Assomigliate a un cerbiatto impaurito col volto grondante di sudore ogni qual volta provate a bluffare?

Siete in grado di mascherare la forza della vostra mano quando avete il nut?

Avere una “poker face” è una delle chiavi per diventare un giocatore di successo. Per questo motivo 888poker offre alcuni consigli e trucchetti su come riuscire a sviluppare questa capacità.

Ecco una lista con alcuni di questi suggerimenti. Vi insegneremo anche a mantenere una faccia da poker mentre giocate.

Migliore sarà la vostra poker face, migliori saranno le possibilità di avere successo nel gioco!

7 consigli per creare e migliorare la vostra faccia da poker

1. Capire la propria poker face e controllare le espressioni

Poker Face

Una faccia da poker è costituita da un’espressione pressoché impassibile, che dissimula sia le proprie intenzioni sia la forza della propria mano.

È importante avere una poker face dimodoché gli avversari non possano capire se stiate bluffando o se abbiate il nut.

  • Ipotizziamo che voi sorridiate e tremiate tutte le volte che avete una buona mano.
  • Di contro, assomigliate a un cerbiatto impaurito col volto grondante di sudore ogni volta che provate a bluffare.

Inutile dire che gli altri giocatori al tavolo non avranno particolari problemi a leggere le vostre intenzioni.

Senza una faccia da poker tenderete a rivelare un sacco di informazioni. In un gioco in cui queste ultime solitamente scarseggiano, si tratta di un aspetto piuttosto importante.

La velocità con cui reagirete a quello che vedono i vostri occhi potrebbe davvero fare la differenza tra vincere o perdere un grande pot.

2. Identificate le vostre tendenze e prendete la decisione giusta

Identify Your Tendencies to Help with Decision-Making

Qualsiasi cosa facciate al tavolo da poker, che lo sappiate o meno, fornisce delle informazioni. L’obiettivo è quello di individuare le tendenze (leggasi “segnali”) dei vostri avversari e usare queste informazioni al momento di decidere cosa fare.

Analogamente, i vostri avversari proveranno a fare lo stesso con voi. È perciò estremamente importante essere consapevoli dei propri segnali.

  • Per esempio avete notato che il vostro battito cardiaco aumenta leggermente quando bluffate?
  • Come reagite a questo punto?
  • Siete capaci di rimanere impassibili come delle statue o vi vengono i tremori?
  • Magari la mano vi trema un pochino mentre piazzate le fiches.

Se i vostri avversari sono attenti, potrebbero notare questo genere di dettagli.

  • Per quanto riguarda i vostri occhi?
  • Come si comportano nelle varie situazioni?

Molti giocatori lanciano involontariamente un’occhiata alle proprie fiches ogni qual volta esce una buona carta, forse per valutare inconsciamente quanto possono scommettere.

Di contro, molti rimangono a fissare il tavolo quando esce una carta svantaggiosa. Forse rimangono attoniti e si chiedono perché la dea bendata li abbia piantati in asso.

Il primo step per sviluppare una poker face è quello di esaminare le proprie tendenze.

Non fatevi tradire da queste ultime.

3. Il linguaggio del corpo rivela la verità

Identifying Body Language Exposes the Truth

Ne abbiamo appena parlato con l’esempio delle mani tremanti e dei segnali oculari. Questi aspetti, però, danno solo una vaga idea della complessità del linguaggio del corpo.

Ci sono addirittura dei libri che trattano l’argomento (vi consigliamo di dare un’occhiata al libro Non mi freghi! scritto da Joe Navarro, ex-agente dell’FBI, operativo nei reparti speciali del controspionaggio e della valutazione comportamentale e attualmente considerato come uno dei massimi esperti mondiali della comunicazione non verbale).

Prendetevi del tempo per imparare a conoscere i segnali del poker, in particolare per quel che riguarda il linguaggio del corpo.

C’è un duplice vantaggio:

  1. Sapete a cosa fare attenzione quando giocate con degli avversari
  2. Vi accorgerete dei segnali non verbali che rischiate di lanciare.

Come detto in precedenza, la prima cosa da fare è quella di prendere coscienza di ciò che serve per nascondersi dietro la propria poker face.

4. Mettete in pratica la dissociazione per focalizzare l’attenzione e calmare le emozioni

La dissociazione viene definita come una disconnessione nel modo in cui la vostra mente gestisce le informazioni. È possibile sentirsi sconnessi dai propri pensieri, sensazioni, ricordi e da tutti gli elementi circostanti.

Può influire sul proprio senso d’identità e sulla percezione del tempo.

Nella “vita reale”, di solito, rappresenta un fenomeno negativo, ma si tratta di uno strumento prezioso nel mondo del poker.

Practice Dissociation to Focus Mind and Calm Emotions

Questo è dovuto al fatto che il poker rappresenti un’altalena di emozioni. Il gioco è spesso caratterizzato da grandi oscillazioni. La transizione dall’euforia per una vittoria all’angosciante delusione per una sconfitta viene gestita diversamente da persona a persona.

A dire la verità, tanti giocatori non reagiscono bene. Molti consentono alle proprie emozioni di interferire negativamente con le proprie prestazioni (a tal proposito si parla di “tilt”).

Se siete in grado di dissociarvi, potete eliminare la componente emotiva dal vostro gioco.

  • Questo implica una rabbia maggiormente controllata in caso di sconfitta, ma anche una minor euforia in caso di vittoria.
  • Si può raggiungere più facilmente una certa stabilità emotiva, il che di solito si ripercuote positivamente sulle proprie prestazioni.

Non è facile raggiungere la dissociazione. Sicuramente è più facile a dirsi che a farsi. Ma se vi esercitate e acquisite la consapevolezza necessaria per soffocare qualsiasi emozione, sarete sulla buona strada.

La dissociazione è fondamentale per affinare la propria faccia da poker.

Pensate ad alcune possibili reazioni quando vincete (sorrisi, vertigini ecc.) o quando perdete (rabbia, postura sbagliata, espressione accigliata ecc.).

Quando si è dissociati, non si dovrebbe verificare alcuna di queste reazioni.

In tal caso gli avversari avranno molte più difficoltà a leggere i vostri pensieri.

5. Per sviluppare una faccia da poker è fondamentale essere costanti

Consistency is Key for Developing a Poker Face

Non c’è un solo tipo di poker face: esistono numerosi modi di presentarsi al tavolo. Alcuni poker pro, come gli ex campioni WSOP Phil Hellmuth e Chris Ferguson, indossano solitamente cappelli e occhiali da sole.

Poi si siedono stoicamente, spesso con le mani racchiuse davanti al volto e provano a non tradire i propri pensieri. Sembrano delle statue.

Altri ancora, come ad esempio Daniel Negreanu, fanno a meno degli accessori e si presentano a volto totalmente scoperto.

Essi tuttavia hanno imparato a controllare le proprie emozioni, per cui è un’impresa improba provare a leggergli nella mente. Hanno imparato a padroneggiare l’arte della poker face.

La chiave sta nel trovare la strada giusta per voi.

  • Alcuni giocatori si sentono a disagio quando vengono fissati con lo sguardo.
  • Se quindi il contatto visivo non è il vostro punto forte, potreste ricorrere agli occhiali da sole.
  • Altri invece si sentono più a proprio agio nel lanciare occhiatacce agli avversari, perciò non hanno bisogno degli occhiali.

Una volta trovata la vostra strada, lavorateci e affinatela. Potreste anche far riferimento al libro di Chris Ferguson.

L’autore era solito sedersi di fronte allo specchio per perfezionare la propria poker face sviluppando dei movimenti routinari (esaminava i suoi movimenti nel prendere e piazzare le chips, analizzava la posizione delle mani nei tempi morti ecc.).

Infine, il miglior modo per migliorare la propria faccia da poker consiste forse nel fare affidamento sugli amici.

Chiedete loro un feedback sulle vostre azioni e il vostro modo di presentarvi.

Raccogliete queste informazioni e usatele a vostro favore.

6. Parlate con gli avversari per ottenere la giusta reazione

Using Speech Play to Get the Right Response

Il poker è un gioco sociale, per cui non sorprende che le conversazioni siano uno degli elementi integranti delle partite al tavolo. Daniel Negreanu è un maestro nel chiacchierare con gli avversari. Spesso chiama le mani degli altri giocatori, inducendoli a fare esattamente quello che vuole lui.

Durante il Main Event delle WSOP nel 2016, Will Kassouf si è scelleratamente avvalso di questa tecnica, nota come “speech play”, per irritare i propri avversari. In più di un’occasione, il suo comportamento li ha mandati in confusione durante la partita.

La maggior parte dei giocatori non porta avanti una conversazione nel corso di una mano, ma alcuni invece lo fanno: forse solo per essere socievoli o, più probabilmente, per provare a carpire delle informazioni e manipolare gli avversari.

Se partecipate alla conversazione, vi esponete al rischio di essere raggirati. Ovviamente, se avete fiducia nel vostro “speech play”, potreste essere in grado di ribaltare la situazione imponendo la vostra superiorità da grandi chiacchieroni.

In genere è buona regola non parlare. È più probabile che riveliate informazioni preziose su di voi anziché carpirne dagli altri.

