Hai mai desiderato di avere il maggior numero di informazioni possibili su un formato particolare di poker? L’impressione è che ci sia un sovraccarico di notizie, talvolta contrastanti, quando si tratta di fare ricerca su specifici argomenti del poker.

A volte, non si riesce a trovare la risposta giusta alle domande sul poker, indipendentemente da quanto a fondo si scavi nella montagna di ricerche su Google.

Beh, allora sei nel posto giusto.

Noi di 888poker, abbiamo pensato a un programma interattivo chiamato, The Game.

Cosa è The GAME?

In parole povere, è la tua fonte principale per tutte le informazioni fondamentali su Texas Hold'em, Omaha Hi, Omaha Hi-Lo, 7 Card Stud e SNAP poker.

I vari giochi

Una volta entrato nell’interfaccia The Game, potrai scegliere tra ognuna delle 5 varianti di poker sopra citate.

Ogni sezione è ricca di informazioni sul poker riguardanti i seguenti argomenti:

  • Regole
  • Come giocare
  • Svolgimento del gioco
  • Strategia base/consigli

Avrai un’esperienza interattiva con mani simulate che prendono vita sullo schermo, completate dalla spiegazione di ogni passaggio.

Se l’azione pre-flop ti confonde – chi punta i blind o quale giocatore agisce per primo – The Game ti chiarirà le idee.

Come funziona

Una volta scelto un gioco, avrai una panoramica generale del funzionamento di quel formato di poker. Il tasto NEXT ti conduce alla schermata successiva, che comprende un menu di Avvio Rapido dal quale ricavare informazioni sul concetto del gioco, lo scopo e il modo in cui si compone una mano.

Una volta capiti alla perfezione i principi fondamentali, potrai passare con un colpo di mouse attraverso una varietà di schermi che ti accompagneranno dalla fase di distribuzione delle carte e del pre-flop fino allo showdown

  • Introduzione
  • Avvio Rapido
  • Scopo
  • La mano
  • Dare le carte
  • Il Button
  • Small blind
  • Big blind
  • Carte coperte
  • Pre-flop
  • Flop
  • Turn
  • River
  • Showdown

Ognuna delle sezioni precedenti è composta da 4 o 5 passaggi che ti accompagnano attraverso le regole del gioco, una alla volta.

Ogni schermata presenta un’immagine facile da seguire e capire che mostra chiaramente l’azione, semplificando ogni passaggio.

Omaha Hi

Classifica delle mani

Oltre alla spiegazione delle regole per ogni variante di poker, The Game propone una tabella con la classifica delle mani standard di poker.

Si trova in alto a destra dello schermo, ed è facilmente accessibile da ogni parte del programma.

7 Card Stud

Non hai più scuse per non sapere quale mano vince!

Consigli sul poker

E se una classifica delle mani non è abbastanza, abbiamo pensato anche a una sezione di consigli. Per ogni formato di poker, troverai un tasto dei consigli. Cliccalo per andare alla sezione che contiene alcuni buoni suggerimenti sul tipo di poker scelto.

Snap

Ogni formato di poker ha una propria sezione di suggerimenti su misura con i migliori consigli su come giocare e vincere.

Quindi, ora che sai tutto su The Game, non pensi sia il momento di dare un’occhiata?

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December 26, 2021

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Di tanto in tanto, il termine “deviazione standard” fa capolino nelle discussioni sul poker, spesso buttata lì senza nessuna idea di cosa significhi veramente o se abbia davvero un’importanza effettiva.

Per fare un po’ di chiarezza in proposito, approfondiremo:

Cos’è la deviazione standard?

Risposta veloce. La deviazione standard nel poker è un valore espresso in bb/100 (ad es. un tasso di vincita) che ci aiuta a capire quanto sia “oscillante” il nostro gioco. Non è indispensabile sapere come viene calcolato il valore; a tal fine possiamo anche usare un software di tracking. Di solito, un tipico valore della deviazione standard è circa 80bb/100. Ciò è tutto quello che la maggior parte di noi deve sapere.

Cerchiamo adesso di dare una definizione più tecnica.

La deviazione standard ci aiuta a comprendere com’è disperso un insieme di dati.

Un insieme di dati con un elevata deviazione standard implica che molti dei suoi valori deviano significativamente del valore medio. Una deviazione standard bassa, d’altro canto, aumenta la probabilità che i valori interni a tale insieme di dati siano vicini al valore medio.

Quindi: cosa ha a che fare con il poker?

Normalmente si calcola la deviazione standard del nostro tasso di vincita per un periodo di tempo. Suddividiamo la nostra carriera pokeristica in parti (magari di 100 mani ognuna) e definiamo il tasso di vincita per ogni parte. Usiamo quindi ognuno di questi tassi di vincita come elemento per calcolare la nostra deviazione standard.

Come capire la nostra deviazione standard

Tecnicamente è possibile, ma calcolare la nostra deviazione standard a mano è nella maggior parte dei casi poco pratico. Il motivo è semplice: se abbiamo un database di 50.000 mani, dovremmo lavorare con 500 elementi diversi.

Le deviazioni standard

Realisticamente, ci servirebbe qualche tipo di assistenza. Tra l’altro, dovremmo anche conoscere il nostro tasso di vincita su ogni campione di cento mani. Non esiste un modo semplice per farlo senza l’aiuto di un software di tracking.

L’opzione consigliata è di lasciare che il nostro software di poker tracking calcoli il valore per noi.

Ma, aspetta un attimo… perché dovremmo volerlo fare?

È certamente possibile che per motivi accademici alcuni giocatori trovino interessante la propria deviazione standard. Tuttavia, di solito c’è un motivo specifico per cui i giocatori vogliono conoscerla.

1. È impiegata nei simulatori di varianza.
2. È impiegata nei calcolatori di rischio di rovina.

Solo un rapido avvertimento: alcune fonti sono un po’ vaghe nell’uso della terminologia. La deviazione standard può essere rappresentata tanto per i big blind quanto per le big bet. I big blind dovrebbero essere rappresentate con “bb” minuscole, mentre le big bet con “BB” minuscole (una big bet è di importo doppio di un big blind).

A volte, dobbiamo stare attenti al contesto per determinare se è stata usata la definizione corretta. Ad esempio, se un giocatore parla della propria deviazione standard di 40bb/100, è molto probabile che intenda 40BB/100 dato che una deviazione standard tipica è di 80bb/100 (40BB/100). 

Calcolare la deviazione standard

Vediamo ora a livello più tecnico come si calcola la deviazione standard. Come esempio, assumeremo un insieme di dati semplice.

Immaginiamo di avere giocato 5 sessioni di poker di 100 mani ognuna.

Sessione 1 – +5bb
Sessione 2 – -80bb
Sessione 3 – -70bb
Sessione 4 – +80bb
Sessione 5 – +100bb

Breve nota a margine, si lavora raramente, se mai, con insiemi di dati così piccoli. Lo facciamo puramente a fini illustrativi.

Prima calcoliamo la media di questo insieme di dati sommando tutti i numeri e dividendo per il numero di elementi nell’insieme (ad es. 5).

La somma dei dati dà un totale di 35bb, che diviso per 5 ci dà un tasso di vincita medio di 7bb/100 mani (confuso? Immagina che ogni sessione abbia un tasso di vincita di esattamente 10bb/100 (10*5) / 5 = 10bb/100).

Calcoliamo poi quanto ognuno dei nostri valori devia dalla media di 7bb.

Sessione 1 – -2bb
Sessione 2 – -87bb
Sessione 3 – -77bb
Sessione 4 – +73bb
Sessione 5 – +93bb

Quindi eleviamo al quadrato questi numeri e calcoliamo la media del quadrato dell’insieme di dati.

Sessione 1 – 4bb
Sessione 2 – 7.569bb
Sessione 3 – 5.929bb
Sessione 4 – 5.329bb
Sessione 5 – 8.649bb

Totale = 27.480bb.

Dividiamo adesso per 5 per ottenere la media.

27.480 / 5 = 5.496bb

Questo valore è definito la nostra varianza. La deviazione standard è la radice quadrata della varianza.

√(5.496) = 74.135bb/100

Questo numero rappresenta la nostra deviazione standard: il valore che otteniamo dal tracker. Bene, abbiamo deliberatamente scelto dei numeri che ci hanno fatto avvicinare a un valore medio approssimativo per la deviazione standard nel poker. 

Con un insieme di dati di cinque, nella pratica andremmo davvero male, motivo per cui usiamo un campione molto più grande di 500 mani.

L’importanza della deviazione standard

Allora, cosa ci dice esattamente la nostra deviazione standard?

In breve, descrive l’“oscillazione” della nostra strategia. I giocatori aggressivi loose tendono a generare una deviazione standard maggiore rispetto ai giocatori passivi tight.

Sul lungo periodo, la deviazione standard non conta molto. Alla fine, tutti i risultati si adegueranno al nostro tasso di vincita corrente; ci vuole solo un campione abbastanza grande.

Nel breve periodo, però, le deviazioni standard più alte implicano che probabilmente deviamo molto dal nostro tasso di vincita previsto (ad es. aumenti e flessioni maggiori rispetto a un giocatore con una deviazione standard bassa).

In statistica esiste una regola nota come regola 68–95–99,7 che ci aiuta a capire la probabilità con cui un qualsiasi elemento dato rientrerà nei limiti determinati dalla nostra deviazione standard.

La regola 68-95-99,7

All’interno di 1 deviazione standard: 68% di probabilità
All’interno di 2 deviazioni standard: 95% di probabilità
All’interno di 3 deviazioni standard: 99,7% di probabilità

Per contestualizzare la regola con i calcoli precedenti, abbiamo detto che una deviazione standard equivale approssimativamente a 75bb/100 mani. Il nostro valore previsto per ogni elemento (ad es. ogni campione di 100 mani) è un tasso di vincita di 7bb per 100 mani.

C’è un 68% di probabilità che il nostro tasso di vincita per la sessione sarà inferire 82bb/100 mani, ma maggiore di -68bb/100 mani (ad es. differenza di 75bb/100 da 7bb/100).

C’è una probabilità del 95% che il nostro tasso di vincita per la sessione sarà inferiore di 157bb/100 mani, ma maggiore di -143/bb100 mani (quindi due deviazioni standard da quanto previsto avrebbero una differenza di 75bb * 2 (150bb) da 7bb/100).

C’è solo una probabilità dello 0,3% che i dati cadano al di fuori dalle previsioni in 3 deviazioni standard. Ciò, ovviamente, non significa che sia impossibile; questo genere di cose capita di tanto in tanto.

December 26, 2021

Di Timothy Allin

Timothy Allin
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Timothy "Ch0r0r0" Allin è un giocatore professionista, coach e autore. Ha iniziato a giocare nel 2006, partendo da zero e aumentando il suo bankroll online in maniera costante senza mai depositare alcun dollaro. Dopo aver partecipato (e vinto) ad alcune tra le manifestazioni più prestigiose, ora condivide le sue esperienze e opinioni sul magazine di 888poker.

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Mai provato quel brutto presentimento, davanti a una grande puntata al river con in mano un bluff catcher? Comprendere le combinazioni poker può aiutarti a stimare meglio la probabilità che la tua mano sia buona.

Magari ci rendiamo conto che dovremmo seguire un certo tipo di ragionamento ma non sappiamo assolutamente quale.

Ma allora, come fanno i bravi giocatori a prendere sempre decisioni buone anche sotto pressione? È possibile che ci manchi qualche pezzo del puzzle?

È questo il momento in cui entra in gioco la conoscenza delle combinazioni del poker. Capirle può aiutarci a stimare meglio la probabilità che le nostre siano buone. In questo articolo prenderemo in considerazione i seguenti punti:

Cosa sono le combinazioni?

Ci sono due soggetti leggermente diversi che hanno lo stesso nome.

Le definizioni sono le seguenti.

1. Combinazione nel poker: esempio di una determinata mano (riferita di solito alle carte coperte).
2. Combinazione nella matematica: selezione di elementi da un insieme in cui l’ordine non ha importanza.

Approfondiremo la definizione matematica più avanti.

Concentriamoci ora sulla prima definizione; una delle più usate nel contesto di una discussione sul poker.

Combinazioni delle mani nel poker

Il termine 'combinazione' (abbreviato in 'combo') indica i vari modi in cui possiamo fare un particolare tipo di mano. Nel contesto delle combinazioni poker, è fondamentale conoscere quante varianti esistono per ogni mano iniziale.

Esempio: riceviamo AK in pre-flop nell’Hold’em. Quante combinazioni diverse di AK esistono?

