Negreanu nasce il 26 luglio 1974 a Toronto, figlio di due immigrati rumeni trasferitisi in Canada in cerca di un futuro migliore per i figli Mike e Daniel. Il padre, Constantin, lavora come elettricista e vende dolciumi per mantenere la famiglia.

Il futuro poker pro si dimostra molto ambizioso sin dall’età di quattro anni, quando ripete con convinzione alla madre che sarebbe diventato ricco, avrebbe costruito una casa con bastoncini di ghiaccioli e si sarebbe trasferito in California.

Frequenta le scuole nel distretto di North York, dove rischia l’espulsione a causa del proprio comportamento e per la mancata osservanza delle regole scolastiche.

All’età di 16 anni, il giovane Daniel scopre una passione per il gioco d’azzardo, il biliardo e il poker. Grazie a questi giochi e unitamente al suo amore per le probabilità e per i numeri, Negreanu riesce a soddisfare la propria vena competitiva. Presa la decisione di abbandonare il liceo prima del raggiungimento del diploma, il canadese comincia a dedicarsi al poker a tempo pieno, andando a sfidare adulti ben più grandi di lui nelle sale da gioco e nei casinò, spesso con successo. Già in questa fase della sua vita Negreanu riesce a far crescere in maniera costante il proprio bankroll. In questo periodo, inoltre, conosce e frequenta Evelyn Ng, che in futuro diverrà una famosa giocatrice di poker e che grazie ai consigli di Negreanu riuscirà a sviluppare uno stile di gioco atto ad affrontare giocatori aggressivi.

Da sempre competitivo e amante delle sfide, Daniel mette subito gli occhi sulla capitale mondiale del poker: Las Vegas. Al compimento dei 21 anni può finalmente realizzare il suo sogno e partire all’avventura nella Sin City, forte di un bankroll sempre più sostanzioso. Nonostante il chiaro obiettivo di diventare un giocatore professionista, il canadese è ben presto costretto a fare i conti con la realtà: gli sfavillanti casinò di Las Vegas sono tutto un altro mondo rispetto a quelli da lui frequentati a Toronto. La Strip ha la meglio sull’inesperto Daniel, che perde tutto il proprio bankroll e si vede costretto a tornare nella sua città natale per ricostruire ciò che aveva perso. Qui dà prova di grande pervicacia, continuando un ciclo che lo vede ripetutamente vincere a Toronto e perdere a Las Vegas. Senza mai darsi per vinto, Negreanu continua a lavorare duro e a studiare tattiche e strategie di gioco col fine di colmare le proprie lacune e diventare tra i migliori. I risultati non tardano ad arrivare: nel 1997, oltre ad andare a segno in tre diversi tornei (per un totale di oltre 50.000 $), viene nominato miglior giocatore al Foxwoods’ World Poker Final, mentre l’anno seguente arriva la prima partecipazione a un evento delle World Series of Poker, con la vincita di 169.460 $ all’evento $2.000 Pot Limit Hold’em; diventa inoltre, all’età di 23 anni, il più giovane nella storia a vincere un braccialetto WSOP (record che resisterà fino al 2004, prima di essere battuto da Scott Fischman). È proprio in virtù di questo risultato precoce che al canadese verrà attribuito il soprannome di “Kid Poker”.

Il percorso di Negreanu non si ferma negli anni a seguire, e nel 2003 arriva il secondo braccialetto WSOP della sua carriera, questa volta grazie all’evento $2.000 S.H.O.E.. La formula particolare del torneo, che prevede l’alternanza di quattro diverse varianti del poker, rivela la grande versatilità ormai acquisita dal campione canadese, per nulla intenzionato ad arrestarsi. Arriva così nel 2004 quella che probabilmente resterà la migliore stagione della sua carriera e che lo vede protagonista di ben undici tavoli finali, tra cui si ricordano le vittorie ai tornei WPT di Borgata e Bellagio, nonché la conquista del terzo braccialetto WSOP, ottenuto all’evento $2.000 Limit Hold’em. Solo quell’anno il canadese si porta a casa un’eccezionale somma di 4.465.907 $. Le sue prestazioni stagionali vengono inoltre coronate dall’assegnazione del premio come miglior giocatore dell’anno.

Le nozze: Daniel Negreanu - Lori Lin Weber

Nel 2005 Daniel decide di allargare i propri orizzonti e di dedicarsi anche ad altre attività, tra cui la scrittura di due libri sulle tattiche e sulle strategie del Texas Hold’em (pubblicati rispettivamente nel 2007 e nel 2008 con il titolo originale di Hold’em Wisdom for all players e Power Hold’em Strategy). Per quanto concerne la sua vita privata, non si può non ricordare il matrimonio contratto con Lori Lin Weber ad agosto 2005 e durato appena due anni, con la separazione avvenuta a novembre 2007, prima del successivo divorzio (Negreanu si risposerà poi a maggio 2019 con Amanda Leatherman).

In questi anni sono sempre di più gli appassionati di poker che si rendono conto delle grandi capacità dell’ormai affermato campione canadese, che conquista così sempre più tifosi in giro per il mondo. Nel 2008, a neanche 34 anni compiuti, Negreanu conquista il quarto braccialetto WSOP della carriera, contestualmente a una vincita di oltre 200.000 dollari all’evento $2.000 Limit Hold’em, riuscendo così a bissare il successo ottenuto quattro anni prima.

Dopo anni di residenza negli Stati Uniti, Negreanu ottiene a luglio 2009 la green card, con cui gli viene riconosciuto il diritto di soggiorno permanente in quella che diverrà di fatto la sua nuova patria (in particolare con l’acquisizione della cittadinanza statunitense, avvenuta poi nel 2016).

Il successo non viene a mancare neppure negli anni successivi, nei quali prende regolarmente parte anche al “Big Game” dell’hotel Bellagio di Las Vegas, dove i bui sono di 400­/800 dollari, o anche superiori. In merito alla partecipazione a questi eventi, Negreanu dichiara che l’abilità più importante da lui sfruttata è quella di osservare attentamente le mani giocate dai propri avversari, nonché di analizzare le loro capacità in queste situazioni.

Il 2013 si rivela essere la miglior stagione della carriera di Negreanu, assieme a quella disputata nel 2004. Daniel comincia l’anno con la vittoria al Main Event delle World Series of Poker Asia Pacific, con annessa la conquista del quinto braccialetto WSOP e di un premio da oltre un milione di dollari australiani. Nei mesi successivi arrivano due secondi posti all’evento $2,500 Limit 2-7 Triple Draw Lowball delle WSOP di Las Vegas e all’EPT Barcellona High Roller (per una vincita complessiva di oltre 400.000 $). In seguito giunge la vittoria alle World Series of Poker Europe, che lo porta ad aggiudicarsi il premio di 725.000 €, oltre al clamoroso sesto (e fin qui ultimo) braccialetto WSOP della sua straordinaria carriera. Il bilancio finale del 2013 è strabiliante e testimonia anche la grande costanza mantenuta nel corso di tutto l’anno da parte del canadese, che riesce a vincere premi in quasi ogni torneo che lo vede ai nastri di partenza. Inevitabile quindi la nomina a WSOP Player of the Year e la posizione numero 1 nel Global Poker Index Ranking.

Negreanu non riesce a mantenere lo straordinario livello del 2013 negli anni successivi, ma non mancano comunque risultati prestigiosi e vincite milionarie, tra cui si segnalano gli oltre 8 milioni di dollari conquistati con il secondo posto alle World Series of Poker del 2014 e la vincita di 3 milioni di dollari in virtù del secondo posto ottenuto al PokerGO Super High Roller Bowl del 2018. Quanto ai risultati dell’anno corrente, si ricorda il secondo posto all’evento $100.000 No­Limit Hold’em delle World Series of Poker 2019, che gli frutta un premio da 1,72 milioni di dollari.