Lo speech play è un’arte.

A meno che non siate particolarmente ferrati, la vostra faccia da poker sarà più efficace se terrete la bocca chiusa.

7. Fate colpo sugli altri – L’abbigliamento è importante

Dress to Impress

Fin qui ci siamo concentrati sul viso, ma per concludere analizziamo un’altra componente: il corpo. Dovete mettervi qualcosa indosso. Che ve ne rendiate conto o meno, l’abbigliamento fornisce agli avversari informazioni importanti su sé stessi.

Essi si faranno un’idea su di voi in base a cosa indossate. Se ne siete consapevoli, potete sfruttare questo aspetto a vostro favore.

  • Ammettiamo per esempio che vi presentiate in tuta, con uno zaino e delle cuffiette. Non ci vuole un genio per capire che siete probabilmente dei giocatori esperti. Si tratta infatti del tipico “completo” dei giovani poker pro pronti per una lunga partita.
  • Immaginiamo che vi vestiate invece in modo conservativo, in camicia e pantaloni eleganti. Gli altri giocatori potrebbero etichettarvi come dei bellimbusti dallo stile di gioco diretto e selettivo.
  • Al contrario, ipotizziamo che vi presentiate vestiti in maniera sciatta, magari in pantaloncini, maglietta e capelli arruffati. Gli avversari penseranno probabilmente che siate delle persone pacate, forse anche nel modo di giocare.

Alla luce di quanto detto, vi conviene considerare l’idea di seguire un determinato stile d’abbigliamento per confondere gli avversari. Se siete bravi giocatori, evitate di indossare degli abiti che tradiscano subito il vostro livello di abilità.

Vestitevi invece come dei turisti, così da dare l’impressione di essere dei facili bersagli.

Il gioco del poker è basato sulla scarsità di informazioni. Più ne avrete a disposizione voi e meno ne avranno gli avversari, migliori saranno le vostre chance.

Prendete atto che qualsiasi cosa diciate, facciate e indossiate può rivelare informazioni cruciali agli altri.

Fate di tutto per tenere nascoste queste informazioni e non fatevi decriptare la vostra poker face!

April 27, 2021

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Se siete mai stati in un casinò per giocare a poker, che fosse un torneo o un cash game contro altri avversari, potreste esservi fatti un giro fra i vari tavoli. È proprio qui che è possibile assistere ad alcuni tra i giochi da casinò più popolari, come il blackjack, la roulette e i dadi, solo per fare qualche esempio.

In questa stessa area potrete trovare anche altri giochi di carte, molti dei quali incentrati sul poker. Un tipico esempio è quello del poker a quattro carte, inventato da Roger Snow e gestito da Shuffle Master. Diversamente da molte altre varianti, quella a quattro carte non prevede degli avversari. Al contrario, ogni partecipante se la deve vedere col banco.

L’obiettivo è semplice: ottenere una mano a quattro carte superiore a quella del dealer. Non appena vengono piazzate le scommesse, ogni giocatore riceve cinque carte coperte. Allo stesso modo, il croupier ne riceve cinque a testa in giù, ma ne ottiene anche una sesta che viene scoperta.

Le carte seguono la stessa gerarchia valida in altri giochi di poker.

La classifica delle mani in ordine crescente è:

  • Carta alta
  • Coppia
  • Doppia coppia
  • Scala
  • Colore
  • Tris
  • Scala di colore
  • Poker

Un tavolo da poker a quattro carte può avere questo aspetto:

4 Card Poker

Scommessa ante e aces up

Esistono due tipi diversi di scommesse nel poker a quattro carte: l’ante e l’”aces up”. Dovete optare per almeno una delle due puntate. Potete anche effettuare entrambi i tipi di scommessa. Aces up è una side bet con la quale si scommette che la propria mano includerà una coppia d’assi o una mano migliore.

Se avete una coppia d’assi, incassate una vincita pari all’importo scommesso. Se avete una mano migliore, vi aggiudicate un premio più alto.

Ecco uno sguardo ad alcuni payout standard per l’aces up nel poker a quattro carte:

ManoPayout
Poker50 a 1
Scala di colore40 a 1
Tris8 a 1
Colore5 a 1
Scala4 a 1
Doppia coppia3 a 1
Coppia d’assi1 a 1

Se non disponete di una coppia d’assi o di una mano migliore, perdete la vostra puntata aces up. Questo tipo di scommessa è indipendente dall’ante, il che significa che le carte del dealer sono del tutto ininfluenti: si tratta semplicemente di scommettere sulla forza della propria mano individuale.

Dopo aver piazzato la scommessa ante, i giocatori guardano le proprie carte. Dovrebbero poi esaminare l’unica carta scoperta dal dealer. A questo punto devono decidere se andare avanti o rinunciare.

In quest’ultimo caso, spingono le carte verso il croupier e sacrificano la propria scommessa ante. Se invece vogliono giocare, devono piazzare una puntata in corrispondenza della scritta “Play” sul tavolo.

Questo format si differenzia da quello del poker a tre carte, nel quale la scommessa di gioco dev’essere uguale a quella ante. Nella variante a quattro carte, invece, i giocatori possono scommettere un importo pari fino al triplo della puntata ante.

Se la vostra mano finisce per battere quella del dealer, vi aggiudicherete un payout di 1 a 1. In caso di parità vince il giocatore.

La puntata ante è soggetta anche a un bonus premium hand:

ManoPayout
Poker25 a 1
Scala di colore20 a 1
Tris2 a 1

Anche nella rarissima eventualità in cui il dealer dovesse battere una delle premium hand appena indicate, incassereste comunque il payout!

Se effettuate sia la scommessa ante sia quella aces up e decidete di non piazzare la scommessa “play”, la vostra puntata ante decadrà, ma quella aces up rimarrà valida.

Una volta effettuate tutte le scommesse si chiudono i giochi. Il croupier a quel punto rivela tutte le carte e seleziona la miglior combinazione possibile con quattro delle sei carte a propria disposizione.

Nessuna mano qualificante prevista

Molti giochi di carte nei casinò prevedono una mano qualificante affinché il dealer possa giocare. Nel poker a tre carte, ad esempio, il croupier deve avere una donna come carta alta o una mano superiore per qualificarsi. In caso contrario, le scommesse ante dei giocatori vengono pagate 1:1, mentre le puntate “play” vengono restituite.

La buona notizia è che nel poker a quattro carte non dovrete preoccuparvi di tutto questo. Non c’è alcun requisito perché il croupier si qualifichi.

Tutte le mani sono valide, il che implica che sarete sempre in gioco quando vorrete.

Jackpot progressivo

Alcuni casinò offrono una scommessa progressiva multi-link nei propri giochi di carte. Tale offerta si estende ai tavoli da poker a quattro carte. Solitamente si effettua sotto forma di una side bet facoltativa da 1$ il cui obiettivo è quello di ottenere un tris o una mano migliore per incassare la vincita.

Se siete abbastanza fortunati da disporre di una scala reale, vi aggiudicate il jackpot, che nella maggior parte dei casi è rappresentato da una somma a cinque o sei cifre.

Diamo uno sguardo ai payout standard per le scommesse progressive:

ManoPagamento
Scala reale100% del jackpot
Scala di colore10% del jackpot
Poker$300
Full$50
Colore$40
Scala$30
Tris$9

Se vi aggiudicate una puntata progressiva, è probabile che abbiate diritto a un bonus “invidia” (chiedete presso il vostro casinò se è previsto tale bonus). In questo scenario venite pagati nel caso in cui un altro giocatore al tavolo ottenga una scala di colore o una scala reale.

Nel primo caso incasserete solitamente una somma di 300$, mentre nel caso di una scala reale vi aggiudicherete una somma di 1.000$ o, talvolta, addirittura di più!

Strategia nel poker a quattro carte

La forza e il valore di una mano non necessitano di ulteriori spiegazioni nel poker a quattro carte. Per quanto riguarda la scommessa “aces up”, dovete semplicemente capovolgere le carte e vedere cosa avete: niente di più semplice.

Nel fare una puntata ante, l’unica strategia si incentra su due decisioni:

  • se rinunciare all’ante o effettuare una scommessa “play” aggiuntiva e, in quest’ultimo caso
  • se effettuare una puntata pari a 1X, 2X o 3X la somma dell’ante.

Una semplice strategia per principianti è composta dai seguenti punti:

  • Giocare una somma pari a 3X la scommessa ante se si dispone di una coppia di dieci o una mano migliore
  • Giocare una somma pari alla scommessa ante se si ha una coppia di nove o una mano più bassa
  • Rinunciare alla propria scommessa ante se non si ha almeno una coppia in mano

Se avete un po’ più di esperienza, potreste leggermente affinare la vostra strategia. Ammettiamo per esempio che abbiate una coppia di figure come jack, donne o re. Potreste decidere di effettuare una puntata 3X se la carta scoperta dal dealer è più bassa della vostra coppia. Se invece è più alta, come nel caso di un asso, potreste considerare l’idea di abbassare la puntata a 1X o 2X.

La chiave sta nell’esaminare attentamente le proprie cinque carte personali e quella scoperta dal dealer. Se ad esempio quest’ultimo mostra un re e voi vi ritrovate una coppia di re, è probabile che lui non abbia una mano pari alla vostra.