Volendo, potremmo elencare ogni possibile modo di fare AK. Ma la maggior parte dei giocatori ricorda che esistono 16 combinazioni per ogni mano spaiata.

12 sono off-suit, e 4 suited.

Esempio: riceviamo 66 in pre-flop nell’Hold’em. Quante combinazioni diverse di 66 esistono?

Di nuovo, potremmo elencare tutte le combinazioni possibili di 66. Ma è molto più semplice ricordare che nell’Hold’em ci sono 6 combinazioni per ogni pocket pair.

  1. Mano non abbinata: 16 combo pre-flop
  2. Mano non abbinata off-suit: 12 combo pre-flop
  3. Mano non abbinata suited: 4 combo pre-flop
  4. Coppia servita: 6 combo pre-flop

Calcolare le combo nell’Hold’em

Ricordare le combinazioni poker pre-flop è abbastanza semplice. Ma le cose si fanno più complicate quando dobbiamo tenere conto dell’effetto di rimozione delle carte (quando sono note varie carte sul board che riducono le combinazioni di mani iniziali disponibili).

È utile avere un sistema per calcolare le combo.

Iniziamo dalle mani non abbinate.

Combo di mani non abbinate:

Carta 1: numero di carte disponibili * carta 2: numero di carte disponibili

Tornando al nostro AK pre-flop, possiamo ora capire come è stato calcolato il nostro valore di 16.
In un mazzo standard, sono disponibili 4 Assi e 4 Re.

Quindi: 4 * 4 = 16 combo totali di AK

Consideriamo ora una situazione leggermente più complicata in cui dobbiamo tenere conto dell’effetto di rimozione delle carte.

Esempio: nell’Hold’em, al flop escono Ac8d7h. quante combinazioni di AK ci sono?

In questo caso è fondamentale capire che adesso nel mazzo restano solo 3 Assi. Uno degli Assi è chiaramente nel flop.

Abbiamo pertanto a disposizione 3 Assi e 4 Re.

Quindi: 3 * 4 = 12 combo totali di AK.

Ok? Adesso passiamo alla regola per le coppie servite.

Combo di mani non abbinate:
Numero di carte disponibili * (numero di carte disponibili -1)

------------------------------------------------------
                              2


Per tornare alla situazione pre-flop con la coppia di 6, nel mazzo ci sono quattro Sei.

Quindi: (4 * 3) / 2 = 6 combinazioni di coppie di Sei.

Prendiamo di nuovo in considerazione una situazione leggermente più complicata in cui dobbiamo tenere conto degli effetti di rimozione delle carte.

Esempio: nell’Hold’em, al flop escono Ac6d7h. quante combinazioni di 66 ci sono?

Dato che uno dei Sei è già uscito, nel mazzo restano solo 3 Sei.

Quindi: (3 * 2) / 2 = 3 combinazioni di coppie di Sei

Domande pratiche sulle combo

Tutte le combinazioni

Dovremmo ora essere pronti a rispondere a domande leggermente più difficili sulle combinazioni poker.

Esempio: abbiamo una coppia di Assi in pre-flop. Quante combinazioni di QQ+/AK ha il nostro avversario?

Ignoriamo provvisoriamente l’effetto di rimozione delle carte. Sappiamo che il nostro avversario avrebbe le seguenti:

QQ+ = 18 combo (6 * 3)
AK = 16 combo
- per un totale di 34 combo.
 

Tuttavia, abbiamo in mano due degli Assi, per cui il numero di combo sarà influenzato a cause dell’effetto rimozione delle carte.

Questo scenario viene indicato a volte come “effetto dei blocker”. Le combo QQ e KK rimarranno 6 entrambe, ma le combo AA e AK saranno influenzate.

Dal momento che abbiamo già in mano due degli Assi, nel mazzo resta una combo di Assi.

(2 * 1) / 2 = 1 combo di Assi

Ci sono 8 combo di AK (dato che sono disponibili 2 Assi e 4 Re)

4 * 2 = 8 combo di AK

Quindi, se elenchiamo tutte le combo, avremo:

AA – 1 combo
KK – 6 combo
QQ – 6 Combo
AK – 8 Combo
per un totale di 21 combo
. 

Si tratta di una differenza significativa che deriva dall’effetto di rimozione delle carte, o effetto dei “blocker”.

Esempio: nell’Hold’em, al flop escono Ac8d7h.

Quanti modi diversi di fare un set (tris) esistono?

Di solito, è buona cosa ricordare che ci sono sempre 3 combinazioni per ogni set (tris) disponibile; per un totale di 9.

Proviamo qualcosa di un po’ più impegnativo.

Esempio: nell’Hold’em, al flop escono Ac8d7h. Quanti modi diversi ci sono per fare top pair?

È in questa situazione che entrano in gioco logica e buon senso. Sappiamo che esistono 12 combo di ogni singola mano tipo di top pair come AJ (4 * 3 = 12).

Ma quante diverse mani Ax ci sono per fare top pair?

In un mazzo ci sono 13 valori di carte. Per cui se escludiamo AA, A8 e A7, rimangono 10 tipi diversi di Ax per fare top pair, ognuno con 12 combinazioni.

Cioè un totale di 120 (10 * 12) combinazioni diverse di top pair con questo board.

È un calcolo ancora relativamente semplice. Per quando le cose si fanno significativamente più complesse, sono disponibili in commercio degli equity calculator.

Sono strumenti che ci mostrano numeri precisi di combinazioni in scenari complessi.

Combinazioni in matematica

Fino ad ora abbiamo parlato di modi per calcolare le combinazioni poker delle carte coperte. Questa seconda definizione ci servirà per calcolare la probabilità dei diversi board possibili.

Riscriviamo la nostra definizione per renderla attinente al poker.

Poker: una selezione di carte dal mazzo in cui l’ordine non ha importanza.

Iniziamo con una situazione esemplificativa.

Si dice spesso che esistono 19.600 flop diversi nell’Hold’em.

Dimostralo matematicamente usando le combinazioni.

Iniziamo guardando la formula matematica per le combinazioni.

Le formule

Definiamo i valori della formula:

n = numero totale da cui scegliere (ad es. il numero di carte nel mazzo)

r = numero totale che scegliamo (ad es. quante carte distribuite dal mazzo)

C = significa combinazioni

! = funzione matematica conosciuta come “fattoriale” (ad es. 5! È 5 * 4 *3 *2 *1).

Assegniamo valori a nr.

n = 52, perché ci sono 52 carte nel mazzo.

r = 3, perché abbiamo distribuito 3 carte per comporre un flop.

Inseriamo adesso i nostri numeri nella formula:

52!
-----
(49!) * 3!

Possiamo inserirli direttamente in un calcolatore (usando le giuste parentesi), ma è anche possibile semplificare manualmente la formula.

Anche se leggermente estraneo all’ambito di questo articolo, il metodo di semplificazione non è troppo complicato. Possiamo semplificare la formula precedente nel modo seguente:

52 * 51 * 50
-----------------
6

Il risultato è di 22.100 combinazioni di flop possibili. Interessante, no? Ma allora, perché una rapida ricerca in rete ci dà 19.600 combinazioni di flop possibili?

È possibile che quei calcoli si adattino alle due carte conosciute?

Ripetiamo il calcolo:

n = 50, dato che le carte rimanenti nel mazzo una volta distribuite le nostre due carte coperte sono 50.

r = 3, dato che distribuiamo 3 carte per comporre un flop.

Questa volta otteniamo:

50!
-----
47! * 3!

Semplificato in:

50 * 49 * 48
------------------
6

che equivale a 19.600!

Quindi, quando i giocatori dicono che ci sono 19.600 flop, intendono: assumendo che 2 carte del mazzo sono note. Abbiamo imparato che ci sono 22.100 flop diversi per un osservatore esterno (cioè, fino a quando non conosce nessuna delle due carte coperte).

Proviamo a usare la nostra conoscenza delle combinazioni per vedere se sappiamo rispondere a una domanda un po’ più complicata.

Esempio: abbiamo ricevuto ThJh nell’Hold’em. Che probabilità abbiamo di fare colore al flop?

Colore al flop?

Sappiamo già quanti sono i flop diversi (19.600). Dobbiamo quindi stabilire quanti modi ci sono per fare colore a cuori. Questo calcolo suppone che restino ancora 11 cuori nel mazzo.

Come facciamo a definire il numero di combinazioni diverse di tre carte da una selezione di 11 carte?

Ancora, questo calcolo è esattamente ciò per cui sono state pensate le combinazioni matematiche.

n = 11, dato che questo è il numero di cuori rimasti nel mazzo, presumendo che noi abbiamo già due cuori in mano.

r = 3, il numero di carte che compongono un flop nell’Hold’em.

Inseriamo questi numeri nella nostra formula:

11!
----------
8! * 3!

Semplificato in:

11 * 10* 9
---------------
6
= 165 modi in cui possono formarsi flop di 3 cuori.

La probabilità che escano 3 cuori al flop è, quindi:

165 / 19.600 = 0,0084 o 0,84%

Quando controlliamo con il software di calcolo dell’equity, risulta che la probabilità di colore al flop è di 0,82% invece di 0,84%. 

Riesci a capire qual è la discrepanza?

Alcuni di questi flop di cuori ci danno scala reale. Dobbiamo sapere quanti in modo da poterli sottrarre dal nostro numero totale di colori al flop.

Flop che compongono scala reale con ThJh:

AhKhQh
KhQh9h
Qh8h9h
7h8h9h

Sono quattro flop diversi da sottrarre al nostro totale corrente di 165.

161 / 19.600 = 0,0082 o 0,82%

Eccoci arrivati allo 0,82%, lo stesso valore fornitoci dal software di calcolo dell’equity.

Proviamo un’altra volta.

Esempio: abbiamo ricevuto AKo, che probabilità abbiamo di fare scala al flop?

Forse stiamo iniziando a vedere uno schema per la versione semplificata della formula.

Lo schema è il seguente:

Numero di carte 1 * Numero di carte 2 * Numero di carte 3
-------------------------------------------------------------------------
3!

Nel caso del tentativo di scala, ci serve un flop TJQ (anche se l’ordine delle carte non importa).

  • Ci sono 12 modi con cui possiamo ricevere T, J o Q al flop.
  • Ci sono 8 modi con cui possiamo ricevere J o Q, presumendo di avere avuto T al flop.
  • Indipendentemente dalle carte al flop, esistono 8 modi di ottenere parte di una scala al turn.

Ci sono 4 modi con cui possiamo ottenere al river la carta che completa la scala.

12 * 8 * 4
---------------
3!

Se moltiplichiamo il numeratore della formula (12 * 8 * 4), otteniamo 384. Questo risultato è il numero di modi per fare scala al flop presumendo che l’ordine delle carte abbia importanza (che invece non ha).

Quindi, 384 suggerirebbe che TcJhQd e JhTcQd sono flop diversi, cosa ininfluente ai fini di questo calcolo.

Il nome matematico di una selezione in cui l’ordine importa è permutazione piuttosto che combinazione. Prevede una formula leggermente diversa.

Le permutazioni

La seconda parte della formula (dividere per 3! o 6) è usata per tenere conto di flop duplicati (dove è diverso solo l’ordine).

384
------
6
= 64

Questo ci lascia con 64 modi diversi di fare una scala in cui l’ordine delle carte al flop non importa.

Quindi: 64 / 19.600 = 0,003265 o 0,33%

L’impiego di combinazioni per rispondere a questa domanda non è strettamente necessario. Possiamo confermare la risposta usando la formula base delle probabilità.

Vediamo come funziona.

  1. Evento 1 – La prima carta al flop è T, J o Q = 12/50, dato che restano 50 carte nel mazzo.
  2. Evento 2 – La seconda carta al flop è una delle restanti 8 carte per completare una scala = 8/49, dato che restano 49 nel mazzo.
  3. Evento 3 – La terza carta al flop è una delle restanti 4 carte per completare una scala = 4/48, dato che restano 48 carte nel mazzo.

Adesso, moltiplichiamo la probabilità di ogni evento successivo per stabilire la probabilità complessiva.

12/50 * 8/49 * 4/48 = 0,003265

Ricorda qualcosa?

È lo stesso valore che abbiamo calcolato prima per avere scala al flop, assumendo di avere ricevuto AK in pre-flop.

Dobbiamo vedere o passare?

Beh, secondo le nostre pot odds dobbiamo vincere almeno il 33% delle volte per giustificare una chiamata davanti a una pot-sized bet.

Possiamo aspettarci di vincere così spesso? In questo caso, non restiamo nell’incertezza.

In base alle nostre stime sul numero di combinazioni vincenti del Villain, ci aspettiamo di avere la mano vincente 15/40 o il 37,5% delle volte.

