Si dice che la maggioranza dei giocatori di poker odi la matematica. Ce ne sono addirittura alcuni tra i vincenti, che si dicono giocatori di puro istinto, e che dichiarano di non usare mai la matematica per vincere al gioco Quindi, ammessa pure la possibilità di essere un giocatore di successo senza usare la matematica, ha senso proseguire l’analisi su quest’argomento, o vogliamo concederci una bella giornata senza numeri? Meglio approfondire l’argomento..

I migliori giocatori usano la matematica

Sappiamo con certezza che esistono giocatori dall’istinto formidabile, che non hanno bisogno della matematica per vincere al gioco. Nonostante ciò, nella realtà, ogni giocatore importante usa regolarmente la matematica per calibrare e prendere le proprie decisioni di gioco. E non stiamo parlando di teorie matematiche troppo complesse, infatti la matematica nel poker è per lo più abbastanza semplice, e può aiutare a confermare decisioni precedentemente prese grazie all’istinto.

Perfino i campioni dell’istinto possono imparare sulla loro pelle che una decisione sbagliata può costare una mano, la partita e quasi sempre un pò di soldi. In tutti questi casi l’unico modo per sapere se una decisione di gioco è davvero quella giusta (ma non necessariamente quella vincente) è attraverso una conferma di natura matematica.

Quindi, per tirare le somme, mentre la matematica non è un requisito fondamentale in molti giochi, al contrario nel poker un approccio più scientifico produce semplicemente giocatori più forti. E se parliamo di gioco online, un approccio matematico al gioco è fondamentale se si vuole arrivare ad avere accesso ai livelli più alti di gioco.

Come esattamente la matematica può aiutare nel gioco?

Bisogna ammettere che in un gioco dove emergono calcoli di probabilità in ogni momento, la matematica può sempre aiutare. Andiamo a vedere ora nel dettaglio come questa può rispondere a due questioni specifiche:

1. Pot-Odds

Domanda – Siamo alla fase del river di un heads-up e ci sono 10€ nel piatto. Il nostro avversario rilancia di 5€. Quante probabilità di vincere dobbiamo avere per fare la call?

In situazioni come queste il nostro istinto può facilmente portarci all’errore. Intuitivamente si potrebbe dire che occorre avere più del 50% delle possibilità di vincere per fare la chiamata, mentre in realtà non c’è alcuna necessità di essere nemmeno i favoriti perchè la call sia corretta.

Consideriamola in questo modo:

C’è un 1.000.000€ nel piatto. Abbiamo una mano che in linea di massima può essere vincente il 20% delle volte. L’avversario scommette 1€. Call o Fold? 

A questo punto l’istinto suggerisce di chiamare la mano senza alcun dubbio. Non importa se abbiamo uno stretto margine di vittoria; il rischio è limitato a 1€ di fronte al 20% delle possibilità di vincere una cifra importante. Si tratta di una mano abbastanza semplice, anche se in effetti l’80% delle volte andrà ad arricchire le casse del nostro avversario.

Nonostante lo scenario descritto in precedenza sia meno estremo e maggiormente vicino alla realtà, i principi applicati rimangono sempre gli stessi. Non c’è alcun bisogno di vincere il piatto più del 50% delle volte per rendere una giocata plausibile. Quindi per tirare le somme, come dobbiamo calcolare se conviene o no proseguire la partita?

Per effettuare questo calcolo possiamo applicare la formula che segue:

Rapporto tra investimento e valore del piatto = Probabilità di vincita

Sembra un paradosso, ma succede alle volte che la matematica nel poker si complichi se ad applicarla ci sono persone troppo preparate. Alle volte serve mantenere semplice l’approccio per avere i migliori risultati. Quindi, quanto dobbiamo investire rispetto al piatto totale per la nostra call?

Se andiamo in call stiamo investendo 5€, su un piatto totale di 20€ (ricorda che per piatto totale si intendono le scommesse di entrambi i giocatori e la nostra chiamata potenziale). Questo equivale al 25% del piatto totale (5/20). Questo significo che dobbiamo avere la mano migliore almeno il 25% delle volte, o più per fare di questa una mano “matematicamente” giocabile.

Ratio vs Percentuale

I giocatori più tradizionali preferiscono alle volte risolvere la questione del piatto-probabilità (Pot-Odds) considerandolo come un rapporto tra valori (ratio). Questo approccio ripropone in sostanza il modo in cui vengono descritte le probabilità di una scommessa sportiva. Nell’esempio qui in alto possiamo dire che il rapporto è di 3:1 (tre a uno), vediamo nel dettaglio perchè:

Stiamo investendo 5€ per vincerne 15€, questo vuol dire che le nostre possibilità sono 15:5, che equivale semplificato a 3:1. Molti dei giocatori più tradizionali vi descriveranno il rapporto piatto-probabilità in questo modo, nonostante rimanga più semplice considerare questo rapporto in forma percentuale*. Il giocatore di poker ideale dovrebbe avere dimestichezza con entrambi gli approcci, anche se solo per una mera questione formale, o di comunicazione tra giocatori.

(*N.B. Non esiste un vantaggio effettivo nell’uso della ratio, o delle percentuali. La ragione per la quale abbiamo descritto l’approccio pot-odds come strumento più semplice per calcolare in percentuale dipende dal fatto che in molte occasioni ci ritroveremo a comparare il nostro pot-odds con il nostro pot-equity per stabilire se abbiamo una mano potenzialmente redditizia. Pot-equity è quasi sempre definito come una percentuale, ed è più semplice confrontare due valori percentuali rispetto a farlo tra uno di questi ed un numero.)

2. Bluffare con successo

Domanda 2 – Ci sono 100€ nel piatto e siamo al river. Decidiamo di fare un bluff del valore di 50€. Quante probabilità di riuscita dobbiamo avere per rendere la mossa plausibile?

Di nuovo la nostra intuizione potrebbe suggerire che occorre che ci siano più del 50% delle possibilità di riuscita per rendere la mossa sensata. In caso contrario significherebbe che il nostro bluff non potrebbe andare a buon fine la maggior parte delle volte e quindi che non sia la mossa migliore da fare. Ma anche qui ancora una volta il nostro istinto potrebbe non rappresentare l’approccio più corretto. Vediamo perchè.

Prendiamo un esempio simile al precedente: abbiamo 1 milione di € nel piatto, e sappiamo che un bluff del valore di 50€ ha il 40% delle possibilità di riuscita. Bluffiamo? Assolutamente sì – il nostro bluff potrebbe anche non funzionare sempre, ma è anche vero che di fronte ad un investimento limitato a 50€, e alla possibilità di vincere un piatto da 1 milione vale comunque la pena correre il rischio. Vediamo ora qual’è la formula per calcolare esattamente con quale probabilità il nostre bluff deve funzionare per farne una mossa di gioco corretta.

Rapporto tra investimento e valore del piatto = Probabilità che il bluff funzioni

Già vista da qualche parte? Esatto, è la stessa identica formula vista in precedenza, solo con qualche piccolo aggiustamento.

Ma tornando al punto precedente, immaginiamo uno scenario meno estremo: dobbiamo decidere se investire 50€, per un piatto totale di 150€ successivo alla nostra scommessa.
50/150 = 33.33%

Quindi ipotizzando che il nostro bluff al river funzioni almeno il 30% delle volte possiamo serenamente dire che vale la pena andare avanti, anche se non abbiamo la maggioranza delle possibilità di riuscita.

E questo è solo l’inizio!

Bisogna ammettere per onestà di pensiero che le situazioni in cui si applica la matematica non sono sempre così intuitive, e che alle volte la faccenda si fa di sicuro più complessa. Di fatto esistono molte situazioni in cui la matematica può essere applicata nel poker per raggiungere una maggiore consapevolezza del valore delle proprie scommesse, per costruire un range ottimale di azione o misurare e impiegare saggiamente gli stack nelle varie fasi di gioco. Considerata la vastita delle situazioni, la matematica può farsi davvero complessa tanto che perfino il migliore dei giocatori potrebbe non afferrarne il senso per intero.

Comunque, messo da parte per il momento un approccio più profondo, vale la pena concentrarsi sulle basi matematiche. Queste possono darci maggiore consapevolezza del gioco, e naturalmente sicurezza nelle decisioni da prendere.

Quindi, per quanto solo pochi di noi possono ammettere serenamente di amare la matematica, se vogliamo davvero entrare nel mondo del poker dobbiamo sfruttare le varie possibilità che questa ci offre, se non altro per distruggere i nostri avversari al tavolo!

January 1, 2017

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Una cosa è certa, nel corso delle nostre vite ne abbiamo viste e sentite di ogni tipo intorno al mondo del poker. L’onda d’urto di questo gioco è, ed è stata così grande che non mancano riferimenti al poker nel mondo comune; ovvero tutto quel mondo composto da persone che del poker conoscono a stento il nome. Probabilmente è successo anche a voi di sentire qualcuno utilizzare la parola bluff, o lanciarsi in un: “indosserò la mia migliore poker face”.

E può succedere che chi utilizzi queste espressioni non abbia idea di come funzioni, o quello che sia uno dei più popolari giochi di tutti i tempi: il poker.

Molti, comunque, non hanno che una conoscenza superficiale di questo gioco. E forse questo è anche il tuo approccio, e sei qui appunto per capirne di più.

Quindi, il poker è davvero un gioco piacevole come lo si descrive? Andiamo a vedere come funziona e cosa serve per giocare a poker.
 

Varianti di Poker

Ci sono diverse versioni, o più propriamente “varianti” di poker. Storicamente quelle più popolari sono state quelle dei “draw games” e degli “stud games”.

Se ti è mai capitato di vedere una mano di poker in un film prima del 2000, questa sarà stata di sicuro giocata in uno di questi due formati di giochi.

Tuttavia un fenomeno tutto nuovo ha preso piede negli ultimi tempi, e il gioco in questione è il “No Limit Hold’em”. Oggi la maggior parte dei giochi relativi al mondo del poker messi in mostra dal mondo dei media fanno parte della famiglia del Texas Hold’em.

Naturalmente ogni genere di gioco presenta delle differenze più o meno profonde, anche se viene condiviso un denominatore comune, ovvero lo scopo finale che è quello di prendere tutte le chip degli avversari.
 

Lo Scopo

La prima cosa che occorre inquadrare quando ci si avvicina ad un nuovo gioco è quella di comprendere per intero quello che è il suo scopo. Forse avete già intuito che i giocatori di poker iniziano tutti con la stessa quantità di chip (o gettoni, che rappresentano in partita denaro vero e proprio per i tavoli cash, oppure lo stack con il quale il giocatore partecipa ad un torneo), e con queste scommettono e partecipano alla partita che si sviluppa sulla base della qualità o dell’uso delle carte in mano ad ogni giocatore.

L’idea di fondo è quella di vincere il maggiore numero di chip possibile dagli altri avversari, e questo avviene attraverso due principali metodologie di gioco: il poker a torneo, o i tavoli cash.

Nei “tavoli cash” i giocatori possono semplicemente sedersi ad un tavolo ed iniziare a giocare, e naturalmente lasciare il tavolo in ogni momento. Nel caso un giocatore finisca le sue chip (che di norma rappresentano il loro valore nominale in denaro reale) può sempre effettuare un “rebuy” e acquistare nuove chip per tornare in gioco. Alla fine della partita i giocatori possono convertire le chip in loro possesso in denaro reale.

Un torneo, al contrario, vincola i giocatori a partecipare al gioco finchè questi non terminano le chip, e continua fino a quando non rimane un solo giocatore, appunto il vincitore. Una volta terminate le chip il giocatore non può effettuare un rebuy, e semplicemente uscirà fuori dal gioco. I premi sono di norma assegnati a seconda della posizione raggiunta nella classifica di gioco dai giocatori. 
 

Strategia - Guida poker online e live

Ci sono alcune strategie che presentano elementi comuni nella gran parte delle diverse varianti di poker. Nella maggioranza dei casi ci sono due modi che possono portare alla vittoria.