Forti di questa consapevolezza, potete piazzare una scommessa 3X con maggior tranquillità.

Dov’è la fregatura?

Come con tutti i giochi di carte nei casinò, il banco beneficia sempre di un certo margine. Nel poker a quattro carte, tale margine si presenta sotto due aspetti:

  • il fatto che il banco riceve sei carte a fronte delle cinque del giocatore
  • il fatto che esso beneficia dei casi in cui il giocatore rinuncia alla propria scommessa ante.

Tenendo a mente quanto detto, giocate responsabilmente e provate a divertirvi. La variante a quattro carte costituisce un’ottima alternativa per gli appassionati di poker!

April 25, 2021

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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888pokerTV WPTDS Live Streaming

Il canale 888pokerTV è andato in onda per la prima volta il 18 aprile. Il primo programma in assoluto è stata la trasmissione dell’evento inaugurale del WPTDeepStacks con il commento di David Tuchman e Nick Wealthall.

888pokerTV WPTDS Live Streaming

Le WPTDS London Online Series saranno trasmesse in diretta streaming nei seguenti giorni:

Data

Torneo

Martedì 20/04

WPTDeepStacks #5 - High Roller

Giovedì 22/4

WPTDeepStacks #9 – Marathon

Lunedì 26/4

WPTDeepStacks #15 - Main Event

Durante questi eventi interverranno anche poker pro, celebrità e ambasciatori di 888poker, i quali daranno un contributo con i loro commenti.

Assegneremo inoltre vari premi, tra cui biglietti omaggio per il Main Event del WPTDS o per altri tornei, oltre a diverse vincite in denaro, per un montepremi totale di 10.000$.

Ci sarà inoltre uno speciale freeroll sul sito di 888poker durante ogni trasmissione in streaming.

Entrate su Head over to our 888pokerTV channel. e sintonizzatevi su 888pokerTV. Aggiungetelo ai preferiti e seguite/iscrivetevi al nostro canale per non perdervi assolutamente nessun contenuto!

April 24, 2021

Di Hyacinth Swanson

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Hyacinth Swanson è una giocatrice di poker part-time dedita ai tornei live e online, che ama scrivere e curare contenuti sul mondo del poker. Gestisce attualmente la società di marketing PurpleGob.com.

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In questo senso, nel corso degli ultimi decenni sono stati fatti dei passi in avanti nel mondo del lavoro e non solo (anche se la strada da fare è ancora lunga); lo stesso discorso si può applicare anche al poker, dove, difatti, non solo la presenza femminile si è andata affermando via via sempre di più, ma sono diverse le giocatrici che sono state in grado di imporsi con successo ai tavoli da gioco, smentendo peraltro uno dei cliché più diffusi nell’ambiente, secondo il quale le donne non sarebbero in grado di controllare e tenere a bada le proprie emozioni, finendo col perdere la lucidità nei momenti topici dell’incontro.

Cambiamenti radicali come questo sono sempre figli di un processo lungo e graduale, che non può avvenire dall’oggi al domani, per pura forza di inerzia. Altro presupposto imprescindibile per una rivoluzione di questo tipo è certamente la presenza di una o più figure di riferimento, che possano fungere da faro e ispirare i propri consimili nel perseguire la strada appena tracciata: fra i totem del poker e del gioco d’azzardo femminile è impossibile non menzionare Cathy Hulbert, detta “Cat”, distintasi in quanto una delle prime donne a specializzarsi nel conteggio delle carte.

Figlia di un camionista e di un’infermiera, Cathy nasce nel 1950 e cresce in un paesino dell’Upstate New York. La sua gioventù è tutt’altro che facile: a causa di una malattia irreversibile, il padre viene presto costretto a letto, mentre il rapporto con la madre subisce un’importante frattura che la porta a lasciare casa alla tenera età di 15 anni. Decide di affittare una stanza e di intraprendere un lavoro in una fabbrica di sapone, cui si dedica ogni giorno al termine delle lezioni a scuola. Tramite il grande impegno e il forte spirito indipendente sviluppato in maniera prematura, Hulbert riesce a mantenersi economicamente in quegli anni, arrivando anche a iscriversi all’università e finendo per essere l’unica di sei fratelli ad acquisire un titolo di studio accademico: risultato a dir poco notevole, tanto più se si considerano l’ambiente e le condizioni storico-sociali in cui è cresciuta la futura pioniera del gioco d’azzardo.

Già durante gli anni del college la giovane Cathy inizia a sviluppare un grande interesse per i giochi di carte. Una volta conclusi gli studi, questa sua passione trova un ulteriore slancio nel lavoro trovato presso il Senato dello Stato di New York, dove Hulbert, forte della sua ossessione per il gioco in generale, viene incaricata di condurre un lavoro di ricerca che analizzasse le ragioni a favore o contro la legalizzazione del gioco d’azzardo. Come facilmente immaginabile, la sua scelta ricade in favore della regolarizzazione delle scommesse, anche perché uno dei suoi sogni, per sua stessa ammissione, è quello di diventare una giocatrice professionista. È questo il motivo che in quel periodo la spinge a dirigersi a Las Vegas, dove peraltro ha la possibilità di provare l’esperienza più da vicino e di capire in prima persona se sia effettivamente opportuno introdurre le attività d’azzardo anche nello Stato di New York.

Carte blackjack

Cathy frequenta così una scuola di formazione per croupier di blackjack. Seppure non sia quella la sua strada, capisce subito che il casinò rappresenta il suo habitat ideale: una volta terminato il corso, decide dunque di lasciare il proprio lavoro, fare le valigie e trasferirsi a Las Vegas, sfidando peraltro durante il viaggio una tempesta di neve da record in Ohio: è il 1977. Dopo una fugace esperienza lavorativa nel Rainbow Club, una casa da gioco nei sobborghi della città, passa al casinò Union Plaza, in pieno centro. Nonostante la sua richiesta di svolgere il ruolo di dealer ai tavoli di blackjack, viene inizialmente assegnata alla Big Six Wheel (una sorta di ruota della fortuna). Fortemente contrariata, Cathy impara una tecnica per girare la ruota e far uscire costantemente il numero con il payout di 40-1, il più favorevole per lo scommettitore. Visti i risultati negativi per il casinò (che di norma usufruisce di un margine del 35% in tale genere di giochi), la giovane Hulbert viene finalmente accontentata e trasferita al blackjack. Qui si rende presto conto che alcuni giocatori sono spesso in grado di ottenere un blackjack subito dopo aver piazzato una puntata sostanziosa. Una volta intuita l’esistenza di un possibile schema seguito dagli scommettitori, un giorno, in preda alla curiosità, decide senza remore di chiedere lumi a un giocatore, cui Cathy fa riferimento col nome di Peter. Quest’ultimo, descritto come un genio della matematica, si rivela far parte di un team di contatori di carte provenienti in gran parte dalla Cecoslovacchia. Peter ritiene una buona idea insegnare a Cathy la tecnica del conteggio di carte, dal momento che nessuno avrebbe sospettato che una donna potesse avvalersi di un sistema così all’avanguardia. La giovane pioniera apprende così la tecnica ed entra a far parte della squadra, sebbene inizialmente venga rilegata al poco lusinghiero ruolo di “spotter”, ovvero la persona incaricata di sedere al tavolo, osservare l’andamento della partita e segnalare ai propri compagni il momento giusto per entrare in gioco. Questo non le impedisce di accumulare un bel gruzzoletto nel corso del tempo, il che però la porterà anche ad essere rapinata diverse volte in giro per il mondo. A questi episodi si aggiunge un’ulteriore condanna per Cathy: proprio essendo una delle pochissime, se non l’unica donna in grado di contare le carte a tali livelli, diventa sempre più facilmente riconoscibile e incontra via via sempre più resistenze agli ingressi dei casinò, ragion per cui si vede costretta ad abbandonare la propria carriera nel blackjack.

Dopo una breve parentesi con le slot machines (dalle quali pure viene bandita, al punto che si vede costretta ad assumere altri scommettitori che giochino al suo posto), in un periodo nel quale le viene diagnosticato un disordine bipolare della personalità, Cathy inizia a cimentarsi sempre di più nel poker, specializzandosi in particolare nel 7 Card Stud. Come facilmente immaginabile (e come ammesso dalla stessa interessata), la sua condizione psichica la ostacola sensibilmente nella pratica dei giochi di carte, tanto più in un contesto in cui la tenuta dei nervi svolge un ruolo imprescindibile. Non è un caso che Cathy decida di rivolgersi anche a uno psichiatra. Nei suoi primi tre anni di attività nel poker si registrano risultati prevalentemente negativi, ma l’incontro con David Heyden, considerato come il miglior giocatore di 7 Card Stud al mondo, si rivela essere una svolta: non solo infatti trova in lui l’amore della sua vita, ma anche un vero e proprio mentore che le insegna tutti i segreti del poker a sette carte. Ripartendo dalle basi, Hulbert sviluppa le proprie abilità, fino a venire inclusa nella lista dei migliori giocatori di 7 Card Stud al mondo stilata dalla rivista Card Player nel 1996.