Quindi, prevediamo di perdere la maggior parte delle volte quando vediamo. Ma, matematicamente, questa call è vincente sul lungo periodo.

Maggiore è la nostra consapevolezza delle combinazioni dei Villain, più accurate e lucrative saranno le nostre decisioni.

Abbiamo la combinazione vincente?

Pur con una buona idea circa la combinazione di mani del nostro avversario, è praticamente impossibile sapere di per certo se abbiamo in mano la combinazione vincente. Sapremo solo con certezza se abbiamo in mano gli stone cold nuts (e anche in quel caso a volte possiamo sbagliare).

Quindi, se non sappiamo con certezza se abbiamo in mano la combinazione vincente, come esattamente ci aiutano le combinazioni del poker nella difficile decisione del bluff catcher?

Ecco un esempio veloce del tipo di analisi eseguibile con la combinatoria.

Abbiamo un bluff catcher al river davanti a una pot-sized bet. Stimiamo che al nostro avversario restino circa 40 combinazioni nel suo range, 15 delle quali sono bluff, con le altre 25 che sono combo vincenti. Dobbiamo vedere o passare?

Beh, secondo le nostre pot odds dobbiamo vincere almeno il 33% delle volte per giustificare una call affrontando una pot-sized bet. Possiamo aspettarci di vincere così spesso? Anche in questo caso, non brancoliamo nel buio. Basandoci sulle nostre stime sulla quantità di combinazioni vincenti del Villain, ci aspettiamo di avere la mano migliore 15/40 o il 37,5% delle volte.

Quindi, anche se prevediamo di perdere la maggior parte delle volte quando vediamo, matematicamente si tratterebbe di una decisione vincente sul lungo periodo e dovremmo vedere. Maggiore la nostra consapevolezza delle combinazioni del Villain, più le nostre decisioni diventeranno precise e redditizie.

Conclusioni sulle combinazioni delle mani

Il tipo più usato di combinazioni sono le combinazioni di mani precedentemente esposte. In generale dovremmo presumere che si tratta del tipo di combinazioni che un giocatore intende quando parla di combinazioni.

Per contro, molti meno giocatori conoscono le combinazioni matematiche. Il giocatore medio potrebbe addirittura non averne mai sentito parlare, figurarsi saperle calcolare.

Abbiamo imparato che, date due carte coperte, esistono 19.600 flop diversi. Possiamo usare le combinazioni per stabilire quanto spesso alcune mani escono al flop e dividere quindi il risultato per 19.600 per conoscere le rispettive probabilità.

Avere una solida conoscenza di tali concetti matematici può darci un margine significativo al gioco. 

December 26, 2021

Di Timothy Allin

Timothy Allin
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Timothy "Ch0r0r0" Allin è un giocatore professionista, coach e autore. Ha iniziato a giocare nel 2006, partendo da zero e aumentando il suo bankroll online in maniera costante senza mai depositare alcun dollaro. Dopo aver partecipato (e vinto) ad alcune tra le manifestazioni più prestigiose, ora condivide le sue esperienze e opinioni sul magazine di 888poker.

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In questa guida dettagliata trattiamo le tecniche di gioco exploitative. Se siete interessati a incrementare le vostre vincite con questo genere di strategie, non vi resta che leggere le prossime righe. 

Affronteremo i seguenti aspetti elencati nel sommario: non esitate a consultare i vari paragrafi nell’ordine che preferite.

Indice

Capitolo 1: Cos’è il poker exploitativo?

Capitolo 2: Poker exploitativo vs GTO

Capitolo 5: Exploitare i giocatori poco aggressivi

Capitolo 6: Ottenere i dati per gli exploit

Capitolo 7: Gioco exploitativo online

Capitolo 8: Tag colorate

Capitolo 9: Analisi della popolazione

Cos’è il poker exploitativo?

Il poker exploitativo consiste nell’individuare attivamente gli errori dei propri avversari per trarne un vantaggio usando le apposite contromisure.

Poker exploitativo – Cercare i punti deboli nel gioco degli avversari per poi impiegare delle adeguate controstrategie

Questo tipo di contromisure viene normalmente indicato col nome di exploit. Per fare un semplice esempio, immaginate un avversario che foldi troppo spesso al momento di affrontare delle c-bet sul flop. 

In tal caso potete generare un exploit effettuando incessantemente delle c-bet sotto forma di bluff

La maggior parte degli exploit può essere raggruppata in quattro categorie che verranno discusse più avanti.

  1. Exploit aggressivi: exploitare gli amanti del fold.
  2. Exploit aggressivi: exploitare i refrattari al fold.
  3. Exploit difensivi: exploitare i giocatori super-aggressivi.
  4. Exploit difensivi: exploitare i giocatori poco aggressivi. 

Poker exploitativo vs GTO

Cos’è la GTO nel poker?

GTO sta per “Game Theory Optimal” (‘teoria del gioco ottimale’). È un approccio pokeristico che consiste nell’individuare la decisione matematicamente corretta in ogni situazione. Una strategia GTO applicata alla perfezione è immune a ogni exploit. Ciò significa che è impossibile per i vostri avversari generare una qualche sorta di controstrategia contro di voi.

 poker chips

Fantastico, no? Peccato che ci sia un grande lato negativo. Seguire la GTO significa non sfruttare più gli errori degli avversari. Infatti, cambiare la propria strategia focalizzandosi sui punti deboli degli altri giocatori rappresenterebbe una deroga rispetto a una perfetta strategia GTO. 

C’è anche da tenere a mente che questo tipo di strategia si colloca su un piano più utopico che realistico. Neanche i migliori computer sono ancora in grado di risolvere un gioco tanto complesso come il No-Limit Hold’em

Quindi, sebbene siano state elaborate varie idee relative al gioco GTO, ad oggi non è ancora nota la strategia perfetta. Anche nell’ipotesi contraria, sarebbe probabilmente troppo complicato per un essere umano implementare accuratamente questo tipo di strategia. 

È meglio la GTO o il poker exploitativo?

Per farla breve, il poker exploitativo risulta sempre più redditizio. 

Benché non ci sia il minimo dubbio dal punto di vista matematico, si tratta di una questione ancora molto dibattuta. Alcuni giocatori sono convinti sostenitori della GTO, mentre altri si focalizzano esclusivamente su uno stile exploitativo. 

Questo disaccordo è dovuto a un errore di fondo.

L’obiettivo di qualsiasi giocatore di poker è sempre quello di adottare le strategie che generino il maggior profitto: l’unico modo per riuscirci consiste nello sfruttare aggressivamente gli errori degli avversari.

A ben vedere, la stessa GTO è un tipo di stile exploitativo! Si tratta infatti della miglior controstrategia contro qualsiasi avversario che a sua volta stia seguendo la GTO! In altre parole, se sapete che il vostro rivale sta attuando alla perfezione questa strategia, la contromossa più favorevole sta nell’assumere voi stessi questo tipo di approccio. 

Ciononostante, considerato che quasi tutti si discostano sensibilmente dalla strategia perfetta, potete incrementare i vostri profitti seguendo un approccio di stampo exploitativo. 

Se la GTO vi piace così tanto da volerla attuare a prescindere contro qualsiasi avversario, andrete incontro a inutili rischi e perdite di denaro.


Poker GTO →  Perfetto sul piano teorico. Immune agli exploit avversari, ma perde molta efficacia senza lo sfruttamento degli errori dei rivali.

Poker exploitativo →  Adattamento della strategia in base ai punti deboli dell’avversario. È lo stile di gioco più redditizio nel poker.

È utile apprendere la GTO?

Questo significa che imparare la GTO è un’inutile perdita di tempo? Assolutamente no.

Una conoscenza approfondita della GTO vi permette di generare degli exploit più forti. Avrete una maggior consapevolezza di quando gli avversari si discosteranno da una strategia teoricamente perfetta e di come sfruttare i loro errori. 

A man mano che discuteremo le diverse strategie exploitative, inizieremo a scoprire l’importanza di comprendere gli approcci GTO.

Exploit aggressivi

Exploitare gli amanti del fold

poker player tossing two cards    

Se i vostri avversari foldano troppo dinanzi alle giocate aggressive, potete sfruttare la situazione con un approccio più offensivo. Il concetto è semplice, ma come si può stabilire se gli altri foldano troppo spesso? Una conoscenza approfondita della GTO vi permetterà di individuare questo tipo di scenari, anche se occorrerà del tempo per acquisire quest’abilità. 

Esiste un metodo più veloce?

Capire i punti di pareggio nei bluff vi permette di individuare potenzialmente le situazioni nelle quali l’avversario folda troppo spesso. 

La seguente formula può essere usata per calcolare la soglia di pareggio di un bluff (non preoccupatevi se per il momento non sapete di cosa si parla). 

Soglia di pareggio di un bluff - 

% di pareggio = % del pot totale investito (inclusa la vostra scommessa)

Per dare un contesto, immaginate la seguente situazione:

Sul flop bluffate con una c-bet di 50$ in un pot di 100$. Qual è la soglia di pareggio del bluff?

Be’, che percentuale del piatto intero state investendo? 

  • Pot totale compresa la vostra scommessa = $150
  • Il vostro investimento = $50
  • % Investimento = ($50/150) * 100 = 33,33%

Ok, quindi cosa significa concretamente tutto questo?

Se il vostro avversario folda più del 33% delle volte dinanzi a una c-bet, otterrete un guadagno diretto.

La verità è che, da un punto di vista della GTO, l’avversario potrebbe essere “autorizzato” a foldare più del 33% delle volte e farvi guadagnare una piccola somma. In questa situazione, una frequenza di fold pari al 35% potrebbe non rappresentare nulla di eccezionale. Ma se invece l’avversario folda nel 50% o addirittura nel 60% dei casi davanti alla vostra puntata di 50$?

A questo punto ci sono ottime probabilità che il vostro avversario stia foldando decisamente troppo spesso, per cui potete sfruttare il suo punto debole iniziando a bluffare costantemente. 

Concetto chiave → Fate attenzione agli scenari in cui l’avversario folda con una frequenza sensibilmente superiore alla soglia di pareggio su un bluff 

Exploitare i refrattari al fold

Se l’avversario folda meno del dovuto dinanzi alle giocate aggressive, vi ritrovate sostanzialmente in una situazione opposta a quella precedente. Questo nuovo scenario prevede due contromosse fondamentali.

  1. Evitate di bluffare, poiché tale tipo di giocata non sarà sufficientemente redditizia.
  2. Cercate delle opportunità per allargare il vostro range di value bet.

Per farvi una chiara idea se il vostro avversario non stia foldando abbastanza in determinate situazioni, dovete nuovamente far affidamento su un’approfondita conoscenza della teoria GTO. Come detto, però, serve del tempo per acquisirla, per cui conviene avere un piano B finché non sviluppate una comprensione a 360 gradi dei principi della GTO.

 Ac2s chained to the wrist of a poker player

Ancora una volta potete attingere dalle vostre conoscenze sulle soglie di pareggio per fare qualche stima approssimativa. 

Sul river fate una scommessa di 75$ in un pot di 100$: quale sarebbe il punto di pareggio se bluffaste?

Stessi calcoli matematici di prima, ma con numeri leggermente diversi.

  • Pot totale compresa la vostra scommessa = $175
  • Il vostro investimento = $75
  • % investimento = ($75/175) * 100 = 42,86%

Il vostro avversario dovrebbe foldare con una frequenza che si aggira su (o in genere supera di poco) questa percentuale, se gioca come si deve. La risposta precisa che ci fornisce la teoria del gioco dipende dall’esatta situazione e considera diverse variabili fondamentali. 

Tuttavia, se l’avversario folda con una frequenza sensibilmente inferiore a tale soglia (ad esempio solo nel 20% dei casi), vi si presenta probabilmente un’opportunità exploitativa. 

La chiave sta nel non bluffare mai contro i giocatori che, foldando, scendono sotto la soglia di pareggio. Un errore piuttosto comune sta nel continuare comunque a bluffare, spesso adducendo una questione di equilibrio. La miglior cosa da fare è però quella di interrompere qualsiasi tentativo di bluff, dal momento che l’avversario non folda abbastanza da rendere la vostra giocata fruttuosa. 

Vi conviene inoltre provare a espandere il vostro range di valore ove possibile. In linea di massima, affinché una value bet sia redditizia, dovete agire più del 50% delle volte in caso di call. 

N.B.: Stiamo supponendo che la bassa frequenza con cui l’avversario folda sia dovuta al fatto che veda con un range troppo ampio. Potrebbe anche dipendere dal raggiungimento di una specifica situazione con un range sensibilmente più forte di quanto dovrebbe essere. In tal caso dovete comunque sospendere ogni bluff, ma effettuare delle value-bet con un range più ampio non sarà fattibile come exploit. 

