Sia che vi affacciate per la prima volta ai cash game o che siate dei professionisti navigati, tenete sempre a mente i nostri 12 consigli per massimizzare le vostre vincite al tavolo da gioco!

I NOSTRI 12 CONSIGLI STRATEGICI PER I CASH GAME:

CONSIGLIO N. 1: SCEGLIETE BENE IL TAVOLO A CUI SEDERVI

I tavoli migliori a cui sedersi saranno quelli con il maggior numero possibile di giocatori perdenti. Pensateci! Da dove provengono le vincite conquistate nel lungo periodo? Dai giocatori più bravi oppure da quelli più scarsi di voi?

Ovviamente da quelli peggiori, in particolare da quelli che tendono a perdere grandi somme (l’ideale è un giocatore che regali 50bb/100 mani, ma potrete trarre guadagno da qualsiasi giocatore perdente a prescindere dal livello). 

Nei cash game è possibile lasciare il tavolo in ogni momento. Se quindi vi ritrovate dinanzi a uno stuolo di reg o vi accorgete che ci sono pochi fish da spremere, alzatevi e trovate un tavolo più redditizio.

Sia negli incontri live che online, a man mano che aumenta la rake i migliori giocatori riusciranno a mantenere un bilancio positivo, mentre i meno esperti finiranno per andare in pareggio o in negativo.

Non rimanete passivi!

Cercate sempre il tavolo più redditizio e andate a caccia dei fish in modo da mantenere un margine di profitto positivo.

Cash tables with fishes and sharks

 

CONSIGLIO N. 2: GESTITE A DOVERE IL VOSTRO BANKROLL

Le partite di poker possono essere influenzate da una forte varianza. Per poter far fronte a queste oscillazioni è fondamentale gestire a dovere il proprio bankroll per assicurarsi di non andare mai in rosso (quanto detto vale soprattutto per il No Limit Hold’em, in cui l’intera somma delle proprie fiches può finire al centro del piatto da un momento all’altro).

Se siete dei giocatori occasionali, tenetevi un minimo di 20 buy-in a prescindere dagli stakes dell’incontro. Se partecipate ad esempio a una partita online con bui a $0,10/$0,25 e un buy-in di 25$, dovreste avere un bankroll di almeno 500$ per poter giocare con tali stakes.

Se siete invece dei professionisti, è consigliabile avere un bankroll pari a circa 100 buy-in rispetto agli stakes dei vostri incontri, oltre a una somma di denaro sufficiente ad affrontare le spese quotidiane per sei mesi (ad esempio per giocare con bui di $2/$5 (500$ di buy-in x 100) + (2000$ di spese mensili x 6 mesi) = 62.000$ di bankroll).

Avere un bankroll all’altezza vi consentirà anche di giocare al meglio delle vostre possibilità e di prendere dei rischi che altrimenti evitereste. Potreste ad esempio optare per un call se sospettate che l’avversario stia bluffando; se invece siete alle strette col bankroll, potreste finire per avere qualche dubbio e passare la mano per paura di perdere i soldi qualora l’avversario abbia una mano di valore.

Allo stesso modo, se giocate con stakes al di fuori della vostra portata, potreste finire per rinunciare a giocare in modo aggressivo con puntate e rilanci (laddove un tale atteggiamento sarebbe invece consigliabile) per la sola paura di perdere troppe fiches. In sostanza, avere un bankroll adeguato farà la differenza tra il giocare in modo solido o timoroso.

Follow Proper Bankroll Management

Occorre inoltre ricordare l’importanza di non andare in cerca di guai giocando con stakes superiori alle proprie possibilità. Non ci sono scorciatoie nel poker: il successo si costruisce con un bilancio positivo nel lungo periodo.

I guadagni arriveranno dai risultati positivi ottenuti con i giusti stakes: non potete invece far affidamento su un paio di sessioni vincenti ad alti stakes per recuperare le costanti perdite subite negli incontri a stakes bassi o medi.

Scegliete quindi gli stakes adatti al vostro bankroll e aumentate gradualmente il livello.

CONSIGLIO N. 3: IMPARATE I RANGE PRE-FLOP IN BASE ALLA POSIZIONE

Spesso si dice che la posizione sia tutto nel poker: si tratta certamente di una giusta considerazione visto che, quando si è in posizione rispetto ai propri avversari, in ogni giro di scommesse post-flop sarà sempre possibile vedere le loro mosse prima del proprio turno.

Una tale situazione vi permette di avere preziose informazioni extra prima di dover fare una mossa. Vi consente inoltre di mettere sotto grande pressione gli avversari, portandoli a commettere più errori fuori posizione.

Di conseguenza, giocare una mano in posizione vi garantirà un maggior guadagno. Migliore sarà la vostra posizione in una mano, più ampio sarà il range con cui potrete rimanere in gioco (effettuando voi stessi la puntata d’apertura o un call/3-bet contro l’avversario in questione).

Più lontani siete dal button, più dovrete restringere il vostro range di mani per compensare la posizione sfavorevole (dal momento che dovrete formare mani più forti per poter generare un profitto fuori posizione).

  • Esempio 1: se siete UTG (fuori posizione) a un tavolo con sei giocatori, in genere vi conviene aprire col 15% delle mani circa.
  • Esempio 2: dal button (in posizione) potreste riuscire ad aprire con successo col 35-50% delle mani, a seconda delle inclinazioni degli avversari rimasti in gioco in posizione di buio.
Cash Game Poker Tips image 2

 

Molti siti internet offrono gratuitamente delle tabelle sui range pre-flop, che vi permetteranno di capire quali mani giocare a seconda della posizione occupata al tavolo.

Usate queste tabelle per comprendere i principi fondamentali sulle mani pre-flop e, una volta presa maggior confidenza, modificate leggermente i vostri range in base alle inclinazioni degli avversari.

CONSIGLIO N. 4: BLUFFATE, MA SENZA ESAGERARE

Se non bluffate mai, gli avversari folderanno ogniqualvolta seguirete un approccio aggressivo, poiché saranno sicuri che avete una buona mano nel caso puntiate o rilanciate. Al contrario, se bluffate troppo spesso, gli avversari potranno vedere le vostre puntate con value hand più deboli per exploitare questa vostra inclinazione. Il bluff assume così un valore cruciale, ma solo se eseguito nella giusta misura a seconda della situazione.

Quando si parla di range “equilibrato” ci si riferisce al fatto di avere un numero di bluff proporzionato alle mani di valore. Se ad esempio sul river effettuate una puntata pari a metà del pot, l’avversario avrà una quota di 3:1 sul call.

Per non essere exploitati dovreste teoricamente bluffare il 25% delle volte in una tale situazione.

Se disponete di 30 combinazioni di value hand, sarà opportuno bluffare con 10 combo di mani selezionate attentamente. 

Tra le migliori mani con cui bluffare in genere ci sono anche le carte più deboli del vostro range e/o quelle che fungono da blocker nei confronti del range avversario. Ammettiamo ad esempio che il flop sia costituito da J-9-3 con due cuori.

Sul turn viene pescato un 6, mentre sul river esce un 2, che impedisce il completamento del colore. Alcune mani come T-8 e Q-T rappresentano in questo caso degli ottimi bluff per un triple barrel, in particolare se non comprendono alcuna carta di cuori.

L’ideale sarebbe se l’avversario avesse nel proprio range più combinazioni di progetti per formare un colore con i cuori, cosicché possiate spingerlo a foldare più spesso. Anche la mano K-Q potrebbe rappresentare una buona chance di bluff nel caso seguiate la strada del triple barrel, dal momento che blocca alcune combinazioni di K-J e Q-J con cui l’avversario potrebbe decidere di fare call.

CONSIGLIO N. 5: SIATE AGGRESSIVI

BE AGGRESSIVE

L’aggressività (tramite scommesse e rilanci) si rivela in genere un atteggiamento redditizio nel poker poiché vi offre due possibilità di vincere:

  • Potete indurre l’avversario a foldare dinanzi alla vostra aggressività, conquistando così il pot senza arrivare allo showdown.
  • Potete semplicemente avere la miglior mano allo showdown.

Adottando invece un atteggiamento passivo con check e call, potete vincere solo nella seconda maniera: avendo la miglior mano.

I giocatori di maggior successo hanno quindi una spiccata propensione per aggredire al momento giusto. Tale strategia comprende un maggior utilizzo delle 3-bet (invece che un semplice call su un’apertura avversaria), delle continuation bet (o c-bet) e dei double barrel in presenza di buone carte.

Questi giocatori non disdegnano neppure qualche check-raise o donk bet (al posto di un utilizzo prevalente dei check-call) quando sono fuori posizione. 

CONSIGLIO N. 6: SCEGLIETE IL GIUSTO IMPORTO PER LA SCOMMESSA

L’importo delle scommesse ha certamente un grande impatto sul tasso di vincita.

In base all’importo che scegliete, avete la possibilità di:

  • massimizzare il vostro EV
  • minimizzare le vostre perdite
  • manipolare il range di continuazione dell’avversario
  • controllare il vostro valore ideale per il tasso di bluff

Ammettiamo che sfidiate un avversario che fa call a prescindere dall’importo della vostra puntata. Se fate una value bet, vi conviene sempre aumentare l’importo per massimizzare la vincita.

Maggiori saranno le probabilità di perdere la mano, minore dovrà essere la somma che puntate.

In teoria, il vostro range di scommessa dovrebbe avere un numero di value hand superiore ai bluff (vale invece il contrario in caso di scommesse dall’importo maggiore).

I giocatori scaltri fanno quindi call con un range di mani più ampio dinanzi alle puntate più modeste; al contrario restringono il proprio range contro le puntate più sostanziose. In base a queste informazioni, potrete talvolta manipolare il range di continuazione di un avversario più bravo.

Allargate il range dell’avversario con piccole scommesse sul flop/turn: a quel punto potrebbe decidere di foldare in risposta alla vostra puntata con bluff sul river. 

CONSIGLIO N. 7: RAGIONATE SUL RANGE DELL’AVVERSARIO

Put Your Opponent(S) On Ranges

Questo consiglio può avere due implicazioni:

  1. Non potete far semplicemente affidamento sulla forza della vostra mano senza considerare quella dell’avversario.
  2. NON attribuite una specifica mano ai vostri avversari: così facendo finirete spesso per trarre conclusioni sbagliate sulla mossa da effettuare, rischiando seriamente di commettere errori madornali.

Quando ragionate in termini di range, ampliate la vostra visione per avere un quadro più completo. Di conseguenza potrete stabilire la miglior giocata da effettuare contro tutte le potenziali mani dell’avversario, riuscendo così a massimizzare il vostro EV.

SCEGLIETE LE PARTITE CHE VI DANNO UN VANTAGGIO

Consideriamo un ipotetico tavolo composto da soli giocatori di pari bravura: nel lungo periodo ne beneficerebbe solo la rake, mentre nel breve periodo assisteremmo alle vincite di alcuni giocatori e alle perdite di altri.

È però fondamentale pensare alla provenienza dei propri guadagni a lungo termine (soprattutto se si considera anche la rake).

I vostri guadagni arriveranno dai giocatori PIÙ DEBOLI!

Ammettiamo che il casinò riscuota una rake media di 40bb/100 mani. Per cui, se volete generare un profitto, avrete bisogno che ci sia almeno un giocatore che subisca maggiori perdite.

Qualsiasi perdita che ecceda la rake non finirà direttamente nelle vostre mani: tale somma verrà infatti distribuita fra tutti gli altri giocatori vincenti al tavolo.

Ipotizziamo quindi che ci siano cinque giocatori vincenti e uno che perde in media 50bb/100 mani. Al netto della rake, rimarranno solo 10bb/100 per i giocatori vincenti, ognuno dei quali genererà un profitto di soli 2bb/100.

Potete così notare l’importanza di partecipare a un incontro che non includa solo un paio di piccoli fish, ma che idealmente registri la partecipazione di diversi giocatori dal bilancio nettamente negativo. Quest’ultimo scenario vi permetterebbe di coprire la rake e di generare al contempo un importante guadagno (condiviso con gli altri giocatori vincenti). 

CONSIGLIO N. 9: CONOSCETE I VOSTRI PUNTI DEBOLI

Nel poker è fondamentale fare un’analisi di sé stessi di tanto in tanto. Considerate quali aspetti del vostro gioco potete o dovreste migliorare.

Alcuni giocatori tendono a fare sempre gli stessi errori e si chiedono come mai non vincono.

Einstein una volta disse: “Follia è fare sempre le stesse cose aspettandosi risultati diversi”.

È difficile migliorare il proprio livello di gioco senza conoscere le proprie debolezze: la parola chiave è “autoconsapevolezza”.

Focalizzatevi sulle vostre lacune facendo leva su un’autoanalisi o sull’aiuto di un coach. A quel punto potrete cominciare a correggere il vostro atteggiamento per vincere con maggiore costanza.