Fiches da poker

In questo periodo Cathy segue uno stile di vita più calmo e regolare, avvalendosi anche di esercizi mentali per favorire la concentrazione. Nel corso degli anni si dedica a sua volta all’insegnamento del gioco, aiutando un totale di oltre 200 donne. Inoltre scrive il libro Outplaying the Boys, pubblicato nel 2005, che susciterà un moto di orgoglio anche nella madre, nel frattempo costretta al capezzale. La sua carriera si spegne senza particolari clamori nel 2010, con un’ultima sessione di gioco dall’esito amaro ai tavoli del Borgata di Atlantic City, dove perde circa 40.000$, vittima anche delle fluttuazioni e delle varianze sfavorevoli. A questo proposito non ha mancato di mettere in guardia dal pericolo di giocare in maniera smisurata e smoderata, avendo avuto modo di vedere nel corso della propria carriera tante vite rovinate nei casinò; lei stessa aveva rischiato di fare una brutta fine con l’avvento del poker online, che le garantiva la possibilità di giocare tutto il giorno da casa, mettendo seriamente a rischio il proprio denaro e la propria vita sociale. Cathy ha inoltre espresso il rammarico per non essersi ritirata al top della forma, con l’autostima intatta, come avrebbe invece desiderato.

Ad ogni modo, i risultati ottenuti da Hulbert hanno ispirato altre grandi giocatrici come Loni Hardwood, Kathy Liebert e Vanessa Selbst. Diverse generazioni di donne hanno dimostrato ampiamente come anche il genere femminile sia in grado di eccellere nel gioco e nelle strategie, riuscendo a ottenere grandi risultati nei vari palcoscenici mondiali. Purtroppo va rilevato come ancora oggi la situazione per le donne non sia ancora tutto rose e fiori da un punto di vista sociale e culturale nel mondo del poker, ma la strada intrapresa è sicuramente quella giusta e ci consente di guardare al futuro con rinnovato ottimismo. 

November 18, 2020
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Un’indagine sull’esperienza delle donne nell’industria del poker ha fornito una rivelazione positiva sui bei passi in avanti compiuti negli ultimi anni con riguardo alle giocatrici.

Tra le 2000 donne residenti nel Regno Unito che hanno preso parte al sondaggio, quasi la metà ha riferito di essersi sentita fuori posto in passato in occasione di eventi e location considerati in maniera stereotipata come dei territori “maschili”, quali ad esempio pub, incontri di rugby e partite di poker.

Lo studio, tuttavia, ha anche rivelato che questo trend esclusorio sta cambiando, perlomeno nel mondo del poker. L’opinione generale è stata che oggi il poker non è più considerato un “gioco per uomini”, dal momento che sempre più donne prendono il posto che spetta loro al tavolo di feltro.

Indagine sulle donne e il poker

Giocare a poker

  • Il 44% delle donne ha affermato di aver giocato a poker in precedenza
    • Il 7% gioca attualmente
  • D’altra parte, più della metà (il 56%) non ha mai giocato a poker in precedenza

Tra le donne che avevano già giocato a poker (n=889):

  • L’81% ha riferito di giocare volentieri
    • Mentre al 19% non piace
  • Il 34% delle giocatrici ha affermato di cimentarsi nelle partite almeno una volta al mese
    • Il 16% gioca almeno una volta a settimana
  • Il 20% gioca a poker una volta ogni 2-6 mesi
  • E il 46% gioca meno di una volta ogni 6 mesi
Domanda 1

Approfondimento

Tra coloro che hanno già giocato a poker in precedenza (n=889):

  • Il 64% ha giocato a casa di amici
    • Il 56% ha giocato a casa propria
    • E il 30% ha giocato a poker online

Equilibrio

In generale, il 56% delle donne afferma di sentirsi in una posizione di svantaggio a causa del proprio sesso

  • Il 10% riferisce di sentire spesso questa sensazione
  • Mentre il 46% avverte occasionalmente questa percezione Tra coloro che avevano già giocato a poker (n=889):

Le giocatrici riportano che in media le donne tendono a costituire il 20,54% dei giocatori totali ai loro tavoli

  • Il 42% riferisce che tra l’1 e il 10% dei giocatori ai loro tavoli tende a essere di sesso femminile
  • Circa un terzo (il 32%) afferma che le proprie partite sono generalmente composte da donne in una percentuale compresa tra l’11 e il 30%
  • Il 18% dichiara che alle proprie partite c’è tendenzialmente una presenza femminile del 31-50%
  • Mentre solo il 7% afferma che di solito le proprie partite vedono la presenza di donne in misura superiore al 50%
Domanda 2

Approfondimento

Tra coloro che hanno giocato a poker in precedenza (n=889):

  • Il 44% descriverebbe l’esperienza di gioco come emozionante
    • Mentre il 31% la descriverebbe come positiva
  • Solo il 7% la descriverebbe come fastidiosa
    • E un altro 7% descriverebbe le proprie esperienze come spiacevoli

Giocare con gli uomini

  • Circa un terzo delle donne (il 32%) concorda sul fatto di sentirsi meno incline a giocare a poker per via del proprio sesso
    • Il 9% afferma di concordare fortemente con questa frase
  • Tuttavia, un altro 32% è in disaccordo col fatto di sentirsi meno inclini a giocare in quanto donne
    • Il 15% è in forte disaccordo col fatto di avvertire questa sensazione

Tra quante hanno già giocato a poker in precedenza (n=889):

  • Il 45% dichiara di essersi sentite intimidite da un uomo durante una partita di poker
    • Il 15% riferisce di essersi sentite intimidite tante volte
    • Il 30% afferma di aver vissuto tali episodi una o due volte
  • Mentre il 52% dichiara di non essersi mai sentite intimidite da un uomo durante un incontro di poker

Tra coloro che si sono sentite intimidite (n=396):

  • L’83% afferma di sentirsi scoraggiate dal giocare a poker se al tavolo sono presenti più uomini che donne
    • Il 26% afferma di sentirsi sempre scoraggiate sotto tali condizioni
    • Il 58% dichiara di avvertire a volte questa sensazione

Confort

  • Il 27% delle donne afferma di sentirsi maggiormente a proprio agio giocando a poker a casa
  • A seguire, le location più apprezzate sono:
    • A casa di amici (22%)
    • Online (8%)
    • Casinò (5%)
  • Il 45% delle intervistate ha riferito di sentirsi maggiormente a proprio agio nel giocare a poker con gli amici
    • Il 43% si sente (o sentirebbe) a maggior agio giocando in famiglia
  • Mentre solo il 5% afferma di sentirsi a maggior agio nello sfidare giocatori avversari
  • Il 47% delle donne concorda sul fatto che, da un punto di vista femminile, un casinò rappresenti un posto intimidatorio
    • Il 14% è nettamente d’accordo con quest’affermazione
  • Mentre il 18% è in disaccordo

 

Domanda 3

Approfondimento

  • Oltre i due terzi (il 68%) delle donne è d’accordo sul fatto di avere l’impressione che il poker sia un gioco a prevalenza maschile
  • Il 45% concorda sul fatto di sentirsi frustrate all’interno dei posti considerati maschili anziché neutri
  • Mentre 2 donne su 5 (il 40%) concorda di essere meno incline a frequentare i posti a prevalenza maschile per paura di sentirsi fuori posto

A trazione maschile

  • Secondo le donne intervistate, i contesti che maggiormente trasmettono l’idea di essere negativamente a trazione maschile sono:
  1. Partite di calcio maschile (49%)
  2. Partite di rugby maschile (40%)
  3. Incontri di freccette (38%)
  4. Pub (34%)
  5. Palestra (25%)
  • Mentre un quarto (il 25%) non ha la sensazione che ci siano contesti negativamente a trazione maschile
  • È più probabile che le donne affermino di essersi sentite escluse in un pub per via del loro sesso (19%)
  • I contesti a seguire sono:
    • Un incontro di calcio maschile (18%)
    • Un incontro di rugby maschile (12%)
    • La palestra (12%)
    • Il lavoro (12%)
  • Mentre più della metà (il 53%) delle donne riferisce di non essersi mai sentite fuori posto da nessuna parte per via del proprio sesso
Domanda 4

Approfondimento


Secondo le donne intervistate, i comportamenti più intimidatori negli ambienti dominati dagli uomini sono:

  1. Comportamento sessista (55%)
  2. Aggressione verbale (51%)
  3. Comportamento rumoroso (42%)

 

 

November 16, 2020
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Dalla metà del Novecento si iniziano a imporre, almeno in territorio americano, le varianti a carte comunitarie, in particolare il Texas Hold’em. In Italia, paese di grande tradizione per i giochi di carte in generale (e chi di noi non ha mai sfidato i nonni o gli amici al tavolo?) per diverso tempo si è preferita la versione a cinque carte, detta anche five card draw o, in maniera più patriottica, poker all’italiana. Per anni ci siamo limitati a vedere e a subire il fascino del Texas Hold’em nei film e nelle serie tv d’oltreoceano, prima che la variante a due carte più famosa al mondo riuscisse a sbarcare effettivamente sulle nostre coste. Una delle chiavi di questo successo va sicuramente individuata nella nascita del poker online in Italia (avvenuta diversi anni dopo l’inizio della sua diffusione a livello mondiale), anche considerando che dalle nostre parti questo genere di giochi fino ad allora aveva sempre avuto vita difficile da un punto di vista legislativo, e difatti ancora oggi sono ben pochi i locali e i posti in cui è permesso cimentarcisi (all’atto pratico è possibile giocare quasi esclusivamente nei casinò, mentre per circoli e affini sono previste delle restrizioni piuttosto ferree).