Il primo è quello di avere delle carte molto forti e di giocare una buona mano fino ad arrivare allo showdown dove i punti di tutti i giocatori rimasti in gioco vengono esposti. Una volta certi di avere un punto molto alto possiamo iniziare a fare scommesse nella speranza che i nostri avversari seguano il nostro esempio, che chiamino il nostro rilancio e che infine abbiano in mano un punto inferiore al nostro. Una volta aperte le carte, se la nostra combinazione è la più alta, allora vinceremo anche tutte le chip che sono presenti nel piatto.

Esiste anche un secondo modo per vincere, ed è quello che rende il poker così eccitante. Si può vincere infatti anche non avendo una mano forte, alle volte perfino non avendo in mano alcun punto e in questo caso si dice che stiamo bluffando. Questo avviene tutte le volte che un giocatore si comporta e scommette come se avesse in mano una combinazione forte con lo scopo di eliminare gli avversari al tavolo (che non hanno alcun obbligo di proseguire la partita) e vincere il piatto, pur non avendo nulla in mano.

Ogni giocatore ha l’opzione di abbandonare la partita ad ogni turno, rinunciando al piatto e facendo “fold”. Dal momento che un giocatore esce non perderà più alcuna chip, sacrificando naturalmente quanto messo nel piatto fino a quel momento.

Ogni volta che un giocatore effettua una scommessa questa viene messa al centro del tavolo, e tutte le chip raccolte durante il gioco vengono chiamate “pot/piatto”. Se tutti gli avversari foldano, noi non avremo bisogno di mostarre la nostra mano e il piatto sarà nostro.
 

La psicologia

Una delle ragioni per la quale il poker è così amato è di sicuro rappresentata dal fattore psicologico. Tentare di cogliere le esitazioni dei nostri avversari, comprenderne la metodologia di gioco o se stanno bluffando o meno è di sicuro una delle caratteristiche più eccitanti di questo gioco. D’altra parte rimane una delle soddisfazioni più grandi quella di portare a casa un piatto dopo aver effettuato un bluff , portando al fold i nostri avversari pur non avendo alcun punto in mano.

Dati questi aspetti spesso si dice che il poker non sia solamente un gioco di carte, ma un gioco dove si affrontano le abilità delle persone. Di sicuro per giocare servono le carte, ma durante l’intero svolgimento del gioco l’attività che emerge è data da come queste vengono giocate, e dalle decisioni prese via via che la partita si sviluppa.

Abbiamo di fronte giocatori che ci crederanno ben serviti se facciamo una scommesa importante, o no?

I nostri avversari sono tra quelli che amano il rischio, o al contrario preferiscono giocare solo se ben serviti?

Quanto è probabile che chi ci siede di fronte si lanci in un bluff?

Ci sono di sicuro giocatori che mostrano segnali durante la partita che indicano il tipo di strategia che stanno attuando. Magari sono nervosi, o si agitano; o al contrario mantengono il massimo controllo. Forse lanciano con decisione le loro chip nel piatto, oppure lo fanno con calma e lentezza. Tutti questi aspetti possono aiutarci, se colti e ben letti, ad avere una visione più chiara dei tipi di giocatori che ci siedono di fronte, e nel migliore dei casi delle carte che tengono in mano.
 

Perchè giocare a poker?

Molti pensano erroneamente che il poker sia un gioco basato sulla fortuna, simile ad altri giochi come il blackjack, o la roulette. Il tempo ha dato ragione, visto il riconoscimento a livello mondiale, a tutti coloro che hanno indicato il poker come uno skill game; quindi un gioco dove emergono preponderanti la capacità e l’abilità del giocatore.

Non c’è dubbio sul fatto che la fortuna abbia la sua parte in un gioco dove vengono distribuite delle carte, ma è altrettanto vero che il modo in cui queste vengono giocate e la capacità di leggere gioco e avversari ha un ruolo determinante sullo sviluppo del gioco e quindi anche sull’esito della partita.

Il poker è di sicuro uno dei pochissimi giochi in cui i giocatori sfidano le rispettive capacità intellettuali ed è un dato assodato che portato ad un certo livello insegni le seguenti discipline:

  • Statistica e probabilità
  • Teoria di gioco
  • Psicologia

C’è da aggiungere che il poker insegna anche importanti capacità di disciplina, organizzazione e lucidità di pensiero. In altre parole, imparare a giocare a poker può insegnarci molto anche su come gestire altri aspetti della vita. D’altra parte è bene ricordare che il gioco può anche portare con sè un effettivo beneficio finanziario, visto che essendo così preminente l’aspetto dell’abilità, il poker nel tempo è diventato un lavoro a tempo pieno per molti giocatori.

Senza dimenticare naturalmente l’aspetto più importante: non serve diventare un poker pro per poter apprezzare di questo splendido gioco divertimento ed emozioni da condividere con i propri amici.

In bocca al lupo quindi, e ci vediamo ai tavoli!
 

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December 31, 2017

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Mettiamo da parte come prima cosa un approccio squisitamente legato alle regole. L’utilizzo di software automatizzati per giocare a poker (comunemente detti bot) è contrario alle regole di 888poker, e probabilmente anche a quelle di qualsiasi altro sito di poker online sulla faccia di questo pianeta.

Bene! Quindi detto ciò possiamo smettere di leggere questo articolo e tornare a giocare? Sfortunatamente no. Meglio avere sui bot maggiori informazioni, se non una conoscenza profonda; infatti nonostante siano illegali, rimangono ampiamente in uso in moltissimi casi di gioco online, e sarebbe assurdo non tenere gli occhi aperti o conoscerne i segreti che ne possono portare alla scoperta.
 

I Bots Sono Deboli

In molti casi i bot sono deboli e prevedibili, ma ciò non toglie che ne esistano di temibili; sviluppati talmente bene e in modo così accurato da essere una spina nel fianco per qualsiasi giocatore, preparato o meno che sia. Casi di bot scoperti e messi alla luce sono una costante nelle cronache di settore, soprattutto dopo che con il loro ausilio sono stati vinti diversi milioni di $ spesso ai tavoli dai limiti medi. Quindi non vanno sottovalutati, anzi meglio prenderli con molta serietà visto che un software di gioco costruito da programmatori capaci può rappresentare un serissimo problema tanto per la poker room, che per i suoi giocatori.

In ogni caso prima di entrare nel panico, chiudere tutto e decidere di non giocare mai più a poker online, ci sono un paio di cose importanti da sottolineare e capire:

  1. Bot in grado di giocare nei mid o high limit sono estremamente pochi, comparati a tutti i bot in giro.
  2. In caso un bot sia colto in fragranza durante una partita, la poker room ha sempre il massimo interesse a ristabilire l’ordine e correggere l’esito del gioco.
  3. Qualsiasi sito di poker degno di questo nome avrà a disposizione un team interamente dedicato alla sicurezza di gioco, con lo scopo di individuare e chiudere i conti di gioco dove si sospetta vi sia un bot a giocare. 

Nonostante sia risaputo che la gran parte dei bot sono deboli al gioco, questo non vuol dire che non vi siano giocatori con abilità ancora più scarse. Quindi ammesso pure che sia possibile battere un bot al nostro tavolo, ciò non toglie che le nostre vincite potrebbero essere maggiori se al suo posto, vi sia seduto un giocatore ancora più debole. 
 

Come Riconoscere un Bot

Rimane quanto mai probabile perdere contro un cattivo bot, prima ancora che ci si renda conto della sua natura. E questo succede soprattutto perchè le modalità di gioco di un bot possono spiazzare un giocatore reale essendo lontane dai canoni generali. Potrebbero infatti fare uso di una scommessa pot-sized, o un check-raise durante il flop in modo molto aggressivo. In ogni caso non appena identificato un avversario come bot, lo sviluppo del gioco può cambiare drasticamente, perfino rovesciando le sorti della partita uomo contro macchina, e naturalmente non a favore di quest’ultima.

Quindi, come si può individuare la presenza di un bot al tavolo? Ecco alcuni punti che dovrebbero far alzare le antenne a qualsiasi giocatori che le rilevi ad un tavolo:

  • L’uso ripetuto di scommesse della stessa entità (caratteristica che si può riscontrare anche in giocatori reali)
  • L’uso ripetuto di alcune modalità di gioco (specialmente inconsuete)
  • Approccio molto aggressivo che si ripete in determinate situazioni 
  • Stesso tempo impiegato per qualsiasi decisione di gioco
  • Nessuna risposta in chat
  • Sit out sempre con la stessa tempistica 
  • Immediata partecipazione ad un nuovo tavolo non appena ci sono seduti un determinato numero di giocatori 

Non sempre le caratteristiche elencate qui sopra sono facilmente identificabili. Ma tenendo in considerazione il fatto che un bot spesso opera come parte di un sistema (bot-ring) che coinvolge più di un conto di gioco, alle volte la sua presenza ad un tavolo può diventare molto evidente. La presenza al tavolo di più giocatori che utilizzano esattamente lo stesso modello di gioco, che lo fanno con la stessa tempistica e non rispondono mai in chat si mette in evidenza da sè, ancora di più se si nota che questi hanno statistiche di gioco molto simili, e lontane dalla media generale.

Ad esempio: la media dei giocatori ai limiti più bassi rilancia nel flop intorno al 6% delle volte. Ora immagina di confrontarti al tavolo con 3 giocatori che presentano delle stats identiche, e che rilanciano al flop il 25% delle volte. Coincidenza? Mmh, difficile sostenerlo, molto più probabile che di fronte a noi sieda un bot-ring.

Altro aspetto da tenere in considerazione, e che rappresenta l’ennesima rottura delle regole di gioco, è che come bot-ring questi giocatori fittizzi potrebbero giocare come team e collaborare tra loro scambiandosi informazioni preziose come per esempio le carte personali, avendo in questo modo il gioco quasi completamente sotto controllo.
 

Battere un Bot

La programmazione di un bot valido non è operazione da poco. Questo significa che gli artefici di un software di questo tipo devono investire migliaia, se non decine di migliaia di ore lavorative per produrre un bot che non presenti limiti o falle di sistema. Ed è proprio questo il nostro compito, quello di individuare quali che siano i difetti di questi software e combatterli, per garantire a tutti i nostri giocatori un gioco piacevole e in piena sicurezza.

Molti dei bot in uso nei tavoli di oggi sono quelli definiti “profile bots”. In sostanza si tratta di sistemi in grado di rilevare quello che gli altri giocatori fanno, ed a reagire di conseguenza, utilizzando una sorta di HUD. Diciamo per esempio che un giocatore folda ripetutamente di fronte ad una 3bet, in questo caso il bot inizia a 3bettare continuamente. Se si riesce a stabilire quello che il bot pensa di un giocatore, questo può iniziare a comportarsi portando il gioco ad un livello più alto. Se il bot 3betta con qualsiasi carta, allora sarà arrivato il momento di bluffare e di portarsi ad un 4bet.

La gran parte dei bot non sono in grado di misurare il valore effettivo delle scommesse effettuate, e questo è di certo un punto che può essere usato a proprio vantaggio. In molti casi quindi la programmazione di un bot prevede un un codice aperto di scommesse, come: call-vs-3bet ranges, 4bet-ranges etc. Ma non prevede necessariamente un codice per considerare le varie entità di scommessa che potrebbero presentarsi. Può accadere che il bot apra con 3bb e successivamente foldi un entità simile in caso si passi da 3bet, a 5bb. E una mossa del genere rimane facilmente sfruttabile. Si potrebbe ad esempio 3bettare ogni 2 carte per 5bb, e poi 3bettare con decisione se in possesso di una mano rilevante. In questo modo il bot non riceverà dal nostro gioco alcun indizio.  Quando poi il bot inizierà a 4bettare dopo aver realizzato che stiamo 3bettando in modo leggero, si può iniziare a 4bettare al minimo e rimanere ad osservare il bot che folda ad ogni giro.