Ammettiamo che vi rendiate conto di essere propensi a tiltare: potrete proporvi di prendervi una pausa o abbandonare una partita in cui sentite di star andando in tilt. In alternativa potrete prefiggervi un limite di perdite da non superare, in modo da contenere i danni.

Tali accorgimenti vi aiuteranno a minimizzare le perdite e ad alzare il vostro livello di gioco, oltre che a rendervi più chiaro l’impatto negativo che le vostre lacune hanno sul tasso di vincita.

Infine, la conoscenza delle proprie debolezze permette di apportare i giusti miglioramenti e innalzare significativamente il proprio livello di abilità. 

CONSIGLIO N. 10: NON FATEVI GUIDARE DALLE EMOZIONI

Cash Game Poker Tip 10: Don’t Play Emotionally

I migliori giocatori fanno le proprie scelte in modo logico e razionale, mentre i perdenti (in particolare quelli propensi al tilt) prendono spesso decisioni affrettate, facendosi prendere dalla disperazione o dall’emozione.

Alcuni giocano in modo scriteriato e tendono a fare ripetutamente call nel tentativo di completare un determinato progetto. Talvolta adottano questo atteggiamento pur senza avere le giuste pot odds, ma affidandosi alla flebile speranza di formare una buona mano! Nutrono così l’illusione di potersi aggiudicare un ricco pot.

Implementando la giusta dose di razionalità, i giocatori solidi sono invece in grado di capire se hanno il giusto prezzo per fare un call, prendendo poi le decisioni più redditizie

Ammettiamo che incassiate delle perdite pur giocando in modo logico: potrete comunque migliorare le vostre mosse facendo leva sulla giusta motivazione e sulle decisioni corrette per un EV positivo.

Fate un confronto con i giocatori che si fanno prendere dall’emotività: essi in genere prendono decisioni poco ponderate, che li portano a subire evidenti perdite economiche. 

CONSIGLIO N. 11: EVITATE LE DISTRAZIONI

Cash Game Poker Tip 11: Avoid Distractions

Per giocare al meglio delle vostre possibilità, dovreste prestare la massima attenzione alla partita in corso: si tratta di un consiglio ancora più importante se giocate dal vivo.

In genere vi vengono distribuite solo 25-30 mani all’ora, il che significa che potreste arrivare a giocare appena 4-5 post-flop nello stesso lasso temporale.

Molte delle informazioni sugli avversari le potete ricavare dalle mani in cui non siete direttamente coinvolti.

È perciò fondamentale che riserviate alla partita tutta l’attenzione che merita.

  • Spegnete il telefono
  • Spegnete la televisione
  • Non fatevi distrarre da altre attività

Questi tre consigli vi permetteranno di raccogliere più informazioni possibili sull’avversario, il che vi permetterà di trarne maggior profitto!

CONSIGLIO N. 12: ADATTATEVI ALL’AVVERSARIO

A quasi tutti i livelli di stakes (tranne forse gli stakes più alti) i giocatori presentano certe inclinazioni che possono essere exploitate. Molti non seguono la teoria del gioco ottimale (GTO) con strategie equilibrate. Provate a decifrare le debolezze dell’avversario, così da poterne trarre il massimo vantaggio.

Se un giocatore vede sempre le vostre puntate con un ampio range di mani, non avventatevi in un bluff. Qualora invece affrontiate un avversario passivo che fa call solo se ha un progetto, ma poi rilancia, potrebbe essere arrivato il momento di forzare un fold con la vostra overpair.

RIEPILOGO SUI CONSIGLI PER I CASH GAME

Riassumendo tutto in un unico consiglio, ricordatevi sempre di andare alla ricerca dei giocatori più deboli (idealmente quelli che subiscono grandi perdite, ma nella peggiore delle ipotesi devono comunque essere meno bravi di voi). È questo lo scenario che vi garantirà i maggiori margini di guadagno.

Dopo aver trovato il giusto tavolo, attivatevi subito per individuare rapidamente le debolezze dell’avversario e poterle exploitare.

Continuate inoltre a studiare e applicare le strategie vincenti fondamentali (come l’utilizzo di un approccio aggressivo) e provate sempre ad avere almeno qualche mano nel vostro range con cui bluffare.

Seguendo questi consigli sui cash game sarete sulla buona strada verso il successo.

May 29, 2022

Di Matthew Cluff

Matthew Cluff
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Matthew Cluff è un giocatore di poker specializzato nelle partite 6-Max No Limit Hold’em. Inoltre si occupa regolarmente di contenuti di poker online per vari siti.

Matthew Cluff
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Dividere un piatto significa semplicemente dividere le fiches tra i vincitori, di solito al river. Le fiches nel piatto vengono assegnate ai giocatori vincenti che stanno partecipando ancora alla mano.

Nel poker, per ogni vincitore deve esserci un perdente. Ma con le varianti split poker può esserci più di un vincitore. Scopriamo come.

Indice

Vincitori e perdenti negli split pot

Il poker è un gioco a somma zero: per ogni vincitore deve esserci un perdente. Ma può esserci più di un vincitore, in particolare nelle varianti e nelle situazioni split pot.

Pensate ad esempio a una partita di No-Limit Texas Hold’em in cui avete una scala all’asso. Nel board non ci sono coppie e non ci sono possibilità di colore, per cui avete il nut.

Allo showdown scoprite che l’avversario ha la vostra stessa mano e dovete quindi dividere il piatto: andrete cioè in pareggio, o magari guadagnerete anche qualcosina nel caso alla fine siano rimasti più giocatori.

Quando i re sono i kicker!

Spesso gli split pot si decidono con i kicker, cioè le carte di una mano di poker che non ne determinano il valore ma che si calcolano per evitare pareggi tra mani dello stesso valore.

Ecco un valido esempio in cui entrambi i giocatori hanno la stessa doppia coppia, in cui però la quinta carta (il kicker) fa la differenza.

Giocatore A: 10x8x
Giocatore B: 10x9x
Board: 10x6x6x2xAx4x

Mano giocatore A:10x10x6x6x8x
Mano giocatore B: 10x10x6x6x9x

Ecco un esempio in cui il kicker si trova nel board e porta a uno split pot:

Giocatore A: 10x8x
Giocatore B: 10x9x
Board: 10x6x6x2xAx

Mano giocatore A:10x10x6x6xAx
Mano giocatore B: 10x10x6x6xAx

pair of Aces on one side with a boot (kicker) to the right of the Aces kicking a second pair of Aces on the other sideUna coppia d’assi va bene a meno che il vostro avversario non abbia un kicker migliore

Assegnare le fiches in eccesso

Spesso un piatto non può essere diviso in parti uguali. Potrebbe avanzare una fiche (o due in caso di tre giocatori): viene scelta sempre quella dal valore più basso e ci sono regole su come assegnarla.

In una partita high-low come Omaha Hi-Lo Eight or Better, la fiche va sempre alla mano alta.

Negli altri casi, molte sale assegnano la fiche avanzante al giocatore più vicino alla sinistra del dealer, mentre altre la daranno a chi ha la mano con la singola carta più alta e useranno addirittura i semi in quest’ordine:

  • picche♠, valore massimo
  • quindi cuori♥
  • poi quadri♦
  • e infine fiori♣

L’arte del chop

Chop è sinonimo di split.

Chop it up” è un modo di dire comune nei circoli di poker e lo sentirete ogni volta che un piatto viene diviso perché due giocatori hanno concluso una mano in parità.

Ma si può usare anche in altri due contesti.

  1. Chop con i blind
    Nei cash game i giocatori possono fare chop con i blind. Succede quando tutti foldano e il giocatore in small blind può chiedere al big blind se vuole fare chop.

    Se il big blind risponde di , riprendono entrambi i propri blind e si passa alla mano successiva. È una pratica comune per evitare di alimentare la rake, ma non è permessa nei tornei.
     
  2. Chop durante un torneo
    Al tavolo finale di un torneo potrebbe capitarvi di sentire qualcuno chiedere, “Vuoi fare chop?”, riferendosi in questo caso al restante montepremi da dividersi tra i giocatori ancora in partita.

    La divisione può essere equa, ma di solito si esegue in base agli stack di fiches dei giocatori rimanenti. È una pratica consentita nella gran parte delle sale.

Tutti i giocatori ancora in gioco nel torneo devono essere d’accordo.

3 players at a table with the words “1/3” above each of their heads.I chop possono essere di pari importo o dipendere dagli stack di fiches

Varianti di split poker

L’elenco delle varianti di poker split pot è lungo. La più illustre è Omaha Hi-Lo Eight or Better.

Spesso i piatti sono divisi tra la migliore mano alta e la migliore mano bassa, anche se può capitare che lo stesso giocatore le abbia entrambe come nel caso di scala A-2-3-4-5 e si aggiudichi l’intero piatto.

Altre versioni split spot sono il:

In queste varianti i giocatori concorrono generalmente per metà del piatto.

Occorre quindi cambiare i calcoli, dato che il costo delle puntate e il prezzo per vedere sono in costante mutamento.

Nei giochi split pot, il buon senso impone di non giocare mani che hanno soltanto la probabilità di vincere metà del piatto e di giocare invece le mani che aumentano la probabilità di vincere l’intero piatto.

Conclusione

Quando vi trovate in una situazione di split pot dovreste riflettere sulle seguenti cose:

Gli split pot potrebbero essere una situazione favorevole a tutti in un gioco dove di solito al river c’è un perdente.

Ricordate che i kicker deboli possono farvi perdere un piatto al river. Assicuratevi di avere un kicker forte e sarete voi a battere l’avversario al river!

Non confondetevi con gli split pot nei casinò. In un chop al river capita che qualcuno guadagni qualcosa in meno per quella fiche avanzante dal valore più basso.

Il termine chop si usa anche per indicare situazioni di buio contro buio prima del flop nelle partite dal vivo. Entrambi i blind possono accordarsi per recuperare le proprie puntate senza giocare la mano.

Si parla di chop anche nei tornei, quando i giocatori possono mettersi d’accordo per fare chop up con il montepremi rimanente.

Alcune varianti di poker si basano sullo split pot. In Omaha 8 or Better sono due i piatti da vincere al river: high e low, e magari li vincerete entrambi!

May 27, 2022

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

Chad Holloway
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L'etichetta tratta ogni aspetto del poker con una gran varietà di cose da fare e non fare. Questo articolo ha lo scopo di fornire una guida completa sul modo opportuno e corretto di comportarsi al tavolo per essere sicuri di rispettare la giusta etichetta.

NORME DI BASE COMUNI

 

  • Agire in fretta: anche se è comprensibile prendersi del tempo per ragionare durante le street avanzate o quando il piatto è relativamente grande, non rallentate inutilmente il gioco:

    • Non fate “hollywooding” negli heads-up quando è chiaro che dovete passare.
    • Non guardate la televisione durante una mano: state attenti al gioco.
    • Non parlate con la cameriera, con un altro giocatore o con il dealer rallentando inutilmente l’azione quando è il vostro turno.
    • Non usate il telefono durante una mano (in alcuni casinò è comunque proibito).
    • Non fate troppe cose alla volta (ad es. farvi massaggiare, pranzare e giocare a poker).
  • Stare attenti: simile al punto precedente (l’attenzione contribuirà alla fluidità e alla velocità del gioco), con alcune ulteriori precisazioni:
    • Stare attenti: anche se è diventato comune ascoltare musica mentre si gioca, non usate entrambi gli auricolari né un volume tale da impedirvi di sentire gli altri giocatori o il dealer. Potreste rallentare inutilmente il gioco facendovi ripetere le cose, oltre a perdervi informazioni fondamentali dai vostri avversari che vi aiuterebbero a decidere meglio.
    • Assicurarsi sempre di “giocare a turno”: questo fattore è importante durante una mano perché potrebbe influenzare l’azione di altri giocatori che avrebbe potuto essere diversa. Può anche capitare accidentalmente ed è comprensibile, ma agire ripetutamente e intenzionalmente fuori turno è angle shooting, e può comportare l’espulsione.
  • Dimostrare rispetto: per mantenere un’atmosfera positiva al tavolo, fate in modo di essere sempre educati e di mostrare rispetto verso gli altri.
    • Non rimproverate agli altri il loro gioco né dite cosa avreste fatto al loro posto.
      • Oltre a infastidire il vostro avversario, potreste involontariamente svelare il vero livello della vostra abilità (che dovreste mantenere nascosto).
    • Non date in escandescenza dopo una bad beat.
      • Farà solo capire ai vostri avversari che probabilmente tenderete a tiltare nelle mani successive, cosa di cui potrebbero avvantaggiarsi.
    • Non siate scortesi o cattivi.
    • Non sfogatevi sul dealer per una brutta mano offendendolo o lanciandogli contro le carte.
    • Non imbrattate il tavolo né rovinate/stropicciate le carte.
    • Non imprecate.
  • Non iniziare discussioni che non risolvono niente: in sintonia con il rispetto di cui sopra, se proprio siete in disaccordo con un altro giocatore chiamate il floorman (dal vivo) o inviate un’e-mail al team di supporto (online) affinché vi aiutino a risolvere il problema.
  • In ogni caso, se state per accusare un altro giocatore di barare, andare contro le regole o non seguire la corretta etichetta, siate al 100% sicuri che abbia fatto qualcosa di sbagliato prima di esporre il problema ai responsabili.
  • Non disturbare inutilmente gli altri (soprattutto chi sta ancora giocando la mano): i principianti non vorranno comunque rappresentare un fastidio al tavolo da gioco.
  • Quindi non:
    • Parlate a voce troppo alta.
    • Parlate troppo.
    • Ascoltate musica a volume troppo alto.
    • Rispondete al telefono se siete seduti al tavolo (se proprio dovete, giratevi dall’altra parte o allontanatevi).

