1. A-K

Questa mano rappresenta in gioco uno dei pericoli maggiori, può essere sottovalutata in preflop, e sopravvalutata in postflop.

Preflop

Generalmente si usa essere molto aggressivi quando si ha tra le mani un A-K prima del flop. Dopo tutto si tratta di una delle migliori tra le coppie di carte personali, anche se in definitiva non essendo di per sè un punto rappresenta in partita una sorta di testa o croce. La mano si potrebbe trovare in difficoltà contro un K-K (approssimativamente il 30% di vincere) e A-A (8-11% possibilità di vittoria). Rimane il fatto che nella gran parte delle situazioni durante un torneo, non faresti male a mettere nel piatto tutte le tue chip già in pre-flop.

Un errore comune che spesso commettono i giocatori, è quello di chiamare un re-raise con un A-K mettendo in gioco una buona parte dello stack – diciamo il 30% - per poi foldare successivamente. Ricorda che per la gran parte delle volte, circa un terzo di queste, nel migliore dei casi raggiungerai una coppia con il flop; quindi se intendi andare a giocare una mano forte con un A-K, avresti potuto molto spesso fare meglio con un all-in in preflop. Questo può sempre portare i tuoi avversari a foldare, e anche se questo non succede avrai modo di vedere tutte e cinque la carte che potranno darti la possibilità di migliorare la tua mano.

Postflop

La peggiore decisione da prendere è quella quando in mano hai una coppia alta. Il problema è che un buon giocatore non dovrebbe mai giocare un piatto importante contro di te con una mano inferiore. Immagina di avere A-K con un flop davanti comporto da a K-6-5 rainbow. Il tuo avversario scommette, tu fai un raise e il tuo opponenete un re-raise! Nella gran parte dei casi questo vuol dire che ti hanno battuto e tu dovresti quindi foldare. Contro giocatori aggresivi e scaltri, sempre bene rallentare il gioco con un misurato check-call.

Questo non vuol dire che devi pietrificarti ogni volta, se hai una coppia importante con un A-9-2 rainbow flop, e dopo con il turn e il river escono carte tranquille, dovresti scommettere ad ogni giro nel caso i tuoi avversari chiamino passivamente.

Sintesi

A-K è una mano molto forte, quindi sfrutta la sua forza in preflop e postflop se decidi di attaccare. 
 

2. K-Q

Queste sembrano due carte valide, ma possono trasformarsi in una mano velenosa se accompagnate ad un flop insidioso.

Pericolo principale

Giocare una coppia per un piatto importante ma evere la peggio.

Preflop

Per quanto K-Q sia una coppia di carte forte, potresti comunque trovarti nei guai contro mani dominanti. Per questa ragione devi ridurre al minimo i problemi potenziali badando bene di entrare in raising, specialmente se sei il primo a parlare. Potresti anche considerare la possibilità di effettuare un re-raise, soprattutto contro un giocatore aggressivo che ha aperto già parecchie mani.

Se il tuo raise è attaccato da un giocatore meno scaltro dovresti foldare perchè il linea di massima questo significa che potrebbero avere la meglio con Q-Q o A-K, o magarsi trovarsi leggeremente in vantaggio con una coppia in mano. In sostanza meglio non sbizzarrirsi troppo con una K-Q in mano. Il tuo vantaggio si perde in caso di mani come un suited connector, o perfino con una coppia. Raise o gioca solo se in heads up.

Postflop

Il vero pericolo per una combinazione come K-Q si annida nel flop. Certo, puoi sempre uscire dal gioco in assenza di carte che ti sostengano, ma se ottieni una coppia alta e un pò di azione intorno non è semplice capire quale sia la vera situazione che ti circonda. Diciamo che hai in mano un K-Q e nel flop esce Qs-10c-8c. Hai ottenuto una coppia alta e spesso questo significa avere anche la mano più alta. Quindi a norma di logica decidi di scommettere e uno dei tuoi avversari chiama. Poi dopo un turn neutro, questo fa un raise. Sei in vantaggio? Poco probabile. Un avversario scaltro potrebbe anche giocare nella speranza di ottenere un punto, ma nella gran parte delle situazioni potrai foldare o rilanciare, specialmente se al turn si completa una combinazione che non potrà essere migliorata.

Sintesi

K-Q è una mano forte che può far vincere allo showdown, ma mantieni basso il livello delle scommesse se hai solamente una coppia alta.
 

3. Asso - rag

Giocare un asso con una carta di sostegno bassa ti porterà nella gran parte dei casi a sperare in un piatto risicato.

Il maggior pericolo è dato proprio dal fatto che in mano hai un asso.

Preflop

Con Asso-rag si intende un A-9 o più basso non suited (o anche suited quando il flop esclude qualasiasi possibilità di colore). Non esiste un aggettivo adatto a descrivere quanto mani di questo tipo possono essere pericolose per il tuo profitto nel gioco a lungo termine. Il solo momento in cui hanno qualche valore è quando fai un all-in durante un torneo e sei corto di stack, oppure in una situazione short-handed o heads-up.

Postflop

Ace-rag è tuttavia da giocare. Il punto è che difficilmente potrai sapere se sei in testa, o in coda al momento dell’azione, per non parlare se nel flop esce il tuo kicker (per esempio se hai A-8 e nel flop esce Q-8-2). La maggior parte dei casi non avrai nessuna mano, e anche se ne incastrerai una non sarai in grado di sostenere nessun gioco rilevante o finirai lentamente fatto fuori da qualcuno con un asso migliore del tuo. Situazione che per dirla tutta non è affatto piacevole.

Sintesi

Molla gli assi peggiori.
 

4. Connettori suited

Mani insidiose richiedono un gioco solido nel post flop – non finire a secco.

Il pericolo maggiore è quello di pagare troppo in preflop e andare fuori gioco nel postflop.

Preflop

Connettori suited sono decisamente carte seducenti  – deliziose con quel tripudio di colore e forza di gioco che si portano dietro. Naturalmente possono essere un arma letale in una partita ad Holdem – Con il flop giusto puoi fare terra bruciata degli avversari che ti siedono intorno. Il vero problema è che chiudere il punto non  succede così spesso da rendere sempre consigliabile il loro gioco.

I pericoli nel preflop si annidano nella possibilità di investire troppi soldi, o chip giocandoli fuori posizione. Devi accettare che queste mani sono pretenziose in termini di gioco e non hanno particamente valore durante il preflop.

L’unico scopo che hai giocando carte di questi tipo, è quello di arrivare al flop e vedere cosa succeed. Per questa ragione meglio punatre al gioco solo se sei largo di chip. E mai entrare nella routine di giocarle per abitudine. Quindi se decidi di giocarle cerca di essere tu quello che controlla il gioco, evita un gioco indeciso e di puntare le tue emergie contro un giocatore specifico.