Abbiamo già avuto modo di vedere come le sale da poker virtuali abbiano rappresentato un vero crocevia e una sorta di iniziazione per campioni del calibro di Minieri e Sammartino, che da lì in poi sarebbero stati in grado di conquistare il pubblico e ottenere risultati di prestigio anche nei tornei live.

Quando è nato però esattamente il poker online nella nostra penisola? E qual è stato il suo successo nel corso della sua (breve) storia? Lo andiamo a scoprire insieme nelle prossime righe.

Tavolo da poker

Come già accennato, la prima poker room virtuale a livello mondiale è antecedente alla legalizzazione del gioco online in Italia. Già all’inizio degli anni ’90 fanno la loro comparsa i primi tavoli online, seppure in quegli anni fosse possibile giocare solo in maniera del tutto gratuita. Il 1º gennaio 1998, invece, su iniziativa di Planet Poker e con il decisivo contributo dell’ingegnere americano Randy Blummer si svolge la prima partita di sempre con denaro reale. Il poker online si inizia a espandere a macchia d’olio, e uno dei momenti più clamorosi di quei primi anni è certamente rappresentato dall’ascesa impetuosa di Chris Moneymaker (a proposito del quale gli antichi Romani avrebbero avuto ragione a dire “nomen omen”), che nel 2003, da perfetto carneade, riesce tramite un torneo satellite in rete a conquistare un posto al Main Event delle World Series of Poker, dove poi si aggiudicherà la vittoria e un premio da 2,5 milioni di dollari… al suo primo evento live in assoluto.

L’avventura di Moneymaker diventa certamente un catalizzatore in grado di attirare nuove orde di fan del Texas Hold’em, al punto che in quel periodo si parla di “effetto Moneymaker”. Tuttavia occorre ancora qualche anno prima che il poker online faccia il suo esordio in Italia: è il 2 settembre 2008 quando si svolge il primo torneo ufficiale con licenza AAMS (l’attuale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nota anche come ADM). A volerla dire tutta, però, occorre precisare che già negli anni precedenti un buon numero di appassionati si era messo alla prova su siti illegali che, sebbene offrissero un’ampia varietà di giochi e la possibilità di sfidare avversari da tutto il mondo, alimentavano l’evasione fiscale e l’economia sommersa. Nel giro degli anni successivi cresce vertiginosamente il volume di affari generato dai nuovi siti autorizzati, anche se l’impossibilità di affrontare giocatori stranieri fa storcere la bocca a più di qualcuno. Va inoltre rilevato come nei primi tempi ci siano solo tornei ed eventi Sit and Go, mentre la tendenza cambia a partire dal 2011, con l’introduzione del cash game: una modalità che se da una parte premia maggiormente l’abilità, d’altra parte comporta maggiori rischi per il proprio bankroll.

Sin dai primi anni del decennio appena concluso, quindi, il poker cash nelle sale da gioco virtuali in Italia trascina i tornei in una crisi da cui poi risalgono solamente nel 2015, quando il loro fatturato supera per la prima volta, seppur di poco, quello generato dagli eventi cash nello stesso periodo di riferimento.

Al di là di queste statistiche più dettagliate, non si può non notare come il vero e proprio apogeo del mercato del poker online in Italia si sia registrato nel 2010, a due anni dal suo lancio. Da quel momento in poi i numeri sono stati sempre in discesa, con un particolare declino tra il 2016 e il 2018.

Tavolo da poker 2

È possibile azzardare qualche ipotesi sul perché di questa tendenza. Innanzitutto bisogna prendere atto di come siano cambiate le condizioni nel corso del tempo: negli anni 2000, infatti, il poker aveva acquisito una sorta di carattere popolare, non solo per il già menzionato “effetto Moneymaker” e per la fresca ventata di novità rappresentata dalle poker room online, ma anche per la crescente diffusione di programmi televisivi dedicati al poker e ai vari tornei (favorita anche dalla felice intuizione di introdurre delle apposite telecamere per le carte coperte). Una volta scemata la febbre del poker, solo lo zoccolo duro costituito dagli appassionati storici e da pochi altri ristretti gruppi di persone sono rimasti fedeli al gioco, mentre molti altri hanno preferito dedicarsi ad altri giochi da casinò probabilmente più semplici ed immediati, come il blackjack e, soprattutto, le slot machines (che d’altra parte hanno una tradizione più lunga nel nostro paese).

Liquidità condivisa poker

Un altro fattore da considerare è il clima politico che, anche dopo la legalizzazione delle sale da poker virtuali, non è mai stato particolarmente favorevole a questo genere di giochi. Il poker infatti, salvo alcune eccezioni, viene considerato tendenzialmente un gioco d’azzardo e in quanto tale viene rigidamente regolamentato. Ciononostante, nel 2017 è stata presa una decisione che sembrava poter cambiare il volto alle sale da gioco virtuali in Italia e non solo: il 6 luglio, infatti, è stato firmato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli un protocollo di intesa con Francia, Spagna e Portogallo al fine di costituire la cosiddetta liquidità internazionale condivisa, vale a dire un mercato unico per il poker online che potesse consentire ai giocatori di affrontare anche avversari fuori dai confini nazionali. Malgrado l’iniziale adesione, l’Italia non ha poi dato seguito alle procedure necessarie per perfezionare il proprio ingresso in questa comunità, al momento costituita dal suddetto terzetto, il quale, dopo aver rilevato un trend di crescita nei propri paesi, si è dichiarato disposto ad allargare la collaborazione e l’accordo a qualsiasi altro paese dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo che manifesti il proprio interesse. Le direttive politiche negli ultimi anni hanno complicato ulteriormente la situazione del mercato del poker e di altri giochi d’azzardo in Italia, sebbene il nostro paese al momento rimanga ancora tra i firmatari del protocollo appena menzionato. A tal proposito sono recenti le dichiarazioni del direttore generale di ADM, il quale ha affermato che all’interno dell’ambiente si stia ancora riflettendo sull’opportunità di proseguire sulla strada battuta tre anni fa. Il futuro della liquidità condivisa in Italia rimane incerto.

November 11, 2020
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“Christian Vieri, uno dei bomber più iconici del calcio italiano, ha coltivato una seconda passione che lo ha accompagnato durante e dopo la carriera sportiva: il poker. In questo articolo ripercorriamo la sua evoluzione come giocatore, dalle prime partite con i compagni di squadra fino alle World Series of Poker, passando per successi, aneddoti e controversie mediatiche.”

La carriera di Christian Vieri e l’infortunio del 2006

Nato a Bologna, ma cresciuto tra l’Australia e la Toscana (a Prato, città natale del padre), Christian Vieri, detto “Bobo”, è stato tra i grandi protagonisti del calcio italiano tra la seconda metà degli anni novanta e i primi anni del nuovo millennio. Conosciuto da gran parte del pubblico nostrano, anche da quello meno avvezzo e appassionato al gioco del pallone, il grande bomber ha forse un unico vero rammarico nella propria carriera: l’infortunio al ginocchio sinistro occorsogli nel marzo 2006, che gli ha poi impedito di prendere parte alla vittoriosa spedizione azzurra ai mondiali di quell’anno in Germania.

I primi passi di Vieri nel poker

Vieri appende ufficialmente gli scarpini al chiodo nell’autunno del 2009; questo non toglie che il suo interesse per il poker (non solo quello in senso calcistico, di cui rappresentano un esempio le quattro reti personali messe a segno nel 2002 in una sfida contro il Brescia) avesse già cominciato a manifestarsi negli anni precedenti, come ammesso dallo stesso ex calciatore, il quale ha rivelato che già in occasione di qualche ritiro con la propria squadra aveva avuto modo di sperimentare il piacere di qualche piccolo torneo con i propri compagni dell’epoca. 

L’avventura alle World Series of Poker a Las Vegas

Nel marzo 2009, inoltre, “Bobo” aveva preso parte a un torneo di Texas Hold’em tra VIP organizzato per scopi benefici (riuscendo anche ad arrivare al tavolo finale).
Il ritiro dal calcio giocato, tuttavia, gli consente di avere ancora più tempo a disposizione per i propri hobby: proprio questa nuova situazione, unitamente al contestuale viaggio negli Stati Uniti dell’allora fidanzata Melissa Satta, decisa a inseguire una carriera da modella e attrice, spinge Christian già nel 2009 a decidere di volare a Las Vegas per affrontare la più grande sfida e avventura cui possa ambire qualsiasi giocatore di poker sportivo: le celebri World Series of Poker.

