pacifico che la sua versione odierna sia nata proprio negli Stati Uniti all’inizio del XIX secolo. Il paese americano era ancora uno stato giovane, avendo ottenuto l’indipendenza dalla corona britannica soltanto qualche decennio addietro: in questa fase il territorio era ancora dilaniato dalle lotte tra i coloni e la popolazione indigena, relegata via via sempre più a ovest, in uno scenario noto a molti per via della narrativa sviluppatasi attorno a questi eventi storici. Proprio nel Far West iniziò ad affacciarsi timidamente il nuovo gioco rivoluzionario, che in un primo momento attecchì tra i battelli a vapore che risalivano la corrente del Mississippi, i quali di fatto fungevano da casinò galleggianti. Tra le prime testimonianze scritte sul fenomeno incipiente troviamo quella di Joe Cowell, attore inglese emigrato oltreoceano, che riporta come il poker fosse praticato a New Orleans già nel 1829. Tuttavia pare che la prima casa da gioco fosse stata inaugurata nel 1822 da un tale John Davis: all’interno della struttura era possibile mangiare, bere e prendere parte ad alcuni giochi, tra cui per l’appunto il poker. Le regole, come si può supporre, non erano le stesse di oggi: era infatti previsto un numero massimo di quattro partecipanti e l’utilizzo di un mazzo da 20 carte (a tal proposito vale la pena ricordare come le regole dell’as nas fossero simili a quelle del five card stud).

Proprio dalla città della Louisiana il poker si espanse in maniera sempre più capillare nel resto del paese, “viaggiando” per mezzo delle carovane di pionieri o lungo i fiumi dell’Ohio a bordo dei battelli (in seguito, con lo sviluppo delle tecnologie e delle vie di comunicazione, si rivelerà importante anche la diffusione ferroviaria). È così che tra le località che accolsero l’ascesa del nuovo gioco figurarono cittadine di frontiera come Tombstone, Dodgecity, Deadwood e Virginia City: i saloon locali offrivano una possibilità quotidiana di svago tra una partita e l’altra e il poker assurse presto a un ruolo di primo piano tra i giochi d’azzardo. In questo periodo si venne anche a creare la figura del gambler, ovvero quella del giocatore professionista. Non solo: similmente a quanto si vede oggi con gli “squali” (nome preso in prestito dal regno animale per designare i giocatori dalla grande esperienza e dalle ottime qualità in grado di ripulire i meno avvezzi al poker, indicati come “pesci piccoli”), già allora nacquero i cosiddetti “sharp” (parola che tra l’altro presenta una notevole assonanza con l’anglicismo “shark”). Questo genere di giocatori, tuttavia, non era insolito superare il limite della legalità pur di raggiungere il proprio scopo: molti di loro si riunivano vicino alla costa in una zona denominata “la palude”, il cui ambiente particolarmente ostile dissuadeva perfino le forze dell’ordine dal compito di far rispettare la legge. I temerari (o incoscienti) che in barba al pericolo si recavano comunque in tali posti, compiendo magari l’impresa di uscirne più ricchi di prima, difficilmente riuscivano a tenere il malloppo al riparo dalle grinfie dei malviventi che si aggiravano intorno alle sale da gioco. Vale anche la pena di notare che sebbene New Orleans fosse la vera capitale del gioco d’azzardo americano dell’epoca, la pratica del gambling era formalmente vietata in tutto il resto della Louisiana: la città dove era nato il poker moderno beneficiò di questa situazione per un ulteriore secolo, registrando un boom economico nell’industria del gioco. Tra l’altro arrivò un momento in cui venne emanata una legge che teoricamente proibiva la diffusione delle case da gioco anche a New Orleans, ma tale disposizione normativa non venne mai di fatto applicata da quelle parti (del resto “pecunia non olet”, affermavano i latini).

Si è già fatto cenno ai gruppi di malintenzionati che, in caso di sconfitta, si riprendevano con le buone o (più spesso) con le cattive il denaro perso agli incontri di poker. Al di là dei metodi fondati sulla violenza, vecchi come la storia del mondo, iniziarono a propagarsi degli stratagemmi più specifici, ma non per questo legittimi: molte aziende si dedicarono infatti alla produzione di dispositivi designati appositamente per abbindolare i poveri avversari ignari. 

Ad ogni modo, come si può facilmente immaginare, furono proprio i giocatori professionisti a contribuire al primo boom della storia del poker. Con uno spirito imprenditoriale, cavalcarono l’onda del momento, che vedeva un sempre maggiore interesse generale per il gioco d’azzardo. Sebbene questi scommettitori avessero un’alta considerazione di sé stessi, venivano spesso guardati con disprezzo dalla gente, che li considerava come buoni a nulla, vista anche la loro spiccata propensione a imbrogliare. È interessante sottolineare altre caratteristiche tipiche dei giocatori di poker nel Far West: essi dovevano far leva su una personalità affascinante per spingere qualche sprovveduto a giocare (e a farsi spennare) dai professionisti, i quali si distinguevano dalla massa anche per mezzo della scelta di un abbigliamento in stile dandy. Al loro successo contribuivano inoltre le abilità nel poker (ça va sans dire) e quelle con le armi da sparo. Vista la scarsa reputazione di cui “godevano” presso la popolazione, dagli anni ’30 del XIX secolo iniziarono ad essere innalzati a capri espiatori per ogni crimine commesso in città, il che gettò ulteriore discredito sulla pratica del gioco d’azzardo; si pensi solo che a Vicksburg (Mississippi), nel 1835, cinque sharper vennero linciati da un gruppo di loro concittadini. Per non correre gli stessi pericoli, molti scommettitori decisero da quel momento di esercitare le loro attività alla larga dai centri abitati, rifugiandosi nelle barche (che abbiamo già visto esercitare un ruolo preponderante nella diffusione del poker), le quali consentivano loro una più agevole via di fuga nel caso in cui le cose si fossero messe male per la loro incolumità.

Armi nel Far West

Durante la corsa all’oro del 1849 si diffusero varie case da gioco in tutta la zona nord della California. Queste strutture mettevano a disposizione dei tavoli da poker, accompagnati dalla presenza di musicisti e di donne di bella presenza che intrattenessero gli avventori del locale. Tuttavia l’attività principale di questi saloon era costituita dalle sale da ballo (che fecero la loro comparsa proprio in quest’epoca), per le quali era previsto un ingresso al prezzo di 1$. Durante questa fase di espansione in California, San Francisco divenne la nuova capitale americana del gioco d’azzardo, spodestando così il primato di New Orleans.

Anche le minoranze composte da uomini di colore, ispanici, cinesi e donne vennero via via coinvolti nella nuova moda del momento. A proposito delle donne, è possibile menzionare il nome di alcune delle giocatrici più famose dell’epoca, tra le quali si annoverano Madame Mustache, Calamity Jane e Poker Alice. 

La storia americana dell’Ottocento venne sconvolta, pochi anni dopo, dalla guerra di secessione americana (1861-1865), che vide contrapposti gli stati del Nord a quelli del Sud: questi ultimi erano favorevoli alla creazione di un nuovo ente politico autonomo che continuasse a riconoscere legalmente la schiavitù. Durante il conflitto, per quanto riguarda l’aspetto pokeristico, nacquero alcune tra le prime varianti del gioco, come il draw, lo stud e il community card poker. Al termine della guerra civile, conclusasi con la vittoria del fronte settentrionale, lo stato americano allargò i propri confini verso occidente, la cui nuova frontiera era caratterizzata dalla presenza di minatori, viaggiatori e speculatori, particolarmente proni a un atteggiamento rischioso nella vita di tutti i giorni, il che portò il gioco d’azzardo ad essere uno dei passatempi preferiti dei pionieri che popolavano quelle zone. Cowboy, lavoratori ferroviari, soldati, fuorilegge e sceriffi: categorie di persone apparentemente molto diverse tra loro, accomunate però dalla passione per il poker, praticabile in quasi ogni miniera e località selvaggia.

Come già accennato in precedenza, è possibile affermare senza tema di smentita che un fattore rilevante nelle partite di poker nel Far West era costituito dalle armi (sia bianche sia da sparo). Sono state tramandate diverse storie macabre di incontri terminati in modo drammatico; le ragioni potevano essere diverse, come la rabbia per un’importante mano persa o il tentativo di dissuadere l’avversario dall’imbrogliare. Questo è il motivo per cui molti giocatori videro la necessità di sviluppare di pari passo le proprie abilità al gioco e quelle con revolver e coltelli.