Considerato il fatto che la gran parte del tuo gioco avverrà nel postflop, cerca sempre di essere in posizione visto che caret del genere sono particolarmente difficili da giocare fuori posizione dopo il flop.

Postflop

Ci sono due problemi importanti con i connettori suited dopo il flop. Il primo è quando solo parte del flop è rilevante per il tuo gioco, quindi potresti anche non evere la mano migliore. Per esempio, stai giocando con 8c-7c e il flop è Jh-8d-5s e di fronte hai un solo avversario; potresti avere la mano migliore, ma allo stesso tempo potresti anche essere fatto fuori. La verità è che la tua mano non è così forte e devi tenere a mente che in origine hai giocato il connettore per ottenere una mano di ben altro calibro. Non rimanere vittima del tuo gioco, e in situazioni del genere valuta con attenzione se vale la pena inverstire troppe chip nel piatto.

Il secondo pericolo è particolarmente rischioso se sei fuori posizione; diciamo che stai giocando con 7d-6d e nel flop escono 10d-9s-2d e sei il primo a parlare. Sei di sicuro di fronte ad un flop invitante per te, ma se sei fuori posizione non sarà facile da giocare. Che cosa faresti in caso di re-raised? E se anche fai check o accetti il rilancio come ti comporterai se poi con il turn e il river non succede niente?

E infine esiste il pericolo che anche se incastri la tua scala, o il tuo colore puoi sempre essere battuto da un punto migliore.

Presi in considerazioni tutti questi fattori insiti nel gioco dei connettori suited quando sei in posizione, tieni sempre a mente di ottenere il massimo risultato dalle tue mosse. Stai giocando questo tipo di mani e il maggior pericolo si annida sempre nel pre flop, e spesso puoi limitare il pericolo eliminando avversari e aumentando l’aggressività nel gioco.

Sintesi

Hai in mano un buon potenziale, ma non strafare. 
 

5. J-J

Una coppia di jack sono tra le coppie migliori, ma possono essere messi a tacere in molti modi e da molte combinazioni con il flop.

Pericolo maggiore

Giocare un piatto importante quando non sei il migliore.

Preflop

Quando hai due Jack molto probabilmente sei in vantaggio durante il preflop – alla fine stiamo parlando della quarta mano in ordine di importanza in una partita ad Holdem. Quindi niente esitazioni, gioca con aggressività scommettendo e rilanciando in modo forte.

Questo è un buon consiglio, naturalmente finchè le cose ci sono favorevoli. Il problema con i Jack è che quando qualcun’altro mette in gioco tutte le sue chip e spesso può accadere che lo faccia perchè in mano ha qualcosa di meglio. Rimane una decisione complicata quando ci si confronta con qualcuno pronto a giocare in preflop gran parte se non tutto il suo stack. Questo è il momento di comprendere a fondo la situazione nel gioco.

Se sei corto di stack, nei Sit&Go o MTT, difficilemente potrai tirarti indietro. Ma se tanto te, che il tuo avversario siete ben messi a livello di stack, sia in un tavolo cash che in un MTT, potrebbe essere saggio per te fare un passo indietro.

Devi stare in guardia prima di chiamare un re-raise preflop con un J-J visto che ci sono solo alcuni tipi di flop che possono migliorare la tua mano. Se non decidi di confidare nelle probabilità di fare poker, è sempre meglio decidere il proprio gioco in preflop.

Postflop

Come accennato ci sono solo pochi flop che possono migliorare la tua mano. La gran parte delle volte inoltre, se c’è molta azione durante il flop potresti essere sotto scacco da una doppia coppia, un poker o una coppia più alta. In sostanza questo è il momento di utilizzare tutta la tua abilità nel leggere la mano e i giocatori che ti circondano. Se i tuoi Jack sono la coppia più alta sul tavolo il consiglio è di aumentare la pressione se un un giocatore che aveva rilanciato in preflop effettua una continuation bet.

In sostanza con J-J hai di sicuro in mano una combinazione valida, ma devi sempre e comunque seguire il tuo istinto e la capacità di leggere partita e avversari, la tua coppia infatti potrebbe sempre essere fatta fuori.
 

6. A-A

Le carte migliori in assoluto; una combinazione che è sempre un piacere e uno shock da scoprire, unica cosa meglio stare attenti a non farsele scoppiare tra le mani.

Il pericolo maggiore e non saper fare un passo indietro quando qualcuno ha in mano qualcosa di meglio. È importante sapere come giocare A-A.

Preflop

Hai in mano le migliori carte possibili in gioco, quindi è il momento migliore per investire chip – un bel pò di chip! Raise, re-raise, fa tutto quello che puoi per aumentare il piatto finchè sei in testa. Sentiti libero all’occorrenza di giocare in modo non lineare, aumentano e rallentando il ritmo, in ogni caso, giocare un A-A in modo veloce e aggressivo è generalmente la strategia migliore.

Postflop

Giocare gli assi in postflop può essere davvero difficile e puoi ritrovarti in una pessima situazione con loro. Il pericolo principale è quando un avversario ha giocato una mano come una coppia o un connettore suited ben sapendo che hai una mano forte. Se poi l’avversario chiude la sua mano con il flop allora si che sei nei guai. Per chiarire la situazione, rilanci quattro volte il big blind e un avversario chiama. Nel flop escono 5s-6d-7s e lui ti check-raises. Questa è una situazione pericolosa. Potresti essere fatto fuori da una doppia coppia, o da una scala, ma potrebbe anche essere che a sfidarti ci sia una coppia bassa. Contro un avversario attento e cauto potresti anche dover mollare i tuoi assi, mentre di fronte a qualcuno più esuberante potrebbe essere arrivato il momento di andare all’attacco.

Le cose sono molto più semplici quando c’è stata molta azione in preflop. Se un avversario ha chiamato un re-raise massiccio ti troverai spesso contro una coppia di J, 10. Se decidi di giocare e ti ritrovi in un piatto molto attivo, tieniti pronto a fare marcia indietro se il gioco si fa troppo caldo. Dopo tutto A-A è solo una coppia, non diventare un donkey che non è in grado di fare un passo indietro.

Sintesi

La migliore mano nell’Holdem deve essere giocata velocemente, ma tieniti pronto anche ad un passo indietro in determinate situazioni. 

 

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January 1, 2017

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Il poker è un gioco che richiede molte capacità analitiche, tra le quali non mancano i calcoli matematici. Scopriamo assieme l'efficacia relativa al conteggio delle carte nel nostro gioco preferito, disponibile in una moltitudine di varianti nel casinò virtuale di 888.