Concetto chiave → Fate attenzione agli scenari in cui l’avversario folda con una frequenza sensibilmente inferiore alla soglia di pareggio su un bluff. 

Exploit difensivi

Exploitare i giocatori super-aggressivi

Se l’avversario gioca in modo aggressivo con un range troppo ampio, potrete potenzialmente generare degli exploit.

L’esempio più semplice è sul river. Leggete la seguente domanda.

Sul river il vostro avversario punta 50$ in un piatto da 100$. Nella metà dei casi bluffa, mentre nell’altra metà effettua delle value bet. È possibile exploitarlo?

Per rispondere a questa domanda occorre una conoscenza di base sulla teoria del gioco, ma i calcoli matematici in sé non sono complicati. 

Pensate allo scenario dal vostro punto di vista. Su un call avete delle pot odds pari a 3:1 o al 25%. 

  • Pot totale dopo il call previsto sul river = $200
  • Il vostro investimento = $50
  • Pot odds = ($50/$200) * 100 = 25% pot odds (ovvero 3:1). 

Questo calcolo significa che potete vedere con profitto le scommesse dell’avversario sul river nel caso in cui vi possiate aspettare di vincere più del 25% delle volte. Supponendo che abbiate un mero bluff catcher che funziona solo quando l’avversario bluffa, con quale frequenza vi potete aspettare di vincere? 

L’avversario bluffa il 50% delle volte, il che significa che vincereste molto più spesso rispetto al 25% richiesto dalle vostre pot odds. Qui potete exploitare il vostro avversario vedendo con tutti i vostri catch bluffer.

poker player sneaking

Se l’avversario volesse essere immune agli exploit, dovrebbe bluffare con una frequenza pari alle pot odds che vi vengono offerte (il 25% del suo range dovrebbe essere costituito da bluff in questo caso). 

È un po’ più difficile individuare gli atteggiamenti troppo aggressivi sulle prime strade. Purtroppo non esistono calcoli semplici per capire la frequenza con cui un avversario dovrebbe scommettere in una data situazione. In genere, per conoscere la frequenza corretta delle bet bisogna avere la giusta esperienza e dedicare del tempo ad alcuni strumenti noti come “solver per la GTO”. 

Ad esempio, questo tipo di solver può consigliare di fare c-bet nel 35% dei casi in cui vi trovate fuori posizione sul flop in un testa a testa con un piatto costituito da un solo raise. Ciononostante, sono molti quelli che fanno c-bet il 60% o addirittura il 70% delle volte quando si trovano fuori posizione sul flop. 

Quando un giocatore adotta una strategia eccessivamente aggressiva sin dalle prime fasi della mano, ci saranno sempre delle ripercussioni più in là. Cosa succede per esempio se rilanciate contro i vostri avversari con delle c-bet troppo frequenti? 

Se l’avversario tenta di proseguire con la giusta frequenza contro il vostro raise, si ritroverà con un range di continuazione troppo ampio (permettendovi di generare un exploit). Se prova ad andare avanti solo con un range redditizio (probabilmente la miglior scelta che possa fare), la frequenza con cui folderà subirà una notevole impennata, permettendovi di generare un exploit con bluff raise. 

Concetto chiave → Fate attenzione agli scenari in cui l’avversario scommette troppo spesso con un range troppo ampio.

Exploitare i giocatori poco aggressivi

Se l’avversario punta o rilancia raramente in una data situazione, quando adotterà un atteggiamento aggressivo sarà spesso un segnale che possiede un range più forte del solito. 

Per gli scenari sul river, si tratta di una questione cristallina. 

Considerate questa domanda: 

Il vostro avversario fa una puntata di 50$ in un pot di 100$ sul river. Sta bluffando con una frequenza di circa il 10%. È possibile generare un exploit?

Abbiamo già affrontato i calcoli matematici in precedenza e sappiamo che l’avversario ha bisogno di bluffare il 25% delle volte circa se vuole essere equilibrato. Una frequenza di bluff pari ad appena il 10% vi permette di generare un exploit, poiché essa implica che il range di scommesse dell’avversario è eccessivamente forte. 

A prescindere dal vostro bluff catcher, non arriverete a un tasso di vittoria del 25%, come invece richiesto. Potete quindi exploitare l’avversario foldando con tutti i bluff catcher. Porterete avanti solo le mani che vi garantiscano un tasso vincente superiore al 25%, il che implica che dovrete battere una particolare fetta del range di value bet dell’avversario affinché il call sia redditizio. 

Per quanto riguarda le prime strade della mano, anche qui serve una certa esperienza per individuare un atteggiamento scarsamente aggressivo. Non esiste una formula semplice: occorre un misto di esperienza e di lavoro con i solver della GTO. 

Ad esempio, questo tipo di solver può consigliare di rilanciare sul flop nel 15% dei casi circa (nei testa a testa con un piatto costituito da un solo raise). Se incontrate un avversario che folda solo il 5% delle volte, in genere avrete qualche chance per reagire con uno stile exploitativo.

La risposta potrebbe essere poco entusiasmante: dovete semplicemente foldare spesso quando l’avversario rilancia! L’exploit sta nel fatto che l’avversario non può sfruttare a dovere le sue mani forti.  

Concetto chiave → Fate attenzione agli scenari in cui l’avversario effettua bet/raise con un range troppo stretto e agite di conseguenza incrementando i vostri fold.

Ottenere i dati per gli exploit

Bene, ora sapete come sfruttare una percentuale molto bassa di raise sul flop, ma innanzitutto come si arriva a quest’informazione? Dovete avere accesso ai dati sulle tendenze degli avversari prima di poter generare degli exploit. 

Ma quindi come si raccolgono questi dati?

Dipende se state giocando live oppure online.

Dal vivo, i giocatori potranno raccogliere queste informazioni solo osservando attentamente i propri avversari per un periodo prolungato. È difficile ottenere dati affidabili, dal momento che negli incontri live potete far riferimento solo a poche mani. Anche se vi ricordate che l’avversario ha effettuato una c-bet nelle ultime tre opportunità di flop, non avrete la garanzia che il suo tasso di c-bet sia superiore alla media. 

Pertanto, i giocatori dal vivo potrebbero optare per la decisione di basare le proprie scelte exploitative sui tell fisici. Se ad esempio un certo tic facciale indica che l’avversario sta bluffando, potreste agire di conseguenza senza dover raccogliere dei dati analitici che dimostrino che l’avversario bluffi troppo spesso. 

I giocatori online devono fare a meno di questi segnali fisici. In questo caso, la raccolta dei dati avviene attraverso un processo molto più tecnico, matematico e automatizzato rispetto agli incontri live. Alcuni strumenti, noti come “tracking software”, vengono usati per immagazzinare automaticamente i dati sugli avversari relativi a un’ampia gamma di situazioni. 

Anche senza ricordarvi di un particolare avversario, avrete così la possibilità di accedere alle informazioni sulla sua frequenza di c-bet nel corso delle ultime 50.000 mani. Nel paragrafo sul “Gioco exploitativo online” discuteremo l’utilizzo degli strumenti in rete.

Gioco exploitativo online

poker player sat in front of computer

L’utilizzo degli HUD

Un HUD (heads up display) è uno strumento capace di fornire le statistiche richieste mentre partecipate a un incontro di poker online. L’HUD è connesso a un database che conserva informazioni su tutti gli avversari. Il tracking software crea un tale database come parte del suo processo di installazione e in genere è anche il motore che aziona l’HUD stesso. 

Conoscendo le inclinazioni e le tendenze degli avversari nelle varie situazioni, dovreste poter generare degli exploit al volo basandovi sulle tecniche fin qui discusse. Ovviamente serve anche la giusta abilità per interpretare i dati mostrati da un HUD. 

Gli HUD non sono degli amuleti portafortuna in grado di alzare automaticamente il vostro tasso di vittoria. Molti giocatori si avvalgono di tali strumenti, ma non hanno le conoscenze tecniche per creare degli exploit significativi in base ai dati disponibili. 

Tag colorate

Le tag colorate vi permettono di etichettare i singoli avversari a seconda delle loro tendenze. In un ambiente sempre più caratterizzato dall’automazione, le tag rientrano tra gli strumenti online che è ancora possibile utilizzare manualmente. Risultano utili soprattutto laddove sia vietato avvalersi degli HUD o dei tracking software (ad esempio, 888poker attualmente consente ai giocatori di usare gli HUD ai tavoli standard, ma non a quelli snap, per cui è utile sfruttare le tag in quest’ultimo caso).

Le tag colorate permettono di identificare rapidamente i vari tipi di avversari, il che risulta più facile rispetto al dover analizzare una grande quantità di numeri. Immaginate ad esempio di individuare un avversario eccessivamente “tight”: non bluffa mai, non gioca quasi mai le mani e ha sempre il nut quando inizia a puntare o rilanciare. Potreste scegliere una tag arancione per etichettare questo tipo di giocatori.

Ogni volta che guarderete questi avversari al tavolo, noterete subito la tag arancione. In ottica exploitativa, sapete che dovrete provare a rubare molti piatti sia prima sia dopo il flop, ma levatevi di mezzo non appena l’avversario comincia a scommettere o rilanciare.

Analisi della popolazione

L’analisi della popolazione è una tecnica che consiste nel lavorare con un database che raccoglie un’ampia cronologia di mani per stabilire le tendenze diffuse tra i giocatori. Questa funzione vi permette di generare delle strategie exploitative per affrontare un avversario ignoto (è emerso che la maggior parte delle persone presenta dei leak straordinariamente simili). 

In passato era opinione diffusa che fosse necessario seguire un approccio GTO contro gli avversari sconosciuti, per poi passare a uno stile exploitativo dopo aver analizzato le loro inclinazioni. 

Tuttavia è ora possibile giocare subito in modo exploitativo, supponendo che i leak degli avversari siano conformi agli errori comunemente commessi da molti altri giocatori. È possibile che questo ragionamento non sia valido dinanzi a un particolare avversario, ma in genere sarà l’atteggiamento giusto da seguire. 

Quest’approccio elimina del tutto la necessità di seguire automaticamente uno stile GTO. Tale genere di strategie andrebbe adottato solo nell’ipotesi in cui anche il nostro avversario attuasse alla perfezione uno stile di gioco GTO. 

In tutti gli altri casi dovrete cercare di sfruttare gli errori dei rivali per incrementare il vostro bottino. In effetti, si potrebbe arrivare a dire che lo stile exploitativo rappresenti il fulcro del poker.

December 23, 2021

Di Timothy Allin

Timothy Allin
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Timothy "Ch0r0r0" Allin è un giocatore professionista, coach e autore. Ha iniziato a giocare nel 2006, partendo da zero e aumentando il suo bankroll online in maniera costante senza mai depositare alcun dollaro. Dopo aver partecipato (e vinto) ad alcune tra le manifestazioni più prestigiose, ora condivide le sue esperienze e opinioni sul magazine di 888poker.

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Essere “in posizione” (IP) nel poker significa poter giocare per ultimi su ogni strada: si ha così la possibilità di vedere la mossa dell’avversario prima che arrivi il proprio turno. Lo scenario opposto consiste nell’essere “fuori posizione” (OOP, dall’inglese “out of position”), in cui si è costretti ad agire per primi su ogni strada.

Essere fuori posizione è un grande svantaggio nel No-Limit Hold’em, dal momento che l’avversario è chiamato a giocare alla fine di ogni strada. Agli occhi degli inesperti potrebbe non sembrare un grande problema, ma la posizione al tavolo comporta questi due principali vantaggi:

1. Il giocatore in posizione può esercitare un maggior controllo sulle dimensioni del pot. Ad ogni round di scommesse può scegliere se chiudere l’azione o investire altre fiches nel piatto.

2. Questo tipo di giocatore è anche agevolato dal punto di vista delle informazioni, potendo vedere la scelta dell’avversario prima che arrivi il proprio turno. Può così sfruttare la situazione per effettuare una giocata più ponderata.

Sarebbe bello poter sempre evitare le giocate fuori posizione, ma non è così semplice. Se doveste foldare subito ogni volta che foste OOP, difficilmente otterreste uno score vincente: in tal caso adottereste una strategia eccessivamente “tight”. In altre parole, se volete vincere, dovete giocare un certo numero di mani anche se siete fuori posizione. 

Qual è quindi la giusta strategia per uscire indenni dalle mani giocate fuori posizione? Nelle prossime righe vi presentiamo i nostri cinque migliori consigli per questo genere di situazioni.