Con oltre 41,8 milioni di dollari conquistati in carriera, Negreanu occupa il terzo posto nella classifica dei giocatori dal montepremi complessivo più alto nella storia (alle spalle di Bryn Kenney e Justin Bonomo).

Sono diverse le curiosità che caratterizzano la vita privata di Negreanu. Il campione canadese ha un blog su cui condivide i propri pensieri riguardo temi come la politica e il poker. Grande appassionato di hockey (sport nazionale in Canada), Negreanu è un tifoso dei Toronto Maple Leafs. Per quanto concerne le sue abitudini alimentari, impossibile non menzionare il suo stile di vita vegano, intrapreso nel 2006 dopo sei anni di vegetarianismo. Daniel si è inoltre distinto più volte per le sue iniziative di stampo filantropico, come la partecipazione a vari eventi di beneficenza e la creazione del Big Swing, un evento legato al golf con fini caritatevoli.

Infine, vale la pena ricordare i vari camei interpretati nei film X­Men le origini ­ - Wolverine (dove gioca una partita di poker contro il mutante Gambit), Le regole del gioco (dove interpreta se stesso) e Detention ­ - Terrore al liceo.

November 7, 2019
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Ad agosto è stato detronizzato da Bryn Kenney (55.505.630 $), dopo aver detenuto il primato per oltre un anno grazie a una stagione da favola disputata nel 2018, una delle migliori nella storia del poker professionistico. Ripercorriamo insieme gli eventi e le curiosità più significativi della vita di una delle leggende del nostro gioco, che in più occasioni si è fatto rappresentante del poker più spinto.

Nato a Fairfax (Virginia) il 30 settembre 1985, all’età di nove anni Bonomo comincia ad appassionarsi al gioco di carte collezionabili Magic: l’adunanza, che lo porterà nel giro di tre anni a competere nei tornei più importanti in giro per il mondo. Nonostante il montepremi di questi tornei arrivi a toccare anche i 250.000 $, sono molti i giocatori che decidono di affidarsi ai siti di poker online per guadagnare denaro extra. Spinto da questo fatto, Bonomo prova a emulare i propri avversari, seppur inizialmente con scarso successo, vista la difficoltà riscontrata nel costruirsi il proprio bankroll.

La svolta però arriva a un torneo di Magic in California, dove assiste casualmente in tv a un torneo live del World Poker Tour. Preso dal gioco e mosso da nuove motivazioni, il giovane Bonomo decide di comprare dei libri inerenti al poker che lo aiutino a migliorare nella comprensione delle meccaniche che lo regolano.

All’età di 16 anni inizia un nuovo percorso di vita per Bonomo, che dopo essersi iscritto a Party Poker riesce a costruire in breve tempo un bankroll di circa 10.000 $.

Il suo esordio nel circuito WPT è datato settembre 2004, con la partecipazione al torneo di Aruba, dove viene però eliminato al primo giorno di gioco. Bonomo fa tuttavia tesoro della lezione e il secondo tentativo, alla Poker Stars Caribbean Adventure del 2005, ha un esito decisamente differente: 30esimo posto e un guadagno di 15.600 $. Frenato dalle limitazioni legali degli Stati Uniti che vietano la partecipazione ai tornei live per un minore di 21 anni, Bonomo si vede costretto a prendere una scelta radicale, che si tradurrà nella decisione di puntare sui tornei europei. A febbraio dello stesso anno arriva un sorprendente quarto posto al torneo di Deauville, dove diventa il più giovane giocatore di sempre a raggiungere un tavolo finale trasmesso in televisione, il primo di una lunga serie.

Il 2006 è un anno cruciale per Bonomo, che nel mese di febbraio finisce al centro di uno scandalo per possesso di multi-account su PokerStars e su Party Poker. Il ban è una conseguenza inevitabile, accompagnata dalla confisca di 100.000 $ dal suo account. Acclarate le responsabilità personali, Bonomo si scusa subito tramite una nota sul proprio sito, nella quale esprime il forte rammarico per l’accaduto, non mancando però di sottolineare, a proprio modo di vedere, la sproporzionalità della pena. Alle scuse fa seguito la decisione di donare una parte dei propri guadagni per sostenere opere di carità. Molti suoi fan si schierano dalla sua parte e condividono il pensiero in merito all’eccessività della punizione, al contrario di altri che rimangono invece delusi dal comportamento del proprio beniamino.

Arrivano però anche buone notizie per l’americano: con il compimento dei 21 anni a settembre può finalmente prendere parte ai tornei live nel suo paese natale. A dicembre giunge la prima grande vincita della sua giovane carriera, con il settimo posto al torneo WPT all’hotel Bellagio di Las Vegas, in virtù del quale si porta a casa un totale di oltre 150.000 $.

Il 2007 prosegue sotto i buoni auspici del finale di stagione precedente. A giugno arriva la prima partecipazione di successo alle World Series of Poker al Rio All­suite Hotel and Casino di Las Vegas, che lo vede protagonista di una vincita di premi in tre diversi eventi, tra cui spiccano i 150.000 $ ottenuti con il quarto posto al torneo di No Limit Texas Hold’em. Alla fine di ottobre, Bonomo conquista il quinto posto all’evento del Caesars Palace Classic, che lo porta alla vittoria di oltre 160.000 $.

Le soddisfazioni sono destinate ad aumentare l’anno seguente con un incasso di circa 230.000 $, contestualmente a un secondo posto (alle spalle di Erick Lindgren) ottenuto all’evento di Texas Hold’em nella variante mista alle World Series of Poker. Alla fine di aprile 2009 arriva addirittura la prima vittoria a un torneo live all’evento del Caesars Palace, che gli consente di portarsi a casa, oltre all’anello del circuito, la bellezza di 227.692 $. Solo poche settimane dopo mette a segno il colpo più proficuo della sua carriera fino a quel momento: la vincita di oltre 400.000 $ al Rio All­suite Hotel and Casino di Las Vegas nell’evento di No Limit Texas Hold’em.

A maggio 2011 Bonomo raggiunge il quinto posto al Super High Roller, che gli garantisce una vincita di circa 225.000 $.  Alle World Series of Poker dello stesso anno conquista un posto al tavolo finale della variante Deuce to 7 triple draw, arrendendosi soltanto dinanzi a Lenny Martin, riuscendo comunque a portare a casa quasi 120.000 $. Alla fine del 2011, il montepremi totale conquistato da Bonomo tramite tornei live ammonta a quasi tre milioni di dollari, frutto anche del suo poker spinto.

Gli anni successivi si riveleranno però ben più redditizi. Ad aprile 2012 l’americano si aggiudica il Super High Roller di Montecarlo con un premio di oltre due milioni di dollari. Alla fine di agosto 2013 arriva un’ulteriore vincita di oltre un milione di dollari grazie al secondo posto conquistato al Seminole Hard Rock Poker Open nella cittadina di Hollywood, in Florida. Alle World Series of Poker del 2014 Bonomo bissa il secondo posto già ottenuto nel 2011 all’evento di Deuce to 7 triple draw; in quest’occasione riesce tuttavia ad aggiudicarsi un premio decisamente più cospicuo (circa 220.000 $). Quattro giorni dopo arriva la conquista del primo braccialetto delle WSOP, in aggiunta a una vincita bonus di 450.000 $. Sul finire di gennaio 2015, in virtù di un quarto posto ottenuto all’Aussie Millions Poker Championship di Melbourne, si porta a casa 800.000 dollari australiani (equivalenti a circa 630.000 americani).