Durante la parte finale del XIX secolo il gioco d’azzardo continuò a diffondersi a macchia d’olio tra le varie miniere: a questa crescita contribuì in modo significativo l’arrivo di nuovi abitanti, attirati dal prospetto dell’estrazione di metalli preziosi quali oro e argento. Le entità amministrative iniziarono ad affrontare l’espansione del poker con modalità differenti: diversi stati e città predilessero un approccio pragmatico introducendo una tassa per le case da gioco e arricchendo così le casse pubbliche; da altre parti invece, soprattutto nella frontiera occidentale, ci fu un atteggiamento più restrittivo da parte delle autorità locali, che promulgarono delle leggi contro il gioco d’azzardo. A onor del vero, in una prima fase vennero presi di mira i giocatori professionisti piuttosto che il gioco in sé e per sé. Le prime norme volte a combattere il fenomeno risultarono piuttosto tenui e poco efficaci: le strutture iniziarono infatti a introdurre nuove varianti di gioco, riuscendo a eludere i divieti e cavandosela, nella peggiore delle ipotesi, con delle pene molto leggere.

Tuttavia, le sanzioni vennero via via inasprite e il Nevada (ironicamente, se si pensa oggi a Las Vegas) fu uno dei primi stati occidentali a proibire il gioco d’azzardo in toto nel 1909, ispirando altri stati federati a seguire la stessa strada negli anni a seguire. Ad ogni modo, la variante di poker più diffusa all’inizio del Novecento era il 7 card stud (che però a partire dalla seconda metà del secolo perse questo ruolo egemone in favore del Texas Hold’em e di altri giochi con carte comunitarie).

7 Card Stud

Chiudiamo con una curiosità risalente alla pratica del poker nel Far West (periodo che, lo ricordiamo, a seconda delle varie interpretazioni si chiuse in un lasso di tempo compreso tra il 1890 e il 1920): molti di voi avranno certamente familiarità con la cosiddetta “mano del morto”, composta da una doppia coppia “nera” con due assi e due 8 di picche e di fiori; molti di meno sono probabilmente quelli che conoscono le origini di questo nome poco rassicurante. L’espressione nacque dalla vicenda del grande pistolero James Butler Hickok, noto anche col soprannome di “Wild Bill”, ucciso il 2 agosto 1876 durante una partita di poker nel saloon Nuttal & Mann’s di Deadwood (nell’odierno Dakota del Sud). La leggenda vuole che al momento di essere ucciso a colpi di revolver, egli avesse il tipo di mano appena descritto (ci sono però delle dispute sul seme di uno degli assi e sull’identità della quinta carta, che era coperta). Si chiuse così in modo drammatico la carriera di uno dei più grandi giocatori del XX secolo, che nel 1979 è stato anche inserito nella Hall of Fame del poker: tra i membri che ad oggi ne fanno parte, soltanto Tom Abdo e Jack Straus condividono con “Wild Bill” la morte sopraggiunta al tavolo da gioco, seppur nel loro caso per ragioni di natura non violenta. 

Fortunatamente è cambiato molto a livello storico e sociale dalle prime fasi del gioco che tutti amiamo: l’unico grande rischio da cui si devono tutelare i poker pro contemporanei è di tipo prettamente economico, nei casi in cui il proprio stack a fine serata risulti particolarmente eroso rispetto alle speranze e aspettative con cui si erano seduti al tavolo di feltro.
 

September 4, 2021
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Registrato all’anagrafe con il nome completo di Stuart Errol Ungar, il predestinato nasce a Manhattan, New York, l’8 settembre 1953 da una famiglia di origini ebraiche. Il padre, usuraio e allibratore, gestisce un bar-club nel quale viene praticato anche il gioco d’azzardo. Viste tali circostanze, e a dispetto dei tentativi dell’uomo di tenere il figlio lontano da questo tipo di ambienti, Stu si ritrova di fatto esposto al mondo delle scommesse, iniziando in seguito a prendere parte a incontri di gin rummy e conquistando risultati che subito ne manifestano il talento e la propensione per i giochi di carte; a tal proposito si segnala la vittoria in un torneo locale all’età di soli 10 anni. 

Tuttavia, non è solo ai tavoli da gioco che il giovane Ungar mette in mostra le proprie capacità: la sua intelligenza fuori dal comune, infatti, gli permette addirittura di saltare un anno di scuole elementari, sebbene nel periodo delle superiori prenda la decisione di abbandonare precocemente gli studi allo scopo di dedicarsi appieno al gioco d’azzardo. 

La vita di Stu subisce un primo vero duro colpo nel 1968, quando la morte del padre Ido, dovuta a un attacco di cuore, sconquassa il quadro familiare, peraltro già aggravato dall’inabilità della madre che era stata precedentemente colpita da un ictus. La futura leggenda del poker si ritrova così improvvisamente investita dalla grande responsabilità di dover provvedere economicamente a sé stesso e alla sua famiglia (compresa la sorella), a dispetto dell’età ancora immatura. Il percorso di crescita forzata di Stu si intreccia con un inserimento sempre più profondo e costante nella scena del gioco d’azzardo di New York fino all’età dei 18 anni, quando si imbatte in Victor Romano, capo di una gang e tra i migliori giocatori di carte in circolazione a quei tempi. I due hanno in comune una grande passione e propensione per il calcolo delle probabilità nel gioco d’azzardo, il che costituisce uno dei motivi per cui non solo stringono una forte d’amicizia, ma addirittura, stando perlomeno ad alcune testimonianze, Romano assume una sorta di ruolo da mentore all’interno di un rapporto divenuto ormai particolarmente stretto.

Con il supporto del boss criminale, o comunque delle sue capacità ai tavoli da gioco, Stu acquisisce subito le capacità giuste per sfidare con successo qualsiasi tipo di avversario, vincendo anche con notevole costanza nelle partite di gin runny. Oltre al contributo di Romano, nel raggiungimento di tali risultati risulta indubbiamente decisivo anche lo straordinario talento di Ungar. In queste prime fasi della sua carriera, Stu si distingue anche negativamente per l’incapacità di vincere o perdere con stile: durante gli incontri, infatti, è solito tenere un atteggiamento sfacciato che lo porta a criticare apertamente le giocate degli avversari che ritiene inferiori a lui (quindi praticamente chiunque). Tuttavia, il suo forte spirito competitivo e il totale protendimento verso la vittoria sono perfettamente riassumibili in una sua celebre citazione: “Non ho mai voluto essere un buon perdente. Un giocatore che sa perdere non è altro che un perdente, per l’appunto”.

Stu Ungar

I grandi successi nel gin rummy non impediscono a Ungar di accumulare debiti consistenti scommettendo sulle corse. Questa spinosa situazione economica lo porta ad abbandonare la Grande Mela e a cercare maggior fortuna a Miami. La città della Florida, però, risulterà essere una semplice tappa provvisoria nel percorso di Stu, che nel 1977 si trasferisce a Las Vegas. Contrariamente a New York, la cui legislazione vieta nella maggior parte dei casi l’esercizio del gioco d’azzardo, la nuova dimora di Ungar gli consente di coltivare la propria passione senza il rischio di alcuna conseguenza penale. Il campione di Manhattan ha inoltre la possibilità di sfidare l’élite mondiale, manifestando le proprie capacità in un contesto che esulava da quello della sua città natale, dove a suo tempo si era ampiamente affermato come uno dei migliori giocatori locali.

Al di là delle vicende legate alle carte, Las Vegas rappresenta per Stu un importante crocevia anche dal punto di vista sentimentale: qui infatti avviene un secondo incontro con l’ex fidanzata Madeline Wheeler: i due si sposeranno nel 1982 e avranno poi una figlia, Stefanie, cui il padre sarà molto legato. Ungar adotta anche il figlio che Madeline aveva avuto da un precedente matrimonio: il ragazzo, Richie, eredita così il cognome della stella newyorkese.

Tornando al discorso della carriera professionale, Stu in un primo momento continua a vincere incessantemente nel gin rummy, sulla falsariga di quanto mostrato prima di cambiare la sua realtà abitativa. Sotto un certo punto di vista, però, la bolla della sua imbattibilità scoppia dopo aver asfaltato diversi avversari di altissimo profilo, tra cui Harry Stein, all’epoca ritenuto il miglior giocatore del mondo. La temibile aura di Ungar dissuade quasi tutti dal tentare l’improvvida impresa di affrontarlo nei cash game o anche solo di prendere parte a tornei che vedano il suo nome tra quelli degli iscritti, nonostante lui si offra ripetutamente di giocare in condizioni di svantaggio (quale la scelta della posizione di mazziere). Si viene dunque a creare il paradosso per cui molti casinò di Las Vegas chiedono a Stu la cortesia di non partecipare agli eventi organizzati in loco.