Con questo non si vuole sostenere che tutti i bot sono raggirabili allo stesso modo, o che il metodo esposto qui sopra funzioni in ogni caso, ma che c’è un principio sempre valido: se si riesce a cogliere come il bot “pensa” e che tipo di strategia stà applicando al gioco allora si può tentare di raggirare il sistema e di usarlo a proprio vantaggio. Inoltre, se si riesce a sfondare le difese di un bot, è molto probabile che si possa anche ottenere vincite mai raggiunte prima.
 

I Bot Sono Sempre Cattivi?

Concludiamo questa riflessione sui bot con un interessante questione morale: i bot sono veramente cattivi? Cosa ne pensate? Attualmente l’unico motivo per il quale i bot vengono considerati cattivi è perchè il loro utilizzo rimane contrario alle regole delle poker room. Mettiamo per esempio che un sito di poker ne dichiari accettato l’uso, a questo punto non ci sarebbe più nulla di male nel loro utilizzo.

I giocatori saprebbero che esiste sempre una possibilità che seduto al loro tavolo ci sia un bot, e non vi sarebbe alcun disappunto a scovarne uno in funzione. Inoltre la poker room in questione genererebbe anche molto rake aggiunto visto che i bot sono eccellenti nel produrre in modo stabile grandi volumi di gioco.

In assoluto la decisione se accettarne l’uso, o no rimane nelle mani delle poker room. In linea di massima si può intuire che il divieto ha come scopo quello di non penalizzare i giocatori ricreazionali; ovvero tutti quelli che cercano nel poker un divertente passatempo e non un modo per guadagnare soldi. Inoltre c’è da aggiungere che probabilmente molti giocatori, a prescindere dal loro livello, potrebbero non apprezzare il fatto di confrontarsi al tavolo con un software, capace di calcoli veloci e soprattutto incapace di emozionarsi e andare in tilt.

December 31, 2017

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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1. A-K

Questa mano rappresenta in gioco uno dei pericoli maggiori, può essere sottovalutata in preflop, e sopravvalutata in postflop.

Preflop

Generalmente si usa essere molto aggressivi quando si ha tra le mani un A-K prima del flop. Dopo tutto si tratta di una delle migliori tra le coppie di carte personali, anche se in definitiva non essendo di per sè un punto rappresenta in partita una sorta di testa o croce. La mano si potrebbe trovare in difficoltà contro un K-K (approssimativamente il 30% di vincere) e A-A (8-11% possibilità di vittoria). Rimane il fatto che nella gran parte delle situazioni durante un torneo, non faresti male a mettere nel piatto tutte le tue chip già in pre-flop.

Un errore comune che spesso commettono i giocatori, è quello di chiamare un re-raise con un A-K mettendo in gioco una buona parte dello stack – diciamo il 30% - per poi foldare successivamente. Ricorda che per la gran parte delle volte, circa un terzo di queste, nel migliore dei casi raggiungerai una coppia con il flop; quindi se intendi andare a giocare una mano forte con un A-K, avresti potuto molto spesso fare meglio con un all-in in preflop. Questo può sempre portare i tuoi avversari a foldare, e anche se questo non succede avrai modo di vedere tutte e cinque la carte che potranno darti la possibilità di migliorare la tua mano.

Postflop

La peggiore decisione da prendere è quella quando in mano hai una coppia alta. Il problema è che un buon giocatore non dovrebbe mai giocare un piatto importante contro di te con una mano inferiore. Immagina di avere A-K con un flop davanti comporto da a K-6-5 rainbow. Il tuo avversario scommette, tu fai un raise e il tuo opponenete un re-raise! Nella gran parte dei casi questo vuol dire che ti hanno battuto e tu dovresti quindi foldare. Contro giocatori aggresivi e scaltri, sempre bene rallentare il gioco con un misurato check-call.

Questo non vuol dire che devi pietrificarti ogni volta, se hai una coppia importante con un A-9-2 rainbow flop, e dopo con il turn e il river escono carte tranquille, dovresti scommettere ad ogni giro nel caso i tuoi avversari chiamino passivamente.

Sintesi

A-K è una mano molto forte, quindi sfrutta la sua forza in preflop e postflop se decidi di attaccare. 
 

2. K-Q

Queste sembrano due carte valide, ma possono trasformarsi in una mano velenosa se accompagnate ad un flop insidioso.

Pericolo principale

Giocare una coppia per un piatto importante ma evere la peggio.

Preflop

Per quanto K-Q sia una coppia di carte forte, potresti comunque trovarti nei guai contro mani dominanti. Per questa ragione devi ridurre al minimo i problemi potenziali badando bene di entrare in raising, specialmente se sei il primo a parlare. Potresti anche considerare la possibilità di effettuare un re-raise, soprattutto contro un giocatore aggressivo che ha aperto già parecchie mani.

Se il tuo raise è attaccato da un giocatore meno scaltro dovresti foldare perchè il linea di massima questo significa che potrebbero avere la meglio con Q-Q o A-K, o magarsi trovarsi leggeremente in vantaggio con una coppia in mano. In sostanza meglio non sbizzarrirsi troppo con una K-Q in mano. Il tuo vantaggio si perde in caso di mani come un suited connector, o perfino con una coppia. Raise o gioca solo se in heads up.

Postflop

Il vero pericolo per una combinazione come K-Q si annida nel flop. Certo, puoi sempre uscire dal gioco in assenza di carte che ti sostengano, ma se ottieni una coppia alta e un pò di azione intorno non è semplice capire quale sia la vera situazione che ti circonda. Diciamo che hai in mano un K-Q e nel flop esce Qs-10c-8c. Hai ottenuto una coppia alta e spesso questo significa avere anche la mano più alta. Quindi a norma di logica decidi di scommettere e uno dei tuoi avversari chiama. Poi dopo un turn neutro, questo fa un raise. Sei in vantaggio? Poco probabile. Un avversario scaltro potrebbe anche giocare nella speranza di ottenere un punto, ma nella gran parte delle situazioni potrai foldare o rilanciare, specialmente se al turn si completa una combinazione che non potrà essere migliorata.

Sintesi

K-Q è una mano forte che può far vincere allo showdown, ma mantieni basso il livello delle scommesse se hai solamente una coppia alta.
 

3. Asso - rag

Giocare un asso con una carta di sostegno bassa ti porterà nella gran parte dei casi a sperare in un piatto risicato.

Il maggior pericolo è dato proprio dal fatto che in mano hai un asso.

Preflop

Con Asso-rag si intende un A-9 o più basso non suited (o anche suited quando il flop esclude qualasiasi possibilità di colore). Non esiste un aggettivo adatto a descrivere quanto mani di questo tipo possono essere pericolose per il tuo profitto nel gioco a lungo termine. Il solo momento in cui hanno qualche valore è quando fai un all-in durante un torneo e sei corto di stack, oppure in una situazione short-handed o heads-up.

Postflop

Ace-rag è tuttavia da giocare. Il punto è che difficilmente potrai sapere se sei in testa, o in coda al momento dell’azione, per non parlare se nel flop esce il tuo kicker (per esempio se hai A-8 e nel flop esce Q-8-2). La maggior parte dei casi non avrai nessuna mano, e anche se ne incastrerai una non sarai in grado di sostenere nessun gioco rilevante o finirai lentamente fatto fuori da qualcuno con un asso migliore del tuo. Situazione che per dirla tutta non è affatto piacevole.

Sintesi

Molla gli assi peggiori.
 

4. Connettori suited

Mani insidiose richiedono un gioco solido nel post flop – non finire a secco.

Il pericolo maggiore è quello di pagare troppo in preflop e andare fuori gioco nel postflop.

Preflop

Connettori suited sono decisamente carte seducenti  – deliziose con quel tripudio di colore e forza di gioco che si portano dietro. Naturalmente possono essere un arma letale in una partita ad Holdem – Con il flop giusto puoi fare terra bruciata degli avversari che ti siedono intorno. Il vero problema è che chiudere il punto non  succede così spesso da rendere sempre consigliabile il loro gioco.

I pericoli nel preflop si annidano nella possibilità di investire troppi soldi, o chip giocandoli fuori posizione. Devi accettare che queste mani sono pretenziose in termini di gioco e non hanno particamente valore durante il preflop.

L’unico scopo che hai giocando carte di questi tipo, è quello di arrivare al flop e vedere cosa succeed. Per questa ragione meglio punatre al gioco solo se sei largo di chip. E mai entrare nella routine di giocarle per abitudine. Quindi se decidi di giocarle cerca di essere tu quello che controlla il gioco, evita un gioco indeciso e di puntare le tue emergie contro un giocatore specifico.

Considerato il fatto che la gran parte del tuo gioco avverrà nel postflop, cerca sempre di essere in posizione visto che caret del genere sono particolarmente difficili da giocare fuori posizione dopo il flop.

Postflop

Ci sono due problemi importanti con i connettori suited dopo il flop. Il primo è quando solo parte del flop è rilevante per il tuo gioco, quindi potresti anche non evere la mano migliore. Per esempio, stai giocando con 8c-7c e il flop è Jh-8d-5s e di fronte hai un solo avversario; potresti avere la mano migliore, ma allo stesso tempo potresti anche essere fatto fuori. La verità è che la tua mano non è così forte e devi tenere a mente che in origine hai giocato il connettore per ottenere una mano di ben altro calibro. Non rimanere vittima del tuo gioco, e in situazioni del genere valuta con attenzione se vale la pena inverstire troppe chip nel piatto.

Il secondo pericolo è particolarmente rischioso se sei fuori posizione; diciamo che stai giocando con 7d-6d e nel flop escono 10d-9s-2d e sei il primo a parlare. Sei di sicuro di fronte ad un flop invitante per te, ma se sei fuori posizione non sarà facile da giocare. Che cosa faresti in caso di re-raised? E se anche fai check o accetti il rilancio come ti comporterai se poi con il turn e il river non succede niente?

E infine esiste il pericolo che anche se incastri la tua scala, o il tuo colore puoi sempre essere battuto da un punto migliore.

Presi in considerazioni tutti questi fattori insiti nel gioco dei connettori suited quando sei in posizione, tieni sempre a mente di ottenere il massimo risultato dalle tue mosse. Stai giocando questo tipo di mani e il maggior pericolo si annida sempre nel pre flop, e spesso puoi limitare il pericolo eliminando avversari e aumentando l’aggressività nel gioco.

Sintesi

Hai in mano un buon potenziale, ma non strafare. 
 

5. J-J

Una coppia di jack sono tra le coppie migliori, ma possono essere messi a tacere in molti modi e da molte combinazioni con il flop.

Pericolo maggiore

Giocare un piatto importante quando non sei il migliore.

Preflop

Quando hai due Jack molto probabilmente sei in vantaggio durante il preflop – alla fine stiamo parlando della quarta mano in ordine di importanza in una partita ad Holdem. Quindi niente esitazioni, gioca con aggressività scommettendo e rilanciando in modo forte.

Questo è un buon consiglio, naturalmente finchè le cose ci sono favorevoli. Il problema con i Jack è che quando qualcun’altro mette in gioco tutte le sue chip e spesso può accadere che lo faccia perchè in mano ha qualcosa di meglio. Rimane una decisione complicata quando ci si confronta con qualcuno pronto a giocare in preflop gran parte se non tutto il suo stack. Questo è il momento di comprendere a fondo la situazione nel gioco.

Se sei corto di stack, nei Sit&Go o MTT, difficilemente potrai tirarti indietro. Ma se tanto te, che il tuo avversario siete ben messi a livello di stack, sia in un tavolo cash che in un MTT, potrebbe essere saggio per te fare un passo indietro.

Devi stare in guardia prima di chiamare un re-raise preflop con un J-J visto che ci sono solo alcuni tipi di flop che possono migliorare la tua mano. Se non decidi di confidare nelle probabilità di fare poker, è sempre meglio decidere il proprio gioco in preflop.