Rispondete al telefono se siete seduti al tavolo (se proprio dovete, giratevi dall’altra parte o allontanatevi)

N.B.: se invece siete voi a essere seduti accanto a qualcuno troppo vivace per i vostri gusti, portatevi un paio di auricolari per non sentirvi obbligati a chiacchierare e per ignorarlo educatamente.

  • Non fare o dire niente che possa influenzare l’azione di una mano a cui non si partecipa più:
    • Non dite quali erano le vostre carte.
    • Non scoprite le carte quando foldate né fatele vedere a un altro giocatore prima di passare.
    • Non reagite a parole o a gesti a una mano ancora in corso.
    • Non discutete la mano ancora in corso con un altro giocatore.
    • Non fate annunci sulla mano in corso (ad es. “C’è una scala nel board!” o “Ecco il colore!”).
  • Non fare angle shooting: si definisce angle shooting l’impiego di tattiche scorrette e intenzionalmente ingannatrici per approfittarsi degli avversari. Tra i più diffusi angle shooting da evitare ci sono:
    • Partecipare attivamente a un piatto con molti giocatori e parlare con uno di essi sulla forza della sua mano o di come dovrebbe giocare.
    • Essere intenzionalmente poco chiari sull’azione che intraprenderete quando è il vostro turno.
    • Travisare intenzionalmente la vostra mano o la vostra azione (ad es. dicendo che avete colore quando non è così o usare “per sbaglio” una fiche di valore maggiore per quella che “doveva” essere una puntata bassa.
  • Non fare “hit and run”: Appena o poco dopo aver vinto un grande piatto ai danni di un altro giocatore non scappate via con le fiches per andare a un altro tavolo o smettere di giocare.
Poker Etiquette 2
  • Vincere con gentilezza:
    • Non esagerate nel festeggiare una vittoria.
    • Non aggiungete al danno la beffa criticando il gioco dell’avversario quando vincete. Già sarà abbattuto per la sconfitta.
    • È invece perfettamente accettabile dare una mancia al dealer e impilare con calma le fiches.
  • Perdere con gentilezza:
    • Non lamentatevi se siete voi a subire una brutta sconfitta o un cooler.
    • Non criticate il gioco degli altri quando perdete.
    • Non imprecate, sbattete le mani sul tavolo o buttate le carte contro il dealer o un altro giocatore.
    • Potete invece dire “bella mano” dopo avere perso il piatto a favore di un altro giocatore.

ETICHETTA AL TAVOLO DEL CASINÒ

  • Puntare/agire con chiarezza: a volte, quando puntate una certa quantità di fiches le vostre intenzioni potrebbero apparire ambigue sia nell’azione sia nell’ammontare delle puntate. Nel dubbio, dichiarate sempre in anticipo le vostre azioni a parole (linee guida più specifiche per una corretta etichetta su puntate, rilanci, fold, mucking, ecc. seguiranno in questo articolo).
  • Rendere facilmente identificabile il valore del proprio stack di fiches:
    • Non nascondete completamente il vostro stack con le mani.
    • Sentitevi liberi di chiedere l’ammontare dello stack di ogni giocatore se non riuscite a vedere tutte le fiches.
    • Se lo chiedono a voi, spostate le mani per mostrare le fiches e/o dichiarate la quantità approssimativa che avevate all’inizio della mano.
    • Ordinate le fiches in pile di facile lettura affinché tanto voi quanto i vostri avversari possiate stimare rapidamente quanto avete (ad es. 20 fiches in ogni pila).
    • Tenete il vostro stack e le carte nel vostro spazio.
      • Evitate così di confondere le vostre fiches con quelle di altri giocatori rispettando il loro spazio di gioco.
    • Non aggiungete fiches al vostro stack durante una mano (e assicuratevi che i vostri rebuy e top-up rispettino i minimi e i massimi della sala).
    • Non prendete mai delle fiches dal tavolo per ridurre l’ammontare complessivo del vostro stack (indipendentemente dal fatto che stiate giocando o meno una mano).
  • Dare mance al dealer e al personale: dopo aver vinto un buon piatto o quando i camerieri vi servono un drink o un pasto è prassi dare la mancia. Ecco qualche considerazione riguardo alla frequenza e all’ammontare delle mance per i dealer:
    • Tenete conto della rake e del vostro tasso di vincita.
    • Alcuni giocatori danno la stessa mancia (ad es. $1) ogni mano che vincono. Altri danno mance meno spesso ma le aumentano a seconda del piatto che vincono.
      • Mance da $1-$2 sono generalmente benvenute.
    • Un ammontare classico di mancia per un bad beat jackpot potrebbe essere di circa l’1-2%.
    • Se siete in dubbio, imitate quello che fanno i giocatori abituali e/o più bravi seduti al vostro tavolo.
  • Proteggere le proprie carte:
    • Usate una protezione delle carte per evitare che il dealer le metta per sbaglio nel mucchio.
    • Lasciate sempre le carte sul tavolo.
    • Proteggete bene le carte quando le guardate per evitare che altri le vedano.
    • Assicuratevi che le carte siano bene in vista davanti a voi se state ancora giocando la mano.
      • Non fate pensare agli altri che non stiate giocando la mano nascondendo le vostre carte.
      • Non invadete lo spazio di un altro giocatore con le carte.
    • Non mostrate mai le carte a un altro giocatore durante una mano anche se non sta più giocando, in quanto potrebbe informare i vostri avversari sulla forza della vostra mano con tell fisici oppure anche a parole.
  • Curare la propria igiene:
    • Per rispetto degli altri, usate deodorante e siate puliti.
      • A volte il cattivo odore derivante da scarsa igiene può provocare l’allontanamento da una sala o una penalità (se si gioca un torneo).

ETICHETTA A CASA / SERATA DI POKER

L‘etichetta del poker per il casinò vale anche per le partite casalinghe, ma essendo di solito il livello più dilettantistico e mancando il floorman, in caso di eventuali discussioni è sempre meglio ricordare il galateo pokeristico prima di giocare, in particolare la chiarezza sulle intenzioni di gioco.

Un possibile strappo all’etichetta nelle partite casalinghe riguarda le “string bet” in cui un giocatore esegue una puntata e un rilancio mettendo fiches nel piatto in più movimenti. Una string bet potrebbe essere eseguita anche verbalmente, come si vede in molti film di Hollywood quando un giocatore dice, “Vedo i tuoi $50 e rilancio di altri $50”. Da regolamento, solo la prima azione (call) è valida nel giro di puntate.

ETICHETTA NEL POKER ONLINE

Anche se si è dietro lo schermo di un computer non significa che l’etichetta non valga. Ciò detto, pur non essendo applicabili online molti esempi riguardanti il poker dal vivo, bisogna seguire alcune integrazioni e piccole variazioni:

  • La chatbox:
    • Non scrivete in maiuscolo: potreste sembrare costantemente arrabbiati, oltre a essere fastidiosi e distrarre gli altri giocatori.
    • Non esagerate nell’uso della chatbox se siete spettatori: limitate al minimo gli interventi nella chatbox per non disturbare i giocatori.
    • Non esprimete le vostre emozioni: come nel poker dal vivo, non esprimete la vostra rabbia e/o il vostro stato di tilt e non criticate altri giocatori per le loro azioni.
    • Non svelate quali erano le vostre carte durante una mano.
    • Non fate commenti sulla mano mentre siete in gioco o dopo un fold.
    • Potete congratularvi con gli avversari dopo una mano in cui vi hanno battuto: spesso i giocatori scrivono “nh” (che significa “nice hand”) dopo aver perso un piatto.
    • Potete mettere il muto agli avversari fastidiosi: se i vostri avversari sono maleducati, vi distraggono o vi infastidiscono, molte poker room vi permettono di mettere in ‘mute’ gli avversari o di disattivare del tutto la chat.
  • Altro:
    • Non rallentate troppo e intenzionalmente il gioco: solo perché esiste una time bank e un limite di tempo massimo per ogni azione non vuol dire che dovete approfittarne impiegando sempre più tempo del necessario. Se state facendo troppo multi-tabling può essere comprensibile, ma se state giocando a stakes più alti, dovete equilibrare i vostri bluff e le value hand cercando di impiegare lo stesso tempo per ogni mossa. Inoltre, nei casi in cui sapete che state per passare e/o in cui potete agire velocemente, fatelo! Contribuirete al buon ritmo del gioco e alla felicità degli altri giocatori.

ETICHETTA NEI TORNEI

  • Non concordare verbalmente di fare check down quando un terzo giocatore o molti giocatori sono all-in: è una situazione che può verificarsi anche nelle partite a soldi, ma capita più spesso nei tornei. Se in questa situazione i giocatori rimanenti fanno check-down senza annunciarlo precedentemente, la cosa è perfettamente accettabile e anche diffusa. Tuttavia, mettersi appositamente d’accordo è considerato una forma di collusione, cioè barare, ed è quindi proibito.
  • Se vincete, ricordatevi di lasciare una mancia: alcuni casinò prevedono in anticipo delle mance per i dealer nella quota d’iscrizione. In altri luoghi è normalmente previsto che i vincitori lascino una mancia. Informatevi sulle consuetudini del posto in cui giocate.

ETICHETTA NELLE PARTITE A SOLDI

Le partite a soldi seguono le linee guida precedentemente esposte. Ribadiamo comunque di lasciare una mancia al dealer (soprattutto dopo aver vinto un piatto medio-alto).

ETICHETTA A LAS VEGAS

Quando si parla di poker, Las Vegas è proprio come qualsiasi altra città in fatto di etichetta. Probabilmente incontrerete una comunità di giocatori molto più internazionale rispetto ad altre sale gioco, dato che molti sono lì in vacanza o si sono traferiti temporaneamente da un altro paese.

Se frequentate regolarmente le sale da gioco quando siete a Las Vegas, siate particolarmente cordiali con i turisti dato che sono questi giocatori amatoriali che vi porteranno il maggiore profitto.

ETICHETTA DURANTE IL GIOCO

In questa sezione, approfondiremo elementi di etichetta specifici durante la partita. In molti casi, saranno applicabili solo al poker dal vivo, in quanto online tali situazioni sono automatizzate o semplificate.