Vedendosi preclusa la possibilità di continuare a macinare soldi sfruttando la sua supremazia ormai indiscussa nel gin rummy, il newyorkese non ha altra scelta che cambiare rotta: la sua scelta ricade così sul poker, in cui dimostra ancora una volta le sue grandi capacità ad ampio spettro nei giochi di carte. Non passa molto tempo, infatti, prima che Ungar riesca a padroneggiare i principi e i segreti del suo nuovo campo di specializzazione. 

Il 1980, nello specifico, è l’anno del suo ingresso dirompente nel mondo del poker. In quei giorni il Texas Hold’em domina la scena del gioco a Las Vegas, seducendo anche l’ormai ex campione di gin rummy. Stu si fa subito notare conquistando il main event delle World Series of Poker del 1980 con un testa a testa vincente sul grande giocatore Doyle Brunson. Tale straordinario risultato lo consacra come il più giovane campione di sempre nella storia del torneo, almeno fino a quel momento, il che, considerando anche l’aspetto particolarmente fanciullesco, gli procura il soprannome di “The Kid” (e non sarà certo l’unico “bambino” da quelle parti negli anni a venire).

Non pago del successo precoce, Ungar bissa la vittoria nell’edizione successiva delle WSOP, battendo questa volta Perry Green nell’heads-up finale. Il giorno prima aveva invece conquistato il secondo braccialetto WSOP della sua carriera, con la vittoria del $10.000 Deuce to Seven Draw in un testa a testa contro Bobby Baldwin, campione nel 1978. Occorre rilevare, tuttavia, come ci sia stato il rischio serissimo che il campione rimanesse a secco di successi in quei giorni: nella settimana precedente all’evento, infatti, Ungar si era reso protagonista di un episodio riprovevole, sputando in volto a un croupier all’interno del casinò Binion’s Horseshoe dopo aver perso un pot considerevole in una partita ad alti stakes. In un primo momento viene punito con una squalifica, salvo poi essere graziato su intercessione del figlio di Benny Binion (proprietario del luogo del misfatto). 

Nel 1983 arriva il quarto braccialetto WSOP, questa volta con un successo su Dewey Tomko nell’evento $5.000 Seven Card Stud. Tale risultato è un’ulteriore riprova della versatilità del campione newyorkese, capace di muoversi con grande disinvoltura anche tra le varie tipologie dei tornei di poker

“The Kid” però non si vuole far mancare proprio nulla, ed è così che in quegli stessi anni si distingue anche per le sue straordinarie capacità di contatore di carte (probabilmente dovute a un quoziente intellettivo e a una memoria fotografica fuori dal comune), diventando l’incubo dei casinò per le partite di blackjack (a tal proposito ci sarà anche qualche controversia legale con le case da gioco). Rimane celebre un episodio risalente al 1977, quando Bob Stupack, proprietario di un casinò, lo sfida a contare le carte di un sabot composto da sei mazzi e a indovinare l’ultima carta rimasta: in ballo c’è una scommessa da 100.000$ dollari, che Stu puntualmente vince.

I suoi grandi successi a cavallo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio del decennio successivo hanno purtroppo vita breve a causa delle nubi che iniziano ad addensarsi nella sua vita. La madre muore nel 1979 e non passa molto tempo prima che Stu inizi a fare uso di cocaina, mal consigliato da qualche collega che vedeva nella droga un modo efficace per reggere alle sessioni estenuanti degli incontri di poker. Ungar finisce presto nel vortice della tossicodipendenza, da cui non uscirà mai.

Nel 1986 arriva la fine del matrimonio con Madeline, mentre nel 1989 il figlio adottivo Richie si toglie la vita per ragioni mai chiarite. Questo porta a un’ulteriore recrudescenza nell’abuso di cocaina da parte di Stu, che un giorno, nel corso del Main Event WSOP del 1990, viene trovato privo di sensi nella sua camera d’albergo a causa di un’overdose. Fortunatamente riesce a riprendersi e, come se non bastasse, finisce l’evento al nono posto, a dispetto delle circostanze surreali. 

Il problema della tossicodipendenza, ormai divenuto di pubblico dominio, lo debilita palesemente dal punto di vista fisico, tant’è che molti suoi amici temono seriamente che Stu non possa arrivare ai 40 anni d’età. Nonostante i suoi sforzi e le richieste della figlia Stefanie, non riesce mai a rimanere sobrio per più di qualche settimana, e i soldi che pure riesce ad aggiudicarsi col poker vengono sperperati per l’acquisto di droga e per le scommesse ippiche e sportive. Molti suoi cari si offrono di pagargli un percorso di riabilitazione in qualche centro di disintossicazione, ma Stu si oppone, riportando l’esperienza di qualche conoscente secondo cui questo tipo di strutture nasconde uno spaccio di droga maggiore di quello che imperversa nelle strade.

Come facilmente immaginabile, Ungar finisce presto sul lastrico. Nel 1997, tuttavia, arriva il canto del cigno, l’ultimo capolavoro della sua carriera da poker pro. Nonostante la disastrosa situazione economica, riesce a prendere parte al Main Event delle World Series of Poker, iscrivendosi all’ultimo minuto con il buy-in di 10.000$ messogli a disposizione dall’amico Billy Baxter. Il primo giorno del torneo Stu appare visibilmente stanco, essendo rimasto sveglio nelle 24 ore precedenti nel disperato tentativo di trovare il denaro richiesto per la partecipazione all’evento. Gli capita addirittura di addormentarsi sul tavolo, ma anche grazie agli incitamenti di un paio di amici, tra cui lo stesso Billy, riesce a superare la prima giornata. Nelle successive fasi del torneo Ungar si mostra sempre più lucido e fresco, racimolando sempre più fiches e presentandosi al tavolo finale in posizione di leader. Qui ha la meglio nell’ultima mano contro John Strzemp, tornandosi ad aggiudicare il torneo a distanza di 16 anni e diventando l’unico giocatore di sempre, assieme a John Moss, a conquistare per tre volte il Main Event WSOP. Dedica subito la vittoria alla figlia, mostrando alle telecamere una sua foto che aveva tenuto nel portafogli per tutta la durata del torneo. Il premio di 1.000.000$ viene spartito in parti uguali tra lo stesso Ungar e l’amico-finanziatore Baxter. Quest’ultimo clamoroso successo, visto il grande lasso di tempo intercorso dalle vittorie precedenti porta la stampa a ribattezzare Stu “The Comeback Kid”.

Stu Ungar

Il campione newyorkese, tuttavia, non riesce a scappare dai suoi fantasmi. Torna subito a scialacquare il denaro vinto in droghe e scommesse. Nel 1998 sembra pronto a partecipare nuovamente alle WSOP con l’appoggio economico di Baxter, ma in extremis decide di tirarsi indietro, non sentendosi pronto a un evento di tale portata, visto l’abuso di sostanze psicotrope nelle settimane precedenti. In seguito la situazione va via via degenerando: Stu si presenta sempre di meno in pubblico e le poche volte che viene visto in giro, lo fa per elemosinare del denaro adducendo come motivo il desiderio di tornare ai tavoli da poker. Pare che il vero motivo, in realtà, fosse quello di acquistare del crack, su cui “The Kid” aveva ormai ripiegato visto che l’abuso prolungato di cocaina gli aveva causato dei danni permanenti alle narici. In questo periodo viene addirittura arrestato per possesso di stupefacenti.

Il triste epilogo della vita di uno dei più grandi campioni di tutti i tempi porta la data del 22 novembre 1998. Stu viene trovato a terra, privo di vita, nella sua camera dell’Oasis Motel a Las Vegas. L’autopsia rileva tracce di droga nel sangue, ma non tali da aver determinato direttamente la morte. Il medico conclude che il cuore era collassato a causa del prolungato abuso di stupefacenti nel corso degli anni. 

Tutto il mondo del poker si unisce nel cordoglio e organizza una raccolta di fondi per organizzare il funerale di Ungar, rimasto senza averi, nonostante i premi acquisiti in carriera col poker per un totale di circa 30 milioni di dollari (secondo le stime). A tal proposito, molti ricordano anche la sua grande generosità nei confronti di amici, conoscenti o persone estranee. Lascia un segno indelebile nella storia del gioco, sebbene la minor popolarità del poker a quei tempi non gli abbia mai consentito di diventare una sorta di superstar, come accade invece per i migliori giocatori di oggi. Ritenuto da molti come il migliore di sempre, Ungar nel 2001 viene introdotto nella Hall of Fame del poker.

Per ulteriori approfondimenti biografici, si segnala l’esistenza di diversi libri e film documentari, tra cui la pellicola High Roller: The Stu Ungar Story, diretto da A. W. Vidmer e distribuito nel 2003.  