Il 2016 lo vede protagonista di altri traguardi prestigiosi, come la vittoria all’Aria High Roller (con un premio di circa 400.000 $). Alle World Series of Poker conquista due terzi posti che gli garantiscono una vincita complessiva di oltre 400.000 $. Con il secondo posto al Poker Player’s Championship arriva un ulteriore premio di 800.000 $.

Nel maggio 2017 riesce a portarsi a casa quasi un milione di dollari di premi nel giro di soli tre giorni, grazie alle vittorie all’Aria 10 K e all’Aria Super High Roller. Alla fine del 2017, il campione statunitense conta un guadagno totale di circa 18 milioni di dollari ottenuti in tornei live nel corso della carriera.

Il 2018 è però l’anno dei record e della consacrazione definitiva. Agli inizi di gennaio arriva il secondo posto al Super High Roller delle Bahamas, con annesso un premio da oltre un milione di dollari, cui fa seguito la vittoria al Lucky Hearts Poker Open, che gli frutta una vincita di oltre 550.000 $. A marzo giunge anche il primo posto al Super High Roller Bowl China di Macau con una clamorosa vincita di quasi cinque milioni di dollari. Anche il mese di maggio è molto proficuo per Bonomo, che si porta a casa un ulteriore premio da oltre 1,25 milioni di dollari all’EPT Montecarlo, prima di vincere il Super High Roller Bowl di Las Vegas a fine mese, che gli garantisce una vincita di 5 milioni di dollari. Alle WSOP 2018, Bonomo conquista il suo secondo braccialetto, che segna il preludio di quello che sarà l’apice della sua carriera: a metà luglio arriva infatti la vittoria al Big One for One Drop (con un buy­in di un milione di dollari). Risultato? Terzo braccialetto, 10 milioni di dollari e il primo posto nella classifica dei giocatori dal montepremi più alto nella storia. L’anno di Bonomo si conclude con una vincita stagionale di quasi 25,5 milioni di dollari in tornei live (record anche questo). Nonostante i 5 milioni di dollari conquistati fin qui nel 2019, ad agosto, come già accennato, Bonomo perde in favore di Kenney il primato relativo al montepremi complessivo.

Considerato un giocatore aggressivo (per certi versi un punto di riferimento per chi persegue il poker più spinto), ma al contempo disciplinato, Bonomo vive oggi a Las Vegas, dove tuttavia segue uno stile di vita piuttosto tranquillo. Tra i suoi colleghi ha stretto una particolare amicizia con Scott Seiver e Isaac Haxton. Oltre al poker, Bonomo ama i videogiochi, la meditazione e la musica live. Si distingue inoltre per una particolare convinzione in ambito relazionale: l’americano è infatti un sostenitore del poliamore, e in quanto tale ammette la possibilità che una persona abbia più di un partner, nel pieno consenso di tutte le persone coinvolte.

November 5, 2019
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1. Cos’è una continuation bet (c-bet)?

Una continuation bet (c-bet) si effettua quando le cose al flop non sono andate bene, ma si era già entrati nel piatto al preflop. È un po’ il contrario del value betting se vogliamo: essenzialmente si tratta di un bluff sulla base della forza mostrata al preflop, e in seguito alla quale qualcuno ha fatto call. Bisogna però fare attenzione a non usarla tutte le volte. È importante capire di fronte a quale tipo di flop ci si trova: se è pericoloso, è necessario valutare attentamente cosa fare.

2. Se entri nel piatto puntando, è sempre giusto utilizzare una c-bet? O cosa è giusto tenere in considerazione?

L’aspetto principale da valutare prima di decidere se fare o meno una c-bet è il tipo di avversario che affrontiamo. Si tratta di un giocatore aggressivo che tende a rilanciare spesso? O piuttosto di uno che abbiamo visto tante volte foldare alle c-bet di altri giocatori? Non bisogna dimenticare che anche il nostro avversario ha una probabilità del 70% di non pescare nulla di buono al flop, e questo rende la c-bet molto interessante per noi. Detto questo, non la si può utilizzare sempre, altrimenti gli altri giocatori capirebbero subito cosa stiamo facendo: non è possibile pescare sempre buone carte al flop! Se fai una c-bet, spesso i tuoi avversari cercheranno di intrappolarti facendo check nel momento in cui avranno pescato bene al flop: se avverti pericolo chiedi un’altra carta, e se non dovessi pescare bene nemmeno al turn, folda ed esci dalla situazione.

3. Cosa rappresenta una c-bet e che valore dovrebbe avere?

Se al flop esce un asso, con la c-bet stai dicendo che hai un altro asso in mano. Se al flop esce 10-6-5, la tua c-bet sta dicendo che hai in mano una coppia più alta delle carte in comune. È fondamentale capire cosa serve per spaventare un avversario e indurlo a rinunciare alle sue carte e poi agire di conseguenza. Non tutti i giocatori sono uguali: alcuni hanno una soglia di protezione del big blind più alta, altri resistono di più alle c-bet. Trova il livello ottimale, e fallo il più in fretta possibile, e perderai il minimo indispensabile.

4. Si può fare una continuation bet al turn?

Una c-bet ritardata al turn può avere maggiore successo che al flop, dove le c-bet sono così comuni che molti giocatori vanno direttamente di float. Se un avversario in position ti fa check a un flop che non ti piace, fai check anche tu e  vedi come si comporta al turn. Se fa check una seconda volta, allora applica la c-bet. È più difficile per loro fare call o check-raise con un progetto o un bluff e con il solo river rimasto. Immaginiamo che tu punti dal button con A-Jo e il tuo avversario fa call dal big blind con 8h-6h. Al flop esce 2h-5h-Qs. A te non porta niente, mentre il tuo avversario ha un progetto di scala. Lui poi fa check e anche tu. Al turn esce 10c. Ora non è facile per il tuo avversario continuare con solamente una carta da estrarre. È qui che vale la pena fare la c-bet, e indurre il tuo avversario a rinunciare.

5. Si può fare una c-bet su una three-bet?

Se un avversario ti ha fatto call su una three-bet la situazione cambia rispetto a un call su una scommessa normale, e quindi una comune la c-bet non è la scelta migliore. La tua three-bet aveva il significato di chiedere al tuo avversario se la sua mano fosse buona, il suo call risponde che in effetti è così. Se al flop non ti esce nulla di buono e lui opta per un check, rispondi con un check. Non lasciare che il piatto aumenti troppo se la mano che hai non è all’altezza.

6. Se scommetti con A-K da una early position e al flop esce J-10-5, dandoti overcards e un gutshot, meglio optare per un check o una c-bet?

In un torneo di poker dipende da quante fiches hai investito nel piatto. Devi continuare a dimostrare che, avendo puntato da una early position, hai una buona mano, ma J-10 al flop è pericoloso. Scommettere da fuori posizione è difficile, ma lo hai fatto e quindi meglio scegliere una c-bet, che però non sia superiore a tre quarti del piatto. Se ciò significa che hai investito il 40-50% del tuo stack, allora non puoi far altro che andare avanti e giocare. In un deep-stacked cash game è però meglio optare per un check, oppure per un check-raise. Lascia che il tuo avversario pensi che J-10 sia buono: la combinazione tra la puntata da early position e check-raise al postflop sarà difficile da gestire per lui. Se fa call al tuo raise te la puoi ancora giocare, se ti attacca puoi sempre lasciare. Più l’azione è deep-stacked, più aggressivo dovrà essere il tuo check-raise.

October 21, 2019

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Amate le partite di poker con gli amici e avete sempre covato la speranza segreta di poter diventare dei professionisti?