  • Varie generazioni di giocatori di blackjack hanno sognato di conquistare il successo col conteggio delle carte, sebbene i risultati non siano sempre stati all'altezza delle loro aspettative, anche per via delle restrizioni via via introdotte dalle case da gioco che volevano tutelarsi nei confronti di questo fenomeno dirompente.
  • Analogamente a quanto avviene nel blackjack, anche il poker prevede la possibilità di sfruttare il conteggio delle carte per incrementare le proprie chance di vittoria. 
  • Esistono varie strade per giungere all'obiettivo di seguire appropriatamente questa strategia. Non vi resta che continuare la lettura e scoprirne insieme tutte le sfaccettature. 

Blackjack: contare le carte

L’abbiamo visto in una miriade di film. Un gruppo di esperti di matematica a girare tra i corridoi di un casinò, impegnati a sbancare i tavoli di blackjack utilizzando raffinate tecniche di conteggio delle carte. E mentre la direzione del casinò innervosita non riesce a spiegare quello che sta succedendo, continua a perdere una montagna di soldi, e velocemente!

La prima domanda che dobbiamo porci, visto il contesto, è se la stessa tecnica può essere applicata ai tavoli di poker. A dire il vero c’è una bella differenza quando il gioco si svolge online, ma esistono comunque alcune tecniche che possono essere applicate e dalle quali è possibile trarre un concreto vantaggio in termini di gioco. Come prima cosa può essere utile sapere come contare a blackjack.

Contare le carte blackjack

Altro aspetto da considerare è quello relativo alla natura del poker; qui contare le carte può essere considerato come una componente di una strategia di gioco più vasta, e non viene mai utilizzato singolarmente come per esempio avviene nei tavoli di blackjack.
 

Come contare le carte?

In linea di massima il concetto è identico a quello per contare le carte a blackjack; si cerca di tenere il conto delle carte che rimangono in gioco per poter calcolare le possibilità di ottenere la combinazione migliore nelle successive fasi della partita. Da qui il primo aspetto indispensabile: occorre avere chiaro in mente il numero preciso delle carte che possono esserci utili.

Immagina di trovarti nella situazione esposta nell’immagine qui sotto:   

Come Funziona

 

Prendiamoci un momento per riflettere, quali sono le carte che potrebbero esserci utili nel turn? Una volta pronta la risposta, prova a contare il numero preciso di queste carte, vediamo come:

Naturalmente le prime carte di nostro interesse sono quelle di quadri. Ne rimangono 9 in gioco. Un asso potrebbe di sicuro garantirci una buona mano, e di assi ne rimangono 3 in giro. Anche con un 5 si potrebbe costruire una combinazione valida in determinate condizioni esterne, ma al momento mettiamo da parte questa possibilità. Quindi a tirare le somme abbiamo 12 carte con le quali poter costruire la nostra mano migliore (outs). 
 

Acceleriamo il processo

Probabilmente l’operazione di conteggio descritta qui sopra non è delle più veloci, questo perché occorre individuare ogni carta potenzialmente utile che possa avere un valore nel corso della partita. Ma c’è una buona notizia, esiste un modo per accelerare il processo che si basa sul tipo di mano alla quale puntiamo e naturalmente sulle carte che abbiamo: 
Colore (FD) 9 outs
Scala “Open-ended”  (OESD) 8 outs
Scala “Gutshot” 4 outs
2 Carte alte “Overcards” 6 outs
1 Carta alta “Overcard” 3 outs
Bottom pair* 5 outs per 2coppie/tris
OESD e FD 15 outs

**Una coppia ottenuta con una delle carte personali, e la più bassa delle comuni.

Memorizzando questa lista si può ridurre al minimo il tempo necessario al conteggio delle carte durante la partita. Inoltre ottimizzando le tempistiche di gioco, ed avendo una strategia chiara su come gestirne le fasi si può guadagnare del tempo prezioso che può essere speso analizzando gli avversari e il loro modo di giocare. Ma c’è un altro punto da considerare: come si può calcolare velocemente il numero dei risultati che possono esserci utili?
 

Calcolare l’equity

Conoscere il numero di risultati potenzialmente utili in anticipo ci permette di stabilire qualcosa di molto importante, quanto “equity” abbiamo nel piatto. Equity è essenzialmente un termine astratto per definire quanto sia probabile ottenere la combinazione ricercata e nel caso migliore vincere il piatto. Esiste un modo semplice per calcolare l’equity che viene definito: “The 2 Times and 4 Times Rule” oppure “La regola del 4 e del 2”.

Questa regola funziona esclusivamente quando ci si trova nella fase del flop e del turn, quindi non provate ad utilizzarla in pre-flop, o nel river quando non ci sono nuove carte in arrivo.
 

Ecco come funziona:

Durante il Flop – Moltiplica il numero delle carte che possono esserti utili (outs) per 4 per calcolare il valore dell’equity nel piatto 
Durante il Turn – Moltiplica il numero delle carte che possono esserti utili (outs) per 2 per calcolare il valore dell’equity nel piatto 
Quindi, riprendendo l’esempio fatto in apertura di quest’articolo, stabiliamo di avere 12 carte potenzialmente utili (outs).

Ora, possiamo stabilire il valore dell’equity del piatto moltiplicando 12 per 4 (siamo in fase di flop) Ciò significa che abbiamo circa il 48% di possibilità di ottenere un colore, o un asso. Ricordati che questa è soltanto una stima, e che il calcolo effettivo rimane un pò più complesso; in ogni caso durante una partita la regola del 4 e del 2 rimane un'indicazione sufficiente per avere un'indicazione di gioco, e prendere decisioni oculate durante la mano.

MATEMATICA – se non sei un amante della matematica sentiti libero di interrompere la lettura, ma per chi di voi è davvero interessato, quella che segue è una spiegazione più accurata su come funziona la regola del 4 e del 2.

Immagina di trovarti nella fase del turn e di avere 9 carte potenzialmente adatte ad ottenere uan buona mano, mentre ne rimangono 46 sconosciute nel mazzo. Questo significa che la possibilità di ottenere un risultato è di 9/46. Se consideriamo il fatto che c’erano 50 carte nel mazzo possiamo semplificare la formula considerando le nostre probabilità 9/50, che può essere indicato anche come 18/100, che equivale al 18%.

Tuttavia, il valore reale percentuale di 9/46 è 19,5% e non del 18%; questo significa che teoricamente il numero delle carte potenzialmente utili dovrebbe essere moltiplicato per 2,174, ma chi ha tempo durante una partita di concedersi tanta perizia? Meglio accontentarsi di una formula capace comunque di dare una stima abbastanza corretta delle potenzialità di gioco.
 