  • Puntare
    • Quando mettete avanti le fiches, fate attenzione a non splashare il piatto (quando alcune delle vostre fiches finiscono prima delle altre nel piatto principale). Splashare il piatto può confondere il dealer circa l’importo della vostra puntata e far perdere tempo se le vostre fiches devono essere separate dal piatto.
    • Quando puntate, assicuratevi che sia il vostro turno in modo da non influenzare l’azione dei vostri avversari.
    • Mettete al centro tutto l’importo della puntata in un unico movimento (o dichiaratelo prima a parole) per non essere accusati di fare string betting.
  • Rilanciare
    • Quando volete rilanciare, accertatevi di mettere nel piatto almeno il doppio della puntata precedente.
    • In molte sale da gioco, una fiche equivale a un “call”. Ad esempio, se state giocando una partita a soldi $5/$10 e mettete una fiche da $25 in pre-flop, significa che state vedendo il big blind da $10 (a meno che non abbiate specificato a parole: “rilancio” prima di mettere la fiche).
    • Non potete dire “rilancio” e poi tornare sui vostri passi sostenendo che volevate solo vedere. Si tratta di angle shooting, pratica estremamente scorretta.
    • Informatevi sulle regole del casinò su come mettere le fiches nel piatto e su cosa costituisce un call rispetto a un raise.
    • Assicuratevi di non fare “string raise”, ovvero mettere le fiches per un call o per un rilancio incompleto e poi completare il rilancio con un secondo movimento. Come già spiegato, il vostro primo movimento detta l’azione e sarà quindi considerato un call.
  • Mostrare le carte
    • Dovete conoscere le regole dello showdown e sapere chi mostra per primo le carte.
    • Se siete voi che dovete mostrarle per primi, non chiedete agli altri cos’hanno.
    • Quando è il vostro turno, mostrate immediatamente ENTRAMBE le carte.
    • Non fate vedere le carte a nessun altro mentre siete ancora nella mano (ad es. prima di passare, mentre fate mucking o durante lo showdown, quando non dovete mostrarle e/o avete la mano perdente).
  • Slow roll
    • Lo slow roll è una pratica molto scorretta. Si verifica quando un giocatore perde tempo prima di mostrare la mano vincente, di solito dopo che un altro giocatore ha già mostrato la propria allo showdown. Un altro esempio di slowroll è quando un altro giocatore va all-in e voi impiegate un tempo estremamente lungo prima di vedere con i nuts (la miglior mano possibile).
    • Come detto, quando è il momento di far vedere le carte allo showdown, fatelo velocemente.
  • Mucking
    • Mettete le carte avanti in modo che il dealer riesca a prenderle facilmente.
    • Le carte nel mucchio restano nel mucchio. Non girate le carte di un altro giocatore dal mucchio per vedere cosa aveva.
    • Non chiedete di vedere le carte di un altro giocatore nel mucchio.
    • Molti casinò seguono la regola “show one show all”: se mostrate le carte a un giocatore facendo mucking (di solito allo showdown quando la mano è finita), allora dovete mostrarle a TUTTI i giocatori al tavolo.
  • Foldare
    • La normale etichetta per passare la mano segue le stesse linee guida esposte per il mucking.
    • Quando passate, tenete basse le carte e state attenti a non mostrarle ad altri giocatori influendo così sulle mosse successive.
  • Fiches
    • Tenete le vostre fiches separate da quelle degli altri e in ordine davanti a voi.
    • Tenetele in pile di quantità facilmente riconoscibili cosicché voi e gli altri giocatori possiate capire velocemente quante ne avete.
    • Tenete davanti le fiches di maggior valore.
  • Split pot
    • In caso di split pot, se siete il secondo giocatore a mostrare una mano identica, fatelo velocemente senza fare slowroll.
    • Come riferimento, sappiate che in caso di numero dispari di fiches nel piatto, il giocatore che è maggiormente fuori posizione prenderà la fiche in più.
  • All-in
    • Come già accennato, se un terzo giocatore va all-in, i giocatori non possono accordarsi a parole per fare check down.
    • Inoltre, in una mano con un terzo giocatore che va all-in, i giocatori rimasti non possono assolutamente parlare, in quanto potrebbero influenzare anche le mosse riguardanti il piatto principale (così come occorre evitare di parlare in caso di multiway pot).

CONCLUSIONE

Ci auguriamo che quest’articolo vi abbia fornito informazioni esaustive sull’etichetta corretta da seguire al tavolo in varie situazioni di gioco.

Se vi ricordate di giocare seguendo queste linee guida, contribuirete a stabilire un’atmosfera positiva per tutti i partecipanti.

May 24, 2022

Di Matthew Cluff

Matthew Cluff
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Matthew Cluff è un giocatore di poker specializzato nelle partite 6-Max No Limit Hold’em. Inoltre si occupa regolarmente di contenuti di poker online per vari siti.

Matthew Cluff
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Jolly, piatti da pareggiare e croci di fuoco!

Il poker offre molto di più delle partite tradizionali e per i molti giocatori ormai abituati alle diverse varianti da casinò o poker room – come Texas Hold’em, Omaha e Seven Card Stud – ce ne sono altri che si ricordano ancora di aver perso un sacco di soldi in qualche folle partita casalinga.

Si tratta di partite giocate al tavolo della cucina o in una stanza sul retro con un numero di carte sempre diverso, oltre che con jolly e altre regole particolari che vi faranno divertire.

Diamo un’occhiata a questi giochi. Prendete il vostro portafortuna e cercate di non arrabbiarvi: in alcuni di questi giochi i suckout sono all’ordine del giorno.

Le dieci varianti di poker più strane:

#1 – Vanunu

Era uno dei giochi preferiti dal giovane Daniel Negreanu a Toronto. Si ricevono sette carte coperte e se ne scopre una alla volta, puntando finché non ne restano solo due coperte.

A questo punto il gioco si trasforma in una specie di asta. I giocatori possono restituire una carta e comprarne un’altra, pagando una somma prestabilita in caso di carta scoperta e il doppio per una coperta.

Nella versione di Negreanu i giocatori devono dichiarare se vanno per il low, l’high o per entrambi mettendo le monete sul tavolo contemporaneamente: una per il low, due per l’high e tre per entrambi. Chi ha dichiarato entrambi li deve vincere tutti e due: in caso contrario non riceve alcuna porzione del piatto. Se poi ci sono state molte dichiarazioni per il low e non c’è una mano high, la mano più bassa si aggiudica tutto il piatto.

È un gioco unico con molte variabili, dall’High-Low al Lowball, e i giocatori devono stare molto attenti nelle dichiarazioni. Può essere dispendioso dichiarare entrambi e sbagliare. Speriamo che abbiate i read di Negreanu e vi aggiudichiate un sacco di piatti.

#2 – Pineapple e Crazy/Lazy Pineapple

Si tratta di una sorta di Texas Hold’em “tropicale” particolarmente amato: nel Pineapple, un giocatore riceve tre carte e ne scarta una prima del giro di puntate iniziali, che poi proseguono come nell’Hold’em.

In Crazy Pineapple i giocatori scartano solo dopo il flop per seguire poi le regole dell’Hold’em, mentre in Lazy Pineapple possono tenere tutte e tre le carte per scartarne una dopo il river e l’ultimo giro di puntate.

Dov’è il trucco? La carta extra e lo scarto vivacizzano il gioco e sembra sempre di gettare nel muck la carta sbagliata, magari tenendo una top pair quando con lo scarto avreste fatto scala oppure buttando nel muck un 2 che avrebbe dato un trips con dei 2 runner-runner.

Ce n’è abbastanza per ammattire, ma è un gioco molto piacevole, magari accompagnato da un bel cocktail ghiacciato. Buon divertimento!

#3 – Criss Cross, Fiery Cross o Iron Cross

five cards in a cross pattern on a poker table

 

È un gioco che può creare particolare trepidazione. Ogni giocatore riceve quattro carte e altre cinque vengono disposte coperte a formare una croce al centro del tavolo. Dopo un giro di puntate si scopre una delle carte esterne, si punta e si continua così fino a scoprire la carta centrale per ultima.

Dopo un’ultima puntata, i giocatori possono scegliere di usare due, tre o quattro delle loro carte oppure le carte orizzontali o verticali sul board e due delle proprie.

Esistono numerose varianti che permettono ai giocatori di usare più di due delle loro carte o hanno un piatto condiviso high/low. Un’altra variante comune rende il jolly la carta centrale, creando degli showdown davvero interessanti con ribaltamenti assoluti in meglio o in peggio: una mano solida può trasformarsi in una perdita dolorosa.

#4 – Irish Poker

È un misto tra Texas Hold’em e Omaha – magari con un po’ di fortuna degli irlandesi! I giocatori iniziano con quattro carte e puntano in modo tradizionale in pre-flop.

Quindi si devono scartare due carte per continuare come nell’Hold’em. Lo scarto dà un’opportunità unica di formare una mano: ma le carte scartate vi avrebbero regalato una mano migliore una volta scoperti turn e river?

I giocatori si ritroveranno spesso a rammaricarsi:

“Dannazione, avrei fatto full!”

“Con quei due picche al turn e al river avrei fatto nut flush. Se solo avessi tenuto quel re. Argh!!”

L’Irish poker è più imprevedibile dell’Hold’em, e queste esclamazioni fanno parte del divertimento. Ricordate solo di pensare bene alle due carte che restituite.

#5 – Black Mariah o Low Chicago

one-eyed jack and suicide king (Kh) facing each other

 

A volte conviene essere fortunati e basta, almeno a Black Mariah e Low Chicago, due versioni di Seven Card Stud. In Black Mariah, il giocatore che ha in mano il picche più basso vince metà del piatto. Tutto qui. Niente 3-bet, slow play o analisi approfondite su ogni mano. Dovete solo essere fortunati abbastanza da ricevere quel picche basso e lasciar lievitare il pot: metà sarà vostro.

Era il gioco preferito di Phil Hellmuth durante l’infanzia trascorsa nel Wisconsin. Sarebbe stato divertente vedere il 3♠ del Poker Brat battuto da un 2♠ e la sua sfuriata! Chiamato spesso Low Chicago, il suo opposto è High Chicago: il giocatore con il picche più alto in mano vince metà piatto. Non sarà un gioco di abilità, ma si vincono dei gran bei pot.

Invece di dividere il piatto, alcuni giocatori ne affiancano un altro. Le partite di Hellmuth sono addirittura più folli, spesso con Due, Fanti con un occhio solo e Re dei suicidi come jolly. Il nome Black Mariah ricorda l’antagonista del fumetto Marvel Luke Cage, anche se nel gioco Black Mariah è un’eroina che può farvi vincere un sacco di soldi.

#6 – Badugi

Confusione e frustrazione: ecco cosa aspettarvi da questo gioco che si sta diffondendo sempre più al punto da essere incluso in alcuni tornei di giochi misti delle World Series of Poker, anche se del poker tradizionale ha ben poco.

Il Badugi è un gioco lowball in cui i giocatori, una volta puntati i bui, ricevono quattro carte. Dopo una prima puntata, possono non cambiare carte (standing pat), cambiarne solo qualcuna o tutte e puntare di nuovo. Il tutto per tre volte.

Il gioco continua finché tutti i giocatori tranne uno hanno foldato o fino al terzo giro di cambio carte. Bisogna fare la mano più bassa possibile senza neanche una coppia e con tutti i semi diversi. Ad esempio, il Badugi più basso possibile è A♥ 2♣ 3♦ 4♠. Una mano con una coppia o una seconda carta di uno stesso seme, come A♥ 2♣ 3♦ 7♣ o 6♥ 7♣ 8♦ 8♠, è semplicemente un Badugi a tre carte e perde dinanzi a un Badugi a quattro carte.

Ecco perché è frustrante. Potreste avere A♥ 2♣ 3♦ e pescare un altro quadri, fiori o cuori: che disdetta!

Per confondere ancora di più il gioco c’è il Badeucy, un misto tra Badugi e 2-7 Lowball che come Badugi ha tre giri di puntate e cambio carte. Il piatto è diviso tra la migliore mano di Badugi a quattro carte e la migliore mano di cinque carte di 2-7 Lowball. Ma in questa variante gli assi sono carta alta, quindi la migliore mano di Badugi inizia con il 2. Ad esempio, un giocatore con 2♣ 3♥ 4♠ 5♦ 7♦ avrà i nuts tanto in Badugi quanto in 2-7 Lowball – dato che 2♣ 3♥ 4♠ 5♦ è il miglior Badugi possibile.

La difficoltà è data dalla carta extra che permette ai giocatori di avere le mani di Badugi più basse. I Badugi più alti non vinceranno così spesso, il che può complicare le cose, soprattutto in un gioco in cui i giocatori con le mani solide continueranno a puntare e a far crescere il piatto.

È un gioco impegnativo che fa ragionare, ma che può anche essere dispendioso se perseverate nella speranza di pescare carte migliori degli avversari. Pensate in piccolo in questo gioco Lowball/Lowball split pot. Capito?

#7 – Anaconda

snake sliding through several playing cards

 

Passa, passa e scopri quelle carte. In questa versione imbastardita di Seven Card Stud si ricevono sette carte coperte. Dopo un giro di puntate si passano tre carte al giocatore alla propria sinistra o destra (a scelta del dealer). Dopo un altro giro di puntate, si passano due carte e quindi un’ultima carta sempre dopo un altro giro di puntate.

A questo punto ogni giocatore mette davanti a sé le cinque migliori carte, che vengono mostrate una alla volta, seguite da un giro di scommesse fino a che non vengono mostrate tutte e cinque. Ci sono varianti con solo due passaggi di carte o anche high-low split.

Può essere frustrante perché potrebbe capitarvi di dover dividere una bella mano già fatta e se cercate di fare un punteggio basso il vostro avversario vi passerà immancabilmente un sacco di carte alte.

L’origine del nome si è persa nel tempo, ma può avere a che fare con le molte puntate o con la "serpentina" di carte che striscia per il tavolo. In ogni caso, è un gioco divertente e ricco di azione.

#8 – Three-Card Guts

È una variante che richiede grande coraggio e che alleggerisce velocemente il portafogli. I giocatori ricevono tre carte e possono decidere se giocare o no la propria mano gettando nello stesso momento una fiche al centro del tavolo. Il vincitore prende il piatto e i perdenti mettono la cifra equivalente. Ad esempio, se tre giocatori stanno e nel piatto ci sono $5, ognuno dei due perdenti sborsa una somma per costituire un nuovo piatto da $10.

Il procedimento si ripete finché un solo giocatore rastrella tutto il piatto. È un gioco molto movimentato e divertente. Come si deduce dal nome, ci vuole un bel fegato per vincere quei grandi piatti, che possono crescere molto velocemente se molti giocatori stanno e devono puntare la cifra corrispondente.

Quello che inizialmente era un piatto da $10 può aumentare a $40 se restano in gioco quattro giocatori. Se dopo ne restano altri tre può diventare di $120. Se ne restano altri tre? Be', capite dove si va a finire. Avete il giusto coraggio?