August 29, 2021
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Alcuni tra i giocatori di poker più vincenti si specializzano nello heads-up. C’è chi però si intimorisce all’idea di sfidare un avversario in un testa a testa.

Forse è semplicemente più rilassante confondersi nella semi-anonimità di un tavolo 6-max o full-ring.

Ma per chi ha come obiettivo quello di incrementare significativamente le proprie vincite, il mondo delle partite uno contro uno può offrire dei compensi sensibilmente più succulenti.

La presente guida ha lo scopo di accompagnarvi in questo cammino affrontando i seguenti argomenti:

Perché giocare heads-up?

L’incentivo più immediato per giocare a poker heads-up deriva dai margini potenziali di profitto decisamente più alti. Nei ring game di oggi, un giocatore si può ritenere “discreto” se genera un tasso di vincita compreso tra 0 e 4 bb ogni cento mani.

Chi invece vanta un tasso di 10bb/100 viene considerato come un fenomeno inarrestabile oppure sta semplicemente partecipando a incontri molto più morbidi (talvolta in contesti preclusi a giocatori esterni).

  • E per quanto riguarda i giocatori heads-up?

Non è raro che gli specialisti heads-up riescano a generare un valore compreso tra 10 e 30 bb ogni cento mani. L’incremento potenziale del tasso di vincita è ragguardevole, soprattutto se si scelgono attentamente gli avversari.

Opportunità di heads-up nei ring game

Heads-Up Opportunities in Ring GamesOpportunità di heads-up nei ring game

Anziché passare di punto in bianco alle partite heads-up, il modo più semplice per cominciare a prenderci confidenza è di giocarvi quando ne avete la chance.

Forse vi siete ritrovati in uno di questi due scenari in un contesto online.

  • Scenario 1 - Il vostro ring game è giunto al termine. Siete rimasti al tavolo solo voi e un altro tizio. Con un rapido sguardo alla lobby vi accorgete che ci sono tanti tavoli quasi completamente pieni.

    Molti giocatori potrebbero decidere di unirsi a uno di questi ultimi, abbandonando il tavolo al quale erano “seduti”. Perché invece non restare dove si è e giocare un po’ di heads-up? Questo scenario potrebbe essere particolarmente interessante se l’avversario appare debole.
  • Scenario 2 - Vi piace giocare a più tavoli contemporaneamente, ma in quel momento non riuscite a trovarne abbastanza liberi nella lobby.

    Molti decidono di aspettare e grindare a pochi tavoli in attesa che se ne liberi qualcun altro. Questa situazione vi farà perdere molto tempo prezioso. Perché non scegliete qualche tavolo vuoto con l’intenzione di giocare heads-up non appena arriva un avversario?

    Questo non solo vi permetterà di migliorare le vostre abilità nei testa a testa, ma vi darà anche la possibilità di giocare partite molto più morbide e registrare tassi di vincita più favorevoli.

    In genere è meglio aprire un nuovo tavolo piuttosto che unirsi a una lista d’attesa per una room infestata da giocatori navigati.

    Anche se la cosa forse vi sorprenderà, molti frequentatori abituali dei ring game sono restii a giocare heads-up. Pertanto ci saranno più probabilità che il giocatore seduto al vostro tavolo semi-vuoto sia un avversario debole.

Scelta degli avversari

Dovreste avere come obiettivo quello di giocare heads-up contro avversari deboli. Si spera che abbiate già un’idea su come distinguere i giocatori discreti da quelli che potete battere facilmente.

A volte c’è un confine sottile tra il bum-hunting e la scelta del tavolo giusto. Il bum-hunting è una sorta di atteggiamento predatorio, che consiste nel prendere di mira solo i giocatori particolarmente deboli e sfidarli ai tavoli heads-up.

  • Purtroppo non esistono delle linee guida chiare che stabiliscano chiaramente quando la ricerca del tavolo giusto (che è un’abilità importante) sfocia nel bum-hunting.

Tenete però a mente che siete sotto gli occhi della poker room. Il vostro obiettivo è quello di scegliere bene le partite a cui giocare, non di invischiarvi in atteggiamenti potenzialmente immorali.

Il termine bum-hunting di solito viene utilizzato specificamente per i tavoli heads-up. Perciò è improbabile che veniate tacciati di questo comportamento in un ring game a cui in ogni momento possono unirsi anche altri giocatori.

Opponent Selection Is EssentialÈ fondamentale la scelta dell’avversario

HU SNG vs HU Cash

Immaginate per un momento di lasciare da parte i ring game per dedicarvi completamente agli incontri heads-up.

  • In genere avrete due scelte: gli HU SNG e gli HU cash.

I cash game di solito sono l’opzione migliore poiché permettono di sfruttare maggiormente le proprie abilità contro i giocatori meno forti. Una volta che i blind si riducono in un heads-up SNG, si entra in una fase di push/fold. A questo punto non c’è praticamente alcuna possibilità di gioco pre-flop.

Sebbene in questo modo sia comunque possibile generare un margine, in genere essi risulteranno comunque inferiori nelle battaglie push/fold. Il vantaggio che potrete ottenere attraverso delle mosse con stack più profondi nel post-flop negli HU cash game è molto più significativo.

Un altro fattore da tenere in mente è che la strategia SNG cambia nel corso del match a man mano che salgono i livelli dei bui. Questo aspetto può risultare particolarmente complicato se stiamo giocando a più tavoli contemporaneamente. Potenzialmente potreste avere range iniziali differenti su diversi tavoli, a seconda della profondità dei rispettivi stack.

  • I cash game consentono una strategia più costante lungo tutto il board, dal momento che spesso inizierete ogni incontro con 100 bb. È possibile effettuare facilmente un rebuy se si scende al di sotto di tale stack.

Chiaramente la nostra scelta alla fine dipenderà dalla disponibilità di partite: se non c’è alcun heads-up cash game, conviene virare sugli SNG.

Non ci si deve preoccupare delle implicazioni relative all’ICM negli HU SNG, vista la struttura secondo cui il vincitore conquista tutto. Il funzionamento, invece, è molto simile a quello dei cash game (a parte il fatto che il livello dei blind sale).

Considerazioni sulla rake

È fondamentale informarsi sulla rake se si considerano gli incontri heads-up con limiti bassi. Se da una parte gli HU cash game a 100nl plus sono quasi sempre un’opzione percorribile, lo stesso non si può dire delle partite con limiti più bassi.

  • Ammettiamo ad esempio che una sala abbia la stessa struttura della rake sia per le partite heads-up sia per quelle 6-max. In questo caso, giocare heads-up con limiti più bassi rischia di non essere un’opzione fattibile (nelle poker room ci sono rake più onerose per partite con limiti inferiori).

I giocatori foldano spesso negli incontri 6-max o full ring. Quando si decidono a pagare la rake (ossia a entrare nel pot), lo fanno perché hanno tra le mani delle carte sostanziose. Ci si può così aspettare che si aggiudichino il pot con una frequenza relativamente alta.

In una sfida testa a testa, si entra nel pot molto più della metà delle volte! Questo significa che sarà necessario pagare una bella somma in rake per avere il privilegio di giocare molti spot marginali.

La rake per gli incontri heads-up dovrebbe essere molto più bassa rispetto a quella per le partite 6-max. È opportuno assicurarsi di non incappare in una rake troppo sfavorevole nel prendere parte a heads-up con micro-stakes.

In alcuni casi potrebbe essere necessario giocare a SNG se le rake sono esorbitanti. Le sale da poker più moderne tengono conto di tutto questo, ma è bene che ogni giocatore si informi per conto proprio prima di iniziare una partita.

Considerazioni pre-flop - Range

Venite da varie esperienze con i ring game?

Potreste aver dedicato un po’ di tempo a costruire e a memorizzare i range per ogni posizione al tavolo.

La buona notizia è che in questo caso ci sono solo due posizioni, il che riduce drasticamente il numero di possibili configurazioni pre-flop.

Le posizioni negli heads-up

Le posizioni heads-up nel poker possono a volte causare confusione. Giocare heads-up è diverso dal ritrovarsi in posizione di SB circondati da una serie di fold in un ring game.

Nelle partite testa a testa, il button rappresenta anche il piccolo buio (anche il BTN paga lo small blind). I nomi di queste due posizioni possono intercambiarsi in un incontro heads-up. Il giocatore fuori posizione è il grande buio.

La differenza rispetto ai ring game sta nel post-flop: in questo frangente, il piccolo buio agisce per ultimo in una partita heads-up (ricordiamo che lo small blind è anche il button).