Alcune persone scoprono alla televisione, dove vengono trasmessi tornei importanti e con montepremi elevati, le emozioni che il poker sa regalare. Altre invece giocano per la prima volta a una festa, magari durante una serata a casa di amici. Indipendentemente da come capiti d’incontrare il poker, è più che probabile che ogni nuovo giocatore nutra o abbia nutrito il desiderio e l’ambizione di vincere grandi somme a questo gioco.

E a chi non piacerebbe passare da amatore a pro?

E se diventare milionario al poker è spesso un’impresa impossibile anche per alcuni dei pro in circolazione, è altrettanto noto che è di certo possibile mantenersi esclusivamente attraverso il gioco delle carte. Partecipare e vincere tornei di poker, dal vivo oppure online: la strada è dura, ma non impossibile.

Vediamo ora cosa serve veramente per diventare un pro e guadagnarsi da vivere al tavolo da gioco.

  • Come in qualsiasi altro gioco (e non solo), diventare dei professionisti del settore richiede grande impegno e doti fuori dal comune. 
  • Nel presente articolo scoprirete alcune delle principali qualità necessarie per emergere dalla  condizione di dilettantismo e provare a diventare dei veri e propri professionisti, con tutto ciò che questo comporta.
  • Una profonda conoscenza del gioco e un'ottima resilienza mentale sono aspetti imprescindibili (ma non necessariamente sufficienti) per avere successo nel poker.

Cosa serve davvero?

Prima di continuare assieme, cerchiamo di essere sinceri. La vita del pro non è tutta rose e fiori. Se è vero che alla tv vengono trasmesse partite entusiasmanti tra grandi campioni, è altrettanto vero che vivere di poker può anche essere estremamente difficile.

Per iniziare il nostro percorso cerchiamo di individuare tre macroaree in cui dividere la vita di una persona:

  1. Relazioni
  2. Salute
  3. Ricchezza

Diciamolo subito e in maniera chiara: il poker può creare dipendenza. Se dovessi riuscire a diventare un pro, molto probabilmente dovresti dedicare così tanto tempo al poker che altre aree della tua vita potrebbero risentirne. Dedicarsi troppo tempo a una sola cosa può incrinare lo stato di benessere di qualsiasi persona, e il poker non fa eccezione.

1. Relazioni

Il poker può influenzare in maniera piuttosto pesante la tua vita privata e sociale. Trascorrere molto tempo al tavolo di gioco potrebbe costringerti a rinunciare a serate con gli amici o altre attività al di fuori delle carte.

Spesso accade di costruire amicizie tra giocatori. Con loro potrai parlare di mani, di tornei ai quali partecipare, di stili di gioco. Si tratta di rapporti anche importanti, non solo per quanto riguarda il gioco stesso, perché si tratta di persone che condividono la tua grande passione: il poker.

Se è quindi vero che sarai in grado di fare nuove amicizie, non sottovalutare però mai l’impatto che un tale stile di vita potrebbe avere sulle tue relazioni già esistenti, ad esempio con la tua famiglia o il tuo partner.

Di solito le famiglie trascorrono i weekend assieme, ma i fine settimana sono anche i momenti nei quali gioca la maggior parte della gente e nei quali si tengono i principali tornei.

Oltre a questo poi un pro non può sempre alzarsi dal tavolo quando vuole. Per un pro non esistono orari fissi: se un cash game è particolarmente ricco o si sta andando bene in alcuni tornei, è giusto continuare e non ci si deve alzare. Anche questo rende difficile pianificare attività familiari e private.

Aggiungiamo poi che i pro viaggiano molto e trascorrono parecchie serate al casinò e il gioco è fatto. Non sempre è facile passare il tempo con le persone davvero importanti.

Per questo motivo è fondamentale definire delle finestre di tempo al di fuori del gioco da dedicare ad attività diverse: far visita a un amico, uscire col proprio partner, incontrare persone che non facciano parte del mondo del poker. Magari si può stabilire un giorno intero o un paio di serate alla settimana in cui non dedicarsi al gioco, bensì alla propria vita privata.

È facile finire ingoiati dal poker, ed è per questo che è fondamentale sapersi ritagliare del tempo da dedicare ad attività completamente diverse.

2. Salute

I pro di poker rischiano di condurre una vita piuttosto sedentaria. Seduti al tavolo, giocano per ore, mangiano e poi magari continuano fino al termine della giornata. È un po’ come essere in ufficio, dove è altrettanto necessario prendersi regolarmente delle pause. Alzarsi, camminare un po’, prendere una boccata d’aria fresca.

Anche una dieta sana e una discreta dose di esercizio fisico sono fondamentali per la salute di qualsiasi pro. Se è vero che vale per tutti, a maggior ragione un pro rischia di mangiare in maniera irregolare e di non fare movimento. Aggiungiamo poi le tante ore al giorno passate al tavolo e i tanti viaggi da un torneo all’altro, ed ecco come uno stile di vita del genere rischia di minare alla base lo stato di salute fisica e mentale dei pro.

Detto questo, è possibile e assolutamente necessario abbandonare questi stereotipi e nutrire in modo corretto la propria mente e il proprio corpo, al fine di sfruttare tutto il proprio potenziale al tavolo da gioco.

Un pro che voglia seguire uno stile di vita sano deve pianificare del tempo per lo sport, che siano passeggiate, corse o sedute in palestra, e mangiare in maniera corretta. Il cibo ha un impatto diretto sul nostro cervello e mangiare male influisce sulla qualità delle decisioni prese al tavolo.

3. Ricchezza

Se è vero che i pro di poker vivono delle loro vincite annuali, è altrettanto vero che la gestione giornaliera del bankroll può essere molto stressante. Immagina di avere un lavoro “normale” e di non sapere se verrai pagato a fine giornata, o alla fine della settimana, o del mese... Non è proprio il massimo vero?

E infatti non lo è. Ma la vita del pro è così, e se lo vuoi diventare dovrai imparare a gestire questa situazione, che avrà sempre alti e bassi. Anche se sei un grande giocatore, in grado sempre di fare la scelta giusta, non potrai sempre sconfiggere la varianza: e perdere è sempre molto più veloce di vincere.

Non vi sono più certezze di crescita costante nel momento in cui fortuna e varianza vengono inserite nell’equazione. Di certo puoi limitare l’effetto della varianza seguendo tecniche di gioco specifiche, che magari hai applicato a lungo e che ti hanno portato un certo successo, ma anche l’unica mano fuori dalle statistiche può farti perdere parecchio, a volte anche tutto. Tali bassi ti possono lasciare distrutto o depresso, conscio di aver gettato al vento i tuoi soldi e di aver investito tempo e fatica per nulla.

Se sei un giocatore vincente, sul lungo periodo dovresti essere in grado di far crescere il tuo bankroll. Ma attenzione, perché mentalmente può essere molto dura perdere quei soldi con i quali avresti potuto nutrire la tua famiglia e pagare il mutuo della casa.

L’aspetto mentale

Anche il miglior giocatore al mondo attraversa dei periodi di magra, ma è il modo in cui li affronta che lo rende un vero pro o un semplice aspirante tale.

L’aspetto più importante della mentalità di un pro di poker è la resilienza mentale.

Che è anche ciò che chiunque ambisca a diventare un pro di poker deve sviluppare. Attenzione, perché non sempre a questo aspetto viene data la giusta importanza nei manuali di poker!

Gli insegnanti di poker parlano spesso di strategie vincenti, di gestione del bankroll e di uno stile di vita adeguato. Certo, sono tutte cose molto importanti, anzi fondamentali se si vuole fare la vita del pro, e che approfondiremo ulteriormente nel corso di questa guida.