#9 – Cincinnati

Cincinnati as a poker table top

 

Ecco un’altra variante dal nome geografico. Ogni giocatore riceve cinque carte coperte mentre altre cinque, sempre coperte, sono poste al centro e vengono scoperte una alla volta seguite da un giro di puntate. Dopo l’ultimo giro i giocatori usano qualsiasi carta tra le loro e tra quelle nel board per realizzare la migliore mano da cinque carte.

Non è il Big O: avete cinque carte per fare la vostra mano migliore. Possono uscire delle mani fantastiche: preparatevi a perdere regolarmente anche con un colore o una scala. Attenti a non fare sciocchezze!

A proposito di baggianate, in una versione alternativa chiamata Lamebrain Pete la carta più bassa nel board diventa un jolly, rendendo un gioco folle ancora più pazzesco perché i giocatori sperano che la loro carta bassa diventi il jolly.

#10 – 2 and 22

Nessuna via di mezzo in questo gioco split pot molto diverso dalle varianti tradizionali di poker. Un asso può valere 1 o 11 come nel blackjack, ma le figure valgono mezzo punto. I giocatori ricevono una carta coperta e una scoperta e devono avvicinarsi il più possibile a 2 o a 22 per dividersi il piatto. Una volta ricevute le due carte si fa un giro di puntate e i giocatori possono chiedere un’altra carta o fare stand-pat.

I giocatori che passano tre volte vengono bloccati e non possono più prendere carte. Si arriva allo showdown quando tutti sono bloccati o nessuno prende più carte. Il divertimento in questo caso sta nel modo originale di bluffare. Giocatori con una carta scoperta bassa tendono a puntare in un piatto e almeno a bluffare al low. Se nessuno ha una carta più alta allora è una giocata astuta. Un giocatore potrebbe avere un re scoperto ma anche una carta alta coperta. Il bluffatore esperto potrebbe anche vincere il piatto low con 10-1/2.

Un giocatore che riceve un 2 coperto e un re scoperto ha 2-½, quindi un’ottima mano, mentre il fortunato che riceve asso-asso e vince entrambi i piatti cercherà ovviamente di fare crescere il piatto. Anche in questo caso ci sarà molta frustrazione. Il punteggio basso batte quello alto e un giocatore con 21-½ ne batterà uno che ha 22-½, mentre 2-½ sarà battuto da 1-½. Inoltre, un giocatore che punta alto potrebbe continuare a ricevere carte basse e poi boom! Un 10 che rovina tutto! Ci sono molte varianti ed è un gioco davvero molto divertente per movimentare la serata.

Scoprite come giocare una partita casalinga privata su 888poker con i vostri amici.

May 23, 2022

Di Sean Chaffin

Sean Chaffin
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Sean Chaffin è un scrittore freelance di Crandall, Texas. I suoi articoli vengono pubblicati su numerosi siti e riviste. Seguilo su Twitter @PokerTraditions. Sean è anche il moderatore del podcast True Gambling Stories, disponibile su iTunes, Google Play, TuneIn Radio, Spotify, Stitcher, PokerNews.com, HoldemRadio.com e altre piattaforme.

Sean Chaffin
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La maggior parte dei giocatori sa che non bisognerebbe mai limpare. Si ha un limp nel pre-flop quando un giocatore entra nel pot pagando il costo del big blind, senza rilanciare. 

Molti limper nel pre-flop entrano nel pot dalla posizione SB quando gli avversari attorno hanno già foldato. In questo caso si parla di SB completo. Tuttavia il limp pre-flop si verifica anche dalle posizioni iniziali: a questo tipo di giocata si dà il nome di open-limp.

In genere il rilancio prima del flop è considerata una mossa più forte del limp.

Il motivo è semplice: il raise offre la chance di conquistare il pot direttamente nel pre-flop.

Ma il limp è davvero una mossa da evitare sempre e comunque?

La maggior parte dei giocatori d’élite sa che la questione è un po’ più complicata.

Ci occuperemo quindi dei seguenti temi:

Limpare dopo qualcun altro (over-limp)

C’è una differenza tra l’open-limp e l’over-limp. Il primo consiste nell’effettuare la mossa inaugurale, mentre l’over-limp prevede che ci siano uno o più limper prima del proprio turno. 

Over LimperGli open-limper agiscono per primi; gli over-limper entrano in gioco dopo uno o più limp avversari

Gli open-limper vanno osservati con particolare interesse. In genere il limp rivela la debolezza di un avversario. Conviene giocare quante più mani possibili contro questo genere di avversari. 

La tecnica standard consiste nel rilanciare contro i limper (tramite un cosiddetto “raise di isolamento”). Questa mossa ha lo scopo di isolare il pot in un testa a testa

L’iso-raise non va effettuato con un range troppo ampio: alcune mani risulteranno infatti poco efficaci. Tuttavia è bene sfruttare le opportunità per entrare in un pot contro un giocatore più debole.

In questo caso è problematico seguire la strategia del “rilancio o fold”. Così facendo vi ritrovereste a fare iso-raise con un range di mani discutibilmente ampio oppure dovreste rinunciare alla possibilità di giocare in una situazione favorevole

L’over-limp vi consente di giocare con profitto senza scommettere importi esagerati.

SB completo nei testa a testa

La maggior parte dei limp si verifica in posizione di SB. Per certi versi, i limp dalla posizione di SB non sono dei veri e propri limp: per usare un termine più corretto, si parla di “completi”. Avete già investito 0,5bb dall’SB e dovete semplicemente “completare” l’importo previsto aggiungendo un extra di 0,5bb.

Molti giocatori seguono un ragionamento standard riguardo al limp dall’SB:

  • È una pessima mossa completare l’SB.
  • Bisognare fare raise o fold laddove si sia in posizione di SB e i giocatori attorno foldino.

Molti bravi giocatori sanno che il completamento dell’SB può far parte di una solida strategia di gioco.

Ci sono almeno due motivi, come vedremo nei prossimi due paragrafi.

Motivo #1: giocare mani contro avversari più deboli

Small Blind Vs Big BlindCompletare o rilanciare dall’SB quando si affrontano avversari deboli in posizione di BB

Immaginate questo scenario: siete in posizione di SB e gli avversari attorno a voi foldano nel pre-flop. Guardate le vostre carte e scoprite di avere 86o: non certo una grande mano.

Seguendo lo schema del “raise o fold”, con una mano del genere bisognerebbe fare “muck” prima del flop.

Tuttavia, guardando alla vostra sinistra vi accorgete che in posizione di BB c’è un giocatore particolarmente debole. Gli piace molto scommettere, tanto da puntare frequentemente somme importanti nel post-flop anche senza avere mani forti a disposizione. A questo punto vi sentite meglio all’idea di fare un open-raise.

Ammettiamo che la vostra apertura pre-flop sia tecnicamente troppo ampia. Le implied odds dopo il flop dovrebbero renderla una giocata fruttuosa.

Di conseguenza potrebbe essere meglio rilanciare che foldare.

Ma esiste una terza opzione ancora più conveniente?

Esatto, completare l’SB. Potete ancora innescare un pot contro il giocatore più debole, pur investendo un basso importo iniziale.

A meno che non vi aspettiate un fold da parte dell’avversario situato in posizione di BB, non avrete particolari chance nell’effettuare un open-raise con un 8-high dalla posizione di SB.

L’avversario potrebbe effettuare un pessimo call prima del flop con una mano Q2o, ma in tal caso non trarreste alcun vantaggio. L’altro infatti continuerebbe a investire soldi nel piatto avendo l’equity dalla propria parte.

Ecco un potenziale range per limpare contro un avversario debole situato in posizione di BB:

  • Blu = open-raise
  • Viola = limp
  • Verde = fold
Limping in Poker image 2Range potenziale per limpare contro un avversario debole situato in posizione di BB

 

Motivo #2: giocare contro avversari più forti in posizione di BB

Il completamento dell’SB a prescindere dal BB rappresenta un trend originatosi negli incontri ad alti stakes, prima di diffondersi a livelli più bassi. Alcuni professionisti degli alti stakes hanno convenuto che il completamento dell’SB trae maggior vantaggio dalla struttura dei blind

Bisogna solo investire 0,5bb per completare l’SB e avere la chance di vedere il flop in un pot con 2bb.

Con la filosofia del “raise o fold” è difficile giocare oltre il 36% delle mani dalla posizione di SB contro un bravo avversario in posizione di BB. Utilizzando invece una strategia improntata sul completamento, potrete giocare con profitto il 70% delle mani circa. 

Una versione più avanzata di quest’approccio consiste nell’eliminare qualsiasi open-raise. Inoltre conviene completare l’SB solo con le mani con cui volete rimanere in gioco. 

Nell’affrontare un rilancio dal BB, suddividete il vostro range di difesa in:

  1. Limp-call
  2. Limp-raise
  3. Limp-fold

Ecco una rappresentazione approssimativa del vostro range:

  • Rosso scuro = limp-raise
  • Arancione = limp-raise (bluff)
  • Nero = limp/call
  • Viola = limp/fold
  • Verde = fold
Limping in Poker Image 3

Range di limp potenziale contro un avversario forte situato in posizione di BB

Completamento dell’SB (multi-way)

Completare l’SB è importante soprattutto quando c’è un limper prima di voi. In tal caso avete la possibilità di giocare contro un avversario più debole. Analogamente a quanto detto per l’over-limp, ci saranno mani nel vostro range che risulteranno troppo deboli per un iso-raise.

Tuttavia non conviene rinunciare all’opportunità di entrare in un pot contro un avversario inferiore.

Nell’affrontare uno o più limper dovreste puntare a difendere circa il 70% delle mani in posizione di piccolo buio.

Con le migliori mani occorrerà fare iso-raise, mentre con gran parte di esse potrete completare l’SB, sperando di vedere il flop scommettendo un importo modesto. 

Possibile range di completamento dell’SB nell’affrontare un open-limp:

  • Arancione = iso-raise
  • Viola = limp (SB completo)
  • Verde = fold
Limping in Poker Image 4

Possibile range di completamento dell’SB nell’affrontare un open-limp

Limpare da altre posizioni

Il consiglio ufficiale rimane quello di evitare gli open-limp a meno che non siate in posizione di SB. Tuttavia non ci sono vere prove sul fatto che l’open-limp sia una mossa pessima come si dà a credere.

Gli open-limper in genere non se la passano bene né hanno buone conoscenze tecniche sul poker. Essi tendono a fare molti errori nel post-flop, il che li porta ad avere uno scarso tasso di vincita.

E se invece iniziaste con un limp prima del flop, per poi giocare in maniera aggressiva nel post-flop? Un atteggiamento del genere potrebbe generare un bilancio positivo.

Certamente non avreste molte opportunità di rubare il piatto prima del flop, ma avreste comunque tre strade per provarci nel post-flop.

Dire che il limp è una pessima mossa perché impedisce di rubare i bui è come dire che non bisognerebbe mai floatare contro le c-bet sul flop perché non si hanno fold equity dirette.

La maggior parte dei giocatori sa che si tratta di un consiglio insensato, dal momento che spesso l’obiettivo di un float sul flop è quello di rubare il piatto sulle strade successive. L’aspettativa di vincita di una giocata può essere definita tramite l’intero albero post-flop che ne consegue, e non soltanto in base al fatto che la giocata vi possa far vincere direttamente.

Un piccolo gruppo di veterani delle partite online ad alti stakes ha preso consapevolezza di questo fatto. Essi stanno studiando strategie di open-limp da posizioni diverse rispetto all’SB: ancora non ci è dato sapere se in futuro si affermerà una tale tendenza. 

È però interessante notare che il completamento dell’SB è diventata una giocata popolare seguendo proprio un iter di questo tipo (come già detto, si tratta di una strategia mutuata dagli incontri ad alti stakes). 

I professionisti degli alti stakes godono inoltre del vantaggio di essere scambiati per giocatori occasionali. I loro avversari potrebbero quindi tentare gli iso-raise con un range troppo ampio, rendendosi vulnerabili ai limp-raise e alle giocate exploitative da parte dei professionisti.

Riepilogo: come sfruttare il limp nel poker

Ecco un breve sunto dei temi trattati in quest’articolo:

  • Innanzitutto occorre sottolineare come non sia sempre sbagliato limpare. In realtà, sembra che il limp nel pre-flop possa trovare diverse applicazioni strategiche.
  • In posizione di small blind dovreste cercare di difendere circa il 70% delle mani quando affrontate uno o più limper.
  • Considerate l’idea di completare l’SB se vi ritrovate testa a testa contro un avversario debole in posizione di BB. Così facendo, sfidereste comunque un giocatore più debole di voi, pur investendo una bassa somma.
  • I migliori giocatori sono in grado di pensare lateralmente e di riconoscere le situazioni nelle quali limpare o meno. 
  • Chiunque ritenga che il limp sia sempre una mossa sbagliata si priverà della possibilità di aggiungere uno strumento prezioso al proprio bagaglio di gioco.