CONSIGLIO 1 - EVITATE DI ESSERE TROPPO AGGRESSIVI E GIOCATE PIÙ “TIGHT” NEL POST-FLOP

Uno dei leak più comuni fuori posizione consiste nell’effettuare delle c-bet troppo aggressive. In effetti, molti giocatori adottano la stessa strategia di c-betting a prescindere che siano in o fuori posizione.

Se è vero che fare c-bet nel 65% circa dei casi può essere una buona idea quando si è IP, il discorso cambia un po’ se si è fuori posizione. Essere troppo aggressivi con le c-bet OOP può mettervi in balia degli avversari e rendervi potenzialmente vulnerabili agli occhi dei più forti. Al giorno d’oggi, i bravi giocatori fanno c-bet nel 30-35% dei flop, o a volte anche meno. 

Storicamente, molte guide strategiche consigliano di limitarsi “a giocare tight in posizione di buio” quando si affrontano le aperture pre-flop. Si tratta però di un ragionamento in gran parte fallace, soprattutto per quanto riguarda il BB.

La posizione di big blind è quella da cui in realtà gli esperti di NLHE fanno call con un range più ampio rispetto a quanto facciano dalle altre posizioni. In questo caso si dovrebbe adottare un atteggiamento più tight nel post-flop. Dinanzi a una c-bet bisognerà dunque foldare più spesso OOP anziché in posizione.

CONSIGLIO 2 - IMPARATE LA STRATEGIA DI BASE COME COLD-CALLER

Si tratta di una strategia non facile da imparare, ma vale ampiamente la pena di fare lo sforzo. Occorre sapere esattamente con quali mani fare check-raise, check-call e check-fold sul flop. In linea di massima, anche se siete fuori posizione non vi converrà quasi mai foldare una coppia, un draw o un discreto backdoor draw sul flop. Dovreste fare check-raise sul flop con almeno una doppia coppia per valore, oltre a una buona selezione di semi-bluff (sia che si tratti di un draw diretto o di un backdoor draw di tutto rispetto). 

Le mani di forza media, come le coppie, dovrebbero portarvi in genere a fare call sul flop con l’intento di fare nuovamente check sul turn. Se affrontate una bet sul turn, vi conviene difendere le migliori seconde coppie, ma non tutte.

Nella maggior parte degli incontri di poker, è bene vedere una puntata sul river solo con una doppia coppia o una mano migliore, ma, al contrario di quanto suggeriscono gli esperti, avrete anche bisogno di includere qualche bluff catcher costituito da una coppia.

CONSIGLIO 3 - LAVORATE SULLA DIFESA DEI CHECKING RANGE COME PRE-FLOP RAISER (PFR)

Si dice spesso che la difesa di un checking range quando si è fuori posizione in qualità di PFR sia “la seconda cosa più difficile nel No-Limit Hold’em” (mentre la prima in assoluto riguarda la scelta del quantitativo da scommettere). Abbiamo già accennato all’eccessiva aggressività di molti giocatori quando effettuano delle c-bet fuori posizione, ma ciò non implica necessariamente che dobbiate fare spesso check-folding. 

È fondamentale avere un range sia per il check-calling sia per il check-raising quando evitate una c-bet fuori posizione in qualità di PFR. Molti giocatori non fanno mai check-raise in questi casi, ma tendono molto spesso a fare check-folding dopo il check. Uno degli adattamenti più rapidi da apportare per migliorare il proprio gioco OOP in qualità di PFR sta nel capire con quali mani sia possibile fare check-defend anziché una c-bet.

In linea di massima, qualsiasi made hand non vulnerabile che non valga tre street di value può essere considerata come un check-call piuttosto che un check-raise.

Ad esempio:

Mano: KhTc
Board: Ks7d2h

Dinanzi a un board “dry” è improbabile che il vostro avversario superi la vostra mano, per cui non dovete temere di concedere potenzialmente una free card. Si tratta quindi di un’ottima situazione per fare check-call anziché una c-bet sul flop in qualità di PFR. Se il vostro avversario replica con un check, potete semplicemente procedere con due street di value sul turn e sul river.

CONSIGLIO 4 - IMPARATE A CONSIDERARE LE STRATEGIE “ETERODOSSE”

anthropomorphic donkey at poker table leading out with chips in hoof. <<<

Esistono alcune strategie cui molti giocatori sono refrattari, al punto da non prenderle quasi mai in considerazione, nemmeno se si tratta di gran lunga della miglior giocata possibile in una data situazione.

Un esempio è dato dalla donk-bet. Ovviamente non stiamo dicendo che dobbiate andare in giro a fare donk-bet super-aggressivi sui flop e sui turn, ma se non fate mai questa giocata, potreste perdervi qualche buona opportunità exploitativa. 

Immaginate la seguente mano -

Board: Th8h5cQc
Mano: QsTs

Fate un cold call nel pre-flop dalla posizione di BB e poi effettuate un check-call contro una c-bet dell’avversario. L’opzione standard sarebbe quella di replicare il check sul turn, ma questo specifico avversario effettua delle c-bet su questa strada solo nel 20% dei casi. Il problema di fare check sul turn sta nell’alta probabilità che l’avversario opti a sua volta per un check, portandovi a perdere l’opportunità di value.

Inoltre la texture del board risulta palesemente drawy: non certo la situazione ideale per consentire al vostro avversario di ottenere una free card sul river. Notate che qualsiasi jack o nove sul river costituirà un particolare pericolo per voi. Inoltre non sarete entusiasti di vedere uscire una qualsiasi carta di cuori, fiori oppure un re, asso, sei, sette, otto o cinque.

Vista la situazione particolarmente sfavorevole col mazzo e la probabilità che il vostro avversario faccia check, sicuri che non convenga fare una donk-bet sul turn? In questo articolo ovviamente non abbiamo trattato i dettagli, le dimensioni delle puntate, la profondità degli stack ecc., ma il principio fondamentale è quello di non rifiutare a priori le strategie meno convenzionali.

Fare un’overbet sul turn dopo il check dell’avversario sul flop è un altro esempio di strategia molto interessante che però viene adottata solo in rari casi.

CONSIGLIO 5 - COGLIETE L’IMPLICAZIONE DEGLI STACK TO POT RATIO (SPR) E DELLA PROFONDITÀ DEGLI STACK

Capire alcune nozioni di base sulla strategia relativa alle posizioni nel poker può esservi di grande aiuto nell’elaborare le migliori tattiche per il pre-flop.

Tenete a mente che:

Gli stack profondi e gli stack to pot ratio favoriscono il giocatore in posizione:

Non è sempre possibile controllare gli stack effettivi all’inizio della mano, ma avrete invece un certo controllo sugli stack to pot ratio (SPR). Nelle situazioni in cui fronteggiate una 3-bet pre-flop, dovreste essere un po’ più proni a fare una 4-bet (anziché un call) quando siete OOP, mentre è consigliabile propendere per un call se siete IP.

Questo non significa che dobbiate giocare più mani fuori posizione, bensì che una maggior percentuale di mani che difendete OOP saranno 4-bet.

Il motivo è semplice: quando effettuate un flat-call su una 3-bet, giocate con un SPR più alto che favorisce il giocatore IP. In altre parole, è bene fare spesso call sulle 3-bet quando siete IP perché vi permette di sfruttare pienamente il vantaggio dato dalla vostra posizione.

Allo stesso modo conviene fare 4-bet più frequenti quando siete fuori posizione allo scopo di intaccare il vantaggio posizionale dell’avversario con una riduzione dell’SPR.

GIOCARE FUORI POSIZIONE - RIEPILOGO

Giocare fuori posizione è indubbiamente una componente tortuosa del No-Limit Hold’em. Dovrete dedicare un po’ di tempo allo studio per poter padroneggiare il gioco OOP.

I cinque consigli precedenti costituiscono tuttavia un ottimo punto di partenza: sono stati scelti accuratamente per mettere in evidenza i leak più comuni che i giocatori hanno fuori posizione.

December 20, 2021

Di Timothy Allin

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Timothy "Ch0r0r0" Allin è un giocatore professionista, coach e autore. Ha iniziato a giocare nel 2006, partendo da zero e aumentando il suo bankroll online in maniera costante senza mai depositare alcun dollaro. Dopo aver partecipato (e vinto) ad alcune tra le manifestazioni più prestigiose, ora condivide le sue esperienze e opinioni sul magazine di 888poker.

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Il poker ha una lunga storia, e quello moderno è diventato un grande spettacolo mediatico. Ripercorrendo tale storia, sono molte le mani che sono diventate davvero famose.

Molte tra le mani memorabili presentano almeno uno dei quattro seguenti aspetti:

  • Luci scintillanti
  • Telecamere
  • Momenti critici
  • Un sacco di soldi in ballo

Molte spiccano nel prestigioso passato, che siano state vinte alle World Series of Poker (WSOP) o facciano parte di un regolamento di conti in stile Far West.

Ecco un ripasso di alcune tra le più famose mani di poker con giocatori e personaggi intriganti.

1 – La mano del morto

Questa mano risale al vecchio West e coinvolge il famoso vice-sceriffo, pistolero e giocatore di poker Wild Bill Hickok. Il 2 agosto 1876, Hickok stava giocando a five card stud al Nuttal and Mann’s Saloon nel Territorio del Dakota.

Durante la partita, un giocatore d’azzardo di nome Jack McCall entrò nel saloon dirigendosi verso il bancone. Si pensa che nutrisse del rancore nei confronti di Hickok, gli sparò con la pistola colpendolo alla testa.

A soli 39 anni, la leggenda del West morì sul colpo con fiches e carte sparse sul tavolo insanguinato. Wild Bill aveva in mano due Assi neri e due Otto neri, una buona mano nel Five Card Stud.

Da allora, Assi e Otto sono noti come la mano del morto.

Mano: Assi e Otto
Momento saliente: Uccisione del giocatore d’azzardo e pistolero del West Wild Bill Hickok
Da ricordare: La famigerata mano è ancora parte del folklore pokeristico a 140 anni di distanza.

2 – La Doyle Brunson

Il Padrino del poker resta un dei nomi più famosi in circolazione. Negli anni ’80 ha giocato alcune delle partite con gli stakes più alti.

La leggenda texana del poker non si è fatto mancare niente.

  • Giocatore d’azzardo della vecchia scuola
  • 10 titoli WSOP
  • Milioni di dollari in vincite
  • È stato addirittura il volto di una compagnia di poker online.

Nel 2004, a 71 anni, è diventato anche il giocatore più anziano a vincere un titolo del World Poker Tour, record che resiste ancora nel 2021. Brunson è stato uno dei giocatori originali del primo evento delle WSOP.

Nel 1976 e nel 1977, Brunson vinse il più grande torneo di tutti: il $10.000 WSOP Main Event. Sorprendentemente, le sue due esibizioni consecutive si conclusero con le stesse mani vincenti: 10♠ 2♠, seguita l’anno successivo da 10♠ 2♥.

Da allora, 10-2 è nota come la Doyle Brunson.

  • Mano: 10-2
  • Momenti salienti: Main Event delle World Series of Poker del 1976 e del 1977
  • Da ricordare: Una leggenda del Texas e uno dei nomi più grandi del poker.

3 – La trappola Johnny Chan

Se 9-9 è la Phil Hellmuth (vedi oltre), allora la J♣9♣ deve indubbiamente essere la Johnny Chan. Campione del Main Event delle WSOP per due edizioni consecutive è ricordato nella storia del poker per questa mano.

Ogni giocatore di poker che ha visto il film Il giocatore – Rounders lo ha visto sullo schermo mentre la giocava. Il gioco brillante di Chan ispira Mike McDermott a diventare un giocatore migliore e ad andare a giocare le WSOP.

Chan era heads-up con Erik Seidel per il titolo del Main Event del 1988.

I due giocatori osservano un flop Q♣8♦10♥, che dà all’Orient Express la scala nut e a Seidel, che ha Q♣7♥, una top pair.

  • Seidel fa check e Chan punta, solo per essere rilanciato da Seidel.
  • Chan esita un po’ con in mano i nuts.
  • Alla fine vede e basta ed entrambi i giocatori fanno check per il 2♠ al turn.

“Erik Seidel non può vincere questa mano, ma non lo sa ancora”, dice il commentatore della ESPN. “Chan sta cercando di tendergli una trappola prendendo tempo”.

Con un 6♦ al river, Seidel va all-in per la facile call di Chan che vince il secondo titolo consecutivo al Main Event.