In un ring game, il piccolo buio dovrà giocare prima del big blind, sia prima sia dopo il flop.

In genere, aprirete sul BTN o difenderete fuori posizione dal BB.

Quindi come minimo sono necessari

  1. Range di open-raise BTN
  2. Cold-call BB / range 3-bet
  3. Call 3-bet BTN / range 4-bet
  4. Call 4-bet BB / range di jam 5-bet

HU Preflop Considerations - RangesConsiderazioni sul pre-flop negli HU – Range

Queste sono le informazioni di base! Le configurazioni specifiche standard relative ai ring game, invece, non esistono negli incontri heads-up.

Ad esempio, i giocatori da ring game dedicano diverso tempo allo studio di come giocare i pot 3-bet in posizione di aggressore.

  • Questo è uno scenario che non esiste nei testa a testa, a meno che il button non faccia specificamente limp-raise nel pre-flop. Tuttavia si tratta di un’evenienza piuttosto rara.

Le due situazioni più comuni che vi possono imporre un cambio di piani rispetto ai range primari riportati in precedenza sono.

  1. L’avversario potrebbe cambiare le dimensioni del suo open-raise sul button, il che influenzerebbe il vostro range di mani da difendere.
  2. L’avversario potrebbe decidere di limpare il button.

La maggior parte dei giocatori professionisti HU non fanno mai limp sul button e aprono un range del 70-80% per un min-open (2bb). Un’apertura del 70-80% può essere un segno di rispetto per l’avversario. Se quest’ultimo è particolarmente inesperto, in genere può essere una buona idea aprire il 100% degli holding.

Normalmente i giocatori HU professionisti adottano in automatico un button opening range del 100% ed eventualmente lo restringono, se necessario.

Questo tipo di giocatori, però, in tempi recenti ha cominciato ad accantonare questo approccio, dal momento che gran parte dei modelli teorici ritiene eccessiva un’apertura del 100%.

Ecco alcune linee guida utili a costruire i propri range pre-flop:

Scenario Linee guida sui range
BTN Opening Range Apertura del 70-80% degli holding per un min-raise (2bb)
BB Cold-Call / 3bet Fare cold-call per il 50% e 3-bet per il 15% delle mani circa (meno cold call contro le aperture superiori a 2bb)
BTN Call-3bet / 4bet Continuare col 45% delle mani circa, perlopiù facendo call o al limite qualche 4-bet (ad es.: flat 70%, 4-bet 30%)
BB Call-4bet / Jam Continuare all’incirca il 45% delle mani contro una 4-bet. Mani forti per 5-bet jam, come TT+ and AQs+

Considerazioni sul post-flop – Adattamenti

Negli incontri HU entrambi i giocatori raggiungono il flop con un range più ampio rispetto alla media. Detto questo, le considerazioni fondamentali per il post-flop nei testa a testa sono straordinariamente simili a quelle dei ring game.

Una buona parte delle abilità post-flop acquisite nei ring game possono così essere applicate direttamente anche in questo caso.

  • La differenza più importante è che entrambi i giocatori acquisiranno molto più velocemente familiarità col gioco dell’altro.

Questo scenario rappresenta un’opportunità eccezionale per sviluppare capacità di lettura immediata e capitalizzare le debolezze del proprio avversario.

Ovviamente anche l’avversario può potenzialmente fare lo stesso. Non sopravvalutate però questo aspetto, dal momento che molti non fanno alcun tipo di adattamento oppure li fanno in maniera insufficiente.

Considerate inoltre quanto segue:

Immaginiamo che il vostro avversario sia veramente in grado di fare aggiustamenti rapidi e precisi per avere la meglio sul nostro stile di gioco. A questo punto è meglio riflettere sulla possibilità di scegliere un avversario più adatto.

Se anche sarete in grado di procurarci un certo margine, questo sarà ridotto.

A prescindere dal tipo di avversario, normalmente è un errore ritenere di dover giocare con una strategia equilibrata.

Il vostro avversario avrà un’ampia visione del vostro gioco, per cui conviene non strafare nei classici scenari pre-flop; ma a parte questo, l’obiettivo dovrebbe essere quello di sfruttare al massimo i punti deboli dell’avversario.

Immaginate ad esempio di fare 3-bet sul 100% delle vostre mani contro un’apertura dell’avversario da BTN. Quest’ultimo probabilmente capirebbe subito le vostre intenzioni exploitative e potrebbe cercare di opporsi.

  • Ammettiamo però che il vostro range per una triple-barrel sul river dopo una 3-bet pre-flop avesse un fine deliberatamente exploitativo in ottica bluff o mani di valore (a seconda dell’avversario).
  • Probabilmente l’altro capirebbe molto più lentamente (o non capirebbe affatto) che stavate sfruttando le sue debolezze.
  • L’aspetto relativo all’albero di gioco non spunta fuori molto frequentemente, per cui ci sono più probabilità che i nostri tentativi exploitativi passino sotto traccia.

Anche quando sfidate giocatori avanzati a limiti più alti, quindi, il vostro obiettivo dev’essere quello di individuare e sfruttare le loro debolezze.

L’unica differenza è che i vostri tentativi di exploit saranno più mascherati quando sarete coinvolti in incontri dal livello più alto.

Riepilogo del gioco heads-up

Il punto chiave principale è la possibilità di incrementare notevolmente il proprio tasso di vincite se si è disposti a prendere parte anche agli incontri testa a testa. Ipotizziamo che non vi concentriate puramente sugli heads-up.

  • I giocatori da ring game possono migliorare il proprio tasso di vincite sfidando degli avversari deboli nei testa a testa e aprendo nuovi tavoli quando quelli attuali sono al massimo della capacità.

Nella peggiore delle ipotesi perderete un po’ di stack e deciderete che le partite heads-up non fanno per voi. D’altra parte, invece, prendere parte ai testa a testa potrebbe essere una delle scelte più azzeccate in assoluto.

August 20, 2021
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Se mi chiedeste qual è il fattore più importante nel giocare una mano di un cash game, vi direi che non è né la posizione né le carte né gli avversari. La risposta è: le dimensioni degli stack in rapporto ai bui.

Si consideri una mano come la seguente in una partita con stack profondi ed effettivi (gli stack più bassi tra quelli coinvolti in una mano) di 400 bui.

lose with this hand

Quali sono le probabilità di perdere con questa mano?

Dubito che mettereste tanti soldi nel piatto con una singola coppia di 3 o 5, considerando che ci sarebbero delle overcards sul tavolo. Diventerete committed solo nei casi in cui avrete una mano come scala, trips, doppia coppia ecc.

Quindi nella peggiore ipotesi perderete una piccola somma, ma potenzialmente potrete sempre aggiudicarvi una vincita sostanziosa.

In un incontro con short stack, ci saranno molte meno possibilità di conquistare tante fiches. Le implied odds saranno minime, ma via via che gli stack diventeranno più profondi, sarà ragionevole giocare la maggior parte delle mani, considerando la grande quantità di denaro che potrete vincere se otterrete una monster.

Approfondiamo questo aspetto.

Prendiamo in considerazione alcuni scenari che prevedano diversi stack effettivi:

Stack effettivi - 25 big blind

Con 25 big blind conviene giocare le carte migliori. È probabile che entrino tutti i soldi se ottenete una determinata mano. Inoltre, considerando la frequenza relativamente bassa con cui completerete grandi progetti o avrete mani particolarmente forti, non vale la pena di rischiare con carte deboli.

  • Con questi stack le partite sono piuttosto lineari.
  • Ci saranno meno tentativi di bluff vista l’esiguità degli stakes.
  • I giocatori tenderanno maggiormente a diventare pot-committed e saranno perciò meno propensi a foldare.

Players will become pot-committed more easilyI giocatori tenderanno maggiormente a diventare pot-committed

Occorre far presente che normalmente parteciperete a tornei con questo tipo di stack. È uno scenario completamente diverso da quello dei cash game, considerando che il vostro stack è la vostra unica ancora di salvezza in un torneo.

Nei cash game è accettabile perdere tutto se giocate in una situazione in cui avete il 60% di chance di vincere, considerando che a lungo andare otterrete uno score positivo. Se invece forzate troppo la mano in una situazione simile in un torneo, vi ritroverete presto nel ruolo di spettatori.

Un altro aspetto da sottolineare nei 25 big blind: non dovreste mai avere uno stack così corto in un cash game. Tali stack, infatti, vi priverebbero dell’aspetto ludico e redditizio del poker.

C’è da riconoscere che non sempre è possibile evitare short stack effettivi. Alle volte vi capiterà di essere in un testa a testa contro uno stack cortissimo, come nel caso di alcuni giocatori che pagano il buy-in minimo e non acquistano altre fiches finché non perdono tutto.

