Varianza nel poker: come abbiamo già avuto modo di vedere altrove, l’idea che il poker online sia in qualche modo truccato continua a popolare la mente dei giocatori, meno attenti nonostante i casinò online che sono certificati dall’ADM (l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) diano la garanzia che gli RNG e i sistemi di sicurezza portano a offrire un gioco equo. 

Varianza poker

E molto di questo retropensiero deriva dalla mancata conoscenza e/o comprensione di una delle dinamiche che invece sono importantissime nel poker: la varianza.

In questo articolo spiegheremo il concetto stesso di varianza, offrendo qualche applicazione pratica e dando qualche consiglio su come affrontare questa variabile in grado di scombussolare parecchio i piani e il bankroll di chi si siede al tavolo a giocare.

Ecco i contenuti di questo articolo originale:

  • Cos’è la varianza.

  • Quanto può durare un downswing.

  • Varianza cash game vsi tornei.

  • Gestione del bankroll per gestire la varianza.

  • Mental game: come non andare in tilt.


Cos’è la varianza

Dunque, cos’è la varianza? In termini tecnici, la varianza a livello statistico è la misura di quanto un valore si possa scostare rispettivamente al valore atteso. Nel caso del poker il valore atteso è l’Expected Value di un numero di mani e la varianza è quanto a un giocatore le cose possono andare bene oppure male rispetto a quel valore.

Il punto principale di incomprensione sul funzionamento della varianza sta nel numero delle mani giocate. L’Expected Value non si raggiunge su un numero relativamente basso di mani, ma con il tempo e con un volume di gioco a lungo termine assai maggiore. Minore è il numero di mani giocate, maggiore sarà la varianza che ci si trova ad affrontare, mentre aumentando le mani l’expected value tenderà ad avvicinarsi sempre di più al valore statistico a cui tende. 

Di conseguenza, i periodi positivi e quelli negativi, i cosiddetti upswing e downswing, sono parte integrante del gioco e vanno accettati come tali. Ci saranno sessioni di gioco in cui il giocatore termina con molti più soldi di quelli inziali e altre invece in cui perde parecchio.

Esempio numerico: quanto può durare un downswing

Ma la domanda che ci si pone spesso è sulla durata dei downswing. Partendo dal presupposto che la deviazione standard (la radice quadrata della varianza) nel poker online è di 100bb su 100 mani giocate, il calcolo che va fatto per calcolare la durata di un downswing è legato invece al winrate di un giocatore. 

Un giocatore che ha un winrate di 5bb su 100 mani giocate può ritrovarsi ad affrontare un downswing (in media) che può essere anche di 20 buy-in. Di conseguenza, maggiore il winrate, minore l’impatto della varianza, ma un winrate più alto non esclude per nulla la possibilità di uscire sconfitti.

Varianza nel poker

Varianza nei cash game vs tornei

La tipologia di partita affrontata ha chiaramente un impatto nella varianza dei giochi di poker. E la differenza tra cash game e torneo si può fare molto ampia. 

La varianza nei cash game è minore, per una serie di motivi. In primis la dimensione dello stack, perché se si gioca un cash game in cui si fa re-buy ogni volta che si scende sotto le 100bb, il proprio stack permetterà scelte di puntata diverse e più conservative. 

Nei tornei di poker invece ci si ritrova spesso con stack molto piccoli, che obbligano il giocatore ad andare all-in già nel preflop, anche in situazioni non favorevoli, per evitare che lo stack venga mangiato dalle blind.

Allo stesso modo, la tipologia di partita influisce anche sul modo di giocare ed è più semplice vedere in un cash game un nit (che avrà una varianza minore di un tag e di un lag), mentre nei tornei il gioco aggressivo è la norma. 

Per quanto riguarda i downswing e la loro durata, in un cash game i periodi di perdita si contano in decine di migliaia di mani, mentre per i tornei il discorso è assai maggiore ed è più che possibile giocare anche centinaia di tornei consecutivi senza ottenere risultati importanti.

Gestione del bankroll per gestire ed assorbire la varianza

La gestione della varianza, per quanto riguarda il bankroll, va scomposta in due livelli. Il primo è quello del bankroll per la singola partita, quando si parla di cash game. Per affrontare meglio gli alti e i bassi della varianza, il modo migliore è aumentare il bankroll, quando possibile, a seconda delle stakes. In questo modo, è possibile superare anche downswing prolungati. 

Allo stesso tempo, però, è importante poterselo permettere. Non c’è una regola aurea, ma per gestire la varianza a lungo termine non bisognerebbe mai mettere a rischio in una sola sessione più del 5% del proprio bankroll totale. Per i tornei, che come abbiamo visto hanno una varianza maggiore e possono offrire downswing parecchio più lunghi, la percentuale del bankroll da poter rischiare è ancora inferiore e si aggira sul 2%, in modo da poter sopportare almeno 50 tornei senza andare in the money.

Mental game: come non andare in tilt

Oltre alla gestione del bankroll, l’elemento fondamentale per affrontare la varianza nel poker è il mental game. Un approccio sbagliato a livello mentale può fare danni incalcolabili e la conoscenza della varianza è il primo passo per evitarlo. 

Sapere che la mano migliore vince nel 90% dei casi, ma che c’è anche quel 10% di possibilità che perda è la base, così come avere la consapevolezza che matematicamente è più che possibile che un lungo numero di mani vada per storto. 

Perdere una mano bad beat non è segnale di una giocata sbagliata e quindi, a livello mentale, bisogna saper separare le proprie decisioni dal loro risultato. 

A livello di probabilità poker, ragionare in maniera matematicamente errata (come per esempio pensare che le mani non siano una indipendente dall’altra, e che quindi è matematicamente “sicuro” che prima o poi si debba vincere) e pensare di puntare di più per riprendersi dalle perdite è il modo migliore per andare in tilt e peggiorare la propria situazione.

Varianza nel poker - domande frequenti

D: Cos’è la varianza nel poker?

R: In termini semplici, la varianza è un valore che indica quanto bene o quanto male possono andare le partite di poker.

D: Cos’è nel poker un downswing?

R: Un periodo in cui i risultati ottenuti deviano rispetto al proprio Expected Value.

D: Hanno più varianza i cash game o i tornei?

R: I tornei, visto che non è raro che un giocatore possa arrivare a 200 tornei consecutivi senza risultati di rilievo.

D: Come si affronta la varianza?

R: Dal punto di vista di gestione del bankroll, non mettendo mai a rischio più di una frazione del proprio bankroll, mentre nel gioco mentale è importante separare la bontà delle giocate dal loro risultato e ragionare in maniera matematica, evitando un tilt.


*Le immagini dell'articolo sono distribuite da Adobe.

Di 888poker

888poker