Attenzione alle mani sporche

Ti è mai capitato di andare a fondo in una partita con una buona combinazione in mano, e di ritrovarti a perdere un bel gruzzolo di chip contro un avversario con una mano migliore? Spesso non c’è molto da fare, si tratta semplicemente della natura del gioco. Comunque, in determinate situazioni, questo potrebbe accadere soprattutto perchè non è stato considerato quali tra gli outs erano “puliti”. Entriamo nei dettagli:

Dai un occhiata alla situazione di gioco qui sotto:

Attenzione Alle Mani Sporche

 

Quante carte potenzialmente utili abbiamo in questa situazione? A prima vista si direbbe ce ne siano diverse, visto che abbiamo aperti un colore e una scala. Una situazione del genere dove ci sono più combinazioni possibili viene definita generalmente “combo-draw”. Ora se consultiamo la tabella in alto possiamo trovare che ci sono 15 carte che possono farci ottenere un colore od una scala, due di queste possono addirittura portarci ad una scala reale.

A questo punto concediamoci un altro momento di riflessione. Come ci setiremmo in caso un K di cuori venga fuori con il turn? Abbiamo ottenuto un colore, quindi a questo punto che fare: giocare con il massimo dell’aggressività per fare più soldi possibili da questa mano? Questa potrebbe risultare una pessima idea perchè qualsiasi cuore di valore più alto avrebbe la meglio sulla nostra combinazione.

E se esce un 9 suited? Facciamo la valigia e prenotiamo il primo volo per Vegas? Non sempre perchè un 10 può batterci alla grande. Rimane naturalmente aperta la possibilità che un avversario ottenga una scala reale e a questo punto se abbiamo un colore la mano potrebbe finire davvero male per noi.

Il fatto che occorre evidenziare è che gran parte delle carte potenzialmente utili sono anche carte “sporche” e potrebbero tranquilamente portarci alla disfatta. Per questo occorre introdurre un nuovo concetto; quello appunto delle carte pulite. Queste sono tutte quelle carte che ci garantiscono in partita la migliore mano possibile. Nell’esempio riportato nell’immagine qui sopra le carte pulite sono il 4 e il 9 di cuori perchè ci porterebbero ad una scala reale. Ciò nonostante, se esce il 9 di cuori, un 10 dello stesso seme porterebbe alla scala reale più alta possibile.
 

Tiriamo le somme

Di sicuro prendere l’abitudine di contare le carte richiede tempo e allenamento, oltre ad una certa visione di gioco. L’aspetto principale di questo approccio è quello di mettere in modo chiaro davanti agli occhi del giocatore lo sviluppo di una partita e il rapporto tra le combinazioni possibili, e la loro incidenza percentuale. Alle volte è possibile effettuare ottime giocate con in mano poche combinazioni possibili, ma con alte probabilità di riuscita. In caso ci si trovi in una situazione dove le probabilità di riuscita della mano siano basse, meglio trovarsi con un ampio range di outs prima di decidere se proseguire la partita.

E se questo approccio al gioco ti sembra un po' troppo complesso, non ti preoccupare e continua ad allenarti, padroneggiarlo è solo una questione di tempo; puoi contarci!

PUNTI CHIAVE

  • Così come nel blackjack, anche nel poker esiste la possibilità di contare le carte, il che può rappresentare un'efficace arma in più nell'arsenale di un bravo giocatore. Questa strategia prevede un calcolo inerente alle carte rimaste in gioco che consentirebbero alla propria mano di fare un significativo salto di qualità. 
  • Vista la complessità richiesta dai calcoli accurati, sono stati ideati metodi più veloci per poter effettuare questo genere di processi a mente.
  • A tal proposito viene in nostro soccorso il concetto di "equity" (ossia la probabilità di ottenere la mano desiderata), che può essere agevolmente calcolata con la regola del 4 e del 2.
  • In ultima analisi occorre fare un'importante distinzione fra le carte "sporche", che seppur appaiano allettanti, possono portare a una sconfitta dolorosa, e le carte "pulite", che garantiscono invece la miglior mano possibile e mettono al riparo da qualsiasi imprevisto sanguinoso.

FAQ

Cosa s'intende per equity e come è possibile calcolarlo?

L'equity, termine che ricorre con una certa frequenza nel mondo del poker, indica fondamentalmente le probabilità che una certa mano vinca in un determinato momento. In genere è complicato effettuare i calcoli accurati per ottenere questo valore nella misura più precisa possibile; in alternativa abbiamo la fortuna di poter sfruttare la regola del 4 e del 2, che garantisce un procedimento molto più agevole da effettuare a mente. Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo "Calcolare l'equity" nel presente articolo.

Cosa sono gli outs e qual è la loro funzione?

Gli "outs" sono le carte che aumentano le proprie probabilità di vincita. Come si può facilmente immaginare, sono una componente fondamentale ai fini dei calcoli dell'equity. 

Qual è la differenza tra carte sporche e carte pulite?

Il poker, come qualsiasi altro gioco di carte e di casinò, prevede una certa componente aleatoria che, al di là di tutte le abilità che il poker certamente richiede ai giocatori, può mandarvi all'aria tutti i piani anche nel caso in cui abbiate una mano apparentemente vincente. A questo proposito è fondamentale individuare le carte sporche: queste, pur essendo apparentemente utili alla vostra causa, possono infatti essere potenzialmente battute da altre mani avversarie, portandovi così a una sconfitta rovinosa. D'altro canto, però, esistono anche le carte pulite, che vi garantiscono la miglior mano possibile in una determinata fase dell'incontro, mettendovi al riparo da qualsiasi imprevisto sgradito.

December 31, 2017

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Il Poker è un gioco che si fonda sull’audacia, la scaltrezza e l’empatia. Richiede la capacità di essere imprevedibili, e per avere la meglio sugli avversari, quella di essere sempre pronti a sorprendere cambiando gioco; adattandolo alle situazioni. In ogni caso, nonostante questi molteplici aspetti, occorre alle volte tenere presenti quelli che sono i principi fondamentali del gioco; un gioco che nella sua essenza rimane abbastanza semplice. Quindi conta poco se tu sia un veterano, o un principiante, alle volte occorre semplicemente applicare le regole fondamentali di gioco per andare avanti,  quindi è sempre bene tenerle a mente.

Quelli che seguono sono i principi basilari di questo gioco, quelle basi che occorre sempre conoscere e sulle quali si devono costruire strategie più complesse come il floating, o il semi-bluff. Se sei in partita, e punti a costruire un gioco complesso senza riuscire a spiegare perchè un check-raise è una mossa corretta in una determinata situazione allora è bene fermare tutto, prendersi un momento e tornare ai principi fondamentali. Buona lettura!
 