Questi giocatori, di solito presenti solo con gli stakes più bassi, possono risultare fastidiosi. È però probabile che vi regalino un po’ di soldi, quindi forse non ve la dovreste prendere troppo con loro.

Il mio consiglio è quello di incrementare sempre il vostro stack se scendete sotto i 100 BB. Se però la cosa diventa troppo onerosa, allora considerate l’idea di giocare con stakes inferiori.

Stack effettivi - 100 big blind

Con 100 big blind effettivi, gli incontri di poker diventano molto più interessanti. Ci sono più possibilità di manovra (e di bluff!) e avete l’opportunità di giocare più mani implied odds, come ad esempio i suited connectors in posizione.

  • Le implied odds sono semplicemente abbastanza alte da far sì che valga la pena di affrontare i rischi di piccole perdite quando potete ottenere una mano forte e subire un pay off.

Molti cash game nei casinò si aprono a un buy-in massimo di 100 big blind. Quindi, fintantoché l’incontro va avanti, verranno giocate tante mani a questi livelli. Col tempo gli stack diventeranno più profondi, ma quando arriveranno dei nuovi giocatori dovrete affrontare le dimensioni dei loro stack.

È quindi una buona idea quella di acquisire confidenza con stack di tale profondità, dal momento che sono molto diffusi.

Stack effettivi - 500 big blind

Con stack effettivi di 500 big blind è possibile fare tutto. Le vostre implied odds saranno così imponenti che dovreste essere in grado di giocare con qualsiasi carta vi capiti.

Di fatto può capitare che una mano come questa

4-4 Hand

sia più remunerativa di

KK Hand

Che ci crediate o meno, penso sia utile considerare il ragionamento per cui, in presenza di stack enormi, sia meglio avere 44 anziché KK.

Più avanti esporrò la motivazione.

Tutto il vostro denaro

Non credo che sia una buona idea giocare tutti i vostri soldi a poker, ma voglio illustrare un punto estremamente specifico.

Ammettiamo che vi ritroviate la mano seguente e qualcuno vada all-in:

AA Hand

Fareste call?

Ovviamente, in una situazione normale, vedreste la puntata. Se però qualcun altro ha una coppia, vincerete l’80% delle volte. Il restante 20% finirete in mezzo alla strada senza soldi.

È una prospettiva poco allettante.

Anche se avete il 95% di probabilità di vincere dopo il turn, non è una buona idea fare call con tutti i vostri soldi. Non vi conviene finire sul lastrico 1 volta su 20.

Se quindi il vostro stack è pari al vostro intero patrimonio, avete bisogno di un counselling. Inoltre non dovreste giocare alcuna mano, poiché è troppo rischioso. A questo punto diventa facile selezionarle.

Foldate tutto e fuggite dal tavolo il prima possibile.

Fold Everything and Leave the Table.Foldate tutto e abbandonate il tavolo.

In genere nei cash game è bene giocare in presenza di un valore atteso (EV) positivo. Se però giocate oltre le vostre possibilità, prenderete delle decisioni sbagliate.

Consideriamo uno scenario ipotetico:

Siete delle persone di mezza età e i vostri risparmi ammontano a 500.000$. Ben fatto. Avete un mutuo, un’auto finanziata e una moglie con gusti raffinati.

Vi spunta davanti Warren Buffet e vi propone di lanciare una monetina.

  • Se esce testa per tre volte di fila, vi darà un miliardo di dollari.
  • In caso contrario, be’, allora dovrete dargli i vostri risparmi di 500.000$.

Accettereste la sua scommessa?

(In questa situazione ipotetica non potete sottoscrivere un’assicurazione né trovare un finanziatore o un investitore che vi copra)

Esaminiamo il vostro valore atteso:

L’87,5% delle volte perdete 500.000$ = - 437.500
Il 12,5% vincete 1.000.000.000$ = 125.000.000

Valore atteso totale: $124.562.500

Pertanto vi aspettereste, in media, di vincere oltre 124,5 milioni di dollari.

Ma potete giocare solo una volta.

So che alcuni giocatori d’azzardo probabilmente accetterebbero questa scommessa (sapete di chi parlo).

Ma se perdessero, il che accadrebbe il più delle volte:

  • La moglie dai gusti raffinati li pianterebbe in asso.
  • Il cane scapperebbe via.
  • La casa verrebbe pignorata.
  • E probabilmente verrebbero licenziati per assenteismo sul lavoro causato dalle sofferenze interiori dovute alla scommessa persa.

In breve, se consideriamo le circostanze non si tratta di una scommessa favorevole.

A meno che non abbiate il nuts sul river, non vorrete certo tirare in ballo i risparmi di tutta una vita.

E anche in quel caso, personalmente non sono sicuro che rischierei, visto che alle volte mi è capitato di sbagliarmi nel leggere la mia mano o il board.

Semplicemente non ne vale la pena.

Adesso torniamo al primo scenario di cui si è parlato…

Con gli stack molto profondi è meglio avere 44 che KK?

Questo paragrafo potrebbe risultare particolarmente controverso e potreste essere in totale disaccordo sul fatto che una mano 44 possa essere più favorevole di KK.

Ma proverò a fare del mio meglio. Poi potrete decidere se vi ho convinti o meno.

Gli stack sono 500 BB.

Immaginiamo che il vostro avversario rilanci 3BB con KK e voi vediate in posizione con 44.

Consideriamo ora i seguenti quattro scenari:

  1. Nessuna delle due mani floppa un set.
  2. KK floppa un set, mentre 44 no.
  3. 44 floppa un set, mentre KK no.
  4. Entrambe le mani floppano un set.

Nessuna delle due mani floppa un set.
In questo caso, KK scommette metà piatto sul flop e 44 folda. KK vince 4,5 BB (una piccola somma).

KK floppa un set, mentre 44 no.
KK fa check per tendere una trappola. Anche 44 fa check per via delle overcard. Con tutta probabilità al turn non uscirà una carta degna di nota, per cui KK effettuerà una value bet, mentre 44 folderà. Anche qui KK vincerà un piatto esiguo.

44 floppa un set, mentre KK no.
Questo scenario diventa già più interessante. L’85% delle volte, quando il flop contiene un 4 non conterrà anche un A. In questa situazione, KK effettua una puntata, 44 rilancia e KK vede. Ci saranno più scommesse sul turn e sul river.

Nella maggior parte dei casi non ci sarà alcun A e la mano 44 vincerà un piatto piuttosto importante. Il 15% delle volte, il flop conterrà un 4 e anche un A. In questo caso, KK si preoccuperà dell’A.

Il giocatore con KK probabilmente vedrà una puntata ma non farà lo stesso dinanzi a molti rilanci. Per cui 44 vincerà un piatto di medie proporzioni.

Entrambe le mani floppano un set.
Comunque la si voglia mettere, KK vincerà un pot sostanzioso. I bad beat fanno parte del gioco.

Analisi della mano 44 vs KK

44 vs KK Hand AnalysisAnalisi della mano 44 vs KK

Torniamo a considerare i vari scenari:

  1. Nessuna delle due mani floppa un set (75%)
    1. KK vince un piccolo pot.
  2. KK floppa un set, mentre 44 no (12%)
    1. KK vince un piccolo pot.
  3. 44 floppa un set, mentre KK no
    1. 44 vince un pot ragguardevole l’85% delle volte (se non floppa nessun asso)
    2. 44 vince un pot medio il 15% delle volte.
  4. Entrambe le mani floppano un set (1,3%)
    1. KK vince un piatto sostanzioso.

Pertanto, KK si aggiudica un grande pot l’1,3% delle volte, mentre 44 vincerà un pot ragguardevole nel 10% dei casi.

  • Mentre KK vince molti piccoli piatti, i pot succulenti dominano sui tanti piccoli piatti.

Nel complesso, la mano 44 dovrebbe vincere più soldi di quella KK in presenza di stack molto profondi.

Un’eccezione è rappresentata dallo scenario in cui ci siano stack immensi. In tal caso, la quantità di soldi che KK vincerà l’1,3% delle volte in cui entrambe le mani floppano un set potrebbe prevalere su tutti gli altri scenari.

Ammettendo che solo la coppia di 4 venga perfezionata da un set al flop, KK potrà foldare laddove 44 provi a scommettere troppo. Molti bravi giocatori non rischieranno di perdere una bella somma avendo in mano una semplice coppia e, qualora vedessero che le puntate si fanno pesanti, capirebbero di avere dinanzi un avversario con una mano migliore.

  • La mano 44, però, rinuncerà a molte più fiches quando flopperà un set. Per cui, quando entrambe le mani flopperanno un set, KK riceverà un pay off di alto livello.