Las Vegas

Le performance nei tornei: Snai Cup e altri eventi VIP

Nel frattempo Vieri ottiene la “benedizione” di Luca Pagano, che vede in lui una mentalità vincente, in grado di portargli al tavolo da gioco lo stesso successo raggiunto nel mondo del pallone. Non si può non menzionare la prestazione di “Bobo” alla Snai Cup nell’ormai defunto casinò di Campione d’Italia nel marzo 2010. In un evento riservato a sole celebrità e destinato alla raccolta di fondi a scopi caritatevoli (come avviene non di rado con tornei di questo tipo), l’ex calciatore riesce a raggiungere il tavolo finale,

Il testa a testa decisivo con Branka Maric

Dove si vede costretto a cedere soltanto al cospetto della dealer Branka Maric in un testa a testa: decisivo è stato un incredibile flop in una mano decisiva che ha garantito una scala vincente alla giocatrice croata. 

La mano contro Stefano Bettarini

Nel corso del torneo era anche andata in scena una mano rocambolesca tra lo stesso Vieri e un altro ex calciatore, Stefano Bettarini: forte di due Jack in mano, quest’ultimo era andato all-in, trovando però il call di “Bobo”, il quale da parte sua aveva due carte pressoché ininfluenti. Il river successivo ha premiato proprio il giocatore bolognese, che ha potuto aggiudicarsi la mano chiudendo un progetto di colore a dir poco insperato.

Il profilo di Vieri come giocatore di cash game

La passione di Vieri si concentra in particolare sulle partite di cash game, in cui l’ex attaccante della nazionale italiana ha saputo convogliare il proprio carattere esuberante e la sua propensione offensiva in una serie di tattiche di gioco volte ad aggredire con costanza il pot: un atteggiamento che può certamente regalare spettacolo, ma che chiaramente presenta molti rischi. 

Aggressività e stile di gioco

Probabilmente “Bobo” era un giocatore più riflessivo nelle prime fasi della sua carriera da giocatore di poker, come sembrano testimoniare le parole espresse allora da uno dei primi campioni italiani di Texas Hold’em,

Il commento di Dario Minieri

Dario Minieri, che più volte da tifoso romanista si è ritrovato a vivere l’ex bomber come un giocatore avversario, salvo poi ritrovarselo come compagno di squadra nel gioco di carte: “È un ragazzo simpatico, al tavolo scherza molto. Ha dimostrato di essere un buon giocatore. Sa quando deve aspettare e quando deve rischiare”.

Fiches da poker

Polemiche mediatiche e difficoltà fuori dal tavolo

Tuttavia il poker ha presentato più di qualche insidia all’ex calciatore, almeno dal punto di vista mediatico. Nel 2014, infatti, sono arrivate forti accuse da parte del giornale francese Purepeople, il quale ha riportato presunti problemi finanziari di “Bobo” causati da investimenti sbagliati nel campo della moda e da qualche mano di troppo persa ai tavoli da gioco, in particolare nel videopoker. Questa vicenda gli è costato in quei giorni il ben poco ambito “Tapiro d’Oro”, il celebre premio satirico assegnato dal programma televisivo Striscia la Notizia, ai cui microfoni Vieri si è difeso dichiarandosi all’oscuro delle informazioni riferite sul suo conto. 

L’episodio del Casinò di Venezia nel 2015

Un’altra notizia che non ha messo in buona luce il giocatore bolognese è stata quella relativa all’episodio occorso nel 2015 al Casinò di Venezia, dove Vieri si è visto negare l’accesso essendosi presentato senza giacca, contrariamente a quanto richiesto invece dal dress code della sala da gioco lagunare. La reazione dell’ex attaccante, secondo quanto riferito dai media locali, non sarebbe stata particolarmente composta e misurata; Vieri tra l’altro ha finito col dichiarare che non sarebbe mai più andato a giocare da quelle parti. Si è trattato sicuramente di uno spiacevole episodio, che d’altra parte rappresenta un unicum nella carriera di “Bobo”, il quale in questo tipo di eventi pubblici, fin lì, si era sempre fatto apprezzare per la propria simpatia e correttezza.

Qualche settimana prima, peraltro, Vieri aveva trascorso le proprie vacanze estive a Formentera, una delle mete preferite dei VIP, dove, oltre a frequentare le discoteche locali, non aveva rinunciato neanche a qualche partita ai tavoli di feltro: questa volta senza avere alcun dissapore con i gestori del posto.

Una passione vera ma risultati inferiori alle aspettative

Probabilmente i risultati ottenuti dal bomber a partire dalla sua decisione di diventare un professionista del poker non sono quelli che si sarebbe aspettato e auspicato, tanto più se confrontati con i successi conquistati sui campi da calcio. Non sono pochi i personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo che scoprono un’insospettata passione per il poker: tuttavia il raggiungimento di grandi risultati nei circuiti professionistici rappresenta senz’altro un compito molto più arduo e ostico da portare a termine. 
 

November 1, 2020
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Nato a Roma il 10 febbraio 1985, Dario, esattamente come molte altre future star del poker, si appassiona in giovane età al celebre gioco di carte Magic: l’Adunanza, che lo porta a viaggiare in giro per i tornei e a ottenere i primi risultati di grande rilievo. La sua carriera da giocatore di carte subisce una frenata con l’inizio del percorso universitario nella facoltà di psicologia. Questo non gli impedisce tuttavia di iniziare a cimentarsi nelle prime partite di poker online. Fino a quel momento Minieri, che nel corso degli anni ha anche acquisito il soprannome di “Supernova”, aveva raccolto esperienza soltanto nel draw poker (specialità tra le quali rientra anche il cosiddetto “poker tradizionale”, che ha sempre avuto un grande successo nella nostra penisola). Proprio la decisione di passare alle sale da gioco online gli consente di entrare a contatto per la prima volta con il Texas Hold’em.

Gli inizi sono caratterizzati dalla partecipazione a tornei Sit and Go con bassi buy-in, ma il bankroll del giovane talento cresce in breve tempo, registrando un importante abbrivio con il primo grande risultato in un torneo online: una vincita da 12.000$ in occasione di un evento con un rebuy da 10$. 

Questo episodio rappresenta una vera e propria svolta nella vita di Dario, il quale, rinfrancato e incoraggiato da questo successo, opterà di lì a poco per una svolta radicale (che anche in questo caso lo accomuna a tanti altri colleghi): decide infatti di abbandonare gli studi accademici per potersi dedicare a tempo pieno al gioco nelle sale da poker in rete. Nei mesi successivi il giocatore romano continua a cimentarsi quasi esclusivamente in eventi online, con un particolare occhio di riguardo per i Sit and Go Heads Up ad alti stakes; riesce così ad accumulare un bottino del valore di centinaia di migliaia di dollari.

Tavolo da poker

Nel 2006 arriva un’altra vincita di rilievo quando, in virtù della propria presenza e dei propri risultati ai tavoli da gioco, Minieri conquista oltre tre milioni di punti FPP (Frequent Player Points): una quantità sufficiente per portarsi a casa una Porsche Cayman. Nello stesso anno, Dario ottiene il primo piazzamento a premi in un evento EPT grazie al raggiungimento del 22º posto nell’EPT Grand Finale di Monte Carlo, col quale si aggiudica una somma di 20.235$. Alla tenera età di 21 anni, è pronto per la prima partecipazione all’evento principe del poker sportivo: le World Series of Poker. A luglio si dirige così a Las Vegas, dove prende parte al piatto forte di quei giorni, vale a dire il Main Event. Minieri si presenta come un perfetto carneade (al punto che un organo di stampo in quei giorni riporta erroneamente il suo nome come “Roma Dario”), ma riesce subito a mettere in mostra il proprio stile di gioco particolarmente aggressivo, che gli consente di chiudere la terza giornata di torneo con più fiches accumulate rispetto a chiunque altro. Il torneo si conclude con un risultato di tutto rispetto: un 543º posto che gli frutta una vincita di 22.266$ e che cattura l’attenzione delle emittenti televisive. A ottobre arriva il primo tavolo finale all’European Poker Tour, con il terzo posto conquistato nella tappa di Baden (per un premio di oltre 150.000$). 

Nel 2007 Dario ottiene altri due piazzamenti a premio in occasione delle WSOP grazie alla 27ª posizione nel $1.000 No-Limit Hold’em con rebuy e, soprattutto, a un’altra grande cavalcata nel Main Event, che questa volta lo vede chiudere al 96º posto (per una vincita di 67.535$). Il successo arriva anche nelle competizioni online: il 30 dicembre dello stesso anno, Dario si impone in tre differenti tornei (un $5.000 High-Stakes Freezeout, un $215 Rebuy e un High Stakes Showdown), aggiudicandosi una somma complessiva di circa 200.000$. 