Articolo pubblicato per la prima volta il 26/06/2018

May 17, 2022

Di Timothy Allin

Timothy Allin
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Timothy "Ch0r0r0" Allin è un giocatore professionista, coach e autore. Ha iniziato a giocare nel 2006, partendo da zero e aumentando il suo bankroll online in maniera costante senza mai depositare alcun dollaro. Dopo aver partecipato (e vinto) ad alcune tra le manifestazioni più prestigiose, ora condivide le sue esperienze e opinioni sul magazine di 888poker.

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“Moneymaker! Chi è costui?”: così probabilmente si sarebbe espresso Don Abbondio se I promessi sposi fossero stati ambientati all’inizio del XXI secolo e il celebre parroco avesse scorto il nome di Chris tra i partecipanti alle World Series of Poker del 2003. Una domanda che certamente si pongono in molti alla vigilia del torneo, quando Moneymaker si guadagna ancora da vivere come contabile d’azienda, sfruttando la laurea in materia conseguita qualche anno prima all’Università del Tennessee.

Chris, nato ad Atlanta il 21 novembre 1975, ha però il destino inciso nel cognome. Anche a distanza di tempo dal suo celebre trionfo, saranno in molti a credere che “Moneymaker” sia un semplice soprannome, coniato per rendere più facilmente identificabile il protagonista della storia che ogni amante del poker conosce. Non tutti, però, sanno che l’insospettabile campione ha origini tedesche: i suoi antenati, una volta trapiantati negli Stati Uniti, decisero di modificare il loro cognome (Nurmacher) per renderlo più “americano”, optando per una soluzione rivelatasi poi pienamente azzeccata. Prima di diventare famoso, tuttavia, sono varie le occasioni in cui Chris è obbligato a mostrare i documenti per dimostrare l’autenticità del proprio cognome. 

Agli inizi degli anni 2000 Moneymaker è un semplice appassionato di poker, che si limita a giocare con gli amici o a cimentarsi sporadicamente nelle sale da gioco in rete. La nascita della figlia Ashley nei primi mesi del 2003 impone a Chris un maggior controllo sulle spese, che gli impedisce di dedicare troppo tempo e risorse ai tavoli di feltro (virtuali o meno). 

La svolta arriva con la partecipazione a un torneo dal buy-in di 86$. Per anni si scriverà che la somma inizialmente sborsata da Moneymaker ammontava a 39$, come del resto indicato dal titolo della sua autobiografia, ma una successiva verifica rivelerà l’inesattezza di tale informazione (probabilmente indotta dal buy-in di 39$ previsto per altri tornei di analoga tipologia). Chris partecipa all’evento, convinto che si tratti di un torneo Sit and Go con tanto di premio in contanti per il vincitore finale. Si deve invece “accontentare” di un biglietto di partecipazione per un torneo satellite delle World Series of Poker, che di fatto gli copre un buy-in da 650$. 

Ascesa

Moneymaker partecipa così all’evento, giungendo tra gli ultimi quattro giocatori rimasti in gara. Si arriva a una situazione paradossale, con Chris intenzionato a perdere per aggiudicarsi il relativo premio in denaro: per il quarto classificato è infatti prevista una vincita da 8.000$, mentre i primi tre conquistano di diritto un posto al Main Event delle WSOP, pur senza poter incassare alcuna somma. La sua forma mentis da contabile gli suggerisce di percorrere la strada più sicura e di puntare al premio immediato (in ossequio al proverbio “meglio un uovo oggi che una gallina domani”), considerando anche un suo debito contratto precedentemente sulla carta di credito. 

A questo punto entra in scena un amico che, da perfetto “deus ex machina”, stimola Moneymaker a giocare al meglio delle sue possibilità, vista anche la chance irripetibile di partecipare a un torneo di caratura mondiale, sogno di qualsiasi appassionato che si avvicini al gioco. L’amico addirittura propone di pagargli la metà del buy-in da 10.000$ previsto per il Main Event delle WSOP, ottenendo in cambio il 50% dell’eventuale vincita. Chris si fa convincere, optando così per un cambio di priorità e strategia. Finisce per aggiudicarsi il torneo satellite, guadagnandosi il diritto di prendere parte ai campionati mondiali di poker passando per la porta principale. 

Tuttavia ci sono ancora degli ostacoli da superare: il provvidenziale amico, che nel frattempo aveva accusato delle perdite economiche giocando d’azzardo, è costretto a ritirare il proprio supporto monetario, lasciando Moneymaker nella difficile situazione di dover trovare personalmente i soldi necessari per prendere parte alle World Series of Poker. Il futuro campione finisce quindi in preda al panico, iniziando a rimpiangere la decisione di non accontentarsi del premio in denaro sfiorato e prendendo in considerazione l’idea di vendersi il posto conquistato. 

A metterci una pezza ci pensano il padre e un secondo amico, che offrono a Chris 2.000$ a testa in cambio del 20% della futura eventuale vincita. Una volta ottenuti i necessari giorni di permesso al lavoro, Moneymaker si dirige a Las Vegas, pronto a sfidare i migliori giocatori del mondo al Binion’s Horseshoe. 

È il 19 maggio quando viene inaugurato l’evento principe delle WSOP. Gli organizzatori appaiono preoccupati dal rischio di una bassa affluenza di giocatori, in considerazione del minor numero di partecipanti presentatisi ai tornei di qualificazione (-25% rispetto all’anno precedente, quando poi si era registrato un numero di 631 giocatori a Las Vegas). Vengono quindi sistemati un totale di circa 600 posti a sedere ai tavoli da gioco: a un’ora dall’inizio del Main Event, risulta però evidente il prematuro pessimismo degli organizzatori che, per far fronte al numero di giocatori superiore alle aspettative, si affrettano a procurarsi ulteriori tavoli e sedie, oltre che a reclutare croupier dai casinò contigui. Alla fine saranno ben 839 i partecipanti (record assoluto all’epoca), alcuni dei quali costretti a giocare su sedie pieghevoli e nei corridoi della struttura. 

È il primo vero torneo dal vivo per il 27enne Moneymaker, che fino a quel momento non era mai andato oltre le partite online o i cash game con gli amici: la sua dimensione è quella di un giocatore amatoriale. Chris, che del resto non aveva alcuna esperienza nella lettura dei tell e dei possibili bluff avversari (aspetto del tutto assente nelle partite di poker virtuale), gioca come un autentico veterano, catturando subito l’attenzione dell’assegnatore di handicap Lou Diamond, che lo definisce un potenziale outsider. 

Mano

Moneymaker conclude la prima giornata di torneo all’undicesimo posto con 60.000$ in fiches (il sestuplo della somma di partenza). Il secondo giorno non inizia nel migliore dei modi, con Chris che non si sveglia in tempo (c’è chi sostiene per via di eccessivi festeggiamenti la notte precedente) e si presenta in ritardo ai tavoli da gioco. Durante la sua assenza, come da regolamento, il croupier folda in automatico le carte di Moneymaker, oltre a riscuoterne ugualmente gli ante e i blind nelle mani previste. Una volta presa posizione al tavolo, Chris comincia a commettere diversi errori, pagando l’inesperienza in questo genere di eventi. Sbaglia diverse scelte relative a fold e call e, in più di un’occasione, effettua erroneamente la propria mossa prima ancora che arrivi il suo turno (pratica in genere malvista ai tavoli da gioco, soprattutto se effettuata deliberatamente, anche se non è certo il caso di Moneymaker). Probabilmente si fa sentire anche l’emozione, con Chris costretto a confrontarsi con campioni di livello assoluto, tra cui il suo idolo Johnny Chan (l’unico professionista che conosceva, oltre a Doyle Brunson e Phil Hellmuth). Proprio Chan ha la meglio su Moneymaker in una mano giocata il secondo giorno, pur senza riuscire a eliminarlo dal torneo. A fine serata Chris ha in mano 100.000$ in fiches, che lo collocano al 26º posto della classifica provvisoria (con 111 partecipanti rimasti in gioco). 

Il terzo giorno si inizia a scrutare qualche segno foriero del clamoroso risultato finale: Moneymaker si prende la rivincita contro Chan in un testa a testa che viene trasmesso in diretta televisiva. Per la prima volta Chris comincia a prendere consapevolezza delle proprie possibilità e chiude la terza giornata al sesto posto, con 357.000$ in fiches e 45 giocatori rimasti nel torneo.

Con un certo aiuto da parte della dea bendata, il quarto giorno riesce a sopravvivere a una mano pericolosissima grazie a un tris di 8 conquistato sul turn, con cui riesce a battere la coppia d’assi di Humberto Brenes. Nel corso della giornata si arriva a un altro momento di grande fibrillazione con il testa a testa tra Moneymaker e Phil Ivey. Chris ha un asso e una regina, mentre Ivey dispone di una coppia di nove. Il flop è composto da due regine e un 6, con entrambi i giocatori fiduciosi di poter vincere la mano (inizialmente partecipa anche Jason Lester che, pur avendo una coppia di 10, preferisce foldare dopo il flop per non rischiare l’eliminazione dal torneo). Il dealer pesca un 9 sul turn, che consegna un temibile full a Ivey. Moneymaker, ignaro dell’ottima mano dell’avversario, rilancia di 200.000$, inducendo Phil ad andare all-in. Chris vede subito la puntata, ma realizza di essere nei guai non appena Ivey scopre le proprie carte. Tuttavia il bad beat è dietro l’angolo per Phil: il river regala un asso a Moneymaker, che ottiene così un full composto da due assi e tre regine, eliminando a sorpresa l’avversario ben più quotato. 

Si arriva all’ultimo, storico giorno della manifestazione, con Chris in testa alla classifica con 2,34 milioni di dollari in fiches. La vittoria del titolo diventa presto una questione a due tra Moneymaker e Sam Farha, i quali finiranno per sfidarsi in un totale di 28 heads up prima del termine della giornata. Chris, desideroso di anticipare la fine del duello, propone all’avversario un accordo per la spartizione del piatto. Farha decide però di rifiutare, considerando iniqua la prospettiva che un giocatore esperto come lui incassi la stessa vincita di un dilettante. Chris si indispettisce per quella che gli appare una mancanza di rispetto, iniziando a giocare ancora più seriamente di prima. Giunti ormai nel cuore della notte, Moneymaker tira fuori quello che da alcuni è stato definito come il bluff del secolo. Riceve in mano un 7 e un re, mentre Farha si ritrova con un 9 e una regina. Nonostante i tentativi di dissuasione dell’avversario, Chris effettua una puntata da 100.000$ nel pre-flop, a cui Sam reagisce con un call. Il flop rivela un 9-2-6, ponendo Farha in una situazione di vantaggio grazie alla coppia di 9. Entrambi i giocatori decidono di fare check, prima che il turn consegni un 8 al board. Il libanese rilancia con 300.000$, passando la palla a Moneymaker che, con sorpresa di tutti, risponde con un controrilancio da 500.000$, suscitando il call dell’avversario. Chris avrebbe bisogno di una carta di picche sul river per migliorare la mano e ottenere un colore, ma l’ultima carta del board si rivela essere un 3 di cuori, che porta Farha a fare check. Con una giocata coraggiosa o forse folle, Moneymaker decide di andare all-in, mettendo il proprio avversario in una situazione a dir poco scomoda. Quest’ultimo non ha la certezza di avere la mano migliore: sa che l’americano sta probabilmente bluffando, ma sa anche che con un eventuale call perdente direbbe addio al torneo. Al termine di un’estenuante pausa di riflessione di diversi minuti, nei quali Sam ragiona ad alta voce per suscitare un’eventuale reazione di Moneymaker e carpirne le carte (con Chris che rimane esemplarmente impassibile), si arriva a un fold del libanese, che consegna l’inerzia della sfida nelle mani dell’avversario.

Fiche

La tensione ormai si taglia col coltello: appare sempre più probabile quello che soltanto pochi giorni prima non sarebbe mai stato alla portata dell’immaginazione dei protagonisti. All’inizio dell’ultima mano Moneymaker è in testa con 5,69 milioni di dollari, mentre Farha insegue con 2,7 milioni. L’americano riceve un 4-5, mentre al libanese viene distribuito un J-10. Sam inaugura le danze con una puntata da 100.000$, subito vista dall’avversario. Il flop, composto da J-5-4, conferisce subito un importante vantaggio a Moneymaker, che si fregia di una doppia coppia. Dopo un breve botta e risposta a suon di call e raise, Farha opta per un all-in, suscitando l’immediato call dell’americano. Vengono scoperte le carte dei contendenti, con Chris che appare decisamente più nervoso dell’avversario, il quale osserva seraficamente le fasi immediatamente successive della mano. Sam avrebbe bisogno di un jack o un 10 per completare il progetto di doppia coppia, ma il turn rivela un 8, lasciando i rapporti di forza invariati. Si arriva al momento del fatidico river, col croupier che scopre un 5, consegnando un full e una leggenda vittoria al nativo di Atlanta: è il primo giocatore a laurearsi campione del mondo di poker avendo soltanto esperienze di gioco online. 