Mano: J♣9♣
Momento saliente: WSOP Main Event del 1988
Da ricordare: Secondo titolo consecutivo al WSOP Main Event

4 – Il ko di Moneymaker

PokerGO definisce questo incontro la “mano che ha cambiato la storia del poker”. Chris Moneymaker e Phil Ivey si sfidano al tavolo finale del WSOP Main Event del 2003.

  • Moneymaker riceve A♥Q♦.
  • Rilancia per la call di Ivey, che ha 9♠9♥.
  • Il flop porta Q♥6♠Q♠: un board fantastico per Moneymaker, che fa una puntata considerevole.

Ivey vede, con il 9♣ al turn che innesca i fuochi d’artificio.

Ivey ha ora un full, ma Moneymaker si sente forte con un tris.

Moneymaker apre ancora con una bella puntata e Ivey riflette un po’ prima di annunciare all-in.

Moneymaker vede subito e sembra destinato a perdere un piatto immenso.

Ma al river esce A♠, dando il full più alto a Moneymaker che alza il pugno in segno di vittoria.

Scioccato, Ivey lascia come decimo classificato; il resto è storia del poker.

Questa vittoria di Moneymaker ha contribuito a innescare il boom del poker e l’ascesa internazionale del poker online. L’uomo con il cognome perfetto per il poker è entrato nella Poker Hall of Fame nel 2019 ed è ancora uno dei nomi principali del gioco.

  • Mano: Asso-Donna
  • Momenti salienti: Trionfo storico al WSOP Main Event del 2003
  • Da ricordare: Moneymaker contribuisce ad avviare il boom del poker con l’improbabile eliminazione di uno dei migliori giocatori in attività. Mostra come i giocatori non professionisti possano competere con alcuni dei migliori dell’epoca.

5 – Phil Hellmuth – La coppia di Nove

Anche se adesso detiene 15 titoli WSOP, nel 1989 Phil Hellmuth era la giovane promessa del poker, e affrontava in heads-up per il titolo del WSOP Main Event un’altra leggenda del poker. Sembrava che Johnny Chan stesse per diventare il primo a vincere il Main Event per la terza volta consecutiva.

  • All’epoca Hellmuth ha un solo WSOP cash, ma riesce a battere Chan. A 24 anni, Phill diventa il più giovane giocatore fino a quel momento a vincere un Main Event.

Il Poker Brat porta a casa il titolo con Pocket Nines come mano finale. La mano Hellmuth gli guadagna molti riconoscimenti e avvia una fantastica carriera nel poker.

Oggi detiene il record di braccialetti delle WSOP, del cash, oltre ad altri record nelle Series. Hellmuth è ancora uno dei nomi più rinomati nel poker.

  • Mano: Coppia di Nove
  • Momento saliente: Vittoria del WSOP Main Event del1989
  • Da ricordare: Quel primo braccialetto sarebbe stato seguito da altri 14 e da una gloriosa carriera nel poker.

6 – Assi battono Assi

Impossibile dimenticare questo incredibile cooler del Big One for One Drop delle WSOP del 2014, evento con un buy-in da un milione di dollari e un montepremi da oltre 37 milioni.

  • L’uomo d’affari Cary Katz avvia l’azione rilanciando con A♠A♥
  • Viene controrilanciato da Connor Drinan, anche lui con gli Assi: A♦A♣.
  • Drinan 3-betta seguito dalla 4-bet di Katz.

“Risparmia i tuoi soldi, ragazzo. Non puoi vincere ogni piatto”, dice Katz. Ma Durian va all-in e, ovviamente, Katz vede all’istante.

È allora che la dea bendata si prende gioco di Drinan.

  • Il dealer dispiega un flop con 2♦K♥5♥, seguito da 4♥ al turn.

La storia finisce con 2♥ al river, eliminando Drinan nel modo più improbabilmente inimmaginabile.

Katz si prende il piatto con colore all’Asso. È il cooler definitivo in uno dei maggiori tornei di poker.

  • Mano: Coppia d’Assi
  • Momento saliente: Big One for One Drop delle WSOP del 2014
  • Da ricordare: I poket Aces di Cary Katz battono i pocket Aces di Drinan.

7 – Il poker da Cooler City

Nel primo giorno del Main Event delle WSOP del 2017 Vanessa Selbst giocava al tavolo televisivo della ESPN.

  • Rilancia con pocket Aces.
  • I suoi A♠A♦ diventano tris con un board con A♣7♣5♣.

Anche Gail Baumann fa tris con 7♥7♦ e appare in posizione precaria. Selbst rilancia e Bauman vede con il suo tris più basso.

  • Ma 7♠ al turn cambia nettamente la situazione.

Selbst ha ora full e Baumann poker. Dopo un’altra puntata di Selbst, Baumann vede soltanto.

Al river esce un inutile 4♦. Selbst fa una buona puntata a cui la sua avversaria risponde con un rilancio tale che la farebbe andare all-in.

  • “Potrebbe essere un veloce Main Event per me”, dice Selbst. “Non sono se sono così brava da passare adesso”.

Infatti Selbst fiuta la disfatta, ma alla fine non riesce a abbandonare la sua mano.

Una sconfitta è davvero brutale.

  • Mano: Full battuto da poker
  • Momento saliente: WSOP Main Event del 2017
  • Da ricordare: Baumann si classificò 102a vincendo $49.101

 

Conclusione

Nel corso degli anni, il poker ha regalato momenti incredibili. Tra questi, alcune mani famose che hanno superato la prova del tempo.

E con la grande diffusione del gioco ci aspettiamo di assistere ancora a molte grandi mani nei prossimi anni.

*Prima pubblicazione 19 dicembre 2021. 

December 19, 2021

Di Sean Chaffin

Sean Chaffin
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Sean Chaffin è un scrittore freelance di Crandall, Texas. I suoi articoli vengono pubblicati su numerosi siti e riviste. Seguilo su Twitter @PokerTraditions. Sean è anche il moderatore del podcast True Gambling Stories, disponibile su iTunes, Google Play, TuneIn Radio, Spotify, Stitcher, PokerNews.com, HoldemRadio.com e altre piattaforme.

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Cincinnati non è solo una città dell’Ohio. Per i giocatori di poker è anche il nome di una diffusa variante di poker giocata durante le partite casalinghe. Se non è ancora presente nella tua rotazione a casa, pensa a introdurre nel mix il Cincinnati poker.

Tradizionalmente, il gioco si svolge distribuendo quattro carte coperte a ogni giocatore, proprio come nell’Omaha. Vengono quindi date quattro carte comuni per un totale di cinque giri di puntate.

I giocatori usano qualsiasi combinazione delle otto carte per realizzare la migliore mano di cinque carte. Si applica il valore delle mani standard.

Con così tante carte tra cui scegliere, capitano spesso buone mani.

Quindi non sorprenderti se vedi un sacco di:

  • Scale
  • Colori
  • Full
  • Poker

Chi vuole ancora più azione, può salire di livello distribuendo cinque carte coperte e cinque scoperte. 

In un formato a limite fisso, di solito i giocatori puntano un ante di circa il 10 percento del limite.

Se sei un tipo più da no-limit o pot-limit, puoi adottare una struttura di blind analoga al no-limit texas hold’em.

Giri di puntate nel Cincinnati poker

Come già detto, nel Cincinnati poker i giri di puntate sono cinque. Il primo è pre-flop una volta che i giocatori hanno ricevuto le loro carte. Se si applicano gli ante, inizia il giocatore a sinistra del dealer.

Se si giocano i blind, allora inizia il giocatore a sinistra del big blind. Come nella maggior parte delle varianti del poker, i giocatori di Cincinnati poker possono fare check, puntare o passare.

Dopo ogni carta comune si dà il via a un giro di puntate e dopo il quarto giro si procede con lo showdown.

A questo punto, chi è ancora in gioco svela le proprie carte. Chi ha il punteggio maggiore unendo le proprie quattro carte a quelle comuni vince il piatto.

Una variante emozionante del poker

Come in tutti i giochi di poker, puoi variare i giri di scommesse a tuo piacimento. Invece di cinque giri, alcune partite casalinghe ne avranno quattro, escludendo quello pre-flop per passare direttamente alla prima carta comune.

Oppure con una struttura analoga all’Hold’em; in questo caso si scoprono insieme le due prime carte comuni invece che una sola.

Varianti del Cincinnati poker

Non c’è bisogno di un Jolly nel Cincinnati poker dato che c’è già abbastanza azione. Se però giochi con una wild card, assicurati di chiarire il valore delle mani. A volte si può aggiungere “cinque carte uguali” come migliore mano possibile, anche più alta della scala reale.

Il West Cincinnati poker è una leggera variante in cui i giocatori ricevono cinque carte coperte, ma solo quattro carte comuni, per un totale di nove carte tra cui scegliere. Il bello è che la quarta carta comune è una wild card!

Chi ama le varianti split pot, può giocare Cincinnati poker Hi-Lo, con le stese regole dell’Omaha Hi-Lo.

Non bisogna confondere la versione split-pot con “Low Hole Cincinnati poker”. In questa versione la carta più bassa nella mano di ogni giocatore vale come wild card solo per lui, insieme a ogni altra dello stesso valore.

Mettiamo che tu abbia Due di picche. Esso diventa per te una wild come gli altri tre Due, che siano in mano tua o nel board.

Consigli per il Cincinnati poker

Pochi giochi hanno tanta azione quanto il Cincinnati poker. Ricorda quindi i consigli seguenti per aumentare le tue probabilità di vittoria.

  • Il Cincinnati poker è un gioco di mani forti. Non aspettarti di vincere spesso con mani quali coppia, doppia coppia, o tris. Con così tante carte, la probabilità di scale e colori aumenta notevolmente. Pertanto, queste dovrebbero essere considerate mani base.
  • Se cerchi di fare scala o colore, assicurati che la tua mano iniziale ti lasci una buona probabilità di fare una delle due. Mani che si presentano come 8♥9♠10♦J♦ ti danno una buona chance di fare scale (ti servono solo Sette o Donna).
  • Per un colore, più carte suited hai in mano, meglio è. È difficile fare colore quando hai mani quali A♦K♠Q♣J♥. Con un seme per ogni carta tutte le quattro carte comuni dovrebbero esser dello stesso seme.
    • Se hai in mano due carte suited, allora te ne servono solo altre tre di quelle comuni. Se hai in mano 3♥7♥9♥K♥, allora ti serve solo un altro cuori per fare colore. Molto meglio se tutte e quattro le tue carte in mano sono suited, soprattutto se si presentano in modo tale da tentare anche una scala.
  • Ma se scale e colori sono buoni, full e poker sono meglio. Per realizzarli, ti servono coppie. Le carte coperte con coppia o anche doppia coppia sono buone.
    • Ma le mani davvero forti arrivano quando ricevi tre o addirittura quattro carte uguali coperte. Entrambe le combinazioni sono molto rare, per cui, quando ti capitano, si mimetizzeranno bene.

In conclusione: se ami l’azione, le mani forti e i piatti ricchi, allora Cincinnati poker è il gioco che fa per te!

December 19, 2021

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Quando si parla di mani premium, ci si riferisce alle mani pre-flop più forti, il meglio del meglio, per capirci. Nel no-limit hold’em, ci sono 169 diverse mani iniziali: 13 diverse pocket pair, dai Due agli Assi, più 78 mani suited e 78 unsuited.

Scomponendo ogni “mano suited” in mani distinte a seconda dei quattro semi, le combinazioni diverse sarebbero 1.326. Quindi, per semplicità, e per evitare ridondanze, mani suited quali 9♦8♦ e 9♠8♠ hanno lo stesso valore pre-flop, come anche mani non-suited quali Q♣J♦ e Q♥J♠. Per ogni diversa pocket pair, esistono sei combinazioni distinte, tutte dello stesso valore.

Sommario

Le 10 migliori mani iniziali

Nella gamma delle mani iniziali, la coppia d'Assi è al vertice mentre in fondo si trovano 2x7x off-suit. Ovviamente, più alta è la coppia, meglio è, ma anche i big aces (A-K fino ad A-T) sono delle buone top hand.

La top 10 delle mani

Anche se il concetto di 169 mani iniziali è molto più facile da capire rispetto a 1.326, restano comunque molte da ricordare. Per semplificare, i giocatori di poker risparmiano tempo indicando mani deboli, medie e premium (o con aggettivi simili).

Ad esempio, mani quali 5♠2♦, 7♣3♥ e J♦4♠ sono tutte deboli, mentre 10♣9♣, J♦8♥ e Q♣9♦ sarebbero le mani medie (sapevi che Qx7x è considerata la “computer hand” perché si trova esattamente a metà della classifica delle mani iniziali del poker).

Quali sono le mani iniziali premium?