Postflop

Come accennato ci sono solo pochi flop che possono migliorare la tua mano. La gran parte delle volte inoltre, se c’è molta azione durante il flop potresti essere sotto scacco da una doppia coppia, un poker o una coppia più alta. In sostanza questo è il momento di utilizzare tutta la tua abilità nel leggere la mano e i giocatori che ti circondano. Se i tuoi Jack sono la coppia più alta sul tavolo il consiglio è di aumentare la pressione se un un giocatore che aveva rilanciato in preflop effettua una continuation bet.

In sostanza con J-J hai di sicuro in mano una combinazione valida, ma devi sempre e comunque seguire il tuo istinto e la capacità di leggere partita e avversari, la tua coppia infatti potrebbe sempre essere fatta fuori.
 

6. A-A

Le carte migliori in assoluto; una combinazione che è sempre un piacere e uno shock da scoprire, unica cosa meglio stare attenti a non farsele scoppiare tra le mani.

Il pericolo maggiore e non saper fare un passo indietro quando qualcuno ha in mano qualcosa di meglio. È importante sapere come giocare A-A.

Preflop

Hai in mano le migliori carte possibili in gioco, quindi è il momento migliore per investire chip – un bel pò di chip! Raise, re-raise, fa tutto quello che puoi per aumentare il piatto finchè sei in testa. Sentiti libero all’occorrenza di giocare in modo non lineare, aumentano e rallentando il ritmo, in ogni caso, giocare un A-A in modo veloce e aggressivo è generalmente la strategia migliore.

Postflop

Giocare gli assi in postflop può essere davvero difficile e puoi ritrovarti in una pessima situazione con loro. Il pericolo principale è quando un avversario ha giocato una mano come una coppia o un connettore suited ben sapendo che hai una mano forte. Se poi l’avversario chiude la sua mano con il flop allora si che sei nei guai. Per chiarire la situazione, rilanci quattro volte il big blind e un avversario chiama. Nel flop escono 5s-6d-7s e lui ti check-raises. Questa è una situazione pericolosa. Potresti essere fatto fuori da una doppia coppia, o da una scala, ma potrebbe anche essere che a sfidarti ci sia una coppia bassa. Contro un avversario attento e cauto potresti anche dover mollare i tuoi assi, mentre di fronte a qualcuno più esuberante potrebbe essere arrivato il momento di andare all’attacco.

Le cose sono molto più semplici quando c’è stata molta azione in preflop. Se un avversario ha chiamato un re-raise massiccio ti troverai spesso contro una coppia di J, 10. Se decidi di giocare e ti ritrovi in un piatto molto attivo, tieniti pronto a fare marcia indietro se il gioco si fa troppo caldo. Dopo tutto A-A è solo una coppia, non diventare un donkey che non è in grado di fare un passo indietro.

Sintesi

La migliore mano nell’Holdem deve essere giocata velocemente, ma tieniti pronto anche ad un passo indietro in determinate situazioni. 

 

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January 1, 2017

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

Chad Holloway
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Il poker è un gioco che richiede molte capacità analitiche, tra le quali non mancano i calcoli matematici. Scopriamo assieme l'efficacia relativa al conteggio delle carte nel nostro gioco preferito, disponibile in una moltitudine di varianti nel casinò virtuale di 888.

  • Varie generazioni di giocatori di blackjack hanno sognato di conquistare il successo col conteggio delle carte, sebbene i risultati non siano sempre stati all'altezza delle loro aspettative, anche per via delle restrizioni via via introdotte dalle case da gioco che volevano tutelarsi nei confronti di questo fenomeno dirompente.
  • Analogamente a quanto avviene nel blackjack, anche il poker prevede la possibilità di sfruttare il conteggio delle carte per incrementare le proprie chance di vittoria. 
  • Esistono varie strade per giungere all'obiettivo di seguire appropriatamente questa strategia. Non vi resta che continuare la lettura e scoprirne insieme tutte le sfaccettature. 

Blackjack: contare le carte

L’abbiamo visto in una miriade di film. Un gruppo di esperti di matematica a girare tra i corridoi di un casinò, impegnati a sbancare i tavoli di blackjack utilizzando raffinate tecniche di conteggio delle carte. E mentre la direzione del casinò innervosita non riesce a spiegare quello che sta succedendo, continua a perdere una montagna di soldi, e velocemente!

La prima domanda che dobbiamo porci, visto il contesto, è se la stessa tecnica può essere applicata ai tavoli di poker. A dire il vero c’è una bella differenza quando il gioco si svolge online, ma esistono comunque alcune tecniche che possono essere applicate e dalle quali è possibile trarre un concreto vantaggio in termini di gioco. Come prima cosa può essere utile sapere come contare a blackjack.

Contare le carte blackjack

Altro aspetto da considerare è quello relativo alla natura del poker; qui contare le carte può essere considerato come una componente di una strategia di gioco più vasta, e non viene mai utilizzato singolarmente come per esempio avviene nei tavoli di blackjack.
 

Come contare le carte?

In linea di massima il concetto è identico a quello per contare le carte a blackjack; si cerca di tenere il conto delle carte che rimangono in gioco per poter calcolare le possibilità di ottenere la combinazione migliore nelle successive fasi della partita. Da qui il primo aspetto indispensabile: occorre avere chiaro in mente il numero preciso delle carte che possono esserci utili.

Immagina di trovarti nella situazione esposta nell’immagine qui sotto:   

Come Funziona

 

Prendiamoci un momento per riflettere, quali sono le carte che potrebbero esserci utili nel turn? Una volta pronta la risposta, prova a contare il numero preciso di queste carte, vediamo come:

Naturalmente le prime carte di nostro interesse sono quelle di quadri. Ne rimangono 9 in gioco. Un asso potrebbe di sicuro garantirci una buona mano, e di assi ne rimangono 3 in giro. Anche con un 5 si potrebbe costruire una combinazione valida in determinate condizioni esterne, ma al momento mettiamo da parte questa possibilità. Quindi a tirare le somme abbiamo 12 carte con le quali poter costruire la nostra mano migliore (outs). 
 

Acceleriamo il processo

Probabilmente l’operazione di conteggio descritta qui sopra non è delle più veloci, questo perché occorre individuare ogni carta potenzialmente utile che possa avere un valore nel corso della partita. Ma c’è una buona notizia, esiste un modo per accelerare il processo che si basa sul tipo di mano alla quale puntiamo e naturalmente sulle carte che abbiamo: 
Colore (FD) 9 outs
Scala “Open-ended”  (OESD) 8 outs
Scala “Gutshot” 4 outs
2 Carte alte “Overcards” 6 outs
1 Carta alta “Overcard” 3 outs
Bottom pair* 5 outs per 2coppie/tris
OESD e FD 15 outs

**Una coppia ottenuta con una delle carte personali, e la più bassa delle comuni.

Memorizzando questa lista si può ridurre al minimo il tempo necessario al conteggio delle carte durante la partita. Inoltre ottimizzando le tempistiche di gioco, ed avendo una strategia chiara su come gestirne le fasi si può guadagnare del tempo prezioso che può essere speso analizzando gli avversari e il loro modo di giocare. Ma c’è un altro punto da considerare: come si può calcolare velocemente il numero dei risultati che possono esserci utili?
 

Calcolare l’equity

Conoscere il numero di risultati potenzialmente utili in anticipo ci permette di stabilire qualcosa di molto importante, quanto “equity” abbiamo nel piatto. Equity è essenzialmente un termine astratto per definire quanto sia probabile ottenere la combinazione ricercata e nel caso migliore vincere il piatto. Esiste un modo semplice per calcolare l’equity che viene definito: “The 2 Times and 4 Times Rule” oppure “La regola del 4 e del 2”.

Questa regola funziona esclusivamente quando ci si trova nella fase del flop e del turn, quindi non provate ad utilizzarla in pre-flop, o nel river quando non ci sono nuove carte in arrivo.
 

Ecco come funziona:

Durante il Flop – Moltiplica il numero delle carte che possono esserti utili (outs) per 4 per calcolare il valore dell’equity nel piatto 
Durante il Turn – Moltiplica il numero delle carte che possono esserti utili (outs) per 2 per calcolare il valore dell’equity nel piatto 
Quindi, riprendendo l’esempio fatto in apertura di quest’articolo, stabiliamo di avere 12 carte potenzialmente utili (outs).

Ora, possiamo stabilire il valore dell’equity del piatto moltiplicando 12 per 4 (siamo in fase di flop) Ciò significa che abbiamo circa il 48% di possibilità di ottenere un colore, o un asso. Ricordati che questa è soltanto una stima, e che il calcolo effettivo rimane un pò più complesso; in ogni caso durante una partita la regola del 4 e del 2 rimane un'indicazione sufficiente per avere un'indicazione di gioco, e prendere decisioni oculate durante la mano.

MATEMATICA – se non sei un amante della matematica sentiti libero di interrompere la lettura, ma per chi di voi è davvero interessato, quella che segue è una spiegazione più accurata su come funziona la regola del 4 e del 2.

Immagina di trovarti nella fase del turn e di avere 9 carte potenzialmente adatte ad ottenere uan buona mano, mentre ne rimangono 46 sconosciute nel mazzo. Questo significa che la possibilità di ottenere un risultato è di 9/46. Se consideriamo il fatto che c’erano 50 carte nel mazzo possiamo semplificare la formula considerando le nostre probabilità 9/50, che può essere indicato anche come 18/100, che equivale al 18%.

Tuttavia, il valore reale percentuale di 9/46 è 19,5% e non del 18%; questo significa che teoricamente il numero delle carte potenzialmente utili dovrebbe essere moltiplicato per 2,174, ma chi ha tempo durante una partita di concedersi tanta perizia? Meglio accontentarsi di una formula capace comunque di dare una stima abbastanza corretta delle potenzialità di gioco.
 

Attenzione alle mani sporche

Ti è mai capitato di andare a fondo in una partita con una buona combinazione in mano, e di ritrovarti a perdere un bel gruzzolo di chip contro un avversario con una mano migliore? Spesso non c’è molto da fare, si tratta semplicemente della natura del gioco. Comunque, in determinate situazioni, questo potrebbe accadere soprattutto perchè non è stato considerato quali tra gli outs erano “puliti”. Entriamo nei dettagli:

Dai un occhiata alla situazione di gioco qui sotto:

Attenzione Alle Mani Sporche

 

Quante carte potenzialmente utili abbiamo in questa situazione? A prima vista si direbbe ce ne siano diverse, visto che abbiamo aperti un colore e una scala. Una situazione del genere dove ci sono più combinazioni possibili viene definita generalmente “combo-draw”. Ora se consultiamo la tabella in alto possiamo trovare che ci sono 15 carte che possono farci ottenere un colore od una scala, due di queste possono addirittura portarci ad una scala reale.

A questo punto concediamoci un altro momento di riflessione. Come ci setiremmo in caso un K di cuori venga fuori con il turn? Abbiamo ottenuto un colore, quindi a questo punto che fare: giocare con il massimo dell’aggressività per fare più soldi possibili da questa mano? Questa potrebbe risultare una pessima idea perchè qualsiasi cuore di valore più alto avrebbe la meglio sulla nostra combinazione.

E se esce un 9 suited? Facciamo la valigia e prenotiamo il primo volo per Vegas? Non sempre perchè un 10 può batterci alla grande. Rimane naturalmente aperta la possibilità che un avversario ottenga una scala reale e a questo punto se abbiamo un colore la mano potrebbe finire davvero male per noi.

Il fatto che occorre evidenziare è che gran parte delle carte potenzialmente utili sono anche carte “sporche” e potrebbero tranquilamente portarci alla disfatta. Per questo occorre introdurre un nuovo concetto; quello appunto delle carte pulite. Queste sono tutte quelle carte che ci garantiscono in partita la migliore mano possibile. Nell’esempio riportato nell’immagine qui sopra le carte pulite sono il 4 e il 9 di cuori perchè ci porterebbero ad una scala reale. Ciò nonostante, se esce il 9 di cuori, un 10 dello stesso seme porterebbe alla scala reale più alta possibile.
 