Moneymaker conquista un premio da 2,5 milioni di dollari, da cui sborserà la somma dovuta al padre e all’amico per l’accordo stipulato alla vigilia del torneo: i due riceveranno così mezzo milione a testa. Il resto è storia, con Chris che si addentrerà definitivamente nel mondo del poker (pur senza riuscire a toccare nuovamente le vette raggiunte nel 2003) e l’ondata d’entusiasmo che causerà un vero boom del gioco, in quello che verrà definito “effetto Moneymaker”. A quando il prossimo miracolo pokeristico?

May 3, 2022
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Massimiliano Pescatori nasce a Milano il 22 gennaio 1971. Sin dall’età di 11 anni mostra un buon feeling con le carte, divertendosi a giocare in famiglia e vincendo un trofeo di scopa. Da giovane si appassiona anche al ramino, ma i primi contatti col Texas Hold’em sono destinati ad arrivare soltanto più tardi. All’inizio degli anni Novanta si guadagna da vivere come addetto alle vendite in un supermercato, dedicandosi parallelamente alla scrittura di recensioni sui videogiochi per una rivista specializzata nel settore. La svolta per Max arriva con la scoperta dell’amore per il poker (favorita anche dalle frequenti visite al casinò di Campione d’Italia), che lo spinge a una scelta ardita e priva di sbocchi sicuri: nonostante la contrarietà manifestata da amici e parenti, Pescatori vende la propria utilitaria, ritira la liquidazione al lavoro e molla tutto per andare a Las Vegas. Pur senza conoscere bene l’inglese, decide di frequentare una scuola per croupier e dare sfogo alla propria passione per il mondo delle carte. Una delle prime notti si ritrova nel celebre Luxor Hotel (ispirato all’omonima città egiziana e che di fatto presenta una caratteristica forma piramidale): scendendo dalle scale, Max passa davanti a una poker room, scoprendo con grande emozione l’atmosfera suggestiva emanata nei casinò della capitale mondiale del poker, in perfetta antitesi rispetto alle partite che era abituato a giocare con gli amici a Milano. A Las Vegas è tutto perfettamente organizzato, con partite dal vivo 24 ore al giorno e la possibilità di giocare con appena pochi dollari per mano. Entrando nel giro dei casinò e avendo contatti più ravvicinati col poker, Pescatori comincia a dedicarcisi sempre di più anche nel tempo libero.

Nei primi tempi si concentra in particolare sul Seven Card Stud, ma non passa molto prima che un supervisore gli suggerisca di considerare il Texas Hold’em per guadagnare somme più importanti. La strada verso il successo è agevolata dai consigli di Valter Farina, residente a Las Vegas e primo italiano di sempre a imporsi in un evento delle World Series of Poker (grazie alla vittoria nel $1.500 Limit Seven Card Stud nel 1995). Inoltre si rivelano decisivi i consigli dei coniugi Marco Traniello e Jennifer Harman, con cui Max instaura subito un rapporto di amicizia (viste anche le comuni origini italiane con Traniello). In particolare sarà Harman ad avviarlo ai grandi stakes, invitandolo a sedersi assieme a lei ai tavoli del Bellagio, in cui all’epoca si gioca con bui di 4.000/8.000$, ben oltre i 160$ di big blind a cui Pescatori era abituato. L’osservazione diretta sul campo gli permette di scoprire i segreti del gioco, approfondendone gli aspetti tecnici e psicologici. 

Carte poker

Inizia così l’epopea del Pirata Italiano, che presto diventerà un’icona grazie alla celebre bandana tricolore indossata ai tavoli da gioco. Nel 2002, suo anno d’esordio nei tornei, Max conquista un totale di sei tavoli finali, cimentandosi in diverse varietà di poker quali il Limit Hold’em, lo Stud Hi-Lo e l’Omaha Hi-Lo. A marzo 2003 arriva la prima vittoria in carriera, col successo al Limit Hold’em del World Poker Challenge di Reno, in Nevada. Appena pochi giorni dopo, in occasione dello stesso evento, si aggiudica il suo secondo torneo, grazie al primo posto ottenuto nell’Omaha Hi-Lo. Nel corso dell’anno arrivano altri sei tavoli finali, che gli fruttano una somma di oltre 10.000$. 

Il 2004 certifica la costante crescita di Pescatori, che alle World Series of Poker ottiene due importanti piazzamenti a premio (nel Limit Hold’em e nell’Omaha Hi-Lo 8 or Better) per un totale di circa 6.000$. A metà agosto, in occasione dell’evento Legends of Poker del Bicycle Casino di Bell Gardens (a circa 12 km da Los Angeles), conquista il torneo No Limit Hold’em, portandosi a casa la bellezza di 106.630$. Una volta tornato a Las Vegas, Max inanella una straordinaria serie di otto tavoli finali all’Ultimate Poker Challenge del Plaza, acquisendo sempre più notorietà negli Stati Uniti grazie alla copertura televisiva assicurata a tali eventi. 

Il 2005 si apre sotto il migliore degli auspici con la vittoria del torneo Limit Hold’em nella tappa del circuito WSOP ad Atlantic City, che gli frutta il primo anello della carriera. Alle World Series of Poker di Las Vegas arrivano ben sei piazzamenti a premio, tra cui si segnala un quinto posto nel Pot-Limit Omaha, che gli garantisce una somma di quasi 70.000$. A settembre arriva il secondo anello WSOP, in virtù dell’affermazione nel No Limit Hold’em dell’Harrah’s Las Vegas. A fine anno il bilancio complessivo è di 20 tavoli finali e oltre mezzo milione di dollari in tornei dal vivo

È soltanto il preludio a un’annata memorabile: il 9 luglio 2006, mentre la nazionale italiana di calcio si laurea campione del mondo sconfiggendo la Francia all’Olympiastadion di Berlino, Pescatori onora il tricolore conquistando il $2.500 No Limit Hold’em alle World Series of Poker (con una contestuale somma di 682.389$). È il secondo italiano di sempre a vincere un braccialetto WSOP, a 11 anni di distanza dal già menzionato successo del pioniere Valter Farina.

A marzo 2007 Max si aggiudica il Main Event della prima tappa del Campionato Italiano di Sanremo, aggiudicandosi un premio da 100.000€. 

Fiche

Alle World Series of Poker del 2008 il Pirata Italiano si aggiudica il suo secondo braccialetto e un premio da 246.471$, grazie alla vittoria nel $2.500 Pot Limit Hold’em/Omaha. A settembre si aggiudica una vincita di oltre 90.000$, in virtù del quinto posto ottenuto a un torneo di Pot Limit Omaha alle World Series of Poker Europe. 

L’anno seguente arriva un altro importante risultato alle WSOP, con un quarto posto e un premio da 107.959$ al $10.000 World Championship Seven Card Stud. A gennaio 2011 mette a segno un prestigioso successo nel Main Event della Notte del Poker, che gli frutta una vincita da 112.121$. Alle World Series of Poker del 2014 arriva un altro premio a sei cifre (112.066$) per effetto della quinta piazza raggiunta al $10.000 H.O.R.S.E.. Le World Series of Poker 2015 regalano altri momenti indimenticabili a Pescatori, che nel giro di poche settimane si assicura il terzo e quarto braccialetto della carriera, grazie ai successi nel $1.500 Seven Card Razz e nel $10.000 Seven Card Stud Hi-Low Split 8 or Better (aggiudicandosi uno straordinario totale di 448.105$). 

Come accennato in apertura d’articolo, i risultati di Pescatori hanno fatto da traino per il movimento pokeristico italiano, che negli ultimi 15 anni è riuscito a portare a casa altri storici braccialetti alle World Series of Poker (con i successi di Dario Alioto, Dario Minieri, Rocco Palumbo, Davide Suriano ed Enrico Camosci, senza dimenticare il secondo posto di Dario Sammartino al Main Event del 2019). 

Nel corso degli anni Max si è dimostrato un giocatore di grande versatilità, come testimoniato dai risultati di rilievo ottenuti in diverse varietà del poker. Al giorno d’oggi rimane il giocatore italiano più titolato nella storia delle World Series of Poker grazie ai quattro braccialetti conquistati in carriera (nessun altro connazionale è mai riuscito ad aggiudicarsene più d’uno). Con un montepremi complessivo di 4.674.137$ è il terzo miglior italiano nell’all time money list dei tornei live (lo precedono in classifica Dario Sammartino e Mustapha Kanit, entrambi capaci di abbattere il muro dei 10 milioni di dollari). 

Pescatori ha offerto un ulteriore, importante contributo alla diffusione dell’interesse per il poker nel Belpaese in virtù della fondazione di “Card Player Italia”, la prima rivista nostrana specializzata nel Texas Hold’em e non solo.

May 2, 2022
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C’è chi dice che il poker sia una peculiarità americana come la torta di mele. In realtà, anche se viene giocato in tutti gli Stati Uniti, è un gioco mondiale. Poker online a parte, spesso si pensa a destinazioni come Las Vegas e Macau, dove si giocano le migliori partite a soldi e i tornei più importanti. Tuttavia avrete la possibilità di giocare a poker in ogni angolo del mondo.

Il poker è giocato regolarmente in ogni continente tranne che in Antartide, anche se si è giocato pure lì! Vi presentiamo cinque posti curiosi in cui poter giocare.

Il poker nel mondo

Brasile

Se seguite il poker, allora sapete che negli ultimi anni pochi mercati sono cresciuti come il Brasile. In effetti, si può parlare di boom nel paese più grande del Sud America.

Dal 2013 circa, il poker è sempre più coperto dai media mainstream brasiliani. Diversamente da quanto accade in molti altri Paesi, esso non viene presentato negativamente, ma come un gioco di abilità. Di fatto, il Ministero dello Sport brasiliano ha riconosciuto il poker come “sport mentale”. Il che è un bene, dato che i giochi da casinò sono illegali in Brasile dal 1946.

In realtà esistono alcuni “casinò”, che però non hanno i tradizionali giochi d’azzardo e si concentrano su corse dei cavalli e lotterie. Gli sforzi volti all’espansione del gioco hanno inciso profondamente nel processo legislativo (tra le leggi proposte, la 442/91 e la 186/2014). Secondo una ricerca dell’Instituto Jogo Legal, il gioco d’azzardo in Brasile svilupperebbe un giro d’affari da 17,6 miliardi di dollari.

Con la recessione in Brasile, i sostenitori del gioco d’azzardo sperano di evitare che i giocatori vadano a spendere i propri soldi in Paraguay e a Montevideo. Tuttavia, l’ostacolo principale da superare sta nel convincere un pubblico che associa spesso gioco d’azzardo e corruzione. Fortunatamente, come detto, il poker è stato presentato in modo tale che molti brasiliani non lo considerano un gioco d’azzardo.

E anche se in Brasile non trovate il poker da casinò, le occasioni per giocare non mancano. Le partite a soldi sono proibite, ma alcuni cavilli legali hanno permesso l’esistenza dei tornei. Recentemente il Brasile ha ospitato vari eventi perfettamente legali, molti dei quali hanno attirato centinaia, quando non migliaia, di giocatori. Tra di essi, le Brazilian Series of Poker (BSOP), le World Series of Poker Circuit Brazil e anche un evento 888live Local a Belo Horizonte, svoltosi nello Stadio Mineirão.

Il poker in Brasile è cresciuto al punto tale che 888poker ha addirittura un account Twitter (@888poker_br) dedicato al paese. E non solo, sono molti gli 888 Ambassadors brasiliani, tra cui Bruno Politano (il primo brasiliano a entrare nei November Nine del WSOP Main Event nel 2014), Nicolau Villa-Lobos e Bruno Kawauti, come anche il primo “celebrity ambassador” in assoluto del calcio brasiliano, il leggendario Denílson.

Stella della nazionale campione del mondo nel 2002, nei suoi 16 anni di carriera Denílson ha giocato in 10 squadre diverse in quattro continenti ed è un attivo sostenitore della crescita del poker in Brasile.

"Molte delle qualità necessarie per diventare un abile calciatore possono aiutarvi a migliorare nel poker. 888poker è una delle maggiori e migliori piattaforme di poker al mondo, e sono molto orgoglioso di fare parte del loro team. Spero che mi aiuti a migliorare le mie abilità pokeristiche, come anche a incoraggiare il coinvolgimento di nuovi appassionati".

Un altro ex calciatore brasiliano che promuove il poker è Ronaldo, convinto che possa diventare popolare al pari del calcio, come da lui stesso dichiarato nel 2015: “Il poker è ancora in crescita e penso che possa diventare popolare come il calcio”.

Giocatori ed esperti concordano: il Brasile è e continuerà a essere un mercato fiorente per il poker.