Detto questo, la vera differenza tra un pro e un giocatore amatoriale, e quindi tra avere successo a un certo livello oppure no, è capire se si hanno le capacità necessarie per essere un pro. Se in questo momento non dovesse essere così, allora la tua priorità numero uno sarà quella di impegnarti per svilupparle.

Dal punto di vista strategico potrai essere già pronto, ma cosa accade nel momento in cui le emozioni prendono il sopravvento? Come ti comporti quando attraversi una fase di scarso successo? Come reagisci nel momento in cui inizi a dilapidare il tuo bankroll, costruito così faticosamente?

Riesci a rimanere calmo e freddo in tali situazioni? O finisci per andare in tilt e rischi somme importanti per recuperare precedenti perdite? E qual è la qualità delle decisioni che prendi quando ti trovi sotto pressione?

Al netto del gioco, è l’attitudine mentale di un giocatore che definisce il suo successo nel lungo periodo. Segue una lista non esaustiva dei tipici aspetti caratteriali dei pro:

  • Pazienza
  • Disciplina
  • Controllo emotivo
  • Concentrazione
  • Consapevolezza

Qui invece una lista delle caratteristiche che potrebbero essere deleterie a chi decidesse di intraprendere una carriera nel poker:

  • Lasciarsi orientare troppo dai risultati
  • Instabilità emotiva
  • Irritabilità
  • Scarsa attenzione
  • Essere un “Giocatore problematico” che ad esempio gioca per provare emozioni forti

Se pensi che almeno una di queste caratteristiche sia propria del tuo carattere, lavora nei prossimi mesi per cercare di eliminarla, lavorando a rafforzare quelle positive elencate più in alto.

Giocando con regolarità, imparando strategie e seguendo consigli adeguati non potrai che migliorare, ma l’aspetto mentale rimane il fattore numero uno da coltivare nel lungo periodo.

Non lasciare che le emozioni dettino il tuo gioco

Andare in tilt è un fenomeno comune nel poker. Si tratta di un momento d’instabilità mentale dovuto a un sconfitta inaspettata o particolarmente dolorosa, che spinge il giocatore ad agire in maniera irrazionale e a prendere decisioni di scarsa qualità.

Se è vero che ad andare in tilt sono principalmente gli amatori, è altrettanto vero che a volte succede anche ai pro, che rischiano così di perdere il denaro di cui vivono. Una certa solidità e il giusto atteggiamento mentale sono quindi prerequisiti fondamentali di qualsiasi pro.

Chi aspira a diventare tale deve avere inoltre conoscenze di gioco adeguate e un bankroll adatto ad assorbire la varianza che inevitabilmente a volte li porterà a perdere.

Analizzeremo questi aspetti con maggiore attenzione in seguito, ma prima di tutto cerchiamo di capire perché a poker è possibile vincere nel lungo periodo.

Perché è possibile vincere a poker nel lungo periodo?

Di certo avrete già sentito la frase “il banco vince sempre”, che peraltro è vera anche per il poker, se si considerano i buy-in per partecipare ai vari tornei: ma come mai vi sono giocatori in grado di arricchirsi nel lungo periodo, mentre non succede altrettanto con altri giochi d’azzardo?

Perché il poker si gioca “giocatore contro giocatore”. Quasi tutti gli altri giochi d’azzardo sono invece “giocatore contro casinò (il banco)”.

In un gioco “giocatore contro casinò”, le possibilità di vincita del secondo sono sempre leggermente più alte di quelle del primo. Prendiamo ad esempio la roulette. La maggior parte delle persone pensa che, scommettendo sul rosso o sul nero, vi sia il 50% di possibilità di vittoria. In realtà non è così, e questo a causa dello “0” inserito nella casella verde. Le possibilità di vittoria del giocatore sono quindi del 48,6%, quelle del banco di circa il 52%, e nel lungo periodo questo è destinato a fare la differenza.

Nonostante i buy-in, in un gioco “giocatore contro giocatore” sono gli stessi protagonisti a decidere il loro destino sulla base delle loro scelte. Questo accade in ogni mano e contro ogni avversario, che a sua volta fa le sue scelte. Spesso inoltre è possibile capire lo stile di gioco del proprio avversario e sfruttarlo a proprio favore.

Di certo anche la fortuna gioca un ruolo, ma nel poker è possibile scegliere come giocare ogni mano sulla base di pensieri logici e solidi, e quindi aumentare le proprie aspettative di vittoria. Per questo il poker è uno dei pochi, se non l’unico, gioco d’azzardo nel quale è possibile vincere contro il banco nel lungo periodo.

Tipi di giocatori di poker

In questo capitolo andremo a delineare i tratti salienti di tre tipiche tipologie di giocatori di poker.

Giocatore amatoriale

Un giocatore amatoriale gioca a poker principalmente per svago o divertimento. Nel lungo periodo gli amatori possono essere vincenti o perdenti, ma di certo non si guadagnano da vivere così.

Il livello di un giocatore amatoriale può essere molto diverso. Molti di loro giocano piccole somme online o le più basse possibili per partecipare a tornei dal vivo. A volte però se ne trovano alcuni anche in tornei più ricchi, dove vengono definiti “fish”, pesce, o “whales”, balene, a cause del loro gioco facilmente leggibile dagli “sharks”, gli squali, ovvero i giocatori più esperti e capaci di approfittarne.

Alcuni esempi di giocatori amatoriali molto conosciuti:

  • Chris Moneymaker (vincitore del WSOP Main Event 2003)
  • Guy Laliberté (Cirque du Soleil Founder, High Stakes Cash Player)
  • Bill Perkins (Billionaire Businessman, High Stakes Player)

Giocatore semi-professionista

Un giocatore semi-professionista è una persona che ha un’altra fonte di guadagno primaria al di fuori del poker, ma che con le carte guadagna comunque un salario di rispetto. Indipendentemente dalle dimensioni delle loro vincite, non sono queste a garantire il loro tenore di vita. Questo tipo di giocatore trascorre dalle due alle sei ore al giorno giocando, la maggior parte delle quali concentrata nei weekend, quando non è impegnato nel suo lavoro “normale”. Non è facile trovare giocatori famosi in questa categoria, ma di solito essi fanno parte dei seguenti gruppi di persone:

  • Studenti universitari
  • Micro-Stakes Grinders
  • Low-Stakes Grinders (con orari limitati)

Giocatore professionista

Un giocatore professionista si guadagna da vivere con il poker, ovvero le sue vincite sono la sua unica, o almeno principale, fonte di reddito. I loro bankroll sono solitamente abbastanza ricchi da permettere loro di sostenere mesi difficili e senza vincite, perché la varianza colpisce anche i migliori pro. I pro giocano anche online, oppure solo al loro casinò di fiducia o nelle loro vicinanze, oppure in giro per il mondo dove partecipano ai tornei più prestigiosi. Indipendentemente da dove giochino, i migliori giocatori di poker al mondo sono in grado di vincere sul lungo periodo. Sono loro a decidere quando lavorare e spesso conducono una vita simile a quella che ci si immagina quando si pensa a un pro di poker.

Ecco qui alcuni professionisti famosi:

  • Phil Hellmuth
  • Phil Ivey
  • Dominik Nitsche
  • Erik Seidel

Per concludere

Abbiamo visto che a poker è possibile vincere sul lungo periodo. Gli aspetti principali da curare per diventare un pro sono la resilienza mentale e il controllo emotivo, al tavolo e non.

Ovviamente, una conoscenza del gioco adeguata è un altro prerequisito fondamentale per chi volesse intraprendere una carriera di successo nel poker.

Che siate professionisti o meno, avrete sempre la possibilità di cimentarvi nelle diverse varianti pokeristiche all'internò delle sale da gioco virtuali di 888.