Tiriamo le somme

Di sicuro prendere l’abitudine di contare le carte richiede tempo e allenamento, oltre ad una certa visione di gioco. L’aspetto principale di questo approccio è quello di mettere in modo chiaro davanti agli occhi del giocatore lo sviluppo di una partita e il rapporto tra le combinazioni possibili, e la loro incidenza percentuale. Alle volte è possibile effettuare ottime giocate con in mano poche combinazioni possibili, ma con alte probabilità di riuscita. In caso ci si trovi in una situazione dove le probabilità di riuscita della mano siano basse, meglio trovarsi con un ampio range di outs prima di decidere se proseguire la partita.

E se questo approccio al gioco ti sembra un po' troppo complesso, non ti preoccupare e continua ad allenarti, padroneggiarlo è solo una questione di tempo; puoi contarci!

PUNTI CHIAVE

  • Così come nel blackjack, anche nel poker esiste la possibilità di contare le carte, il che può rappresentare un'efficace arma in più nell'arsenale di un bravo giocatore. Questa strategia prevede un calcolo inerente alle carte rimaste in gioco che consentirebbero alla propria mano di fare un significativo salto di qualità. 
  • Vista la complessità richiesta dai calcoli accurati, sono stati ideati metodi più veloci per poter effettuare questo genere di processi a mente.
  • A tal proposito viene in nostro soccorso il concetto di "equity" (ossia la probabilità di ottenere la mano desiderata), che può essere agevolmente calcolata con la regola del 4 e del 2.
  • In ultima analisi occorre fare un'importante distinzione fra le carte "sporche", che seppur appaiano allettanti, possono portare a una sconfitta dolorosa, e le carte "pulite", che garantiscono invece la miglior mano possibile e mettono al riparo da qualsiasi imprevisto sanguinoso.

FAQ

Cosa s'intende per equity e come è possibile calcolarlo?

L'equity, termine che ricorre con una certa frequenza nel mondo del poker, indica fondamentalmente le probabilità che una certa mano vinca in un determinato momento. In genere è complicato effettuare i calcoli accurati per ottenere questo valore nella misura più precisa possibile; in alternativa abbiamo la fortuna di poter sfruttare la regola del 4 e del 2, che garantisce un procedimento molto più agevole da effettuare a mente. Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo "Calcolare l'equity" nel presente articolo.

Cosa sono gli outs e qual è la loro funzione?

Gli "outs" sono le carte che aumentano le proprie probabilità di vincita. Come si può facilmente immaginare, sono una componente fondamentale ai fini dei calcoli dell'equity. 

Qual è la differenza tra carte sporche e carte pulite?

Il poker, come qualsiasi altro gioco di carte e di casinò, prevede una certa componente aleatoria che, al di là di tutte le abilità che il poker certamente richiede ai giocatori, può mandarvi all'aria tutti i piani anche nel caso in cui abbiate una mano apparentemente vincente. A questo proposito è fondamentale individuare le carte sporche: queste, pur essendo apparentemente utili alla vostra causa, possono infatti essere potenzialmente battute da altre mani avversarie, portandovi così a una sconfitta rovinosa. D'altro canto, però, esistono anche le carte pulite, che vi garantiscono la miglior mano possibile in una determinata fase dell'incontro, mettendovi al riparo da qualsiasi imprevisto sgradito.

December 31, 2017

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Il Poker è un gioco che si fonda sull’audacia, la scaltrezza e l’empatia. Richiede la capacità di essere imprevedibili, e per avere la meglio sugli avversari, quella di essere sempre pronti a sorprendere cambiando gioco; adattandolo alle situazioni. In ogni caso, nonostante questi molteplici aspetti, occorre alle volte tenere presenti quelli che sono i principi fondamentali del gioco; un gioco che nella sua essenza rimane abbastanza semplice. Quindi conta poco se tu sia un veterano, o un principiante, alle volte occorre semplicemente applicare le regole fondamentali di gioco per andare avanti,  quindi è sempre bene tenerle a mente.

Quelli che seguono sono i principi basilari di questo gioco, quelle basi che occorre sempre conoscere e sulle quali si devono costruire strategie più complesse come il floating, o il semi-bluff. Se sei in partita, e punti a costruire un gioco complesso senza riuscire a spiegare perchè un check-raise è una mossa corretta in una determinata situazione allora è bene fermare tutto, prendersi un momento e tornare ai principi fondamentali. Buona lettura!
 

1. Selezione delle mani

Di sicuro avrai sentito dire che nel poker gioca l’uomo e non le carte. C’è di sicuro del vero in questo detto, ma ciò non significa che ci si possa permettere di ignorare la forza delle carte, e saltare sulla sedia quando un “fish” a prescindere da quanto il nostro gioco sia stato sofisticato, ci scoppia le carte semplicemente con un punto più alto. Se ci si impone di aprire solo con una solida selezione di carte come: coppie, assi e all’occasione qualche connettore di sicuro si andrà in gioco con maggiori possibilità di portare a casa piatti importanti. Ai livelli di gioco più bassi, questa regola basilare può trasformarsi eccellenti risultati in termini di profitti.
 

2. Mano forte = Scommessa grande

Quando hai una mano importante è sempre allettante tentare di modificare il proprio gioco andando di check, o semplicemente chiamando le scommesse degli altri per mantenere quanti più giocatori possibile al tavolo a scommettere. Una stretegia del genere ha di sicuro ragione di esistere in molte situazioni, soprattutto contro giocatori aggressivi, ma rimane il fatto che la tua tattica base con una mano rilevante rimane quella di giocare forte. Se hai in mano una coppia di assi o di re, che ragione hai di lasciare che il big blind out-flop ti rimanga con il fiato sul collo? Se intuisci che la tua coppia primeggio nel flop, perchè fare check e dare ai tuoi avversari la possibilità di raggiungerti? Inoltre, cosa ti spinge a non volere una piatto più importante se hai una buona mano? I piatti dove si vince di più sono quelli dove tu hai una mano forte, e qualcun’altro ne ha simile, ma inferiore alla tua. Non rinunciare all’opportunità di ingrassare subito il piatto, alle volte temporeggiare potrà costarti la mano.

Se non sei sicuro di quanto scommettere, un ammontare decente si aggira da qualche parte tra il valore del piatto e la sua metà. Come regola generale dovresti puntare di più se ci sono ancora molti giocatori in gioco o se il tavolo è “bagnato” (quindi se ci sono molte scale, o colori potenziali). Ricorda sempre che giocare con lentezza una mano importante può trasformarsi nella via più veloce per andare fuori gioco.
 

3. Posizione, posizione, posizione

Il potere della posizione nel no-limit hold’em non deve mai essere sottovalutato. C’è una ragione per cui le guide di strategia indicano con una certa chiarezza di giocare solo mani premium dalla posizione iniziale o centrale e di evitare le chiamate fredde se ci sono ancora molti giocatore attivi dietro di te. La tua posizione infatti è sempre meno vantaggiosa se ti costringe a giocare e prendere decisioni prima degli altri. Da qui la regola generale, più sei vicino al bottone, più le tue azioni si fanno tarde rispetto ai tempi di gioco, maggiori informazioni puoi captare dai tuoi avversari.

Evita di chiamare bui con mani poco importanti solo perchè stai vincendo. Anche se sembra di fatto un modo economico per andare a vedere un flop, alla lunga e dalla posizione sbagliata si trasforma semplicemente in un modo per bruciare lo stack, visto che solo andando avanti nella partita potrai davvero afferrare il gioco dei tuoi avversari.
 

4. Conoscere le proprie probabilità

Giocare a poker con concretezza vuol dire conoscere in ogni momento le proprie probabilità di vittoria, e di conseguenza saper giocare nel modo più corretto le carte e le situazioni nelle quali ti trovi. Sembra banale a dirsi, ma il poker è un gioco che si basa su un chiaro calcolo delle probabilità di riuscita di una mano, insieme naturalmente al fattore empatico ovvero alla capacità del giocatore di saper intuire il gioco degli avversari, e di fronte a questo, ad agire nel modo migliore.

Se non hai altre risorse, impara subito come calcolare le probabilità di gioco, e inizia ad applicarle. Durante il Flop conta il numero delle carte che ti servono per ottenere il punto che vuoi ottenere e con il quale conti di poter vincere la partita, moltiplicalo per quattro per ottenere la percentuale delle possibilità di raggiungerlo durante il turn, o il river. Altrimenti moltiplica per due per calcolare la possibilià di raggiungerlo con la carta successiva. Qualche numero da tenere a mente: nove outs per il colore, otto per una scala e quattro per un gutshot straight draw.
 

5. Bleffa di meno, vinci di più

Quando inizi a giocare potresti cadere nel tipico equivoco dei principianti, e pensare che il gioco si fondi sulle capacità di bleffare (come trasmesso per lo più dalla TV), o di cogliere quando qualcuno dei tuoi avversari ci prova. Niente di più sbagliato. Per quanto sia vero che in televisione ci si concentra sempre sui bluff dei grandi giocatori, alla fine l’immagine che ne esce di gioco basato sul bluff è completamente lontana dalla realtà. Il bluff è solo una delle armi nel tua arsenale, probabilmente anche la più pericolosa da maneggiare, quindi ogni volta che si decide di tentare il bluff, deve esserci una buona ragione per farlo. Valuta attentamente la situazione tenendo conto di vari fattori, tra cui quanti giocatori ci sono nella mano, e se la tua storia di gioco fino a qual momento, comprese le tue chip, possano supportare una mossa del genere.
 

6. Bankroll

Okay, di sicuro non è l’aspetto più eccitante, ma non può essere ignorato. Se stai giocando ai limiti più alti e non puoi sostenerli, andrai presto in tilt; scoppierai e non passerai un gran bel periodo ai tavoli. Magari puoi sentirti confidente di poter fare un bel gioco ai tavoli da $2/$4, e magari a provarci potresti anche avere buoni risultati, ma se non sei in grado di sostenere nemmeno un downswing  di 5 buy-in beh allora stai di sicuro giocando ad un livello non adatto a te. Non c’è nienete di male a scendere di livello di gioco, e giocare nella tua confort zone. Se sei in grado di vincere nel $2/$4, non c’è nesusno motivo per il quale la cosa non possa riuscirti nel $0.25/$0.50. Non diventare uno di quei giocatori che dicono di se stessi che possono giocare solo ai livelli più alti. Un buon giocatore di poker si sa adattare a qualsiasi tavolo si trovi. Costruisci una buona base, crea il tuo bankroll e cresci insieme a questo – questa è l’essenza di una buona gestione finanziaria di se stessi.
 

7. L’immagine al tavolo

L’immagine che hai al tavolo si arricchisce do ogni azione che fai durante il gioco. Se fai un re-raise in preflop, e fai un all-in al Flop la decisione del tuo avversario di chiamare o meno dipende dalla mano che questo ritenga tu possa avere e da come potresti giocarla. Se sei stato stretto fino a quel momento probabilmente folderanno, mentre sei hai avuro un gioco iper aggressivo il loro raggio di chimata sarà molto più ampio. L’immagine cha si ha al tavolo, tanto la tua quanto quella degli altri giocatori è qualcosa da tenere sempre in considerazione  e da sfruttare ad ogni occasione (naturalmente considerando la possibilità che i tuoi avversari non stiano per nulla prestando attenzione).
 

8. Ragionamento

Ogni tua mossa deve avere un senso. Vuoi chiamare, foldare o rilanciare? Se scommetti, rimarrai in gioco anche di fronte ad un rilancio? Prima di effettuare un rilancio con 9c-10c domandati cosa speri di ottenere. Attaccherai al Flop se una giocatore debole e passivo chiama, o lo farai solo in caso ti entri il punto? Con di fronte un giocatore corto che spinge, chiamerai? A prescindere da tutto, occorre sempre mantenere l’attenzione e la mente attive e considerare quallo che gli avversari potrebbero avere, e quello che loro pensano tu potresti avere. E in caso di dubbio applica sempre le regole generali di gioco, molti giocatori, soprattutto ai livelli più bassi, faranno sempre un gioco trasparente.