1. Selezione delle mani

Di sicuro avrai sentito dire che nel poker gioca l’uomo e non le carte. C’è di sicuro del vero in questo detto, ma ciò non significa che ci si possa permettere di ignorare la forza delle carte, e saltare sulla sedia quando un “fish” a prescindere da quanto il nostro gioco sia stato sofisticato, ci scoppia le carte semplicemente con un punto più alto. Se ci si impone di aprire solo con una solida selezione di carte come: coppie, assi e all’occasione qualche connettore di sicuro si andrà in gioco con maggiori possibilità di portare a casa piatti importanti. Ai livelli di gioco più bassi, questa regola basilare può trasformarsi eccellenti risultati in termini di profitti.
 

2. Mano forte = Scommessa grande

Quando hai una mano importante è sempre allettante tentare di modificare il proprio gioco andando di check, o semplicemente chiamando le scommesse degli altri per mantenere quanti più giocatori possibile al tavolo a scommettere. Una stretegia del genere ha di sicuro ragione di esistere in molte situazioni, soprattutto contro giocatori aggressivi, ma rimane il fatto che la tua tattica base con una mano rilevante rimane quella di giocare forte. Se hai in mano una coppia di assi o di re, che ragione hai di lasciare che il big blind out-flop ti rimanga con il fiato sul collo? Se intuisci che la tua coppia primeggio nel flop, perchè fare check e dare ai tuoi avversari la possibilità di raggiungerti? Inoltre, cosa ti spinge a non volere una piatto più importante se hai una buona mano? I piatti dove si vince di più sono quelli dove tu hai una mano forte, e qualcun’altro ne ha simile, ma inferiore alla tua. Non rinunciare all’opportunità di ingrassare subito il piatto, alle volte temporeggiare potrà costarti la mano.

Se non sei sicuro di quanto scommettere, un ammontare decente si aggira da qualche parte tra il valore del piatto e la sua metà. Come regola generale dovresti puntare di più se ci sono ancora molti giocatori in gioco o se il tavolo è “bagnato” (quindi se ci sono molte scale, o colori potenziali). Ricorda sempre che giocare con lentezza una mano importante può trasformarsi nella via più veloce per andare fuori gioco.
 

3. Posizione, posizione, posizione

Il potere della posizione nel no-limit hold’em non deve mai essere sottovalutato. C’è una ragione per cui le guide di strategia indicano con una certa chiarezza di giocare solo mani premium dalla posizione iniziale o centrale e di evitare le chiamate fredde se ci sono ancora molti giocatore attivi dietro di te. La tua posizione infatti è sempre meno vantaggiosa se ti costringe a giocare e prendere decisioni prima degli altri. Da qui la regola generale, più sei vicino al bottone, più le tue azioni si fanno tarde rispetto ai tempi di gioco, maggiori informazioni puoi captare dai tuoi avversari.

Evita di chiamare bui con mani poco importanti solo perchè stai vincendo. Anche se sembra di fatto un modo economico per andare a vedere un flop, alla lunga e dalla posizione sbagliata si trasforma semplicemente in un modo per bruciare lo stack, visto che solo andando avanti nella partita potrai davvero afferrare il gioco dei tuoi avversari.
 

4. Conoscere le proprie probabilità

Giocare a poker con concretezza vuol dire conoscere in ogni momento le proprie probabilità di vittoria, e di conseguenza saper giocare nel modo più corretto le carte e le situazioni nelle quali ti trovi. Sembra banale a dirsi, ma il poker è un gioco che si basa su un chiaro calcolo delle probabilità di riuscita di una mano, insieme naturalmente al fattore empatico ovvero alla capacità del giocatore di saper intuire il gioco degli avversari, e di fronte a questo, ad agire nel modo migliore.

Se non hai altre risorse, impara subito come calcolare le probabilità di gioco, e inizia ad applicarle. Durante il Flop conta il numero delle carte che ti servono per ottenere il punto che vuoi ottenere e con il quale conti di poter vincere la partita, moltiplicalo per quattro per ottenere la percentuale delle possibilità di raggiungerlo durante il turn, o il river. Altrimenti moltiplica per due per calcolare la possibilià di raggiungerlo con la carta successiva. Qualche numero da tenere a mente: nove outs per il colore, otto per una scala e quattro per un gutshot straight draw.
 

5. Bleffa di meno, vinci di più

Quando inizi a giocare potresti cadere nel tipico equivoco dei principianti, e pensare che il gioco si fondi sulle capacità di bleffare (come trasmesso per lo più dalla TV), o di cogliere quando qualcuno dei tuoi avversari ci prova. Niente di più sbagliato. Per quanto sia vero che in televisione ci si concentra sempre sui bluff dei grandi giocatori, alla fine l’immagine che ne esce di gioco basato sul bluff è completamente lontana dalla realtà. Il bluff è solo una delle armi nel tua arsenale, probabilmente anche la più pericolosa da maneggiare, quindi ogni volta che si decide di tentare il bluff, deve esserci una buona ragione per farlo. Valuta attentamente la situazione tenendo conto di vari fattori, tra cui quanti giocatori ci sono nella mano, e se la tua storia di gioco fino a qual momento, comprese le tue chip, possano supportare una mossa del genere.
 

6. Bankroll

Okay, di sicuro non è l’aspetto più eccitante, ma non può essere ignorato. Se stai giocando ai limiti più alti e non puoi sostenerli, andrai presto in tilt; scoppierai e non passerai un gran bel periodo ai tavoli. Magari puoi sentirti confidente di poter fare un bel gioco ai tavoli da $2/$4, e magari a provarci potresti anche avere buoni risultati, ma se non sei in grado di sostenere nemmeno un downswing  di 5 buy-in beh allora stai di sicuro giocando ad un livello non adatto a te. Non c’è nienete di male a scendere di livello di gioco, e giocare nella tua confort zone. Se sei in grado di vincere nel $2/$4, non c’è nesusno motivo per il quale la cosa non possa riuscirti nel $0.25/$0.50. Non diventare uno di quei giocatori che dicono di se stessi che possono giocare solo ai livelli più alti. Un buon giocatore di poker si sa adattare a qualsiasi tavolo si trovi. Costruisci una buona base, crea il tuo bankroll e cresci insieme a questo – questa è l’essenza di una buona gestione finanziaria di se stessi.
 