PUNTI CHIAVE

  • La vita del poker pro non è tutta rose e fiori e occorre tenere bene a mente una serie di aspetti. Anzitutto, per quanto il gioco possa essere rilevante per i vostri guadagni, è cruciale non trascurare mai altre aree della vostra vita che non sono meno importanti dei soldi: le relazioni umane e la salute.
  • Altro aspetto indispensabile, valido per qualsiasi gioco da casinò, è quello di non mettere mai a repentaglio il denaro e i risparmi necessari per la vita di tutti i giorni, nonché per provvedere alle persone che stanno intorno a voi.
  • Uno dei fattori chiave per avere successo nel poker professionistico è la resilienza mentale, che viene messa a dura prova in un gioco probante come questo, nel quale inevitabilmente occorre fare i conti anche con sconfitte e delusioni. A tal proposito è fondamentale anche affrancarsi dalle emozioni nei momenti opportuni.
  • Esistono essenzialmente tre tipi di giocatori: i dilettanti, i semi-professionisti e i veri e propri poker pro. 

FAQ

In quali categorie è possibile classificare i vari tipi di giocatori di poker?

Il poker è un gioco aperto e accessibile tutto, con una pletora di appassionati che si cimentano in questo gioco nei più disparati contesti e circostanze. Fondamentalmente è possibile individuare tre tipi di giocatori: gli amatori (che si dedicano al poker per svago), i semi-professionisti (che hanno nel gioco una fonte di guadagno secondaria) e i professionisti (che hanno nel poker la loro fonte di reddito esclusiva o quantomeno principale).

È possibile migliorare sotto l'aspetto mentale per avere maggior successo?

La resilienza mentale, una delle qualità più importanti per giocare e vincere a poker, è l'obiettivo di molti giocatori, soprattutto di quelli alle prime armi. È una capacità che si può allenare e migliorare, ma in ogni caso si tratta di un lavoro che richiede tempo e pazienza. Una delle chiavi per progredire più rapidamente sotto questo aspetto è quella di rivolgersi a professionisti del mental coach.

Quali sono le principali qualità mentali richieste nel poker professionistico?

Diverse sono le capacità necessarie per sfondare e avere successo. Tra queste si annoverano la pazienza, la disciplina, la concentrazione, la consapevolezza di sé stessi e il controllo emotivo.

October 21, 2019

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

Chad Holloway
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"Andare in tilt": un'espressione che si usa comunemente nella lingua di tutti i giorni con un significato generalmente molto chiaro. Questo modo di dire, originariamente diffusosi nel mondo dell'elettronica, assume un'accezione particolare nel mondo del poker, in cui indica un certo tipo di scenario potenzialmente deleterio per le prestazioni dei giocatori. Scopriamo insieme di cosa si tratta e come starne alla larga. 

  • Come noto, il tilt nel poker indica una reazione emotiva negativa causata da una perdita pesante o comunque da una striscia scoraggiante di risultati sfavorevoli.
  • Non è facile mantenere la lucidità e continuare a giocare in modo opportuno e ragionato dinanzi a una serie di circostanze avverse. È però doveroso evitare di andare in preda al tilt se non si vuole peggiorare ulteriormente la propria situazione.
  • Nelle prossime righe scoprirete i vari aspetti relativi a questo fenomeno e quali tecniche adottare per avere il pieno controllo sul vostro atteggiamento mentale, limitando al massimo gli effetti nefasti del tilt. 

La maggior parte dei giocatori di poker si comportano al tavolo in maniera intelligente solo finché le cose vanno bene. Sono tanti i fattori che possono indurre giocatori anche capaci a perdere il controllo do sé. Ho visto tanti di loro andare in tilt e bruciare i loro stack, magari dopo una brutta mano, una giocata infelice o un commento poco gentile nei loro confronti.

Molti pensano che le emozioni non contino nulla o che non siano controllabili: solitamente queste persone non vincono grandi somme. Se vuoi avere successo a poker, devi imparare a controllare le tue emozioni e giocare con intelligenza nel maggior numero di casi possibile.

È normale che tu perda alcune mani

Devi capire che non è possibile vincere sempre. Questo non ti deve rendere infelice o portare a cambiare il tuo modo di giocare per “recuperare i soldi persi”, le carte sono così. Quando perdi del denaro, è necessario accettare che non sia più tuo. Quando lo vinci a un tuo avversario, allora non è più suo. Le fiches sono in continuo movimento: è normale che sia così e tu lo devi accettare.

Se partecipi a tornei di poker, considera che arriverai a premio una volta su dieci. Ci saranno buoni periodi in cui ci arriverai in tre su dieci, ma anche cattivi periodi nei quali non vincerai nulla magari in 20 tornei di fila. I giocatori meno esperti vivono questa situazione come la fine del mondo e iniziano a perdere il controllo di sé, o magari smettono di sana pianta.

Gli alti e bassi fanno parte dei giochi d’azzardo. È noto che la sensazione che si prova a perdere una certa somma è molto più forte di quella che si prova a vincere la stessa somma. Spesso le persone pensano solo a quello che perdono e non notano nemmeno quello che vincono.

Concentrarsi esclusivamente sugli aspetti negativi ti bloccherà nella negatività: questo inficerà la qualità del tuo gioco e più in generale quella della tua vita.

Perché si va in tilt

Spesso è la rabbia che manda un giocatore in tilt. Ma sono tante le ragioni che possono scatenare una reazione del genere, come sono tanti i caratteri delle persone:

  • Le cose vanno peggio di come ci si aspetta
  • Non si riesce a credere alla propria sfortuna
  • Non si vuole perdere o commettere errori
  • Non si sta vincendo quando si crede di meritare
  • Si vuole a tutti i costi la rivincita nei confronti di un avversario che ci ha appena battuti
  • Si vuole assolutamente recuperare il denaro perso

È fondamentale capire perché si è andati in tilt se si vuole recuperare il controllo di se stessi.

In passato, quando commettevo un errore, tendevo a sentirmi come un idiota e a pensare di non meritare di vincere. Dopo una giocata infelice, tendevo a irrigidirmi e a giocare in maniera diretta, proprio per evitare di commettere ulteriori errori.

Ma la scelta sbagliata era propria quella, perché giocare in maniera troppo diretta contro ottimi avversari non è per nulla una buona idea. Ogni errore mi portava a cambiare il mio modo di giocare e a commettere altri errori.

Alcune strategie per evitare di andare in tilt

Il mental coach Jared Tendler ha individuato tre mosse per evitare di andare in tilt. Per prima cosa bisogna capire il motivo per il quale si va in tilt. Riconoscendolo nelle sue fasi iniziali, sarà più facile controllare tale processo prima che esso ci travolga completamente.

Io so di avvicinarmi al tilt quando inizio a buttare le mie fiches sul piatto in maniera troppo aggressiva o quando si abbassa il mio livello d’attenzione.

Riconosci i primi segnali di questo processo e riporta in primo piano la logica. Io tendo a parlare con me stesso in maniera tranquilla e comprensiva: “Rilassati! Non lasciare che i tuoi errori ti facciano arrabbiare: nessuno è perfetto!”

Dopodiché, quando rientri a casa, analizza gli errori commessi in modo da evitarli in futuro. Rilassati e continua semplicemente a fare del tuo meglio!

Infine ricorda sempre che esistono strategie precise da utilizzare. Tanti giocatori, quando vanno in tilt, tendono a dimenticarsene e quindi a perdere parecchi soldi. Anche chi partecipa a tornei rischia di diventare aggressivo e a non dare più il giusto valore alle sue fiches.

In tali casi le persone partecipano a piatti troppo ricchi per le loro possibilità. Se riuscissero a pensare logicamente, eviterebbero tutto ciò e porterebbero maggiore pazienza, aspettando le occasioni più adatte alla loro situazione.