Se quindi sto partecipando a un cash game con stack profondissimi, mi conviene avere 44 o KK?

La risposta, ovviamente, è KK.

Ma è divertente considerare il modo in cui la mano più debole cresca significativamente in occasione dei cash game con stack profondi.

Come minimo si evince chiaramente che il valore relativo di queste due mani varia in base alla profondità degli stack.

Dimensioni degli stack - Considerazioni aggiuntive

Nell’esempio descritto precedentemente ci siamo focalizzati solo su alcune situazioni particolarmente semplici nel pre-flop, con un raise e un call. Quando si affronta una 3-bet, anche con stack profondi, di solito è meglio foldare i quattro.

  • Le implied odds giustificano di rado la frequente perdita di così tante fiches.
  • Considerate anche che non sapete che l’avversario ha KK e farà pay off su di voi.
  • Quindi potreste perdere anche se avete floppato un set.

D’altra parte, nei pot 3-bet, ci sono più probabilità che molti giocatori vadano all-in poiché lo stack to pot (SPR) ratio è più basso. Ci sono perciò maggiori chance che diventino pot committed.

Cambia anche l’analisi se ci sono più giocatori coinvolti nel pre-flop. In genere, con stack profondi, adoro vedere un flop con una piccola coppia.

  • Le implied odds sono superiori dal momento che più giocatori possono fare pay off su di voi.
  • Questo scenario controbilancia ampiamente le volte in cui qualcun altro floppa un set più alto.

Ovviamente dovete giocare attentamente il set con stack profondissimi su un board coordinato. La cosa bella dei set, però, è che questi possono sempre migliorare sul turn o sul river. Perciò vi capiterà raramente di vivere un drawing dead.

Un’altra considerazione che non rientra nel mio esempio semplicistico è il livello di abilità dei giocatori.

  • Un professionista esperto vincerà più spesso con un set di 4 contro KK rispetto a un giocatore occasionale.
  • Analogamente, il professionista perderà di meno con KK contro un set di 4 in mano a un giocatore occasionale.

È più facile giocare le piccole coppie rispetto a quelle grandi, visto che a quel punto ottenete un set e giocate aggressivamente oppure non floppate e foldate. Di contro, è difficile sbarazzarsi delle grandi coppie, anche se non migliorano sul flop.

Pertanto, nel corso del tempo i giocatori meno esperti potrebbero cavarsela meglio con le piccole coppie che non con quelle grandi.

Il succo di questo articolo è che, se da una parte è fondamentale considerare i seguenti aspetti:

  1. Posizione
  2. Le vostre carte
  3. I vostri avversari
  4. L’azione

Il fattore preponderante nella selezione delle mani pre-flop è la dimensione degli stack effettivi.

Questa cognizione vi aiuterà a sfruttare a dovere il vostro denaro.

August 15, 2021

Di Avi Rubin

Avi Rubin
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Il Dr. Avi Rubin è professore di Scienze informatiche alla Johns Hopkins University, dove tiene un corso di poker molto amato dagli studenti. È inoltre fondatore della Harbor Labs, un’azienda impegnata nella cybersecurity.

Si occupa di teoria e matematica applicata al poker da oltre 15 anni. Dal 2014 prende regolarmente parte ai tornei delle World Series of Poker a Las Vegas, ma gli piacciono ancora di più i cash game locali. Nei momenti liberi dal lavoro e dal gioco ama passare del tempo con la famiglia sulla loro barca, la River Bet.
 

Avi Rubin
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Tutti i giocatori di poker devono pur cominciare la loro carriera da qualche parte. Nella maggior parte dei casi il punto di partenza sono proprio i micro stake. Pur trattandosi del limite minimo nelle partite online, avere un tasso di vittoria positivo è tutto fuorché scontato.
  • Come detto, servono abilità e disciplina per emergere, nonostante il livello delle partite sia relativamente basso.

Essere migliori dei propri avversari non è sufficiente per vincere, ma è importante avere un vantaggio cospicuo al punto da poterne trarre beneficio anche dopo aver pagato la rake.

La buona notizia è che con un po’ di lavoro e dedizione è possibile vincere con i micro stake.

Abbiamo stilato una lista di consigli per aiutarvi a raggiungere quest’obiettivo.

Sommario

  1. Mantenete un atteggiamento professionale
  2. Imparate scrupolosamente le regole
  3. Create una strategia di gestione del bankroll
  4. Fissate gli orari di gioco
  5. Scegliete con cura le partite alle quali partecipare
  6. Individuate le tipologie d’avversario
  7. Usate un tracker
  8. Usate altri strumenti per il poker
  9. Affidatevi a guide e tutorial
  10. Lavorate con gli altri
  11. Allenate la vostra mentalità
  12. State alla larga dal tilt
  13. Mantenetevi in buona salute
  14. Eliminate le distrazioni
  15. Dedicatevi al poker con amore

 

1. Mantenete un atteggiamento professionale

Se dovessimo dare un solo consiglio, allora sceglieremmo quello di mantenere un atteggiamento professionale. Tutte le altre dritte della nostra lista, bene o male, ruotano attorno a questo fondamentale consiglio.

Per ottenere il miglior risultato possibile è necessario smettere di pensare al poker come a un semplice gioco. Approcciatevi invece al poker come se doveste gestire una piccola azienda.

Dopo aver effettuato questo essenziale cambiamento nel modo di concepire il poker, gli altri suggerimenti della lista inizieranno ad apparirci più naturali.

  • Dopo tutto, i giochi sono incentrati sul divertimento, mentre un’azienda è focalizzata sul profitto.

2. Imparate scrupolosamente le regole

Non ci riferiamo solo al funzionamento di base degli incontri di poker, ma a ogni dettaglio di qualsiasi variante che volessimo imparare.

Learn the Rules ThoroughlyImparate scrupolosamente le regole

Un principiante di Hold’em, ad esempio, potrebbe avere conoscenza di tutte le regole base del gioco, ma sbagliarsi a interpretare la propria mano in un classico scenario con counterfeit.

  • Immaginate che sul board ci sia JQ225 e che il giocatore in questione abbia JQ e non capisca come mai abbia appena perso contro il KK del suo avversario.
  • La conoscenza delle regole è particolarmente importante in varianti di poker più complesse come l’Omaha e l’Omaha Hi/Lo.

È incredibile la frequenza con cui anche mani molto semplici vengano lette male in questo tipo di varianti solo per la mancanza di conoscenza delle regole.

Capita che un giocatore di Omaha abbia un AhKsTcJc e non capisca come mai non abbia un colore con cuori su un runout con 5h6hTh2h4c.

3. Create una strategia di gestione del bankroll

Nel poker non conta solo il modo in cui giochiamo al tavolo. Anche le nostre decisioni prese lontano dai tavoli sono cruciali. È necessario partecipare al tipo di partite più adatto a noi, in base al nostro livello di abilità e alle dimensioni del nostro bankroll.

Occorre qui trovare un giusto equilibrio:

  1. Se giochiamo in maniera troppo aggressiva, rischiamo di perdere tutto il nostro bankroll incappando in una striscia negativa.
  2. Se giochiamo invece in maniera troppo cauta, progrediremo in maniera clamorosamente lenta con gli stake, arrivando magari al punto in cui sarebbe impossibile raggiungere i nostri obiettivi.

Molti giocatori sanno che prendere parte a un incontro senza il giusto bankroll è un errore.

Ma sono molti di meno quelli che si rendono conto che anche il partecipare a una partita con un bankroll sensibilmente inferiore al nostro è un errore che può costar caro.

4. Fissate gli orari di gioco

Se prendiamo in considerazione la maggior parte delle professioni, notiamo che chi lavora non lo fa seguendo orari casuali o a suo piacimento (almeno nella maggior parte dei casi).

Un approccio simile porterebbe probabilmente a risultati quantomeno discontinui. Tuttavia, è proprio questo l’atteggiamento con cui molti si dedicano al poker.

È possibile ottenere risultati migliori seguendo un programma più stabile, ovvero è consigliabile pianificare esattamente quante ore giocare alla settimana e in quali orari.

  • Questo procedimento ci porta a una maggiore disciplina, caratteristica fondamentale nel poker. È inoltre probabile che ci porti a incrementare il nostro tempo di gioco e di conseguenza i guadagni.

5. Scegliete con cura le partite alle quali partecipare

Select Your Games CarefullyScegliete con cura le partite alle quali partecipare

Ricordate che abbiamo accennato all’importanza delle decisioni prese lontano dai tavoli?

  • Sedersi a quello giusto può fare la differenza tra perdere e ottenere una grande vincita.