7. L’immagine al tavolo

L’immagine che hai al tavolo si arricchisce do ogni azione che fai durante il gioco. Se fai un re-raise in preflop, e fai un all-in al Flop la decisione del tuo avversario di chiamare o meno dipende dalla mano che questo ritenga tu possa avere e da come potresti giocarla. Se sei stato stretto fino a quel momento probabilmente folderanno, mentre sei hai avuro un gioco iper aggressivo il loro raggio di chimata sarà molto più ampio. L’immagine cha si ha al tavolo, tanto la tua quanto quella degli altri giocatori è qualcosa da tenere sempre in considerazione  e da sfruttare ad ogni occasione (naturalmente considerando la possibilità che i tuoi avversari non stiano per nulla prestando attenzione).
 

8. Ragionamento

Ogni tua mossa deve avere un senso. Vuoi chiamare, foldare o rilanciare? Se scommetti, rimarrai in gioco anche di fronte ad un rilancio? Prima di effettuare un rilancio con 9c-10c domandati cosa speri di ottenere. Attaccherai al Flop se una giocatore debole e passivo chiama, o lo farai solo in caso ti entri il punto? Con di fronte un giocatore corto che spinge, chiamerai? A prescindere da tutto, occorre sempre mantenere l’attenzione e la mente attive e considerare quallo che gli avversari potrebbero avere, e quello che loro pensano tu potresti avere. E in caso di dubbio applica sempre le regole generali di gioco, molti giocatori, soprattutto ai livelli più bassi, faranno sempre un gioco trasparente.

December 31, 2017

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

Chad Holloway

Il calcolo delle pot odds nel poker serve a capire se una chiamata è corretta confrontando il costo della call con il valore del piatto e con la probabilità di completare la propria mano. Per farlo si usano tre elementi principali: outs, equity e rapporto tra puntata e piatto.

Questo articolo si concentra sulla parte pratica: formule, percentuali, regola del 2 e 4, conversione tra odds e percentuali, e tabelle utili per stimare rapidamente le probabilità durante una mano.

Riepilogo rapido

  • Le pot odds confrontano il costo della call con il piatto disponibile.
  • Gli outs sono le carte che possono migliorare la tua mano.
  • La regola del 2 e 4 aiuta a stimare velocemente la probabilità di completare un progetto.
  • Per decidere se chiamare, devi confrontare pot odds ed equity.
  • Le tabelle di odds e percentuali aiutano a fare calcoli più rapidi al tavolo.

Calcolo pot odds poker: da dove partire

Per calcolare le pot odds devi sapere quanto c’è nel piatto, quanto devi chiamare e quale sarà il piatto totale dopo la tua eventuale call. Il risultato ti dice quanta equity minima ti serve per rendere la chiamata sostenibile nel lungo periodo.

La formula più pratica è questa:

FormulaCosa indica
Importo da chiamare / piatto totale dopo la callEquity minima necessaria per chiamare.

Se vuoi prima ripassare il concetto generale, puoi leggere la guida principale sulle pot odds poker. Qui invece ci concentriamo sul calcolo, sulle formule e sulle percentuali.

Esempio rapido di formula pot odds

Immagina che nel piatto ci siano 100€ e che un avversario punti 50€. Per continuare devi chiamare 50€.

Dopo la tua call, il piatto totale sarà di 200€:

  • 100€ già nel piatto;
  • 50€ puntati dall’avversario;
  • 50€ della tua chiamata.
CalcoloRisultato
50 / 2000,25
0,25 × 10025%

In questo scenario hai bisogno di vincere più del 25% delle volte perché la call possa essere corretta dal punto di vista matematico.

Outs nel poker: cosa sono

Gli outs sono le carte che possono migliorare la tua mano. Se hai un progetto di colore al flop, normalmente hai 9 outs, perché nel mazzo restano 9 carte dello stesso seme che possono completare il colore.

Il numero di outs è il primo passo per stimare la tua equity. Più outs hai, maggiore è la probabilità di completare la mano entro il turn o il river.

ProgettoOuts comuniEsempio
Progetto di colore9Hai quattro carte dello stesso seme.
Scala bilaterale8Puoi completare la scala da due lati.
Gutshot4Ti serve una carta specifica per completare la scala.
Coppia verso tris2Hai una coppia e cerchi un set.
Due overcardCirca 6Una delle due carte alte può diventare top pair.

Regola del 2 e 4

La regola del 2 e 4 è un metodo rapido per stimare la probabilità di completare un progetto senza fare calcoli complessi durante la mano.

  • Con una carta da vedere, moltiplica gli outs per 2.
  • Con due carte da vedere, moltiplica gli outs per 4.

Per esempio, con 9 outs per un progetto di colore:

SituazioneCalcolo rapidoStima approssimativa
Dal turn al river9 × 2Circa 18%
Dal flop al river9 × 4Circa 36%

Questa regola non è perfetta, ma è abbastanza utile per fare stime veloci mentre giochi.

Tabella outs e percentuali

Questa tabella riassume alcune probabilità comuni in base al numero di outs. Le percentuali sono approssimative e servono come riferimento pratico.

OutsEsempio comuneUna carta da vedereDue carte da vedere
2Coppia verso trisCirca 4%Circa 8%
4GutshotCirca 9%Circa 16%
6Due overcardCirca 13%Circa 24%
8Scala bilateraleCirca 17%Circa 31%
9Progetto di coloreCirca 20%Circa 35%
15Combo draw forteCirca 33%Circa 54%

Come confrontare pot odds ed equity

Dopo aver stimato la tua equity, devi confrontarla con la percentuale richiesta dalle pot odds. La logica è semplice:

ConfrontoDecisione indicativa
Equity maggiore delle pot odds richiesteLa call può essere corretta.
Equity inferiore alle pot odds richiesteIl fold è spesso più prudente.
Equity molto vicina alla sogliaServe considerare posizione, avversario e implied odds.

Per esempio, se le pot odds richiedono il 25% di equity e il tuo progetto ha circa il 35% di probabilità di completarsi, la call può avere senso. Se invece hai solo il 16% di equity, la call immediata non è sufficiente senza altri fattori favorevoli.

Come convertire odds in percentuali

Nel poker, le odds possono essere espresse come rapporto, frazione o percentuale. Per confrontarle più facilmente con l’equity, spesso conviene trasformarle in percentuale.

RapportoPercentuale approssimativa
4:120%
3:125%
2:133,3%
1,5:140%
1:150%

Un modo semplice per leggere il rapporto è questo: con odds 3:1, vinci una volta ogni quattro risultati totali. Quindi 1 / 4 = 25%.

Come convertire percentuali in odds

Può essere utile anche fare il contrario: trasformare una percentuale in rapporto. Se hai circa il 33% di probabilità di completare una mano, significa che completerai una volta su tre. In termini di odds, questo corrisponde circa a 2:1 contro.