Detto questo, e a maggior ragione se non sei un professionista, capiterà che tu ti trovi in situazioni nelle quali farai comunque fatica a mantenere chiarezza mentale pur applicando le tre mosse elencate in precedenza.  

Se ti dovessi sentire in questo stato mentale, ti consiglio di smettere di giocare per quel giorno. Se stai partecipando a un torneo, e quindi non te ne puoi semplicemente andare, respira profondamente e prova a pensare in maniera logica. Con un po’ d’esercizio imparerai a riprendere piuttosto in fretta il controllo di te stesso.

Considerazioni finali

Con l’aumentare della tua esperienza, vedrai che sono poche le cose in grado di mandarti in tilt. Di solito a me capitava se affrontavo un avversario troppo aggressivo: ora la riconosco come semplice strategia e mi adeguo. Spesso mi succedeva anche se perdevo un piatto ricco vicino al bubble: adesso analizzo semplicemente la situazione e cerco di giocare al meglio di ciò che sono capace, che spesso si risolve nell’essere un po’ più attento finché non sono certo di essere arrivato a premio.

Studiando il poker si raggiunge il punto in cui quasi nulla ci può più mandare in tilt, e nel caso qualcosa dovesse riuscirci, alcune tecniche di controllo ci permetterebbero comunque di recuperare in fretta la capacità di pensare in maniera logica.

Una volta affinate questa e altre capacità, potete mettervi alla prova con l'ampia varietà di poker room presenti sul nostro sito

PUNTI CHIAVE

  • Il poker, come tante altre cose nella vita, è inevitabilmente fatto di alti e bassi. È facile farsi prendere dallo slancio e volare sulle ali dell'entusiasmo quando le cose vanno per il verso giusto. Occorre però avere la giusta attitudine mentale per gestire anche le situazioni avverse, nelle quali è importante non farsi annebbiare la mente e mantenere la giusta lucidità.
  • Il primo passo sta nel prendere atto che la sconfitta e le perdite sono una parte ineliminabile di qualsiasi gioco, poker compreso. Sono però molti i giocatori (soprattutto tra i meno esperti) che in tali circostanze si fanno prendere dalla rabbia e dalla delusione, andando in tilt e facendosi prendere dalla smania di recuperare subito le fiches perse, con l'unico rischio di prendere decisioni avventate e peggiorare ulteriormente la propria situazione.
  • Esistono vari motivi che portano i giocatori ad andare in tilt. Qualora veniate colpiti da questo fenomeno, è essenziale ammetterlo a sé stessi, riconoscendone l'origine e intervenendo per tempo.
  • Inoltre bisogna analizzare i propri errori a mente fredda e utilizzare le giuste strategie al momento debito per non cadere nella trappola del tilt. Se ci si rende conto di non riuscire razionalmente a mantenere la giusta attitudine mentale durante una partita, è opportuno lasciare il tavolo ove possibile.

FAQ

Domanda 1: I "bad beat" rappresentano uno dei classici casi che possono portare le "vittime" ad andare in tilt. Ma cosa si intende esattamente con quest'anglicismo?

Il "bad beat", termine traducibile come 'brutto colpo', indica una mano particolarmente forte che perde nonostante le altissime probabilità di vittoria. Perdere questo tipo di mani può comprensibilmente portare a un grande senso di delusione e scoramento, con annesso un serio rischio di andare in tilt: seguite le preziose indicazioni contenute nel nostro articolo per non cadere in questa trappola. 

Domanda 2: Attraverso quali atteggiamenti si può manifestare il fenomeno del tilt nei giocatori?

Si tratta di una reazione emotiva con presupposti comuni a molti giocatori, ciascuno dei quali può però reagire in modo diverso, a seconda del proprio carattere o della situazione esatta in cui si trova. Alcuni esempi di atteggiamenti assunti dai giocatori in tilt consistono nell'effettuare delle mosse sconsideratamente aggressive o, al contrario, adottare uno stile esageratamente passivo, per via della paura o della rassegnazione a proseguire la propria striscia di risultati negativi. 

Domanda 3: Esiste un metodo per evitare di incappare nelle strisce di risultati negativi nel poker?

I risultati ottenuti al tavolo da gioco dipendono da una serie di fattori, tra cui rientra certamente la differenza di abilità tra sé e i vari avversari. Sebbene il livello di capacità ed esperienza svolga un ruolo importante nel raggiungimento di risultati lusinghieri, prima o poi ogni giocatore deve fare i conti con la cosiddetta varianza: si tratta di un concetto matematico in base al quale, per essere brevi, ci sono inevitabilmente dei periodi in cui le cose andranno male o, al contrario, in vostro favore. Questa consapevolezza può e deve rappresentare una solida base per evitare di essere risucchiati dal vortice del tilt.   

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October 3, 2019
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Il successo nel gioco del poker è fortemente legato alla conoscenza del gioco stesso e alle sue varie sfaccettature.

Il campione di poker Jonathan Little sa bene quanto sia fondamentale riuscire a definire i range delle carte del tuo avversario.

  • Il poker, contrariamente ad altri giochi comunemente definiti "d'azzardo", sebbene sia influenzato in una certa misura da circostanze fortunate o meno, richiede grandi abilità che vanno allenate nel tempo.
  • Una delle abilità più importanti riguarda la capacità di definire i range del proprio avversario, ovvero stabilire con criteri razionali lo spettro di carte che questi verosimilmente ha tra le mani.
  • La possibilità di restringere notevolmente la varietà di mani che gli altri giocatori potenzialmente hanno a disposizione permette di prendere decisioni più accorte e proficue al tavolo dal poker.

Chi ha giocato a poker si sarà di certo trovato nella seguente situazione: un giocatore va all-in prima del flop e l’altro dice “Secondo me hai A-K, quindi faccio call con una coppia di basso valore.” Con ogni probabilità, quest’ultimo non sa bene cosa sia il concetto di range di mani.

Immaginiamo la seguente situazione: un giocatore attento e non particolarmente aggressivo, con uno stack di 200 USD in una partita da 1/2 USD, rilancia di sei da una delle prime posizioni al tavolo. È importante capire che tale rilancio viene fatto con un range di mani e non con una mano specifica. Certo, lui avrà in mano una mano specifica, ma questo non importa perché noi non la potremo mai sapere con certezza.   

Il fatto che abbia rilanciato permette immediatamente di eliminare alcune mani da quelle che il tuo avversario potrebbe avere. Se è vero che non è particolarmente aggressivo, allora con ogni probabilità avrebbe foldato una mano scadente. Probabilmente poi è uno che folderebbe anche le mani marginali, come A-7 e Q-9, perché si trova in una delle prime posizioni al tavolo.

La maggior parte dei giocatori attenti e non particolarmente aggressivi decideranno di puntare con un range simile a questo:

Capire come funzionano i range

Questo range implica il fatto che il tuo avversario punti con tutte le mani che intende giocare, ovvero che non limpi mai. È importante definire il range di mani del tuo avversario sulla base delle sue tendenze. Se lui ha già limpato alcune mani molto scarse in questo range, o magari è un maniaco che rilancia sempre e comunque, la nostra valutazione dovrà essere molto diversa.

Continuiamo con l’esempio precedente (nel quale il tuo avversario attento e non particolarmente aggressivo ha puntato da una delle prime posizioni al tavolo) →

Tu hai 9s-9c e decidi di chiamare dal button.

Tutti gli altri passano.

Al flop esce Kc-8d-5s.

Il tuo avversario fa una c-bet di 10 USD su un piatto di 15 USD.