Il 2008 è un anno importante non solo per il giocatore romano, ma anche per il poker italiano più in generale. Si disputa infatti l’edizione inaugurale dell’EPT di Sanremo che, come suggerito dal nome ufficiale del torneo, va ad impreziosire il principale circuito europeo. Minieri, incitato da amici e tifosi tricolori, conquista un posto al tavolo finale. Al termine di una mano rocambolesca persa contro Jason Mercier si deve accontentare della terza piazza, che gli garantisce comunque una vincita da 451.532$. Appena due mesi dopo si reca nuovamente nella Città del peccato per la sua terza partecipazione alle World Series of Poker. Nell’occasione arriva la sua vittoria più ricca e prestigiosa, che coincide con l’apogeo della sua carriera da poker pro: la conquista dell’evento $2.500 Six-Handed No Limit Hold’em, giunta al termine di una prestazione dominante che l’ha visto tra l’altro approdare al tavolo finale in qualità di chip leader. Minieri, presentatosi con l’amata sciarpa della Roma al collo (uno dei suoi marchi di fabbrica), si impone su Seth Fischer nel testa a testa finale, aggiudicandosi contestualmente il braccialetto d’oro e la somma di 528.418$. La sua vittoria ha fatto il paio con il braccialetto WSOP conquistato in quegli stessi giorni da Max Pescatori nel $2.500 Pot-Limit Hold’em/Pot-Limit Omaha, il che ha decretato una vera e propria edizione trionfale per i nostri colori. La ciliegina sulla torta nel 2008 di Minieri è arrivata con altri due piazzamenti a premio nell’EPT con i risultati ottenuti a Varsavia e al Main Event di Praga. 

Partita di poker

Il 2009 e il 2010 non sono state annate altrettanto luminose per Dario, il quale in queste due stagioni ha comunque ottenuto rispettivamente un montepremi complessivo di 180.253$ e 191.983$ in competizioni live. Da menzionare in particolare il 7º posto al WPT di Venezia e la vittoria all’EPT No Limit Hold’em - High Roller di Varsavia, entrambi conquistati nel 2009. L’anno successivo, invece, mette a segno un altro risultato di prestigio alle World Series of Poker, con l’ottava piazza finale al $10.000 Seven Card Stud Hi/Lo Championships, accompagnato poi dal trionfo nel €3.500 No Limit Hold’em all’IPT di Sanremo.

Negli anni successivi arriva qualche altro piazzamento degno di nota, anche se il giocatore capitolino va via via sparendo dai grandi palcoscenici del poker mondiale. Di sicuro la sua serenità al di fuori delle poker room non viene favorita dall’operazione “All-in”, un’iniziativa messa in atto dall’Agenzia delle Entrate di Roma, che contesta alla “Supernova” la mancata dichiarazione delle vincite acquisite all’estero nel 2006 e nel 2009. La vicenda si trascina fin dentro le aule di tribunale in cui, è bene ricordarlo, alla fine viene data ragione al pokerista romano, anche in virtù della posizione della Commissione Europea, la quale ha ricordato il divieto di doppia imposizione fiscale in vigore all’interno dell’Unione Europea. Un’altra possibile causa del declino di Minieri va forse ricercata nell’evoluzione del gioco negli ultimi anni. Mentre il suo stile super aggressivo poteva risultare particolarmente efficace nel primo decennio degli anni 2000 (quando erano ancora ben pochi i giocatori in grado di sfruttare questo atteggiamento ai tavoli da gioco), nel corso del tempo i pokeristi sono riusciti lentamente a trovare le contromisure e a sviluppare le tecniche per fronteggiare con maggior successo questo tipo di avversari.

Questo non scalfisce minimamente la grande carriera di Dario, riconosciuto unanimemente come una delle prime stelle nel firmamento del poker italiano. 

October 31, 2020
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Nato a Napoli, nel quartiere del Vomero, il 5 aprile 1987, Dario si appassiona già in giovane età al poker a cinque carte grazie all’influsso esercitato dal padre. Proprio in quegli anni inizia a diffondersi sempre di più nella nostra penisola il Texas Hold’em, considerato invece fino a quel momento una sorta di prerogativa dei giocatori e dei film a stelle e strisce provenienti dall’altra parte dell’Atlantico. Dopo le prime partite disputate con gli amici, Sammartino inizia a raccogliere esperienza nei circoli della sua città natale, prefigurando così quello che sarà il suo avvenire. In quegli anni, però, il poker risulta essere ancora un semplice passatempo, con il futuro campione che all’epoca si guadagnava da vivere come organizzatore nelle discoteche. 

Tornei di poker dal vivo - Napoli

Come spesso verificatosi nella carriera di altre stelle del poker, anche Dario comincia a dedicarsi maggiormente al gioco di carte a cavallo tra la fine del liceo e l’inizio degli studi universitari (in economia dei mercati finanziari), dedicandosi però in questa fase alle sale da gioco online e rinunciando invece alle partite live nei circoli, in ossequio a una promessa fatta alla madre, che temeva che l’ambiente delle poker room della città partenopea potesse far imboccare al giovane Dario una strada sbagliata e lo facesse tra l’altro allontanare dal contesto universitario. Tutt’altro che entusiasta, e anche piuttosto riluttante a mantenere la parola data (seppure senza venire meno all’impegno preso), Sammartino è di fatto tra i primi in Italia a cimentarsi nelle partite online, e questa scelta col senno di poi si rivelerà una vera benedizione. 

In breve tanto si afferma impetuosamente come uno dei giocatori più vincenti sul nostro territorio, acquisendo fama col nome virtuale di MadGenius87. Il bankroll accumulato gli permette di poter puntare su qualche investimento extra e di allargare i propri orizzonti, con il giocatore partenopeo che decide di virare verso i tornei live. Come riferito da lui stesso, infatti, le tante vittorie conquistate fin lì lo avevano privato dei giusti stimoli nei cash game virtuali. Inoltre, la passione per la competizione live non era mai stata sopita. La promessa e i timori della madre, tuttavia, rimangono ancora validi, senza che questo però impedisca a Sammartino di cercare fortuna in altri lidi, tanto più perché il Texas Hold’em si stava diffondendo sempre di più nel mondo del poker.

Tavolo da poker

Ed ecco che nel novembre 2008 arriva la prima trasferta per il giocatore napoletano, che disputa il Main Event con un buy-in di 1.100€ a Sharm el-Sheikh, conquistando un ottavo posto finale e contestualmente un premio da 3.800€. Si tratta soltanto della prima pietra posta su quello che, come accennato in apertura di articolo, risulterà essere a tutt’oggi il montepremi più cospicuo conquistato da un italiano nell’arco della propria carriera, con un guadagno complessivo lordo di 14.573.846$ (che al contempo lo posiziona in 42ª posizione nella classifica globale). All’inizio del suo nuovo percorso di vita, però, non è tutto rose e fiori, come riconosciuto dallo stesso campione partenopeo, che ricorda come le prime trasferte, fatta eccezione per qualche buon risultato sporadico, avessero fatto registrare un bilancio generale negativo. Questo tuttavia non intaccava di fatto le sue possibilità, visto che Sammartino non aveva abbandonato definitivamente il poker online e le costanti vincite in questo campo gli permettevano di poter affrontare con maggiore rilassatezza e spensieratezza le insidie dei tornei live.

Il 4 febbraio 2010 arriva comunque il primo risultato di rilievo in una competizione dal vivo, con un terzo posto al Malta Poker Dream da 1.100€, che lo vede portare a casa la somma di 37.900€: il bottino più ricco conquistato fin lì in un torneo di questo genere. Nel 2011 si registra anche la prima apparizione alle World Series of Poker di Las Vegas, dove Dario ottiene la prima posizione in un evento NLH, aggiudicandosi la somma di 3.088$ (a fronte di una quota d’iscrizione da 1.000$). 

Tornando brevemente alle sale da poker online, impossibile non menzionare la memorabile sessione di gioco di 16 ore consecutive avvenuta nel luglio 2012, che l’ha visto imporsi su “anma64” in una sfida all’ultimo respiro, che ha finito per fruttargli una vincita di diverse decine di migliaia di euro (la cifra precisa non è nota, ma Sammartino ha parlato di una somma pari a due Sunday Special nel corso di una sola notte).

Dal 2013 iniziano a moltiplicarsi a dismisura i risultati importanti nelle sale da gioco live. Il 10 marzo ottiene infatti il primo di una lunga serie di piazzamenti a premio al Main Event dell’European Poker Tour, per una vincita di 15.000£. Arrivano anche risultati di prestigio nell’Italian Poker Tour, tra cui si segnala un bottino di 95.000€ conquistato il 24 ottobre con un secondo posto al Main Event di Sanremo.

Nel giugno 2014 Dario raggiunge il primo tavolo finale a un evento delle World Series of Poker, che lo vede concludere in sesta posizione al NLH 6-handed da 10.000$, per un compenso totale di 91.670$. In quei giorni riesce anche ad andare a premio in altri due tornei. L’anno successivo arrivano altri due tavoli finali, conquistati al Pot Limit Omaha Championship da 10.000$ e al NLH 6-handed da 5.000$. Nel 2016, nonostante il mancato raggiungimento di un tavolo finale, il campione partenopeo riesce comunque ad aggiudicarsi un premio da 187.576$ grazie al 17º posto finale raggiunto al NLH High Roller for One Drop da 111.111$. 

Per quanto riguarda le prestazioni offerte in quegli stessi anni, vanno ricordati alcuni risultati ottenuti all’European Poker Tour, tra cui spiccano il quarto posto al Super High Roller EPT nel 2015, per una vincita di 709.500€, e la terza posizione al NLH High Roller da 25.000$ a Nassau, che gli frutta un premio di 542.160$.