Alcuni giocatori preferiscono mani particolari rispetto ad altre in base al loro stile. Ma per lo più, tutti concordano sul fatto che il 10 percento maggiore delle mani iniziali siano mani premium. Matematicamente, le 22 combinazioni possibili che ricadono in questa categoria sono 77+, QT+ e KQo+ (pocket pairs di Sette o più alta, big Aces e paints). Il peggior Asso suited da giocare è Ax9x suited, mentre il peggior Asso off-suit è AxJx.

Anche se altre pocket pair sono considerate quality hand, non sono esattamente premium in quanto hanno meno equity.

La tabella

Il calcolo di una mano premium dipende anche da altri fattori quali posizione, grandezza dello stack, numero di giocatori in gioco, ecc. Ad esempio, potresti non volere aprire con QxTx da early position ma probabilmente dovresti farlo dal button.

Una mano premium genuina potrebbe essere una mano con cui apri da qualsiasi posizione: coppia di Dieci o più alta e big Aces suited come A♠K♠ o A♥Q♥. Mani simili hanno aspettativa di profitto sul lungo periodo e possono respingere aggressioni di 3-bet.

Ovviamente, non è semplice ricevere una mano iniziale premium. Le probabilità per una coppia d’Assi sono 220-1, mentre per AxKx suited o unsuited sono di 81,9:1. Per una coppia di Dieci o più alta sono 43,2-1, mentre per carte suited che comprendono un Jack o più alta sono 54,3-1.

Le probabilitàL’importanza di conoscere le mani premium

Per migliorare il proprio gioco ci si concentra solo sulle mani premium, scartando il resto. Un consiglio saggio per un neofita potrebbe essere quello di giocare solo pocket pairs, big Aces e paints (figure). Se restringi il tuo range, cioè la combinazione di mani iniziali che vuoi giocare, svilupperai un’immagine tight e solida che di solito ti guadagnerà il rispetto degli avversari.

La scelta delle mani è uno dei principali elementi delle basi di un giocatore di poker. Ciò detto, devi anche sapere adeguarti se dopo il flop la tua mano premium non è poi così premium.

Immagina, ad esempio, di rilanciare pre-flop con A♦K♦ e di essere visto due volte. Al momento è una mano premium ma peggiora considerevolmente quando al flop esce qualcosa del tipo 8♠9♠10♣. A questo punto, un giocatore dovrebbe frenare sapendo che quella che era una mano premium è improvvisamente diventata pessima.

In tal senso, vale la pena conoscere le flop odds per valutare quanto spesso miglioreranno le tue mani. Ad esempio, sai quanto spesso una pocket pair diventa un tris al flop?

Succede appena il 10,775% delle volte.

Le flop odds implicano un sacco di calcoli, ma ti risparmieremo del tempo offrendoti alcuni numeri:

Nessuna coppia in mano

  • Coppia al flop = 26.939%
  • Doppia coppia al flop utilizzando entrambe le carte in mano = 2.02%
  • Tris al flop = 1.347%
  • Full al flop = 0.092%
  • Poker al flop = 0.01%

Coppa in mano

  • Doppia coppia al flop = 16.163%
  • Tris al flop = 10.775%
  • Full al flop (carta in mano e coppia al board) = 0.735%
  • Full al flop (trips al board) = 0.245%
  • Poker al flop = 0.245%

Se hai in mano carte suited puoi aspettarti un progetto di colore al flop il 10,944 percento delle volte, mentre avrai un colore al flop solo lo 0,842 percento delle volte. Con due carte unsuited avrai un progetto di colore il 2,245 percento delle volte, mentre connector come Jx10x, QxJx, ecc. daranno scala al flop l’1,306 percento delle volte.

Giocare mani premium: effetti

Se restringi la tua scelta di mani iniziali alle premium, andrai inevitabilmente incontro a una brutta sconfitta. Anche se ricevi Assi in pre-flop, se il tuo avversario riceve Re ha un 20 percento di probabilità di vincere la mano. Curiosamente, una mano quale 8♠7♠ ha una probabilità migliore di battere gli Assi (24 percento circa) rispetto a ogni altra mano.

Quando anche altri giocatori adottano una strategia per le mani premium, spesso è solo questione di tempo prima che due mani premium si scontrino, soprattutto nei tornei in fase avanzata. Ecco perché vedrai sia un sacco di capovolgimenti (ad es. big slick contro coppia di Regine in mano), sia cooler (Re contro Assi), sia brutte sconfitte (Regine crackate da un all-in con Jack in pre-flop).

Ovviamente, può passare un po’ di tempo prima che uno o più giocatori ricevano mani premium, e può essere un po’ noioso. Ecco perché alcuni giocatori ampliano il proprio range e giocano mani meno che premium, strategia che spesso si rivela corretta.

Se noti che i tuoi avversari stanno giocando tight in attesa di mani premium, devi rilanciare più liberamente per ‘rubare’ piatti. Dopotutto, da quanto letto sopra, sai che non si riceve spesso una mano premium (o almeno, non spesso quanto vorresti).

*Prima pubblicazione 19 dicembre 2021. 

November 28, 2023

Di Chad Holloway

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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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Essere chip leader in un torneo di poker è un vantaggio enorme, ma comporta anche rischi strategici importanti che ogni giocatore deve conoscere.

Cosa significa essere i chip leader?

Essere il chip leader durante un torneo di poker è una sensazione fantastica. Si tratta inoltre di una situazione potenzialmente importante dal punto di vista economico: più vi avvicinate alla vetta della leaderboard, maggiori saranno le chance di vincere altre mani e di arrivare in fondo (quando siete nelle prime fasi dell’evento). Potete anche aggiudicarvi il torneo battendo tutti gli avversari al tavolo finale (se siete i chip leader nelle fasi finali dell’incontro)!

Tuttavia, essere chip leader non è tutto rose e fiori. Anzitutto ci vuole tanto impegno, senza contare che basta un passo falso per avere un crollo e ritrovarsi improvvisamente a metà classifica (o peggio).

Strategie Fondamentali per il Chip Leader

È perciò importante seguire determinate strategie quando ci si ritrova in testa, così da aumentare le probabilità di arrivare in fondo e, allo stesso tempo, non mettere a repentaglio lo stack guadagnato con tanta fatica.

Quest’articolo ha lo scopo di dare una delucidazione su tali strategie da seguire ogni volta che vi ritrovate nel ruolo di chip leader di un torneo.

Come giocare in qualità di chip leader?

Il solo fatto di aver accumulato una grande quantità di fiches non implica che possiate iniziare a giocare in maniera troppo spericolata (ad esempio partecipando a ogni mano e assumendo un atteggiamento costantemente aggressivo per provare a far foldare i vostri avversari). Così facendo finireste inesorabilmente per andare in rovina e perdere il vantaggio acquisito, a meno che non adottiate le strategie di “aggressione selettiva” spiegate più avanti nell’apposita scaletta.

Questo punto trova maggior riscontro nelle prime fasi del torneo, quando ci sono blind inferiori e stack più profondi.

  • In primis, i partecipanti con stack profondi nelle prime mani tendono spesso a giocare un range molto più ampio nel pre-flop, aumentando la propria pressione fino a diventare aggressivi. I big stack non saranno efficaci come quando si prospettano i payout e/o i giocatori si ritrovano con bassi stack e non vogliono correre troppi rischi di essere eliminati dal torneo.
  • In secundis, nelle prime fasi non è possibile aggiudicarsi dei pot sostanziosi semplicemente rubando i blind nel pre-flop (dal momento che gli stack to pot ratio sono molto alti e in genere non ci sono ancora gli ante). Se siete i chip leader, dovete quindi puntare a giocare “tight” nelle fasi preliminari. Vi conviene aumentare l’aggressività soltanto quando entrano in gioco gli ante (per cui è possibile rubare più blind) e/o quando gli avversari si ritrovano costretti a delle giocate un po’ più lineari, avendo ormai uno stack ridotto (di massimo 30bb). L’immagine “tight” che avete offerto di voi stessi nelle mani precedenti vi tornerà utile anche quando si aprirà la possibilità redditizia di rubare i bui prima del flop (ovvero con l’aggiunta degli ante e l’aumento progressivo del valore delle fiches in gioco).

chip leader 2

 

Quando essere aggressivi in qualità di chip leader?

Se siete i chip leader, ci sono molte situazioni in cui conviene giocare in modo più aggressivo, come ad esempio:

  • Situazioni di bolla: si tratta di una fase molto favorevole per esercitare pressione su tutti gli avversari, sfruttando un range più ampio di furti e controfurti nel pre-flop, in particolare dalle late position. Chi ha uno stack modesto cercherà di incassare dei mincash e, di conseguenza, assumerà probabilmente un atteggiamento molto chiuso. Potete quindi allargare i vostri range di apertura se questo genere di avversari agisce dopo di voi. Analogamente, la maggior parte dei giocatori con stack medi punterà innanzitutto a preservare le proprie fiches, cercando al contempo di arraffare gli short stack. Contro questi avversari potete aumentare l’aggressività e fare delle 3-bet con bluff: in molti casi li indurrete a foldare, vista la situazione di gioco molto particolare che caratterizza la bolla.
  • Contro gli avversari “fit or fold”: se avete di fronte degli avversari che nel post-flop giocano in modo molto lineare (ossia tight passive), potete rilanciare con generosità da una late position nel pre-flop sfruttando un range di mani più ampio del solito, col semplice scopo di aggiudicarvi il pot e incrementare gradualmente il vostro stack con una c-bet. Fate attenzione però: tenete sempre sott’occhio le inclinazioni dei vostri avversari. Se alcuni di loro cominciano ad adattare il proprio gioco per battervi, potreste essere costretti ad modificare  i contrattacchi e stringere leggermente il vostro range.
  • Esercitare pressione sugli stack medi: i chip leader possono spesso sfruttare la propria posizione di vantaggio sui giocatori con stack medi, in particolare quando ci sono delle sostanziali differenze di montepremi tra le varie posizioni di classifica (cui si fa riferimento col termine di “pay jumps”). Questo tipo di avversari non vorrà rischiare inutilmente le proprie fiches o l’eliminazione dal torneo, fintantoché che ci saranno in gioco degli short stack.
  • ICM / pay jumps / gioco al tavolo finale: questo punto è analogo a quello precedente. Se siete i chip leader di un torneo e vi ritrovate in una situazione in cui gli avversari hanno intenzione di giocare “tight” per via delle varie considerazioni sui payout, aprite il vostro range e aumentate la frequenza di furti e controfurti. Ogni blind che aggiungete al vostro stack potrebbe tradursi in grandi quantità di denaro in termini di ICM. Non trascurate mai queste possibilità di steal.
  • Concludere un chop: qualora in un torneo vi ritrovaste a discutere su un possibile accordo (cosa che si può verificare in presenza di un numero ristretto di giocatori al tavolo finale), al momento di decidere sui payout prendete sempre in considerazione qualsiasi differenza di stack in vostro favore. Se ad esempio dovete suddividervi un 3-way e avete 30bb, mentre i vostri due avversari ne hanno 20, dovreste reclamare una quota di fiches che rifletta questa differenza di stack. Questo fattore trova maggior applicazione nei tornei dal vivo, in cui i calcolatori ICM non vengono automaticamente integrati.

Strategia e consigli di gioco per i chip leader:

  • Evitate inutilmente di mettere a rischio porzioni sostanziose del vostro stack: salvaguardare le vostre fiches dagli avversari con grandi stack (effettuando dei call più prudenti anziché dei value raise aggressivi) vi disporrà ad avere successo nel lungo periodo.

ESEMPIO: Immaginiamo una situazione in cui dobbiate affrontare una bet sul river e crediate di avere una mano vantaggiosa. Se fate raise, l’avversario presumibilmente vedrà con una mano peggiore il 60% delle volte, il che implica che vincerete nel 60% dei casi, perdendo il restante 40% delle mani: farete quindi bene a rilanciare.

  • Se fate un semplice call e perdete, vi ritroverete con 20bb; vincendo, ne avrete 60.
  • Se shovate per 15bb effettivi in più e perdete, vi rimarranno 5bb; vincendo, ne avrete 75.

In tal caso, sia un call sia un raise vi lasceranno felicemente con un bello stack: in uno dei due casi avrete qualche fiche in più, ma non ci sarà una grande differenza per quanto riguarda le posizioni in classifica e il prosieguo del gioco. Tuttavia, i benefici di un semplice call (che, nella peggiore delle ipotesi, vi lascerà con un malleabile stack di 20bb) prevarranno abbondantemente sui rischi di un rilancio (che vi potrebbe costringere a ripartire da uno stack di 5bb, lasciandovi scarso spazio di manovra).