Poker in India

India

Si potrebbe pensare che la seconda nazione più popolosa al mondo – 1,252 miliardi di abitanti, rispetto agli 1,357 della Cina – sia una fucina di pokeristi. In realtà è un mercato nascente, anche se con un grande potenziale.

Il problema del poker in India è che la legge statale che regola il gioco d’azzardo, il Public Gambling Act del 1867, lo proibisce nella maggior parte del subcontinente. Detto questo, ogni stato ha la facoltà di approvare leggi proprie e negli stati offshore come Goa e Sikkim il gioco d’azzardo è legale. In effetti, il 90 per cento del gioco d’azzardo legale indiano è concentrato in questi due stati.

Nel frattempo altri stati, quale il Bengala Occidentale, hanno escluso giochi di carte quali bridge e poker dalla classificazione di giochi d’azzardo. Di conseguenza, è possibile organizzarli dopo avere ottenuto i permessi necessari. Esistono ovviamente degli stati, come Orissa e Assam, che hanno proibito tutte le forme di gioco d’azzardo. Complessivamente, il poker è riconosciuto come un gioco d’abilità in tre stati indiani: Karnataka, Bengala Occidentale e Nagaland.

“Quando università come Harvard ed MIT offrono corsi di poker, allora è chiaro che se esso è riconosciuto a livello mondiale come gioco basato sull’abilità, è solo questione di tempo prima lo stesso avvenga anche in India”, ha detto all’India Times la poker pro di Delhi Nikita Luther.

Per quanto riguarda l’online gaming, non esiste una legge che lo proibisce, per cui molti siti si rivolgono ai giocatori indiani come Aditya Agarwal, forse il più prolifico giocatore online del paese che, con i suoi 1.424.770 dollari guadagnati nei tornei dal vivo è terzo nella all time money list indiana. Nella classifica lo precedono solo Nipun Java (2.828.796) e Vivek Rajkumar (8.080.012).

Per quanto concerne il poker dal vivo, l’India offre varie possibilità. La più importante è l’India Poker Championship (IPC), uno dei maggiori e più famosi eventi indiani che si svolge nei casinò offshore di Panjim, a Goa, fin dal marzo del 2010. La missione degli ideatori Peter Abraham e Sameer Rattonsey è semplice: far vivere ai giocatori indiani l’esperienza del poker di livello mondiale.

Il noto pokerista e imprenditore seriale Praveen Dwarkanath ha lanciato a novembre del 2017 Poker Ninja, in collaborazione con Gold Coast Poker Room di Bengaluru.

“Il circuito del poker internazionale è ottimo per capire quale dovrebbe essere l’esperienza di un torneo e di un giocatore di poker”, ha detto Dwarkanath a PokerGuru.in. “Ecco perché con Gold Coast intendiamo fornire il miglior ambiente di gioco e una piattaforma in cui i giocatori possano mettere alla prova le proprie abilità facendo anche l’esperienza di un’arena di gioco all’avanguardia”.

Il poker in India continua e continuerà a espandersi. Nel 2017 l’Economic Times ha riferito che le startup indiane di poker online valgono tra i 110 e i 120 milioni di dollari, con oltre 50.000 giocatori regolari.

Libano e Israele

Non è semplice trovare partite di poker in Medio Oriente, soprattutto negli stati islamici dove sharia e leggi civili proibiscono ogni tipo di gioco. Tuttavia, come la maggior parte dei posti in cui il poker non è legale, spesso basta cercare a fondo per riuscire a giocare. In Medio Oriente ci sono un paio di paesi con una fiorente scena pokeristica.

In Libano esistono due strutture per il gioco d’azzardo: l’Hippodrome Du Parc De Bevrouth di Beirut e il Casino du Liban a Maameltein. Quest’ultimo è il più grande con 56 tavoli da gioco, centinaia di slot machines e sei tavoli da poker.

Vi sorprenderà anche sapere che molti top pro del poker vengono dal Libano. Freddy Deeb, che ha vissuto negli USA, è il giocatore più ricco del suo paese d’origine con oltre 9 milioni di dollari guadagnati in carriera. Oltre a lui, anche Nicolas Chouity (3,7 milioni di dollari), Fadi Kamar (2,2 milioni) e Walid Bou Habib (1,9 milioni).

In Israele, il poker è illegale dopo essere stato definito un gioco di fortuna invece che d’ingegno. Ma ciò non ha impedito il sorgere di una vivace scena casalinga, nonostante gli organizzatori rischino tre anni di carcere e i giocatori fino a un anno. Un’interessante storia a proposito si trova sul blog di Avi Rubin riguardo al suo anno in Israele.

Anche se il poker è limitato alle partite casalinghe, presto potrebbe esserci un cambiamento con la possibile costruzione di alcune case da gioco nella città di Eilat, che ospita crociere con casinò (dato che in alto mare si è fuori dalla giurisdizione israeliana).

“Sono decina di centinaia gli israeliani che giocano a poker per divertimento con amici e colleghi, da una volta al mese a molte volte alla settimana”, ha scritto Robbie Strazynski su Cardplayer Lifestyle. “Ecco perché ormai i negozi che vendono set di fiches e altri articoli per il poker sono praticamente ovunque. E, ovviamente, esistono anche tantissimi forum israeliani di poker online dove gli appassionati del gioco discutono sul loro passatempo preferito”.

E anche se il poker magari non è così diffuso da queste parti, è comunque un fenomeno presente. Questo fatto è evidenziato dal gran numero di giocatori della regione che hanno avuto successo nel circuito internazionale.

Pensate ad esempio al compianto Amir Vahedi, che arrivò al tavolo finale del WSOP Main Event lo stesso anno della vittoria di Chris Moneymaker: detiene ancora il primo posto nella all time money list iraniana con 3.276.428 dollari guadagnati. A proposito, l’Iran ha dato i natali anche al campione del WSOP Main Event del 1992 Hamid Dastmalchi, che vi è cresciuto prima di trasferirsi negli USA a 19 anni. Ci sono poi l’iracheno Mohamed Namir (175.201 dollari), l’emiratino Shams Ahmad (207.083) e il giordano Fuad Serhan (653.972).

 

Poker in AFRICA

Africa

Quando si parla di poker in Africa, si pensa al Casino de Marrakech in Marocco dove si sono svolti alcuni grandi eventi, tra cui World Poker Tour Nationals, WSOP Circuits e anche eventi principali del WPT, e che nel 2016 ha ospitato il Marrakech Poker Open, un torneo che ha attirato 220 partecipanti e ha visto il professionista portoghese Henrique Pinho vincere il primo premio da 35.880 euro.

E se Marrakech è un luogo ideale per giocare a poker, non è certo l’unico in Africa. Secondo World Casino Directory, nel 2014 erano dieci i gruppi che gestivano casinò nel continente, la maggior parte dei quali controllati da Sun International in nazioni quali Botswana, Lesotho, Namibia, Nigeria e Sudafrica. Altri Paesi in cui si gioca sono Egitto, Camerun, Ghana, Zimbabwe e Uganda.

Mentre casinò, ippica e sport sono presenti fin dagli anni Cinquanta, è nell’ultimo decennio che tali attività hanno iniziato a crescere veramente. Per restare al poker, oltre al Marocco, dovete assolutamente visitare il Sudafrica.

"Credo che i migliori casinò si trovino probabilmente a Johannesburg con partite a soldi e MTT praticamente ogni giorno", ha detto a PokerNews il noto poker pro africano Ahlee de Lange. "Il mio posto preferito per giocare è probabilmente Città del Capo, città bellissima, con gente amichevole e casinò niente male. Ma la mia casa da gioco preferita è Monte Casino a Johannesburg: ha una scelta di buoni ristoranti e negozi, come anche buoni MTT e partite a soldi. Se volete giocare a poker in Sudafrica, raccomanderei di andare a Johannesburg. Tuttavia, se volete fare anche un po’ di vacanza e immergervi in un bell’ambiente, Città del Capo è la città che fa per voi. Ha la più incredibile vita notturna del Sudafrica e le persone in genere sono molto gentili".

Non sorprende che i primi tre pro della all time money list africana provengano dal Sudafrica: il terzo classificato al WSOP Main Event del 2007, Raymond Rahme è in vetta con oltre 3,5 milioni di dollari, mentre Jarred Solomon è secondo con circa 1,6 milioni. Anche Darren Kramer vanta un montepremi totale a sette cifre, grazie a una somma di 1.183.714 dollari.

Tra gli altri celebri giocatori africani ci sono Warren Zackey (860.269 dollari), Greg Ronaldson (929.145) e Farid Yachou, che a inizio 2017 ha vinto l’inaugurale WPT Tournament of Champions, aggiudicandosi una somma di 381.600 dollari.

Non esistono solo giocatori forti di origine africana, ma ce ne sono anche molti che vengono da fuori per far visita ai casinò del posto. Nel 2014 Dylan Wilkerson ha vinto il WPT Emperors Palace Poker Classic e una contestuale somma di 145.836 dollari, mentre i colleghi pro statunitensi Faraz Jaka e Mclean Karr hanno vinto entrambi eventi collaterali nella stessa occasione. Inoltre, la leggenda del poker online Dan “Jungleman” Cates ha vinto 500.000 dollari nello stesso luogo quando ha partecipato al WPT Alpha8 Johannesburg del 2016.

Non è solo la vivace scena pokeristica ad attirare i professionisti in Africa, ma anche le proposte che vanno oltre il gioco stesso. Molti colgono l’occasione per visitare siti turistici o per i safari; altri invece si spingono in cima al Kilimangiaro, come hanno fatto i professionisti Shannon Shorr e Jesse Yaginuma a fine 2014, emulati da Fedor Holz a inizio 2017.

Kazakistan

Quando si pensa all’Asia, il poker è probabilmente una delle ultime cose che vengono in mente, soprattutto in Kazakistan. Tuttavia l’ex repubblica sovietica, che si estende dal Mar Caspio a ovest fino ai Monti Altaja a est, è salita alle cronache come un ottimo posto in cui giocare a poker.

Secondo World Casino Directory, sono cinque le città kazake che ospitano un totale di 10 strutture per il gioco d’azzardo. Per legge, tutti i casinò devono trovarsi vicino alle due maggiori città (Almaty e Karagandy). Kapchagay, appena fuori Almaty, ospita sei strutture, compreso il più grande casinò kazako, il Casino Altyn Alma con i suoi 44 tavoli e 150 macchine da gioco e di video poker.

Il gioco in Kazakistan è cresciuto così tanto che nel 2015 l’AD di Wynn Resorts, Steve Wynn, ha incontrato il presidente Nursultan Nazarbayev per discutere una possibile cooperazione su progetti comuni. Casualmente è accaduto nel momento in cui il Paese asiatico ha reso pubblici i progetti per lo sviluppo dei casinò.

Il Kazakistan, il più grande stato al mondo senza sbocchi sul mare, progetta la costruzione di un aeroporto internazionale posto a cinque ore di aereo da metà della popolazione mondiale, considerata la vicinanza di Cina e India. Ci sono inoltre progetti per una superautostrada e per un sistema ferroviario ad alta velocità. Come potete capire, c’è il potenziale affinché il Kazakistan diventi un protagonista sulla scena del poker.

In tutto il paese ci sono più di una sessantina di tavoli e una delle strutture adibite, il Bombay Casino, ha ospitato nel 2015 il WPT National Kazakistan, torneo che ha attirato 106 partecipanti e ha visto il russo Kamil Isabekov portarsi via un primo premio da 42.225 dollari.

Altra manifestazione che spesso disputata in Kazakistan è l’Eurasian Poker Tour (EAPT); ad aprile 2017 si è tenuto al Cashville Casino di Astana. Quel Main Event ha attirato 150 partecipanti e ha superato il montepremi pubblicizzato da 100.000 dollari, creandone uno da 130.500 dollari. In quell’occasione la vittoria è andata all’ucraino Shklyar Iaroslav, che ha portato a casa la somma di 33.330 dollari.

Tra i giocatori kazaki, Aidyn Auyezkanov è in cima all’all time money list con 535.966 dollari, vinti praticamente tutti nel maggio 2016 quando si è classificato terzo nell’EPT Monte Carlo Super High Roller, risultato che ha contribuito a portare il Kazakistan sulla scena mondiale del poker. Altri giocatori kazaki con vincite a sei cifre sono Umarov Ilysovich (353.969 dollari), Darkhan Botabayev (278.308), Ivan Arbatsky (179.229) e Ismail Salmanogly Babaev (146.946).

Senza restrizioni online e con lo sguardo rivolto all’espansione del gioco, il Kazakistan sta entrando di diritto nel mondo del poker.

Conclusioni

È possibile trovare il poker in tutti gli angoli del mondo. La cosa migliore è una bella ricerca su Google, ma se non siete convinti, non abbiate paura di chiedere ai giocatori di poker. Una ricerca sui social media può rivelarsi un ottimo modo per conoscere la scena del poker nella vostra destinazione, e potrebbe procurarvi addirittura un paio di inviti.

April 30, 2022

Di Chad Holloway

Chad Holloway
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Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.

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