PercentualeRapporto approssimativo
20%4:1
25%3:1
33%2:1
40%1,5:1
50%1:1

Esempio: progetto di scala bilaterale

Hai 8-7 e il board è K-5-6-2. Al river puoi completare una scala con un 4 o un 9. Ci sono quindi 8 outs utili.

Con una carta da vedere, la regola del 2 indica circa:

CalcoloRisultato stimato
8 outs × 2Circa 16%

Se devi chiamare una puntata che richiede più del 16% di equity, la call non è automaticamente corretta. Se invece il piatto ti offre un prezzo migliore, la call può diventare più interessante.

Esempio: progetto di colore al flop

Hai un progetto di colore al flop con 9 outs. Con due carte da vedere, la regola del 4 stima circa:

CalcoloRisultato stimato
9 outs × 4Circa 36%

Se le pot odds richiedono meno del 36% di equity, la call può essere sostenibile. Se invece la puntata è molto grande e richiede più equity, devi considerare fold, implied odds o altri fattori.

Calcolo pot odds: errori comuni

  • Dimenticare di includere la propria call nel piatto totale finale.
  • Contare outs che non sono realmente vincenti.
  • Usare la regola del 2 e 4 come se fosse sempre precisa al 100%.
  • Confrontare odds e percentuali senza convertirle nello stesso formato.
  • Ignorare implied odds quando restano molte fiches da giocare.
  • Chiamare solo perché il progetto “sembra forte”, senza stimare il prezzo della call.

Calcolo pot odds e implied odds

Il calcolo delle pot odds considera il piatto attuale e il costo immediato della call. Le implied odds aggiungono un altro livello: tengono conto delle fiches che potresti vincere in futuro se completi il progetto.

Se sei all-in o non ci saranno altre puntate, le pot odds immediate sono più facili da applicare. Se invece ci sono ancora molte fiches dietro, potresti dover considerare anche implied odds e reverse implied odds.

Serve un calcolatore di odds poker?

Un calcolatore di odds poker può essere utile nello studio fuori dal tavolo, soprattutto per verificare percentuali, outs e scenari ricorrenti. Durante una mano, però, è più pratico conoscere valori approssimativi e usare regole rapide come quella del 2 e 4.

Per questo motivo, una tabella di outs e percentuali può funzionare come riferimento veloce, soprattutto per i progetti più comuni: colore, scala bilaterale, gutshot e combo draw.

Domande frequenti sul calcolo pot odds poker

Come si calcolano le pot odds nel poker?

Si dividono le fiches da chiamare per il piatto totale dopo la call. Il risultato indica la percentuale minima di equity necessaria per chiamare.

Che cosa sono gli outs?

Gli outs sono le carte che possono migliorare la tua mano fino a renderla potenzialmente vincente.

Cos’è la regola del 2 e 4?

È una regola rapida per stimare l’equity: moltiplica gli outs per 2 con una carta da vedere e per 4 con due carte da vedere.

Come si confrontano pot odds ed equity?

Se la tua equity stimata è superiore alla percentuale richiesta dalle pot odds, la call può essere corretta. Se è inferiore, foldare è spesso più prudente.

Le pot odds e le odds della mano sono la stessa cosa?

No. Le pot odds riguardano il prezzo della call rispetto al piatto. Le odds della mano indicano la probabilità di completare o migliorare la tua mano.

Un calcolatore poker è necessario per usare le pot odds?

No. Può essere utile per studiare, ma durante il gioco spesso bastano stime rapide, tabelle di outs e la regola del 2 e 4.

Avviso importante

Questo contenuto ha finalità informativa ed educativa. Le percentuali e i calcoli sono indicativi e devono essere adattati al contesto della mano, agli avversari, agli stack e alla variante giocata.

March 31, 2026
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Probabilmente quello che ci si aspetta a questo punto è di ricevere una lista completa e in ordine di valore delle mani per la fase di preeflop; l’unico problema è che una lista del genere non esiste.

Per meglio spiegare immaginate vi sia data la scelta tra le seguenti 3 mani per effettuare un all-in in preflop. Quale scegliereste? 

Preflop

 

Forse la scelta almeno in apparenza sembra semplice, ma poi analizzando le tre opzioni ci si rende conto che ognuna presenta i suoi punti di forza e le sue debolezze. E allora cosa scegliere?

La risposta dipende da quello che hanno i vostri avversari. Cerchiamo di venirne a capo proseguendo quindi con alcuni calcoli.

Se il nostro avversario ha un Th9h, allora la scelta andrebbe su AsKh.

Mano Probabilità
Th9h 39.87%
AsKh 60.13%

Possiamo vedere con chiarezza che siamo in vantaggio, ma l’aspetto più interessante è che in caso l’avversario abbia invece in mano 22, allora la parte debole del tavolo saremo noi.

Mano Probabilità
AsKh 47.35%
2d2h 52.65%

Quindi siamo arrivati alla conclusione che 22 è la migliore delle mani in gioco tra le 3? Non proprio; andiamo a vedere che succede se mettiamo 2d2h contro Th9h.

Mano Probabilità
Th9h 53.50%
2d2h 46.50%

Se avete mai giocato a morra cinese, probabilmente a questo punto avrete qualche campanello che suona. Non esiste un mano migliore tra queste 3, perchè ognuna ha la sua forza o la sua debolezza a seconda di quella che fronteggia.

Potremmo in ogni caso concludere che AKo rimane la mano più forte in virtù del fatto che il suo range di vittoria rimane il più decisivo. Ma questo comporta l’accettare per vero il presupposto che la forza di una mano si basa esclusivamente sulle probabilità di vincere il piatto. Si tratta di una considerazione di pieno buon senso, e in qualche modo logica; peccato solamente che sia falsa.

Prima di approfondire l’argomento, facciamo un passo indietro e ricapitoliamo tutte quelle che sono le carte disponibili visualizzandole su una tavola.
 

Coppie di carte nel Preflop 

Prendi in considerazione che la tabella qui sotto è divisa in 3 distinte sezioni. Anche se la cosa al momento non sembra rilevante, lo sarà in modo sostanziale per sviluppare le nostre possibilità di lettura di una mano, meglio quindi tenerla presente per il futuro.

La linea diagonale in verde che attraversa il centro della tabella rappresenta tutte le possibilità di coppia. Ci sono 6 combinazioni per ognuna di queste (suits inclusi) per un totale di 78 differenti coppie di carte. 

In alto, sul lato destro della tabella troviamo tutte le combinazioni suited colorate in celeste. Ogni quadrato rappresenta 4 combinazioni (suites), ci sono 72 riquadri, per un totale di 286 possibili combinazioni personali.