December 31, 2017

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

Chad Holloway

La gente spesso dice che il poker sia un gioco di matematica e probabilità. Per giocare ed avere profitto nel lungo periodo, è indispensasbile conoscere ed  essere in grado di applicare alcuni concetti matematici, e su questo non c’è alcun dubbio.

La strategia coinvolge una parte del gioco che si occupa del calcolo di (1) outs, (2) pot odds del poker e (3) della tua equity in un piatto (nel pot, per l'appunto). Mentre i tre concetti vanno di pari passo, il nostro obiettivo principale in questo articolo sarà l'elaborazione dei primi due.
 

Che cosa sono le Pot Odds del poker?

Calcolatore poker

Le quote del piatto di poker tengono conto del numero di "outs" che hai (carte che possono migliorare la tua mano) e li mettono in relazione alla quantità di denaro che ti occorre per vedere un'altra carta.

Questo calcolo viene utilizzato per determinare in ultima analisi se chiamare per "inseguire" il tuo gioco possa essere redditizio a lungo termine. Quindi, quando i giocatori fanno la domanda, "Le pot odds sono importanti?" - la risposta è un SI grande e deciso!

Tieni presente che il poker è un gioco che si basa sul vincere a lungo termine piuttosto che su sessioni brevi e individualizzate. Usando le seguenti informazioni sulle pot odds, sarai in grado di prendere molte decisioni ai tavoli.
 

Calcolare i Pot Odds

Come leggere le pot odds come percentuali, frazioni e rapporti

Percentuali mani poker Texas Hold em

Se hai una probabilità del 33% di migliorare la tua mano, questa può essere espressa come frazione "1/3". Ogni tre volte che chiami cercando di migliorare la tua mano, in media ci otterrai quello che vuoi.

Dobbiamo essere in grado di convertire queste frazioni in percentuali, tuttavia, per essere in grado di metterle in relazione con le pot odds.

Nel poker le probabilità di migliorare la propria mano sono espresse nella seguente formula: 

Numero di volte in cui non otterrai la tua mano / Numero di volte in cui otterrai la tua mano

Un esempio di questo sarebbe 2: 1 (che sarebbe letto come "2 a 1" o "2 a 1 probabilità").

Può anche essere espresso come 33% (percentuale) = 1/3 (frazione) = 2: 1 (rapporto).
 

Formula delle Poker Pot Odds 

Ora che comprendiamo i rapporti riguardanti le possibilità di migliorare la nostra mano, applichiamo lo stesso concetto alla comprensione delle probabilità del piatto (poker pot odds).

Supponiamo che ci siano già $50 nel piatto principale, e qualcuno rilanci per altri $50. Ora, nel piatto ci sono $100 in totale, e devi chiamare una puntata di $50.

Il pot odds call in questo scenario è un rapporto tra $100 e $ 50, o 2 a 1 pot odds.

La formula per determinare questo è la seguente:

$ nel piatto principale già + $ messo nel piatto durante il giro di scommesse corrente / $$$ devi chiamare

Facciamo un altro esempio, supponiamo che ci siano già $200 nel piatto principale. In questo giro di scommesse, il giocatore 1 punta $100, il giocatore 2 chiama $100 e ora l'azione tocca a te.

Quali sono le tue pot odds?

Usando la formula sopra descritta, arriviamo alla seguente equazione: $400: $100 o 4 a 1

($200 nel piatto principale) + ($200 da questo giro di scommesse) / ($100 devi chiamare)
 

Pot Odds, come funzionano

Il prossimo passo è determinare se abbiamo o meno le pot odds giuste per chiamare una puntata, quando in definitiva possiamo aspettarci che il gioco ci porti a migliorare la nostra mano, e quindi presumibilmente a vincere la partita.

In parole povere, però, se le nostre possibilità di migliorare una mano sono maggiori delle pot odds calcolate in base al costo della chiamata, allora effettuare la giocata diventa la mossa migliore da fare. 

Supponiamo che stiamo giocando a Hold'em e che abbiamo 8-7 off-suit. Sul tavolo ci sono K-5-6-2 rainbow. Attualmente, il valore della nostra mano è estremamente basso (8-high), ma abbiamo la possibilità di ottenere il miglior risultato possibile (una scala) se un 4 o 9 escono al river.

Da un mazzo standard di 52 carte da gioco, conosciamo 6 carte di queste carte già dopo il turno (2 nella nostra mano e 4 sulla scacchiera). Pertanto, delle 46 carte rimanenti nel mazzo che potrebbero uscire al river, solo 8 di queste miglioreranno la nostra mano (quattro 4 e quattro 9). Questo calcolo può essere espresso come frazione di 8/46.

Possiamo quindi utilizzare questo rapporto per collegare "le carte del river che non miglioreranno la nostra mano" e le "carte del river che miglioreranno la nostra mano":

  • 46 carte sconosciute - 8 carte che ci aiuteranno = 38 carte che non possono esserci utili
  • 38 carte che non ci aiuteranno: 8 carte che ci aiuteranno
  • 38: 8
  • 4,75: 1

Il rapporto di 4,75 a 1 indica che per ogni 4,75 volte non miglioreremo, 1 volta miglioreremo. Pertanto, per fare una chiamata redditizia qui, abbiamo bisogno di avere un rapporto migliore di 4,75 a 1 pot odds (cioè $500 nel piatto già di fronte a una scommessa da $100).
 

Come calcolare velocemente i Pot Odds 

È del tutto evidente che usare la formula sopra per determinare se hai le probabilità di chiamare o meno può essere un processo laborioso. Tuttavia, la buona notizia è che c'è una scorciatoia per farla più semplice!

Questa equazione è chiamata "Regola del due e quattro" o "Regola del quattro e due" ed è usata dai giocatori di poker di tutto il mondo per calcolare rapidamente a determinare le loro possibilità approssimative di migliorare la propria mano.

Una volta effettuati alcuni semplici calcoli, i giocatori possono collegare rapidamente queste informazioni alle pot odds e calcolare se la giocata potrà essere redditizia e quindi chiamare.

La "Regola 2 e 4" afferma che se moltiplichi il numero di outs che hai per 4 con due carte in arrivo, arriverai alla percentuale approssimativa per ottenere la tua mano con il river.

Allo stesso modo, se moltiplichi il numero di outs che hai per 2 con una carta in arrivo, puoi determinare la probabilità che tu riesca ad incastrare la mano che cerchi.
 

Come convertire le Pot Odds in percentuali

Mani poker percentuali

Ora che abbiamo imparato a calcolare sia le pot odds che le possibilità di migliorare la mano, è il momento di mettere insieme le due cose per vedere se abbiamo le probabilità giuste di chiamare.

Tuttavia, quando usi la "Regola del 2 e 4", ti verrà di solito lasciata una percentuale, mentre nel calcolare le probabilità del piatto, rimarrai con un rapporto (come 2 a 1 o 3 : 1).

Pertanto, è importante essere in grado di convertire percentuali in rapporti e viceversa, se si desidera determinare rapidamente se ci si trova nella giusta direzione per continuare a giocare oppure sia meglio non chiamare.

Iniziamo imparando come convertire le percentuali in rapporti.
 

DA PERCENTUALI A PROBABILITA’:

Usando la "Regola del 2 e 4", con 9 outs e 2 carte in arrivo, abbiamo una probabilità del 36% di migliorare la nostra mano in un colore. Attraverso un semplice calcolo, possiamo dedurre che circa il 64% delle volte, non riusciremo a concludere positivamente la nostra giocata.

Quando si convertono le percentuali in un rapporto, è necessario inserirle sempre nel seguente formato:

(possibilità che non migliorerai la tua mano): (possibilità di migliorare la tua mano)

Usando questo formato ci lasceremmo con un rapporto di 64: 36, o circa 2 a 1 - un rapporto che può essere facilmente paragonato alle nostre pot odds. Più pratichi questo calcolo (pot odds vs. percentuale), più semplice sarà per te determinare le probabilità di migliorare la tua mano.
 

DA ODDS A PERCENTUALE:

Giriamoci attorno ora e vediamo come possiamo trasformare le pot odds in percentuali. Supponi che qualcuno faccia una scommessa da ½-piatto, che ci darebbe 3 a 1 su una chiamata. (Hanno puntato $50 in un piatto da $100. Il piatto ora è di $150, e per chiamare devi mettere $50, ottenendo così 3 a 1 pot odds.)

Girando questo rapporto in una frazione, possiamo facilmente calcolare la percentuale approssimativa, come segue:

 

 

1 carta in arrivo

 

 

 

2 carte in arrivo

 

 

 

FLOP > TURN

 

TURN > RIVER

 

TURN > RIVER

 

 

MANO

%

ODDS

%

ODDS

%

ODDS

1

 

2.13%

45.95 : 1

2.17%

45.08 : 1

4.26%

22.50 : 1

2

Da coppia a tris

4.26%

22.47 : 1

4.35%

21.99 : 1

8.42%

10.88 : 1

3

Cart più alta

6.38%

14.67 : 1

6.52%

14.34 : 1

12.49%

7.01 : 1

4

Scala Inside Straight Draw

8.51%

10.75 : 1

8.70%

10.49 : 1

16.47%

5.07 : 1

5

Coppia per doppia coppia o tris

10.64%

8.40 : 1

10.87%

8.20 : 1

20.35%

3.91 : 1

6

Da nulla a coppia (Hold'em)

12.77%

6.83 : 1

13.04%

6.67 : 1

24.14%

3.14 : 1

7

Full-House / poker

14.89%

5.72 : 1

15.22%

5.57 : 1

27.84%

2.59 : 1

8

Scala Open-Ended Straight Draw

17.02%

4.88 : 1

17.39%

4.75 : 1

31.45%

2.18 : 1

9

Colore

19.15%

4.22 : 1

19.57%

4.11 : 1

34.97%

1.86 : 1

10

Inside Straight Draw e 2 Carte alte

21.28%

3.70 : 1

21.74%

3.60 : 1

38.39%

1.60 : 1

11

 

23.40%

3.27 : 1

23.91%

3.18 : 1

41.72%

1.40 : 1

12

Inside Straight Draw e Scala reale

25.53%

2.92 : 1

26.09%

2.83 : 1

44.96%

1.22 : 1

13

Open-Ended Straight e Scala reale

27.66%

2.62 : 1

28.26%

2.54 : 1

48.10%

1.08 : 1

14

 

29.79%

2.36 : 1

30.43%

2.29 : 1

51.16%

0.95 : 1

15

 

31.91%

2.13 : 1

32.61%

2.07 : 1

54.12%

0.85 : 1

16

 

34.04%

1.94 : 1

34.78%

1.88 : 1

56.98%

0.76 : 1

17

 

36.17%

1.76 :1

36.96%

1.71 : 1

59.76%

0.67 : 1

18

 

38.30%

1.61 : 1

39.13%

1.56 : 1

62.44%

0.60 : 1

19

 

40.43%

1.47 : 1

41.30%

1.42 : 1

65.03%

0.54 : 1

20

 

42.55%

1.35 : 1

43.48%

1.30 : 1

67.53%

0.48 : 1

 

PROBABILITA’ IN PERCENTUALI:

Giriamoci attorno ora e vediamo come possiamo trasformare le probabilità del piatto in percentuali. Supponi che qualcuno faccia una scommessa da ½ - piatto, che ci darebbe 3 a 1 su una chiamata. (Scommettevano $50 in un piatto da $100. Il piatto ora è $ 150, e devi chiamare con $50, dandoti quindi 3 a 1 pot odds).