In genere l’obiettivo di un giocatore di successo non è quello di scontrarsi con buoni avversari, bensì quello di spennare i giocatori occasionali seduti allo stesso tavolo.

Il nostro modo di agire dovrebbe essere il seguente:

  1. Scegliere una poker room con i tavoli più “morbidi”.
  2. Scegliete i tavoli con gli avversari più morbidi.

Ovviamente ci sono anche altri fattori da considerare. Dovremmo anche tenere in conto altre variabili come la rake ed eventuali premi VIP.

6. Individuate le tipologie d’avversario

Il poker non è solo un gioco di carte: esso ha anche una componente umana. Solitamente, nel prendere decisioni è più importante il tipo di avversario contro il quale giochiamo rispetto alle carte che abbiamo in mano.

  • Il fatto di raggruppare i nostri avversari in categorie differenti in base al loro stile di gioco è noto come profilazione degli avversari.

Ogni volta che ci sediamo a un tavolo, dovremmo attivarci per provare a capire il modo in cui i nostri avversari si approcciano al poker e come possiamo trarre i maggiori benefici dal loro stile di gioco.

7. Usate un tracker

Un “tracker” nel poker è un programma che registra i nostri risultati e analizza le nostre mosse e tendenze.

Non ci metteremmo mai a gestire un’azienda senza tenere un registro delle transazioni. Allo stesso modo non ha senso giocare a poker senza tenere traccia dei nostri guadagni e delle nostre perdite.

  • Quest’attività fondamentale contraddistingue un giocatore di poker professionista da un dilettante.

È vivamente consigliato usare un qualche tipo di software di poker tracking.

8. Usate altri strumenti per il poker

Use Poker Tools – Equity Calculators/ SolversUsate altri strumenti per il poker – Calcolatori di equity/solver

Il tracker è solo un esempio di programma informatico usato dai giocatori di poker. Ci sono molti altri tipi di software per il poker che ci aiutano a ottenere miglioramenti.

  • Un software comune tra i giocatori di poker è il calcolatore di equity, che è in grado di determinare la pot equity della nostra mano o range contro il range di mani del nostro avversario.
  • Un altro programma comune è il solver, che calcola le strategie GTO (Game Theory Optimal, ossia la ‘teoria del gioco ottimale’) basate su un determinato albero di gioco.

È opportuno acquisire confidenza con gli strumenti disponibili per poi decidere se e come sfruttarli, allo scopo di favorire i nostri progressi.

9. Affidatevi a guide e tutorial

È possibile vincere a poker ed esistono giocatori vincenti che desiderano condividere i loro spunti strategici attraverso video e libri didattici.

  • Non sono pochi i giocatori di poker vincenti che s’iscrivono a siti di formazione per poi seguirne i video didattici, di modo da lavorare quotidianamente sulle proprie abilità.

Se preferiamo invece leggere, ci sono molti libri e forum che ci possono aiutare ad approfondire le strategie di gioco.

10. Lavorate con gli altri

Ci sono indubbiamente dei lupi solitari nel mondo del poker, ma la maggior parte dei giocatori riesce ad acquisire buone abilità tramite la collaborazione con i colleghi.

  • Un’attività comune è quella di riunirsi con altri giocatori e formare un gruppo di studio. Ciò è possibile usando un’app esterna come Skype o Discord.

Un altro modo per lavorare con altri colleghi è quello di assumere un allenatore privato. Sebbene questi siano notoriamente cari, si tratta potenzialmente del modo più facile per diventare in tempi rapidi bravi giocatori.

L’investimento sarà ripagato nel corso del tempo, nel momento in cui inizieremo a raccogliere i frutti del nostro lavoro.

11. Allenate la vostra mentalità

Avere una buona condizione mentale non è frutto del caso. C’è tutto un campo di studi in ambito psicologico inerente al raggiungimento delle massime prestazioni.

Si tratta inoltre di un aspetto al quale i bravi giocatori di poker si dedicano specificamente per migliorarsi.

Nel momento in cui le partite di poker salgono di livello, sempre più giocatori si rendono conto di questo:

  • Un giocatore mediocre dalla grande condizione mentale sarà spesso comunque in grado di vincere soldi. Al contrario, un grande giocatore dalla scarsa condizione mentale quasi sempre perderà.

Esistono libri, video e servizi di coaching privato incentrati puramente sul miglioramento dell’aspetto mentale del poker.

Se siamo seriamente intenzionati ad avere successo, dovremo senz’altro dedicare del tempo al fattore mentale del gioco.

12. State alla larga dal tilt

Stay off TiltState alla larga dal tilt

Il tilt nel poker è una situazione nella quale si gioca malissimo in preda alle emozioni negative. Essa si verifica solitamente in seguito a una serie di risultati negativi.

Se andiamo in tilt significa che il nostro allenamento mentale (discusso nel consiglio precedente) ha qualche punto debole su cui è necessario intervenire.

È assolutamente fondamentale evitare di giocare in tilt:

  1. Se abbiamo lavorato duramente sull’aspetto mentale del gioco, potremmo essere in grado di uscire rapidamente dalla situazione di tilt sfruttando apposite tecniche mentali.
  2. Se non riusciamo a riprenderci dal tilt, è fondamentale abbandonare il prima possibile la sessione di gioco.

Molti bankroll sono stati bruciati perché qualche giocatore in tilt non ha trovato la forza di lasciar perdere dopo aver perso diversi stack.

Alcuni giocatori si prefiggono un limite di perdita, in base al quale decidono di abbandonare una sessione di gioco, a prescindere dal resto, dopo aver perso un determinato numero di stack.

13. Mantenetevi in buona salute

Fa abbastanza ridere l’idea di un atleta di alto livello che, pur accusando una scarsa condizione fisica, si aspetti di rendere al massimo ai Giochi Olimpici.

Nel poker funziona esattamente allo stesso modo, anche se a prima vista potrebbe non sembrare così. Chi gioca a poker non sfrutta i muscoli come gli atleti olimpici ma, di contro, deve avere un cervello molto allenato.

  • Ed è chiaro che il nostro cervello ha bisogno delle stesse risorse necessarie ai nostri muscoli.

Un regime di allenamento e sonno equilibrato, in aggiunta a una dieta sana, ci assicurerà la massima efficienza e potenza mentale possibile.

Giocare a poker con carenza di sonno o di una buona dieta è praticamente una garanzia di non poter dare il massimo ai tavoli da gioco.

14. Eliminate le distrazioni

Anche se seguiamo tutti gli altri consigli presenti in questa lista, rimane la necessità di giocare a poker in un’atmosfera che favorisca la concentrazione.

Remove DistractionsEliminate le distrazioni

Le notifiche nella nostra barra delle applicazioni, sul cellulare o sull’orologio ci possono distrarre dal gioco e frenare i nostri ragionamenti mentali. Può essere inoltre una buona idea informare le persone che vivono con noi che vorremmo non avere alcuna distrazione in determinate ore della giornata.

  • Subire una distrazione in buona fede in un momento decisivo potrebbe far la differenza tra una sessione vincente o perdente.

In genere è opportuno avere un po’ di acqua o qualche snack vicino a sé: in questo modo non saremo costretti ad abbandonare inutilmente la sessione di gioco.

15. Dedicatevi al poker con amore

Molti giocatori si cimentano nel poker unicamente per la prospettiva di guadagnare quelli che loro immaginano essere “soldi facili”. Quando invece si rendono conto che il poker è difficile, si arrendono al primo segnale negativo.

Forse tali giocatori non hanno mai veramente avuto grande interesse per il poker, dove non è così facile vincere come potevano pensare.

  • Chi invece gioca per passione, avrà la forza d’animo per far fronte agli inevitabili alti e bassi che tale attività comporta.

Se ci ritroviamo a dover fare i conti con una varianza sfavorevole, saremo in grado di trovare un modo per lavorare sul nostro gioco. Il fatto di voler andare avanti con una prospettiva a lungo termine è determinante nel trovare poi soluzioni percorribili.

I giocatori di successo sono quasi sempre quelli che amano il poker, a prescindere dal fatto che siano necessari 6 mesi o 20 anni per raggiungerlo.

Riepilogo – Fare sfracelli con i micro stake

Se seguiamo ogni punto di questa lista applicandolo al nostro gioco, inizieremo rapidamente a registrare delle vincite con i micro stake.

Se dovessimo riassumere l’intera lista in due soli consigli, sceglieremmo di certo il primo e l’ultimo.

1. Mantenete un atteggiamento professionale
15. Dedicatevi al poker con amore

Una volta rispettate queste due indicazioni essenziali, state certi che il resto verrà da sé.

August 9, 2021
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