Di conseguenza, dovreste optare per la scelta più sicura limitandovi a un semplice call contro lo stack profondo del vostro avversario. Diversamente da quanto avviene coi cash game, non c’è bisogno di puntare sulle giocate con un EV leggermente positivo, poiché la vostra priorità dev’essere quella di rimanere in gioco nel torneo.

  • Non abbiate aspettative troppo alte: chi diventa chip leader all’inizio del torneo potrebbe cullarsi all’idea di arrivare al tavolo finale, ma bisogna far attenzione a non correre troppo con la mente e a non caricarsi di troppe aspettative. Lo stesso vale anche quando siete in the money con quattro tavoli rimasti e siete i chip leader: ci sono comunque buone probabilità che non siate voi ad aggiudicarvi il torneo. Procedete sempre un passo alla volta, prendendo di volta in volta la miglior decisione possibile, senza farvi prendere da preoccupazioni o aspettative eccessive. Questo ragionamento vi aiuterà ad avere successo ai tornei, soprattutto in caso di oscillazioni del vostro stack.
  • Implementate le strategie per eliminare il tilt: sebbene si tratti di un consiglio valido per qualsiasi situazione di gioco, a maggior ragione bisogna metterlo in pratica se siete in testa alla leaderboard, o anche dopo un ridimensionamento del vostro stack che vi faccia perdere il ruolo di chip leader. Se ad esempio perdete l’80% delle fiches contro un avversario con uno stack profondo e rimanete con 20bb, non agitatevi, soprattutto se il vostro stack si attesta su un livello medio rispetto agli altri! Il semplice fatto che prima disponevate di tante fiches non vuol dire che le cose andranno lisce in ogni fase del torneo. Considerate inoltre che con 20bb avrete ancora un certo margine di manovra per rimanere nel fulcro dell’azione. Fate sempre le vostre mosse in base allo stack attuale, senza rimuginare sulle fiches perse in precedenza. Ricordate che il tilt scaturisce quando non si soddisfano le proprie aspettative (ad esempio la vittoria di una mano). Nel poker non c’è quasi mai la certezza matematica di vittoria: di conseguenza, dovete imparare a gestire con efficacia e rapidità eventuali bad beat in vostro sfavore, così da non risentirne negativamente nelle mani successive.
  • Possibilità di incrementare la fold equity post-flop con un atteggiamento aggressivo: la posizione di chip leader non significa che dobbiate limitarvi a essere maggiormente “loose” con i furti pre-flop. Per una maggior efficacia, dovete spingere i vostri avversari in situazioni difficili nel post-flop, adottando un atteggiamento aggressivo (senza essere però troppo avventati). Se ad esempio il board è particolarmente favorevole per il vostro range, ma non per quello degli avversari, potrebbe crearsi una grande occasione di bluff, se pensate che così facendo farete desistere l’avversario dal proprio range di mani. Quando arriva il momento propizio, non esitate a sfruttare “prepotentemente” il vostro stack e a mettere gli avversari alle strette.
  • Tenete sempre a mente la tipologia e la fase del torneo: considerate sempre come (e se) potete sfruttare un big stack in vostro favore, in base alla tipologia del torneo e alla fase di gioco. Se ad esempio partecipate a un evento “winner takes all”, essere i chip leader potrebbe incrementare le vostre chance di successo. Tuttavia, gli avversari saranno generalmente incentivati a prendersi più rischi per provare ad ampliare il proprio stack. Ne consegue che la scelta di uno stile di gioco più “loose” nelle vesti di chip leader potrebbe non essere la soluzione ideale per queste situazioni.
  • Tenete sempre a mente le tendenze degli avversari per poi adattarvi di conseguenza: se da una parte può valere la pena di seguire le strategie fin qui indicate nell’articolo, ricordate sempre di adattarvi allo stile di gioco degli avversari. Se essi ad esempio hanno un atteggiamento piuttosto “loose”, senza badare troppo ai risultati, almeno in apparenza, allora farete probabilmente meglio ad accantonare un approccio altrettanto loose nella posizione di chip leader.
chips on poker table

 

Domande Frequenti

È vantaggioso essere chip leader?
Sì, il big stack permette di esercitare pressione sugli avversari, soprattutto nelle fasi di bolla e in ICM.

Come dovrebbe giocare un chip leader?
Con un mix di disciplina nelle prime fasi e aggressione selettiva quando gli stack si riducono o quando i payout diventano rilevanti.

Qual è l’errore più comune dei chip leader?
Giocare troppe mani marginali o voler forzare spot che non portano valore nel lungo periodo.

Riassunto rapido

Il chip leader deve gestire il proprio vantaggio con disciplina nelle fasi iniziali, aggressività mirata in bolla e ICM, e adattamento costante ai range degli avversari.

In conclusione

Il nostro auspicio è che i consigli e le strategie da chip leader fin qui riportate vi siano d’aiuto per il prossimo torneo di poker.

In sintesi, non abbiate paura di essere più aggressivi nel ruolo di chip leader, ogniqualvolta si presenti la giusta situazione per avere la meglio sugli short stack.

Sfruttate le vostre fiches per mettere gli avversari alle strette, assumendo nei casi opportuni un atteggiamento aggressivo e spingendo infine i vostri rivali a foldare.

Soprattutto nelle fasi più avanzate, i furti di small blind possono fruttare grandi quantità di denaro (in termini di ICM)!

Buona fortuna ai tavoli da gioco!

December 18, 2021

Di Matthew Cluff

Matthew Cluff
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Matthew Cluff è un giocatore di poker specializzato nelle partite 6-Max No Limit Hold’em. Inoltre si occupa regolarmente di contenuti di poker online per vari siti.

Matthew Cluff
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Strategia per i tornei MTT - Guida in 10 passi:

1. Fasi iniziali

Nelle fasi iniziali di un torneo, identifica i giocatori deboli al tuo tavolo e prova a giocare qualche piatto con loro. In quanto a selezione iniziale di mani, è meglio evitare di rilanciare con mani facilmente dominabili come A-J, K-Q e K-J che possono cacciarti in un sacco di guai. Coppie basse e suited connector, invece, sono mani d’oro all’inizio, perché è molto più facile sapere come si è messi nella mano. Se fai tris con una coppia bassa, sai che il 95% delle volte avrai la mano migliore, e puoi quindi costruire al meglio il piatto.

2. Tieniti abbottonato

Prima delle ante non c’è bisogno di esagerare giocando troppe mani. Probabilmente è meglio passare mani come K-Q e A-J fuori posizione. Puoi ancora giocare mani come 6s-7s come bluff, stando però molto attento quando giochi mani speculative. Dipenderà soprattutto dalla grandezza del tuo stack: con più fiches puoi forzare un po’ di più.

3. No set, no bet

La grandezza degli stack è uno degli aspetti più importanti dei tornei MTT. Ad esempio, un sacco di persone sottovaluta le pocket pair con uno stack medio. La maggior parte dei tornei di poker online non hanno stack molto grandi. Se tu e chi ha compiuto il primo rilancio non avete grandi stack, probabilmente non riuscirai a giocare con profitto una coppia di Sette servita contro un raise in early position. Quello che le persone non capiscono con le coppie basse è che, per ottenere le implied odds devono fare tris, avere comunque la mano migliore (ad es. non giocare contro colore, scala o un tris più alto) e sperare che il loro avversario abbia una mano con cui voglia giocare. Ecco perché le coppie basse sono molto meglio all’inizio dei tornei quando nei piatti sono coinvolti più giocatori; quando fai tris probabilmente qualcun altro avrà una buona mano, ma più probabilmente, la seconda migliore mano.

4. Controrilancia

È risaputo che i giocatori di tornei multitavolo attaccano sia la ‘bolla del tavolo finale’ sia la bolla ‘in the money’. Il gioco in fase bolla è molto meno remunerativo di una volta a causa della natura super aggressiva dell’attuale modo di giocare a poker online. Esistono però delle strategie che consentono di avvantaggiarti della bolla (soprattutto nei tornei minori). Un ottimo modo poco trattato per attaccare la bolla consiste nel controrilanciare i giocatori che stanno rilanciando anche loro con un ampio range di mani, o di flat-callare in posizione e giocarsela in post-flop (cosa che funziona in modo speciale se deep-stacked).

5. Gioca d'anticipo

È ampiamente risaputo che per decidere se essere loose o tight a un determinato tavolo devi provare a giocare nel modo opposto rispetto al tavolo stesso: ad esempio tight a un tavolo loose e loose a un tavolo tight. Considera tuttavia altri fattori importanti, quali il rispetto dei rilanci dalle early position. Se vedi che i tuoi rilanci dalle early position vengono rispettati dal tavolo, puoi rilanciare sapendo che il più delle volte o otterrai le blind non chiamate, o dovrai soltanto affrontare qualcuno che ti flat-calla con la possibilità di batterlo al flop. In situazioni simili è possibile allentare un po’ in early position. Tale strategia ripaga solo se giochi bene in post-flop, dato che ovviamente dovrai giocare molti flop se vieni flat-callato spesso. È poi consigliata solo se non ci sono giocatori corti al tavolo, in quanto potrai vedere i loro all-in praticamente con ogni coppia di carte.

6. Velocità sul progetto

Il gioco postflop è comunque importante nei tornei MTT, anche se di solito non quanto nelle partite a soldi con giocatori con stack molto grandi. Prova a valutare i flop e a definire un range per i tuoi avversari. Puoi poi iniziare a pensare a quanto probabilmente potrebbero hittare al flop, ecc. Chiaramente, ciò ti aiuta a decidere se attuare una continuation bet o no. Prova inoltre a notare se un avversario gioca i suoi progetti velocemente o lentamente. Potrai così capire quando il progetto si chiude se ha soltanto visto la tua puntata al flop, perché sai già che giocherà i suoi progetti velocemente o viceversa. Se sai che li gioca lentamente, puoi farlo uscire puntando ancora quando esce una carta bassa o inutile.

7. Ama il tuo vicino

Le persone più importanti al tuo tavolo sono i tuoi vicini immediati. Questo perché ad ogni giro avrai probabilmente battaglie di bui e tra late position. Se riesci a leggere bene questi avversari, inizierai veramente a raccogliere fiches. Ad esempio, se al giocatore alla tua sinistra piace aprire molto in late position, ma non va anche lui all-in a meno che non abbia una mano premium, allora puoi controrilanciarlo in posizione senza carte buone e aggiudicarti un bel piatto per una buona percentuale delle volte. Oppure, se i giocatori alla tua sinistra hanno stack di approssimativamente 20 big blind (gli stack ideali per fare re-steal), e sono anche aggressivi, allora puoi risparmiarti un sacco di fiches non aprendo con un ampio range di mani in posizione.

8. Aumenta la pressione

Una caratteristica marcata di molti giocatori online è la loro abilità a entrare nella testa degli avversari e costringerli a commettere errori. Per farlo, si deve mettere il proprio avversario sotto pressione costante, ad esempio sottraendogli molti piatti minori senza buone carte o rilanciando le loro puntate senza punti in mano ai flop con un board dry, come un flop A-8-2 rainbow. Il vero trucco sta nel capire quando ne hanno avuto abbastanza, quindi scegliere una mano e riuscire a tenerla... È una cosa che non si può insegnare!

9. Cambia marcia

Se a un tavolo finale c’è un giocatore con uno stack molto più piccolo degli altri, allora puoi fare pressione suoi tuoi avversari. Infatti cercheranno tutti di vincere più soldi aspettando che lo stack minore faccia bancarotta, piuttosto che rilanciarti senza carte buone. Una volta eliminato lo stack più basso, i giocatori saranno più disposti a scommettere; a questo punto dovresti cambiare marcia e ‘rallentare’, dato che la tua immagine sarà loose. I migliori giocatori MTT riescono a cambiare marcia in continuazione senza nessuna difficoltà.

10. Gioca per vincere

Cerca di non guardare i premi di un torneo in quanto potrebbero offuscare la tua capacità di giudizio e influenzare le tue decisioni. Gioca sempre per vincere e segui il tuo istinto. Potrai sembrare sciocco, ma se non commetti errori grossolani allora non stai tentando abbastanza mosse vincenti e gli altri giocatori ti considereranno banale e prevedibile. Saperti capace di qualsiasi cosa, ti renderà un giocatore molto più difficile agli occhi dei tuoi avversari, molti dei quali non sono bravi ad adattarsi a un buon gioco aggressivo e verranno messi sotto mentre aspettano i loro Assi, o andranno a sbattere contro la mano monster di un avversario.

December 18, 2021

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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