Girando questo rapporto in una frazione, possiamo facilmente calcolare la percentuale approssimativa, ecco il calcolo:

(prezzo per chiamare / prezzo per chiamare + soldi già nel piatto)

In questo esempio, il costo che dobbiamo sostenere per chiamare è di $50. Pertanto, il (prezzo per chiamare) + (il denaro già nel piatto) sarebbe $50 + $150, dal quale ricaviamo una frazione di $50 / $200.
50/200 = 0,25 che può essere facilmente convertito in una percentuale del 25% moltiplicando lo 0,25 per 100.

Questa percentuale, in relazione alla qualità della tua mano, significa che avresti bisogno di avere più del 25% delle probabilità di vincere la mano per chiamare con profitto.

Ora, non preoccuparti se questo calcolo ti sembra ancora difficile, con un pò di esercizio ti verrà sempre più facile.

Per renderti la vita più semplice, consulta il grafico più in alto e vi troverai una descrizione degli scenari di pot odds più comuni già calcolati per te!

Sebbene non sia obbligatorio memorizzare il grafico, utilizzarlo durante gli scenari di allenamento o le sessioni online può aiutarti a sviluppare un "feeling" per determinare le tue probabilità in qualsiasi situazione.

Da qui, sarai in grado di mettere in relazione le tue probabilità con le pot odds e, con relativa facilità, determinare se chiamare o meno.
 

Quando chiamare usando le Pot Odds

Se riusciamo a determinare il numero di outs che abbiamo per migliorare la nostra mano, usando la tabella qui sopra, possiamo facilmente calcolare le probabilità in ogni situazione.

A questo punto occorre confrontare queste probabilità con le nostre pot odds. Se le tue probabilità di riuscire sono migliori del POT ODDS, allora è il momento di chiamare.

Per dirla in termini ancora più semplici, quando confronti i numeri nel tuo rapporto, se quello a sinistra del tuo rapporto POT ODDS è maggiore di quello a sinistra delle probabilità di miglioramento - dovresti chiamare!

Per illustrare questo punto, usiamo questo breve esempio:

ESEMPIO DI MANO # 2:

Hai 6 outs e ti rimane il river per migliorare la tua mano. Ci sono $500 nel piatto, e stai hai di fronte un raise da $100.

Hai le pot odds corrette da chiamare?

In primo luogo dobbiamo calcolare le nostre probabilità di migliorare la mano.

Dal grafico qui sopra, possiamo vedere che queste quote sono da 6,67 a 1 (con 6 outs).

In secondo luogo, dobbiamo determinare le nostre pot odds. Prendi $500 dal piatto principale e aggiungilo alla scommessa da $100 dei tuoi avversari. Questo ci dà $ 600 che potresti vincere chiamando la scommessa da $100.

Pertanto, le tue pot odds sono 6 a 1.

Pot: 6 a 1
Probabilità di miglioramento: 6,67 a 1

Poiché il numero a sinistra (mostrato in grassetto) per le probabilità del piatto (pot oddds) NON è maggiore delle nostre probabilità di miglioramento (6 ≯ 6,67), NON abbiamo le pot odds espresse corrette da chiamare.

Tuttavia, solo perché non hai le pot odds giuste per chiamare non significa che devi sempre foldare la mano. Allo stesso modo, quando hai le probabilità del piatto giusto, non significa che devi sempre chiamare.

Ci sono altri aspetti che dovresti prendere in considerazione prima di prendere una decisione. Facciamo ora un ulteriore approfondimento per chiarire quali sono questi aspetti.
 

Aspetti ulteriori da considerare

  • Calling On The Flop: ricorda che se fai call al flop e non completi la tua mano al turn, potresti ancora affrontare un'altra puntata al turn. Questo scenario potrebbe influenzare il modo in cui usi la "Regola 2 e 4" nei tuoi calcoli, dato che non avrai modo di vedere la carta del river.
  • Altri giocatori dietro di te: gli altri giocatori possono ancora agire, quindi chiamare o potenzialmente rilanciare! Se pensi che questi potrebbero chiamare, puoi tenerne conto nel determinare le tue pot odds per chiamare. Se pensi che potrebbero rilanciare, un fold potrebbe essere la miglior giocata.
  • Fold Equity: le Pot odds di solito si riferiscono al fatto che chiamare su un draw sia un gioco redditizio. Tuttavia, devi sempre bilanciare il tuo raggio d'azione e prendere in considerazione anche altre possibilità, una delle quali prevede di rilanciare quando la situazione è quella giusta. Questo gioco è considerato un "semi-bluff" in cui puoi vincere (1) migliorando la tua mano con una delle carte che seguono al flop; oppure (2) far foldare immediatamente il tuo avversario.
  • Probabilità implicite: le probabilità implicite si riferiscono alla quantità di denaro che può essere guadagnare nei turni futuri delle scommesse se effettivamente si completa la mano. Ad esempio, abbastanza spesso, le persone con un progetto di scala o di colore al flop non hanno le pot odd necessarie per chiamare una scommessa in modo redditizio per vedere se completeranno la loro mano al turn o al river. Tuttavia, se completano la mano, spesso si affidano a guadagnare un'altra scommessa o due nei passaggi successivi di gioco per compensare la differenza nel chiamare senza le probabilità necessarie.
  • Outs scontate: a volte, i tuoi avversari potrebbero aver bisogno di outs simili per migliorare le loro mani.  Ad esempio, se hai un progetto per fare colore, e il tuo avversario ha come mano potenziale un colore di valore maggiore, questa situazione potrebbe rivelarsi dannosa per te. A volte, è bene adottare un approccio conservativo per contare i tuoi outs e ridurne il numero. (Ad esempio, usando 7 o 8 outs invece dei 9 completi quando si calcolano le probabilità di pescare in un colore.)
  • Equity vs. Villain's Range: Pot odds vs equity: è un concetto che non tutti i giocatori di poker sono in grado di differenziare. Mentre il termine di "pot odds" si riferisce al fatto che tu stia o meno ottenendo il giusto vantaggio potenziale per chiamare o meno, equity si riferisce a quanti soldi del piatto dovresti essere tuo in base alla tua percentuale per vincere la mano.
     

Come calcolare le Pot Odds nel Texas Hold'em

In questo articolo abbiamo tentato di spiegare una grande quantità di informazioni sulle pot odds: cosa sono, i diversi tipi che ci sono, come calcolarli, come calcolare le tue possibilità di miglioramento e come mettere insieme queste due figure.

È giunto il momento di mettere tutto ciò che hai imparato in alcuni esempi, in particolare per il Texas Hold'em.

Usare le pot odds nel Texas Hold'em ti aiuterà sicuramente durante il gioco. Mentre nel No Limit Hold'em si possono usare più principi impliciti (dato che puoi vincere molto di più scegliendo liberamente quanto vuoi puntare o rilanciare in qualsiasi momento della partita), nel Limit Hold'em il concetto espresso nelle pot odds funziona incredibilmente bene!

Mostreremo due diversi esempi di No Limit vs. Limit, in particolare per quanto riguarda le pot odds per un colore.

ESEMPI DI MANO # 3 / # 4: Pot Odds per chiamare un Flush Draw

Ti viene distribuito un KQ di Cuori. Nel tavolo ci sono A-8-2-J con 2 cuori. Ci sono $60 nel piatto. Tu e il tuo avversario avete entrambi $200 rimanenti. Il tuo avversario punta $20.

Hai le probabilità necessarie per chiamare? Probabilità implicite?

Quanti ancora devi puntare nel river per giocare con profitto questa mano?
 

LIMIT HOLD’EM

NOTA: Nel Limit Hold'em, poiché ci sono molti giocatori che giocano ogni mano e chiamano piccole scommesse nel corso della partita, i piatti possono diventare molto grandi rispetto alle puntate e ai limiti delle puntate mentre i si susseguono le fasi del gioco. Questa situazione può dare ai giocatori probabilità esatte per calcolare la propria mano, senza dover ricorrere alle quote implicite per incrementare il piatto. 

Utilizzando le informazioni descritte in precedenza, in primo luogo occorre calcolare tutte le probabilità. Abbiamo la possibilià di fare un colore e una scala. 9 carte ci farebbero arrivare al colore, mentre uno qualsiasi dei 4 dieci ci porterebbe alla scala. Tuttavia, poiché non possiamo contare il dieci di cuori due volte, questo ci dà 12 outs per migliorare la nostra mano con una carta.

Moltiplichiamo i nostri outs per 2 per vedere la nostra percentuale approssimativa per ottenere la mano. Da questo otteniamo il 24% di probabilità di ottenere la mano (o circa 3 a 1). Dato che ora ci sono $80 nel piatto dopo la scommessa da $20 del nostro avversario, dobbiamo chiamare $20 per vincere $80, dandoci esattamente 4: 1 probabilità di chiamata. In questo scenario, abbiamo esattamente le probabilità espresse giuste per chiamare.

In altre parole, anche se non otterremo mai una puntata extra sul river, chiamare questa scommessa da $20 sarebbe comunque un gioco redditizio. Possiamo aspettarci di ottenere una media di $6,67 per ogni volta che chiamiamo (più gli eventuali guadagni che possono essere ottenuti nel river in caso di probabilità implicite)!
 

NO LIMIT HOLD’EM

Facciamo una piccola modifica allo scenario sopra descritto. Invece di $40 nel piatto, diciamo che ci sono solo $20 quando il nostro avversario scommette per $20. A questo punto possiamo avere 2 a 1 pot odds su un call (su una mano in cui abbiamo 3 a 1 odds espressi).

In questo nuovo scenario, non possiamo chiamare in base alle probabilità espresse, ma possiamo chiamare con profitto in base a quote implicite se pensiamo di poter ottenere una certa somma di denaro dal nostro avversario al river.

Avere una mano con le probabilità espresse che ci danno 3: 1 (dove vinceremo circa il 25% delle volte) significa che dovremo chiamare la scommessa da $20 per vincere potenzialmente 3 x $ 20 se la nostra mano arriva al river.

Pertanto, se alla fine possiamo vincere almeno $60 in totale chiamando la puntata al turn, questa diventa una chiamata di pareggio (o redditizia). Con $40 nel piatto prima di chiamare, avremmo solo bisogno di vincere altri $20 dal nostro avversario al river. Se completiamo la nostra mano e quindi puntiamo $20, sarebbe probabilmente difficile per il nostro avversario foldare avendo di fronte un piatto così invitante al river. Il piatto sarebbe di $60 (esclusa la nostra scommessa da $20), il che significa che dovrebbero chiamare $20 per vincere $80. In altre parole, otterrebbero quote di 4: 1 e avrebbero solo la mano migliore il 20% delle volte in questa chiamata al river. Questo fattore rende probabile la nostra scommessa verrà chiamata.

Le probabilità sono, tuttavia, che potremmo guadagnare molto di più dai nostri avversari durante il river (fino a $30 o $45 in un piatto da $60), facendo una chiamata al turn molto redditizia, basata sulle probabilità implicite.
 

Come calcolare le Pot Odds nell’Omaha

Calcolare le probabilità del piatto nell’Omaha è molto simile al Texas Hold'em.
La più grande differenza, tuttavia, riguarda gli outs:

  • Avrai molte più possibilità per migliorare la tua mano In effetti, non è raro avere fino a 20 outs.
  • Dovrai essere cauto con gli outs out negativi che potrebbero portare i tuoi avversari ad ottenere una mano migliore della tua!

ESEMPIO  # 5:

Hai Ah-Th-9c-8d. Il flop arriva 7h-6h-2c. Il tuo avversario punta $100 in un piatto da $100. Ognuno di voi ha circa $ 1.000. Cosa dovresti fare? Avete le probabilità espresse / implicite corrette da chiamare?

Questa mano è molto forte! Mentre attualmente hai solo Ace high, c'è un'incredibile quantità di carte (outs) che possono aiutarti a migliorare la mano:

  • 4 cinque per la scala
  • 3 otto per la scala
  • 3 nove per la scala 
  • 3 dieci per la scala
  • 5 carte aggiuntive (escluse quelle sopra) che potrebbero darti un colore

Hai un totale di 18 outs per migliorare la tua mano! Se sei un giocatore che normalmente è abituato a giocare a Hold'em, probabilmente troverai questo numero incredibile!