Immaginiamo che tu sappia che il tuo avversario predilige fare una c-bet al flop con qualsiasi mano quando ha aggredito al preflop, impedendoti così di limitare il suo range. Ci sono avversari che con certe mani preferiscono puntare e con altre fare un check: queste informazioni ti permettono di limitare il loro range.  

Con un calcolatore di equity scoprirai che la tua coppia di nove ha una probabilità di vittoria del 46% contro quell’ipotetico range, anche se al flop è uscito un re.

(Nota: tutte le percentuali indicate in questo articolo sono ottenute grazie a un calcolatore di equità online gratuito.)

Anche se per ora sei “dietro”, chiamare è la giocata giusta alla luce dei tuoi pot odds. Devi chiamare 10 USD per vincere un piatto di 15, più la scommessa di 10 USD del tuo avversario, più i 10 USD che metterai tu: ciò significa che devi vincere solo 10/35 = 29% delle volte.

Visto che sai di avere la mano migliore nel 46% dei casi, e che devi vincere solo il 29% delle volte, è giusto chiamare. È importante capire che non stiamo chiamando perché “crediamo che il nostro avversario abbia A-Q”, come penserebbe la maggior parte dei giocatori amatoriali. Così come non stiamo foldando perché “pensiamo possa avere K-Q”.

Definire il range in base alle tendenze del proprio avversario

Al turn esce poi (Kc-8d-5s)-4c

Immaginiamo che tu sappia che il tuo avversario gioca in maniera molto diretta al turn e al river, che punti sempre quando crede di avere la mano migliore e che opti per il check con niente o con una mano marginale. Se a quel punto il tuo avversario punta, allora è meglio foldare: il suo comportamento induce a pensare che abbia almeno una coppia alta, forse anche di più.  

Una coppia forte rende più semplice per te foldare. Anche se avesse un draw o un colore, o anche una coppia di medio valore, è facile qui foldare. Hai circa il 4% di possibilità di vincere se il tuo avversario punta al turn, e quindi non ha senso chiamare. Il range del tuo avversario dovrebbe essere circa questo:

Se invece il tuo avversario opta per un check, puoi escludere tutte le coppie più alte e le mani ancora migliori dal suo range. In questo caso la tua probabilità di vittoria sale al 69%.

Nel caso in cui il tuo avversario faccia un check al turn, il suo range dovrebbe essere circa questo:

Se è vero che ci sono mani nel range del tuo avversario contro le quali perderesti, come Q-Q, J-J, e T-T, è altrettanto vero che vinceresti contro molte di più. Una volta stabilito con precisione il range del tuo avversario, e nel caso in cui ci siano numerose carte che al river potrebbero inficiare il valore della tua mano, come un A, una Q, un J o un dieci, allora è meglio puntare.

In questa situazione è equilibrato puntare 18 USD sul piatto di 35. Una puntata di tali dimensioni darà al tuo avversario i pot odds sbagliati per chiamare senza nessuna coppia, mentre lo coinvolgerà ad entrare con una mano marginale, tipo una coppia di basso valore, che tu potrai battere. E nel caso ti dovesse battere lui, almeno non avrai perso troppi soldi. Puntare troppo pesante qui sarebbe un errore: fai in modo di permettere al tuo avversario di commettere un errore, ma fallo in maniera realistica.

Il poker però non è sempre così semplice. In questa specifica situazione, molti dei giocatori più forti sceglierebbero di fare un check al turn con tutto il loro range. È bene notare che, se il loro range al check del turn è lo stesso di quello della c-bet al flop, che è poi quello della puntata preflop, la tua mano sarà migliore di quella del tuo avversario solamente nel 50% dei casi.

In caso di check, non sarà facile per te. E anche una scommessa al turn con tutto il suo range ti metterà nella situazione di dover prendere una decisione difficile.

Mettere il proprio avversario in una situazione difficile

È importante mettere il proprio avversario in una situazione difficile allargando il più possibile il proprio range. Questo si ottiene giocando ampie porzioni del proprio range nello stesso modo. Un errore classico dei giocatori principianti è puntare tre big blinds prima del flop con tutte le mani giocabili meno che con J-J e T-T, per le quali invece vengono riservati cinque big blinds. Un avversario attento capirà subito che una puntata di cinque big blinds significa che abbiamo in mano J-J o T-T, e questo gli renderà la vita molto più facile.

Un altro tipico errore dei principianti è andare per una c-bet al flop con qualsiasi mano, a parte quelle davvero molto buone. Anche qui, un avversario attento capirà che una c-bet significa non avere la mano migliore possibile, un’informazione assolutamente utilissima al suo gioco. Tale errore è facilmente correggibile facendo check con la mano migliore e con quella peggiore possibile. Questa strategia manterrà ampio sia il range con il quale si punta sia quello con il quale si fa check. Nel poker raramente si compiono azioni che sono esclusivamente molto forti o esclusivamente molto deboli.   

Detto questo, se affronti un avversario non particolarmente attento a questi dettagli e che gioca in maniera aperta, l’accortezza di proteggere i tuoi range mantenendoli tutti abbastanza forti è spesso non necessaria. Se l’unica cosa che interessa al tuo avversario sono le sue carte, allora gioca in maniera diretta e aggressiva e battilo.

Ma crescendo il valore degli stack e anche degli avversari che affronti, i concetti di definizione del range dell’avversario e di difesa dei propri diventano fondamentali.

Leggi il mio prossimo articolo, nel quale discuteremo come evitare di andare in tilt e smetterla di farsi influenzare dai e di pensare troppo ai risultati.

I principi contenuti nelle nostre guide vi saranno certamente utili per le prossime partite di poker! Non perdete la possibilità di cimentarvi nelle diverse varianti offerte dalle sale da gioco di 888.

PUNTI CHIAVE

  • Una delle differenze fondamentali tra i giocatori alle prime armi e quelli con maggiore esperienza è la capacità di definire i range dell'avversario, nonché operare una scelta razionale al momento di decidere come reagire a una sua giocata, senza limitarsi a una vaga supposizione di quali siano le carte che ha tra le mani.
  • La definizione dei range dei propri avversari si basa anche (e forse soprattutto) sui loro atteggiamenti in una determinata situazione di gioco. Si avranno ad esempio degli scenari diversi a seconda che l'avversario ami giocare in maniera aggressiva o meno.
  • Una volta definiti i range dell'avversario, sarà possibile, eventualmente con l'ausilio di un calcolatore di equity, stabilire le percentuali matematiche di vincere una determinata mano, potendo quindi operare una scelta più razionale, incrementando le proprie chance di vincita.

FAQ

Che cosa s'intende con range nel poker?

Il range, termine mutuato dall'inglese ma adoperato nella lingua italiana anche in altri settori, indica nel poker la varietà di carte che i propri avversari hanno potenzialmente a disposizione in un dato momento.

Perché è importante definire i range dei propri avversari?

È presto detto: la capacità di restringere lo spettro delle possibili carte in mano ai propri avversari migliora sensibilmente le chance di prendere la decisione giusta al momento giusto. Tutto questo non può che ripercuotersi positivamente sul proprio tasso di vincita nel poker.

Quali sono gli accorgimenti da prendere in considerazione per definire con una certa precisione i range degli altri giocatori al tavolo?

Uno dei metodi più affidabili nel circoscrivere lo spettro di carte in mano agli avversari consiste nell'osservare le loro mosse e i loro atteggiamenti in determinate occasioni. Facendo un esempio molto semplice, è chiaro che un giocatore molto cauto (e restio al bluff) che rilanci pesantemente avrà quasi certamente delle ottime carte (soprattutto se si tratta di un giocatore in erba): a questo punto potrete agire di conseguenza, prendendo la decisione più ragionevole.

October 3, 2019
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