Nella parte opposta della tabella vengono riportate tutte le combinazioni non suited. Ogni riquadro rappresenta 12 combinazioni; ci sono 72 riquadri per un totale di 864 possibili combinazioni.

Si noti che di alcune combinazioni ci sono 3 volte il numero di offsuit rispetto alle suited. Questo aspetto ha la sua importanza nella lettura della mano in postflop, e si può facilmente cadere in errore considerando le due parti della tabella come equivalenti nel numero delle combinazioni, cosa che chiaramente non è vera.
 

Forza relativa

Se volessimo indicare la forza di una mano in preflop in modo approssimativo allora occorre notare che nella parte superiore della tabella, partendo dal lato sinistro vengono riportate le combinazioni più forti almeno sulla carta.

Esistono infinite eccezioni a questa regola generale, come abbiamo mostrato in precedenza, dove una mano in fondo alla tabella (22) è stata più forte di una di quelle nella parte superiore, sinistra.

La forza della nostra mano in preflop dipende per intero dallo scenario che si presenta nella partita, andiamo a vedere alcuni esempi classici.
 

La situazione è importante!

Fin’ora ci siamo sostanzialmente occupati della forza di una mano in preflop partendo dalla comparazione di questa con un altra combinazione di carte.

Questo è lo strumento che ci permetterà di fare le migliori scelte in preflop, appunto comparare la nostra mano con lo spettro delle possibili combinazioni dei nostri avversari.

In merito a questo approccio ci sono due aspetti che vanno considerati:

  • Posizioni
  • Azioni

Supponiamo di essere in posizione BTN, confrontandoci con un 3bb UTG che apre con 100bb stack effettivi.

Abbiamo in mano AhTc

Questa è una combinazione marginale in questa posizione, e l’approccio raccomandato è quello di foldare.

Ma che succede se giochiamo un pò con le posizioni e ipotiziamo che il nostro avversario stia aprendo dalla posizione di cut-off?

La sua gamma di aperture presenterà circa il doppio delle possibilità e ATo in questo caso è decisamente forte. Si direbbe una mano ben difesa nella maggioranza dei casi, tanto con un semplice call che con un 3bet.

Un grande errore nel quale cadono i giocatori è quello di valutare le loro mani indipendentemente dalla loro posizione, o da quella dei loro avverssari. Quindi potrebbero sostenere qualcosa del tipo: “In preflop ho intenzione di difendere il 25% delle mani migliori a qualunque costo”

22+, A2s+, K8s+, Q9s+, J9s+, T8s+, 97s+, 86s+, 75s+, 65s, 54s, 43s, 32s, ATo+, KTo+, QTo+, JTo

(Nota che il 25% delle migliori mani si presentano in questo modo - spesso la gamma di combinazioni in preflop vengono rappresentate in questo formato, quindi è utile averne dimestichezza).

Naturalmente anche l’azione deve essere considerata. Immagiamo che UTG effettui il suo 3bb open-raise da UTG e noi decidiamo di effetteuare un re-raise (3bet) con AcKd.

I nostri avversari decidono di andare in 4bet. Importante sottolineare a questo punto che molti giocatori non effettueranno un 4bet in posizione UTG senza un AA/KK. Il nostro Ako nonostante sia una mano relativamente forte, è improbabile che possa essere vincente in una situazione del genere. Quindi, accettata la relatività della forza della nostra combinazione, meglio foldare.

Continuiamo a giocare con la posizione ipotizzando uno scenario diverso. Questa volta apre CO, noi 3bettiamo e lui rilancia con un 4bet. Il nostro Ako questa volta sarà in una posizione molto migliore, quindi il consiglio è quello di 5bet e andare in all-in per 100bb stack.
 

Tardi è meglio

Non è solo la posizione del nostro avversario a svolgere un ruolo importante nel nostro processo decisionale, in modo approssimativo possiamo sostenere che più il nostro turno è lontano, maggiori sono le nostre possibilità di gioco.

Questo è il motivo per il quale generalmente giocheremo una mano come A7o dal bottone quando il piatto non è aperto, mentre non dovremo foldare immediatamente su UTG.

Ci sono diverse ragioni per questo. La prima è che più il nostro turno è lontano, minori saranno i giocatori in azione dopo di noi, quindi minori le possibilità che uno degli avversari si svegli con una combinazione importante.

La seconda ragione ha totalmente a che fare con la posizione. Alcune posizioni infatti hanno naturalmente una maggiore possibilità di essere giocate in postflop. Quindi quando diciamo “tardi è meglio”, non ci riferiamo ai bui. Per quanto uno small-blind entra in azione dopo il bottone in preflop, questo sarà sempre fuori posizione in postflop. Per questo lo small-blind è generalmente considerata la peggiore posizione al tavolo.
 

Tipi opposti

Le possibilità di gioco in preflop dipendono naturalmente anche dai giocatori seduti al tavolo. Un principio generale è che possiamo concederci maggiore azione quando i giocatori al tavolo sono più deboli.

Per esempio, se siamo UTG con Ad7d in linea di principio folderemo questa mano in preflop, ma se invece notiamo che al tavolo siedono due giocatori eccezionalmente deboli in SB e BB, allora si può rilanciare per destabilizzarli e cercare di batterli subito.

Un altro principio che è bene tenere a mente, supponendo che il nostro avversario sia predisposto al call, è che sono preferibili due carte di valore alto (Ax, Kx etc), invece che due carte speculative (63s) etc. Il punto è, anche se difficilmente potremo spingere l’avversario al fold, con probabilità concrete la nostra potrebbe essere la combinazione più forte.

Ipotizzando infine che il nostro avversario sia effettivamente capace di mettere giù la sua mano in postflop, in genere sono preferibili mani speculative più giocabili, perchè possono essere usate per un efficace semi bluff.
 

Utilizzo della Logica

Confermato il fatto che sia impossibile stilare una lista delle combinazioni di carte dalle più forti alle più deboli, occorre accettare il fatto che il poker sia un gioco dinamico dove le decisioni prese dal giocatore possono cambiare il corso della partita.

Quella che viene considerata una buona mano in fase di preflop e in una determinata situazione, potrebbe non esserlo in una situazione diversa.

La cosa più importante da prendere come dogma se si vuole raggiungere un livello di gioco consapevole è quella di pensare razionalmente e usare la logica quando si prendono decisioni in fase di preflop. Se poniamo massima attenzione alla nostra posizione, all’azione che si svolge durante il preflop, alla misura dello stack e ai tipi di avversari che ci fronteggiano, dovremmo essere in grado di avere chiara di fronte agli occhi la gamma delle azioni che possiamo effettuare per aumentare le nostre probabilità di vittoria. Facile? Forse no, ma di sicuro l’approccio migliore.

December 31, 2017

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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