Guardando il nostro grafico delle probabilità del poker, vedremo che con 18 outs e 2 carte a venire, abbiamo il 62% di probabilità di migliorare la nostra mano al river! Inoltre abbiamo anche il 38% di probabilità di ottenere la nostra mano già al turn!

L'unica cosa di cui dovremmo preoccuparci è un avversario che ha un tris e la possibilità che possa arrivare fino ad un full house. Tuttavia, dopo il flop, anche contro molte combinazioni di mani che contengono anche tris, abbiamo ancora una possibilità di vincere 50/50 questa mano (nel peggiore dei casi)!

Con le incredibili probabilità che abbiamo di vincere qui, le probabilità del piatto sono quasi irrilevant. Invece, il nostro focus dovrebbe essere su come possiamo ottenere il maggior vantaggio economico dalla partita!

Dato che abbiamo una probabilità del 62% di vincita, abbiamo molto più di 2 a 1 di probabilità di vittoria. Forse, invece di limitarti a chiamare qui, proprio pere sfruttare a pieno il vantaggio è il caso di rilanciare.
 

Sommario: Perchè calcolare i Pot Odds

Proprio come le persone che applicano la stratgeia al gioco contano le carte nel blackjack, usare le pot odds nel poker ti aiuterà a ottenere un vantaggio strategico su molti dei tuoi avversari meno esperti.

Questa strategia ti aiuterà a ridurre le perdite e ad aumentare i tuoi profitti mentre più in generale ti aiuterà a portare il tuo bilancio in positivo.  

A volte, quando giochi, potresti non avere le migliori pot odds per chiamare (cioè le quote espresse), ma in certe situazioni, c'è la possibilità che tu riesca a farcela nei round di scommesse successivi grazie alle probabilità implicite. Altre volte, ti potrai ritrovare a dover foldare molti dei tuoi draw deboli semplicemente perché non hai molta equity nella mano.

In definitiva, però, ricorda sempre che il poker è un gioco di abilità che può essere migliorato e sviluppato nel tempo. Applica le regole descritte in questo articolo a situazioni diverse, fallo tentando di afferrare i segreti nascosti del calcolo delle probabilità che si annida dietro ad ogni mano di questo splendido gioco.

Inizia ad allenarti e in bocca al lupo ai tavoli!

December 31, 2017
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Probabilmente quello che ci si aspetta a questo punto è di ricevere una lista completa e in ordine di valore delle mani per la fase di preeflop; l’unico problema è che una lista del genere non esiste.

Per meglio spiegare immaginate vi sia data la scelta tra le seguenti 3 mani per effettuare un all-in in preflop. Quale scegliereste? 

Preflop

 

Forse la scelta almeno in apparenza sembra semplice, ma poi analizzando le tre opzioni ci si rende conto che ognuna presenta i suoi punti di forza e le sue debolezze. E allora cosa scegliere?

La risposta dipende da quello che hanno i vostri avversari. Cerchiamo di venirne a capo proseguendo quindi con alcuni calcoli.

Se il nostro avversario ha un Th9h, allora la scelta andrebbe su AsKh.

Mano Probabilità
Th9h 39.87%
AsKh 60.13%

Possiamo vedere con chiarezza che siamo in vantaggio, ma l’aspetto più interessante è che in caso l’avversario abbia invece in mano 22, allora la parte debole del tavolo saremo noi.

Mano Probabilità
AsKh 47.35%
2d2h 52.65%

Quindi siamo arrivati alla conclusione che 22 è la migliore delle mani in gioco tra le 3? Non proprio; andiamo a vedere che succede se mettiamo 2d2h contro Th9h.

Mano Probabilità
Th9h 53.50%
2d2h 46.50%

Se avete mai giocato a morra cinese, probabilmente a questo punto avrete qualche campanello che suona. Non esiste un mano migliore tra queste 3, perchè ognuna ha la sua forza o la sua debolezza a seconda di quella che fronteggia.

Potremmo in ogni caso concludere che AKo rimane la mano più forte in virtù del fatto che il suo range di vittoria rimane il più decisivo. Ma questo comporta l’accettare per vero il presupposto che la forza di una mano si basa esclusivamente sulle probabilità di vincere il piatto. Si tratta di una considerazione di pieno buon senso, e in qualche modo logica; peccato solamente che sia falsa.

Prima di approfondire l’argomento, facciamo un passo indietro e ricapitoliamo tutte quelle che sono le carte disponibili visualizzandole su una tavola.
 

Coppie di carte nel Preflop 

Prendi in considerazione che la tabella qui sotto è divisa in 3 distinte sezioni. Anche se la cosa al momento non sembra rilevante, lo sarà in modo sostanziale per sviluppare le nostre possibilità di lettura di una mano, meglio quindi tenerla presente per il futuro.

La linea diagonale in verde che attraversa il centro della tabella rappresenta tutte le possibilità di coppia. Ci sono 6 combinazioni per ognuna di queste (suits inclusi) per un totale di 78 differenti coppie di carte. 

In alto, sul lato destro della tabella troviamo tutte le combinazioni suited colorate in celeste. Ogni quadrato rappresenta 4 combinazioni (suites), ci sono 72 riquadri, per un totale di 286 possibili combinazioni personali.

Nella parte opposta della tabella vengono riportate tutte le combinazioni non suited. Ogni riquadro rappresenta 12 combinazioni; ci sono 72 riquadri per un totale di 864 possibili combinazioni.

Si noti che di alcune combinazioni ci sono 3 volte il numero di offsuit rispetto alle suited. Questo aspetto ha la sua importanza nella lettura della mano in postflop, e si può facilmente cadere in errore considerando le due parti della tabella come equivalenti nel numero delle combinazioni, cosa che chiaramente non è vera.
 

Forza relativa

Se volessimo indicare la forza di una mano in preflop in modo approssimativo allora occorre notare che nella parte superiore della tabella, partendo dal lato sinistro vengono riportate le combinazioni più forti almeno sulla carta.

Esistono infinite eccezioni a questa regola generale, come abbiamo mostrato in precedenza, dove una mano in fondo alla tabella (22) è stata più forte di una di quelle nella parte superiore, sinistra.

La forza della nostra mano in preflop dipende per intero dallo scenario che si presenta nella partita, andiamo a vedere alcuni esempi classici.
 

La situazione è importante!

Fin’ora ci siamo sostanzialmente occupati della forza di una mano in preflop partendo dalla comparazione di questa con un altra combinazione di carte.

Questo è lo strumento che ci permetterà di fare le migliori scelte in preflop, appunto comparare la nostra mano con lo spettro delle possibili combinazioni dei nostri avversari.

In merito a questo approccio ci sono due aspetti che vanno considerati:

  • Posizioni
  • Azioni

Supponiamo di essere in posizione BTN, confrontandoci con un 3bb UTG che apre con 100bb stack effettivi.

Abbiamo in mano AhTc

Questa è una combinazione marginale in questa posizione, e l’approccio raccomandato è quello di foldare.

Ma che succede se giochiamo un pò con le posizioni e ipotiziamo che il nostro avversario stia aprendo dalla posizione di cut-off?

La sua gamma di aperture presenterà circa il doppio delle possibilità e ATo in questo caso è decisamente forte. Si direbbe una mano ben difesa nella maggioranza dei casi, tanto con un semplice call che con un 3bet.

Un grande errore nel quale cadono i giocatori è quello di valutare le loro mani indipendentemente dalla loro posizione, o da quella dei loro avverssari. Quindi potrebbero sostenere qualcosa del tipo: “In preflop ho intenzione di difendere il 25% delle mani migliori a qualunque costo”

22+, A2s+, K8s+, Q9s+, J9s+, T8s+, 97s+, 86s+, 75s+, 65s, 54s, 43s, 32s, ATo+, KTo+, QTo+, JTo

(Nota che il 25% delle migliori mani si presentano in questo modo - spesso la gamma di combinazioni in preflop vengono rappresentate in questo formato, quindi è utile averne dimestichezza).

Naturalmente anche l’azione deve essere considerata. Immagiamo che UTG effettui il suo 3bb open-raise da UTG e noi decidiamo di effetteuare un re-raise (3bet) con AcKd.

I nostri avversari decidono di andare in 4bet. Importante sottolineare a questo punto che molti giocatori non effettueranno un 4bet in posizione UTG senza un AA/KK. Il nostro Ako nonostante sia una mano relativamente forte, è improbabile che possa essere vincente in una situazione del genere. Quindi, accettata la relatività della forza della nostra combinazione, meglio foldare.

Continuiamo a giocare con la posizione ipotizzando uno scenario diverso. Questa volta apre CO, noi 3bettiamo e lui rilancia con un 4bet. Il nostro Ako questa volta sarà in una posizione molto migliore, quindi il consiglio è quello di 5bet e andare in all-in per 100bb stack.
 

Tardi è meglio

Non è solo la posizione del nostro avversario a svolgere un ruolo importante nel nostro processo decisionale, in modo approssimativo possiamo sostenere che più il nostro turno è lontano, maggiori sono le nostre possibilità di gioco.

Questo è il motivo per il quale generalmente giocheremo una mano come A7o dal bottone quando il piatto non è aperto, mentre non dovremo foldare immediatamente su UTG.

Ci sono diverse ragioni per questo. La prima è che più il nostro turno è lontano, minori saranno i giocatori in azione dopo di noi, quindi minori le possibilità che uno degli avversari si svegli con una combinazione importante.

La seconda ragione ha totalmente a che fare con la posizione. Alcune posizioni infatti hanno naturalmente una maggiore possibilità di essere giocate in postflop. Quindi quando diciamo “tardi è meglio”, non ci riferiamo ai bui. Per quanto uno small-blind entra in azione dopo il bottone in preflop, questo sarà sempre fuori posizione in postflop. Per questo lo small-blind è generalmente considerata la peggiore posizione al tavolo.
 

Tipi opposti

Le possibilità di gioco in preflop dipendono naturalmente anche dai giocatori seduti al tavolo. Un principio generale è che possiamo concederci maggiore azione quando i giocatori al tavolo sono più deboli.

Per esempio, se siamo UTG con Ad7d in linea di principio folderemo questa mano in preflop, ma se invece notiamo che al tavolo siedono due giocatori eccezionalmente deboli in SB e BB, allora si può rilanciare per destabilizzarli e cercare di batterli subito.

Un altro principio che è bene tenere a mente, supponendo che il nostro avversario sia predisposto al call, è che sono preferibili due carte di valore alto (Ax, Kx etc), invece che due carte speculative (63s) etc. Il punto è, anche se difficilmente potremo spingere l’avversario al fold, con probabilità concrete la nostra potrebbe essere la combinazione più forte.

Ipotizzando infine che il nostro avversario sia effettivamente capace di mettere giù la sua mano in postflop, in genere sono preferibili mani speculative più giocabili, perchè possono essere usate per un efficace semi bluff.
 

Utilizzo della Logica

Confermato il fatto che sia impossibile stilare una lista delle combinazioni di carte dalle più forti alle più deboli, occorre accettare il fatto che il poker sia un gioco dinamico dove le decisioni prese dal giocatore possono cambiare il corso della partita.

Quella che viene considerata una buona mano in fase di preflop e in una determinata situazione, potrebbe non esserlo in una situazione diversa.

La cosa più importante da prendere come dogma se si vuole raggiungere un livello di gioco consapevole è quella di pensare razionalmente e usare la logica quando si prendono decisioni in fase di preflop. Se poniamo massima attenzione alla nostra posizione, all’azione che si svolge durante il preflop, alla misura dello stack e ai tipi di avversari che ci fronteggiano, dovremmo essere in grado di avere chiara di fronte agli occhi la gamma delle azioni che possiamo effettuare per aumentare le nostre probabilità di vittoria. Facile? Forse no, ma di sicuro l’approccio migliore.

December 31, 2017

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

Chad Holloway
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