Fiches da poker

Il 2017 è però l’anno della svolta per Sammartino, che alle WSOP raggiunge la bellezza di otto piazzamenti a premio e quattro tavoli finali, registrando la propria acme (almeno fino a quel momento) con un bottino di 1,6 milioni di dollari grazie al terzo posto nel NLH High Roller for One Drop. Dopo un’annata relativamente interlocutoria, Dario nel 2019 mette a segno una serie di risultati incredibili alle World Series of Poker. L’highlight della stagione è certamente rappresentato dal Main Event WSOP, dove il poker pro napoletano ingaggia 10 giorni di vera battaglia e si presenta al testa a testa finale contro Hossein Ensan, con la possibilità di laurearsi campione del mondo e di aggiudicarsi la mastodontica somma di 10 milioni di dollari. Alla fine, purtroppo, ha avuto la meglio il giocatore tedesco di origini iraniane, ma questo non ha impedito a Sammartino di scrivere una pagina inedita nella storia del poker italiano, arrivando a spingersi là dove nessun altro pokerista nostrano era mai riuscito ad arrivare. 

Come se non bastasse, a ottobre 2019 Sammartino diventa appena il quarto giocatore della storia a conquistare i tavoli finali del WSOP e del WSOPE nel corso dello stesso anno solare, emulando l’impresa già compiuta da Demidov, Saout e Akenhead. Con l’attuale posizione numero 46 nel ranking mondiale, Dario è l’unico italiano di sempre ad aver sfondato il muro della top 50. Tra i suoi altri record nazionali figurano la capacità di ottenere otto piazzamenti a premio (risultato raggiunto per ben due volte, nel 2017 e nel 2019) e il maggior incasso lordo in una singola edizione delle WSOP, con la somma di 6.400.370$ portata a casa lo scorso anno. 
 

October 25, 2020
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Sempre più sportivi professionisti trovano nel poker una disciplina affascinante, capace di unire strategia, concentrazione e competizione. Tra questi c’è anche Filippo Magnini, campione del nuoto che nel corso degli anni ha coltivato una forte passione per il tavolo verde.

Filippo Magnini e il suo legame con il poker

I suoi interessi vanno però al di là dello sport che lo ha reso famoso, come dimostra la passione per il poker manifestata già nel corso della sua carriera agonistica.

Il poker e le celebrità o, se preferite, il poker e lo sport: un connubio che si viene a creare non di rado, come testimonia l’interesse da parte di personalità del calibro di Matt Damon (protagonista del film Il giocatore – Rounders), Cameron Diaz, Rafael Nadal e un’altra grande personalità del nuoto, nonché uno dei più grandi sportivi in assoluto di tutti i tempi, vale a dire Michael Phelps.

Le esperienze di Magnini nei tornei di poker

Ma torniamo ora al nostro Magnini: come certamente ricorderanno gli addetti ai lavori e gli appassionati del mondo del poker e dello sport, Filippo ha inaugurato il secondo appuntamento delle PokerClub Live Series al Casinò della Vallée (noto anche per aver ospitato una clamorosa giocata di Sean Connery alle proprie roulette) nel maggio 2013. Giunto alla seconda giornata di gioco con uno short stack, l’ex nuotatore è inizialmente riuscito a risalire la china, prima di vedersi costretto a soccombere in serata: in presenza di un board con asso-cinque-otto, Magnini, che in quel momento stringeva tra le mani un asso-tre, ha puntato le poche fiches rimastegli a disposizione, trovando l’opposizione e il call di un avversario, che di contro poteva contare su un asso-fante. Il turn e il river non sono stati benevoli nei confronti del pesarese, il quale ha così dovuto cedere il passo e concludere la competizione in 115esima posizione (su un totale di 265 partecipanti). Filippo, che in quei giorni stava comunque proseguendo la sua preparazione in vasca in vista dell’imminente campionato mondiale di Barcellona, a fine torneo ha sottolineato ancora una volta la sua passione per i tavoli da poker e per il Texas Hold’em, non mancando di esprimere comunque il proprio rammarico per non essere riuscito ad arrivare più in fondo nella competizione. Tuttavia, sono probabilmente pochi coloro che ricorderanno che il campione di nuoto era già riuscito nel 2010 a vincere il suo primo torneo di Hold’em a Saint-Vincent, dove tra l’altro aveva avuto la meglio sui colleghi Palloni e Terrin. Al termine dell’esperienza del maggio-giugno 2013, Magnini non si è potuto esimere da un’analisi sulle differenze tra i suoi due grandi amori: “Il poker mi piace molto. Ci vogliono strategia, concentrazione e anche un po’ di fortuna, ovvio. Nello sport ho avuto scariche di adrenalina pazzesche che difficilmente riproverò in vita mia ma anche nel poker al primo torneo che ho vinto […] la mano mi tremava quando facevo qualche rilancio importante".

Partita di poker

Magnini, il mondo dello sport e le celebrità nel poker

Qualche anno fa Federica Pellegrini, altra grande campionessa del nuoto, ha dichiarato che Magnini, con cui all’epoca aveva una relazione amorosa, le abbia addirittura insegnato a giocare a poker; ciononostante, l’unico poker calato dalla ‘Divina’ rimane quello conquistato in vasca a Londra nel 2016, dove si è laureata campionessa d’Europa nei 200 m stile libero per la quarta volta consecutiva, confermandosi regina della specialità e lasciando invece da parte le nozioni acquisite al tavolo in feltro.

Il ritorno ai tavoli da gioco e i consigli dei professionisti

Proprio sul finire del 2016, una volta lasciatosi alle spalle l’impegno olimpico a Rio de Janeiro, Magnini è tornato a cimentarsi in un prestigioso torneo ai tavoli da gioco, prendendo parte al PPTour di Campione d’Italia (casinò che, purtroppo, ha dovuto chiudere i battenti nel 2018 per dichiarato fallimento, lasciando così spazio in Italia soltanto alle case da gioco di Saint-Vincent, Sanremo e Venezia), dopo aver acquisito un minimo di esperienza nei casinò di Las Vegas, città vicino alla quale aveva avuto modo di allenarsi in vasca nel corso degli anni precedenti. In quel periodo, inoltre, ha potuto contare sui preziosissimi consigli di Max Pescatori, vincitore di ben quattro braccialetti alle World Series of Poker. Magnini, che ha ravvisato nel fattore solitudine un punto di raccordo tra nuoto e poker, ha anche fornito un’interessante analisi su questi due mondi da un punto di vista fisico e dell’allenamento: “Le preparazioni atletiche non sono paragonabili, questo è vero. Ma serve anche nel poker una buona preparazione fisica per stare al tavolo tante ore. […] Non si nasce giocatore di poker, devi allenarti molto anche in questa disciplina”.

Il primo giorno di torneo, che ha visto ai nastri di partenza 230 giocatori, si è concluso con l’ex nuotatore pesarese in grado di conservare 43.000 fiches, approdando così alla seconda giornata dell’evento. L’indomani, purtroppo, la sua corsa si è arrestata dopo un’ora di contesa, con una mano che vedeva un flop di 2-3-4 e Magnini che, andando all-in con un 5-5 tra le carte personali, non ha potuto nulla contro il 4-4 dell’avversaria di turno. Questo ha decretato la fine della sua avventura al casinò di Campione d’Italia, cui ha fatto seguito un pieno ritorno all’attività agonistica nel nuoto, conclusasi, come accennato in apertura d’articolo, quasi un anno dopo, al termine dei Campionati Assoluti in vasca corta di Riccione. In tale occasione Magnini, capitano della nazionale, si è aggiudicato il terzo posto nella serie dei 200 stile libero, suggellando così la sua carriera professionistica con un’ultima medaglia al collo (la 54esima del suo palmarès!).

Partita di poker

La passione per il poker dopo il ritiro

Filippo non ha mai fatto segreto della sua grande passione per il poker, riuscendo a coltivarla nel corso di questi anni, pur nei limiti impostigli dalla sua attività agonistica nel nuoto. Da dopo il suo ritiro non si sono ancora registrate da parte sua particolari attività nel mondo dei tavoli da gioco, ma è lecito pensare che nei prossimi anni possa decidere di dedicare maggior tempo e attenzione alle sale da poker. E, perché no, magari regalarci anche una sfida sul feltro con l’amico ed ex collega Phelps, il quale, oltre ad aver fatto parlare tanto di sé per l’incredibile conquista di 28 medaglie olimpiche e per la propria dieta ipercalorica, potrebbe anche decidere di indirizzare il proprio appetito verso le fiches da poker. 
 

Domande frequenti

1. Filippo Magnini gioca ancora a poker?

Sporadicamente, soprattutto dopo il ritiro dal nuoto.

2. Qual è stato il suo miglior risultato nel poker?

Una vittoria a Saint-Vincent e diverse buone prestazioni in tornei italiani.

3. Perché tanti sportivi si avvicinano al poker?

Per l’aspetto mentale, strategico e competitivo simile allo sport professionistico.

La passione di Filippo Magnini per il poker rappresenta un lato meno noto ma molto interessante della sua carriera. Con disciplina, strategia e spirito competitivo, il campione italiano potrebbe tornare protagonista anche ai tavoli da gioco nei prossimi anni

October 24, 2020
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